Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa
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MISURE ANTICICLICHE per RIPARTIRE

Misure anticicliche

 

“In questa situazione di gravissima emergenza sanitaria ed economica è assolutamente indispensabile ripartire in sicurezza entro il mese di aprile, garantire liquidità a tutte le imprese, comprese quelle di micro e piccole dimensioni, e attuare misure anticicliche per tornare a crescere. Altrimenti presto ci troveremo di fronte un vero deserto”.

Ne è convinto Roberto Giannangeli, direttore di Cna Umbria.

“È indispensabile che le attività ripartano al più presto trovando il modo, caso per caso, per conciliare il lavoro con il rispetto delle misure di sicurezza, non si può restare chiusi a tempo indefinito. Ma allo stesso tempo occorre garantire la liquidità necessaria a tutte le imprese, anche a quelle di micro e piccole dimensioni che costituiscono il 95% dell’ossatura del sistema produttivo italiano, perché se moltissime attività sono sospese, non si può dire lo stesso per gli impegni verso i dipendenti e i fornitori. A questo, infine, vanno affiancate misure anticicliche per sostenere la ripartenza.

La partita è fondamentale e va giocata fino in fondo perché il rischio è di veder sparire interi comparti del nostro sistema produttivo.

Sulla liquidità, le indiscrezioni sul decreto che dovrebbe uscire sulla gazzetta ufficiale oggi (domani 7 aprile) ci fanno ben sperare sulla volontà del Governo di adottare misure per consentire a tutte le imprese l’accesso a linee di credito.
Dopodiché si dovrà pensare a delle forti misure anticicliche per sostenere e rilanciare i vari settori.

Uno dei comparti su cui fare leva, secondo noi, è quello delle costruzioni.
Per prima cosa bisogna pensare a una sospensione del codice degli appalti e alla nomina di commissari straordinari per bypassare la burocrazia amministrativa nella quale sono rimaste impantanate le imprese in questi anni e tutta la ricostruzione post sisma. E poi andrebbero ampliati i crediti di imposta relativi agli eco e sisma bonus, trasformandoli magari in titoli cedibili al sistema bancario per incentivare tutte le opere di manutenzione da parte dei privati.

Per il settore del turismo, che insieme al trasporto persone è stato il primo a subire il primo, brusco stop, si potrebbe pensare, per tutte le famiglie italiane che nell’anno in corso sceglieranno di trascorrere le loro vacanze in Italia, di istituire un credito di imposta del 50% per importi fino a 3mila euro. Un’altra misura potrebbe essere il rilascio di un voucher per gli studenti che scelgano di effettuare uno stage o gita nel nostro Paese nel periodo estivo.

E poi c’è il settore manifatturiero, per il quale stiamo chiedendo che si vada verso un ingente potenziamento delle misure previste dal pacchetto Impresa 4.0 per sostenere i nuovi investimenti già dal 2020.

In Umbria stiamo chiedendo lo scorrimento delle graduatorie sui bandi regionali per finanziare tutte quelle imprese che avevano già manifestato di voler realizzare innovazioni a livello aziendale.

Infine, non appena saranno ripartite le attività e durante tutta la seconda metà dell’anno, va pensata una grande campagna di rilancio del made in Italy rivolta verso quei Paesi che non sono interessati dalla pandemia.

In attesa del nuovo decreto, nel frattempo abbiamo ricevuto rassicurazioni rispetto alla nostra richiesta di innalzare a 8oo euro mensili l’indennità prevista dal decreto Cura Italia per le imprese.

Bene anche la sospensione delle imposte per i mesi di aprile e maggio, cui va affiancata la riduzione delle tasse anche attraverso il Fondo sulla svalutazione dei crediti di cui dispongono in maniera ingente tutti i Comuni.

Insomma, attendiamo con fiducia che le nostre proposte vengano accolte.
Se così non fosse, in un Paese come il nostro in cui oltre il 60% dell’occupazione è garantito dalle piccole imprese, a differenza della crisi del 2008-09 – conclude Giannangeli – avremmo non solo un’altra moria di imprese, ma anche una chiusura generalizzata di comparti fondamentali del sistema produttivo e la perdita conseguente di migliaia di posti di lavoro.”

