Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa
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F-GAS, entra in vigore il NUOVO DECRETO. Molte le NOVITÀ

 Molte novità per le imprese che svolgono attività su apparecchiature che contengono gas fluorurati ad effetto serra.

 

 

Entra in vigore dal 24 gennaio il nuovo decreto F- GAS.

Saranno obbligati alla certificazione anche coloro che si occupano di:

  • smantellamento di impianti fissi di condizionamento, refrigerazione e pompe di calore;
  • installazione, manutenzione, riparazione e smantellamento delle celle frigorifere di autocarri e rimorchi frigorifero;
  • smantellamento di impianti antincendio;
  • installazione, manutenzione e riparazione di commutatori elettrici.

Saranno cancellate dagli elenchi le persone iscritte al registro nazionale FGAS che non si certificano entro 8 mesi presso i soggetti accreditati. Per le persone già iscritte che non hanno concluso l’iter di certificazione, la scadenza decorre dal 24/01/2019.
Stessa tempistica, pena la cancellazione, per la certificazione delle imprese

Viene istituita una Banca Dati FGAS gestita dalle CCIAA territoriali in cui confluiranno tutte le informazioni relative ad apparecchiature vendute, installate e manutenute e gas fluorurati immessi in commercio ed utilizzati:

  • dal 24/07/2019 i fornitori di apparecchiature o gas fluorurati agli utilizzatori finali devono comunicare alla Banca dati tutte le informazioni relative alla tipologia di apparecchiatura e i dati degli acquirenti;
  • dal 24/09/2019 stesso obbligo per gli installatori, riparatori, manutentori 

Per qualunque informazione e per l’assistenza necessaria contattare:

Provincia di Perugia

Area di Terni

Area di Orvieto

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Gennaio 23, 2019
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APPALTI, SALE A 150MILA EURO IL LIMITE PER L’AFFIDAMENTO DIRETTO DEI LAVORI

Una buona notizia per le piccole imprese. La legge di Bilancio appena approvata dal Parlamento, infatti, per tutto il 2019 consentirà il ricorso all’affidamento diretto per lavori di importo fino a 150mila euro (in precedenza il tetto era di 40mila), con l’unico obbligo per le stazioni appaltanti di consultare almeno tre operatori economici.

Le stazioni appaltanti si dovranno dotare di un quadro regolamentare adeguato per garantire il rispetto dei principi di concorrenza e di trasparenza, ma un’applicazione intelligente del provvedimento potrà consentire il superamento delle attuali modalità di assegnazione, ad esempio il sorteggio, e garantire procedure più semplici e la velocizzazione dei lavori.

Per maggiori informazioni contatta

pasquale.trottolini@cnaumbria.it – 075 5059187

benedetta.tribolati@cnaumbria.it – 075 5059185

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Gennaio 18, 2019
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CONGLOMERATO BITUMINOSO, CHIARIMENTI da parte del MINISTERO dell’AMBIENTE

Dopo l’entrata in vigore, lo scorso luglio 2018, della nuova norma che stabilisce i criteri per determinare quando il conglomerato bituminoso cessa di essere qualificato come rifiuto, il Ministero dell’Ambiente ha fornito alcuni chiarimenti. In particolare ha sancito che:

  • restano valide le precedenti disposizioni sui limiti quantitativi, le norme tecniche e i limiti di emissione
  • gli scopi per il quale può essere utilizzato il granulato di conglomerato bituminoso ottenuto tramite procedure semplificate sono quelli riportati nella parte a) dell’allegato 1 al DM 69/2018.

Dal Ministero dell’Ambiente arriva inoltre anche la rettifica alla circolare relativa alla certificazione dei laboratori, precisando che la norma di riferimento esatta cui attenersi è la UNI CEI EN ISO/IEC 17025.

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Gennaio 08, 2019
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Le IMPRESE con MENO di 10 ADDETTI? Sono PICCOLE SOLO nel NOME

Si fa presto a dire piccole. Con oltre 76mila aziende attive, quasi 120mila addetti, 11,6 miliardi di euro di fatturato e 3,2 miliardi di euro di valore aggiunto, le piccole imprese dell’Umbria sono tali solo nel nome.

