Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa
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Aggiornamenti dall’ISS sulle Procedure per la PRODUZIONE di mascherine

 

Nuove specifiche dell’ISS:

20200408 Documentazione tecnica specifiche
20200326 NUOVA-Nota-esplicativa-Procedura-Art-15-DL-17-03-20-n-18

 

Riportiamo articolo  del 21 marzo

Il Decreto Legge 2 marzo n. 2 ha introdotto alcune disposizioni che prevedono la possibilità per le imprese di produrre mascherine in deroga a quanto finora previsto (marcatura CE) previa valutazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità.

Il Decreto 17 marzo n. 18 (cd “CuraItalia”) all’art. 15 ha poi fornito le indicazioni necessarie definendo un’apposita procedura attraverso cui le imprese devono autocertificare all’Istituto Superiore di Sanità (ISS) sotto la propria esclusiva responsabilità, che le stesse rispettano tutti i requisiti di sicurezza di cui alla vigente normativa attestando le caratteristiche tecniche delle mascherine.

Entro e non oltre 3 giorni dalla citata autocertificazione le aziende produttrici e gli importatori devono altresì trasmettere all’Istituto superiore di sanità ogni elemento utile alla validazione delle mascherine chirurgiche.
L’Istituto superiore di sanità, nel termine di 3 giorni dalla ricezione di quanto indicato nel presente comma, si pronuncia circa la rispondenza delle mascherine chirurgiche alle norme vigenti.

A tale scopo all’interno dell’Istituto Superiore di Sanità è stato creato il “Gruppo di lavoro dispositivi medici COVID-19” incaricato di effettuare una valutazione per l’utilizzo in deroga, limitatamente a questo periodo di emergenza, di maschere facciali ad uso medico anche prive del marchio CE.

Il ministero della Salute ha pubblicato una circolare esplicativa sull’argomento nella quale definisce le caratteristiche che la produzione deve possedere affinché le mascherine prodotte possano essere utilizzate come dispositivi medici, in particolare:

  • Corrispondere contemporaneamente alle norme UNI EN ISO 14683 e UNI EN ISO 10993
  • essere prodotte da imprese che abbiano un Sistema di Qualità che garantisca il processo di produzione

Per facilitare le imprese interessate all’avvio della produzione di mascherine chirurgiche abbiamo stilato un riepilogo delle diverse tipologie di mascherine che possono essere prodotte in deroga alle normative vigenti:

