Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa
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Lavoratori OVER 50, RISORSA per le IMPRESE

I lavoratori over 50 sono una risorsa e una ricchezza per le imprese, per il loro bagaglio di esperienza e conoscenza professionale, ma anche per quanto riguarda la sicurezza lavorativa. Aspetti fondamentali, da trasferire ai lavoratori più giovani.

Nasce da questa convinzione la collaborazione tra Inail e Cna dell’Umbria, che nel dicembre 2019 hanno sottoscritto un accordo e avviato una collaborazione regionale per assistere le piccole e medie imprese nella realizzazione di un’innovativa modalità di organizzazione del lavoro, basata su un approccio multifattoriale, rivolta ai lavoratori over 50. Il modello punta l’attenzione sugli stili di vita, sui cambiamenti fisici e cognitivi, sulla gestione delle diversità nelle differenti fasce di età dei lavoratori, ecc., ovvero su un insieme di fattori comportamentali e organizzativi che devono convergere verso un sistema efficace di gestione della sicurezza aziendale.

L’obiettivo prioritario del progetto “In age” è quello di diffondere un modo nuovo di interpretare l’invecchiamento della popolazione lavorativa, considerando il lavoratore anziano una importante risorsa per l’impresa.

La sfida è anche quella di contribuire a migliorare lo stato complessivo di salute dei lavoratori, investendo sulla sicurezza e sulla prevenzione, attraverso comportamenti che contribuiscono a contrastare non solo le patologie collegate all’età, ma anche gli infortuni e le tecnopatie.

Dall’esperienza realizzata con il progetto è scaturito un modello positivo di riferimento per la prevenzione e la promozione della salute e sicurezza della popolazione lavorativa ultracinquantenne, sperimentato in alcune aziende manifatturiere del territorio associate alla CNA.

Mercoledì 23 novembre 2022, in un convegno che si terrà presso la Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica, Inail e Cna rifletteranno sui temi trattati con il progetto IN-AGE, che vuole rappresentare un’occasione per istituzioni, imprese, lavoratori e i cittadini interessati per riflettere insieme sull’importanza del fattore invecchiamento attivo della popolazione lavorativa.

“Attraverso il modello “In-Age” – ha sottolineato Alessandra Ligi, direttore regionale Inail Umbria – è stata sperimentata una modalità di  gestione delle risorse aziendali che ponendo attenzione  alle condizioni specifiche  del soggetto, consente di adottare misure di prevenzione dei rischi sempre più puntuali e centrate sulle caratteristiche del lavoratore, perseguendo allo stesso tempo l’obiettivo di valorizzazione delle competenze e dell’esperienza acquisita a vantaggio di un organizzazione imprenditoriale efficiente e ispirata al principio di eticità produttiva.”

“CNA Umbria – afferma il direttore regionale dell’associazione, Roberto Giannangeli – è partner attiva in progetti di prevenzione con Inail Direzione regionale Umbria già da alcuni anni, perché la vera sfida, per tutti, è mettere in campo le risorse, le sinergie e i mezzi possibili per fare prevenzione, tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori e allo stesso tempo mettere al riparo le imprese da sanzioni e risvolti penali, con l’obiettivo di essere più competitive. Il progetto In Age: ogni età ha la sua forza! è stato un esempio di come anche le micro, piccole e medie imprese artigiane, che noi rappresentiamo, possano intraprendere un percorso in tal senso verso un’impresa e una società più sostenibili.”

Scarica qui il programma dell’iniziativa.

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Novembre 22, 2022
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AFRICA, per le IMPRESE è il MERCATO del FUTURO

“L’Italia potrebbe diventare un vero e proprio ponte nel Mediterraneo tra l’Europa e l’Africa, favorendo l’apertura di nuovi mercati per le tante imprese di micro, piccole e medie dimensioni dei due continenti, e in particolare per quelle italiane e umbre”.

Ne è convinta l’imprenditrice umbra Roberta Datteri, che ha rappresentato la CNA e le piccole e piccolissime imprese al dibattito di apertura della sesta edizione dell’Italia Africa business week, l’appuntamento annuale nato per facilitare, promuovere e sviluppare la collaborazione tra istituzioni, associazioni e imprese dell’Italia e del continente africano.

