Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa
Login
or
Register

L’UMBRIA torna a CRESCERE

“Con un incremento stimato del Pil 2021 del 6,1%, superiore persino alla media nazionale, l’Umbria torna finalmente a crescere, con dati sorprendenti soprattutto sui volumi degli investimenti e sui dati export. L’unica nota dolente, purtroppo, è sull’occupazione, ancora in discesa.”

Michele Carloni, presidente di Cna Umbria, presenta l’ultima ricerca commissionata al centro studi Sintesi per indagare lo stato di salute dell’economia regionale nel secondo anno di pandemia da Covid-19.

Il dato più eclatante è sicuramente quello relativo agli investimenti – afferma Carloni -, che nel 2021 tornano a crescere di oltre 15 punti percentuali, riportandosi abbondantemente sopra i livelli pre-Covid. Lo stesso discorso vale per le esportazioni delle imprese umbre, cresciute di quasi il 22% rispetto all’anno scorso. Purtroppo non possiamo dire altrettanto dei dati occupazionali, che nell’anno in corso subiscono un calo di un ulteriore 1,86% e, rispetto al 2019, registrano una diminuzione del numero di addetti di ben 9mila unità (- 3,5%). Si tratta di una perdita più contenuta rispetto alla media del Paese (- 4%), ma che ci porta a dire che ci troviamo in presenza di una ripresa senza occupazione. Il fatto che non si torni a creare occupazione dipende essenzialmente dal fatto che le offerte di lavoro provenienti dalle nostre imprese non incontrano le esigenze di molti giovani in cerca di occupazione, né quelle di disoccupati che preferiscono restare alla finestra e contare su ammortizzatori sociali come la Naspi o il reddito di cittadinanza, che sono strumenti sicuramente idonei a combattere la povertà e a ridurre le disuguaglianze, ma necessitano di essere cambiati radicalmente nel loro funzionamento. Lo stesso vale in quei casi in cui ci troviamo di fronte a casse integrazioni speciali che vanno avanti da decenni con una proroga dietro l’altra. L’esigenza delle imprese umbre è di trovare manodopera che, se non specializzata, sia almeno motivata a impegnarsi in un lavoro produttivo.”

I dati della ricerca sono stati illustrati da Alberto Cestari, ricercatore di Sintesi.

“Per quanto riguarda il Pil si prevede un’ulteriore crescita del 4,2% anche nel 2022. Sul fronte dei consumi delle famiglie, l’anno in corso si chiude in ripresa (+ 5,5%) rispetto al 2020, ma siamo ancora lontani dai valori pre-Covid, che si stima saranno recuperati solo il prossimo anno. Come diceva il presidente di Cna Umbria – prosegue Cestari – il dato degli investimenti è molto significativo e anche per il 2022 si prevede che cresca di altri sei punti abbondanti. Per quanto riguarda la demografia delle imprese, il loro numero aveva superato quello del 2019 già lo scorso mese di agosto, portando il numero delle imprese attive a 80.310. Calano quelle del commercio e della manifattura, mentre aumentano nel comparto dei servizi, sia tradizionali che innovativi, e nelle costruzioni. Nel complesso sono diminuite le cessazioni. Ottimi i dati relativi all’export, che quest’anno recupera non solo tutto quello che aveva perso nel 2020, ma supera dell’1% i livelli del 2019. Cambia la composizione dei comparti con le migliori performance nelle esportazioni: aumentano soprattutto le produzioni della metallurgia (+ 17%), mentre si riducono quelle del made in Italy, fatta eccezione per le imprese del sistema casa e per il settore della carta e stampa. Bene anche le presenze turistiche, che nei primi 8 mesi del 2021 sono cresciute del 26%, ma resta ancora molto da recuperare rispetto al 2019, soprattutto a causa della forte contrazione della presenza degli stranieri.”

“I dati – continua Carloni – rispecchiano esattamente le tendenze che avevamo riscontrato tra le imprese associate alla Cna. La ripresa in atto è importante, e un ruolo di primo piano lo stanno giocando sicuramente le imprese del comparto delle costruzioni, il cui numero è in crescita. Perciò invitiamo le istituzioni e la politica tutta a valutare attentamente i provvedimenti da adottare con la prossima legge di stabilità, a cominciare dal Superbonus, perché l’impatto delle costruzioni, coinvolgendo una filiera ampia che comprende anche alcune imprese manifatturiere e settori del commercio, è molto superiore a quello che ci dicono i numeri. Sulla ripresa hanno influito positivamente anche alcuni strumenti adottati nel 2021 a livello regionale. Quello che serve ora per far sì che il trend di crescita si stabilizzi – conclude Michele Carloni – è una corretta programmazione delle risorse comunitarie 2021-2027 e una forte attrazione delle risorse nazionali del Pnrr.

