Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa
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GRAFENE per l’INDUSTRIA, il futuro a due dimensioni

Si scrive grafene, si legge futuro.
Perché è proprio dai nuovi materiali che sembrano arrivare le maggiori speranze per migliorare, nei prossimi anni, le prestazioni industriali in campi anche molto diversi tra loro.

Di questo si è parlato giovedì (14/10/2021, ndr) in un interessante convegno organizzato da Cna Industria a San Martino in Campo, coordinato da Luca Malincarne, presidente di Cna Industria Umbria, alla presenza di ospiti di primissimo piano: da Camilla Coletti (coordinatrice dei Graphene labs all’Istituto italiano di tecnologia di Pisa), a Vittorio Pellegrini (ceo di BeDimensional Spa) e Roberto Leonardi (ceo di the Graphene Company). Presente anche l’assessore regionale allo sviluppo economico, Michele Fioroni.

La scommessa sui nuovi materiali può rappresentare un passaggio cruciale per inaugurare una nuova fase di sviluppo. Questa convinzione – ha dichiarato Michele Carloni, presidente di Cna Umbria – ci ha spinti a organizzare, attraverso Cna Industria, un ciclo di incontri divulgativi dedicati alle imprese su temi che potranno avere una rilevanza enorme nel futuro, a cominciare dal grafene.”

Scoperto nel 2004 a Manchester da Gejm e Novosёlov, due fisici russi ai quali tale intuizione valse il Nobel per la fisica appena sei anni dopo, il grafene è un materiale cosiddetto a due dimensioni: il suo spessore, infatti, è di appena un atomo. Come ha spiegato Camilla Coletti alla platea di imprenditori presenti all’incontro, il grafene è il materiale più resistente al mondo e, al contempo, estremamente flessibile, il più sottile e leggero, praticamente trasparente, il miglior conduttore di elettricità conosciuto e un buonissimo conduttore di calore. Combinato ad altri materiali il grafene è in grado di migliorarne incredibilmente le prestazioni. La sperimentazione sta procedendo speditamente e alcuni prodotti a base di grafene sono già sul mercato. Ma si è ancora all’alba dei possibili campi di utilizzo del grafene: dall’industria fotonica a quella aerospaziale, dal biomedicale al tessile, dal fotovoltaico alle batterie o al cemento. Al grafene si aggiungono oltre duemila altri materiali per i quali è stata scoperta la possibilità di riduzione a due dimensioni.

Vittorio Pellegrini, già ricercatore e docente universitario, oggi è diventato imprenditore puntando proprio sull’impiego di grafene. Per Pellegrini le start up avranno un ruolo importantissimo per lo sviluppo di nuovi prodotti e applicazioni di questo materiale quasi miracoloso. La ricerca è fatta dell’impiego di laboratori e macchinari complessi, ma a permettere il salto in avanti sono le idee creative. Per questo Pellegrini vede nelle piccole e medie imprese, flessibili e creative, il terreno ideale per sviluppare idee rivoluzionarie.

Roberto Leonardi, intervenuto al convegno da remoto, ha presentato la piattaforma the Graphene company, nata a Milano ma che in Umbria, a Fossato di Vico, ha stabilito la propria sede e che si è detto pronto a dare un contributo per lo sviluppo di nuovi materiali per l’industria.

L’assessore regionale allo sviluppo economico, Michele Fioroni, ha ricordato come l’attenzione verso i nanomateriali sia presente all’interno delle proposte della Regione Umbria per il Pnrr.

Oggi – ha affermato Luca Malincarne – come ci hanno ricordato i nostri ospiti, non è ancora stata individuata la cosiddetta killer application del grafene, in grado di sfruttare appieno le potenzialità di questo materiale. D’altronde per l’alluminio si dovettero attendere quasi cento anni dalla sua scoperta prima di riuscire ad arrivare a una sua applicazione industriale su larga scala. Oggi la tecnologia corre più velocemente, ma la soluzione non è ancora dietro l’angolo. È proprio in questa fase di sperimentazione che si apre una prospettiva interessante per le imprese, anche di piccole dimensioni, che vogliano scommettere sui nuovi materiali.

