Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa
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A CNA INFORMA TV si parla di INVESTIMENTI

In onda giovedì 13 maggio 2021, alle ore 20:30, su UMBRIA TV (canale 10 del digitale terrestre) una nuova puntata di CNA INFORMA TV.

Si parlerà di investimenti delle imprese. Infatti, nonostante ci troviamo in una situazione estremamente complicata dovuta alla pandemia, per le imprese, anche le più piccole, oggi è anche un momento unico per cogliere l’opportunità data dalle numerose misure nazionali e regionali a sostegno di chi voglia investire.

In studio, insieme a Noemi Campanella che condurrà il consueto appuntamento del giovedì sera, ci saranno ROBERTO GIANNANGELI – Direttore di CNA Umbria e ROBERTA DATTERI – Imprenditrice e vice Presidente nazionale della CNA.

In collegamento via skype ci saranno anche l’assessore regionale allo Sviluppo economico, MICHELE FIORONI  e FABIO MATERA – Direttore di ECIPA UMBRIA.

Sintonizzati alle 20.30 per guardare CNA INFORMA TV!

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Maggio 13, 2021
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“IMPRESE, OGGI è il MOMENTO degli INVESTIMENTI”

 

Nonostante ci troviamo in una situazione estremamente complicata dovuta alla pandemia, per le imprese, anche le più piccole, oggi è anche un momento unico per cogliere l’opportunità data dalle numerose misure nazionali e regionali a sostegno degli investimenti. Non sprechiamola.”

Renato Cesca, imprenditore e presidente di Cna Umbria, parla a margine della conferenza stampa odierna (12/05/2021) con cui l’associazione ha presentato a una platea di circa 100 imprese gli strumenti inseriti nel piano nazionale Transizione 4.0, i bandi regionali di prossima uscita orientati a favorire gli investimenti in nuova tecnologia, ricerca e formazione, e il pacchetto di servizi Innovaimpresa per aiutare gli associati a utilizzare le misure.

“Abbiamo fatto un esame approfondito di tutti gli strumenti esistenti – afferma Cesca -, in particolare di quelli che rappresentano un’evoluzione del vecchio pacchetto Impresa 4.0 in vigore già da qualche anno e oggi inseriti nel piano nazionale Transizione 4.0. Ne è emerso che tutte le imprese che abbiano intenzione di investire hanno a disposizione molte possibilità, a partire dai crediti di imposta: quelli sugli investimenti 4.0, per esempio, possono arrivare fino al 50%, quelli previsti per la ricerca e sviluppo vanno fino al 20%, arrivano al 15% i crediti per l’innovazione tecnologica e il design e, particolarmente interessante per le imprese più strutturate, quelli per la formazione 4.0 toccano la soglia del 50%.”

Ma novità interessanti arrivano anche dai cinque bandi che la Regione Umbria si appresta a pubblicare.

“Per la gran parte sono bandi volti a sostenere gli investimenti legati all’innovazione tecnologica e digitale, con contributi a fondo perduto che possono arrivare al 40% e che, tra i costi ammissibili, comprendono anche le spese per consulenze digitali e, in alcuni casi, anche la formazione. La cosa sicuramente più interessante è che, in molti casi, gli incentivi regionali sono cumulabili con quelli nazionali. Questo significa offrire anche alle imprese più piccole la possibilità di realizzare investimenti ambiziosi. Abbiamo condiviso con l’assessore regionale allo sviluppo economico, Michele Fioroni, la scelta di spingere molto non solo sugli investimenti delle grandi imprese, per le quali le occasioni non sono mai mancate negli anni, ma anche su quelli delle aziende di minori dimensioni, attraverso strumenti concepiti per soglie, sia di ampiezza dell’investimento, sia di dimensioni aziendali.”

