Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa
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Un BANDO per i COSTI delle GARANZIE dei CONFIDI

bando garanzie confidi

Dalla CCIAA di Perugia arriva un altro bando a sostegno delle imprese della provincia in difficoltà finanziaria a causa del Coronavirus.

Questa volta i contributi a fondo perduto andranno ad abbattere i costi delle commissioni sulle garanzie concesse dai Confidi.

La dotazione finanziaria complessiva è di mezzo milione di euro, ma non si esclude un rifinanziamento.

Possono accedere al bando le imprese che:

  1. hanno la sede o l’unità locale iscritta al Registro delle Imprese della CCIAA di Perugia
  2. sono in regola con: diritto camerale, antiriciclaggio, antimafia, contributi, retribuzioni etc…, non hanno debiti/pendenze o conflitti di interesse in corso con la CCIAA
  3. hanno restituito le agevolazioni pubbliche godute per le quali è stata già disposta la restituzione

Le spese ammissibili documentate, al netto dell’Iva, sono esclusivamente quelle sostenute dall’impresa per ottenere la garanzia dai Confidi su uno o più finanziamenti erogati dopo l’insorgenza del Coronavirus.

Il contributo, in regime “de minimis”, coprirà il 50% delle spese, con un massimo di 500 euro. Il massimale potrà essere maggiorato dal 5% al 15% per le imprese con rating di legalità.

Le domande devono essere presentate dalle ore 09:00 del 15 giugno 2020 alle ore 18:00 del 03 novembre 2020 in modalità telematica e con firma digitale, allegando la documentazione delle spese sostenute.

La procedura sarà “a sportello” secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande, fino a esaurimento delle risorse, che saranno erogate entro 60 giorni dalla presentazione della domanda. Il contributo non è cumulabile con altri ottenuti sugli stessi costi.


Vuoi informazioni più dettagliate sul bando che abbatte i costi sulle garanzie concesse dai Confidi o assistenza nel predisporre la domanda? Contatta il nostro ufficio bandi e Incentivi:

  • servizi.innovativi@cnaumbria.it
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Giugno 09, 2020
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FONDO PRESTITI RE START

 

Dotazione finanziaria complessiva: € 12.000.000

 

Destinatari

È in arrivo, per le micro e piccole imprese umbre, il Fondo prestiti “Re-Start”, che permetterà l’accesso a finanziamenti agevolati a chi ha subito danni dall’emergenza sanitaria Covid-19.

Al fondo potranno accedere anche i liberi professionisti, le società tra professionisti, i consorzi e le reti di impresa.

Tutti questi soggetti dovranno dimostrare di essersi costituiti e operare da prima del 1° gennaio 2020 e avere la sede operativa o il domicilio fiscale nella regione Umbria.

I finanziamenti agevolati, una cui parte potrebbe, al verificarsi di certe condizioni, diventare a fondo perduto, saranno concessi a copertura delle esigenze di liquidità legate all’emergenza Covid e avranno queste caratteristiche:

  • importo minimo: 5mila euro;
  • importo massimo fino al 25% del fatturato 2019 e con un tetto di 25mila euro;
  • il prestito può essere concesso anche ai soggetti ai quali sia già stato accordato un finanziamento bancario di 25mila euro garantito dal Fondo di Garanzia ma che attestino un fatturato del 2019 superiore a 100mila euro
  • 24 mesi di preammortamento
  • 48 mesi di ammortamento
  • un tasso di interesse pari allo 0, 5%
  • rate mensili costanti posticipate

Al termine del preammortamento si avrà la possibilità di rimettere il 50% del debito, fino a un massimo di 12.500 euro qualora il beneficiario:

  1. abbia aumentato almeno di una unità il numero di dipendenti occupati rispetto al 31 dicembre 2019. Non valgono i contratti a tempo determinato inferiori all’anno o i dipendenti provenienti da imprese riconducibili al beneficiario 
  2. dalla data di erogazione del finanziamento fino al 31/12/21 abbia: 
    1. investito in tecnologie per aumentare la sicurezza sul lavoro
    2. acquistato DPI
    3. investito in strumenti produttivi e tecnologie digitali

Per essere ammessi al finanziamento bisognerà dimostrare di:

  • aver subito un danno dall’emergenza
  • avere un bisogno di liquidità pari almeno al finanziamento richiesto
  • possedere i requisiti generali di ammissibilità
  • di non avere sofferenze bancarie
  • essere in regola con il Durc

Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 13 dell’11 maggio 2020 e fino alle ore 13 del 25 maggio 2020.