Il Forum, andato in scena a Roma nei giorni scorsi, è una piattaforma di incontro, di conoscenza, uno spazio dove costruire partnership economiche e commerciale di alto livello utili a favorire gli scambi commerciali e di competenze tra Italia e Africa, nell’ottica di creare un collegamento stabile tra le due sponde del Mediterraneo.

Agricoltura e agrobusiness, start-up innovative e nuove tecnologie, biomedicale, gestione dei rifiuti, energie rinnovabili, trasporti e logistica, tessile e moda, turismo e sicurezza: questi i settori di intervento del forum e le aree in cui possono aprirsi spazi interessanti per le imprese italiane, anche di piccole dimensioni.

Roberta Datteri, alle spalle una lunga storia all’interno della CNA regionale, è vice presidente nazionale dell’associazione da oltre cinque anni, con una delega all’internazionalizzazione delle imprese, forte dell’esperienza personale sul campo, che l’ha portata a proiettare l’impresa di ceramica fondata dal padre verso i mercati esteri, ai quali è destinata la quasi totalità della produzione di complementi d’arredo realizzati a Deruta.

Ed è in questa veste di esperta di export che Datteri è intervenuta alla prima giornata dell’evento.

“L’interscambio commerciale tra Italia e Africa nel 2021 è stato di circa 42miliardi di euro, in crescita del 42% sul 2020, l’anno della pandemia, e dell’8,6% sul 2019. Ma i margini di miglioramento sono ancora molto ampi, soprattutto se le attività delle imprese verranno supportate da iniziative istituzionali e dall’apertura di uffici dell’ICE nei Paesi africani. L’Italia, in particolare, potrebbe diventare un vero e proprio ponte nel Mediterraneo tra l’Europa e l’Africa, favorendo l’apertura di nuovi mercati per le tante imprese di micro, piccole e medie dimensioni dei due continenti, e in particolare per quelle italiane. Già oggi – aggiunge Datteri – dobbiamo immaginare percorsi di crescita integrata: le imprese europee potrebbero fornire conoscenze e competenze in tantissimi settori, permettendo all’Africa di creare le condizioni per migliorare le condizioni di vita della popolazione, la cui povertà è alla base degli enormi fenomeni migratori in corso. In Africa vi sono tantissime opportunità anche per le imprese umbre di diversi settori, dalle macchine agricole alla moda, all’arredo casa. Intanto, dopo due anni di lavoro, sta per aprire uno showroom di prodotti made in Italy a Kigali, in Ruanda, promosso e costruito anche con il supporto e la consulenza della CNA. Ma è solo la punta dell’iceberg: nel corso dei lavori dell’Italia Africa business week abbiamo stretto relazioni molto interessanti con lo Zambia e il Congo. Si aprono, quindi, tante opportunità – conclude Datteri -, sta a noi saperle cogliere e trasformarle in occasioni per le nostre imprese.”

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Novembre 18, 2022
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SOLAR ATTACK, i BANDI per il FOTOVOLTAICO

Sono centinaia le imprese che in questi giorni stanno già chiedendo informazioni sul pacchetto di bandi regionali di prossima uscita a sostegno della realizzazione di impianti fotovoltaici per l’autoproduzione di energia. Qui trovi in anteprima la scheda tecnica sintetica!

“Con questo pacchetto di bandi – osserva Michele Carloni, presidente regionale della CNA – l’assessore regionale allo sviluppo economico, Michele Fioroni, continua sull’ottima strada intrapresa lo scorso anno, in occasione dell’uscita dei bandi a sostegno degli investimenti delle imprese. Il pacchetto denominato Solar Attack, infatti, che cuberà oltre 26 milioni di euro, offrirà un sostegno a tutti i settori produttivi, a partire dal Manifatturiero, che sarà destinatario di almeno 15 milioni di euro, mentre il resto delle risorse andrà alle imprese artigianali e commerciali (5 milioni) e alle grandi imprese (6 milioni). La cosa più interessante – continua Carloni – è che, anche in questo caso, com’era già avvenuto con il pacchetto Smart Attack, usciranno bandi differenziati sia per entità dell’investimento che per dimensione di impresa, consentendo in tal modo l’accesso agli incentivi anche alle imprese più piccole, oltre che a quelle di maggiori dimensioni. Inoltre, le imprese avranno la possibilità di optare per due diversi tipi di soluzione: un finanziamento pari al 50% del totale del progetto di investimento, che successivamente si trasformerà in parte in contributo a fondo perduto; oppure direttamente un contributo a fondo perduto che, in tal caso, sarà maggiorato rispetto alla prima opzione.”

