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La BUROCRAZIA FRENA il SUPERBONUS

Tempi di attesa lunghissimi anche in provincia di Perugia

 

“Tempi di attesa per il primo accesso agli atti per una pratica di superbonus? Anche più di cinque mesi in provincia di Perugia. Di questo passo, quella che potrebbe essere un’occasione unica per riqualificare il patrimonio immobiliare dell’Umbria, si trasformerà in un fallimento.”

C’è amarezza nelle parole di Pasquale Trottolini, responsabile di Cna Costruzioni Umbria, che dopo una prima ricognizione nei Comuni della provincia di Terni fatta in collaborazione con gli studi tecnici e professionali, dalla quale erano emersi ritardi notevoli nelle pratiche preliminari per poter presentare un progetto di recupero usufruendo del Superbonus, denuncia una situazione addirittura più pesante nel Perugino.

La rilevazione della situazione nei principali Comuni della provincia di Perugia – afferma Trottolini -, sebbene abbia evidenziato una situazione a macchia di leopardo, ha portato alla luce situazioni molto critiche. Purtroppo è proprio nel capoluogo di regione che si registrano i ritardi più consistenti, con pratiche giacenti presso gli uffici tecnici dall’ottobre scorso.

Oltre cinque mesi!

Aspettare così tanto solo per poter avviare la progettazione avendo l’obbligo di completare i lavori entro il mese di giugno 2022, equivale a dire addio agli incentivi. Abbiamo apprezzato che l’assessore all’urbanistica di Perugia, Margherita Scoccia, si sia impegnata da subito a potenziare l’ufficio dedicato alle pratiche del Superbonus.

Purtroppo i risultati, stando a quanto abbiamo riscontrato, tardano ad arrivare. E non ci si può aspettare che arrivino dalla digitalizzazione degli archivi in quei Comuni dove questo processo non sia stato avviato per tempo, come a Perugia, perché non è un’operazione semplice né, tantomeno, veloce.

Il tutto è aggravato, guardando anche agli altri Comuni, dalle differenze interpretative della normativa da parte dei dirigenti e del personale addetto e dal ricorso massiccio allo smart working, che amplifica a dismisura i tempi di risposta a tutte le pratiche, superbonus compreso.

Noi – aggiunge Trottolini – crediamo che l’unica via al momento percorribile per accorciare i tempi di attesa, sia quella di assegnare immediatamente tutto il personale disponibile all’interno delle piante organiche dei Comuni allo smaltimento delle pratiche del superbonus e degli altri incentivi statali. Se ciò non bastasse potrebbero esserci altri strumenti da attuare in collaborazione con i professionisti privati, oppure con l’attivazione di tirocini formativi anche all’interno della pubblica amministrazione, per i quali potrebbero essere previsti strumenti di supporto a livello regionale.

Insomma, sono necessari correttivi urgenti se vogliamo far ripartire l’economia dell’Umbria. Dalle prime proiezioni ci risulta che il superbonus e le altre detrazioni potrebbero incidere notevolmente sull’economia regionale.

Basti pensare che nel solo 2019, il valore delle detrazioni fiscali legate alle ristrutturazioni e al risparmio energetico, in Umbria è stato di ben 109 milioni di euro. Considerando che in quel caso si parla di detrazioni che vanno dal 50% al 65%, è facile immaginare che con il superbonus al 110% il Pil dell’Umbria potrebbe crescere almeno di un punto all’anno. È per questo che insistiamo tanto perché questo strumento venga prorogato almeno fino a tutto il 2023. Infine – conclude Pasquale Trottolini -, non trascuriamo nemmeno quanto una riqualificazione massiccia del patrimonio immobiliare regionale potrebbe significare in termini di sostenibilità, offrendo nuovi contenuti al cosiddetto brand Umbria e a tutto quello che potrebbe significare per l’attrazione di flussi turistici e nuovi investimenti.”

