Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa
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Imprese della CERAMICA ESCLUSE dai RISTORI

Nel decreto emanato a fine marzo dal Governo le imprese della ceramica sono state escluse dai ristori per far fronte al caro bollette dell’energia e del gas. 

Il decreto in questione  disciplina il Fondo costituito a questo scopo per sostenere sia le imprese che operano nel settore della ceramica artistica che in quello del vetro artistico di Murano, limitandone però l’accesso solo alle imprese del territorio di Murano!

Ma se è vero che Murano è un grande centro di produzione del vetro artistico, non lo è sicuramente per la ceramica artistica e tradizionale.

Di fatto, circoscrivere l’accesso ai ristori solo al territorio di Murano significa escludere completamente le imprese della ceramica, che sono tantissime, distribuite su tutto il territorio nazionale e con consumi di energia e gas pari a quelli dei produttori di vetro.

Per questo CNA Ceramisti, insieme alle altre sigle del settore, ha inviato una lettera di protesta al ministro dello sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, chiedendo una revisione urgente della norma.

 

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Maggio 27, 2022
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BANDI REGIONALI, bene lo SCORRIMENTO delle GRADUATORIE

Accogliamo con favore la decisione della giunta di portare a scorrimento le graduatorie dei bandi regionali a sostegno degli investimenti delle imprese manifatturiere che, nonostante le difficoltà legate alla congiuntura economica, continuano a scommettere sulla crescita.

È positiva la reazione che la CNA dell’Umbria riserva al rifinanziamento di tre bandi regionali deciso ieri dalla giunta di palazzo Donini su proposta dell’assessore allo sviluppo economico, Michele Fioroni.

“La scelta di destinare ulteriori 6 milioni di euro al bando Large, 8 milioni all’avviso Ricerca e Innovazione e 2,5 milioni al bando Energia, va nella direzione da noi auspicata – dichiara Giampaolo Cicioni, presidente regionale di CNA Produzione -, stimolando la realizzazione di investimenti da parte delle tante imprese che, nei mesi scorsi, hanno presentato progetti a valere sulle tre misure. Si tratta di un provvedimento anticiclico a supporto di un settore che sta facendo fronte a difficoltà enormi legate soprattutto ai rincari straordinari del prezzo di energia e gas, a cui le misure di contrasto adottate dal governo non riescono a fare fronte. Difficoltà acuitesi, in particolare, con il rimbalzo che ha caratterizzato la crescita economica dopo il colpo assestato dalla crisi pandemica, a cui si aggiungono quelle legate alla ricerca di personale con competenze adeguate alle esigenze delle imprese.”

“D’altra parte – aggiunge Francesco Vestrelli, responsabile di CNA produzione Umbria – la proroga europea del regime del temporary framework potrà garantire, anche nei prossimi mesi, una elasticità nella gestione dei fondi europei in grado di riavvicinare le capacità di programmazione delle Regioni alle effettive esigenze delle imprese. Infine, ci auguriamo una velocizzazione dei percorsi per arrivare all’approvazione definitiva della programmazione dei fondi comunitari, che rappresentano uno strumento fondamentale di sostegno allo sviluppo economico, soprattutto – conclude Vestrelli – per quanto riguarda gli incentivi per l’innovazione e la formazione professionale dei giovani disoccupati.”

Scarica qui la rassegna stampa.

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Maggio 26, 2022
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TRASPORTO MERCI, ecco le NOVITÀ del mese

Ecco la sintesi delle principali novità di maggio per il settore dell’autotrasporto merci su strada conto terzi.

1) IL FONDO DI 500 MILIONI A FAVORE DELL’AUTOTRASPORTO DIVENTA NORMA

È quanto previsto dall’art. 3 del decreto legge n° 50 del 17 maggio 2022, cosiddetto “Decreto Aiuti”.

Il provvedimento riconosce alle imprese che si sono viste temporaneamente sospeso il rimborso delle accise, un contributo straordinario, sotto forma di credito d’imposta, nella misura del 28%  della spesa sostenuta nel primo trimestre del 2022 per l’acquisto di gasolio (comprovato da fatture) impiegato per il rifornimento di veicoli di massa superiore a 7,5 ton. di classe ambientale euro V ed euro VI, al netto dell’IVA.