Come ricordato da Fioroni in conferenza stampa, il bando rappresenta il frutto di una concertazione con le associazioni di categoria.

Si tratta di un metodo e di un percorso che ci auguriamo possa essere confermato anche in futuro, quando si tratterà di affrontare temi differenti. Ad esempio sulla ricerca, un tema sul quale stiamo chiedendo che si vada verso il sostegno all’acquisto di consulenze in outsourcing, particolarmente indicato per imprese di piccole o piccolissime dimensioni che non possiedono una struttura interna in grado di sostenere un’attività di ricerca volta alla realizzazione di nuovi prodotti. Infine – prosegue Carloni –, considerato che stanno prendendo sempre più piede gli strumenti resi disponibili dal Pnrr, confidiamo in un confronto costruttivo per la promozione e lo sviluppo di progetti industriali complessi a sostegno della sostenibilità e della digitalizzazione delle imprese.

In attesa dell’uscita ufficiale dei bandi Solar Attack, il presidente regionale della Cna non ha dubbi: “Non ci illudiamo che le risorse che verranno messe a disposizione delle imprese umbre per l’autoproduzione di energia possano risolvere tutte le loro difficoltà attuali. Ma è indubbio – conclude Carloni – che la strada seguita vada nella giusta direzione.”

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Per maggiori informazioni, contatta:

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Novembre 17, 2022
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ENERGIA, un RUOLO STRATEGICO anche per la REGIONE

Mentre si attendono con ansia le decisioni dell’Unione europea sull’introduzione di un tetto al prezzo del gas e sulle conseguenze che tale scelta avrà anche sui costi dell’energia, e mentre il governo Draghi appronta altri provvedimenti a sostegno delle imprese, anche la Regione Umbria può giocare un ruolo strategico in questa partita.

Ne è convinta la CNA, che con il presidente regionale torna sulla questione.

“Il prezzo del gas – ha dichiarato Michele Carloni – rappresenta il tema dei temi sul quale si decide il destino di milioni di imprese, lavoratori e quindi del Paese. Perciò speriamo arrivino notizie positive dalla riunione dei ministri dell’energia dell’Ue di venerdì prossimo. Ma noi crediamo che anche a livello locale potremmo avere delle carte da giocare se la Regione decidesse di scommettere sull’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, a partire dal fotovoltaico, da parte delle micro, piccole e medie imprese del territorio.

Innanzitutto anticipando l’approvazione della nuova programmazione dei Fondi strutturali 2021/2027 e destinando risorse cospicue a bandi per la concessione di contributi a fondo perduto alle imprese che vorranno installare pannelli fotovoltaici sui tetti dei capannoni industriali e dei laboratori artigianali. Riteniamo che gli investimenti a livello locale nel breve periodo possano rappresentare la via maestra da seguire per rendere le imprese più indipendenti e garantirne la sopravvivenza.

La CNA si sta muovendo anche a livello nazionale per far sì che all’interno del nuovo piano di Transizione 4.0 vengano inseriti gli investimenti per i piccoli impianti di autoproduzione da finanziare attraverso il meccanismo dei crediti di imposta. Non solo – aggiunge Carloni -: la Regione dovrebbe rivedere il recente regolamento per l’installazione di impianti fotovoltaici nelle zone agricole e industriali, eliminando le restrizioni introdotte rispetto alla normativa nazionale, in particolare quelli relativi all’installazione di impianti nelle aree a destinazione industriale.

