Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa
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WE LOVE ITALY con ICE e MYTHERESA

ice mytheresa

Se sei un’impresa del settore moda che produce articoli di alta gamma fino al 23 marzo 2021 puoi candidarti attraverso l’ICE, che agevolerà gratuitamente i contatti tra le imprese del settore moda e la piattaforma di e-commerce Mytheresa.

L’iniziativa si inserisce all’interno della campagna promozionale “WE LOVE ITALY” attivata dall’Agenzia ICE e destinata al mercato tedesco.

Mytheresa è uno dei principali gruppi online a livello mondiale, con una specializzazione in articoli di moda di alta gamma per uomo, donna e bambino,  abbigliamento sportivo  e con una piattaforma e-commerce operativa in 133 Paesi e due flagship store a Monaco di Baviera. 

Sono previste campagne pubblicitarie e promozionali digitali anche tramite newsletter, notifiche push etc, allo scopo di massimizzarne la visibilità e generare traffico aggiuntivo di contatti dei consumatori verso le imprese italiane aderenti al progetto, tramite tutti i canali online e offline utilizzati dalla piattaforma.

Le candidature complete che perverranno entro i termini saranno inviate per la valutazione a Mytheresa, che le selezionerà in completa autonomia.

Mercoledì 3 marzo 2021 – ore 15.00 ICE Agenzia ha previsto un webinar in lingua inglese, finalizzato alla presentazione dell’e-tailer di lusso Mytheresa e della campagna comune ‘We Love Italy’, e si concentrerà sull’e-commerce tedesco e globale dell’alta gamma nella moda.

Per iscriverti al webinar CLICCA QUI

 


Per maggiori informazioni su modalità e costi di partecipazione contatta i nostri Servizi Innovativi – Internazionalizzazione:

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Febbraio 17, 2021
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IMPRESE, CALI di FATTURATO e MANCANZA di LIQUIDITÀ

Preoccupano anche le previsioni 2021

sui fatturati delle imprese umbrecalo fatturato imprese e mancanza liquidità

“Pesanti cali di fatturato, mancanza di liquidità e difficoltà ad accedere a nuove linee di credito. Per le imprese umbre è questo il triste bilancio al termine del primo anno di pandemia da Covid 19. Quel che è peggio è che le previsioni per i primi mesi del 2021 non lasciano troppe speranze su un’inversione di tendenza e molte imprese non sono in grado di elaborare nuove strategie per riposizionarsi. Perciò è necessario intervenire con urgenza, oltre che sul sostegno agli investimenti, anche nella facilitazione per l’accesso al credito per garantire la continuità lavorativa delle aziende in difficoltà.”

Roberto Giannangeli, direttore di CNA Umbria, è preoccupato dal consuntivo 2020 degli effetti economici della pandemia sanitaria, certificati anche dalla seconda parte dell’indagine (la puoi scaricare qui) condotta insieme al centro studi Sintesi che, nei giorni scorsi, aveva già fornito dati drammatici su Pil, investimenti, esportazioni e occupazione .

Oltre il 70% delle imprese umbre nel 2020 ha visto calare il proprio fatturato – puntualizza Giannangeli -, rispetto al 20% che non ha rilevato variazioni e a solo l’8% che ha registrato un aumento. Tra chi ha visto il fatturato scendere, oltre la metà ha registrato un calo oscillante tra il 10 e il 50%, imputabile per la maggior parte al crollo della domanda conseguente alle restrizioni adottate per contenere il contagio da Covid-19. Una contrazione che più del 65% delle imprese prevede sarà confermata anche per i primi mesi del 2021. Senza contare che l’introduzione della zona rossa per tutta la provincia di Perugia e per alcuni comuni del Ternano assesterà un ulteriore colpo alla già scarsa domanda. È comprensibile, quindi, che allo stato attuale la percentuale di imprese umbre intenzionate a investire nel 2021 arrivi appena al’8%.”

Il calo dei fatturati ha provocato nelle imprese una diffusa mancanza di liquidità, favorita anche dall’aumento del costo delle materie prime e dei semilavorati provocato dalla riduzione dei rapporti commerciali con l’estero.