 

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Aprile 16, 2021
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Corso F-GAS + esame sessione d’aprile

 

Ripartono i corsi di formazione F-GAS seguiti da esame di certificazione secondo il reg. CE 2015/2067 per i tecnici che svolgono installazione, manutenzione, riparazione e smantellamento di apparecchiature fisse (pompe di calore, condizionatori, refrigeratori ecc) e/o celle di autocarri e rimorchi frigoriferi.

Il Corso F-Gas è erogato in VIDEOCONFERENZA con tutti i partecipanti connessi in diretta live contemporaneamente con il docente.

Sono previste 2 sessioni di 4 ore l’una, per una durata totale di 8 ore.
Ogni iscritto riceverà una email con un LINK a cui collegarsi per assistere alle lezioni.

La prima data disponibile è

19 aprile 2021 – h. 9.00 – 13.00
19 aprile 2021  – h. 14.00 – 18.00

L’esame avverrà in presenza – cioè in modalità classica, non online il 20 aprile 

Costi e informazioni qui

Iscrizioni entro il 13/04/2021

 


 

Se invece vuoi maggiori informazioni contatta:

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Marzo 30, 2021
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Un SEMINARIO sul NUOVO DIGITALE TERRESTRE

nuovo digitale terrestre

Mentre si avvicinano le date chiave dello swtich-off del digitale terrestre, CNA organizza un seminario per gli impiantisti elettrici ed elettronici in cui saranno illustrate le modalità in cui avverrà il passaggio e le questioni più specificamente tecniche.

Come tutti ormai sappiamo, infatti, ci aspettano passaggi importanti per adeguare il digitale terrestre alle nuove trasmissioni in 5G e alle nuove tecnologie di trasmissione dei programmi, dal satellitare a internet e alla fibra ottica.

Il seminario online  su Nuovo digitale terrestre e nuove tecnologie di trasmissione dei programmi è  organizzato dalla CNA in collaborazione con la RAI e si terrà

mercoledì 14 aprile p.v. (h. 16.00 – 18.00).

Per scoprire come partecipare all’evento clicca qui 
Programma dei lavori


Per maggiori informazioni sul seminario contatta:

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Marzo 29, 2021
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SUPERBONUS, la REGIONE intervenga per SEMPLIFICARE

Intanto continua l’indagine Cna sui tempi di risposta

dei Comuni della provincia di Terni

 

SUPERBONUS REGIONE UMBRIA

“Per non sprecare la straordinaria occasione rappresentata dal Superbonus per il rilancio dell’economia e la riqualificazione del patrimonio immobiliare, diventa indispensabile e urgente un atto di indirizzo della Regione che consenta di semplificare le procedure in tutti i Comuni dell’Umbria e velocizzare i tempi per l’espletamento delle pratiche.”

È la richiesta avanzata dalla Cna all’indomani dell’incontro tra Anci, rappresentanti degli ordini tecnici, associazioni di categoria delle imprese e la stessa Regione.

“Valutiamo positivamente che l’Anci Umbria e la Regione abbiano convocato l’incontro che avevamo richiesto – afferma Laura Dimiziani, responsabile Cna per l’area di Terni -. Visto l’enorme interesse che il Superbonus sta riscuotendo sia tra i proprietari degli immobili che tra le imprese esecutrici dei lavori, e viste le indiscrezioni che parlano di una probabile proroga al 2023 del Superbonus, la convocazione del tavolo è un primo passo importante. Ma adesso è il momento di abbandonare i condizionali e di passare all’operatività, superando le misure adottate finora che, oltre a essere insufficienti, anziché risolvere i problemi li moltiplicano.”

“Al momento, infatti, il rischio concreto è che la possibilità di avvalersi del Superbonus scada prima ancora che tutte le persone intenzionate ad utilizzarlo riescano a superare le pastoie burocratiche – aggiunge Dimiziani -. Lo diciamo con cognizione di causa avendo fatto una ricognizione sul campo per verificare quali siano i tempi di risposta dei Comuni della provincia di Terni alle richieste di accesso agli atti, passaggio imprescindibile per poter avviare un intervento su un immobile usufruendo del Superbonus.”

Tempi di risposta che tracciano una cartina della provincia a macchie di leopardo.