Per diffondere tra gli associati la conoscenza di queste opportunità e per semplificare le procedure per accedervi, Cna Umbria ha dato finalmente gambe al proprio DIH (digital innovation hub), concependo “Innovaimpresa” (clicca qui per andare al sito dedicato), un pacchetto di servizi specifici dedicati all’innovazione

“Si va dal digital assessment per valutare la maturità digitale di un’impresa, al rilascio di perizie asseverate per l’acquisizione di nuovi processi produttivi o dei visti di conformità funzionali all’utilizzo dei crediti di imposta, dalla costruzione/rendicontazione di progetti di R&S (ricerca e sviluppo) all’organizzazione di corsi di formazione legati all’introduzione in azienda delle cosiddette tecnologie abilitanti. Questi servizi si aggiungono ad altri che già forniamo da tempo, soprattutto in materia di processi di internazionalizzazione e per facilitare l’accesso ai bandi e agli incentivi. Siamo convinti che la campagna di vaccinazione darà presto i suoi frutti. Se alla ripresa delle attività dopo lo stop forzato si affiancherà una spinta degli investimenti, crediamo che si potrà aprire un’opportunità unica per creare nuova occupazione e tornare a crescere in tempi brevi. Certo, a questo dovranno aggiungersi la volontà di sciogliere finalmente alcuni lacci all’economia dovuti alla scarsa infrastrutturazione del territorio e l’indispensabile riforma per adeguare la pubblica amministrazione alla velocità richiesta dai tempi, ma intanto – conclude il presidente di Cna Umbria, come sistema produttivo, sfruttiamo l’occasione per investire nelle nostre imprese e creare posti di lavoro.”

 

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Maggio 12, 2021
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INNOVAIMPRESA, segui il WEBINAR!

innovaimpresa webinar

Un webinar per presentare INNOVAIMPRESA,  un progetto di CNA Umbria per facilitare l’innovazione digitale delle imprese attraverso lo sviluppo di nuovi servizi basati sulle opportunità create dal nuovo Piano nazionale di Transizione 4.0

Alle opportunità nazionali si sommano quelle derivanti da bandi regionali o da altri bandi nazionali, sempre legati all’innovazione delle imprese.

Ne parliamo mercoledì in un webinar di presentazione.

NON PERDERE L’OCCASIONE!

Per iscriverti clicca qui

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Maggio 08, 2021
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“BANDI REGIONALI, un’OTTIMA NOTIZIA”

bandi regionali

“Una manovra regionale che impegna 25,5 milioni di euro a sostegno degli investimenti delle imprese sulla digitalizzazione va nel senso da noi auspicato. Pertanto possiamo dirci pienamente soddisfatti.”

Sono le parole di Renato Cesca, presidente di CNA Umbria, subito dopo l’annuncio fatto  stamattina dalla presidente della giunta regionale Donatella Tesei e dall’assessore Michele Fioroni,  alla presenza dei presidenti di Gepafin e Sviluppumbria, Carmelo Campagna e Michela Sciurpa (qui trovi la sintesi della conferenza stampa).

“In particolare, la previsione di due bandi specifici per le micro e piccole imprese e di un bando con maggiori risorse per le imprese più strutturate, cui si aggiungono i due bandi sulle aree di crisi Terni-Narni e area ex Merloni, risponde alle esigenze manifestate dalle imprese negli ultimi mesi. Siamo convinti che il sostegno alla trasformazione digitale delle imprese possa contribuire in maniera importante al riposizionamento del nostro sistema economico-produttivo. Inoltre, nei bandi più corposi, è stata inserita la possibilità di unire agli investimenti digitali anche quelli relativi alle opere murarie ad essi collegate: anche questa è una novità importante in quanto gli immobili produttivi devono essere riqualificati al pari di quelli privati e pubblici. Adesso ci auguriamo che le misure annunciate vengano pubblicate velocemente perché la rapidità è fondamentale. Il lavoro fatto in stretta sinergia con la giunta e con le agenzie regionali – conclude Cesca – rappresenta un fatto importante per la nostra associazione e per tutto il sistema imprenditoriale.”

Scarica qui le slide presentate durante la conferenza stampa

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Aprile 30, 2021
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PIANI AZIENDALI per le VACCINAZIONI

piani aziendali vaccinazioni

 

Sottoscritti dalla Cna insieme alle altre parti sociali due protocolli in materia di lotta al Covid-19 e per la realizzazione di piani aziendali per le vaccinazioni con l’obiettivo di accelerare i tempi di un ritorno alla normalità e alla ripresa delle attività economiche nel Paese.