  • MASCHERINE CHIRURGICHE DI CUI AL COMMA 2 ART. 15 DECRETO “CURAITALIA”
    1. La norma tecnica di riferimento è la UNI EN 14683:2019 e la normativa di riferimento è il D. Lgs. 46/97 fino al 25 maggio 2020. Le aziende produttrici devono avere una produzione conforme contemporaneamente alla UNI EN ISO 14683 e UNI EN ISO 10993 e un sistema qualità interno;
    2. ISS invita le aziende che vogliano cominciare la produzione a prestare particolare attenzione alle norme tecniche indicate dal Ministero della Sanità, in particolare alla UNI 14683 al punto 5.2.5. che prevede limiti precisi di pulizia microbica per la produzione di tali articoli. Ciò significa che le aziende debbano essere in grado di garantire un locale produttivo che soddisfi i criteri di sterilità indicati nella norma.
    3. Il sistema di qualità aziendale non deve essere necessariamente certificato da terze parti ma deve contenere procedure per la gestione corretta della produzione;
    4. La conformità alla UNI 10993-1 può essere dimostrata con test di laboratorio o con prove bibliografiche a supporto;
    5. Tutte le maschere prodotte vanno etichettate indicando le caratteristiche di performance delle stesse, secondo quanto indicato nella norma UNI 14683
    6. La richiesta di produzione in deroga va inoltrata all’ISS corredata (entro 3 giorni dall’invio) di ogni prova utile alla validazione della domanda da parte dell’istituto ( es. test sui materiali, prove bibliografiche, etc…)
  • DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALI “DPI” DI CUI AL COMMA 3 ART. 15 DECRETO “CURAITALIA”
    1. La normativa di riferimento è il reg. UE 2016/425.
      Le aziende produttrici devono fare riferimento alla norma tecnica UNI EN 149:2009;
    2. La richiesta di produzione in deroga va inoltrata ad INAIL con un’autocertificazione nella quale, sotto la propria esclusiva responsabilità, le aziende produttrici e importatrici attestano le caratteristiche tecniche dei citati dispositivi e dichiarano che gli stessi rispettano tutti i requisiti di sicurezza di cui alla vigente normativa. Entro 3 giorni dall’autocertificazione tali aziende devono trasmettere ad INAIL ogni elemento utile alla validazione dei SPI stessi;
    3. INAIL pubblicherà a breve precisazioni in merito alle modalità e tempistiche di invio domanda e documenti di supporto.
  • MASCHERINE FILTRANTI DI CUI AL COMMA 2 ART. 16 DECRETO “CURAITALIA”
    1. La circolare del Ministero della Salute (0003572-P-18/03/2020) introduce la possibilità di utilizzo di un terzo tipo di mascherine da parte di “tutti gli individui presenti sul territorio nazionale, ai quali è comunque richiesto di rispettare le disposizioni in tema di distanziamento sociale e le altre regole precauzionali introdotte in ragione dell’emergenza Covid-19”.  Per questo tipo di mascherine filtranti, che “non si configurano né come dispositivi medici (DM) né come dispositivi di protezione individuali (DPI)” (e quindi non devono essere conformi a nessuna norma tecnica specifica), viene solamente indicata “l’assoluta necessità” che i produttori di questo tipo di mascherine “garantiscano che le stesse non arrechino danni o determinino rischi aggiuntivi per gli utilizzatori secondo la destinazione d’uso prevista dai produttori”.
    2. In assenza di indicazioni specifiche nella circolare, senza quindi l’obbligo di seguire procedure e test di norma richiesti, CNA consiglia, per la produzione di questo terzo tipo di mascherine, che non si configurano né come DM né come DPI, di seguire comunque le indicazioni tecniche della norma UNI EN 14683, in particolare prendendo come riferimento i requisiti dei punti 5.1.1, 5.2.1, 5.2.2., 5.2.3 della stessa.
    3. sull’imballaggio della mascherina (singolo o multiplo o su entrambi), devono essere riportate solo ed espressamente tutte le seguenti indicazioni:
      • Ragione sociale e indirizzo del produttore
      • “Mascherina filtrante ad uso esclusivo della collettività. Non per uso sanitario o sui luoghi di lavoro”
      • “Uso singolo”
      • “Conforme alle indicazioni della Circolare del Ministero Salute 0003572-P-18/03/2020”
      • Riferimento produzione (es. lotto produzione/data produzione)
    4. per questo terzo tipo di mascherine, non è necessario inviare alcuna autocertificazione né all’ISS né all’INAIL.

Allegati

  1. Domanda di valutazione in deroga delle maschere facciali ad uso medico
  2. Autocertificazione ai sensi dell’art.15 DL 18 del 17.03.2020 (2)
  3. fac simile richiesta art.15 DL 18-2020
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Aprile 09, 2020
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BONUS 600€ e pratiche MORATORIA? Per i nostri associati ci pensiamo noi

 

OFFRIAMO GRATUITAMENTE a tutti gli imprenditori nostri associati, il servizio di richiesta Bonus 600€ e di richiesta moratoria straordinaria su finanziamenti e leasing previsti dal Decreto Legge n. 18/2020.

Per approfondimenti puoi consultare i seguenti allegati:

 


Per maggiori informazioni  vai sulla nostra homepage e seleziona l’ufficio o la persona da contattare

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Marzo 31, 2020
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“CURA ITALIA”, ecco le NOSTRE PROPOSTE

proposte cura italia

Da Corriere.it

Queste sono le principali modifiche che abbiamo chiesto al decreto CURA ITALIA, con il quale il Governo ha adottato le prime misure per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.
A questo primo decreto ne faranno seguito altri nei prossimi mesi, a cominciare da aprile.

In particolare gli emendamenti che abbiamo chiesto riguardano gli ambiti del lavoro, del credito, del fisco e dell’ambiente & sicurezza.