Scarica la ricerca qui

Leggi la rassegna stampa sui quotidiani

Sticky
Novembre 03, 2021
Commenti disabilitati su L’UMBRIA torna a CRESCERE

PNRR, un MARE di RISORSE per l’UMBRIA

Dal Pnrr potrebbero arrivare all’Umbria almeno 2,6 miliardi di euro nel quinquennio 2021/2026. È il dato più eclatante che emerge dalla ricerca (scaricala qui) realizzata dal centro studi Sintesi per Cna Umbria e il confidi interregionale Unico.

“A queste risorse – dichiara Michele Carloni, presidente di Cna Umbria – si sommeranno quelle derivanti dalla nuova programmazione dei fondi strutturali, per un totale di oltre 4 miliardi di euro a disposizione dello sviluppo regionale. Significa che per l’Umbria si apriranno un mare di opportunità da adesso al 2027.”

“Nel determinare la stima delle risorse per l’Umbria derivanti dai programmi europei Next Generation e React, oltre che dal fondo complementare messo a disposizione dal governo, abbiamo tenuto conto di alcuni criteri – afferma Alberto Cestari, ricercatore di Sintesi -. Abbiamo ipotizzato che nella ripartizione tra le regioni di queste risorse, il cui valore complessivo arriva a 235 miliardi di euro, venga applicata la stessa metodologia che la Commissione europea ha utilizzato per l’assegnazione delle risorse del Pnrr ai vari Paesi europei. In particolare, la quota delle sovvenzioni a fondo perduto, che è pari al 36% del totale, è stata parametrata tenendo conto della popolazione, dell’inverso del Pil pro-capite, della disoccupazione media tra il 2015 e il 2019 e delle dinamiche del Pil reale tra il 2019 e il 2021. Per quanto riguarda la ripartizione della quota relativa ai prestiti (pari al 64% del totale), invece si è tenuto conto del Pil regionale.”

Il Pnrr dell’Italia si articola i 6 missioni: digitalizzazione/innovazione/competitività/turismo (per un valore di 49,9 miliardi di euro); transizione ecologica (69,9 mld euro); infrastrutture (31,5 mld euro); istruzione e ricerca (33,8 mld euro); inclusione e coesione (29,8 mld euro); salute (20,2 mld euro).

“Sulla base dei dati disponibili – prosegue Cestari – ne deriva che circa il 40% delle risorse andrà alle regioni del Mezzogiorno, il 38% al nord e circa il 16% alle regioni del centro Italia Umbria, marche e Toscana (pari a ca. 37,7 mld euro), mentre ulteriori 16 miliardi di euro non saranno allocati territorialmente ma gestiti direttamente dai ministeri per lo sviluppo di progetti nazionali. La titolarità dei progetti del Pnrr è in capo ai vari ministeri, in particolare a quello delle Infrastrutture, della Transizione ecologica e dello Sviluppo economico, che assorbiranno oltre il 50% delle risorse.”

“Delle risorse destinate al centro, all’Umbria dovrebbero arrivare circa 2,6 miliardi – aggiunge Carloni -. Noi crediamo che, in questo quadro, nell’attuazione del Pnrr vada assegnato un ruolo strategico alle istituzioni regionali, soprattutto in un territorio piccolo come il nostro, senza città metropolitane e caratterizzato da centri di piccole o piccolissime dimensioni. Queste particolarità rischierebbero di tradursi in una difficoltà oggettiva ad accedere ai bandi nazionali e a partecipare a progettualità complesse per la mancanza, a volte, di strutture e di competenze adeguate. Va considerato, inoltre, che alle risorse del Pnrr andranno ad aggiungersi quelle dei fondi strutturali 2021/2027: parliamo di un ulteriore miliardo e mezzo di euro, per un totale complessivo di almeno 4 miliardi da destinare al sostegno allo sviluppo economico. Una cifra che corrisponde a circa il 20% del Pil annuo della nostra regione. Insomma, significa che per l’Umbria si apriranno un mare di opportunità. Per questo auspichiamo che al più presto si apra un ampio confronto che coinvolga tutti i principali stakeholders regionali, a cominciare dalle forze sociali, per costruire insieme una nuova visione dell’Umbria e – conclude Carloni – agganciare durevolmente la ripresa in atto. Le risorse per farlo ci sono”.

Scarica QUI la rassegna stampa

Sticky
Ottobre 12, 2021
Commenti disabilitati su PNRR, un MARE di RISORSE per l’UMBRIA

SUPERBONUS, la REGIONE intervenga per SEMPLIFICARE

Intanto continua l’indagine Cna sui tempi di risposta

dei Comuni della provincia di Terni

 

SUPERBONUS REGIONE UMBRIA

“Per non sprecare la straordinaria occasione rappresentata dal Superbonus per il rilancio dell’economia e la riqualificazione del patrimonio immobiliare, diventa indispensabile e urgente un atto di indirizzo della Regione che consenta di semplificare le procedure in tutti i Comuni dell’Umbria e velocizzare i tempi per l’espletamento delle pratiche.”

È la richiesta avanzata dalla Cna all’indomani dell’incontro tra Anci, rappresentanti degli ordini tecnici, associazioni di categoria delle imprese e la stessa Regione.

