Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa
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ECONOMIA umbra post COVID, DATI DRAMMATICI

indagine covid economia umbria

Drammatici. È l’aggettivo con il quale Cna Umbria commenta i dati che emergono dalla nuova indagine sull’economia regionale post Covid che l’associazione ha commissionato al centro studi Sintesi.
D’altronde i numeri reali e le previsioni che ne sono seguite sono inequivocabili: calo del Pil regionale del 10%, – 15% per le esportazioni, – 64% per il turismo, per le costruzioni – 14%, per il credito alle microimprese – 33% mentre, considerato l’ultimo decennio, le previsioni di caduta dell’occupazione giovanile arrivano al 23%.

“I dati – commenta Renato Cesca, presidente di Cna Umbria -, già di per sé drammatici, lo sono ancor di più considerando che si sommano a una situazione di partenza che, su molti punti, era già severa nella nostra regione dopo la crisi economica iniziata nel 2008, solo minimamente stemperata dai primi segnali di ripresa iniziati nel 2014. In particolare si conferma la contrazione del settore delle costruzioni e, per il dodicesimo anno consecutivo, anche quella del credito verso le micro imprese, soprattutto nel segmento con meno di cinque addetti. Preoccupano ancor di più i dati sulla disoccupazione giovanile, anche se i livelli occupazionali, tornati a crescere dal 2014, nel periodo pre-Covid mostravano un tasso di occupazione sulla popolazione attiva pari al 64,6% contro una media nazionale sensibilmente più bassa (57%).”

L’indagine, nonostante faccia registrare una diminuzione del numero complessivo delle imprese, continua a confermare quello che la Cna sostiene da anni a proposito del ruolo strategico giocato dalla micro-piccola impresa che, con il suo 95% sulle imprese attive e il 70% dell’occupazione del settore privato, rappresenta la struttura portante dell’economia dell’Umbria.

“In questo quadro così drammatico, però – prosegue Cesca -, noi imprenditori non intendiamo abbatterci e siamo tutti all’opera nel cercare, attraverso processi innovativi, di riposizionare le nostre imprese nel mutato scenario per riuscire a mantenere almeno i livelli occupazionali del periodo precedente la pandemia. L’analisi dei dati emersi dalla nostra ricerca ci porta a fare alcune riflessioni. In qualche caso si tratta di conferme, come quella relativa alla crescita dimensionale delle imprese, come dimostrato dal fatto che alla riduzione del loro numero è corrisposto, a partire dal 2014, un aumento costante del numero di occupati. L’altra riflessione è che se per il 2020 si prevede un calo sensibile delle nostre esportazioni, la minor incidenza dell’export sul Pil regionale rispetto alla media nazionale, ci indica che in Umbria ci possono essere interessanti margini di crescita per le imprese e per l’occupazione e che in questo processo il made in Italy continuerà a giocare un ruolo fondamentale. C’è poi il tema delle risorse che si renderanno disponibili attraverso il Recovery fund, il Sure, ma anche dall’attivazione del Mes, che a nostro avviso è indispensabile per accrescere l’assistenza e la sicurezza sanitaria dei cittadini italiani. A queste risorse si possono sommare le facilitazioni temporanee nell’applicazione del codice degli appalti e le possibilità di accesso al super bonus del 110%, soprattutto se lo si renderà più strutturale prorogandolo almeno fino al 2024: di questo beneficerebbe tutto il settore delle costruzioni, particolarmente martoriato dalla crisi, e si potrebbe generare un importante effetto positivo sui consumi interni, anche in sostituzione dei previsti cali dell’export e della manifattura”.

Cesca accenna anche alla programmazione dei nuovi fondi strutturali europei.