 

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Aprile 07, 2020
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ECOBONUS e BONUS CASA 2020, operativo il PORTALE

A partire dal 25 marzo 2020 è on-line il portale ENEA

per comunicare i dati sugli interventi conclusi nel  2020

 

ecobonus e bonus casa 2020

Il portale è diviso in due sezioni: una dedicata all’Ecobonus e una dedicata al Bonus Casa 2020

Nella sezione Ecobonus andranno inseriti:

  • i dati relativi agli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente
    (incentivi del 50%, del 65%, del 70%, del 75%, dell’80% e dell’85%)
  • per la prima volta, i dati relativi agli interventi che rientrano nel Bonus facciate
    (incentivi del 90%).

Nella sezione Bonus Casa andranno invece inseriti:

  • i dati relativi agli interventi di risparmio energetico e utilizzo di fonti rinnovabili che rientrano nell’ambito delle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie.

Nelle due sezioni del portale, ENEA mette a disposizione materiale di supporto per eventuali quesiti ed approfondimenti: 

  • Guida rapida, Vademecum, FAQ, Guide Agenzia delle entrate
  • una finestra a disposizione per l’invio di quesiti, nelle fasce orarie indicate (qui)
  • applicazioni di ausilio per il calcolo del risparmio di energia primaria non rinnovabile conseguito con alcune tipologie di interventi di riqualificazione (qui).

Si ricorda che per accedere al portale sono valide le registrazioni effettuate negli anni precedenti.

Da ultimo, si segnala che per gli interventi la cui fine lavori si è verificata tra il 1 gennaio 2020 ed il 25 marzo 2020, i 90 giorni previsti per l’invio della comunicazione dati decorrono a partire dal 25 marzo 2020.

 


Per maggiori informazioni su Ecobonus e Bonus Casa 2020 contatta:

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Marzo 31, 2020
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Firmato il PROTOCOLLO sulla SICUREZZA nei CANTIERI

 

 

CNA COSTRUZIONI e le altre parti sociali del settore edile hanno sottoscritto un PROTOCOLLO D’INTESA  che contiene le linee guida per la tutela della salute e della sicurezza di imprenditori e lavoratori del settore all’interno dei cantieri edili.

Il protocollo, che fa seguito a quello sottoscritto il 14 marzo, prevede adempimenti specifici per prevenire il contagio da Coronavirus.

Segnaliamo inoltre che, in base alle nuove integrazioni previste dal DM-MiSE-25-03-20che ha ulteriormente modificato l’elenco delle attività previste dal precedente DPCM 22 marzo (leggi qui) –  le uniche imprese del settore che possono continuare l’attività sono:

  • quelle che operano nell’ambito dell’ingegneria civile codice 42
    (ad esclusione dei codici: 42.91, 42.99.09 e 42.99.10)

  • quelle che hanno richiesto specifica autorizzazione del Prefetto in quanto attività funzionali ad assicurare continuità dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali.

Siamo a disposizione per dare tutte le informazioni al riguardo e per la stesura dei protocolli di sicurezza anti-contagio.

Consulta il PROTOCOLLO per la sicurezza nei cantieri del settore edile

 


Per maggiori informazioni sul protocollo per la sicurezza nei cantieri vai sulla nostra homepage e seleziona l’ufficio o la persona da contattare del servizio Ambiente e Sicurezza.

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Marzo 26, 2020
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Estesa la VALIDITÀ delle CERTIFICAZIONI F-GAS

VALIDITÀ CERTIFICAZIONI F-GAS

 

Accogliendo una richiesta fatta da CNA, è stata ESTESA AL 15 GIUGNO dal Ministero dell’Ambiente la validità delle CERTIFICAZIONI F-GAS  (decennali e quinquennali) in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile.

Le imprese interessate, se vogliono, possono procedere comunque con il rinnovo delle certificazioni.

Ricordiamo che la validità dei certificati è

  • 10 anni per le persone
  • 5 anni per le aziende

e che resta invariato l’obbligo di aggiornamento annuale dei documenti.