Lo stanziamento complessivo ammonta  a 496.944.171 euro.

Il contributo:

  • è utilizzabile esclusivamente in compensazione
  • non concorre alla formazione del reddito d’impresa, né della base imponibile IRAP.
  • è  cumulabile con altre agevolazioni, a condizione che tale cumulo non porti al superamento della spesa sostenuta.

Siamo in attesa di una nota esplicativa su come accedere al contributo e sulle modalità esatte di calcolo.

2) CAMBIA L’ACCESSO ALLA PROFESSIONE

Il 21 febbraio è entrato in vigore il regolamento UE 1055/2020, che ha modificato quanto previsto dalla normativa italiana in materia di accesso alla professione nel trasporto merci conto terzi.

L’art. 2, comma 227 della Legge 244 del 2007 prevedeva infatti che un’impresa ai fini dell’accesso al mercato dovesse dimostrare di aver acquisito, per cessione di azienda, altra impresa di autotrasporto, o l’intero parco veicolare, purché composto di veicoli di categoria non inferiore a Euro 5, di altra impresa che avesse cessato l’attività, oppure di aver acquisito ed immatricolato, singolarmente o in forma associata, veicoli adibiti al trasporto di cose di categoria non inferiore a Euro 5 e aventi massa complessiva a pieno carico non inferiore nel complesso a 80 tonnellate.

Con l’entrata in vigore del regolamento 1055/2020 questa norma è venuta meno. Ne consegue che la procedura di accesso alla professione di trasportatore su strada comporta, esclusivamente, la verifica dei requisiti di:

  • onorabilità
  • idoneità professionale
  • idoneità finanziaria
  • stabilimento

Questo è anche quanto chiarito da una circolare del 13 maggio del MIMS (in attuazione del decreto dirigenziale del MIMS n° 145 dell’8 aprile 2022), nella quale è anche specificato che le imprese che hanno avuto l’accesso al mercato, precedentemente alla data della circolare (13 maggio 2022), con veicoli appartenenti a una determinata categoria Euro, possono immatricolare e/o utilizzare veicoli di qualsiasi categoria Euro.

3) CAMBIANO le LICENZE COMUNITARIE TRASPORTO INTERNAZIONALE PER I VEICOLI TRA LE 2,5 E LE 3,5 T

Dal 21 maggio 2022 anche per le imprese con veicoli tra le 2,5 e le 3,5 t è necessario possedere la licenza comunitaria e quindi conseguire l’attestato di gestore dei trasporti valido anche per il trasporto internazionale.

La circolare del MIMS emanata il 13 maggio 2022 ha definitivamente chiarito che l’attestato può essere automaticamente conseguito (esonero dall’esame) se si può dimostrare di aver svolto le funzioni di gestore dei trasporti presso imprese analoghe (con mezzi tra le 2,5 e le 3,5 t) nei dieci anni precedenti il 20 agosto 2020. In questo caso è necessario rendere una dichiarazione all’ufficio provinciale competente ed ottenere così un’attestazione che vale come documento sostitutivo dell’attestato.

Se non si è in questa situazione, sarà necessario sostenere l’esame, con diverse modalità:

  • i gestori dei trasporti che, al 20 agosto 2020, siano in possesso dell’attestato di frequenza del corso di formazione preliminare di 74 ore, sono ammessi a sostenere direttamente l’esame semplificato (integrativo per la sola parte internazionale), a condizione che il soggetto interessato abbia assolto all’obbligo scolastico e superato un corso di istruzione secondaria di secondo grado. In assenza di tale requisito, l’interessato può sostenere l’esame solo se frequenta il corso integrativo relativo alla sola parte internazionale.
  • i gestori dei trasporti che hanno conseguito l’attestato di frequenza del corso di formazione preliminare di 74 ore dopo il 20 agosto 2020, per conseguire l’attestato internazionale dovranno sostenere l’esame completo, comprensivo anche della parte nazionale e se necessario, in relazione al titolo di studio posseduto, frequentare il corso di formazione di 150 ore.

Hai bisogno di conseguire la licenza internazionale? Contatta il nostro ufficio:

per avere assistenza nella presentazione della dichiarazione per l’esonero dall’esame all’ufficio provinciale competente o per esaminare la tua specifica situazione.