SCARICA INDAGINE qui

I dati emergono in tutta la loro evidenza dall’indagine “Il valore delle piccola impresa in Umbria” che Cna, Confartigianato e Confcommercio dell’Umbria hanno commissionato al centro studi Sintesi e presentato oggi (30/11/2018, ndr) alla stampa nella cornice del salone d’Onore di palazzo Donini, alla presenza della governatrice della Regione, Catiuscia Marini.

L’indagine ha riguardato tre segmenti di impresa – ha spiegato Alberto Cestari, ricercatore del centro studi Sintesi -: quella micro, con meno di 10 addetti, quella piccola con meno di 50 addetti, e quella medio-grande, a partire dai 50 addetti, mettendole a confronto anche con quanto avviene in Toscana e nelle Marche. Per ognuno di questi segmenti di imprese è stato calcolato il ‘peso’ in termini di produzione di fatturato, occupazione e valore aggiunto e approfondita la rilevanza dei diversi settori (artigianato, servizi, commercio, turismo, ndr) e i principali ostacoli incontrati nel fare impresa, a partire dall’accesso al credito. Ebbene – aggiunge Cestari – l’Umbria si conferma terra di piccole imprese, che rappresentano oltre il 95% di tutte quelle attive nella regione e contribuiscono a garantire occupazione a 119.421 persone, pari al 52% degli addetti del settore privato, mentre in termini di fatturato esprimono il 36,2% del totale regionale. Nel complesso, le imprese più piccole producono 3,2 miliardi di euro di valore aggiunto”.

“Quello che abbiamo voluto far emergere con questa indagine – ha esordito il presidente di Cna, Renato Cesca – è che, al di là dei volumi di fatturato, le piccole imprese della regione garantiscono occupazione a migliaia di persone. Anzi, a molte di più di quelle impiegate dalle imprese di maggiori dimensioni, a giudicare dai dati emersi, che parlano di 49mila occupati nelle imprese con meno di 50 addetti e di 61mila in quelle più grandi. Ma non si tratta di aprire un conflitto tra i vari tipi di imprese, si tratta di mettere a sistema strumenti per imprese più piccole e altri per imprese più grandi. Per questo diamo un giudizio positivo sulla prima bozza di Defr (Documento di Economia e Finanza Regionale, ndr), che per la prima volta prevede misure di politica economica non solo verticali ma anche orizzontali, in grado di dare risposte alle esigenze delle varie imprese. Le imprese umbre sono specializzate nel made in Italy, che va reinventato coniugando manifatturiero, turismo e cultura”.

Credito, formazione e aggiornamento continuo delle competenze, innovazione tecnologica e digitale, internazionalizzazione “Su queste priorità – ha detto il presidente di Confcommercio Giorgio Mencaroni – si gioca il futuro delle piccole imprese umbre e di gran parte dell’economia regionale. Per superare i problemi di accesso al credito, è necessario – ha specificato – avviare una nuova filiera della garanzia che poggi da un lato sull’adozione della lettera R della legge Bassanini, che assegna al sistema dei confidi un ruolo importante nell’accesso al Fondo centrale di Garanzia da parte delle piccole imprese e, dall’altro, sull’integrazione tra strumenti di garanzia pubblici e privati. Occorre una nuova filiera anche della formazione professionale, partendo dall’analisi dei fabbisogni delle imprese, che ancora faticano a reperire sul mercato del lavoro profili professionali adeguati, utilizzando strumenti molto flessibili come i cosiddetti corsi IFTS, e implementando con risorse pubbliche i fondi che i nostri Enti Bilaterali, affiancandosi ai fondi interprofessionali, stanziano per i loro programmi formativi. Per stare al passo con i tempi, tutte le imprese devono investire in tecnologia. Ma la digitalizzazione delle micro imprese ha connotati e forme diverse rispetto all’iper-ammortamento previsto da impresa 4.0. Sono perciò necessari strumenti differenti per le imprese più piccole – contributi in conto capitale, voucher per l’innovazione – e soprattutto occorre valorizzare il ruolo dei Digital Innovation Hub (DIH), costituiti da tutte le associazioni di categoria. Anche la micro e piccola impresa – ha ricordato infine il presidente Mencaroni – va sostenuta nei processi d’internazionalizzazione: le imprese manifatturiere per partecipare a fiere internazionali e nazionali; le imprese del turismo sui progetti di promozione integrata a livello internazionale del nostro territorio e delle sue eccellenze”.