“Sappiamo che gli assi trainanti saranno costituiti dal digitale e dalla sostenibilità, cosa che noi condividiamo in pieno, purché vengano declinati e calibrati sulle caratteristiche del sistema imprenditoriale umbro. A questo proposito, per portare un contributo costruttivo alla costruzione delle nuove politiche di sviluppo, già da prima dell’estate abbiamo iniziato una riflessione che ha coinvolto un centinaio di imprese umbre, 14 docenti universitari, 5 consulenti esterni e i nostri migliori esperti settoriali, che hanno partecipato a sette diversi gruppi di lavoro dai quali sono scaturite proposte che presto renderemo pubbliche nel corso di tre appuntamenti pubblici, a cui inviteremo gli assessori regionali Fioroni, Melasecche e Agabiti. Appuntamenti che si incentreranno su alcuni grandi temi: il risparmio energetico e la rigenerazione urbana, l’innovazione e la crescita dimensionale di tutte le imprese, e, infine, la cultura del saper fare per migliorare il brand Umbria e attrarre maggiori flussi turistici. Naturalmente si parlerà anche di molti temi trasversali. Quello che è certo è che non ci arrenderemo neanche di fronte al Covid.

Ma l’Umbria – conclude il presidente Cesca – dovrà essere capace di investire soprattutto sui giovani, con strumenti più ampi possibili per facilitare l’ingresso delle nuove generazioni nelle imprese. Noi siamo convinti che l’innovazione e la crescita delle imprese passino attraverso il ricambio generazionale a tutti i livelli.”

Scarica qui la ricerca completa.

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Settembre 11, 2020
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IMPIANTI TERMICI: ripresa delle attività di ispezione dal 1 agosto

 

Immagine da www.production.brawaa.com

La Regione dell’Umbria ha disposto la ripresa delle attività di ispezione sugli impianti termici regionali dal 1 Agosto.

É stato inoltre stabilito che i rapporti di efficienza energetica in scadenza tra il 9 marzo e il 30 Giugno 2020 dovranno essere rinnovati entro il 01/10/2020.

Per i rapporti di efficienza energetica in scadenza dopo il 30 Giugno 2020, sono ripristinati i canonici 90 giorni prima dell’attivazione dell’ispezione.
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Luglio 31, 2020
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“RIGENERAZIONE URBANA e APPALTI SEMPLIFICATI”

rigenerazione urbana

Mirko Papa

“Cogliere al volo l’opportunità delle misure varate dal Governo, magari implementandole a livello regionale, per rilanciare le imprese delle costruzioni e la malmessa economia umbra.”

Dopo la presa di posizione dei giorni scorsi sulle infrastrutture regionali, Cna punta massicciamente sul rilancio del settore delle costruzioni che, decimato dai lunghi anni di crisi, oggi può trovare nuova linfa grazie ai provvedimenti contenuti negli ultimi decreti varati a livello nazionale per far fronte ai contraccolpi economici dell’emergenza Covid-19.

“Quello delle costruzioni è l’unico settore che può dare una forte spinta alla ripresa della domanda interna – dichiara Mirko Papa, presidente di Cna Costruzioni Umbria -, che in questo momento sarà fondamentale per sostituire le possibili perdite che potremmo avere sul fronte delle esportazioni e del turismo nel corso dei prossimi mesi. Perciò abbiamo chiesto all’assessore regionale ai lavori pubblici, Enrico Melasecche, la convocazione urgente del tavolo delle costruzioni, per arrivare alla costituzione di un vera e propria cabina di regia che ci permetta di calare sul territorio una serie di misure nazionali, a cui la Regione potrebbe affiancarne altre per dare un’ulteriore spinta.”

“Ci riferiamo – aggiunge Pasquale Trottolini, responsabile regionale di Cna Costruzioni – alla serie di provvedimenti nazionali già adottati o in via di definizione dal governo, che ci danno motivo di credere che proprio dalle imprese che hanno maggiormente sofferto negli ultimi dieci anni potrebbe arrivare una prima soluzione agli sconquassi provocati dal virus. Senza contare che queste misure consentiranno di riqualificare interi pezzi di città e territori. Quindi parliamo innanzitutto dei bonus per la riqualificazione energetica degli immobili e quelli per l’adeguamento sismico, che già conoscevamo, ma che ora sono stati potenziati e che prevedono una novità importante: la cessione del credito agli istituti bancari e ad altri intermediari finanziari, permettendo ai cittadini di monetizzare immediatamente le misure di incentivazione fiscale. Si tratta di un provvedimento voluto fortemente dalla Cna nazionale che, se verrà gestito con le giuste modalità e in tempi veloci, potrà avviare un forte processo di rigenerazione urbana.”