Vanno soprattutto aboliti i vincoli introdotti nelle aree di pertinenza delle aziende esistenti, per permettere alle imprese, a partire da quelle manifatturiere a rischio chiusura, di utilizzare i terreni di proprietà per l’autoproduzione di energia. Inoltre – va avanti il presidente regionale della CNA – considerando i problemi a cui stiamo andando incontro come sistema Paese, ormai è imprescindibile fare alcune scelte, come la realizzazione immediata dei rigassificatori necessari, ma anche di nuovi termovalorizzatori. In questo caso per l’Umbria significherebbe anticipare al 2025 quello previsto dal nuovo piano dei rifiuti presentato recentemente dall’assessore Morroni.
Alla luce dei contenuti della nuova programmazione europea confidiamo nel fatto che la Regione si muova in tal senso, accelerando quanto già concordato in sede di programmazione del Fesr.
Infine – conclude Carloni – auspichiamo in uno sforzo della Regione, che potrebbe fornire un ulteriore sostegno alle imprese e all’occupazione definendo già da oggi una ferrea programmazione di tutti i bandi per lo sviluppo.”

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Settembre 06, 2022
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Caro BOLLETTE, in arrivo la RECESSIONE

“Se i costi dell’energia elettrica e del gas manterranno i trend di crescita registrati finora e se non ci saranno interventi di sostegno immediati decine di migliaia di imprese in Umbria saranno costrette a fermare le attività riattivando gli ammortizzatori sociali per i loro dipendenti.”

Ad affermarlo è Michele Carloni, presidente di CNA Umbria.

Siamo all’inizio di una nuova recessione – dichiara il presidente – per cui serve subito un accordo tra i vari schieramenti politici per un intervento di urgenza del governo che possa almeno aiutare a tamponare la situazione. La situazione è insostenibile soprattutto per le imprese del settore manifatturiero, ma a ruota seguono anche il commercio, la ristorazione e il settore dell’accoglienza ai turisti. Si tratta di decine di migliaia d’imprese. Oggi però anche molti fornitori di energia stanno entrando in difficoltà, soprattutto quelli più ligi al rispetto delle regole sulle voci in bolletta e in modo particolare i più piccoli. In questi giorni molte imprese stanno ricevendo comunicazioni da parte di alcuni di loro, i quali denunciano il peggioramento drammatico dell’andamento dei prezzi del gas e per settembre prevedono che il Pun (prezzo unico nazionale) schizzerà a ben 710 euro al MWh, vale a dire il 316% in più sui prezzi di gennaio 2022, quando il costo del gas era già salito moltissimo rispetto al settembre precedente. Sono gli stessi fornitori ad affermare che a questi prezzi le alternative per le imprese sono obbligate: ridurre al massimo i consumi o spegnere tutto. E se vanno in crisi i fornitori le cose si complicano ulteriormente perché passare ad altri gestori per le singole imprese al momento è quasi impossibile visti gli importi delle fidejussioni richieste a garanzia dei pagamenti delle bollette! Ecco perché – incalza Carloni – chiediamo che le forze politiche dei vari schieramenti mettano da parte le differenze e raggiungano un accordo comune per chiedere al governo l’adozione di strumenti di urgenza in grado di tamponare la situazione, ad esempio prevedendo il raddoppio dei crediti di imposta sui costi dell’energia elettrica e del gas già adottati in precedenza. Anche se dobbiamo essere consapevoli che questo non sarà sufficiente a fronteggiare il problema in un mercato del gas sottoposto a manovre speculative ancora più aspre di quelle che subimmo nel 2008 sui tioli di Stato. Confidiamo in un intervento dell’Europa per definire entro settembre un prezzo massimo del gas, cosi come confidiamo in un accordo europeo che permetta il massimo utilizzo dei rigassificatori spagnoli da parte di tutti gli Stati europei in attesa della realizzazione di quelli italiani. Siamo convinti che i rigassificatori e gli inceneritori rappresentino una strada obbligata per ridurre la nostra dipendenza energetica dalla Russia, così come sarà utile approfondire il tema del nucleare pulito, ma ora servono misure urgenti per garantire il proseguimento delle attività di migliaia di imprese già in crisi. Nel primo semestre del 2022 siamo stati il Paese europeo a far registrare la migliore crescita percentuale del Pil, ma in questa situazione – conclude Carloni – senza interventi di contrasto immediati la recessione è sicura. Serve un atto di responsabilità: un largo accordo tra tutte le forze politiche per garantire la continuità aziendale di migliaia d’imprese umbre e italiane.”

