Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa
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RINCARI di GAS e MATERIE PRIME, RIPRESA a RISCHIO

“L’aumento abnorme del prezzo del gas per la produzione di energia elettrica e per il riscaldamento o raffrescamento di abitazioni, uffici pubblici e luoghi di lavoro che, a cascata, sta producendo anche un fortissimo rialzo dei costi di produzione delle materie prime, rischia di arrestare la ripresa economica in atto, ponendo una pesante ipoteca sul futuro di tutti noi.”

È preoccupato Michele Carloni, presidente regionale della CNA, di fronte ai rincari del gas naturale, il cui prezzo medio è passato in sei mesi da 17 a 82 euro al metro cubo.

“Questo – afferma Carloni – si traduce in un incremento di oltre il 400% dei costi energetici sostenuti dalle imprese, che hanno potuto beneficiare solo in parte della mitigazione degli oneri di sistema inseriti nella bolletta dopo il provvedimento adottato dal governo. Noi crediamo che a livello nazionale debbano essere intraprese ulteriori misure a favore delle imprese di produzione, specialmente per quelle della manifattura. Il rischio, infatti, è di trovarci a breve di fronte alla perdita di pezzi importanti delle filiere produttive del made in Italy, dalla meccanica all’agroalimentare, dall’arredo casa alla moda etc…Tra queste, le più penalizzate sono sicuramente quelle che operano in regime di subfornitura, che non possono compensare tale aumento dei costi sul prezzo al cliente finale. Nella stessa situazione si trovano le imprese del settore delle costruzioni, che sono alle prese con il rincaro delle materie prime e all’aumento dei prezzi dei manufatti, proprio a causa dell’incremento dei costi energetici per le imprese che li producono. È indispensabile, pertanto, che il governo adotti ulteriori misure.”

Per il presidente della Cna, però, “in questo scenario possono e devono essere assunte alcune decisioni inderogabili anche a livello regionale. Ci riferiamo, in particolare, alla rapida approvazione dei nuovi piani per i rifiuti e per l’energia, in modo da consentire il raggiungimento dell’indipendenza energetica dell’Umbria attraverso la realizzazione di termovalorizzatori e biodigestori, strategici per la produzione di energia elettrica e bio-metano. Così come deve essere prevista la realizzazione di nuovi impianti alimentati da fonti rinnovabili, dal fotovoltaico all’eolico, fino ad arrivare alle cosiddette comunità energetiche presenti anche nel piano di accompagnamento al Pnrr, vale a dire porzioni di territorio energeticamente indipendenti attraverso l’utilizzo di strumenti diversi a seconda delle caratteristiche del territorio stesso e delle imprese che vi sono ubicate. Sempre a livello regionale è urgente la revisione del prezzario regionale per l’edilizia in tutte le sue componenti, come chiediamo da mesi, per evitare che siano le imprese a dover pagare per intero i contraccolpi degli aumenti straordinari dei materiali usati in edilizia. Questo consentirà alle imprese di far fronte agli impegni e di allontanare la possibilità di contenziosi. Non dimentichiamoci, infine, che oltre alle aziende impegnate in appalti pubblici ci sono migliaia di imprese che hanno sottoscritto contratti con committenti privati che non riescono a rispettare prezzi lievitati, nel frattempo, a dismisura. Quindi – commenta Carloni – ci auguriamo che il nostro appello venga ascoltato e che le decisioni da assumere vengano prese dalla Regione nel più breve tempo possibile.”

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Dicembre 04, 2021
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CARO PREZZI in EDILIZIA, il decreto sulle COMPENSAZIONI

È stato pubblicato in Gazzetta il decreto (che puoi scaricare qui) del ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile per fronteggiare i fortissimi aumenti dei prezzi di alcuni materiali da costruzione registrati quest’anno.

Il decreto rileva le variazioni dei prezzi superiori all’8% registrate dai materiali da costruzione più significativi nel primo semestre 2021. Le oscillazioni di prezzo (sia in aumento che in diminuzione) verranno utilizzate per la compensazione  dei contratti pubblici in corso alla data del 25 Luglio 2021.