Nel primo protocollo sono stati aggiornati gli accordi sottoscritti nell’aprile 2020 per contrastare la diffusione del contagio, apportando correzioni minime che tengono conto delle conoscenze scientifiche sul Covid-19 acquisite in oltre un anno di convivenza con il virus e le evoluzioni normative intervenute

Nel secondo protocollo sono state definite le modalità per la realizzazione di punti per la somministrazione dei vaccini anti Covid-19 anche all’interno delle sedi aziendali, nel rispetto assoluto delle priorità definite a livello nazionale dal Commissario Figliuolo. Potranno candidarsi a diventare hub vaccinali tutte le imprese a prescindere dalle caratteristiche e dalle dimensioni. Per le imprese più piccole, tuttavia, la CNA  potrà assumere un ruolo di coordinamento, anche attraverso una eventuale sottoscrizione di convenzioni con strutture mediche in possesso dei requisiti per la somministrazione dei vaccini. Anche se a questo riguardo la vera incognita resta quella della disponibilità delle dosi.

Per CNA, per far ripartire tutte le attività velocemente è prioritario vaccinare subito gli anziani e le categorie fragili.


Per maggiori informazioni sui protocolli anti Covid-19 e sui piani aziendali per le vaccinazioni contatta i nostri esperti in materia di ambiente e Sicurezza presenti in tutti gli  uffici territoriali CNA (trovi qui l’elenco)

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Aprile 09, 2021
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VACCINI nelle SEDI CNA e nelle IMPRESE

vaccini cna imprese

Le sedi delle imprese più strutturate e i 16 uffici territoriali della Cna dell’Umbria come punti per la somministrazione dei vaccini in modo da accorciare i tempi per il raggiungimento dell’immunità di gregge.

L’offerta arriva dal presidente regionale della Cna, Renato Cesca, che oggi (ndr 15/03/2021) ha comunicato tale intenzione alla protezione civile dell’Umbria.

“Così come nel 2020, nel pieno della prima ondata epidemica di Covid-19, avevamo dato il nostro contributo per rispondere alla necessità di ventilatori, mascherine e altri dispositivi sanitari di emergenza, oggi vogliamo fare la nostra parte per facilitare la campagna vaccinale. Per questo abbiamo offerto alla protezione civile umbra l’utilizzo dei locali destinati al ricevimento e alla formazione che si trovano all’interno delle nostre sedi territoriali, come luoghi in cui poter somministrare i vaccini agli artigiani e agli imprenditori. Lo stesso faranno anche le imprese più strutturate associate alla Cna. Da parte nostra offriamo anche la collaborazione dei medici del lavoro convenzionati con noi. L’obiettivo è quello di arrivare nel minor tempo possibile al raggiungimento della soglia del 70-80% di cittadini immuni che ci metterebbe in sicurezza rispetto al rischio di nuovi focolai di infezione. Mentre abbiamo già superato il primo anno di pandemia sanitaria ma anche economica, ora che esistono diversi vaccini in grado di bloccare o rallentare il contagio, non possiamo perdere ulteriore tempo per la loro somministrazione alla cittadinanza. Dopo tante morti e dopo gli effetti catastrofici che questa emergenza sta avendo sul sistema economico, la variabile tempo è fondamentale, non solo per salvare vite umane. Ogni giorno che passa senza che le imprese possano tornare a produrre senza limitazioni, significa amplificare le difficoltà economiche, allungare la lista delle aziende costrette a chiudere, perdere migliaia di posti di lavoro e caricare un’enorme montagna di debiti sulle spalle delle generazioni più giovani. Non ce lo possiamo permettere. Quindi, diamo la nostra massima disponibilità a collaborare con la protezione civile regionale per organizzare al meglio l’utilizzo dei nostri spazi e di quelli delle nostre imprese. Ci auguriamo – conclude Cesca – che la nostra proposta venga presa in seria considerazione.”

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Marzo 15, 2021
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NUOVI STRUMENTI CONTRO la PANDEMIA ECONOMICA

Dati molto preoccupanti nella ricerca sull’Umbria di CNA e centro studi Sintesi

cna pandemia economica

Contrastare la pandemia economica con tutti gli strumenti, cominciando dal sostegno a nuovi investimenti e ai processi di digitalizzazione per facilitare il riposizionamento di tante imprese e contribuire alla creazione di nuovi posti di lavoro.” È questa la ricetta proposta da Renato Cesca, presidente di Cna Umbria.

A quasi un anno da quando tutto ebbe inizio, infatti, i dati economici sugli effetti che il Covid-19 ha avuto sull’economia globale sono pesanti quanto quelli sanitari. A conferma delle difficoltà arrivano anche i risultati della nuova indagine (scaricala qui) che Cna Umbria ha commissionato al centro studi Sintesi. E che, sebbene non siano ancora definitivi, lasciano pochi margini di incertezza sulle macerie prodotte dal virus.