I nostri uffici sono a disposizione sia per gli aggiornamenti annuali che per il rinnovo dei certificati.


Per maggiori informazioni sulla validità delle certificazioni f-gas e su tutto quello che riguarda la normativa in materia contatta:

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Marzo 26, 2020
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CASSE EDILI: proroga dei versamenti

Proroga dei versamenti alle Casse edili
proroga versamenti casse edili

CNA COSTRUZIONI ha sottoscritto l’accordo tra le parti sociali per tutelare la liquidità delle imprese e il reddito dei lavoratori del settore edile, messo a dura prova dall’emergenza Coronavirus.

Uno dei punti principali dell’ACCORDO prevede la proroga dei versamenti a carico delle imprese verso le Casse Edili per il periodo di competenza di Febbraio e Marzo.
I pagamenti previsti rispettivamente per il 31 marzo e il 30 aprile SONO PROROGATI al 31 Maggio 2020; lo stesso avverrà per le rateizzazioni in essere.

I versamenti sospesi potranno inoltre essere anche rateizzati, senza sanzioni né interessi, per una massimo di 4 rate.

L’accordo prevede che questa sospensione non sarà considerata per la regolarità in cassa edile ai fini del DURC, mentre rimane l’obbligo di adempiere alle altre disposizioni dettate dalle norme contrattuali (MUT, accantonamenti etc…)

Per informazioni contatta:
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Marzo 25, 2020
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IMPIANTISTI e DPCM del 22 marzo

impiantisti dpcm 22 marzo

Il DPCM del 22 Marzo consente alle imprese con il codice Ateco 43.2 di proseguire l’attività, senza specificare altro rispetto alle tante casistiche che riguardano gli impiantisti.

Poiché nel codice Ateco 43.2 sono comprese tutte le attività di installazione, manutenzione e riparazione degli impianti idraulici elettrici ed elettronici, queste attività possono proseguire (leggi qui, in dettaglio, quali sono).

Tuttavia, tenuto conto della situazione di emergenza in cui si trova il paese, consigliamo le imprese di continuare solo le seguenti attività:

  • riparazione e manutenzione funzionale a garantire la sicurezza degli impianti e degli utenti e che rivestano carattere di urgenza ed emergenza
  • quelle funzionali a garantire la continuità dei servizi pubblici essenziali e di pubblica utilità

Anche in questi casi vanno rispettate scrupolosamente le norme sulla salute e sulla sicurezza di collaboratori e dipendenti.

In tutti gli altri casi, però, il nostro consiglio è quello di sospendere le attività, specialmente quando non c’è la possibilità di proseguirla in condizioni di sicurezza.

Anche in assenza di divieti specifici, del resto, sono molte le imprese del settore che hanno già deciso di sospendere, almeno parzialmente, le proprie attività, garantendo solamente gli interventi indispensabili, urgenti e di pubblica utilità.


Per informazioni sulle attività degli impiantisti dopo il DPCM del 22 marzo contatta.

 

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Marzo 24, 2020
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CORONAVIRUS, CHIUSI i CANTIERI EDILI

Il DPCM del 22 marzo 2020 ha chiuso anche i cantieri edili

 

stop cantieri

 

Fino al 3 aprile 2020, al pari di tutte le altre attività sospese, saranno chiusi anche i cantieri edili con l’UNICA ECCEZIONE delle attività dell’INGEGNERIA CIVILE.  

Sospesi, quindi, sia i cantieri per la costruzione di nuovi edifici sia quelli di ristrutturazione, recupero e riqualificazione.

Il decreto, tuttavia, consente di completare le attività necessarie alla sospensione entro il 25 marzo 2020, compresa la spedizione della merce in giacenza. Quindi, fino a tale data, si possono fare tutte le operazioni funzionali alla chiusura del cantiere (ad esempio: rimozione attrezzature, mezzi e materiale, messa in sicurezza del cantiere etc… ).