Con questo decreto si completa il quadro normativo sulla revisione dei prezzi dei materiali nei contratti pubblici dopo la pubblicazione, lo scorso 28 Ottobre, del decreto che stabilisce le modalità di ripartizione del Fondo di 100 milioni istituito per far fronte al rincaro dei materiali (approfondisci qui).

Ricordiamo che le imprese devono presentare alle stazioni appaltanti la richiesta di compensazione entro 15 giorni a far data dal 23/11/2021, pena la decadenza del diritto!


Per maggiori informazioni contatta:

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Novembre 24, 2021
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SICUREZZA sul LAVORO, PREVENZIONE e FORMAZIONE

Evitare incidenti sul lavoro e malattie professionali è un obiettivo non solo dei lavoratori, ma anche degli imprenditori, delle associazioni di rappresentanza delle imprese, dei sindacati e degli enti di controllo. Nasce da questa convinzione l’invito che, nei giorni scorsi, abbiamo rivolto all’assessore regionale alla Sanità, ai dipartimenti di prevenzione delle Usl, alle direzioni territoriali del lavoro, all’Inail e ai prefetti di Perugia e Terni, affinché ci sia uno stretto coordinamento delle azioni da realizzare in materia di prevenzione.
Cominciando da una maggiore attenzione alla formazione.”

Michele Carloni, presidente regionale della Cna, interviene sul tema dopo il recente inasprimento dei controlli e delle sanzioni varato dal governo per far fronte al consistente numero di incidenti nei luoghi di lavoro registrato negli ultimi mesi.

“Come associazione – dichiara Carloni – crediamo moltissimo nel valore e nell’efficacia della prevenzione, che da oltre tre anni si è concretizzata, per quanto ci riguarda, in progetti specifici portati avanti in collaborazione con la direzione regionale dell’Inail. Ma siamo consapevoli che l’attività singola non è sufficiente. Da qui la decisione di rivolgerci a tutti i soggetti coinvolti nelle attività di vigilanza e controllo per poter arrivare ad azioni coordinate che aiutino nel prevenire incidenti, cominciando da una formazione rivolta non solo ai lavoratori ma anche ai datori di lavoro, e evitino di diventare eccessivamente punitive nei confronti delle imprese. Bisogna scongiurare, infatti, che il potenziamento dei controlli e l’inasprimento delle sanzioni decisi dal governo si abbatta sulle aziende con ispezioni ripetute sugli stessi aspetti da parte di diversi enti.

In un momento di ripresa dell’economia – aggiunge Carloni – c’è il caso particolare delle imprese di costruzioni. Noi crediamo che i tempi siano ormai maturi per l’apertura di percorsi di qualificazione per l’accesso alla professione: trattandosi di uno dei settori che registra il maggior numero di casi di incidenti sul lavoro non si può aprire un’impresa di costruzioni senza seguire un percorso di qualificazione, improvvisandosi imprenditori.”

I rischi per la sicurezza, però, arrivano anche dall’abusivismo, che le imprese dell’edilizia, e non solo, subiscono in modo pesante.

“È un fenomeno che occorre combattere con maggior decisione, sia da parte dei committenti privati che pubblici. Non dimentichiamoci, infatti, che la pratica diffusa di assegnazione dei lavori con gare al massimo ribasso, oltre a non dare garanzie su lavori svolti a regola d’arte, porta inevitabilmente con sé l’ingresso di imprese dove i costi per garantire la sicurezza sul lavoro sono ridotti all’osso. Che senso ha – conclude il presidente di CNA Umbria – da un lato inasprire le sanzioni contro le imprese regolari, e dall’altro assegnare appalti a costi stracciati senza preoccuparsi dei riflessi che questa pratica porta con sé in termini di sicurezza dei lavoratori?

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Novembre 15, 2021
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La CRESCITA dell’UMBRIA a CNA INFORMA TV

Nel secondo appuntamento della stagione di CNA INFORMA TV  in onda giovedì 11 novembre 2021 alle ore 20:30 su UMBRIA TV (canale 10 del digitale terrestre) si parlerà della crescita economica dell’Umbria.