“Valutiamo positivamente che l’Anci Umbria e la Regione abbiano convocato l’incontro che avevamo richiesto – afferma Laura Dimiziani, responsabile Cna per l’area di Terni -. Visto l’enorme interesse che il Superbonus sta riscuotendo sia tra i proprietari degli immobili che tra le imprese esecutrici dei lavori, e viste le indiscrezioni che parlano di una probabile proroga al 2023 del Superbonus, la convocazione del tavolo è un primo passo importante. Ma adesso è il momento di abbandonare i condizionali e di passare all’operatività, superando le misure adottate finora che, oltre a essere insufficienti, anziché risolvere i problemi li moltiplicano.”

“Al momento, infatti, il rischio concreto è che la possibilità di avvalersi del Superbonus scada prima ancora che tutte le persone intenzionate ad utilizzarlo riescano a superare le pastoie burocratiche – aggiunge Dimiziani -. Lo diciamo con cognizione di causa avendo fatto una ricognizione sul campo per verificare quali siano i tempi di risposta dei Comuni della provincia di Terni alle richieste di accesso agli atti, passaggio imprescindibile per poter avviare un intervento su un immobile usufruendo del Superbonus.”

Tempi di risposta che tracciano una cartina della provincia a macchie di leopardo.

“Nelle settimane scorse avevamo già detto della situazione nei Comuni di Terni, Narni e Amelia. Stavolta ci siamo concentrati sugli altri Comuni. Tra i centri fino a 5mila abitanti dell’area intorno al capoluogo di provincia – continua Dimiziani -, quello di Acquasparta presenta un buon livello di digitalizzazione degli archivi e delle pratiche e ha adibito una persona esclusivamente all’evasione delle richieste di accesso agli atti, riducendo a venti giorni i tempi di risposta. Il Comune di Montecastrilli, invece, ha fascicoli tuttora cartacei e impiega un mese e mezzo per rispondere. Difficoltà anche a Stroncone, che ha archivi cartacei e non ha personale dedicato al Superbonus. Nei Comuni intorno ai 2mila abitanti le risposte sono sensibilmente più brevi – una settimana, massimo dieci giorni per una presa visione – ma la scansione ottica degli archivi è ancora un obiettivo lontano a Calvi dell’Umbria come ad Arrone, anche se in entrambi i Comuni c’è un buon livello di preparazione degli addetti e di organizzazione degli uffici, in particolare ad Arrone, dove l’archivio è stato riordinato in tempi non sospetti.”

“La situazione, invece, è migliore nell’Orvietano – aggiunge Claudio Pagliaccia, responsabile Cna per l’area che gravita attorno alla città della rupe – perlomeno nei tempi di risposta, che vanno dai 2/3 giorni di Castel Viscardo, ai 7 di Baschi, alle 2 settimane di Allerona e Porano, a 1-2 settimane di Orvieto. Ma se si guarda ai tempi per il rilascio della documentazione in copia conforme le cose cambiano e si arriva anche ai due mesi di attesa.”

Spesso manca del tutto anche la tecnologia idonea per la riproduzione di tavole di grandi dimensioni. Sia nel Ternano che nell’Orvietano, inoltre, la presenza o la mancanza di personale preparato e dedicato fa ovunque la differenza e spesso un tecnico comunale preparato, con esperienza e conoscenza del territorio, riesce a supplire, almeno in parte, alle carenze tecnologiche.

Se i tempi sono un problema, la difformità di procedure tra i vari Comuni costituisce un’ulteriore aggravante. “Un grosso problema è anche quello della difformità di procedure da Comune a Comune, che non semplifica il lavoro dei tecnici e rallenta la risposta ai privati che vogliano intraprendere i lavori, danneggiando tutti, anche le imprese. È indispensabile, quindi, un intervento normativo o un atto di indirizzo da parte della Regione nei confronti dei Comuni, senza margini di discrezionalità. Quello che ci auguriamo – conclude Claudio Pagliaccia – è che il Superbonus diventi anche l’occasione per l’avvio di un processo di semplificazione che investa tutta la pubblica amministrazione.”

Scarica la rassegna

Sticky
Marzo 19, 2021
Commenti disabilitati su SUPERBONUS, la REGIONE intervenga per SEMPLIFICARE

IMPRESE, CALI di FATTURATO e MANCANZA di LIQUIDITÀ

Preoccupano anche le previsioni 2021

sui fatturati delle imprese umbrecalo fatturato imprese e mancanza liquidità

“Pesanti cali di fatturato, mancanza di liquidità e difficoltà ad accedere a nuove linee di credito. Per le imprese umbre è questo il triste bilancio al termine del primo anno di pandemia da Covid 19. Quel che è peggio è che le previsioni per i primi mesi del 2021 non lasciano troppe speranze su un’inversione di tendenza e molte imprese non sono in grado di elaborare nuove strategie per riposizionarsi. Perciò è necessario intervenire con urgenza, oltre che sul sostegno agli investimenti, anche nella facilitazione per l’accesso al credito per garantire la continuità lavorativa delle aziende in difficoltà.”