La graduatoria non terrà conto dell’ordine cronologico di arrivo delle domande, bensì sarà strutturata in ordine decrescente secondo il valore assoluto (fino alla seconda cifra decimale) della percentuale di riduzione del fatturato del 1° quadrimestre 2020 rispetto allo stesso periodo 2019.

 


 

Per maggiori informazioni rivolgiti all’ufficio territoriale più vicino a te (trovi qui l’elenco) oppure contatta:

Per la provincia di Perugia:

Per la provincia di Terni:

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Maggio 08, 2020
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UMBRIA ZONA BIANCA per ripartire

umbria zona bianca

Partire dall’evidenza dei dati scientifici e statistici per trasformare l’Umbria in una regione modello, una zona bianca in cui sperimentare per primi, a livello nazionale, la riapertura delle imprese di servizi alla persona dopo quasi due mesi di lockdown per contrastare la diffusione del contagio da coronavirus.”

Piero Montanucci, titolare di un salone di acconciatura e storico dirigente di Cna Umbria, ne è convinto, così come le circa 400 imprese umbre del settore che hanno sottoscritto una lettera-appello indirizzata alla Presidente della giunta regionale, Donatella Tesei, e ai prefetti di Perugia e Terni.

“Assorbiti la delusione e il malumore per la decisione del governo nazionale di escludere il nostro e altri settori dalla ripresa dell’attività a partire dal 4 maggio, noi rilanciamo con la proposta di trasformare invece l’Umbria in un laboratorio nazionale per far tornare all’attività i servizi alla persona, a cui potrebbero aggiungersi anche bar e ristoranti. Vorrà pur dire qualcosa avere dati molto bassi di contagio rispetto a moltissime altre regioni e un R0 che, già all’inizio di aprile era di pochi decimali percentuali!”

Secondo l’istituto superiore di Sanità l’indice R0 rappresenta il numero medio di infezioni secondarie prodotte da ciascun individuo infetto in una popolazione non immune a un agente patogeno, in questo caso rappresentato dal Coronavirus.

“Vuoi che il caso umbro sia stato determinato dalla fortuna, o dallo storico isolamento infrastrutturale tante volte denunciato, o dal carattere dei suoi abitanti, o dalla giustezza delle scelte operate dalle autorità sanitarie, o perché come cittadini siamo stati bravi e abbiamo dimostrato senso di responsabilità durante il lockdown, o per tutti questi motivi insieme, appare evidente che ripartire con tutte le attività per noi sarà più facile rispetto alla Lombardia. Naturalmente deve trattarsi di una ripartenza tracciata a livello nazionale dal punto di vista legislativo e adottando tutti i protocolli necessari.

La nostra categoria, che ha ben presente l’importanza della sicurezza sanitaria nell’erogazione dei servizi, è disponibile a confrontarsi con le organizzazioni sindacali per arrivare, se fosse necessario, a una definizione più puntuale dei protocolli di sicurezza nazionali. Il malcontento della nostra categoria è comprensibile, le difficoltà a cui moltissimi andrebbero incontro se il blocco dovesse protrarsi nel tempo sono enormi. Comprendiamo le difficoltà del Governo nel dover far fronte a un evento così grave e inaspettato come quello che ha colpito il nostro Paese, ma riteniamo che all’interno di una cornice unitaria siano maturi i tempi per una riapertura diversificata e modulare, guidata dalle evidenze scientifiche dei dati sull’andamento dei contagi a livello delle singole regioni.

Perciò chiediamo alle istituzioni e a tutte le forze politiche regionali di adoperarsi subito affinché l’Umbria diventi un laboratorio nazionale. Ce lo permettono i dati ma anche il grande sforzo economico, sia pubblico che privato, che ha permesso di fare ingenti investimenti per rafforzare in poco tempo le terapie intensive sul nostro territorio. Ci rendiamo conto che la nostra proposta può rappresentare una grande sfida, sia per il Governo che per la stessa Regione, ma noi siamo pronti a fare la nostra parte.