La puntata prenderà spunto dall’ultima indagine (puoi scaricarla qui) commissionata da CNA Umbria al centro studi Sintesi che ha fatto il punto sugli effetti del Covid sull’economia della regione.

La trasmissione, condotta da Noemi Campanella, vedrà confrontarsi in studio:

  • MICHELE CARLONI – Presidente di CNA Umbria
  • ROBERTO GIANNANGELI – Direttore di CNA Umbria
  • MICHELE FIORONI – Assessore regionale allo Sviluppo economico

In collegamento via skype ci sarà anche:

  • ALBERTO CESTARI – Ricercatore del Centro studi Sintesi.

Non perderti la puntata, sintonizzati alle 20.30 per guardare CNA INFORMA TV!

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Novembre 11, 2021
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EDILIZIA e RINCARI dei PREZZI, il DECRETO

Come noto, lo scorso luglio era stato convertito in legge il decreto che ha introdotto un fondo da 100 milioni di euro per fare fronte ai rincari eccezionali dei prezzi dei materiali usati in edilizia. 

Il fondo si applica nell’ambito dei contratti pubblici che, alla data del 25 luglio 2021 quando il decreto è diventato legge, erano in corso di esecuzione.

Degli ulteriori decreti indispensabili per rendere operativo tale fondo finora ne è stato pubblicato solo uno (puoi scaricarlo qui), quello che definisce le modalità di accesso al fondo in modo da garantire parità di trattamento tra piccole, medie e grandi imprese e la proporzionalità nell’assegnazione delle risorse, che sono state  così ripartite:

    • 34 milioni di euro alla piccola impresa
    • 33 milioni di euro alla media impresa
    • 33 milioni di euro alla grande impresa

Ancora in attesa di pubblicazione il decreto che istituisce:

  • la rilevazione delle variazioni dei prezzi superiori all’8%, sia in aumento che in diminuzione

Non appena sarà pubblicato ne daremo notizia. Infatti, dalla data di pubblicazione, le imprese avranno:

  • 15 giorni di tempo per presentare la richiesta di compensazione
  • 60 giorni di tempo per chiedere di usufruire delle risorse stanziate

Se vuoi maggiori informazioni sui rincari dei prezzi dei materiali per l’edilizia e sulle misure di contrasto contatta:

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Novembre 09, 2021
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SUPERBONUS, AZIONI ECLATANTI se NON PROROGATO

“Lo abbiamo già scritto ai parlamentari eletti in Umbria, ai prefetti di Perugia e Terni e alla presidente della giunta regionale: se il Superbonus e gli altri incentivi per la riqualificazione del patrimonio immobiliare non verranno prorogati e se la cessione del credito e lo sconto in fattura non saranno riconfermati, ci prepariamo ad organizzare azioni eclatanti, anche con il coinvolgimento di tutti gli attori della filiera allargata delle costruzioni.”

È durissima la reazione di Cna Costruzioni Umbria alle voci riguardo al ridimensionamento del Superbonus al 110% e dei bonus di minore entità per il miglioramento sismico ed energetico degli edifici.

“Non ci piace lanciare minacce o prove di forza – afferma il responsabile regionale della categoria, Pasquale Trottolini – ma vogliamo salvaguardare strumenti che stanno consentendo di rilanciare un settore, quello delle costruzioni, che scontava una crisi ultra decennale che ha lasciato sul campo migliaia di imprese e di lavoratori. Ma vogliamo anche mettere in guardia dal rischio di fallimento per centinaia di aziende e da danni economici certi per migliaia di proprietari di immobili che non riusciranno a completare i lavori in tempo utile per poter usufruire degli incentivi.”

Nella nota inviata ieri, tra gli altri, ai deputati e senatori eletti in Umbria, che nelle prossime settimane saranno alle prese con la discussione e l’approvazione della legge di bilancio 2022, Cna Costruzioni ha ricordato come “l’utilizzo del Superbonus, teoricamente possibile dal luglio 2020, è stato di fatto impossibile almeno fino ai primi mesi dell’anno in corso a causa dell’inefficienza della pubblica amministrazione e per l’estrema complessità della normativa. Quindi la mancata proroga almeno fino alla fine del 2023 rischia di produrre danni consistenti, a cominciare dai contenziosi che potrebbero scaturire dai contratti sottoscritti dai proprietari immobiliari con i tecnici professionisti, vincolanti anche in caso di lavori non eseguiti per mancanza di tempo.”