“Il 2020 si chiude con una perdita del Pil dell’Umbria di oltre nove punti percentuali – rivela Cesca -, sulla quale incidono le flessioni fatte registrare da consumi, investimenti, esportazioni, turismo e occupazione. E se il calo subito dal Pil è in linea con la media del Paese e inferiore alle stime che Banca d’Italia e Istat avevano fatto lo scorso settembre, non va dimenticato che l’Umbria partiva da una situazione già pesante, al punto che i dati provvisori del 2020 proiettano l’economia regionale ai primi anni ’90 del secolo scorso (Pil -23%).”

Nello specifico, dalla ricerca emerge una flessione dei consumi nel 2020 di quasi l’11%, mentre gli investimenti risultano inferiori del 7,4% rispetto all’anno precedente. Calo consistente anche per il turismo, che vede crollare le presenze di circa il 47%, e per le esportazioni, in flessione del 14,2% (contro una media nazionale del 12,5%). Va meno peggio per i dati sull’occupazione, che nei primi nove mesi del 2020 scende dell’1,7%: dato comunque considerevole visto che in valori assoluti corrisponde a circa 6mila unità in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. L’unico dato positivo che emerge dall’indagine è quello del numero totale delle imprese, che fa registrare una forte riduzione delle imprese manifatturiere e commerciali, ma con un saldo totale positivo di 65 unità.

“Sono dati che però vanno interpretati – prosegue Cesca -, anche per poter fare previsioni il più attendibili possibili”.

Infatti, se i dati sul 2020 lasciano pochi dubbi, sulle stime per il 2021 contenute nella ricerca di Cna pesano molte incertezze.

“Per quanto riguarda i numeri sull’occupazione, ad esempio, sulla già consistente riduzione degli addetti pesa come un macigno l’imminente fine del divieto di licenziamento. Difficile anche prevedere cosa succederà in tema di esportazioni, considerando che i principali mercati di riferimento per le imprese umbre sono rappresentati dall’Europa e dagli Stati Uniti, anch’essi alle prese con la pandemia e con le sue conseguenze in termini di domanda. L’altro aspetto che preoccupa è che la riduzione dell’export ha riguardato tutti i settori, ma soprattutto quelli del made in Italy, fiore all’occhiello dell’Umbria. Se poi andiamo ad analizzare il dato sul numero complessivo di imprese attive e sul saldo positivo tra imprese nate e cessate nel 2020, non possiamo non sospettare che ci siano imprese che in realtà potrebbero aver già deciso di chiudere i battenti ma che non lo hanno ancora fatto per poter beneficiare almeno dei ristori previsti dai decreti governativi. Pertanto, la possibile chiusura definitiva di tante micro- piccole imprese unita alle difficoltà nell’export potranno essere dirimenti per tutta l’economia. In particolare, nella manifattura oltre al fatturato potremmo perdere molti posti di lavoro. Tutti aspetti che ci fanno ipotizzare un 2021 non meno difficile di quello appena trascorso, le cui stime di crescita sono meno incoraggianti di quanto sembrerebbe e che ci inducono a chiedere con maggior forza di puntare con decisione sul sostegno agli investimenti e alla trasformazione digitale delle imprese umbre per circoscrivere e contrastare, anche a livello occupazionale, gli effetti della pandemia economica. Soprattutto vanno incentivati velocemente gli investimenti in nuovi processi produttivi ma anche l’ammodernamento e l’ampliamento dei capannoni delle imprese in crescita, mentre la digitalizzazione delle imprese si potrà realizzare attraverso consulenze di esperti, nuovi software e riorganizzazione delle diverse funzioni aziendali, tra cui i canali di vendita, della produzione e della logistica. Per questo – conclude il presidente di Cna Umbria – guardiamo con favore alle recenti dichiarazioni dell’assessore Fioroni sull’imminente varo di un piano di supporto agli investimenti delle imprese .”

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Febbraio 06, 2021
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Decreto 18 dicembre: ecco tutte le regole per le feste 2020

É stato pubblicato il dl_172_2020 che dispone ulteriori disposizioni urgenti per fronteggiare i rischi sanitari connessi alla diffusione del virus COVID-19.