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Agosto 29, 2022
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DIGITALIZZAZIONE delle IMPRESE, in arrivo INGENTI RISORSE

In arrivo dal Mise 45 milioni di euro per le imprese che vogliano attuare progetti di Intelligenza artificiale, blockchain e IoT.

L’obiettivo del ministero per lo Sviluppo Economico è quello di favorire la digitalizzazione delle imprese per renderle maggiormente innovative e competitive, attraverso la presentazione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione (dell’organizzazione e di processo) finalizzate al sostegno e allo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni di:

  • intelligenza artificiale (25 milioni di euro)
  • blockchain (10 milioni di euro)
  • internet of things (10 milioni di euro). 

I  settori interessati sono:

  • industria e manifatturiero;
  • sistema educativo;
  • agroalimentare;
  • salute;
  • ambiente ed infrastrutture;
  • cultura e turismo;
  • logistica e mobilità;
  • sicurezza e tecnologie dell’informazione;
  • aerospazio.

L’incentivo è concesso sotto forma di contributo a fondo perduto variabile con aliquota tra il 25% e il 70% delle spese ammissibili.

I progetti devono prevedere spese e costi ammissibili compresi tra 500.000 e 2.000.000 euro.

A partire dal 21 settembre 2022 le imprese e i centri di ricerca pubblici o privati, anche in forma congiunta tra loro, potranno richiedere agevolazioni per realizzare progetti di ricerca e innovazione tecnologica legati al programma Transizione 4.0.

Per facilitare la predisposizione della domanda è stata inoltre prevista, dal 14 settembre, una fase di precompilazione che consentirà di avviare l’inserimento della documentazione sulla piattaforma online.


Vuoi maggiori informazioni? Contatta il nostro ufficio Bandi e Incentivi!

  • 075 505911
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Luglio 07, 2022
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Bonus Export Digitale

Il Bonus Export Digitale è un contributo a fondo perduto che punta a sostenere le microimprese manifatturiere nelle attività di internazionalizzazione attraverso soluzioni digitali. Il contributo è concesso in regime de minimis per i seguenti importi:

  • 4.000 euro alle microimprese a fronte di spese ammissibili non inferiori a 5.000 euro
  • 22.500 euro alle reti e consorzi a fronte di spese ammissibili non inferiori a 25.000 euro

Soggetti beneficiari

Il contributo è rivolto alle microimprese manifatturiere (con codice ATECO primario compreso tra i codici 10 e 33) con sede in Italia, anche costituite in forma di reti o consorzi (tra micro-imprese) che abbiano avviato da almeno un anno la fatturazione di prodotti commerciali, che siano in regola con il DURC e con gli adempimenti fiscali.

Investimenti ammessi

Il bonus finanzia le spese per l’acquisizione di soluzioni digitali per l’export, fornite da imprese iscritte nell’elenco delle società abilitate.
Le prestazioni puntano a sostenere i processi di internazionalizzazione attraverso:

  • realizzazione di sistemi di e-commerce verso l’estero, siti e/o app mobile
  • realizzazione di sistemi di e-commerce che prevedono l’automatizzazione delle operazioni di trasferimento, aggiornamento e gestione degli articoli da e verso il web
  • realizzazione di servizi accessori all’e-commerce
  • realizzazione di una strategia di comunicazione, informazione e promozione per il canale dell’export digitale
  • digital marketing finalizzato a sviluppare attività di internazionalizzazione
  • servizi di CMS (Content Management System)
  • iscrizione e/o abbonamento a piattaforme SaaS (Software as a Service) per la gestione della visibilità e spese di content marketing
  • servizi di consulenza per lo sviluppo di processi organizzativi e di capitale umano
  • upgrade delle dotazioni di hardware necessarie alla realizzazione dei servizi sopra elencati