Non solo. “La possibilità di avvalersi dello sconto in fattura e della cessione del credito anche nell’utilizzo dei bonus minori in materia di miglioramento sismico ed energetico degli edifici – prosegue Trottolini -, ha reso molto più appetibili strumenti disponibili ormai da anni. Optare per il mancato rinnovo di queste possibilità manderebbe in fumo migliaia di interventi già programmati. Infine, nei giorni in cui, con il G20 e la COP26, l’attenzione mondiale è puntata sui temi della sostenibilità, appare singolare che le scelte del Governo vadano nella direzione opposta. Ricordiamo, infatti, che le abitazioni sono state riconosciute responsabili della maggior parte delle emissioni inquinanti a livello mondiale, ne producono addirittura più dei trasporti.”

Da qui l’appello ai parlamentari affinché, a prescindere dal proprio schieramento politico, portino avanti un’opera di sensibilizzazione all’interno dei rispettivi gruppi parlamentari per far sì che il Superbonus al 110% venga prorogato senza restrizioni fino al 31/12/2023 e la cessione del credito e lo sconto in fattura restino accessibili anche per i bonus minori almeno per tutta la durata del Pnrr (2026), trasformandoli in misure strutturali.

“Come anticipato, qualora il nostro appello dovesse essere ignorato, ci prepariamo a organizzare azioni eclatanti coinvolgendo tutta la filiera larga delle costruzioni, che comprende non solo le imprese edili e gli impiantisti, ma anche i serramentisti, i produttori di materie prime, i geometri, gli architetti, i periti e gli ingegneri. In ballo ci sono tante cose – conclude il responsabile regionale di Cna Costruzioni -: la sopravvivenza delle imprese, ma anche la tutela dell’occupazione, delle disponibilità economiche delle famiglie e la sostenibilità ambientale.”

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Novembre 05, 2021
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CNA INFORMA TV ricomincia con il SUPERBONUS

Ritornano gli appuntamenti con CNA INFORMA TV  ogni giovedì alle ore 20:30 su UMBRIA TV (canale 10 del digitale terrestre).

La prima puntata della nuova serie è prevista per il 4 novembre 2021. Il tema all’attenzione è quello del Superbonus e dei bonus minori. Proprio in questi giorni il Governo sta mettendo in discussione la proroga, o meno, di incentivi che si stanno rivelando fondamentali per la riqualificazione e la sostenibilità del patrimonio immobiliare. Ma anche per il rilancio della filiera delle costruzioni, che preannuncia una mobilitazione in caso di mancata conferma.

In studio, insieme a Noemi Campanella che condurrà il consueto appuntamento del giovedì sera, ci saranno:

  • EMANUELE BERTINI – Presidente di CNA Costruzioni Umbria
  • PASQUALE TROTTOLINI – Responsabile di CNA Costruzioni Umbria
  • ENZO TONZANI – Presidente del Collegio dei Geometri di Perugia
  • MARZIO GIOGLI – Area manager Unicredit

Non perderti la puntata, sintonizzati alle 20.30 per guardare CNA INFORMA TV!

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Novembre 04, 2021
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L’UMBRIA torna a CRESCERE

“Con un incremento stimato del Pil 2021 del 6,1%, superiore persino alla media nazionale, l’Umbria torna finalmente a crescere, con dati sorprendenti soprattutto sui volumi degli investimenti e sui dati export. L’unica nota dolente, purtroppo, è sull’occupazione, ancora in discesa.”

Michele Carloni, presidente di Cna Umbria, presenta l’ultima ricerca commissionata al centro studi Sintesi per indagare lo stato di salute dell’economia regionale nel secondo anno di pandemia da Covid-19.