Ben il 70% delle imprese ha denunciato una mancanza di liquidità nel 2020, a cui in molte hanno cercato di sopperire, laddove possibile, intervenendo sui tempi di pagamenti verso i fornitori, oppure con nuovi prestiti bancari o l’immissione di capitali accantonati. La moratoria sui mutui, tuttora in corso, ha rappresentato sicuramente una boccata di ossigeno. Ma, come era già successo con la crisi economica iniziata nel 2008 e proseguita per un decennio, anche in questa circostanza purtroppo è emersa una crescente difficoltà di accesso a nuove linee di credito che ha interessato trasversalmente le imprese di ogni settore e dimensione.”

Non va meglio sulle strategie di contrasto che le imprese intendono adottare per fronteggiare la situazione.

Oltre il 42% delle imprese non ha alcuna strategia su come contrastare gli effetti economici negativi provocati dalla pandemia, semplicemente perché legato a una domanda interna stagnante. Poi c’è un 12% che sta cercando di reagire attraverso un ampliamento dei canali di vendita e modificando i metodi di fornitura e consegna: sono quelle imprese per le quali la digitalizzazione e l’introduzione dell’e-commerce stanno facendo una grande differenza. Altre imprese (l’11%) stanno riorganizzando i processi produttivi o gli spazi commerciali, mentre un altro 10% di aziende sta studiando nuovi prodotti o servizi attraverso l’introduzione di nuovi processi produttivi.”

Purtroppo, arriva quasi al 10% la percentuale di imprese intenzionata a ridurre il numero di dipendenti.”

“In questa situazione la nostra associazione è pronta a lavorare insieme alle istituzioni regionali, alle altre associazioni di categoria e alle forze sociali, per trovare percorsi innovativi condivisi tesi a facilitare l’innovazione di tutte le imprese che hanno già individuato una propria strategia aziendale e per sostenere la concessione di nuova liquidità alle imprese in difficoltà. Il primo passo da fare resta comunque la definizione di un processo che ci porti ad uscire dalla pandemia sanitaria il più presto possibile o, in alternativa – conclude il direttore di Cna Umbria -, ad adottare un percorso che renda possibile alle imprese lo svolgimento dell’attività lavorativa, anche attraverso l’introduzione di misure di sicurezza sanitaria più stringenti e maggiori controlli.

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Febbraio 10, 2021
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NUOVI STRUMENTI CONTRO la PANDEMIA ECONOMICA

Dati molto preoccupanti nella ricerca sull’Umbria di CNA e centro studi Sintesi

cna pandemia economica

Contrastare la pandemia economica con tutti gli strumenti, cominciando dal sostegno a nuovi investimenti e ai processi di digitalizzazione per facilitare il riposizionamento di tante imprese e contribuire alla creazione di nuovi posti di lavoro.” È questa la ricetta proposta da Renato Cesca, presidente di Cna Umbria.

A quasi un anno da quando tutto ebbe inizio, infatti, i dati economici sugli effetti che il Covid-19 ha avuto sull’economia globale sono pesanti quanto quelli sanitari. A conferma delle difficoltà arrivano anche i risultati della nuova indagine (scaricala qui) che Cna Umbria ha commissionato al centro studi Sintesi. E che, sebbene non siano ancora definitivi, lasciano pochi margini di incertezza sulle macerie prodotte dal virus.

“Il 2020 si chiude con una perdita del Pil dell’Umbria di oltre nove punti percentuali – rivela Cesca -, sulla quale incidono le flessioni fatte registrare da consumi, investimenti, esportazioni, turismo e occupazione. E se il calo subito dal Pil è in linea con la media del Paese e inferiore alle stime che Banca d’Italia e Istat avevano fatto lo scorso settembre, non va dimenticato che l’Umbria partiva da una situazione già pesante, al punto che i dati provvisori del 2020 proiettano l’economia regionale ai primi anni ’90 del secolo scorso (Pil -23%).”