Presenta la domanda

Le domande devono essere presentate dal rappresentante legale dei soggetti richiedenti esclusivamente online, tramite il sito https://padigitale.invitalia.it

La presentazione è divisa in due fasi:

  • compilazione della domanda dal 10 maggio al 15 luglio 2022
  • presentazione della domanda dal 16 maggio al 15 luglio 2022

Per richiedere le agevolazioni è necessario essere in possesso di:

  • SPID
  • Casella di posta elettronica certificata (PEC) attiva
  • Firma digitale

Per maggiori informazioni e/o assistenza contatta la nostra Area Bandi e Incentivi:

 

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Giugno 19, 2022
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“DAZIO ZERO”, le IMPRESE e l’EXPORT

Sono state più di 50 le imprese umbre che hanno partecipato al seminario “Dazio zero” organizzato da CNA Umbria in collaborazione con l’ufficio di Perugia dell’Agenzia delle accise, dogane e monopoli (ADM). Il momento formativo si è tenuto sia in presenza, presso la sala conferenze della CNA, sia da remoto, in un’ottica di interazione tra fisico e digitale.

Nonostante la difficile situazione internazionale, l’imprenditoria umbra ha risposto ancora una volta con grande interesse alle delicate questioni legate al commercio con l’estero. Dopo l’introduzione di Barbara Ferrier dell’ufficio Servizi innovativi di CNA Umbria, è stata la volta di Angela Bruno, coordinatore dogane e responsabile autorizzazioni e regimi doganali dell’ufficio ADM di Perugia. Dopo aver affrontato i temi relativi alla classificazione doganale e agli accordi di libero scambio, comprese le più recenti novità sugli scambi all’interno dell’Unione europea, Bruno ha risposto alle numerose domande delle aziende partecipanti.

Le imprese hanno mostrato particolare interesse nello scoprire quali sono i Paesi del mondo con cui sono attivi o in corso di finalizzazione accordi che consentono di esportare a Dazio Zero, dal Canada al Giappone, con benefici per le aziende umbre in termini di prezzo finale sul mercato di destinazione ma anche di gestione delle operazioni di export. Inoltre sono stati particolarmente apprezzati i chiarimenti sulla nuova normativa che richiede la dichiarazione di origine delle merci anche per gli scambi all’interno dell’Unione Europea, con l’applicazione di sanzioni per omissioni o errori.

Si conferma forte ed efficace la sinergia tra ADM e CNA Umbria, non solo sul piano formativo e informativo nei confronti delle aziende umbre, ma anche sui temi della anticontraffazione delle merci nell’ambito di uno specifico protocollo d’intesa.

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Giugno 01, 2022
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PANE, ancora AUMENTI del PREZZO

“L’economia umbra, cosi come quella italiana, è costretta ancora una volta ad affrontare difficoltà crescenti. Se la guerra in Ucraina non finirà presto andremo in recessione, mentre i prezzi dei beni di primo consumo continueranno ad aumentare. In questo scenario anche i panificatori, alle prese con i rincari eccezionali dei costi dell’energia, delle materie prime e dei trasporti, si apprestano a varare il terzo aumento consecutivo dei prezzi dei prodotti da forno.”

Una decisione obbligata, quella dell’ennesimo aumento, annunciata a malincuore dal coordinamento dei panificatori aderenti a CNA Umbria, costituito nei mesi scorsi e composto da 17 imprenditori in rappresentanza degli iscritti all’associazione e dei diversi territori della regione: Luigi Bonucci, Giorgio Cecchini, Claudio Puccetti, Francesca Galletti, Mauro Passagrilli, Doriano Cangi, Silvia Duranti, Fabio Pioppi, Davide Mela, Nazzareno Pizzoni, Piero Perella, Federico Argenti, Giuliano Latini, Giampiero Rossetti, Tiziano Brunetti e Sandro Lisarelli.

In Umbria sono attivi, tra produzione e rivendita, circa 500 panifici.