Per Trottolini “se a queste misure la Regione ne aggiungesse altre destinate agli enti locali per riqualificare gli spazi pubblici delle città, potremmo dare un nuovo volto alle città, dal centro alle periferie e garantire un effetto moltiplicatore importante dei consumi a livello regionale e locale.”

Ma c’è un altro tema che sta a cuore alla Cna, quello della semplificazione degli appalti e delle gare pubbliche.

“A livello nazionale se ne sta finalmente parlando – aggiunge Mirko Papa -. In particolare l’affidamento diretto dei lavori fino a 150mila euro e la negoziazione privata per tutti gli appalti con importi inferiori ai cinque milioni di euro, previsti dal decreto Semplificazioni, dovranno essere calati a terra per renderli facilmente fruibili alle imprese locali. In particolare riteniamo che la Regione potrebbe adottare per entrambi delle linee guida che spingano gli enti locali a utilizzare criteri volti a facilitare l’aggiudicazione dell’esecuzione dei lavori alle imprese locali, pur nel rispetto delle norme e delle procedure legislative. Perché far ripartire gli appalti pubblici e fare in modo, nel rispetto della legalità e della trasparenza, che tali lavori siano eseguiti dalle imprese del territorio, rappresentano due facce della stessa medaglia se si vuole davvero far ripartire l’economia regionale. Finora, l’evidenza dei fatti dimostra che molti appalti pubblici vengono aggiudicati a imprese extra regionali che non sempre sono in grado di realizzare lavori a regola d’arte e garantirne successivamente la manutenzione.”

Per questo, secondo noi, una cabina di regia regionale può svolgere un ruolo determinante. Unitamente – conclude Trottolini – a una forte condivisione degli obiettivi tra tutte le forze politiche e sociali, partendo dalle istituzioni regionali, come abbiamo già ribadito a proposito delle infrastrutture strategiche per l’Umbria.”

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Luglio 13, 2020
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INFRASTRUTTURE? STRATEGICHE per il RILANCIO dell’Umbria

infrastrutture umbria

Massimiliano Sciattella

 

Di fronte alla possibilità che a fine anno l’Umbria si ritrovi, tra gli strascichi della crisi del 2008 e quella indotta dal Covid-19, con un PIL ridotto di oltre il 20% e un rischio povertà imminente, l’unico modo per rilanciare davvero la nostra economia è quello di individuare, tutti insieme, le infrastrutture strategiche su cui concentrare l’attenzione per raggiungere obiettivi condivisi, al di là delle appartenenze politiche.

Massimiliano Sciattella, presidente regionale di Cna Edilizia, fa il punto della situazione all’indomani dell’emanazione del decreto Semplificazioni.

“Crediamo che questo sia il momento propizio per tornare a parlare di opere infrastrutturali viste le novità introdotte dal decreto semplificazioni che, tra le altre cose, individua un possibile elenco di opere pubbliche prioritarie a livello nazionale. D’altra parte il ministro De Micheli da mesi parla di importanti risorse già disponibili per sostenere lo sblocco delle infrastrutture italiane.
In Umbria sono sei le opere strategiche e prioritarie: l’ultimazione della Terni Rieti, il completamento del tratto umbro-marchigiano della E78, la Tre valli, la conclusione della Orte Civitavecchia ed il nodo di Perugia. A questo si potrebbe aggiungere il passaggio in Umbria dell’alta velocità con il raddoppio del collegamento ferroviario lungo l’asse Roma Firenze. Ad oggi purtroppo di nessuna di queste troviamo traccia nell’elenco delle 36 opere pubbliche individuate dal decreto semplificazione, per le quali dovranno essere adottate procedure straordinarie e verrà nominato un commissario, sulla falsariga del cosiddetto “modello Genova”. Ad una prima analisi solo una delle sei, invece, compare nell’elenco delle 130 opere prioritarie indicate nel decreto semplificazioni. Noi crediamo che la Regione debba spingere affinché queste opere strategiche per l’Umbria vengano inserite nelle priorità infrastrutturali italiane e perché anche in questo caso vengano previste procedure semplificate e straordinarie che ne consentano una rapida cantierizzazione. Ma trattandosi di investimenti rilevanti dal punto di vista finanziario pensiamo che l’obiettivo potrà essere raggiunto, almeno in parte, solo se ci sarà una forte condivisione degli obiettivi tra tutte le forze politiche.”