Nei prossimi mesi Cna Industria ha in programma altri incontri in collaborazione con l’IIT di Pisa su temi fortemente innovativi. “Si parla tanto di innovazione in termini spesso astratti. Noi – conclude Michele Carloni – vogliamo creare concretamente delle occasioni e fornire stimoli alle imprese per produrre vera innovazione.”

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Ottobre 15, 2021
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L’autunno freddo delle imprese italiane di AUTOTRASPORTO

Si prospetta un autunno freddo per le imprese dell’autotrasporto. L’entrata in vigore dell’obbligo di green pass, infatti, porta allo scoperto le debolezze croniche dell’autotrasporto in Italia.

Non si tratta di mettere in discussione il provvedimento in sé e l’obbligo del green pass per lavorare – dichiara Marcello Volpi, presidente regionale di Cna Fita Trasporto Merci -. Nessuno pensa di tornare indietro, ma ci chiediamo se il governo abbia valutato con la necessaria attenzione gli impatti sulle imprese di autotrasporto e le ricadute per l’industria e per i cittadini di una possibile paralisi dei trasporti su strada.”

Da un sondaggio interno svolto tra le imprese umbre di autotrasporto associate alla Cna, infatti, risulta che una percentuale tra il 10 e 35 % di autisti risulta sprovvisto della certificazione verde, per scelte personali oppure perché straniero e sottoposto a vaccini non riconosciuti dall’Italia

“Per ogni autista fermo – rincara Volpi – c’è un mezzo che non parte, un cliente probabilmente perso per sempre e uno scaffale più vuoto per il consumatore. Inoltre, per le imprese che fanno tratte lunghe la soluzione del tampone è impraticabile perché il personale si potrebbe trovare in viaggio mentre scade la validità del certificato. Il cuore del problema, tuttavia, resta la cronica penuria di autisti, che fa sì che il personale viaggiante fermo sia di fatto insostituibile. Come è possibile che questa situazione debba ricadere in modo così forte sulle nostre imprese, tanto da metterne in pericolo la tenuta nei prossimi mesi?”

Per Volpi le zone di poca chiarezza sono anche altre. “Chi ci assicura che gli autisti di imprese straniere vengano effettivamente controllati come noi dobbiamo controllare i nostri? Già normalmente subiamo la concorrenza sleale dei vettori stranieri, così gli si darebbe una carta in più.”

Quello che ci preme sottolineare – aggiunge Marina Gasparri, responsabile Cna per le imprese del trasporto – è che l’entrata in vigore del provvedimento porta all’ennesima potenza il problema della mancanza cronica di autisti. Secondo le stime nazionali mancano all’appello oltre 17mila autisti. Una difficoltà che dipende da tanti fattori, ma il costo di accesso alla professione, pari a circa 5mila euro, ha un peso importante. Da tempo come Cna stiamo sollecitando il Governo sulla questione, anche presentando una proposta di legge delega per favorire l’assunzione di giovani autisti attraverso una defiscalizzazione forte per chi assume e crediti d’imposta per le imprese che sostengono le spese delle patenti, riduzione dell’età da 21 a 18 anni in presenza di certe condizioni e revisione del percorso CQC. Stiamo anche ragionando a livello regionale di possibili soluzioni attraverso i contratti aziendali.”

Su tutto, si abbatte l’impennata eccezionale del costo del carburante, pari a più di 7 mila euro e mezzo annuali per fare il pieno rispetto al 2020, e l’entrata in vigore del cosiddetto Documento unico, che riunisce il certificato di proprietà dell’ACI e il libretto di circolazione della Motorizzazione. Una novità che dovrebbe far risparmiare tempo e soldi alle imprese e che invece si è trasformata nell’ennesimo problema per difficoltà informatiche e tempi di rilascio lunghi.

Penso che sia indispensabile denunciare i problemi, chiedere che le istituzioni se ne facciano carico e restare uniti. Il nodo dei trasporti e della logistica in Italia deve diventare una priorità, a partire dalle infrastrutture, dall’aggiornamento dei valori indicativi di riferimento del costo del servizio per garantire legalità e sicurezza e dai tempi di pagamento. L’economia sta ripartendo, è l’occasione per diventare più forti e cominciare a farci pagare di più per il lavoro indispensabile che facciamo. In questo modo potremmo garantire condizioni economiche migliori al nostro personale, la risposta più efficace che possiamo dare al problema della carenza di personale viaggiante”

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Ottobre 14, 2021
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PNRR, un MARE di RISORSE per l’UMBRIA

Dal Pnrr potrebbero arrivare all’Umbria almeno 2,6 miliardi di euro nel quinquennio 2021/2026. È il dato più eclatante che emerge dalla ricerca (scaricala qui) realizzata dal centro studi Sintesi per Cna Umbria e il confidi interregionale Unico.