“L’unica alternativa all’aumento dei prezzi è quella di spegnere i forni e chiudere le nostre attività – dichiara Luigi Bonucci, il portavoce del coordinamento –. L’Italia è un paese di trasformazione e la nostra dipendenza dalle forniture estere per frumento duro e tenero, mais, gas ed energia elettrica espone anche le nostre imprese alle turbolenze dei mercati internazionali. Purtroppo l’incremento dei prezzi che ci accingiamo a varare potrebbe non essere l’ultimo se non ci saranno cambiamenti veloci degli scenari in cui ci troviamo a operare. Il protrarsi della guerra in Ucraina ha intensificato le tensioni sui prezzi di tutte le materie prime, e in particolare su quelle agricole, inserendosi in una situazione preesistente di forti speculazioni e di grandi incertezze, iniziate già prima dello scoppio del conflitto e che avevamo denunciato da tempo. Basti pensare che negli ultimi mesi il costo della farina ha registrato aumenti di circa il 60%, aggiungendosi alla scarsità di prodotti come uova, latte e derivati e ai rincari eccezionali dei costi energetici, con picchi di oltre 300 %, sia per il gas che per l’energia. Gli operatori del settore stanno vivendo lo stesso disagio dei consumatori ma non sono più in grado di sopportare i continui aumenti dei costi di produzione. – continua Bonucci -. Queste sono le ragioni che ci stanno spingendo, nel giro di pochi mesi, verso il terzo rincaro dei prezzi, sia per il pane che per la pizza, le focacce e i dolci.”

Oggi il prezzo medio al chilo è di 2,80 euro per il filoncino da mezzo kg, mentre per quello da 1 kg è di 2,20 euro.

“Noi – dichiara Francesco Vestrelli, responsabile regionale di CNA Produzione – pensiamo che, per colmare le criticità strutturali del sistema di dipendenza da Paesi esteri, soprattutto sulle materie prime alimentari, si debba investire seriamente nella costruzione o nel rafforzamento delle filiere produttive locali, nella fattispecie in quella del grano duro e grano tenero; filiera all’interno della quale, oltre agli agricoltori, possono e devono giocare un ruolo di primo piano le imprese di trasformazione. Riteniamo che i tempi siano maturi perché anche la Regione assuma una posizione chiara in merito al ruolo che vuole riconoscere a queste imprese, che vogliono sapere se, nel prossimo futuro, saranno o non saranno ammesse agli incentivi a sostegno degli investimenti previsti dal nuovo Piano di sviluppo rurale (PSR), cosi come vogliono sapere con chiarezza se ci saranno incentivi all’autoproduzione dell’energia e sostegni per l’inserimento di nuovo personale. Di fronte a difficoltà crescenti è necessario che, a livello regionale, si faccia presto chiarezza anche su questo fronte perché – conclude Vestrelli – il tempo delle decisioni non può più essere rimandato.”

Scarica qui la rassegna stampa sugli aumenti del prezzo del pane.

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Maggio 31, 2022
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Imprese della CERAMICA ESCLUSE dai RISTORI

Nel decreto emanato a fine marzo dal Governo le imprese della ceramica sono state escluse dai ristori per far fronte al caro bollette dell’energia e del gas. 

Il decreto in questione  disciplina il Fondo costituito a questo scopo per sostenere sia le imprese che operano nel settore della ceramica artistica che in quello del vetro artistico di Murano, limitandone però l’accesso solo alle imprese del territorio di Murano!

Ma se è vero che Murano è un grande centro di produzione del vetro artistico, non lo è sicuramente per la ceramica artistica e tradizionale.

Di fatto, circoscrivere l’accesso ai ristori solo al territorio di Murano significa escludere completamente le imprese della ceramica, che sono tantissime, distribuite su tutto il territorio nazionale e con consumi di energia e gas pari a quelli dei produttori di vetro.

Per questo CNA Ceramisti, insieme alle altre sigle del settore, ha inviato una lettera di protesta al ministro dello sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, chiedendo una revisione urgente della norma.

 

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Maggio 27, 2022
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  • CNA UMBRIA

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