Per Mauro Franceschini, presidente di Confartigianato Imprese Umbria, “le imprese sono tanto più competitive se lo è anche l’ambiente in cui operano, perciò accanto alle misure per le imprese bisogna agire su tre fronti: la semplificazione burocratico amministrativa, le infrastrutture e la tassazione. Infatti, mentre noi ci sforziamo di digitalizzare le imprese, poi vediamo che la pubblica amministrazione invece che semplificare complica: mi riferisco agli sportelli Suape, ma soprattutto alla ricostruzione, di fatto bloccata da norme rigidissime e da un codice degli appalti che va rivisto e corretto. Sulle infrastrutture non solo si procede a passo di lumaca, ma ampi tratti della E45 sono ancora in stato fatiscente e sulla Quadrilatero rischiano il fallimento decine di imprese locali. E proprio in favore delle infrastrutture, lunedì a Torino, le nostre imprese scenderanno in piazza per far ripartire le grandi opere. A questo scenario ancora cupo si aggiunge una tassazione tra le più alte in Europa e l’Umbria non è da meno! Infine, vorrei sottolineare come le nostre associazioni stiano facendo fronte comune perché è strategico intervenire rapidamente sulle priorità che abbiamo individuato: per far crescere le imprese, ma in alcuni casi anche per salvarle.”

“L’indagine sul valore della piccola impresa in Umbria – ha concluso la presidente della giunta regionale, Catiuscia Marini -, conferma le caratteristiche del nostro sistema produttivo e l’apporto che la piccola impresa dà in termini di contributo al Pil e all’occupazione in Umbria ed offre anche previsioni importanti circa la fiducia negli investimenti e nuove opportunità di lavoro. Da parte della Regione c’è la massima disponibilità a continuare a lavorare insieme, condividendo l’attivazione o l’aggiornamento di strumenti ‘su misura’ per sostenere sia chi vuol crescere, sia chi è piccolo,  costruendo strategie per il futuro”

Rassegna stampa 

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Novembre 30, 2018
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ENEA, finalmente ONLINE le COMUNICAZIONI sulle RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE

È finalmente possibile procedere alla trasmissione telematica obbligatoria all’ENEA dei dati per poter beneficiare delle detrazioni fiscali del 50% sugli interventi di ristrutturazione che comportano risparmio energetico e/o utilizzo delle fonti rinnovabili effettuati nel 2018 (leggi quali sono i lavori che è possibile detrarre). Per interventi di ristrutturazione di altro tipo non occorre inviare nulla.

L’obbligo era stato introdotto con la Legge di Bilancio 2018.

L’invio va fatto entro 90 giorni dalla fine dei lavori o dall’avvenuto collaudo attraverso il sito dell’Enea. Per tutti gli interventi effettuati dal 1° gennaio 2018 fino al momento in cui l’Enea ha reso possibile la procedura telematica, il termine dei 90 giorni decorre dal 21/11/2018.

Leggi la guida online predisposta dell’Enea oppure rivolgiti agli uffici territoriali della Cna.

 

 

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Novembre 30, 2018
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Qual è il VALORE della PICCOLA IMPRESA in Umbria?

Qual è il valore della piccola impresa in Umbria? Quanto contano nel sistema economico regionale le imprese con meno di 10 dipendenti?