 

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Maggio 26, 2022
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SAGRE, RISTORATORI ancora all’ATTACCO

Sulle sagre i ristoratori di CNA e Confartigianato tornano all’attacco.

La promozione turistica dei nostri territori ha bisogno anche delle manifestazioni tradizionali e popolari e delle connesse sagre di qualità, ma le imprese della ristorazione restano pur sempre le ambasciatrici della cultura enogastronomica locale e devono essere tutelate, poiché restano in piedi solo se possono raggiungere e mantenere l’equilibrio economico.

La pandemia, la crisi dei redditi e dei consumi hanno determinato una contrazione generalizzata dei ricavi delle attività di ristorazione; al tempo stesso la crisi energetica, i rincari delle materie prime e la riattivazione delle imposte di tutti i tipi (a partire dal canone unico per l’occupazione del suolo pubblico) hanno generato una impennata sensibile dei costi di gestione. In queste condizioni le imprese dei servizi della ristorazione, in primis, ma anche moltissime altre attività funzionali allo sviluppo economico locale in chiave turistica in particolare (strutture ricettive, imprese del divertimento, agenzie viaggi, artigianato tipico, organizzatori professionali di eventi, ecc.) non ce la fanno più e stanno chiudendo.

La politica e le istituzioni, tra un rinvio e l’altro, non possono assistere passivamente all’impoverimento del tessuto delle imprese locali che promuovono il territorio con le sue eccellenze enogastronomiche e garantiscono occupazione; non possono consentire, per insufficienze delle norme e del sistema dei controlli, la riedizione di “sagre solo di  nome”, cioè di quelle manifestazioni che nei fatti sono vere e proprie attività commerciali che, sfruttando la forma giuridica dell’associazione, lucrano su trattamenti favorevoli (fiscale, contributivo, sulla sicurezza, ecc.) che dovrebbero essere ad esse preclusi.

Riteniamo che gli organizzatori e i volontari delle sagre storiche e di qualità e gli operatori dei servizi di ristorazione stiano dalla stessa parte e siano tutti danneggiati da una disciplina normativa carente e dalla latitanza del sistema dei controlli.

Non si può rappresentare la questione come una contrapposizione di interessi privati, né chiamarsi fuori di fronte alle ragioni delle imprese che chiedono l’applicazione, non solo formale, ma anche sostanziale delle norme che presidiano la materia.

Non si tratta di interessi privati contrapposti: da un lato, infatti, c’è l’interesse pubblico alla promozione territoriale, che si può perseguire solo tramite le imprese di ristorazione e turistiche e le manifestazioni di qualità (realtà che spesso infatti trovano interessanti formule di collaborazione); dall’altro lato c’è l’interesse del tutto privato di soggetti che, sfruttando le maglie larghe delle leggi e l’inefficacia dei controlli, invece di promuovere il territorio svolgono nei fatti attività di concorrenza sleale.

Sarebbe facile con pochi approfondimenti capire se ci si trova di fronte a una vera promozione del territorio o a una attività commerciale privata irregolare mascherata. Basta verificare se nella singola “sagra” si promuovono i prodotti tipici o si inventano tradizioni che non esistono; se è prevista o meno la collaborazione con le attività dei servizi di ristorazione del territorio; se ci si rivolge principalmente o essenzialmente a fornitori locali; se viene previsto un budget per investimenti pubblicitari per attrarre flussi dai territori limitrofi e da fuori regione; se in maniera trasparente viene dato resoconto pubblico sull’impiego dei ricavi generati dalla manifestazione.

È facile, ma le norme regionali non prevedono questi criteri di verifica, ed i Comuni faticano ad attivare i controlli.

Riteniamo pertanto urgente un intervento risolutivo della Regione Umbria affinché si aggiornino e rendano più precisi e puntuali i parametri della legge regionale sulle sagre e affinché i Comuni attivino procedure di controllo effettivo ed efficace.

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Maggio 26, 2022
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EXPORT e INTERNAZIONALIZZAZIONE, un CORSO per IMPRESE

Se sei un’impresa che ha la sede operativa in Umbria puoi partecipare al corso “EX” di specializzazione su export e internazionalizzazione riservato a un numero massimo di 50 imprenditori e manager di imprese.