Il dato più eclatante è sicuramente quello relativo agli investimenti – afferma Carloni -, che nel 2021 tornano a crescere di oltre 15 punti percentuali, riportandosi abbondantemente sopra i livelli pre-Covid. Lo stesso discorso vale per le esportazioni delle imprese umbre, cresciute di quasi il 22% rispetto all’anno scorso. Purtroppo non possiamo dire altrettanto dei dati occupazionali, che nell’anno in corso subiscono un calo di un ulteriore 1,86% e, rispetto al 2019, registrano una diminuzione del numero di addetti di ben 9mila unità (- 3,5%). Si tratta di una perdita più contenuta rispetto alla media del Paese (- 4%), ma che ci porta a dire che ci troviamo in presenza di una ripresa senza occupazione. Il fatto che non si torni a creare occupazione dipende essenzialmente dal fatto che le offerte di lavoro provenienti dalle nostre imprese non incontrano le esigenze di molti giovani in cerca di occupazione, né quelle di disoccupati che preferiscono restare alla finestra e contare su ammortizzatori sociali come la Naspi o il reddito di cittadinanza, che sono strumenti sicuramente idonei a combattere la povertà e a ridurre le disuguaglianze, ma necessitano di essere cambiati radicalmente nel loro funzionamento. Lo stesso vale in quei casi in cui ci troviamo di fronte a casse integrazioni speciali che vanno avanti da decenni con una proroga dietro l’altra. L’esigenza delle imprese umbre è di trovare manodopera che, se non specializzata, sia almeno motivata a impegnarsi in un lavoro produttivo.”

I dati della ricerca sono stati illustrati da Alberto Cestari, ricercatore di Sintesi.

“Per quanto riguarda il Pil si prevede un’ulteriore crescita del 4,2% anche nel 2022. Sul fronte dei consumi delle famiglie, l’anno in corso si chiude in ripresa (+ 5,5%) rispetto al 2020, ma siamo ancora lontani dai valori pre-Covid, che si stima saranno recuperati solo il prossimo anno. Come diceva il presidente di Cna Umbria – prosegue Cestari – il dato degli investimenti è molto significativo e anche per il 2022 si prevede che cresca di altri sei punti abbondanti. Per quanto riguarda la demografia delle imprese, il loro numero aveva superato quello del 2019 già lo scorso mese di agosto, portando il numero delle imprese attive a 80.310. Calano quelle del commercio e della manifattura, mentre aumentano nel comparto dei servizi, sia tradizionali che innovativi, e nelle costruzioni. Nel complesso sono diminuite le cessazioni. Ottimi i dati relativi all’export, che quest’anno recupera non solo tutto quello che aveva perso nel 2020, ma supera dell’1% i livelli del 2019. Cambia la composizione dei comparti con le migliori performance nelle esportazioni: aumentano soprattutto le produzioni della metallurgia (+ 17%), mentre si riducono quelle del made in Italy, fatta eccezione per le imprese del sistema casa e per il settore della carta e stampa. Bene anche le presenze turistiche, che nei primi 8 mesi del 2021 sono cresciute del 26%, ma resta ancora molto da recuperare rispetto al 2019, soprattutto a causa della forte contrazione della presenza degli stranieri.”

“I dati – continua Carloni – rispecchiano esattamente le tendenze che avevamo riscontrato tra le imprese associate alla Cna. La ripresa in atto è importante, e un ruolo di primo piano lo stanno giocando sicuramente le imprese del comparto delle costruzioni, il cui numero è in crescita. Perciò invitiamo le istituzioni e la politica tutta a valutare attentamente i provvedimenti da adottare con la prossima legge di stabilità, a cominciare dal Superbonus, perché l’impatto delle costruzioni, coinvolgendo una filiera ampia che comprende anche alcune imprese manifatturiere e settori del commercio, è molto superiore a quello che ci dicono i numeri. Sulla ripresa hanno influito positivamente anche alcuni strumenti adottati nel 2021 a livello regionale. Quello che serve ora per far sì che il trend di crescita si stabilizzi – conclude Michele Carloni – è una corretta programmazione delle risorse comunitarie 2021-2027 e una forte attrazione delle risorse nazionali del Pnrr.