Nello specifico, dalla ricerca emerge una flessione dei consumi nel 2020 di quasi l’11%, mentre gli investimenti risultano inferiori del 7,4% rispetto all’anno precedente. Calo consistente anche per il turismo, che vede crollare le presenze di circa il 47%, e per le esportazioni, in flessione del 14,2% (contro una media nazionale del 12,5%). Va meno peggio per i dati sull’occupazione, che nei primi nove mesi del 2020 scende dell’1,7%: dato comunque considerevole visto che in valori assoluti corrisponde a circa 6mila unità in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. L’unico dato positivo che emerge dall’indagine è quello del numero totale delle imprese, che fa registrare una forte riduzione delle imprese manifatturiere e commerciali, ma con un saldo totale positivo di 65 unità.

“Sono dati che però vanno interpretati – prosegue Cesca -, anche per poter fare previsioni il più attendibili possibili”.

Infatti, se i dati sul 2020 lasciano pochi dubbi, sulle stime per il 2021 contenute nella ricerca di Cna pesano molte incertezze.

“Per quanto riguarda i numeri sull’occupazione, ad esempio, sulla già consistente riduzione degli addetti pesa come un macigno l’imminente fine del divieto di licenziamento. Difficile anche prevedere cosa succederà in tema di esportazioni, considerando che i principali mercati di riferimento per le imprese umbre sono rappresentati dall’Europa e dagli Stati Uniti, anch’essi alle prese con la pandemia e con le sue conseguenze in termini di domanda. L’altro aspetto che preoccupa è che la riduzione dell’export ha riguardato tutti i settori, ma soprattutto quelli del made in Italy, fiore all’occhiello dell’Umbria. Se poi andiamo ad analizzare il dato sul numero complessivo di imprese attive e sul saldo positivo tra imprese nate e cessate nel 2020, non possiamo non sospettare che ci siano imprese che in realtà potrebbero aver già deciso di chiudere i battenti ma che non lo hanno ancora fatto per poter beneficiare almeno dei ristori previsti dai decreti governativi. Pertanto, la possibile chiusura definitiva di tante micro- piccole imprese unita alle difficoltà nell’export potranno essere dirimenti per tutta l’economia. In particolare, nella manifattura oltre al fatturato potremmo perdere molti posti di lavoro. Tutti aspetti che ci fanno ipotizzare un 2021 non meno difficile di quello appena trascorso, le cui stime di crescita sono meno incoraggianti di quanto sembrerebbe e che ci inducono a chiedere con maggior forza di puntare con decisione sul sostegno agli investimenti e alla trasformazione digitale delle imprese umbre per circoscrivere e contrastare, anche a livello occupazionale, gli effetti della pandemia economica. Soprattutto vanno incentivati velocemente gli investimenti in nuovi processi produttivi ma anche l’ammodernamento e l’ampliamento dei capannoni delle imprese in crescita, mentre la digitalizzazione delle imprese si potrà realizzare attraverso consulenze di esperti, nuovi software e riorganizzazione delle diverse funzioni aziendali, tra cui i canali di vendita, della produzione e della logistica. Per questo – conclude il presidente di Cna Umbria – guardiamo con favore alle recenti dichiarazioni dell’assessore Fioroni sull’imminente varo di un piano di supporto agli investimenti delle imprese .”

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Febbraio 06, 2021
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FINANZIAMENTI per l’AUTOIMPIEGO

Disponibili finanziamenti agevolati senza interessi e senza garanzie per l’avvio di piccole iniziative imprenditoriali promosse da NEET*, donne inattive** e disoccupati di lungo periodo*** (leggi qui le specifiche).

Non ci sono scadenze: le domande potranno essere presentate dalle ore 12 del 22 febbraio 2021 e saranno valutate in base all’ordine cronologico di arrivo.

Viene finanziato il 100% degli investimenti compresi tra i 5.000 e i 50mila euro funzionali alla realizzazione di attività per la produzione di beni, fornitura di servizi e commercio (anche in forma di franchising), in tutti i settori (eccetto pesca e acquacultura, produzione primaria in agricoltura).