A metterlo gratuitamente a disposizione è ARPAL, l’agenzia regionale per le politiche attive del lavoro. Il corso è erogato da LUISS specificamente per ARPAL.

Per rientrare nel progetto le imprese devono:

  • essere regolarmente costituite come società di capitali, essere iscritte alla CCIAA da almeno 12 mesi ed esercitare un’attività compresa in specifici codici Ateco (scopri qui quali sono);
  • avere almeno un bilancio approvato riferito ad un esercizio completo;
  • avere una sede operativa in Umbria dove lavora il personale che deve partecipare al Corso;
  • essere in regola:
    • con il pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali per i lavoratori e con gli obblighi dei contratti di lavoro;
    • con le norme su salute e sicurezza/inserimento disabili/pari opportunità/tutela dell’ambiente/antimafia
  • non trovarsi in stato di fallimento, liquidazione coatta o volontaria, concordato preventivo (ad eccezione del concordato con continuità aziendale) etc;
  • non presentare le caratteristiche di “impresa in difficoltà”;
  • non essere state soggette ad atti di revoca per:
    • indebita percezione di risorse pubbliche
    • carenza dei requisiti essenziali
    • irregolarità della documentazione prodotta per cause imputabili all’impresa e non sanabili.

Ogni impresa può candidare un solo soggetto (non sostituibile) che deve avere i seguenti requisiti:

  • essere titolare dell’impresa o ricoprire il ruolo di:
    • amministratore con deleghe operative/amministratore delegato;
    • direttore generale;
    • responsabile ufficio estero/società-filiale estera
    • responsabile commerciale e/o marketing/finanziario/amministrativo;
  • avere un contratto di lavoro dipendente o essere lavoratore autonomo con rapporto di collaborazione in regime di esclusività.
  • non avere riportato condanne penali che impediscano di poter costituire rapporti con la Pubblica Amministrazione o assumere ruoli di amministratore o rapporti di lavoro in società private che adottano codici etici ai sensi della normativa vigente in materia di diritto societario.
  • non essere contestualmente iscritto alle liste dei Digital manager o Export manager di Invitalia ;
  • avere una comprovata e adeguata padronanza della lingua inglese.

I posti disponibili per la partecipazione al Corso saranno distribuiti in due cluster:

  • Cluster A: 70% (max 35 post) alle imprese “Export Players” con fatturato estero nell’ultimo esercizio pari almeno al 15 % del fatturato totale, che dovranno presentare un progetto di sviluppo e potenziamento dell’export e internazionalizzazione;
  • Cluster B: 30 % (max 15 posti) alle imprese “Export Beginners” con fatturato estero nell’ultimo esercizio inferiore al 15% del fatturato totale o fatturato estero assente, che dovranno presentare un progetto strategico di export e internazionalizzazione.

Le sessioni formative saranno alternate in presenza e a distanza (modalità sincrona) presso:

  • la sede di Villa Blanc a Roma della LBS (le sessioni inaugurale e di chiusura)
  • la Scuola di Formazione Regionale di Villa Umbra (località Pila – Perugia).

Ai partecipanti sarà fornito materiale didattico dedicato consultabile in modalità e-learning.

Il corso  si svolgerà il venerdì intera giornata e il sabato mattina.

Al momento dell’approvazione delle domande verrà definito anche il valore del beneficio (max € 6.250,00/impresa)  per poter partecipare gratuitamente al corso.

Le domande di partecipazione potranno essere inviate


Per maggiori informazioni contatta il nostro ufficio Bandi e Incentivi al n° 075 505911

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Maggio 26, 2022
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L’evoluzione del WELFARE a CNA INFORMA TV

Nella nuova puntata di CNA INFORMA TV, in onda martedì 24 maggio 2022 alle ore 20:30 su UMBRIA TV (canale 10 del digitale terrestre), si parlerà di welfare e politiche sociali per gli imprenditori, le famiglie, i pensionati.