“A queste risorse – dichiara Michele Carloni, presidente di Cna Umbria – si sommeranno quelle derivanti dalla nuova programmazione dei fondi strutturali, per un totale di oltre 4 miliardi di euro a disposizione dello sviluppo regionale. Significa che per l’Umbria si apriranno un mare di opportunità da adesso al 2027.”

“Nel determinare la stima delle risorse per l’Umbria derivanti dai programmi europei Next Generation e React, oltre che dal fondo complementare messo a disposizione dal governo, abbiamo tenuto conto di alcuni criteri – afferma Alberto Cestari, ricercatore di Sintesi -. Abbiamo ipotizzato che nella ripartizione tra le regioni di queste risorse, il cui valore complessivo arriva a 235 miliardi di euro, venga applicata la stessa metodologia che la Commissione europea ha utilizzato per l’assegnazione delle risorse del Pnrr ai vari Paesi europei. In particolare, la quota delle sovvenzioni a fondo perduto, che è pari al 36% del totale, è stata parametrata tenendo conto della popolazione, dell’inverso del Pil pro-capite, della disoccupazione media tra il 2015 e il 2019 e delle dinamiche del Pil reale tra il 2019 e il 2021. Per quanto riguarda la ripartizione della quota relativa ai prestiti (pari al 64% del totale), invece si è tenuto conto del Pil regionale.”

Il Pnrr dell’Italia si articola i 6 missioni: digitalizzazione/innovazione/competitività/turismo (per un valore di 49,9 miliardi di euro); transizione ecologica (69,9 mld euro); infrastrutture (31,5 mld euro); istruzione e ricerca (33,8 mld euro); inclusione e coesione (29,8 mld euro); salute (20,2 mld euro).

“Sulla base dei dati disponibili – prosegue Cestari – ne deriva che circa il 40% delle risorse andrà alle regioni del Mezzogiorno, il 38% al nord e circa il 16% alle regioni del centro Italia Umbria, marche e Toscana (pari a ca. 37,7 mld euro), mentre ulteriori 16 miliardi di euro non saranno allocati territorialmente ma gestiti direttamente dai ministeri per lo sviluppo di progetti nazionali. La titolarità dei progetti del Pnrr è in capo ai vari ministeri, in particolare a quello delle Infrastrutture, della Transizione ecologica e dello Sviluppo economico, che assorbiranno oltre il 50% delle risorse.”

“Delle risorse destinate al centro, all’Umbria dovrebbero arrivare circa 2,6 miliardi – aggiunge Carloni -. Noi crediamo che, in questo quadro, nell’attuazione del Pnrr vada assegnato un ruolo strategico alle istituzioni regionali, soprattutto in un territorio piccolo come il nostro, senza città metropolitane e caratterizzato da centri di piccole o piccolissime dimensioni. Queste particolarità rischierebbero di tradursi in una difficoltà oggettiva ad accedere ai bandi nazionali e a partecipare a progettualità complesse per la mancanza, a volte, di strutture e di competenze adeguate. Va considerato, inoltre, che alle risorse del Pnrr andranno ad aggiungersi quelle dei fondi strutturali 2021/2027: parliamo di un ulteriore miliardo e mezzo di euro, per un totale complessivo di almeno 4 miliardi da destinare al sostegno allo sviluppo economico. Una cifra che corrisponde a circa il 20% del Pil annuo della nostra regione. Insomma, significa che per l’Umbria si apriranno un mare di opportunità. Per questo auspichiamo che al più presto si apra un ampio confronto che coinvolga tutti i principali stakeholders regionali, a cominciare dalle forze sociali, per costruire insieme una nuova visione dell’Umbria e – conclude Carloni – agganciare durevolmente la ripresa in atto. Le risorse per farlo ci sono”.