  • turismo (alloggio, ristorazione, servizi) e servizi culturali e ricreativi
  • servizi
    • alla persona
    • all’ambiente
    • alle imprese
    • multimediali, informazione, comunicazione
  • risparmio energetico ed energie rinnovabili
  • manifattura e artigianato
  • commercio al dettaglio e all’ingrosso
  • trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli (con alcune limitazioni)

Si possono chiedere 3 diversi tipi di finanziamento, rimborsabili in 7 anni (a decorrere dall’anno successivo all’erogazione del prestito), in regime “de minimis”:

  • microcredito (da 5.000 a 25.000 euro)
  • microcredito esteso (da 25.001 a 35.000 euro)
  • piccoli prestiti (da 35.001 a 50.000 euro)

Sono ammissibili tutte le spese relative a:

  • strumenti, attrezzature e macchinari
  • hardware e software
  • opere murarie (max 10% del totale delle spese ammesse)
  • spese di gestione, ad es.: affitti; leasing; utenze; servizi informatici, di comunicazione e di promozione; premi assicurativi; materie prime, materiale di consumo, semilavorati e prodotti finiti; salari e stipendi

Se si ottiene il finanziamento si hanno 3 mesi di tempo per costituire la società e individuare la sede operativa, mentre entro 18 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento, l’investimento va completato.

 


Appartieni a una delle categorie interessate e vuoi avere maggiori informazioni sui finanziamenti per l’autoimpiego?

Contatta:

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Febbraio 03, 2021
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EXPORT, due WEBINAR GRATUITI per le IMPRESE

webinar export

In arrivo webinar gratuiti in materia di export.

In collaborazione con l’ufficio Agenzia delle Dogane e Monopoli di Perugia, abbiamo organizzato due appuntamenti formativi su altrettanti temi di grande interesse per le imprese umbre che realizzano prodotti destinati ai mercati esteri:

  • 4 febbraio – ore 16/18Brexit: le nuove procedure doganali: si affronterà la questione dell’adeguamento alle procedure doganali conseguenti all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea (link per iscriversi)
  • 11 febbraio 2021 – ore 16/18 –  “Dichiarazione di origine. Esportatore autorizzato e REX”: si parlerà del concetto di origine delle merci e le figure dell’esportatore autorizzato e registrato (link per iscriversi).

Entrambi i webinar saranno tenuti dalla dr.ssa Angela Bruno, coordinatrice dell’ufficio Dogane di Perugia.


Per maggiori informazioni sui webinar in materia di export contatta qui i nostri servizi per l’internazionalizzazione.

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Febbraio 03, 2021
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Più RISORSE per l’ECONOMIA in AFFANNO

risorse per economia

Renato Cesca, presidente CNA Umbria

“Sicurezza sanitaria, ristori regionali, nuovi investimenti e digitalizzazione delle imprese e della pubblica amministrazione per superare le difficoltà attuali.

A chiederle è Renato Cesca, presidente di Cna Umbria, che interviene all’indomani della presentazione del drammatico rapporto di Bankitalia sulla situazione economica della regione, per la quale si prevede nel 2020 un calo del Pil di 11 punti, superiore di un punto e mezzo a quanto si attende per l’Italia.

“È un momento di grande incertezza – afferma Renato Cesca – tranne casi particolari le attività imprenditoriali nel loro insieme si stanno bloccando, in parte per effetto dei decreti governativi e delle ordinanze regionali, ma anche per mancanza di domanda. Infatti le esportazioni sono in calo, i timori per la propria salute e per la tenuta economica del Paese portano le persone a non uscire e a consumare meno. Non possiamo fare altro che lavorare insieme per superare l’impasse. Il tema dei ristori per le categorie danneggiate dal blocco delle loro attività deve essere la priorità. Sappiamo che si tratta di un tema soprattutto nazionale, ma l’esperienza ci sta dimostrando che in tema di ristori nelle norme ci sono molte lacune e settori che, pur penalizzati, restano esclusi dai sostegni economici. Crediamo che, in una fase così delicata, anche la Regione Umbria si debba dotare di un fondo proprio attraverso il quale garantire risposte a tutti quei piccoli imprenditori, tra i quali tanti artigiani, che potrebbero trovarsi in serie difficoltà economiche nei prossimi mesi. Ma la Regione può fare molto anche per far tornare la fiducia, innanzitutto sostenendo la realizzazione di nuovi investimenti. Il modo più veloce per farlo, e da imprenditore posso garantire che la velocità non è una variabile di poco conto, è quello di rifinanziare i bandi pubblicati nei mesi scorsi, andando ad esaurire tutte le graduatorie, a partire dal bando Bridge to digital e dai Pia (progetti integrati aziendali). Questo significherebbe permettere la partenza di almeno 400 progetti imprenditoriali, contribuendo a creare nuove certezze.”