“Nelle settimane scorse avevamo già detto della situazione nei Comuni di Terni, Narni e Amelia. Stavolta ci siamo concentrati sugli altri Comuni. Tra i centri fino a 5mila abitanti dell’area intorno al capoluogo di provincia – continua Dimiziani -, quello di Acquasparta presenta un buon livello di digitalizzazione degli archivi e delle pratiche e ha adibito una persona esclusivamente all’evasione delle richieste di accesso agli atti, riducendo a venti giorni i tempi di risposta. Il Comune di Montecastrilli, invece, ha fascicoli tuttora cartacei e impiega un mese e mezzo per rispondere. Difficoltà anche a Stroncone, che ha archivi cartacei e non ha personale dedicato al Superbonus. Nei Comuni intorno ai 2mila abitanti le risposte sono sensibilmente più brevi – una settimana, massimo dieci giorni per una presa visione – ma la scansione ottica degli archivi è ancora un obiettivo lontano a Calvi dell’Umbria come ad Arrone, anche se in entrambi i Comuni c’è un buon livello di preparazione degli addetti e di organizzazione degli uffici, in particolare ad Arrone, dove l’archivio è stato riordinato in tempi non sospetti.”

“La situazione, invece, è migliore nell’Orvietano – aggiunge Claudio Pagliaccia, responsabile Cna per l’area che gravita attorno alla città della rupe – perlomeno nei tempi di risposta, che vanno dai 2/3 giorni di Castel Viscardo, ai 7 di Baschi, alle 2 settimane di Allerona e Porano, a 1-2 settimane di Orvieto. Ma se si guarda ai tempi per il rilascio della documentazione in copia conforme le cose cambiano e si arriva anche ai due mesi di attesa.”

Spesso manca del tutto anche la tecnologia idonea per la riproduzione di tavole di grandi dimensioni. Sia nel Ternano che nell’Orvietano, inoltre, la presenza o la mancanza di personale preparato e dedicato fa ovunque la differenza e spesso un tecnico comunale preparato, con esperienza e conoscenza del territorio, riesce a supplire, almeno in parte, alle carenze tecnologiche.

Se i tempi sono un problema, la difformità di procedure tra i vari Comuni costituisce un’ulteriore aggravante. “Un grosso problema è anche quello della difformità di procedure da Comune a Comune, che non semplifica il lavoro dei tecnici e rallenta la risposta ai privati che vogliano intraprendere i lavori, danneggiando tutti, anche le imprese. È indispensabile, quindi, un intervento normativo o un atto di indirizzo da parte della Regione nei confronti dei Comuni, senza margini di discrezionalità. Quello che ci auguriamo – conclude Claudio Pagliaccia – è che il Superbonus diventi anche l’occasione per l’avvio di un processo di semplificazione che investa tutta la pubblica amministrazione.”

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Marzo 19, 2021
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RECOVERY PLAN, PROGETTI su misura per il TERRITORIO

PNRR, serve anche un ruolo attivo delle Regioni

Il riconoscimento di un ruolo attivo della Regione e progetti condivisi costruiti su misura per colmare finalmente i gap del territorio umbro. Per la Cna dell’Umbria è questa la ricetta per beneficiare al massimo delle risorse europee del Recovery plan, anziché piani generici calati dall’alto. Per questo, dopo l’ultimo tavolo di concertazione convocato da Palazzo Donini, nei giorni scorsi la Cna ha presentato alla Tesei 16 idee progettuali, in collaborazione con la Confartigianato.