Scarica la ricerca qui

Leggi la rassegna stampa sui quotidiani

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Novembre 03, 2021
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PROROGA SUPERBONUS, RISCHIO BEFFA

Siamo contenti di sapere che il governo stia pensando di prorogare il Superbonus a tutto il 2023, ma le voci che ne ipotizzano una limitazione ai soli condomini sono inaccettabili e rischiano di tradursi in una tragica beffa per migliaia di imprese e cittadini.

Emanuele Bertini, neo presidente di Cna Costruzioni Umbria, parla a margine della diffusione della ricerca che l’associazione ha commissionato al centro studi Sintesi proprio per fare il punto sull’utilizzo del Superbonus nella regione.

“Se guardiamo ai dati, le pratiche già autorizzate in Umbria erano 819 al 30 settembre scorso. Un autentico balzo (+ 256%) rispetto alle appena 230 che risultavano a maggio. Di tutti questi interventi, ben il 50% circa riguarda edifici unifamiliari e un altro 35% le case plurifamiliari funzionalmente indipendenti. I condomini veri e propri rappresentano appena il 15% del totale delle pratiche presentate. Ecco perché le anticipazioni sulla legge di bilancio riportate dalla stampa che parlano di un Superbonus prorogato fino al 2023 ma limitato ai soli condomini e alle case popolari ci vedono del tutto contrari. Se confermate si tradurrebbero in una bufala rifilata a migliaia di imprese, professionisti e cittadini. Per molte delle pratiche già avviate, infatti, non ci sarebbero neanche i tempi pratici per riuscire a terminare gli interventi programmati. E questo sia per la complessità e incompletezza della normativa, sia per i gravi ritardi accumulati nei primi mesi di efficacia della misura da parte dei Comuni, presso i quali è indispensabile l’accesso agli atti per poter presentare i progetti. A questo – aggiunge Bertini – si sommano le grandi difficoltà, denunciate più volte insieme alle altre associazioni di categoria delle imprese delle costruzioni, sia del reperimento delle materie prime che del grave rincaro dei loro costi, peraltro in presenza di un prezzario regionale che già un anno fa era assolutamente starato rispetto alla realtà.”

Gli effetti sull’economia reale del Superbonus e degli altri bonus, compreso quello sul rifacimento delle facciate che invece sembra destinato a esaurirsi con l’anno in corso, sono confermati dai dati della ricerca del centro studi Sintesi.

“Tra il 2019 e il 2021 – dichiara il responsabile regionale di CNA Costruzioni, Pasquale Trottolini – il numero delle imprese delle costruzioni è arrivato a 10.859, con un incremento dell’1%, ma quello degli occupati della filiera è aumentato di oltre il 7%, portando il totale a 22.672 addetti.”

Ottimo il dato sui lavori portati a termine. “Disponibilità e costo dei materiali permettendo – afferma Bertini – una volta autorizzati, i lavori procedono speditamente. Al momento risulta che per ben il 75% delle pratiche si è arrivati alla comunicazione di fine lavori.”

Impossibile, invece, dare statisticamente conto dei progetti tuttora in fase di preparazione e autorizzazione. “Ma considerato il balzo degli ultimi mesi è ipotizzabile siano dell’ordine delle migliaia nella sola Umbria. Una eventuale limitazione della proroga ai soli condomini significherebbe annullare la ripresa del settore delle costruzioni, mandare in fumo tanti posti di lavoro, non tenere conto delle aspettative di tantissimi cittadini che in questi mesi stanno decidendo di riqualificare i propri immobili e, soprattutto, bruciare migliaia di lavori già avviati. Con un’aggravante pesantissima: tutti coloro i quali hanno già avviato le pratiche hanno sottoscritto contratti con i tecnici professionisti, con clausole vincolanti anche qualora i lavori non potessero essere realizzati per mancanza di tempo. Governo e parlamento hanno idea di cosa significherebbe? Ecco perché – conclude il presidente di CNA Costruzioni Umbria – ci auguriamo che le anticipazioni di stampa vengano smentite al più presto dai diretti interessati.”

Scarica qui la ricerca del entro studi Sintesi.