Anche in tema di digitalizzazione l’emergenza pandemica ha portato a un’accelerazione dei processi.

Tutte le imprese, anche le più piccole – prosegue Cesca -, a loro modo stanno cercando nuove vie per continuare a lavorare, soprattutto attraverso una digitalizzazione forzata finalizzata ad aumentare le vendite o a ridurre i costi aziendali. Digitalizzare per le imprese significa agire contemporaneamente sul fronte strategico, su quello organizzativo ma anche sull’ingegnerizzazione dei processi. Però non tutti hanno le risorse per farlo. Ecco perché auspichiamo che la Regione, anche rivedendo le proprie priorità in tema di sostegni all’economia, avvii subito un bando per sostenere la digitalizzazione di tutte le imprese con misure più corpose rispetto ai bandi precedenti. Per le imprese più piccole, ad esempio, servirebbero incentivi all’acquisizione di consulenze specialistiche, che rappresentano anche il modo più semplice per dare vita a una collaborazione interessata, l’unica che funzioni davvero, tra imprese manifatturiere, commerciali e digitali.”

Digitalizzare significa anche formare nuove competenze. “Su questo versante la Regione ha già stanziato risorse importanti, che però andrebbero incrementate con una formazione destinata soprattutto a imprenditori e lavoratori. Infine, last but not least, c’è la questione della sicurezza sanitaria – aggiunge il presidente di Cna Umbria -. In Umbria e nel Paese siamo arrivati ad affrontare la seconda ondata non adeguatamente preparati all’urto dell’incremento esponenziale dei contagi, per cui oggi più che mai è necessario lavorare insieme, istituzioni, enti locali, maggioranza, opposizioni e parti sociali, per evitare il corto circuito del sistema sanitario e per garantire le cure più adeguate sia ai contagiati dal Covid-19 che a tutti gli altri. Come CNA – conclude Cesca – proveremo a dare un ulteriore piccolo contributo anche su questo versante nel corso delle prossime settimane.”

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Novembre 14, 2020
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Artigiano in Fiera live: partecipa con ASSOGAL

Scopri AFLive from Ge.Fi. Spa on Vimeo.

AssoGal Umbria ha valutato l’opportunità di partecipare all’evento live “Artigiano in Fiera 2020“, che si svolgerà nella piattaforma on line di AF per la durata di 1 anno.

La piattaforma AF Live offre un livello alto di experience ai visitatori grazie ad una presentazione multimediale e suggestiva di ciascuna azienda partecipante, resa possibile attraverso video e foto in alta risoluzione realizzati da uno studio professionale di video maker direttamente presso le sedi degli artigiani: una grande opportunità di engagement e di promozione per le aziende e del territorio.

Artigiano in Fiera Live si relaziona con un mercato composto da 13 milioni di utenti di cui 4,5 milioni hanno interagito con i social, 1 milione si sono registrati attraverso l’application attivata lo scorso anno e di questi 800.000 hanno lasciato l’indirizzo email.

BANDI ONLINE

GAL MEDIA VALLE DEL TEVERE scadenza 20 novembre
Avviso Artigiano in Fiera LIVE
Scarica la SCHEDA DI ADESIONE
Scheda di Adesione Artigiano in Fiera LIVE

GAL TRASIMENO ORVIETANO scadenza 20 novembre
Avviso Artigiano in Fiera LIVE 
Scarica laSCHEDA DI ADESIONE
Scheda di Adesione Artigiano in Fiera Live

GAL TERNANO scadenza 20 novembre
Avviso Artigiano in Fiera LIVE 
Scarica laSCHEDA DI ADESIONE
SchedaAdesione.AF_.LIVE_TR

GAL ALTA UMBRIA scadenza 18 novembre
Avviso Artigiano in Fiera LIVE
Scarica laSCHEDA DI ADESIONE
SchedaAdesioneAF-LIVE_AU