“Noi crediamo che sia proprio questa la strada maestra per non sprecare l’occasione che ci viene offerta da quest’immissione straordinaria di risorse economiche nel nostro sistema economico – afferma il direttore regionale della Cna, Roberto Giannangeli -. Confidiamo che possa essere così e in tal caso non dovremo farci trovare impreparati. Partendo dall’esperienza e dal contatto costante con le imprese umbre, abbiamo messo a punto 16 idee progettuali, condivise con Confartigianato, che riguardano tre ambiti fondamentali: le infrastrutture economiche, l’innovazione del sistema imprenditoriale e le riforme. Per quanto riguarda le infrastrutture economiche, ad esempio, crediamo che accanto all’inserimento della Orte-Falconara e al potenziamento dell’alta velocità, sia fondamentale prevedere il raddoppio della tratta ferroviaria Foligno-Terontola, l’unica che garantirebbe i fondamentali collegamenti giornalieri delle imprese con il nord Italia. Poi c’è il tema della rigenerazione di tutto il patrimonio immobiliare sia pubblico che privato, in particolare delle aree dismesse all’interno dei centri storici delle principali città della regione, ma anche le aree e i capannoni industriali e le strutture alberghiere, magari collegandolo al superbonus e agli altri incentivi ad hoc per abbattere l’inquinamento, risparmiare energia e ridurre il consumo di suolo. Inoltre pensiamo che i tempi siano maturi per una sostanziosa riqualificazione del polo di Umbria Fiere, che deve diventare una struttura in rete con analoghi poli in Europa per favorire l’internazionalizzazione delle imprese umbre, sia ospitando fiere internazionali, sia favorendo la partecipazione delle imprese del territorio a eventi all’estero. Una struttura che ospiti anche eventi congressuali, digitali e di intrattenimento, diventando in questo modo anche un potenziale attrattore turistico. Un’attenzione particolare va riservata anche alle infrastrutture sociali, fondamentali per rilanciare l’occupazione femminile, quindi abbiamo chiesto il potenziamento delle residenze per anziani e la realizzazione di scuole per la primissima infanzia.”

Accanto all’infrastrutturazione economica, i progetti presentati dalle associazioni artigiane hanno toccato il rafforzamento dei sostegni agli investimenti e alla digitalizzazione del sistema imprenditoriale.

“L’acquisizione di nuove competenze – va avanti Giannangeli – è fondamentale per il riposizionamento delle imprese. Per favorirla abbiamo proposto la creazione di un polo umbro specializzato nel coniugare le migliori competenze manuali con le nuove tecnologie digitali, che abbiamo chiamato ‘scuola dei mestieri’. Poi c’è il credito, che rappresenta un asset strategico per le imprese di ogni dimensione. Poiché siamo convinti che il credito bancario continuerà a essere un riferimento importante, soprattutto per le micro-piccole aziende, pensiamo che per rafforzarlo vada rilanciato il sistema delle garanzie.”

Inoltre, partendo dai preoccupanti dati sulla disoccupazione, soprattutto giovanile, una delle idee progettuali presentate riguarda la messa a punto di un progetto a sostegno delle start up innovative il cui core business sia lo sviluppo di prodotti finiti in tutti i settori del made in Italy.

Infine, per Giannangeli una delle priorità è quella delle riforme, soprattutto quella della pubblica amministrazione: quindi spinta alla digitalizzazione ma anche alla semplificazione, uniformando le diverse normative.

“Adesso ci aspettiamo che la Regione convochi presto un ulteriore tavolo di confronto per informare la collettività su quali siano le proposte sulle quali intende confrontarsi con il governo centrale, che proprio in questi giorni sta definendo le nuove linee di intervento che dovranno essere presentate entro il mese prossimo all’Ue. Confidando che le Regioni possano svolgere un ruolo centrale nella definizione delle priorità – conclude Giannangeli –, ci auguriamo anche di poter dare il nostro contributo al rilancio dell’Umbria.”

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Marzo 10, 2021
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SUPERBONUS, la LENTEZZA dei COMUNI è un RISCHIO

 

“Utilizzare il Superbonus prima che scada? Se i Comuni non accelereranno i tempi di risposta per le richieste di accesso agli atti, usufruire degli incentivi rischia di restare un miraggio per molti. E questo è assolutamente inaccettabile.”

Laura Dimiziani, responsabile della Cna dell’area di Terni, lancia l’allarme contro il rischio che i benefici del Superbonus si tramutino in un flop gigantesco per i cittadini, per le imprese, per i tecnici e, più in generale, per l’economia, che da questa misura potrebbe trarre vantaggi sostanziosi e decisivi, specialmente in un periodo complicato come quello attuale.