“Nei giorni scorsi abbiamo avuto modo di apprezzare gli annunci della Regione circa il via libera al cosiddetto nodino di Perugia. – prosegue Pasquale Trottolini, responsabile regionale di Cna Costruzioni -. Un’opera prevista da tempo anche in vista della realizzazione dell’IKEA, nel frattempo naufragata, e utile anche ai centri commerciali dell’area di Collestrada. L’infrastruttura annunciata, però, rappresenta solo una parte del più complesso progetto del nodo di Perugia, la cui realizzazione diventa oggi più che mai imprescindibile se si vogliono davvero risolvere i problemi di congestionamento del capoluogo regionale. Se venisse realizzato per intero, il nodo consentirebbe anche di rilanciare l’area industriale più importante della città, quella di Sant’Andrea delle Fratte, per la quale erano stati annunciati importanti progetti di riqualificazione e che, invece, ancora oggi sconta una forte carenza infrastrutturale e di servizi.”

Neanche nell’elenco delle opere ferroviarie contenuto nel decreto Semplificazioni si parla di Umbria.

“Nemmeno in questo caso – aggiunge Trottolini – c’è traccia delle opere che ci servono. La positiva esperienza dell’arretramento del Frecciarossa ci indica che l’alta velocità oramai è una necessità anche per una piccola regione come la nostra.”

E poi c’è la nota dolente della ricostruzione post sisma.

“Siamo amareggiati dalla mancata approvazione, all’interno del decreto Rilancio, di tutta una serie di misure ed emendamenti. Ma al di là di questo è chiaro che un cambio di passo non è più rimandabile – prosegue Trottolini -. Anche qui occorre fare quadrato a livello a regionale e far sì che si adottino tutte le misure necessarie, anche rivedendo il modello organizzativo fin qui scelto e che purtroppo, a distanza di quattro anni, ha dimostrato di avere grossi limiti.”

Infine, accanto alle grandi opere infrastrutturali, per Cna occorre puntare anche sulla manutenzione del territorio e sulla rigenerazione urbana delle periferie e delle aree industriali, perché possono produrre effetti moltiplicatori se coniugati all’eco e al sisma bonus varati a livello nazionale.

“Riteniamo che le nostre proposte abbiano un senso solo se effettivamente ci sarà una veloce semplificazione delle procedure e se questi provvedimenti non si tradurranno in semplici annunci. Le infrastrutture, la semplificazione amministrativa e alcuni obiettivi, ambiziosi ma condivisi, potrebbero essere la chiave – conclude Sciattella – per uscire dal tunnel in cui ci troviamo da troppo tempo.”

 

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Luglio 09, 2020
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SICUREZZA, un BANDO per le IMPRESE dell’AREA del SISMA 2016

bando sicurezza sisma

 

Sei un’impresa con sede nell’area del cratere del sisma 2016? Se non hai subito danni ma dopo il terremoto hai fatto investimenti per migliorare la sicurezza degli immobili produttivi o hai in mente di farlo entro il giugno 2021 arriva il bando per te!

Possono accedere ai contributi a fondo perduto le imprese appartenenti a tutti i settori di attività economica ATECO 2007.

Vengono ammessi al contributo gli interventi previsti dalle NTC (Norme Tecniche per le Costruzioni) vigenti per a garantire la sicurezza dei lavoratori relativi a:

  • componenti non strutturali
  • impianti
  • tamponature
  • divisioni interne
  • scaffalature
  • silos di stoccaggio
  • ogni altro elemento non collegato alla struttura portante o con vincolo inefficace e la cui instabilità possa compromettere la sicurezza dei lavoratori.

Finanziate anche le spese tecniche (progettazione, direzione lavori, indagini, eventuali collaudi etc).

Insieme alla domanda le imprese dovranno presentare:

  • perizia asseverata,
  • attestazione di agibilità
  • relazione tecnica-illustrativa dell’intervento
  • computo metrico.