Coordinati dalla giornalista Noemi Campanella saranno ospiti in studio:

  • MARINA GASPARRI – Responsabile regionale CNA Welfare
  • VALTER MARANI – Direttore generale patronato EPASA-CNA
  • MASSIMO BRAGANTI – Direttore “Salute e Welfare” Regione Umbria
  • EDI CICCHI – Assessore alle politiche sociali, alla famiglia, alle pari opportunità – Comune di Perugia
  • FABIANO COLETTI – Presidente CNA Pensionati Umbria
  • MONIA BURANI – Responsabile regionale Patronato CNA Umbria 

Non perderti la puntata, sintonizzati alle 20.30 per guardare CNA INFORMA TV!

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Maggio 23, 2022
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BANDO per imprese della CERAMICA ARTISTICA

Pubblicato un bando riservato alle imprese della ceramica artistica di qualità e tradizionale (codice Ateco primario 23.41)

L’agevolazione consiste in un contributo in conto capitale in de Minimis che può arrivare fino all’80% delle spese totali ammissibili e fino a un contributo massimo di 50mila euro per impresa.

I progetti ammissibili a contributo (con importo minimo di 10mila euro) devono avere una delle seguenti finalità:

  • lo sviluppo di piattaforme informatiche per il settore
  • lo sviluppo tecnologico dell’impresa
  • l’acquisto di uno o più macchinari nuovi di fabbrica per lo sviluppo industriale dell’impresa

Le spese ammissibili sono quelle:

  • sostenute dal 17 maggio al 30 giugno 2022;
  • finalizzate direttamente all’attività dell’impresa;
  • relative a beni e servizi acquistati da terzi che non hanno relazioni con l’impresa acquirente e alle normali condizioni di mercato;
  • effettuate attraverso modalità che consentano la loro piena tracciabilità e la loro riconducibilità ai titoli di spesa a cui si riferiscono

Sono escluse le spese per acquistare/pagare:

  • pezzi di ricambio o altre attrezzature che non soddisfano il requisito dell’autonomia funzionale
  • terreni, fabbricati, opere murarie
  • scorte di materie prime o semilavorati – materiali di consumo – attrezzature e arredi – beni non nuovi di fabbrica
  • mezzi dotati di targa
  • utenze varie
  • tasse, contributi, oneri sociali, spese legali o notarili
  • beni non funzionali all’attività di impresa o per i quali si siano già ottenuti incentivi
  • commesse interne

La domanda, la relazione tecnica e i titoli giustificativi e di pagamento delle spese sostenute vanno inviate dal 1° al 30 giugno 2022 a Invitalia:


Per maggiori informazioni contatta il nostro ufficio Bandi e Incentivi:

 

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Maggio 18, 2022
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A CNA INFORMA TV si parla di CREDITO alle IMPRESE

Il credito alle imprese sarà il tema in discussione nella nuova puntata di CNA INFORMA TV in onda martedì 17 maggio 2022 alle ore 20:30 su UMBRIA TV
(canale 10 del digitale terrestre).

Coordinati dalla giornalista Noemi Campanella saranno ospiti in studio:

  • PASQUALE CAMPAGNA – Presidente Gepafin
  • PAOLO MARIANI – Direttore UNI.CO.
  • ROBERTO GIANNANGELI – Direttore CNA Umbria
  • PAOLA BIANCALANA – Direttore UNI.CO. Umbria
  • MARCO TILI – Direttore Gepafin
  • ANTONELLO COZZALI – Imprenditore, già Presidente di Fidimpresa Umbria

Non perderti la puntata, sintonizzati alle 20.30 per guardare CNA INFORMA TV!

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Maggio 16, 2022
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COMPENSAZIONE RINCARI EDILIZIA, DOMANDE entro il 27/05

Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il decreto del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile per ottenere la compensazione dei rincari nell’edilizia nei lavori pubblici (puoi scaricare il testo completo qui, comprese le tabelle dettagliate su materiali/prezzi).

Il decreto rileva le variazioni dei prezzi superiori all’8% subite e registrate dai materiali da costruzione più significativi da giungo a dicembre 2021.

Con questo atto si completa il quadro che consente la compensazione dei rincari nei CONTRATTI PUBBLICI.

Ricordiamo che le imprese devono presentare la richiesta di compensazione alle stazioni appaltanti entro 15 giorni dalla pubblicazione del Decreto,  quindi ENTRO E NON OLTRE il 27 Maggio 2022.