Abbiamo un impegno morale – conclude Montanucci -, sia con i clienti che con i nostri dipendenti e con le nostre famiglie.”

 

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Aprile 29, 2020
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“CNA INFORMA” su UMBRIA TV

CNA UMBRIA TV

A partire da

mercoledì 29 aprile 2020

ore 21:00

su Umbria TV (canale 10 del digitale terrestre)

parte un ciclo di quattro puntate a cadenza settimanale, autofinanziate da CNA Umbria per garantire una maggior conoscenza e diffusione di temi di grande attualità e interesse per le imprese umbre in questo periodo di grandissima difficoltà.

Nel primo appuntamento si parlerà di sicurezza sanitaria nei luoghi di lavoro e delle misure disponibili per l‘accesso al credito da parte delle imprese. Ne parleremo anche con gli assessori regionali allo Sviluppo economico, Michele Fioroni, e alla Sanità, Luca Coletto.

Intanto, visto il grande interesse, continuano i nostri webinar gratuiti per le imprese, con altri appuntamenti sia sul tema della sicurezza sanitaria che dell’accesso al credito.
Se sei interessato scopri qui le nuove date e affrettati a iscriverti

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Aprile 28, 2020
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“DEVONO RIAPRIRE TUTTE le IMPRESE”

 

Inaccettabili, letteralmente inaccettabili. Non troviamo altri termini per definire le dichiarazioni di ieri sera, in diretta televisiva, del Presidente del consiglio, che ancora una volta rinvia a un calendario ipotetico, del quale peraltro non c’è traccia nel decreto emanato, la riapertura di alcuni settori, tra cui il piccolo commercio al dettaglio e soprattutto i servizi alla persona. Dire ad un’impresa, indipendentemente dal settore in cui opera, che potrà riaprire a partire dal 18 maggio oppure, ancor peggio dal 1° giugno, equivale a una condanna certa di chiusura.”

Roberto Giannangeli, direttore di Cna Umbria, non nasconde la profonda delusione per la posizione assunta del Governo, la grande preoccupazione per la sorte di interi comparti economici e, al tempo stesso, la paura per la tenuta sociale della collettività.

Le attività che in Umbria saranno costrette a restare chiuse anche dopo il 4 maggio sono circa 20mila, il 25% del totale, con il rischio di perdere circa 50mila posti di lavoro tra titolari e dipendenti. Alla paura per il contagio e allo stress per la reclusione in casa che perdura da oltre un mese, in queste ore si sta diffondendo il timore di non riuscire a riaprire fra un mese.

Tanti imprenditori, con le loro famiglie e i loro dipendenti, non possono permettersi il lusso di continuare a vivere senza lavorare. Come è possibile che non si capisca che, essendo ormai chiaro che con questo virus dovremo convivere almeno fino a quando non sarà trovato un vaccino, la qual cosa potrebbe richiedere anche più di un anno, l’unica cosa sensata da fare è quella di individuare il modo di tornare a lavorare limitando al massimo le possibilità di contagio?
Non esistono altre strade, bisogna solo applicare i protocolli di sicurezza già predisposti alle varie tipologie di attività. Il Governo ci sembra che non si stia rendendo conto dei rischi sociali, oltre che economici, di questa decisione. Mentre molti Paesi, anche in Europa, sono riusciti a contenere i contagi e le morti senza distruggere il proprio tessuto economico, da noi l’unica strategia che si continua ad attuare, a due mesi dall’inizio dell’emergenza, è quella di bloccare l’Italia. Ancora non sono chiare le strategie concrete di contenimento del contagio, su come riprendere a vivere, su come tornare a produrre, a far circolare liquidità. Dopo il ricorso alle tante task force, è arrivato il momento di scelte che permettano di coniugare il lavoro con la tutela della salute. A meno che il governo stesso non si faccia carico di restituire agli imprenditori il mancato guadagno attraverso sostegni a fondo perduto. Sappiamo che ciò non sarà possibile: per l’Italia si profila una perdita di oltre l’8% del PIL e un aumento del debito pubblico oltre il 150%. Finora le imprese costrette a stare chiuse al massimo hanno ottenuto una sospensione delle tasse anziché una loro riduzione.”