L’agevolazione, in regime de minimis, copre l’80% delle spese ammissibili fino a un contributo massimo di 100mila euro a impresa.

Il contributo verrà erogato

  • in un’unica soluzione per le spese già saldate e rendicontate al momento della richiesta,
  • in due tranches per interventi in corso di realizzazione

Se invece non puoi partecipare rivolgiti all’ufficio territoriale CNA più vicino a te (trovi qui l’elenco) oppure contatta:

Per la provincia di Perugia:

  • servizi.innovativi@cnaumbria.it

Per la provincia di Terni:

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Luglio 03, 2020
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Corso di formazione IGIENIZZAZIONE CLIMATIZZATORI

 

É in partenza – in collaborazione con APAVE ITALIA CPM S.R.L. –  il corso di formazione  in modalità FAD ( cioè fruibile in completa autonomia, da remoto e riproducibile ) “IGIENIZZAZIONE CLIMATIZZATORI”
con l’obiettivo di fornire informazioni utili per la corretta gestione della manutenzione degli impianti di climatizzazione, in ottemperanza a quanto previsto dalle attuali normative in materia di salute, sicurezza ed efficienza energetica.

Il corso è dedicato a tutti i manutentori di impianti di climatizzazione a parete che vogliono effettuare un approfondimento circa le corrette procedure e dare evidenza al cliente della propria preparazione specifica in materia di igienizzazione degli impianti.

Il costo del corso è di Euro 50,00 + IVA 22%.

La durata del corso è di 4 ore.

Al termine del corso sarà rilasciato un attestato di frequenza da parte di APAVE Italia Cpm s.r.l..

Per la partecipazione al corso  è necessario iscriversi al seguente  link per ottenere le credenziali per accedere alla piattaforma e poter seguire il corso.

Il pagamento della quota di iscrizione dovrà essere  effettuata  al momento dell’iscrizione

Tramite Bonifico Bancario intestato ad APAVE ITALIA CPM Srl – Coordinate Bancarie:

Banca: UBI BANCA Ag. Di Bienno (Bs)

IBAN: IT74D0311154090000000001912

Tramite Paypal dalla pagina https://formazione.apaveitaliacpm.it

Alla fine del corso verrà rilasciata fattura da APAVE.

Scopri tutti i nostri corsi online qui


Per informazioni e chiarimenti: 

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Giugno 25, 2020
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“MONTELUCE, pochi giorni per NON FALLIRE”

“Se non si individua immediatamente una soluzione-ponte, dal 30 giugno le imprese che hanno realizzato i lavori a Monteluce rischieranno seriamente il fallimento. Se la Regione c’è batta un colpo.”

Sembra arrivata al capolinea, dunque, l’operazione urbanistica che avrebbe dovuto trasformare l’area dell’ex ospedale di Perugia in un quartiere moderno e fulcro della città del futuro: il consorzio di imprese coinvolte nella realizzazione degli immobili, che nonostante le opere completate non ha ancora ricevuto i compensi dovuti, ha appena 11 giorni per non subire azioni da parte dei rispettivi creditori con rischio di apertura di procedure fallimentari o di altra natura concorsuale.

Mario Riccioni, presidente del consorzio Monteluce, mastica parole amarissime. “Dopo il danno anche la beffa. È dal 2018 che le Imprese attendono di essere pagate per la seconda tranche di lavori svolti. Non è bastato che il fondo Umbria, dopo aver venduto ad Ater (che li ha affittati ad Adisu) gli immobili consegnati, sembrerebbe aver destinato l’intero incasso alle banche creditrici anziché alle imprese esecutrici. Non è bastato nemmeno che la soluzione individuata nella primavera 2019 andasse in fumo con l’uscita di scena dell’ex presidente della giunta regionale, che ne era stata la promotrice. A restare lettera morta, stavolta, è l’impegno che la nuova giunta si era presa all’inizio di quest’anno, quando si era prospettata un’operazione ponte che, a seguito di una garanzia da parte di Gepafin, avrebbe permesso di dare ossigeno alle Imprese, in attesa che si trovasse un acquirente per gli immobili realizzati o si individuassero altre soluzioni. Oggi, a pochi giorni dalla scadenza ultima dell’accordo di moratoria, mentre le Imprese hanno fatto i loro passi trovando anche una banca disposta a concedere il prestito, è proprio la garanzia promessa dalla finanziaria regionale a venire meno. Il risultato sarà che le imprese che fanno parte del consorzio rischiano di fallire per aver anticipato i soldi necessari a realizzare le opere, ed il quartiere di Monteluce resterà un’opera incompiuta e una ferita profonda nella città di Perugia.”