Ferme restando le disposizioni già introdotte dal decreto-legge 2 dicembre 2020, n. 158, in materia di spostamenti all’interno o per il territorio nazionale nel periodo compreso tra il 21 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021, il testo prevede che:

24, 25, 26, 27, 31 dicembre 2020 e 1, 2, 3, 5 e il 6 gennaio 2021 ZONA ROSSA: sull’intero territorio nazionale si applicano le misure di cui all’articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2020;

28, 29, 30 dicembre 2020 e 4 gennaio 2021  ZONA ARANCIONE: sull’intero territorio nazionale si applicano le misure di cui all’articolo 2 del medesimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2020.
Sono consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

– oltre agli spostamenti già consentiti, nel periodo compreso tra il 24 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021, tra le ore 5.00 e le ore 22.00, è consentito, una sola volta al giorno, spostarsi, in un massimo di due persone, verso una sola abitazione privata della propria regione. Alla persona o alle due persone che si spostano potranno accompagnarsi i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che con queste persone convivono.

Il decreto, infine, prevede lo stanziamento di 645 milioni di euro da destinare al ristoro immediato delle attività di somministrazione di alimenti e bevande che vedranno un calo del fatturato a causa delle misure disposte a tutela della salute. Tali attività riceveranno un contributo pari a quello già ottenuto in seguito all’approvazione del cosiddetto “decreto rilancio” (decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34).

Slide_decreto_18 dicembre

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Dicembre 20, 2020
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SPOSTAMENTI tra COMUNI e ARTIGIANI di fiducia

Dopo CNA Umbria, che dall’inizio delle nuove restrizioni sta chiedendo alle Prefetture di Perugia e Terni e all’Anci un chiarimento sulla possibilità per i cittadini di effettuare spostamenti tra Comuni per raggiungere i propri artigiani di fiducia , oggi interviene la CNA Nazionale con una lettera al Presidente del Consiglio e al ministro dell’Economia.

“La CNA ritiene che, nella piena osservanza dei protocolli di sicurezza, i cittadini possano recarsi da artigiani di fiducia che non svolgono attività in grado di determinare assembramenti“, com’è il caso di acconciatori, estetiste, lavanderie, autoriparatori etc…

Un po’ ovunque si stanno registrando nel Paese provvedimenti di deroga al divieto di effettuare spostamenti tra Comuni, soprattutto nelle zone arancione e rossa. Questo anche perché la presenza di tanti Comuni e le caratteristiche geografiche dell’Italia rendono inevitabile una grande interazione economica e sociale tra cittadini residenti in Comuni differenti.

Diventa perciò urgente “un intervento del governo per rendere omogenee le decisioni eventualmente differenti assunte dalle autorità amministrative sul territorio.”

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Novembre 20, 2020
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REVISIONE e COLLAUDO AUTOMEZZI, il NO della CNA

revisione collaudo automezzi

CNA si schiera contro la marcia indietro del Governo sulla revisione e il collaudo degli automezzi.

Anziché procedere sulla via della modernizzazione del servizio, abilitando anche i centri di controllo privati come richiesto da tempo dalla CNA, nel decreto Semplificazione si fa addirittura un passo indietro. Infatti, si dà la possibilità agli ispettori, dipendenti dei centri privati, di poter svolgere autonomamente le funzioni ispettive e di collaudo, con tanto di rapporto diretto con il cliente per la riscossione del compenso, lasciando di fatto alle imprese l’onere di fornire la strumentazione necessaria a svolgere queste operazioni.

La CNA ha scritto alla ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, e al vice ministro Giancarlo Cancelleri esprimendo profonda preoccupazione per questa scelta.

CNA chiede “l’arresto immediato di questo processo di destrutturazione normativa se si vogliono salvaguardare le imprese artigiane che operano nella revisione dei veicoli a motore e un virtuoso modello di interazione pubblico-privato.”

Nel frattempo gli uffici del ministero stanno già  istituendo gli elenchi degli ispettori abilitati ad effettuare la revisione dei mezzi leggeri e pesanti.

Addirittura, per far fronte alla carenza di organico, si stanno richiamando in attività ispettori ministeriali già in pensione anziché decidere di utilizzare, finalmente, anche i centri privati.

Per questo CNA ha chiesto l’apertura immediata del tavolo di confronto sul settore annunciato in commissione Trasporti della Camera dal vice ministro Cancelleri.


Per maggiori informazioni sulla revisione e il collaudo degli automezzi contatta:

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Novembre 20, 2020
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