Roberto Giannangeli, direttore di CNA Umbria, è preoccupato dal consuntivo 2020 degli effetti economici della pandemia sanitaria, certificati anche dalla seconda parte dell’indagine (la puoi scaricare qui) condotta insieme al centro studi Sintesi che, nei giorni scorsi, aveva già fornito dati drammatici su Pil, investimenti, esportazioni e occupazione .

Oltre il 70% delle imprese umbre nel 2020 ha visto calare il proprio fatturato – puntualizza Giannangeli -, rispetto al 20% che non ha rilevato variazioni e a solo l’8% che ha registrato un aumento. Tra chi ha visto il fatturato scendere, oltre la metà ha registrato un calo oscillante tra il 10 e il 50%, imputabile per la maggior parte al crollo della domanda conseguente alle restrizioni adottate per contenere il contagio da Covid-19. Una contrazione che più del 65% delle imprese prevede sarà confermata anche per i primi mesi del 2021. Senza contare che l’introduzione della zona rossa per tutta la provincia di Perugia e per alcuni comuni del Ternano assesterà un ulteriore colpo alla già scarsa domanda. È comprensibile, quindi, che allo stato attuale la percentuale di imprese umbre intenzionate a investire nel 2021 arrivi appena al’8%.”

Il calo dei fatturati ha provocato nelle imprese una diffusa mancanza di liquidità, favorita anche dall’aumento del costo delle materie prime e dei semilavorati provocato dalla riduzione dei rapporti commerciali con l’estero.

Ben il 70% delle imprese ha denunciato una mancanza di liquidità nel 2020, a cui in molte hanno cercato di sopperire, laddove possibile, intervenendo sui tempi di pagamenti verso i fornitori, oppure con nuovi prestiti bancari o l’immissione di capitali accantonati. La moratoria sui mutui, tuttora in corso, ha rappresentato sicuramente una boccata di ossigeno. Ma, come era già successo con la crisi economica iniziata nel 2008 e proseguita per un decennio, anche in questa circostanza purtroppo è emersa una crescente difficoltà di accesso a nuove linee di credito che ha interessato trasversalmente le imprese di ogni settore e dimensione.”

Non va meglio sulle strategie di contrasto che le imprese intendono adottare per fronteggiare la situazione.

Oltre il 42% delle imprese non ha alcuna strategia su come contrastare gli effetti economici negativi provocati dalla pandemia, semplicemente perché legato a una domanda interna stagnante. Poi c’è un 12% che sta cercando di reagire attraverso un ampliamento dei canali di vendita e modificando i metodi di fornitura e consegna: sono quelle imprese per le quali la digitalizzazione e l’introduzione dell’e-commerce stanno facendo una grande differenza. Altre imprese (l’11%) stanno riorganizzando i processi produttivi o gli spazi commerciali, mentre un altro 10% di aziende sta studiando nuovi prodotti o servizi attraverso l’introduzione di nuovi processi produttivi.”

Purtroppo, arriva quasi al 10% la percentuale di imprese intenzionata a ridurre il numero di dipendenti.”

“In questa situazione la nostra associazione è pronta a lavorare insieme alle istituzioni regionali, alle altre associazioni di categoria e alle forze sociali, per trovare percorsi innovativi condivisi tesi a facilitare l’innovazione di tutte le imprese che hanno già individuato una propria strategia aziendale e per sostenere la concessione di nuova liquidità alle imprese in difficoltà. Il primo passo da fare resta comunque la definizione di un processo che ci porti ad uscire dalla pandemia sanitaria il più presto possibile o, in alternativa – conclude il direttore di Cna Umbria -, ad adottare un percorso che renda possibile alle imprese lo svolgimento dell’attività lavorativa, anche attraverso l’introduzione di misure di sicurezza sanitaria più stringenti e maggiori controlli.

Scarica la rassegna

Sticky
Febbraio 10, 2021
Commenti disabilitati su IMPRESE, CALI di FATTURATO e MANCANZA di LIQUIDITÀ

NUOVI STRUMENTI CONTRO la PANDEMIA ECONOMICA

Dati molto preoccupanti nella ricerca sull’Umbria di CNA e centro studi Sintesi

cna pandemia economica

Contrastare la pandemia economica con tutti gli strumenti, cominciando dal sostegno a nuovi investimenti e ai processi di digitalizzazione per facilitare il riposizionamento di tante imprese e contribuire alla creazione di nuovi posti di lavoro.” È questa la ricetta proposta da Renato Cesca, presidente di Cna Umbria.

A quasi un anno da quando tutto ebbe inizio, infatti, i dati economici sugli effetti che il Covid-19 ha avuto sull’economia globale sono pesanti quanto quelli sanitari. A conferma delle difficoltà arrivano anche i risultati della nuova indagine (scaricala qui) che Cna Umbria ha commissionato al centro studi Sintesi. E che, sebbene non siano ancora definitivi, lasciano pochi margini di incertezza sulle macerie prodotte dal virus.