 LAVORO

  • Incrementare le risorse per sostenere la cassa integrazione per i dipendenti delle imprese artigiane attraverso il potenziamento del Fondo di Solidarietà Bilaterale dell’Artigianato (FSBA), destinandovi 500 milioni di euro. Finora il FSBA ha già messo a disposizione risorse proprie per oltre 200 milioni di euro

 CREDITO

  • Introdurre maggiori facilitazioni a favore delle piccole e medie imprese per rinegoziare i debiti bancari e far fronte alla scarsa liquidità dovuta all’emergenza Coronavirus
  • Facilitare l’accesso al Fondo centrale di Garanzia per operazioni di importi fino a 50 mila euro
  • Rafforzare il sistema dei Confidi, che rappresentano uno dei principali strumenti per far arrivare liquidità alle micro e piccole imprese

 FISCO

  • Sospendere tutti i versamenti, comprese le tasse locali, previsti da qui fino al 31 maggio, spostandoli al 30 settembre, con possibilità di pagarli in un’unica soluzione o in dieci rate
  • Innalzare da 2 a 5 milioni di euro il limite dei ricavi delle imprese previsto per accedere alle sospensioni di tutti i versamenti previsti fino al 31 maggio
  • Estendere alle categorie catastali C2 e C3 il credito di imposta sugli affitti
  • Sospendere fino al 30 settembre le scadenze di pagamento di tutti i carichi affidati agli agenti della riscossione, compresi gli avvisi bonari e tutte le rate del saldo/stralcio

AMBIENTE & SICUREZZA

  • Sospendere per 6 mesi le scadenze previste per le visite mediche periodiche
  • Sospendere le scadenze per le comunicazioni al Registro Pneumatici e al Piano dei Solventi, nonché il pagamento dei diritti di iscrizione per i Piani di Recupero
  • Sospendere fino al 30 giugno i limiti per il deposito temporaneo dei rifiuti
  • Fino al 30 settembre estendere a tutte le imprese la possibilità di eseguire mensilmente le operazioni di carico/scarico dei rifiuti

Entro la prossima settimana saremo in grado di informarvi sulle proposte che faremo nel corso del confronto che si aprirà a breve sul decreto preannunciato dal Governo per il mese di aprile con le misure per il rilancio del Paese.


Vuoi saperne di più sulle nostre proposte di modifica la decreto Cura Italia? Contatta i nostri referenti dell’area sindacale (trovi qui tutti i recapiti)

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Marzo 26, 2020
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Nuova lista ATECO delle attività consentite

Modificato l’allegato 1 del DMPC del 22/03/2020

nuova lista ateco

Con un decreto il Ministero per lo Sviluppo economico ha modificato l’elenco delle attività consentite dopo il DPCM del 22 marzo, stilando una nuova lista di codici Ateco.

In particolare ha previsto:

  • lo stralcio di alcuni codici attività
  • la delimitazione dell’ambito di applicazione di alcuni codici attività
  • l’aggiunta di alcuni nuovi codici

Ecco la nuova lista che sostituisce quella del DPCM 22/03/2020 (scaricala qui)

Di conseguenza viene anche allungato al 28 marzo 2020 il termine entro il quale, le attività che devono fermarsi in base al nuovo elenco, possono completare le attività necessarie alla sospensione.


Per maggiori informazioni sulla nuova lista dei codici Ateco vai sulla nostra homepage e seleziona l’ufficio o la persona da contattare

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Marzo 26, 2020
Commenti disabilitati su Nuova lista ATECO delle attività consentite

Scarica OPUSCOLO per la PRODUZIONE di MASCHERINE

opuscolo produzione mascherine

Come già detto qui il Decreto Legge 2 marzo n. 2 ha introdotto alcune disposizioni che prevedono la possibilità per le imprese di produrre mascherine chirurgiche in deroga a quanto finora previsto (marcatura CE) previa valutazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità.

Il Decreto 17 marzo n. 18 (cd “CuraItalia”) all’art. 15 ha poi fornito le indicazioni necessarie definendo un’apposita procedura attraverso cui le imprese devono autocertificare all’Istituto Superiore di Sanità (ISS) sotto la propria esclusiva responsabilità, che le mascherine prodotte rispettano tutti i requisiti di sicurezza previsti dalla normativa vigente, attestandone le caratteristiche tecniche.

Per facilitare le imprese interessate ad avviare questa produzione abbiamo predisposto un piccolo opuscolo scaricabile in cui abbiamo riepilogato le diverse tipologie di mascherine che possono essere prodotte in deroga alle normative vigenti.