Per saperne di più venerdì 30 novembre 2018, alle ore 15:00, presso il Salone d’Onore di Palazzo Donini, a Perugia, si terrà una conferenza stampa di presentazione della ricerca, realizzata per CNA, Confartigianato e Confcommercio Umbria, dal Centro studi Sintesi, su “Il valore della piccola impresa in Umbria”

Saranno presenti:

Alberto Cestari – Centro studi Sintesi

Renato Cesca – Presidente Cna Umbria

Mauro Franceschini – Presidente Confartigianato Imprese Umbria

Giorgio Mencaroni – Presidente Confcommercio Umbria

Catiuscia Marini – Presidente Giunta regionale dell’Umbria

 

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Novembre 28, 2018
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PIÙ RISORSE pubbliche per SOSTENERE la CRESCITA in Umbria

In dieci anni crollo degli investimenti pubblici, appalti dimezzati e permessi a costruire in caduta libera. Sotto le macerie è rimasto il settore delle Costruzioni, che paga il conto più salato di questa ecatombe. Ma a farne le spese è tutta l’Umbria, con la sua carenza storica di infrastrutture e le mancate manutenzioni ordinarie.

I dati che emergono dall’indagine del centro studi Sintesi per conto di Cna “Analisi degli investimenti e degli appalti pubblici in Umbria 2008/2018” sono drammatici e confermano quello che le associazioni di categoria del settore delle costruzioni denunciano ormai da anni, strategie di uscita comprese.

“Serve un piano straordinario di investimenti pubblici che metta mano alle carenze infrastrutturali dell’Umbria – ha dichiarato Mirko Papa, presidente regionale di Cna Costruzioni -, ma anche un programma di piccole opere immediatamente cantierabili se vogliamo dare una spinta alla ripresa economica ancora debole e, al contempo, sostenere il settore delle costruzioni, che ha sempre contribuito in maniera determinante al Pil regionale. Perché se è vero che la crisi è stata pesante per tutti, lo è stata in particolare per l’edilizia”.

Le imprese del settore, infatti, sono diminuite di 2.200 unità (-17% contr una riduzione del 4% del totale delle imprese), e hanno perso quasi 12mila occupati. La ricerca conferma che, complice il taglio secco di trasferimenti statali, gli enti pubblici, soprattutto i Comuni, in questi anni hanno tagliato le spese per investimenti tra il 40% e il 50%. A questo dato già drammatico si aggiunge la secca riduzione dei permessi a costruire (-56%), che ha compromesso la dinamica degli introiti dei Comuni, e l’altrettanto secca riduzione degli appalti banditi dalle stazioni appaltanti locali, praticamente dimezzato (-51%) negli ultimi otto anni, un fenomeno a cui non è estraneo il nuovo codice degli appalti, che ha complicato moltissimo le procedure di gara.

L’indagine mostra anche la riduzione della dimensione media e degli addetti per impresa, a dimostrazione di una progressiva frammentazione e destrutturazione  del comparto, un dato in controtendenza rispetto a quello di altri settori, come ad esempio il manifatturiero, dove ad una diminuzione del numero di imprese è corrisposto però un aumento del numero di addetti.

In questi anni il settore non si è solo ridimensionato, si è anche profondamente trasformato. Si sono consolidate le tendenze già registrate negli anni scorsi: cresce ancora percentualmente il mercato delle riqualificazioni, del recupero e dell’efficientamento energetico (+79%), che nel settore residenziale ha schiacciato letteralmente la nuova costruzione, ormai relegata ad un 8% del totale dei cantieri esistenti.

“Le riqualificazioni e l’efficientamento energetico – ha affermato Pasquale Trottolini, responsabile umbro di Cna Costruzioni – hanno ridato un po’ di ossigeno al settore, ma si tratta di pannicelli caldi. Qui serve un autentico cambio di passo, a cominciare dal Governo, che deve puntare di più sulla crescita e in Umbria, ad esempio, dovrebbe fugare i dubbi sulla conferma nella finanziaria dei fondi per le periferie di Perugia e Terni. Ma vogliamo parlare dell’Ikea a Collestrada senza che si sia realizzato il nodo di Perugia? O della ricostruzione ancora al palo? O delle condizioni della viabilità secondaria, in una regione che si vorrebbe vocata al turismo? O, ancora, della messa in sicurezza del territorio? La lista delle cose da fare è lunga, ma se le casse dei Comuni resteranno vuote sarà destinata a restare tale”.