“Il 2020 si chiude con una perdita del Pil dell’Umbria di oltre nove punti percentuali – rivela Cesca -, sulla quale incidono le flessioni fatte registrare da consumi, investimenti, esportazioni, turismo e occupazione. E se il calo subito dal Pil è in linea con la media del Paese e inferiore alle stime che Banca d’Italia e Istat avevano fatto lo scorso settembre, non va dimenticato che l’Umbria partiva da una situazione già pesante, al punto che i dati provvisori del 2020 proiettano l’economia regionale ai primi anni ’90 del secolo scorso (Pil -23%).”

Nello specifico, dalla ricerca emerge una flessione dei consumi nel 2020 di quasi l’11%, mentre gli investimenti risultano inferiori del 7,4% rispetto all’anno precedente. Calo consistente anche per il turismo, che vede crollare le presenze di circa il 47%, e per le esportazioni, in flessione del 14,2% (contro una media nazionale del 12,5%). Va meno peggio per i dati sull’occupazione, che nei primi nove mesi del 2020 scende dell’1,7%: dato comunque considerevole visto che in valori assoluti corrisponde a circa 6mila unità in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. L’unico dato positivo che emerge dall’indagine è quello del numero totale delle imprese, che fa registrare una forte riduzione delle imprese manifatturiere e commerciali, ma con un saldo totale positivo di 65 unità.

“Sono dati che però vanno interpretati – prosegue Cesca -, anche per poter fare previsioni il più attendibili possibili”.

Infatti, se i dati sul 2020 lasciano pochi dubbi, sulle stime per il 2021 contenute nella ricerca di Cna pesano molte incertezze.

“Per quanto riguarda i numeri sull’occupazione, ad esempio, sulla già consistente riduzione degli addetti pesa come un macigno l’imminente fine del divieto di licenziamento. Difficile anche prevedere cosa succederà in tema di esportazioni, considerando che i principali mercati di riferimento per le imprese umbre sono rappresentati dall’Europa e dagli Stati Uniti, anch’essi alle prese con la pandemia e con le sue conseguenze in termini di domanda. L’altro aspetto che preoccupa è che la riduzione dell’export ha riguardato tutti i settori, ma soprattutto quelli del made in Italy, fiore all’occhiello dell’Umbria. Se poi andiamo ad analizzare il dato sul numero complessivo di imprese attive e sul saldo positivo tra imprese nate e cessate nel 2020, non possiamo non sospettare che ci siano imprese che in realtà potrebbero aver già deciso di chiudere i battenti ma che non lo hanno ancora fatto per poter beneficiare almeno dei ristori previsti dai decreti governativi. Pertanto, la possibile chiusura definitiva di tante micro- piccole imprese unita alle difficoltà nell’export potranno essere dirimenti per tutta l’economia. In particolare, nella manifattura oltre al fatturato potremmo perdere molti posti di lavoro. Tutti aspetti che ci fanno ipotizzare un 2021 non meno difficile di quello appena trascorso, le cui stime di crescita sono meno incoraggianti di quanto sembrerebbe e che ci inducono a chiedere con maggior forza di puntare con decisione sul sostegno agli investimenti e alla trasformazione digitale delle imprese umbre per circoscrivere e contrastare, anche a livello occupazionale, gli effetti della pandemia economica. Soprattutto vanno incentivati velocemente gli investimenti in nuovi processi produttivi ma anche l’ammodernamento e l’ampliamento dei capannoni delle imprese in crescita, mentre la digitalizzazione delle imprese si potrà realizzare attraverso consulenze di esperti, nuovi software e riorganizzazione delle diverse funzioni aziendali, tra cui i canali di vendita, della produzione e della logistica. Per questo – conclude il presidente di Cna Umbria – guardiamo con favore alle recenti dichiarazioni dell’assessore Fioroni sull’imminente varo di un piano di supporto agli investimenti delle imprese .”

Scarica la rassegna

Sticky
Febbraio 06, 2021
Commenti disabilitati su NUOVI STRUMENTI CONTRO la PANDEMIA ECONOMICA

L’ECONOMIA di TERNI su CNA INFORMA TV

Torna l’appuntamento settimanale con Cna Umbria Informa TV, sul canale 10 del digitale terrestre.

Martedì  13, alle ore 21:00, si parlerà dell’andamento dell’economica della provincia di Terni, con i dati dell’indagine del centro studi Sintesi, che ha preso in esame gli ultimi 12 anni e gli effetti della pandemia da Covid-19.

In studio ci saranno Laura Dimiziani e Ciro Schiaroli, mentre in collegamento skype  parteciperanno il sindaco di Terni, Leonardo Latini, il vice Sindaco di Orvieto Angelo Ranchino e l’imprenditore Giancarlo Giovannetti.

Non perderti l’appuntamento, sintonizzati alle 21 su UMBRIA TV.