SCARICA QUI IL MODELLO DI DOMANDA DA COMPILARE.


Per maggiori informazioni contatta:

  • Pasquale Trottolini – 075 5059187 – pasquale.trottolini@cnaumbria.it 
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Maggio 16, 2022
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INDAGINE CNA sui COSTI ENERGETICI e gli EFFETTI della GUERRA

“Se il trend economico attuale dovesse rimanere costante, gli effetti sul Pil saranno drammatici e addirittura superiori a quelli inferti dalla pandemia da Covid-19.”

I dati dell’indagine che Cna ha commissionato al centro studi Sintesi per verificare l’impatto degli aumenti dei prezzi dell’energia e del conflitto in Ucraina sulle imprese umbre, parlano chiaro.

“Quello che è emerso dalla ricerca – dichiara Francesco Vestrelli, responsabile regionale di Cna produzione -, sommato alle incertezze che hanno riguardato l’utilizzo del Superbonus e delle altre detrazioni fiscali sulla casa, avranno un effetto sul prodotto interno lordo sicuramente più pesante rispetto al + 4,7% stimato dal Governo nel settembre 2021 e ridotto al 2,9% ad aprile scorso. Bisogna assolutamente fare qualcosa per arginare in ogni modo questa situazione, approvando subito la nuova programmazione dei fondi comunitari per incentivare le imprese nell’autoproduzione di energia e nell’efficientamento dei capannoni, sostenerle nei loro investimenti e nella ricerca di nuovi prodotti e/o mercati di sbocco.”

“L’indagine – dichiara Alberto Cestari di Sintesi – ha permesso di appurare che l’energia elettrica è aumentata del 300% rispetto a un anno fa, passando da 62 a 248 euro al MWh. Se il trend venisse confermato per le imprese umbre significherebbe un aumento dei costi di circa 1,2 miliardi di euro, di cui oltre 800milioni da parte del settore manifatturiero.”

In Umbria si consumano ogni anno 5.307 GWh, il 76% dei quali da parte delle imprese.

“Per quanto riguarda il gas, il cui consumo annuale in Umbria supera 1,1 milioni di metri cubi (la metà dalle imprese), il costo è addirittura aumentato del 417%, passando da 19 a 101 euro al mc. Anche in questo caso, se la tendenza dovesse rimanere inalterata, per le imprese si tradurrebbe in un aggravio di spese pari a circa 500 milioni di euro rispetto all’anno precedente.”

La ricerca ha acceso i riflettori anche sull’export umbro verso i Paesi interessati dal conflitto in corso, stimando che circa il 3% dei prodotti regionali esportati annualmente era destinato all’Ucraina e alla Russia, per un valore di 135milioni di euro. “Per il 96% si tratta di prodotti del made in Italy – specifica Cestari -, in particolare moda (57%), macchinari (18%), agroalimentare (14%) e sistema casa (3%).

“Di fonte a una situazione così drammatica sono necessari interventi urgenti – prosegue Vestrelli -: innanzitutto chiediamo l’adozione di incentivi per favorire l’efficientamento energetico degli immobili produttivi e per spingere le imprese all’autoproduzione di energia. Poi sono necessari sostegni che riguardino gli investimenti delle imprese, la ricerca di nuovi mercati e di nuovi prodotti, anche attraverso consulenze specialistiche nel caso delle piccole imprese, prive di strumenti interni per fare operazioni di questo tipo.”

A conclusione della presentazione della ricerca non è mancato un riferimento alla recente polemica sull’utilizzo, da parte delle Regione, di 8 dei 16 milioni complessivi destinati allo sviluppo rimanenti dalla vecchia programmazione dei fondi comunitari, per coprire le spese della sanità dovute al Covid.

“Premesso che, vista la situazione economica, sarebbe stato opportuno attingere da altri capitoli per coprire queste spese – conclude Francesco Vestrelli – ci auguriamo che venga assicurato l’immediato scorrimento di tutte le graduatorie dei bandi destinati a sostenere gli investimenti delle imprese, che altrimenti potrebbero non capire la scelta fatta dalla Regione.”

Scarica qui la ricerca.

Scarica qui la Rassegna stampa.

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Maggio 13, 2022
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