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Ottobre 12, 2021
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Grafene per l’industria: la rivoluzione a due dimensioni

Cna Industria ha organizzato una serie di seminari in collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) per stimolare ed informare gli imprenditori associati sui temi dell’innovazione e della ricerca.

Il primo di questi sarà dedicato al grafene, un materiale nuovo e bidimensionale che in poco tempo è stato etichettato come “il materiale delle meraviglie”. È, infatti, il più resistente al mondo e, al contempo, estremamente flessibile, il più sottile e leggero, praticamente trasparente, il miglior conduttore di elettricità conosciuto e un buonissimo conduttore di calore. Alcuni prodotti a base di grafene sono già sul mercato e i possibili campi di utilizzo sono innumerevoli: dall’industria fotonica a quella aerospaziale, dal biomedicale al tessile, dal fotovoltaico alle batterie.

L’incontro, che si terrà il 14 ottobre 2021 alle ore 17:00 presso la Posta dei Donini – via Deruta 43, S. Martino in Campo (Pg), vuole essere anche l’occasione per accrescere la nostra identità associativa e progettare la nostra idea di futuro per la crescita dimensionale delle piccole e medie imprese umbre.

Prenota la tua partecipazione, compilando il form qui

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Ottobre 11, 2021
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FORMAZIONE, via libera a NUOVA FONDAZIONE ITS

Soddisfazione.
È questo il sentimento prevalente tra le associazioni di categoria dell’Umbria riunite nel coordinamento “Insieme per innovare” che, dopo aver presentato nelle scorse settimane proposte unitarie in merito alla nuova programmazione dei fondi comunitari 2021/2027, ieri (giovedì 7 ottobre, ndr) hanno incontrato la presidente Donatella Tesei, gli assessori Paola Agabiti e Michele Fioroni e alcuni dirigenti regionali per entrare nel merito dei vari temi e dare al confronto un aspetto più operativo. Molte le novità, anche in discontinuità con il passato, presentate dalle Associazioni.

Il primo risultato raggiunto riguarda l’impegno della presidente Tesei all’istituzione di una nuova fondazione Its, che le associazioni considerano strategica per andare incontro alle richieste di competenze medio alte provenienti dalle imprese in crescita. L’assessore allo sviluppo economico Fioroni ha condiviso l’impegno della presidente e ha annunciato che l’avviso pubblico per la nascita di una nuova fondazione verrà emanata entro l’autunno.

Ma le convergenze con l’assessore sono emerse anche su altri fronti, a cominciare da alcune richieste la cui impostazione Fioroni aveva già dimostrato nei mesi scorsi di condividere. Sul sostegno agli investimenti, infatti, la richiesta delle associazioni di prevedere misure differenziate in base alle dimensioni di impresa e all’entità degli investimenti, ricalca con qualche modifica quanto già accolto da Fioroni nei mesi scorsi con l’emanazione dei bandi del pacchetto Smart Attack. Tra le novità richieste dalle associazioni ci sono bandi multi-misura e multi-fondo a sostegno di investimenti importanti delle piccole e medie imprese del territorio per favorirne la crescita dimensionale.

Tra le istanze anche l’emanazione di strumenti a favore della sostenibilità volti alla riqualificazione degli immobili produttivi artigianali e industriali, nonché delle strutture ricettive.

In tema di ricerca, la novità più rilevante delle proposte associative è la previsione di misure a sostegno dell’acquisizione di consulenze specialistiche, anche universitarie, per lo sviluppo di nuovi prodotti da parte di imprese di piccole dimensioni, che difficilmente possiedono le risorse interne per potersi muovere in questa direzione né, tantomeno, per sviluppare tradizionali progetti di ricerca.

Sulla formazione professionale le associazioni hanno proposto di partire da quanto di buono già esiste per andare alla costituzione di una filiera che, partendo dalla formazione ai mestieri dei ragazzi in età scolastica che, passando da strumenti che favoriscano il riavvicinamento dei giovani al mondo del lavoro, arrivino all’istituzione di nuovi Its.