Ma insieme alla sofferenza, tra le imprese c’è anche la volontà di andare fino in fondo, alla ricerca delle risposte alle troppe domande rimaste ancora sospese.

“Questo voler parlare del fondo sempre in terza persona da parte della Regione, ma anche di Gepafin e dell’Università di Perugia, che invece ne rappresentano circa il 70%, non solo non fa onore alle massime istituzioni dell’Umbria, ma è diventata una litania che non può più continuare. Da tempo si sente parlare di revocatoria per l’atto di vendita con il quale la BNP Paribas REIM SGR (società del gruppo BNP Paribas), che da sempre gestisce il Fondo Umbria, ha portato a termine la vendita degli immobili oggi sede dello studentato dell’Adisu, utilizzando come sembrerebbe l’intero ricavato per ripianare i debiti del Fondo con le banche, tra le quali anche una propria partecipata! Ma finora nessuno dei soggetti pubblici coinvolti ha chiesto un parere legale per verificarne la fattibilità, né sono state individuate o cercate altre exit strategies. Ci chiediamo dove siano gli organi di controllo del Fondo – peraltro vigilato da Bankitalia – e se i suoi poteri siano solo consultivi o vincolanti. Dov’è il regolamento che ne ordina il funzionamento? Dove sono i bilanci?”

Tra i tanti punti interrogativi c’è anche quello della reale situazione finanziaria del fondo Umbria nel momento in cui, nella primavera del 2017, veniva sottoscritto il contratto con il Consorzio di imprese per la seconda tranche di lavori. “Non vorremmo – prosegue Riccioni – che già in quel momento il fondo fosse in condizioni di insolvenza e che le imprese, ignare, anziché un contratto di appalto abbiano firmato la loro condanna a morte.”

Non mancano nemmeno i sospetti di eventuali interessi speculativi legati al fallimento del fondo stesso, “magari per acquistare l’intera area di Monteluce al valore equivalente a un piatto di lenticchie.”

La Regione non può restare immobile se vuole realmente tentare di risolvere il problema Monteluce – incalza il Presidente del Consorzio Monteluce -. E c’è un unico modo per dimostrarlo: trovare una soluzione ponte per neutralizzare la scadenza del 30 giugno e riprendere in mano la strada individuata nella primavera 2019, dando un po’ d’ossigeno alle imprese coinvolte. Chi si candida a governare un ente, deve farlo accollandosene anche l’eredità. La giunta non può approcciare la questione unicamente da un punto di vista politico, restando immobile in attesa del fallimento di un progetto solo perché l’operazione era nata sotto altre amministrazioni, sia pur esse colpevoli. Ci sarà modo e tempo per accertare eventuali responsabilità e comportamenti distorti, ma oggi è indispensabile dare un segnale forte e tangibile, altrimenti insieme al progetto ed alle imprese – conclude Riccioni – a pagare il prezzo del fallimento sarà l’intera città di Perugia.”

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MESSAGGERO

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Giugno 20, 2020
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CNA INFORMA TV: gli ECO e SISMA BONUS (le repliche)

 

cna informa tv eco sisma bonus

Torna l’appuntamento settimanale  con CNA UMBRIA INFORMA TV sul canale 10 del digitale terrestre.

Stasera parleremo di “ECO e SISMA BONUS, quali OPPORTUNITÀ per le IMPRESE?” insieme a Pasquale Trottolini, responsabile regionale CNA Costruzioni ed Elisa CinfrigniniServizio ENERGIA di CNA Umbria, presenti in studio. In collegamento Skype parteciperanno anche Sauro Sportoletti, ingegnere, e Alessio Piazzi, area manager di ENEL X.