Le imprese del benessere chiuse dall’11 marzo già stimavano una perdita sul fatturato annuo di oltre il 40% per gli acconciatori e di oltre il 70% per le estetiste, che proprio nei mesi di marzo, aprile e maggio quelli vedono concentrarsi la massima richiesta di servizi nell’estetica. Non parliamo invece della possibile perdita che potranno subire tutti i piccoli negozi commerciali, a partire da quelli dell’abbigliamento, se salterà la stagione estiva. Nessuna delle nostre imprese sta chiedendo di riprendere a lavorare come se nulla fosse, sono consapevoli del problema e pronte ad adottare tutte le precauzioni indispensabili per la tutela della propria salute e di quella di dipendenti e clienti, ma nessuna di loro è in grado di resistere al blocco totale dell’attività per un altro periodo di tempo. Il nostro appello, quindi, continua a essere quello di far riaprire tutte le imprese, senza distinzioni.

Ne va della tenuta sociale del Paese – conclude Giannangeli -.”

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Aprile 27, 2020
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COVID_19, in UMBRIA già PERSI 2,8 MILIARDI di EURO

 

Quasi tre miliardi: a tanto ammonta la perdita subita fino ad oggi dalle imprese umbre soggette a sospensione, che in quasi due mesi di emergenza Coronavirus si stima abbiano dovuto rinunciare a circa l’8% del fatturato annuo.

A rivelarlo è un’indagine che Cna Umbria ha commissionato al centro studi Sintesi, dalla quale emerge un quadro drammatico (scarica qui l’indagine).

“Il fatturato annuo delle imprese umbre si attesta intorno ai 35 miliardi di euro – afferma il direttore di Cna Umbria, Roberto Giannangeli -, di cui la metà proviene da quell’insieme di imprese che dal mese di marzo è stato interessato dalla sospensione delle attività. Finora si stima una perdita media dell’8% di questo fatturato, con punte dell’11% nel settore delle costruzioni. Il settore manifatturiero, che svolge un ruolo determinate anche in relazione all’incidenza che ha sulle esportazioni umbre, fattura complessivamente 11,5 miliardi all’anno, di cui il 60% è attribuibile alle attività oggi sospese. Nel 2019, infatti, l’export umbro ha totalizzato 4,2 miliardi di euro, di cui il 95% attribuibile al comparto manifatturiero (ca. 4 miliardi di euro), che oggi per oltre il 50% è soggetto a sospensione. Perciò il sistema moda, la costruzione di mezzi di trasporto – compresa la componentistica – e la metallurgia sono i settori più a rischio se non ritornano a produrre in breve tempo. È del tutto evidente che alla loro tenuta è legata anche la tenuta dell’Umbria.”

“Nell’indagine – precisa Alberto Cestari, ricercatore del centro studi Sintesi – non si è potuto tenere conto delle imprese che, dopo un periodo di sospensione, hanno potuto riaprire in quanto legate a settori strategici, ma i dati sono comunque pesanti.”

Numeri preoccupanti anche per tutti gli altri settori sospesi quasi completamente, “settori che – dichiara Giannangeli – forse non hanno la stessa influenza del manifatturiero sul fatturato complessivo delle imprese umbre, ma che hanno comunque una rilevanza strategica se valutati dal punto di vista occupazionale.”

Ad oggi le imprese sospese nella regione sono oltre 39mila: i settori più colpiti sono rappresentati da alberghi, ristoranti, commercio, servizi alla persona, imprese di costruzioni e imprese manifatturiere. Gli unici settori non interessati dalla sospensione sono l’agricoltura, l’agroalimentare ed i trasporti.

Se andiamo a pesare il contributo in termini occupazionali delle imprese sospese, scopriamo che assorbono circa 142mila addetti, corrispondenti alla metà dei lavoratori del settore privato – prosegue il direttore di Cna Umbria -. Se le imprese non riapriranno al più presto, questi lavoratori che oggi rappresentano la gran parte di chi sta usufruendo degli ammortizzatori sociali, rischiano di perdere il proprio posto nei prossimi mesi. I dati della ricerca, perciò, non fanno altro che confermare quello che stiamo dicendo da settimane, e cioè che prima si avvia la fase due, quella della ripartenza, maggiori saranno per le aziende le probabilità di non chiudere definitivamente e per i lavoratori di non perdere il proprio posto di lavoro. Un’ultima riflessione riguarda la tassazione locale. Sebbene la ricerca non abbia riguardato espressamente questo tema, noi crediamo che di fronte a dati così drammatici sia inimmaginabile mantenere la tassazione ai livelli attuali. Occorrono interventi urgenti in tal senso, anche per evitare – conclude Giannangeli – che i bilanci 2020 degli enti locali risultino del tutto falsati.”