“Il punto di debolezza in questa partita strategica risiede proprio nella capacità dei Comuni di far fronte in tempi rapidi alle richieste di accesso agli atti per la verifica dei titoli edilizi degli edifici da sottoporre agli interventi di riqualificazione.”

Infatti i tecnici e i professionisti dell’area di Terni con i quali Cna Umbria ha stabilito un rapporto di collaborazione per la gestione del bonus del 110%, restituiscono un quadro preoccupante sebbene variegato. La velocità dei Comuni dipende, essenzialmente, dal grado di digitalizzazione degli archivi comunali, dalle procedure predisposte per l’accesso agli atti e dalla carenza di personale qualificato addetto al procedimento “nonostante gli ordini professionali abbiano messo a disposizione le proprie professionalità a supporto degli uffici comunali – dichiara Dimiziani -. Inoltre la pandemia ha amplificato queste difficoltà, sia per le complicate procedure di accesso agli uffici comunali, sia perché gran parte del personale si trova in regime di smart working: è davvero incomprensibile visto che la maggior parte del mondo economico e produttivo ha ripreso, a vario grado, le attività pur nel rispetto massimo dei protocolli di sicurezza.”

Per il momento il Comune di Narni sembra il più virtuoso: il processo di digitalizzazione degli archivi, cominciato da almeno due anni, fa sì che nel giro di un mese al massimo si possa ottenere una presa visione.

“Non è così per il Comune di Terni, che solo di recente si è dotato di un geo-portale dedicato all’urbanistica e all’edilizia e ha aumentato le unità di personale addetto, ma le misure risultano spesso ancora insufficienti. La scansione degli archivi è in ritardo e nella sezione del geo-portale dedicata ai titoli edilizi campeggia l’avviso “lavori in corso”. Questo fa sì che, nella migliore delle ipotesi, il tempo di risposta si aggiri tra i due e i tre mesi. Per non parlare delle pratiche antecedenti al 1974, per le quali i tempi sono ancora più lunghi.”

Anche ad Amelia il livello di digitalizzazione degli archivi è ancora primitivo e il personale dedicato non è sufficiente per smaltire le richieste che si vanno accumulando.

“Per questo – conclude Laura Dimiziani – mentre ci stiamo adoperando a tutti i livelli affinché la misura del Superbonus venga prorogata o diventi strutturale e abbiamo attivato un servizio in grado di semplificare la vita di imprese e cittadini, sollecitiamo con forza i Comuni a semplificare e velocizzare il più possibile le procedure burocratiche per non vanificare gli importanti benefici che il Superbonus potrà avere sull’economia.”


Per maggiori informazioni sul Superbonus contatta i nostri uffici

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Febbraio 26, 2021
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SUPERBONUS, ACCORDO tra CNA e UNICREDIT

“Dobbiamo essere tutti consapevoli che non esiste un’altra misura in grado di far ripartire l’economia nel breve periodo come quella del superbonus 110% e degli altri incentivi per la riqualificazione energetica e sismica degli edifici. Per questo, per fare in modo di agevolare la possibilità di sfruttare questo strumento, la nostra associazione ha firmato una convenzione con Unicredit che faciliterà l’accesso al credito e stretto altre utili collaborazioni. Ma non basta. Occorre che anche le istituzioni svolgano un ruolo attivo e semplificatore se vogliamo che tutte le potenzialità del superbonus possano esprimersi.”

Ne è convinto Renato Cesca, presidente di Cna Umbria, che ha sottoscritto un importante accordo con uno dei principali istituti di credito in Italia e in Europa e che, nei prossimi giorni, presenterà ufficialmente un progetto per fornire assistenza finanziaria e fiscale a tutti gli associati ma anche ai privati cittadini.