Convergenze sono emerse anche con l’assessore Paola Agabiti, che ha mostrato interesse per tutte le proposte del coordinamento, in particolare per quelle in materia di turismo. Accanto alla necessità di un rafforzamento del brand Umbria, le associazioni chiedono di prevedere anche la creazione di sotto-brand, lo sviluppo di una promozione integrata pubblico/privata e la creazione di strutture per le attività outdoor. Non appena sarà terminato l’iter per la sottoscrizione dell’accordo di partenariato nazionale sui fondi strutturali, l’assessore Agabiti ha annunciato l’apertura di una nuova fase di concertazione. In proposito le associazioni hanno sottolineato la necessità che si apra innanzitutto una riflessione sulle risorse disponibili per l’Umbria provenienti sia dai fondi strutturali che dal Pnrr.

Toccati per il momento solo di sfuggita altri temi cari al coordinamento, dal rafforzamento delle filiere agricole al welfare, fino ai sostegni alla creazione di nuove imprese, che sicuramente saranno affrontati negli incontri che la Regione si appresta a organizzare nei mesi a venire.

“Siamo estremamente soddisfatti dai risultati dell’incontro di oggi – hanno affermato i rappresentanti delle 10 associazioni del coordinamento – anche perché le proposte presentate alla Regione sono il frutto di uno sforzo, non sempre facile, per mediare tra interessi diversi. Sui quali, però, ha prevalso la consapevolezza delle straordinarie opportunità di crescita che sono di fronte a noi. Una crescita che rappresenta l’unica possibilità per creare nuovo lavoro e ricchezza per tutti”.

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Ottobre 09, 2021
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EDILIZIA e CARO PREZZI, la POLEMICA

“La replica dell’assessore Melasecche all’allarme sul caro prezzi dei materiali per l’edilizia e sulla revisione del prezzario lanciato venerdì scorso dalle nostre Associazioni ci lascia sorpresi e amareggiati. È una risposta inadeguata e insufficiente a fornire soluzioni alle istanze e preoccupazioni delle imprese umbre delle costruzioni e, tra l’altro, non coglie la disponibilità al confronto che abbiamo offerto.”

È durissima la reazione di CNA Costruzioni, Anaepa Confartigianato e Ance, alle dichiarazioni dell’assessore regionale alle infrastrutture, opere pubbliche e politiche della casa rilasciate all’indomani della conferenza stampa delle sigle datoriali.

“La verità – affermano i rappresentanti delle associazioni – è che il nostro appello risale a oltre un anno fa. Già allora evidenziammo, anche attraverso una lettera alla giunta regionale rimasta senza risposta, e ancor prima che si verificasse l’aumento eccezionale dei prezzi dei materiali da costruzione di questi mesi, la necessità di fare un tagliando significativo all’Elenco prezzi regionale che, non solo non riusciva più a fotografare compiutamente tutte le lavorazioni e l’utilizzo di materiali idonei, ma già riportava prezzi assolutamente fuori linea rispetto alle valutazioni di mercato. Un ritardo strutturale anche rispetto ai prezzari delle regioni limitrofe. A distanza di un anno il nostro campanello di allarme è rimasto inascoltato”.

Non solo. “L’impennata straordinaria dei prezzi che si è verificata nel corso del 2021 ha fatto precipitare le cose e reso ancora più lampanti i limiti enormi del prezzario umbro. Una situazione che richiede una revisione strutturale del prezzario stesso, ma anche risposte immediate, a tutti i livelli, per consentire alle imprese di far fronte agli impegni contrattuali assunti, allontanare la possibilità del contenzioso e conseguentemente il blocco dei lavori, come invece purtroppo sta già avvenendo. In questo momento quello che bisogna assolutamente evitare è proprio l’immobilismo istituzionale, del Governo innanzitutto, ma anche della Regione, che rischia di avere ricadute molto pesanti sulle imprese e sull’economia regionale. E questo vale per tutti gli appalti, sia privati che pubblici. Mentre per i primi – proseguono i rappresentanti delle imprese delle costruzioni – stiamo assistendo a un vero fuggi fuggi dal prezzario regionale e l’aggancio a strumenti di altre regioni, reso possibile dalla normativa, per gli appalti pubblici le dichiarazioni dell’assessore sono semplicemente inaccettabili.”

Melasecche, infatti, aveva replicato che un incremento dei prezzi negli appalti pubblici provocherebbe un’insufficienza dei finanziamenti disponibili.