Abbiamo anche sottoscritto un accordo di collaborazione con la Fondazione Democenter per supportare LE IMPRESE CHE INTENDANO PRODURRE MASCHERINE CHIRURGICHE CLASSIFICATE COME DISPOSITIVI MEDICI.

PROCEDURE MASCHERINE CNA UMBRIA

 


 

Se vuoi maggiori informazioni contatta

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Marzo 25, 2020
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Attività APERTE: tutti i CHIARIMENTI

Il DPCM 22 marzo 2020 ha individuato nuove misure di contenimento del contagio da Covid – 19, misure che riguardano sia i cittadini che le imprese.

Premesso che il decreto mantiene fermo, per alcune attività commerciali, quanto già disposto dal DPCM dell’11 marzo 2020 (un esempio: le lavanderie rimangano comunque aperte, perché previsto dal DPCM 11/03/2020) e che le attività professionali NON SONO sospese, in pratica il nuovo decreto ha disposto la sospensione di tutte le attività produttive e commerciali, ad eccezione di quelle indicate dal DM 25 marzo qui e successive modifiche e di altre attività purché in presenza di specifiche condizioni e in alcuni casi chiedendo apposita autorizzazione.

Vediamo quindi quali sono le aziende che possono operare pur non avendo un codice ATECO previsto nell’allegato 1 del DPCM 22/03/2020 e cosa devono fare:

  • ATTIVITÀ di cui alla lettera d) art. 1 DPCM 22/03/2020

Si tratta delle attività produttive:

  1. funzionali alle filiere delle attività consentite e indicate nell’allegato 1
  2. funzionali a garantire lo svolgimento dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali di cui alla L. 146/1990*

Queste aziende devono fare una comunicazione PREVENTIVA al Prefetto della Provincia dove è ubicata l’attività. Nella comunicazione devono essere indicate specificamente le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e dei servizi relativi alle attività consentite. Il Prefetto esamina la comunicazione e, se ritiene, sospende l’attività. Fino all’eventuale adozione del provvedimento di sospensione l’azienda svolge la sua attività legittimamente.

Per la comunicazione va utilizzato un fac simile:

  • per imprese con sede in provincia di Perugia: scaricalo qui
  • per imprese con sede in provincia di Terni: scaricalo qui

da inviare, a seconda della provincia in cui è ubicata l’attività, a:

Prefettura di PERUGIA:  prefettura.perugia@interno.it      

Prefettura di TERNI:  protocollo.preftr@pec.interno.it


  • ATTIVITÀ di cui alla lettera g) art. 1 DPCM 22/03/2020

Sono le attività degli impianti a ciclo produttivo continuo, la cui interruzione causerebbe un grave pregiudizio all’impianto stesso o pericolo di incidenti. Queste aziende devono fare una comunicazione PREVENTIVA al Prefetto della Provincia dove è ubicata l’attività. Fino all’eventuale adozione del provvedimento di sospensione l’azienda svolge la sua attività legittimamente. NON si deve fare la comunicazione se l’attività degli impianti in questione riguarda l’erogazione di un servizio pubblico essenziale.

Per la comunicazione va utilizzato un fac simile:

  • per imprese con sede in provincia di Perugia: scaricalo qui
  • per imprese con sede in provincia di Terni: scaricalo qui

da inviare, a seconda della provincia in cui è ubicata l’attività, a:

Prefettura di PERUGIA:  prefettura.perugia@interno.it      

Prefettura di TERNI:  protocollo.preftr@pec.interno.it


  • ATTIVITÀ di cui alla lettera h) art. 1 DPCM 22/03/2020

Sono le attività dell’industria dell’aerospazio e della difesa, nonché quelle di rilevanza strategica per l’economia nazionale.

Queste aziende per operare devono ottenere l’autorizzazione PREVENTIVA del Prefetto della Provincia in cui sono ubicate.