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Ottobre 22, 2021
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EDILIZIA e CARO PREZZI, la POLEMICA

“La replica dell’assessore Melasecche all’allarme sul caro prezzi dei materiali per l’edilizia e sulla revisione del prezzario lanciato venerdì scorso dalle nostre Associazioni ci lascia sorpresi e amareggiati. È una risposta inadeguata e insufficiente a fornire soluzioni alle istanze e preoccupazioni delle imprese umbre delle costruzioni e, tra l’altro, non coglie la disponibilità al confronto che abbiamo offerto.”

È durissima la reazione di CNA Costruzioni, Anaepa Confartigianato e Ance, alle dichiarazioni dell’assessore regionale alle infrastrutture, opere pubbliche e politiche della casa rilasciate all’indomani della conferenza stampa delle sigle datoriali.

“La verità – affermano i rappresentanti delle associazioni – è che il nostro appello risale a oltre un anno fa. Già allora evidenziammo, anche attraverso una lettera alla giunta regionale rimasta senza risposta, e ancor prima che si verificasse l’aumento eccezionale dei prezzi dei materiali da costruzione di questi mesi, la necessità di fare un tagliando significativo all’Elenco prezzi regionale che, non solo non riusciva più a fotografare compiutamente tutte le lavorazioni e l’utilizzo di materiali idonei, ma già riportava prezzi assolutamente fuori linea rispetto alle valutazioni di mercato. Un ritardo strutturale anche rispetto ai prezzari delle regioni limitrofe. A distanza di un anno il nostro campanello di allarme è rimasto inascoltato”.

Non solo. “L’impennata straordinaria dei prezzi che si è verificata nel corso del 2021 ha fatto precipitare le cose e reso ancora più lampanti i limiti enormi del prezzario umbro. Una situazione che richiede una revisione strutturale del prezzario stesso, ma anche risposte immediate, a tutti i livelli, per consentire alle imprese di far fronte agli impegni contrattuali assunti, allontanare la possibilità del contenzioso e conseguentemente il blocco dei lavori, come invece purtroppo sta già avvenendo. In questo momento quello che bisogna assolutamente evitare è proprio l’immobilismo istituzionale, del Governo innanzitutto, ma anche della Regione, che rischia di avere ricadute molto pesanti sulle imprese e sull’economia regionale. E questo vale per tutti gli appalti, sia privati che pubblici. Mentre per i primi – proseguono i rappresentanti delle imprese delle costruzioni – stiamo assistendo a un vero fuggi fuggi dal prezzario regionale e l’aggancio a strumenti di altre regioni, reso possibile dalla normativa, per gli appalti pubblici le dichiarazioni dell’assessore sono semplicemente inaccettabili.”

Melasecche, infatti, aveva replicato che un incremento dei prezzi negli appalti pubblici provocherebbe un’insufficienza dei finanziamenti disponibili.

“E chi dovrebbe fare le spese di questi aumenti eccezionali? Teniamo al riparo le stazioni appaltanti, non concordiamo iniziative per trovare soluzioni e lasciamo il cerino in mano alle imprese, che sarebbero le uniche a pagare pesantemente le conseguenze di una situazione non certo voluta, prevista o prevedibile?”

Insufficienti, per le associazioni, i solleciti dei mesi scorsi fatti dall’assessore Melasecche alla commissione Imgt (Infrastrutture Mobilità e Governo del Territorio). “Siamo perfettamente consapevoli che occorrono misure nazionali per contrastare il fenomeno del caro materiali, ma non basta. Anche la Regione Umbria deve fare la propria parte per le competenze che le spettano, adeguando il proprio prezzario e presidiando politicamente la commissione Imgt. Non si può rischiare che il caro materiali metta in difficoltà gran parte del tessuto economico e impedisca di cogliere tutte le potenzialità disponibili, a partire dal superbonus e dalla ricostruzione, sui quali il prezzario regionale andrà fortemente ad incidere. Quindi, ribadiamo la nostra disponibilità al confronto, ma per l’assessore Melasecche è il momento delle scelte.”

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Ottobre 06, 2021
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