“E chi dovrebbe fare le spese di questi aumenti eccezionali? Teniamo al riparo le stazioni appaltanti, non concordiamo iniziative per trovare soluzioni e lasciamo il cerino in mano alle imprese, che sarebbero le uniche a pagare pesantemente le conseguenze di una situazione non certo voluta, prevista o prevedibile?”

Insufficienti, per le associazioni, i solleciti dei mesi scorsi fatti dall’assessore Melasecche alla commissione Imgt (Infrastrutture Mobilità e Governo del Territorio). “Siamo perfettamente consapevoli che occorrono misure nazionali per contrastare il fenomeno del caro materiali, ma non basta. Anche la Regione Umbria deve fare la propria parte per le competenze che le spettano, adeguando il proprio prezzario e presidiando politicamente la commissione Imgt. Non si può rischiare che il caro materiali metta in difficoltà gran parte del tessuto economico e impedisca di cogliere tutte le potenzialità disponibili, a partire dal superbonus e dalla ricostruzione, sui quali il prezzario regionale andrà fortemente ad incidere. Quindi, ribadiamo la nostra disponibilità al confronto, ma per l’assessore Melasecche è il momento delle scelte.”

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Ottobre 06, 2021
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ENOGASTRONOMIA e TURISMO in Umbria

Qualità dei prodotti, collaborazione tra imprese e competenze delle persone rappresentano la ricetta migliore per valorizzare le tradizioni gastronomiche e la ristorazione umbra”.

Paolo Ercolani, ristoratore di Spello e, dal luglio 2021, alla guida del gruppo di imprenditori di Cna Turismo che operano nel campo dell’enogastronomia, indica la strada per la crescita del settore.

“Siamo stati tra i più penalizzati dalla pandemia, costretti a lunghi periodi di chiusura totale o parziale. Questa estate, malgrado le difficoltà, per fortuna i ristoranti sono tornati a riempirsi di turisti e clienti locali, desiderosi di tornare a godere delle occasioni di socialità.”

Il trend in crescita del settore è confermato dall’andamento della domanda di lavoro: l’ultimo bollettino Excelsior conferma che è proprio nei servizi di alloggio e ristorazione che si concentra la percentuale maggiore di assunzioni programmate in Umbria nel trimestre settembre-novembre 2021. Domanda che, purtroppo, spesso non troverà risposta.

“Purtroppo abbiamo sempre più difficoltà a trovare giovani disposti a intraprendere i diversi mestieri, dal cuoco al cameriere; e soprattutto non troviamo personale qualificato. Infatti, per come sta andando il mercato, diventa fondamentale che il personale di sala conosca alla perfezione i prodotti che porta sulla tavola e sappia dare spiegazioni e raccontarne la storia a clienti sempre più consapevoli e attenti, ma anche propensi a spendere di più in cambio della qualità massima dei piatti, dei vini e della professionalità del personale, a partire dall’accoglienza. Per questo occorre investire nella formazione dei giovani.”

Da una parte è il mercato a chiedere maggiore qualità nell’offerta; dall’altra scegliere solo prodotti eccellenti ed espressione del territorio rappresenta la chiave vincente per rilanciare il turismo, aumentare l’occupazione e far crescere l’economia regionale.

“Queste considerazioni sono alla base del lavoro che, come Cna Umbria, porteremo avanti, chiedendo in primo luogo che si investa nella promozione del brand Umbria. Lo scopo è riuscire a evocare e trasmettere l’immagine di una regione autentica, in cui le produzioni locali sono legate al territorio e alle tradizioni e sono sinonimo di genuinità, qualità, sostenibilità. Interi borghi possono organizzarsi in ospitalità diffusa in cui il turista può sperimentare la lavorazione dei prodotti, dalla norcineria, all’olio, al cioccolato, tartufo, birra, miele, e tanto altro, con effetti positivi sul turismo, sull’economia e sui territori, facendo tornare attrattivi borghi abbandonati. Sarà quindi importante dedicare iniziative e sostegni a tutto ciò che può creare e rafforzare le filiere corte, facendo in modo che sulle tavole dei ristoranti arrivi il meglio delle produzioni locali. Questo sarà anche l’impegno che porteremo avanti in Cna: radicare la cultura della collaborazione tra imprese della filiera, dai produttori agricoli fino ai ristoratori. Solo così – conclude Ercolani – la sfida potrà essere vinta.”