Gli unici cantieri che possono continuare l’attività sono quelli previsti al codice ateco 42 INGEGNERIA CIVILE

42.11.0 Costruzioni di strade e autostrade e piste aeroportuali
42.12.0 Costruzione di linee ferroviarie e metropolitane
42.13    Costruzione di ponti e gallerie
42.21.0 Costruzione di opere di pubblica utilità per il trasporto di fluidi
42.22.0 Costruzione di opere di pubblica utilità per l’energia elettrica e le telecomunicazioni
42.91.0 Costruzione di opere idrauliche
42.99.0 Costruzione di altre opere di ingegneria civile.

Restano sempre consentite anche le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali, previa comunicazione al Prefetto della Provincia dove è ubicata l’attività.

All’interno della filiera delle costruzioni gli impiantisti termo-idraulici, elettrici ed elettronici possono continuare ad esercitare l’attività in quanto servizi pubblici essenziali. Sulla categoria degli impiantisti forniremo presto indicazioni specifiche.

 


Se vuoi maggiori informazioni sui cantieri edili chiusi contatta:

 

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Marzo 24, 2020
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SOSPENDERE SUBITO i cantieri NON INDISPENSABILI e NON SICURI

Impossibile rispettare le condizioni minime di sicurezza.
Rischi altissimi per le imprese

 

L’emergenza Coronavirus sta fermando molte imprese di costruzioni. In un momento in cui c’è grande preoccupazione per gli sviluppi del contagio, sta diventando sempre più difficile, se non impossibile, proseguire le attività nei cantieri.“

Ad affermarlo è Pasquale Trottolini, responsabile regionale di Cna Costruzioni.

“I problemi maggiori riguardano la sicurezza perché rispettare tutte le disposizioni e le misure per garantire la salute e la sicurezza dei dipendenti e dei collaboratori all’interno dei cantieri sta diventando oggettivamente impossibile. Mi riferisco al rispetto delle distanze di sicurezza e alle misure per l’igienizzazione dei cantieri che, unite alla difficoltà a reperire adeguati dispositivi di protezione individuale, rendono la situazione non più sostenibile.”

Ma i problemi non finiscono qui.

Le imprese ci segnalano problemi sia sul fronte delle trasferte, perché già salire sui furgoni la mattina crea disagi non indifferenti, ma anche difficoltà a garantire vitto e alloggio alle maestranze.

Carenze ci sono anche sul fronte normativo, infatti i decreti emanati per il contrasto del coronavirus non individuano puntualmente le procedure per la sicurezza da adottare nei cantieri, producendo incertezza e confusione. “È chiaro che in questa situazione continuare a lavorare potrebbe esporre le imprese a rischi molto elevati, causando contenziosi e sanzioni penali: la priorità assoluta in questo momento di grave emergenza deve essere quella di tutelare la salute e la sicurezza delle persone. Dal canto nostro stiamo invitando le imprese di costruzioni a sospendere temporaneamente le attività qualora non riescano a rispettare scrupolosamente le norme sulla salute e la sicurezza dei propri collaboratori, condividendone modalità e tempi con i propri committenti.”

Per Cna le uniche eccezioni riguardano i lavori di urgenza ed emergenza, oltre a quelli di interesse pubblico che devono essere garantiti in ogni modo.

La situazione è complicata anche sul fronte degli appalti pubblici e della ricostruzione – aggiunge il nostro direttore Roberto Giannangeli. Infatti, anche a fronte della sospensione dei lavori da parte delle stazioni appaltanti, le imprese chiedono l’immediato pagamento dei SAL, che in alcuni casi devono essere riparametrati ai lavori effettivamente svolti e portati a termine. Siamo di fronte a imprese che vengono da anni durissimi. Le misure contenute nel decreto Cura Italia, che non prevedono misure e procedure ad hoc per il settore edile, sono certamente importanti, a partire da quelle riguardanti la cassa integrazione, ma insufficienti a dare un sostegno adeguato al settore.
Occorrono misure ulteriori per far fronte alle esigenze di liquidità delle imprese.
Siamo convinti che, superata la fase emergenziale, il settore delle costruzioni potrà tornare a svolgere un ruolo anticiclico e di rilancio per l’economia del Paese. Proprio per questo – conclude Giannangeli – abbiamo proposto un rilancio importante degli investimenti pubblici e il superamento del codice degli appalti per rendere le opere immediatamente cantierabili.