Per la comunicazione va utilizzato un fac simile:

  • per imprese con sede in provincia di Perugia: scaricalo qui
  • per imprese con sede in provincia di Terni: scaricalo qui

da inviare, a seconda della provincia in cui è ubicata l’attività, a:

Prefettura di PERUGIA:  prefettura.perugia@interno.it      

Prefettura di TERNI:  protocollo.preftr@pec.interno.it


ATTIVITÀ SEMPRE CONSENTITE indipendentemente dal codice ATECO:

  • attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici, nonché di prodotti agricoli e alimentari
  • ogni attività comunque funzionale a fronteggiare l’emergenza
  • attività che erogano servizi di pubblica utilità e servizi essenziali

Queste misure si applicano fino al 13 aprile.

Si ricorda che le attività interessate dalla sospensione :

  • hanno tempo fino al 25 marzo per completare le attività necessarie alla sospensione, comprese quelle di spedizione di merce in giacenza
  • possono comunque proseguire se organizzate in modalità A DISTANZA o lavoro AGILE

Per maggiori informazioni e chiarimenti sulle attività aperte vai sulla nostra homepage e seleziona l’ufficio o la persona da contattare

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Marzo 23, 2020
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DECRETO firmato e LISTA delle attività APERTE

coronavirus misure a favore di imprese

 

Pubblichiamo il testo del NUOVO DECRETO appena firmato in cui sono elencati nell’ultima pagina i codici ATECO delle imprese che potranno continuare le attività.

Sempre dallo stesso, si evince che tutte le imprese che dovranno chiudere, avranno tempo fino al 25 marzo per poter organizzare la chiusura, risultato quest’ultimo ottenuto grazie alla nostra attività di rappresentanza.

Scarica il DECRETO e la lista dei codici
DPCM 22 MARZO 2020.pdf.pdf

 

 

 

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Marzo 22, 2020
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Dalla CNA 8 VENTILATORI POLMONARI alla Sanità Regionale

cna ventilatori polmonari

“Sappiamo bene che, oltre all’emergenza sanitaria, c’è quella economica, ma la salute pubblica viene prima di tutto. Per questo come CNA abbiamo donato 8 ventilatori polmonari al servizio sanitario regionale”.

Lo ha dichiarato Renato Cesca, presidente di Cna Umbria, annunciando la decisione di contribuire in questo modo alla lotta contro il coronavirus.

“Abbiamo sempre sostenuto che le imprese sono innanzitutto una istituzione sociale prima che economica, perché svolgono un ruolo determinante nella creazione di ricchezza e di posti di lavoro. È anche attraverso le imprese che arrivano le risorse necessarie a garantire uno stato sociale accettabile. E noi pensiamo che, da questo punto di vista e pur con tutti i suoi problemi, l’Italia sia un grande Paese perché garantisce a tutti i cittadini cure gratuite adeguate. Il nostro apprezzamento, in particolare, va alle migliaia di operatori sanitari che in queste settimane affrontano in prima linea la pandemia anche a rischio della propria vita. Siamo convinti che, soprattutto in una situazione come questa, i gesti di solidarietà debbano moltiplicarsi e che ciascuno di noi debba fare la propria parte. Per questo la Cna dell’Umbria ha deciso di acquistare otto ventilatori polmonari da donare al servizio sanitario regionale, per dare un sostegno fattivo nel salvare la vita alle persone che ne avranno bisogno. I ventilatori saranno consegnati alla Protezione civile tra la prossima settimana e quella successiva. Inoltre avvieremo altre azioni per coinvolgere le imprese associate alla Cna per fornire un ulteriore sostegno alla sanità umbra, anche attraverso l’acquisto di dispositivi di protezione. Sappiamo bene – aggiunge Cesca – che l’emergenza economica è altrettanto drammatica. Anche se tardivamente abbiamo accolto molto positivamente il modo in cui il Governo sta affrontando l’emergenza coronavirus: il primo decreto va nella giusta direzione anche se purtroppo non sarà sufficiente ad affrontare i problemi che abbiamo di fronte. Saremo tutti costretti a pagare un prezzo.

Però siamo convinti – conclude il presidente di Cna Umbria – che l’Italia sia un grande Paese e che se resteremo uniti e solidali ce la faremo.

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Marzo 20, 2020
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SOSPENDERE SUBITO i cantieri NON INDISPENSABILI e NON SICURI

Impossibile rispettare le condizioni minime di sicurezza.
Rischi altissimi per le imprese

 

L’emergenza Coronavirus sta fermando molte imprese di costruzioni. In un momento in cui c’è grande preoccupazione per gli sviluppi del contagio, sta diventando sempre più difficile, se non impossibile, proseguire le attività nei cantieri.“

Ad affermarlo è Pasquale Trottolini, responsabile regionale di Cna Costruzioni.