“La convenzione firmata con il partner Unicredit, prima a livello nazionale e poi anche regionale, rappresenta un passo importantissimo per far sì che il Superbonus 110% e gli altri incentivi similari vengano sfruttati pienamente dai cittadini interessati a fare lavori sugli immobili, che così potranno usufruire più facilmente della possibilità di cedere all’intermediario finanziario il credito maturato verso il fisco. Ma sappiamo tutti che, per quanti sforzi facessimo, tutto sarebbe inutile se da parte delle istituzioni non ci fosse un atteggiamento favorevole. Il ruolo che avranno la Regione e i Comuni in questa partita, infatti, sarà fondamentale. Da una parte stiamo chiedendo alla Regione di affiancare al Superbonus progetti di rigenerazione urbana nelle principali città dell’Umbria all’interno di strumenti già previsti dalla normativa nazionale, come ad esempio il Programma innovativo per la qualità dell’abitare. Se la Regione decidesse di svolgere un ruolo di regia per facilitare il coinvolgimento del maggior numero di enti locali sarebbe tutto più semplice. Dall’altra sollecitiamo i Comuni a semplificare e velocizzare le procedure burocratiche relative al superbonus. Sarebbe un ottimo punto di partenza – conclude Renato Cesca – per un progetto più ampio di semplificazione della pubblica amministrazione di cui c’è tanto bisogno.”

 

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Febbraio 17, 2021
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Tornano i corsi FER online

corso fer perugia

Tornano i corsi FER online (Fonti Energia Rinnovabile) per i responsabili tecnici di imprese di impiantistica elettrica o termoidraulica.

Insieme a Ecipa Umbria organizziamo corsi specifici per assolvere agli obblighi di legge, di chi si occupa di installazione o manutenzione di tecnologie energetiche alimentate da fonti rinnovabili.

Prossimo appuntamento ONLINE in arrivo:

  • 22 – 23 marzo 2021 iscriviti qui entro il 7 Marzo 2021

Per maggiori informazioni sui corsi FER in presenza contatta:

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Febbraio 09, 2021
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SUPERBONUS, un ACCORDO per SEMPLIFICARE le PROCEDURE

La burocrazia rischia di rendere impossibile l’utilizzo del superbonus.
Subito un accordo per semplificare le procedure

In una fase delicata come questa, sia dal punto di vista sanitario che da quello economico e sociale, bisogna lavorare assieme affinché si possano cogliere tutte le opportunità previste dalle misure nazionali ed europee. Magari sottoscrivendo un accordo regionale sulla semplificazione amministrativa che ne faciliti l’utilizzo, a cominciare dal superbonus 110%.”

Renato Cesca, presidente regionale di Cna, dà voce ai timori diffusi circa la concreta possibilità di fruire degli incentivi previsti in materia di adeguamento sismico e/o energetico del patrimonio immobiliare privato. Anche stavolta, infatti, la burocrazia si sta rivelando, di fatto, come un autentico tappo allo sviluppo e alla crescita.

“Mentre tutti parlano di mega progetti sulla semplificazione normativa e sulla riforma della pubblica amministrazione, siamo convinti che sarebbe più produttivo procedere con la politica dei piccoli passi, specialmente in una regione delle dimensioni dell’Umbria. Ora, per facilitare la vita di cittadini e imprese, quotidianamente alle prese con i meccanismi infernali della pubblica amministrazione, servono alcuni passi concreti verso la semplificazione. Per cominciare si potrebbero individuare velocemente procedure semplificate e preferenziali per l’accesso agli atti per la realizzazione dei lavori connessi al superbonus 110% e a gli altri incentivi in materia di adeguamento sismico ed energetico. L’occasione di queste misure è così preziosa per ridare fiato all’economia e ammodernare il patrimonio immobiliare che non possiamo permetterci di farla fallire per colpa di procedure lunghe e tortuose che, va detto, sono rese ancora più difficili dal fatto che moltissimi addetti delle pubbliche amministrazioni si trovano in regime di smart working.”