Sticky
Ottobre 12, 2020
Commenti disabilitati su L’ECONOMIA di TERNI su CNA INFORMA TV

INNOVARE la MANIFATTURA per creare OCCUPAZIONE

Nuovo appuntamento della CNA sulle politiche per la crescita

 

Come rilanciare le imprese manifatturiere nel breve periodo? Come innovare la manifattura? Con quali strumenti si può favorire la crescita dimensionale delle imprese?

Sono queste le principali domande a cui si cercherà di rispondere oggi pomeriggio, nel corso della nuova iniziativa sulle politiche per lo sviluppo che Cna Umbria ha organizzato alla Posta dei Donini, e che vedrà discutere gli imprenditori e dirigenti dell’associazione insieme al docente dell’università di Perugia Fabrizio Pompei e all’assessore regionale allo sviluppo economico Michele Fioroni, al quale la Cna rivolge già un appello.

Occorre aprire un dibattito vero affinché le misure di politica industriale che verranno realizzate con le ingenti risorse di cui potremo disporre nel prossimo futuro siano ampiamente condivise, investano il maggior numero possibile di imprese e rispondano davvero alle loro esigenze – dichiarano Simone Mazzocchi e Francesco Vestrelli, presidente e responsabile regionale di Cna Produzione -.

I dati dimostrano che l’Umbria possiede un ottimo punto di partenza rappresentato dalle imprese manifatturiere legate alle produzioni del made in Italy: parliamo di circa 7.500 imprese con oltre 70mila addetti, per una dimensione media di impresa di 9 persone, che è sensibilmente superiore alla media delle imprese umbre, che non va oltre i 3 addetti. Quindi è da lì che dobbiamo partire.”

La discussione odierna rappresenta il risultato di un lavoro andato avanti a partire dal mese di giugno e che ha visto coinvolti un gran numero di imprese, di consulenti, di doventi universitari e di esperti della Cna.

Dalle riflessioni all’interno di questi gruppi di lavoro – aggiunge Mazzocchi – è emerso che l’innovazione, per realizzarsi, ha bisogno di alcune leve: la digitalizzazione, la sostenibilità, la formazione, il credito, la ricerca, gli investimenti, l’internazionalizzazione. Proprio l’internazionalizzazione ha dimostrato in questi ultimi anni di poter rappresentare un traino importante per la crescita, è fondamentale che venga rilanciata. In generale, la scommessa più importante che abbiamo di fronte riguarda l’individuazione delle strategie più utili per favorire la crescita delle imprese di ogni settore, a prescindere dalla loro dimensione attuale, e quindi la creazione di nuova occupazione. L’iniziativa sarà anche l’occasione per illustrare sinteticamente alcune proposte innovative per incentivare la produttività aziendale e favorire la digitalizzazione, creando anche nuove infrastrutture.

Il momento è difficilissimo ma gli imprenditori non sono disposti a mollare. Però occorre uno sforzo congiunto del sistema imprenditoriale, delle istituzioni e della pubblica amministrazione se vogliamo costruire la prospettiva di un futuro più roseo di cui possa beneficiare la società nel suo insieme, a cominciare dai giovani.”

Scarica la rassegna

Sticky
Settembre 30, 2020
Commenti disabilitati su INNOVARE la MANIFATTURA per creare OCCUPAZIONE

CNA INFORMA TV, l’Umbria dopo il COVID

cna su umbria tv

 

Torna l’appuntamento con un nuovo ciclo di puntate di CNA UMBRIA INFORMA TV sul canale 10 del digitale terrestre.

Stasera parleremo di “Quali prospettive per l’Umbria dopo il Covid?” insieme a Renato Cesca e Roberto Giannangeli, rispettivamente presidente e direttore di CNA Umbria.

In collegamento Skype parteciperanno anche Michele Fioroni, assessore regionale allo Sviluppo economico,  e Sergio Sacchi, economista.

Non perderti l’appuntamento, sintonizzati alle 21 su UMBRIA TV

Sticky
Settembre 22, 2020
Commenti disabilitati su CNA INFORMA TV, l’Umbria dopo il COVID

ECONOMIA umbra post COVID, DATI DRAMMATICI

indagine covid economia umbria

Drammatici. È l’aggettivo con il quale Cna Umbria commenta i dati che emergono dalla nuova indagine sull’economia regionale post Covid che l’associazione ha commissionato al centro studi Sintesi.
D’altronde i numeri reali e le previsioni che ne sono seguite sono inequivocabili: calo del Pil regionale del 10%, – 15% per le esportazioni, – 64% per il turismo, per le costruzioni – 14%, per il credito alle microimprese – 33% mentre, considerato l’ultimo decennio, le previsioni di caduta dell’occupazione giovanile arrivano al 23%.