“I problemi maggiori riguardano la sicurezza perché rispettare tutte le disposizioni e le misure per garantire la salute e la sicurezza dei dipendenti e dei collaboratori all’interno dei cantieri sta diventando oggettivamente impossibile. Mi riferisco al rispetto delle distanze di sicurezza e alle misure per l’igienizzazione dei cantieri che, unite alla difficoltà a reperire adeguati dispositivi di protezione individuale, rendono la situazione non più sostenibile.”

Ma i problemi non finiscono qui.

Le imprese ci segnalano problemi sia sul fronte delle trasferte, perché già salire sui furgoni la mattina crea disagi non indifferenti, ma anche difficoltà a garantire vitto e alloggio alle maestranze.

Carenze ci sono anche sul fronte normativo, infatti i decreti emanati per il contrasto del coronavirus non individuano puntualmente le procedure per la sicurezza da adottare nei cantieri, producendo incertezza e confusione. “È chiaro che in questa situazione continuare a lavorare potrebbe esporre le imprese a rischi molto elevati, causando contenziosi e sanzioni penali: la priorità assoluta in questo momento di grave emergenza deve essere quella di tutelare la salute e la sicurezza delle persone. Dal canto nostro stiamo invitando le imprese di costruzioni a sospendere temporaneamente le attività qualora non riescano a rispettare scrupolosamente le norme sulla salute e la sicurezza dei propri collaboratori, condividendone modalità e tempi con i propri committenti.”

Per Cna le uniche eccezioni riguardano i lavori di urgenza ed emergenza, oltre a quelli di interesse pubblico che devono essere garantiti in ogni modo.

La situazione è complicata anche sul fronte degli appalti pubblici e della ricostruzione – aggiunge il nostro direttore Roberto Giannangeli. Infatti, anche a fronte della sospensione dei lavori da parte delle stazioni appaltanti, le imprese chiedono l’immediato pagamento dei SAL, che in alcuni casi devono essere riparametrati ai lavori effettivamente svolti e portati a termine. Siamo di fronte a imprese che vengono da anni durissimi. Le misure contenute nel decreto Cura Italia, che non prevedono misure e procedure ad hoc per il settore edile, sono certamente importanti, a partire da quelle riguardanti la cassa integrazione, ma insufficienti a dare un sostegno adeguato al settore.
Occorrono misure ulteriori per far fronte alle esigenze di liquidità delle imprese.
Siamo convinti che, superata la fase emergenziale, il settore delle costruzioni potrà tornare a svolgere un ruolo anticiclico e di rilancio per l’economia del Paese. Proprio per questo – conclude Giannangeli – abbiamo proposto un rilancio importante degli investimenti pubblici e il superamento del codice degli appalti per rendere le opere immediatamente cantierabili.

 


Se invece vuoi maggiori informazioni contatta:

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Marzo 20, 2020
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Accolta la richiesta della CNA: prorogati termini versamenti fiscali 16 marzo

 

È stata accolta la richiesta della CNA al Governo per la sospensione dei versamenti e degli adempimenti tributari delle imprese.

Il Ministero dell’Economia in un comunicato ha annunciato che “i termini relativi ai versamenti previsti al 16 marzo saranno differiti con una norma nel decreto legge di prossima adozione da parte del Consiglio dei ministri, relativo alle misure per il contenimento degli effetti dell’epidemia di Covid-19Il decreto legge introdurrà anche ulteriori sospensioni dei termini e misure fiscali a sostegno di imprese, professionisti e partite IVA colpite dagli effetti dell’emergenza sanitaria“.

Si tratta di un provvedimento molto atteso in questa fase di emergenza ed era particolarmente importante che la decisione di far slittare i termini sia stata resa nota oggi con una comunicazione ufficiale da parte del Ministero dell’Economia per poter rendere applicabile la misura.

Leggi anche qui.


Per maggiori informazioni e per tutti i dettagli rivolgiti ai nostri uffici (consulta qui l’elenco)

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Marzo 13, 2020
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  • CNA UMBRIA

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