Scarica qui la rassegna stampa

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Aprile 21, 2020
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Hai RICONVERTITO la tua ATTIVITÀ? Raccontalo a CNA

 

L’emergenza Coronavirus ha posto con forza la necessità di sostenere e attivare sul territorio nazionale la produzione di mascherine e altri dispositivi di protezione individuale

Sono tante, infatti, le aziende che, nelle ultime settimane, hanno scelto di convertire le proprie produzioni per rispondere alle esigenze sanitarie dettate dall’emergenza.

Per dare visibilità alle imprese associate alla CNA che si stanno riconvertendo, abbiamo scelto di aprire  gratuitamente i nostri canali di comunicazione per promuovere i loro prodotti

Sei interessato?

Scrivi a info@cnaumbria.it e inviaci una descrizione della tua attività riconvertita (max 200 battute e 3 foto in alta risoluzione dei prodotti). 

Della pubblicazione ci occuperemo noi!

 


Per info

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Aprile 15, 2020
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Coronavirus: tutte le norme e i decreti usciti fino ad oggi

 

coronavirus decreti e norme

[da cna.it ]

Per fronteggiare il Coronavirus, il governo e le istituzioni hanno varato una serie di provvedimenti e circolari.
Abbiamo raccolto, di seguito, tutti i documenti delle istituzioni in modo che siano facilmente reperibili. Per facilità di consultazione abbiamo suddiviso i documenti in base all’organo di governo che li ha varati.
La sezione sarà costantemente aggiornata in modo da potervi tenere informati.


Consulta e scarica i seguenti documenti e rendili fruibili all’interno della tua azienda 

 

GOVERNO

Decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34

Decreto-legge recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali, connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Decreto-legge 8 aprile 2020, n. 18

Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali
nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali.

Decreto-legge 25 marzo 2020, n. 18

Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18

Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori
e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Decreto-legge 9 marzo 2020, n. 14

Disposizioni urgenti per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale in relazione all’emergenza COVID-19.
Note: Entrata in vigore del provvedimento 10 marzo 2020

Decreto-legge 8 marzo 2020, n. 11
Misure straordinarie ed urgenti per contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e contenere gli effetti negativi sullo svolgimento dell’attivita’ giudiziaria
Note: Entrata in vigore del provvedimento 8 marzo 2020

Decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9
Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19
NoteEntrata in vigore del provvedimento 2 marzo 2020

Decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6 (DL)
Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Decreto del 17 maggio 2020 (DPCM)

Disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, recante ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Decreto del 26 aprile 2020 (DPCM)

Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale

Decreto del 10 aprile 2020 (DPCM)

Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale.

Decreto del 1° aprile 2020 (DPCM)

Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale.

Decreto del 28 marzo 2020 (DPCM)

Criteri di formazione e di riparto del Fondo di solidarietà comunale 2020.

Decreto del 22 marzo 2020 (DPCM)

Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale.

Decreto dell’11 marzo 2020 (DPCM)

Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale.

Decreto del 9 marzo 2020 (DPCM)

Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale.

Decreto del 8 marzo 2020 (DPCM)
Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19

Decreto del 4 marzo 2020 (DPCM)
Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale

Decreto del 1 marzo 2020 (DPCM)
Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19

Decreto del 25 febbraio 2020 (DPCM)
Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19

Decreto del 23 febbraio 2020 (DPCM)
Disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19

Comunicato
Comunicato relativo al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, concernente: «Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19»

CONSIGLIO DEI MINISTRI

Delibera del 5 marzo 2020

Ulteriore stanziamento per la realizzazione degli interventi in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI – DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE

Ordinanza 29 marzo 2020 

Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili. (Ordinanza n. 658)

Ordinanza 19 marzo 2020 

Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili. (Ordinanza n. 651)

Ordinanza 19 marzo 2020 

Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili. (Ordinanza n. 652)

Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili, nonché ulteriori disposizioni per fronteggiare l’evento sismico che ha colpito il territorio delle Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo il 24 agosto 2016 (Ordinanza n. 650)

Ordinanza 9 marzo 2020, n. 648

Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili.