Francesco De Rebotti, sindaco di Narni e presidente dell’Anci Umbria, che ha confermato il dato impietoso del crollo dei trasferimenti ai Comuni e, conseguentemente, degli investimenti pubblici, ha lanciato la proposta di destinare parte del consistente patrimonio immobiliare invenduto presente nei comuni alla crescente domanda di edilizia pubblica residenziale.

Il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, ha sottolineato la necessità di rimettere in sesto i bilanci comunali, pianificare scrupolosamente gli interventi con le risorse disponibili e essere pronti a cogliere ogni opportunità possibile.

Sull’importanza dell’housing sociale, ma anche su quella della capacità di intercettare risorse, ha convenuto anche l’assessore regionale alle Infrastrutture Giuseppe Chianella.

“So che ci ripetiamo – ha concluso Papa -, ma se non ripartono gli investimenti pubblici non ci sarà alcuna inversione di tendenza. Né per il settore delle costruzioni, né per l’Umbria”.

 

Rassegna Stampa

Video Umbria24

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Novembre 23, 2018
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Vendita F-GAS su AMAZON: imprese soddisfatte per la positiva soluzione del problema

 

Il caso si è chiuso positivamente, senza bisogno dell’intervento del Tribunale.  Amazon ha confermato di avere rimosso i prodotti oggetto della segnalazione ed ha attivato un canale di comunicazione diretto per consentire la segnalazione da parte di CNA di eventuali altre offerte dei prodotti in questione.

Amazon ha inoltre confermato che tutti i venditori presenti sul sito devono seguire le linee guida di vendita di Amazon e le regole vigenti nel Paese in cui operano, di cui sono responsabili.

Coloro che non lo fanno sono soggetti ad azioni che includono la potenziale chiusura del loro account.

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Novembre 13, 2018
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Impianti TERMICI, scatta l’OBBLIGO di TARGATURA

A partire dal prossimo 15 aprile 2019 diventerà obbligatorio “targare” tutti gli impianti termici, in modo da identificare in maniera univoca tutti quelli presenti nel territorio regionale, associando un codice catasto ad ogni libretto di impianto. Lo prevede una delibera assunta di recente dalla Regione Umbria.

Prima dell’entrata in vigore dell’obbligo sarà avviata una fase di collaudo/sperimentazione che interesserà un numero limitato di installatori o manutentori che le Associazioni di categoria segnaleranno nei prossimi giorni alla Regione.

Inoltre saranno organizzati altri momenti informativi, anche in collaborazione con la Regione.

Per saperne di più contatta:

 

 

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Novembre 12, 2018
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ENERGIA, CONTROLLI dell’ENEA sugli interventi di EFFICIENTAMENTO

Per i controlli sugli interventi di qualificazione energetica effettuati beneficiando delle detrazioni fiscali, sono state definite le modalità con le quali l’Enea dovrà effettuarli.

L’avvio del procedimento avviene con l’invio, da parte dell’Enea, di una raccomandata o Pec indirizzata al beneficiario della detrazione (o all’amministratore di condominio in caso di interventi su parti comuni). Entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione occorre rispondere, sempre tramite Pec, inviando la documentazione prevista.

A questo punto l’Enea ha 90 giorni di tempo per verificare la documentazione, chiedere eventuali integrazioni e comunicare l’esito del controllo all’Agenzia Entrate tramite una relazione tecnica.

Qualora la documentazione risultasse difforme dalle opere effettivamente realizzate sarà l’Agenzia delle Entrate, dopo aver valutato la documentazione, a emettere il provvedimento di diniego.

Per maggiori informazioni contatta gli uffici territoriali della CNA

 

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Ottobre 09, 2018
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  • CNA UMBRIA

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