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Settembre 28, 2021
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TARGA PROVA, il DECRETO

Le imprese di autoriparazione potranno usare la targa prova nelle verifiche su strada effettuate nell’ambito dei lavori di manutenzione di veicoli già immatricolati.

Lo stabilisce il Decreto legge Infrastrutture e Trasporti che il Consiglio dei Ministri ha approvato nei giorni scorsi e che, per diventare legge, dovrà essere convertito in legge dai due rami del Parlamento.

Il provvedimento era stato fortemente richiesto dalla CNA e dalle altre Associazioni di categoria, raccogliendo le esigenze di migliaia di imprese che, per svolgere il proprio lavoro, spesso hanno bisogno di effettuare delle prove tecniche su strada.

La conversione in legge metterebbe la parola fine alle controversie nate dalla mancanza di una normativa chiara sull’utilizzo della targa prova per i veicoli provvisti di immatricolazione.


Per maggiori informazioni contatta:

 

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Settembre 06, 2021
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AUTOBUS e OBBLIGO di GREEN PASS

Da OGGI, 1° settembre 2021, scatta l’OBBLIGO di possesso di GREEN PASS ESCLUSIVAMENTE per i passeggeri che accedono a:

  • autobus adibiti al trasporto persone su strada, con servizi a offerta indifferenziata aventi itinerari, orari, frequenze e prezzi prestabiliti ed effettuati in modo continuativo o periodico in ambito interregionale (con attraversamento di almeno due regioni), nazionale o internazionale,
  • autobus adibiti a servizi di noleggio con conducente (esclusi i servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale e regionale, per i quali non serve green pass).

L’obbligo di green pass a bordo non si applica a chi è escluso per età dalla campagna vaccinale e alle persone che, per motivi di salute, non possono vaccinarsi.

Per queste due tipologie di mezzi la capienza massima è dell’80% dei posti consentiti, nel rispetto delle norme generali (scarica qui le nuove “Linee guida approvate dal Governo), che prevedono anche nuove regole per

  • taxi
  • ncc fino a 9 posti
  • trasporto pubblico locale
  • trasporto commerciale non di linea

Spetta al vettore (il titolare o personale delegato “con atto formale recante le necessarie istruzioni nell’esercizio dell’attività di verifica”) controllare che il passeggero sia in possesso di Green Pass. Il controllore non è obbligato a richiedere il documento d’identità del titolare del green pass.

Per procedere con la verifica del green pass è necessario scaricare l’app “Verifica C19” messa a disposizione dal Governo, che permette la lettura del  QR code del green pass che il passeggero dovrà mostrare prima di salire a bordo. La verifica può avvenire anche in assenza di connessione Internet.

Il mancato rispetto delle norme sul Green Pass comporta sanzioni da 400 a 1.000 euro sia per il vettore che per il passeggero. In caso di violazione ripetuta per tre volte in tre giorni diversi si incorre nella sospensione dell’attività fino a 10 giorni.


Se hai un’impresa di Trasporto Persone e vuoi maggiori informazioni o vuoi ricevere il fac simile di delega al personale incaricato del controllo, contatta:

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Settembre 01, 2021
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AUTOTRASPORTO, le nuove SCADENZE

Con la proroga al 31 dicembre 2021 dello stato di emergenza sanitaria anche tutte le scadenze per l’autotrasporto relative ai vari documenti dei conducenti (patenti, cqc, adr, ecc.) e dei mezzi (revisioni) hanno subito ulteriori modifiche.

Se sei un autotrasportatore ti invitiamo a controllare il nuovo scadenzario (scaricalo qui) pubblicato dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità e la relativa circolare (effettua il download), compresa l’errata corrige del 3 agosto (disponibile qui).

Per un quadro d’insieme più completo qui puoi prendere nota della sintesi predisposta da CNA FITA.


Per informazioni sulle scadenze e per avere assistenza nell’espletamento delle pratiche contattare:

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Agosto 04, 2021
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  • CNA UMBRIA

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