“I dati – commenta Renato Cesca, presidente di Cna Umbria -, già di per sé drammatici, lo sono ancor di più considerando che si sommano a una situazione di partenza che, su molti punti, era già severa nella nostra regione dopo la crisi economica iniziata nel 2008, solo minimamente stemperata dai primi segnali di ripresa iniziati nel 2014. In particolare si conferma la contrazione del settore delle costruzioni e, per il dodicesimo anno consecutivo, anche quella del credito verso le micro imprese, soprattutto nel segmento con meno di cinque addetti. Preoccupano ancor di più i dati sulla disoccupazione giovanile, anche se i livelli occupazionali, tornati a crescere dal 2014, nel periodo pre-Covid mostravano un tasso di occupazione sulla popolazione attiva pari al 64,6% contro una media nazionale sensibilmente più bassa (57%).”

L’indagine, nonostante faccia registrare una diminuzione del numero complessivo delle imprese, continua a confermare quello che la Cna sostiene da anni a proposito del ruolo strategico giocato dalla micro-piccola impresa che, con il suo 95% sulle imprese attive e il 70% dell’occupazione del settore privato, rappresenta la struttura portante dell’economia dell’Umbria.

“In questo quadro così drammatico, però – prosegue Cesca -, noi imprenditori non intendiamo abbatterci e siamo tutti all’opera nel cercare, attraverso processi innovativi, di riposizionare le nostre imprese nel mutato scenario per riuscire a mantenere almeno i livelli occupazionali del periodo precedente la pandemia. L’analisi dei dati emersi dalla nostra ricerca ci porta a fare alcune riflessioni. In qualche caso si tratta di conferme, come quella relativa alla crescita dimensionale delle imprese, come dimostrato dal fatto che alla riduzione del loro numero è corrisposto, a partire dal 2014, un aumento costante del numero di occupati. L’altra riflessione è che se per il 2020 si prevede un calo sensibile delle nostre esportazioni, la minor incidenza dell’export sul Pil regionale rispetto alla media nazionale, ci indica che in Umbria ci possono essere interessanti margini di crescita per le imprese e per l’occupazione e che in questo processo il made in Italy continuerà a giocare un ruolo fondamentale. C’è poi il tema delle risorse che si renderanno disponibili attraverso il Recovery fund, il Sure, ma anche dall’attivazione del Mes, che a nostro avviso è indispensabile per accrescere l’assistenza e la sicurezza sanitaria dei cittadini italiani. A queste risorse si possono sommare le facilitazioni temporanee nell’applicazione del codice degli appalti e le possibilità di accesso al super bonus del 110%, soprattutto se lo si renderà più strutturale prorogandolo almeno fino al 2024: di questo beneficerebbe tutto il settore delle costruzioni, particolarmente martoriato dalla crisi, e si potrebbe generare un importante effetto positivo sui consumi interni, anche in sostituzione dei previsti cali dell’export e della manifattura”.

Cesca accenna anche alla programmazione dei nuovi fondi strutturali europei.

“Sappiamo che gli assi trainanti saranno costituiti dal digitale e dalla sostenibilità, cosa che noi condividiamo in pieno, purché vengano declinati e calibrati sulle caratteristiche del sistema imprenditoriale umbro. A questo proposito, per portare un contributo costruttivo alla costruzione delle nuove politiche di sviluppo, già da prima dell’estate abbiamo iniziato una riflessione che ha coinvolto un centinaio di imprese umbre, 14 docenti universitari, 5 consulenti esterni e i nostri migliori esperti settoriali, che hanno partecipato a sette diversi gruppi di lavoro dai quali sono scaturite proposte che presto renderemo pubbliche nel corso di tre appuntamenti pubblici, a cui inviteremo gli assessori regionali Fioroni, Melasecche e Agabiti. Appuntamenti che si incentreranno su alcuni grandi temi: il risparmio energetico e la rigenerazione urbana, l’innovazione e la crescita dimensionale di tutte le imprese, e, infine, la cultura del saper fare per migliorare il brand Umbria e attrarre maggiori flussi turistici. Naturalmente si parlerà anche di molti temi trasversali. Quello che è certo è che non ci arrenderemo neanche di fronte al Covid.

Ma l’Umbria – conclude il presidente Cesca – dovrà essere capace di investire soprattutto sui giovani, con strumenti più ampi possibili per facilitare l’ingresso delle nuove generazioni nelle imprese. Noi siamo convinti che l’innovazione e la crescita delle imprese passino attraverso il ricambio generazionale a tutti i livelli.”

Scarica qui la ricerca completa.

Sticky
Settembre 11, 2020
Commenti disabilitati su ECONOMIA umbra post COVID, DATI DRAMMATICI

COVID_19, in UMBRIA già PERSI 2,8 MILIARDI di EURO

 

Quasi tre miliardi: a tanto ammonta la perdita subita fino ad oggi dalle imprese umbre soggette a sospensione, che in quasi due mesi di emergenza Coronavirus si stima abbiano dovuto rinunciare a circa l’8% del fatturato annuo.

A rivelarlo è un’indagine che Cna Umbria ha commissionato al centro studi Sintesi, dalla quale emerge un quadro drammatico (scarica qui l’indagine).