Non perderti l’appuntamento, sintonizzati alle 21 su UMBRIA TV

Repliche: venerdì 19.30 e domenica 14.00 sul canale 110

Vuoi rivedere le vecchie puntate di CNA Informa TV? Le trovi qui 123–4– 5 – 6 7 

 

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Giugno 17, 2020
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PULIZIA degli IMPIANTI negli AMBIENTI di LAVORO

Immagine da www.production.brawaa.com

Per prevenire il contagio da Coronavirus negli ambienti interni lISS ha aggiornato le indicazioni da seguire (scarica qui il rapporto), in particolare sul ricambio dell’aria e sulla pulizia degli impianti di ventilazione e di raffrescamento/riscaldamento negli ambienti di lavoro.

In particolare:

  1. Gli impianti di ventilazione (ventilazione meccanica controllata – VCM ) che movimentano aria esterna attraverso motori/ventilatori e consentono il ricambio dell’aria con l’esterno, devono sempre mantenere attivi l’ingresso e l’estrazione dell’aria.
    È consigliato eliminare la funzione di ricircolo dell’aria e, dove ciò non sia possibile, di ridurla. Si consiglia, infine, di fare attenzione ai pacchi filtranti anche sostituendoli con modelli più efficienti  se necessario.
  2. Si consiglia di mantenere in funzione in modo continuo gli impianti di riscaldamento/raffrescamento con apparecchi terminali (fancoil), mantenendo chiusi gli accessi (porte).
    Si consiglia di programmare una pulizia ogni quattro settimane, in base alle indicazioni fornite dal produttore ad impianto fermo, dei filtri dell’aria di ricircolo del fancoil o ventilconvettore. Occorre inoltre evitare di utilizzare e spruzzare prodotti per la pulizia detergenti/disinfettanti spray direttamente sul filtro per non inalare sostanze inquinanti (COV), durante il funzionamento.
  3. Per i piccoli impianti autonomi fissi di riscaldamento/raffrescamento (split, pompa di calore) o gli impianti portatili con tubo di scarico flessibile deve essere effettuata una pulizia regolare del filtro dell’aria di ricircolo. La pulizia deve essere effettuata in base alle indicazioni fornite dal produttore ad impianto fermo. La programmazione periodica della pulizia dei filtri deve tener conto del reale funzionamento del climatizzatore, delle condizioni climatiche, dell’attività svolta e del numero di persone presenti; è possibile consigliare una pulizia ogni quattro settimane.


Per informazioni maggiori sulla pulizia degli impianti negli ambienti di lavoro informazioni contatta:

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Giugno 01, 2020
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CNA UMBRIA INFORMA TV: rilancio delle costruzioni

“LA SOSTENIBILITÀ PER IL RILANCIO DELLE COSTRUZIONI”

 

cna umbria informa tv

 

Torna puntuale mercoledì 13 maggio alle 21 su canale 10 CNA UMBRIA INFORMA TV un nuovo appuntamento dedicato alla ripartenza dopo l’emergenza coronavirus.

Argomenti del dibattito:

  1. Situazione del settore Costruzioni
  2. Priorità
  3. Rilancio investimenti pubblici
  4. Rilancio investimenti privati
  5. Eco e sisma bonus

Ne parleranno in studio PASQUALE TROTTOLINI – Responsabile CNA COSTRUZIONI Umbria e MASSIMILIANO SCIATTELLA – Portavoce CNA EDILIZIA Umbria, mentre via skype saranno collegati ENRICO MELASECCHE – Assessore alle INFRASTRUTTURE Regione Umbria e MARGHERITA SCOCCIA – Assessore Urbanistica ed Edilizia Privato del Comune di Perugia. 

Non perderti l’appuntamento, sintonizzati su UMBRIA TV del digitale terrestre.

Vuoi rivedere le vecchie puntate? Qui la prima e qui la seconda

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Maggio 12, 2020
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  • CNA UMBRIA

    Via Angelo Morettini, 7
    06128 Perugia
    Tel: 075 505911 ||
    Fax: 075 5006279
    info@cnaumbria.it
    C.F. 94005590545

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