“In questo scenario – continua Cesca – abbiamo appreso dai mass media che tra i 654 grandi progetti presentati dalla Regione Umbria al Governo in vista del Recovery plan, ce n’è anche uno per sviluppare un software per le procedure di competenza degli sportelli unici per le attività produttive (S.U.A.P.E.) presenti in molti Comuni, sebbene il più delle volte lo siano solo sulla carta. Non essendoci mai stato un confronto in materia, ci chiediamo perché non sia possibile, nell’immediato, usare gli strumenti che il sistema delle Camere di commercio, attraverso Unioncamere nazionale, potrebbe mettere a disposizione della Regione e dei Comuni per l’ammodernamento dei S.U.A.P.E, come già fatto con successo e ormai da qualche anno in altre regioni, ad esempio il Veneto. Attualmente il mancato funzionamento di molti di questi sportelli è causa di lungaggini inaccettabili per il rilascio di una serie di autorizzazioni, tra cui le A.U.A. (autorizzazione unica ambientale), che la norma nazionale prevede debbano essere presentate al SUAPE del comune territorialmente competente, che a sua volta, deve inoltrarle alle Regioni. Spesso, però, queste richieste si arenano incomprensibilmente nei Comuni per mesi e mesi, addirittura anni. Una riorganizzazione immediata dei S.U.A.P.E., ad esempio, eliminerebbe le lungaggini nel rilascio delle A.U.A.

Inoltre – incalza il presidente – dovrebbero essere riviste anche le norme regionali sulle emissioni in atmosfera a carattere generale, che necessitano di una revisione e adeguamento sotto numerosi aspetti tecnici e formali. Allo stesso modo andrebbero concordate norme e procedure veloci e snelle per procedere agli ampliamenti di laboratori e capannoni delle imprese che, nonostante la pandemia, stanno comunque crescendo. Potremmo continuare con gli esempi, ma intanto si potrebbe partire dall’utilizzo delle risorse del sistema delle CCIAA per cominciare a riformare la pubblica amministrazione. L’ideale sarebbe poter avere in tempi brevi S.U.A.P.E. che funzionino nello stesso modo in tutti i Comuni – prevedendo a supporto anche un massiccio programma di formazione del personale addetto agli sportelli – per poi arrivare a regolamenti comunali standard, facilitando così la vita di cittadini, imprese e professionisti. Si tratta di temi così cruciali che riteniamo dovrebbero essere oggetto di un accordo regionale sulla semplificazione amministrativa che coinvolga gli enti locali, le associazioni di rappresentanza delle imprese e i sindacati dei lavoratori.

Noi – conclude Cesca – ci prendiamo la responsabilità di avanzare ufficialmente la proposta.”

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Gennaio 30, 2021
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INAIL, CONTRIBUTI per contenere il COVID nelle aree del SISMA

Sono stati riaperti i termini per richiedere i contributi Inail necessari a mettere in sicurezza gli immobili produttivi ai fini del contenimento del Covid nelle aree del sisma 2016.

Possono accedervi solo le imprese impegnate nei cantieri della ricostruzione.

Le spese ammissibili, che devono essere state sostenute a partire tra il 19 marzo 2020 e 1° febbraio 2021, sono quelle relative a:

  • apparecchiature e dispositivi elettronici/sensori per l’isolamento o il distanziamento dei lavoratori, sia internamente al cantiere che nei confronti di persone esterne (utenti, ditte fornitrici etc…)
  • dispositivi per la sanificazione
  • strumenti per il controllo degli ingressi al cantiere e per la rilevazione di parametri compatibili con uno stato di contagio (temperatura etc..)
  • dispositivi di protezione individuale

Il contributo, erogato in regime “de minimis”, copre il 100% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 10mila euro a beneficiario.

Le domande, in forma di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, vanno presentate entro il 1° febbraio 2021.

L’erogazione avverrà:

  • in un’unica soluzione per interventi già conclusi e documentati al momento della presentazione della domanda
  • in due soluzioni per interventi in corso
    • la prima al completamento di almeno il 35% dell’investimento interamente quietanziato
    • il saldo al momento della rendicontazione finale

Per maggiori informazioni sui contributi Inail per contenere il Covid nelle aree del sisma contatta il nostro ufficio Servizi innovativi:

 

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Novembre 26, 2020
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