“Il fatturato annuo delle imprese umbre si attesta intorno ai 35 miliardi di euro – afferma il direttore di Cna Umbria, Roberto Giannangeli -, di cui la metà proviene da quell’insieme di imprese che dal mese di marzo è stato interessato dalla sospensione delle attività. Finora si stima una perdita media dell’8% di questo fatturato, con punte dell’11% nel settore delle costruzioni. Il settore manifatturiero, che svolge un ruolo determinate anche in relazione all’incidenza che ha sulle esportazioni umbre, fattura complessivamente 11,5 miliardi all’anno, di cui il 60% è attribuibile alle attività oggi sospese. Nel 2019, infatti, l’export umbro ha totalizzato 4,2 miliardi di euro, di cui il 95% attribuibile al comparto manifatturiero (ca. 4 miliardi di euro), che oggi per oltre il 50% è soggetto a sospensione. Perciò il sistema moda, la costruzione di mezzi di trasporto – compresa la componentistica – e la metallurgia sono i settori più a rischio se non ritornano a produrre in breve tempo. È del tutto evidente che alla loro tenuta è legata anche la tenuta dell’Umbria.”

“Nell’indagine – precisa Alberto Cestari, ricercatore del centro studi Sintesi – non si è potuto tenere conto delle imprese che, dopo un periodo di sospensione, hanno potuto riaprire in quanto legate a settori strategici, ma i dati sono comunque pesanti.”

Numeri preoccupanti anche per tutti gli altri settori sospesi quasi completamente, “settori che – dichiara Giannangeli – forse non hanno la stessa influenza del manifatturiero sul fatturato complessivo delle imprese umbre, ma che hanno comunque una rilevanza strategica se valutati dal punto di vista occupazionale.”

Ad oggi le imprese sospese nella regione sono oltre 39mila: i settori più colpiti sono rappresentati da alberghi, ristoranti, commercio, servizi alla persona, imprese di costruzioni e imprese manifatturiere. Gli unici settori non interessati dalla sospensione sono l’agricoltura, l’agroalimentare ed i trasporti.

Se andiamo a pesare il contributo in termini occupazionali delle imprese sospese, scopriamo che assorbono circa 142mila addetti, corrispondenti alla metà dei lavoratori del settore privato – prosegue il direttore di Cna Umbria -. Se le imprese non riapriranno al più presto, questi lavoratori che oggi rappresentano la gran parte di chi sta usufruendo degli ammortizzatori sociali, rischiano di perdere il proprio posto nei prossimi mesi. I dati della ricerca, perciò, non fanno altro che confermare quello che stiamo dicendo da settimane, e cioè che prima si avvia la fase due, quella della ripartenza, maggiori saranno per le aziende le probabilità di non chiudere definitivamente e per i lavoratori di non perdere il proprio posto di lavoro. Un’ultima riflessione riguarda la tassazione locale. Sebbene la ricerca non abbia riguardato espressamente questo tema, noi crediamo che di fronte a dati così drammatici sia inimmaginabile mantenere la tassazione ai livelli attuali. Occorrono interventi urgenti in tal senso, anche per evitare – conclude Giannangeli – che i bilanci 2020 degli enti locali risultino del tutto falsati.”

Scarica qui la rassegna stampa

Sticky
Aprile 21, 2020
Commenti disabilitati su COVID_19, in UMBRIA già PERSI 2,8 MILIARDI di EURO
  • CNA UMBRIA

    Via Angelo Morettini, 7
    06128 Perugia
    Tel: 075 505911 ||
    Fax: 075 5006279
    info@cnaumbria.it
    C.F. 94005590545

  • Generic selectors
    Affina la ricerca
    Cerca nel Titolo
    Cerca nei contenuti
    Cerca in Articoli
    Cerca nelle Pagine
    Cerca per Categorie
    AMBIENTE E SICUREZZA
    ATTIVITA' SINDACALE
    Bandi attivi
    BANDI ATTIVI START UP
    BANDI E INCENTIVI
    Bandi scaduti
    BENESSERE
    CINEMA
    CITTADINO
    CNA INFORMA
    CNA PER LE IMPRESE
    CNA RICONVERTITE
    COMUNICAZIONE
    COSTRUZIONI
    CREA LA TUA IMPRESA
    CREDITO
    DIGITALE
    DIH
    EVENTI
    faq ammortizzatori sociali
    FAQ FISCALI
    FAQ SALUTE E SICUREZZA
    FISCO
    FORMAZIONE
    GIOVANI IMPRENDITORI
    INDAGINI
    INDAGINI CNA
    INNOVAIMPRESA
    LEGISLAZIONE LAVORO
    MANIFATTURIERO
    NAZIONALE
    PENSIONATI
    PRATICHE AUTO _ FITACAR
    PROPOSTE CNA
    SERVIZI
    SERVIZI COMUNITÀ
    SERVIZI IMPRESE
    SERVIZI INNOVATIVI
    SISTEMA CNA
    SMART ATTACK
    SMART WORKING
    SUPERBONUS
    TRASPORTI
    TURISMO E CULTURA
    ULTIME NOVITA'
  • Seguici sui nostri canali social