 


Se invece vuoi maggiori informazioni contatta:

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Marzo 20, 2020
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CALDAIE, SOSPESE le ISPEZIONI programmate

sospese ispezioni caldaie

 

Dopo l’emanazione delle misure per contrastare la diffusione del coronavirus, da ieri la Regione ha deciso che le ispezioni programmate alle caldaie sono sospese.

In particolare, fino al 3 aprile:

  • sono rinviate tutte le ispezioni già programmate
  • il termine di 90 giorni per attivare le ispezioni è prorogato di ulteriori 25 giorni

Ricordiamo infatti che gli impianti termici per i quali NON siano stati effettuati i controlli di efficienza energetica entro il termine di 90 giorni dalla scadenza prevista per la loro esecuzione sono soggetti a ispezione.

Scarica qui la determina della Regione.


Per ulteriori informazioni contatta:

  • Pasquale Trottolini – 334 9043027 – pasquale.trottolini@cnaumbria.it
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Marzo 12, 2020
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CORONAVIRUS, servono MISURE STRAORDINARIE

coronavirus misure straordinarie

Contro l’emergenza coronavirus, che sta assestando un colpo mortale anche all’economia, occorrono misure straordinarie.”

Renato Cesca, presidente di Cna Umbria, è molto preoccupato. “Gli effetti di questa epidemia, e delle misure necessarie per arginarla, si stanno rivelando devastanti. Basti pensare alle conseguenze per le imprese artigiane del trasporto persone, che in un solo giorno, con la cancellazione delle gite scolastiche, hanno visto sfumare milioni di euro di introiti. Ma le conseguenze di questa emergenza avranno una coda lunga che, partendo dal turismo e dalle esportazioni, produrrà ricadute devastanti anche su tutti gli altri settori produttivi.”

Così come tra le persone il coronavirus è particolarmente pericoloso per coloro che non sono in condizioni ottimali di salute, anche per la nostra economia, già in grande affanno, l’epidemia in corso rischia di rappresentare il colpo di grazia.

Per questo servono misure straordinarie, – prosegue Cesca – sia a livello nazionale che regionale:

  • una moratoria di almeno 12 mesi sui finanziamenti attivati dalle imprese per la realizzazione di investimenti
  • una misura speciale di cassa integrazione in deroga che abbia validità universale per poter mantenere i livelli occupazionali
  • un grande piano di rilancio degli investimenti pubblici a partire dalle infrastrutture, magari anche attraverso la sospensione del codice degli appalti per evitare l’eccessiva burocrazia prevista da questo regolamento
  • un’indennità a favore dei lavoratori autonomi di durata non inferiore ai sei mesi

Accanto alle misure nazionali la Cna invoca anche provvedimenti da parte del Governo regionale.

“Condividiamo in pieno la scelta della Giunta regionale che, nell’ambito della riprogrammazione dell’ultima tranche di fondi strutturali 2017/2021, ha deciso di concentrare le risorse sugli assi Competitività e Ambiente/Cultura anziché sulla Ricerca. Una scelta che, concretamente, si tradurrà in un maggior supporto ai processi di internazionalizzazione e agli investimenti materiali delle imprese e in risorse per il rilancio del turismo. Accanto a questo servono interventi straordinari per il settore delle costruzioni, perciò ci auguriamo che i 500milioni di euro che l’assessore Melasecche ha più volte annunciato sulla stampa diventino cantierabili in pochi mesi. La situazione economica è seria, molto più seria di quanto appaia, perché se si bloccheranno le esportazioni in un Paese in cui le vendite all’estero sommano circa 500miliardi di euro, corrispondenti a un terzo del Pil, il debito pubblico già pesantissimo non sarà più sopportabile. Perciò – conclude Cesca – ci diciamo favorevoli al disavanzo, purché serva per adottare misure straordinarie per l’emergenza coronavirus”.

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Marzo 02, 2020
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  • CNA UMBRIA

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