Ordinanza 8 marzo 2020, n. 646

Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili

Ordinanza 8 marzo 2020, n. 645

Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili

Ordinanza 4 marzo 2020, n. 644
Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili

Ordinanza 1 marzo 2020, n. 643
Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili

Ordinanza 29 febbraio 2020, n. 642
Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili

Ordinanza 25 febbraio 2020, n. 639
Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili

Ordinanza 22 febbraio 2020, n. 638
Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili

Ordinanza 21 febbraio 2020, n. 637
Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili

 

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

Decreto 25 marzo 2020 

Modifica dell’elenco dei codici di cui all’allegato 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 marzo 2020

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

Decreto 25 marzo 2020 

Modifica dell’elenco dei codici di cui all’allegato 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 marzo 2020

MINISTERO DELL’INTERNO

Circolare 12 marzo 2020

La circolare diramata a Prefetti e Autorità dal Ministero dell’Interno in merito a controlli e accertamenti, che tiene conto delle ultime misure restrittive adottate dal Governo e che interessano, in particolare, molte nostre attività

AGENZIE DELLE ENTRATE

Comunicato Stampa 12 marzo 2020 

 

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

Decreto 10 marzo 2020 

Proroga delle carte di qualificazione del conducente e dei certificati di formazione professionale ADR, per mancato svolgimento dei corsi di formazione periodica a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19

Decreto 11 marzo 2020 

Proroga dei permessi provvisori di guida, rilasciati ai sensi dell’articolo 59 della legge 29 luglio 2010, n. 120, a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19

 

ORDINANZE DEL SINDACO DEL COMUNE DI PERUGIA 
vigore fino al 25 marzo 2020,

Ordinanza 250: ordina la sospensione delle attività artigianali di pizzerie al taglio, kebab, piadinerie, paninoteche, nonché la vendita di bevande connesse alle predette attività presenti su tutto il territorio comunale, consentendo la possibilità di effettuare la vendita con consegna al domicilio, nel rispetto delle norme igienico sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto

Ordinanza n. 251: riguarda, invece, la sospensione delle attività di somministrazione di alimenti e bevande poste nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo la rete stradale comunale fatta eccezione per quelle poste lungo le strade extraurbane principali.

L’Ordinanza n. 252:

  • integra il dispositivo dell’ordinanza n. 250/2020 come di seguito indicato:
    “ (omissis) – la sospensione delle attività artigianali di pizzerie al taglio, kebab, piadinerie, paninoteche, nonché la vendita di bevande connesse alle predette attività e tutte le attività assimilabili presenti sul territorio comunale

 


 

Siamo a disposizione per recepire tutte le esigenze delle nostre imprese da portare sui tavoli istituzionali nazionali, scrivici a info@cnaumbria.it 

 

 

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Aprile 11, 2020
Commenti disabilitati su Coronavirus: tutte le norme e i decreti usciti fino ad oggi

Ecco il RIEPILOGO delle ATTIVITÀ APERTE

Tutte le attività che possono proseguire in deroga alle limitazioni previste contro il Coronavirus

nuova lista ateco

 

Pubblichiamo la tabella aggiornata e riepilogativa con tutti i codici Ateco delle attività che ad oggi – 11 aprile 2020 –  possono restare aperte in base  al DPCM 10/4/20

Scarica i codici Ateco delle attività permesse

Possono restare aperte, anche se non rientrano nei codici ATECO di cui al DPCM 10 aprile, le aziende che:

  • Svolgono attività funzionali alla filiera di cui all’allegato 3 del DPCM 10 aprile, alla filiera dell’aerospazio, della difesa e dei settori strategici per l’economia nazionale, dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali. PREVIA COMUNICAZIONE AL PREFETTO.
  • Svolgono lavorazioni con impianti a ciclo produttivo continuo. PREVIA COMUNICAZIONE AL PREFETTO.
  • Svolgono attività nei settori dell’aerospazio e della difesa e nei settori di rilevanza strategica per l’economia nazionale. PREVIA COMUNICAZIONE AL PREFETTO.

Per le aziende la cui attività è sospesa è comunque consentito, PREVIA COMUNICAZIONE AL PREFETTO, l’accesso ai locali aziendali:

  • per lo svolgimento di attività di vigilanza, conservative e di manutenzione,
  • per la gestione dei pagamenti
  • per le attività di pulizia e sanificazione
  • per la spedizione verso terzi di merci giacenti in magazzino e per ricezione in magazzino di beni e forniture.

Per le modalità con cui inoltrare le comunicazioni al PREFETTO competente territorialmente fare riferimento alle indicazioni fornite dalle Prefetture di Perugia e Terni:

Tutte le disposizioni resteranno valide fino al 3 maggio 2020

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Aprile 11, 2020
Commenti disabilitati su Ecco il RIEPILOGO delle ATTIVITÀ APERTE

Intervista del direttore Giannangeli al Corriere dell’Umbria

Riportiamo il testo integrale dell’articolo

É il momento di ripartire, altrimenti a fine emergenza conteremo i morti, in senso figurato: le aziende chiuse”. Chi potrebbe riaprire per primo, tra le piccole imprese artigiane? Gli esportatori. In prima istanza. In contemporanea i servizi alla persona, su tutti estetiste e parrucchieri, ma anche gli impiantisti: con il rispetto delle misure di sicurezza, potrebbero già attivare l’attività“.

Lo sostiene Roberto Giannangeli, direttore regionale della Cna.

L’artigianato rappresenta il 25% di tutte le imprese umbre. Ventimila mila aziende su 80 mila. Pari a 60 mila occupati sul 240 mila complessivi del settore privato. Sono 3.300 le imprese artigiane bloccate causa Covid 19 in Umbria.
12.600 gli addetti  fermi. Tra questi ci sono sono 1.717 acconciatori e 830 estetiste; il 2,5 il numero medio di addetti.

Per chi ne ha diritto c’è il fondo solidarietà bilaterale dell’artigianato, ammortizzatore sociale interno che già eroga denaro per chi ne ha fatto richiesta. É gestito da noi e sarà potenziato. Il fondo funziona per le imprese che hanno pagato negli ultimi tre anni, ma c’è un accordo affinché il fondo valga anche per chi non è in regola con copertura a carico dello Stato“, spiega Giannangeli.

Che ribadisce: “L’artigianato può lavorare in sicurezza. Dobbiamo ripartire subito. Non c’è alternativa. Purtroppo abbiamo vi-sto che le garanzie contenute nel decreto liquidità sono al 90% e non al 100% come era stato annunciato.
É difficile sostituire fatturato con debiti. Non è finanziamento a fondo perduto. Se non ripartono le aziende, finita la cassa integrazione, conteremo i morti, ossia le aziende che chiudono. Le necessità sono per gli esportatori, soprattutto. Poi tutte le attività legate ai servizi. Possibile che non si può andare dal barbiere?
Con i dispositivi di protezione individuale e le entrate cadenzate per evitare assembramenti, qual è il problema?
Lo stesso discorso vale per le estetiste. Lavorano soprattutto in questo periodo, concentrano gran parte del loro fatturato tra marzo e giugno. Perché sono chiuse?
Idem per le manutenzione dentro le case. I cosiddetti impiantisti.
Da decreto possono lavorare solo se ci sono emergenze, ma nessuno li chiama, hanno paura. Tuttavia, anche qui, se utilizzano mascherine e guanti, rispettando le distanze, ditemi perché non possono lavorare“.
Insiste il direttore della Confederazione Nazionale dell’Artigianato.

Giannangeli conclude con un appello alle istituzioni, locali e nazionali. “Bene il rispetto delle norme and contagio, deve essere ferreo. Ma basta diffondere paura, se si rispettano le regole di sicurezza il mondo del lavoro può e deve ripartire. Se non si farà in tempi rapidi, finiti gli ammortizzatori sociali si conteranno le chiusure. E sarà troppo tardi“.

 

Scarica intervista

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Aprile 10, 2020
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