GAL VALLE UMBRA SIBILLINI scadenza 18 novembre
Avviso Artigiano in Fiera LIVE
Scarica laSCHEDA DI ADESIONE
SchedaAdesione_sib

Articolo in aggiornamento*


Per maggiori informazioni contatta:

Maria Paola de Furia – 075 5059167 – mariapaola.defuria@cnaumbria.it

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Novembre 13, 2020
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ABUSIVISMO, un PROTOCOLLO anche a TERNI

protocollo abusivismo

Laura Dimiziani, CNA – Responsabile territoriale dell’attuazione del Protocollo

Dopo Perugia, firmato anche per la provincia di Terni un protocollo contro il fenomeno dell’abusivismo. Anche in questo caso a sottoscriverlo sono stati CNA Umbria, la Prefettura e l’Agenzia delle Dogane e Monopoli.

Già operativo l’indirizzo di posta elettronica abusivismo@cnaumbria.it al quale sarà possibile segnalare, anche in forma anonima, episodi di abusivismo commerciale o di contraffazione e altre situazioni di irregolarità legate a questi fenomeni.

Attivato, inoltre, il numero verde dedicato 800 699 790, al quale rivolgersi per tutte le informazioni sull’iniziativa. Sia la casella di posta che il numero verde sono gestiti da CNA Umbria.

Le segnalazioni ricevute saranno trasmesse alle autorità competenti per verifiche e approfondimenti.

Per il presidente di CNA Umbria Renato Cesca “l’abusivismo è il principale problema con cui devono fare i conti specialmente le micro e piccole imprese di servizi, come operatori del settore benessere – acconciatura ed estetica, impiantisti, tagliaboschi. Anche la contraffazione rappresenta un grave danno specie per le produzioni di eccellenza che esprimono il Made in Italy. Esprimiamo soddisfazione per la collaborazione stretta e sinergica con la Prefettura e con l’Agenzia delle Dogane, e per loro tramite con tutti gli organi preposti al controllo, che oggi viene stabilita attraverso la sottoscrizione del Protocollo contro l’abusivismo e la contraffazione. Nel momento in cui ci troviamo di fronte a nuove restrizioni alle attività economiche è importante rafforzare e mettere in evidenza un impegno condiviso a sostegno di tutti gli operatori che lavorano nella trasparenza e nell’osservanza delle regole”.
Per Laura Dimiziani, responsabile territoriale dell’attuazione del Protocollo d’intesa per CNA Umbria, “l’indirizzo di posta elettronica rappresenta uno strumento di facile accessibilità, a disposizione delle imprese e dei cittadini, che, anche nell’anonimato, possono così contribuire a far emergere il più possibile casi di irregolarità che penalizzano chi lavora nel rispetto della legalità.”

Il Prefetto di Terni, Emilio Dario Sensi, ha rimarcato come “l’attenzione ai predetti fenomeni assuma una portata quanto mai attuale nell’odierna congiuntura socio- economica, imponendosi come prioritario obiettivo da perseguire da parte delle Istituzioni e delle associazioni rappresentative di categoria.”
Anche il Direttore Territoriale Dogane e Monopoli, Roberto Chiara, ha evidenziato “l’importanza del protocollo, che consente le sinergie necessarie tra autorità ed enti per combattere al meglio fenomeni gravi come quello della contraffazione, che danneggia non solo le aziende, il loro fatturato e la loro immagine, ma anche gli stessi consumatori per i rischi connessi alla scadente qualità dei prodotti e quelli potenziali alla loro salute.”
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Novembre 11, 2020
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BANDO per l’ECONOMIA CIRCOLARE

bando economia circolare

Disponibile un bando a sostegno dell’economia circolare che finanzia progetti per riconvertire la produzione delle imprese.

Possono partecipare imprese di qualunque dimensione e settore e centri di ricerca, sia in forma singola che associata. Nelle forme associate è consentita anche la presenza di centri di ricerca come co-proponenti.

In particolare i progetti devono riguardare:

  • l’utilizzo efficiente delle risorse e il trattamento/trasformazione dei rifiuti, che devono essere ridotti al minimo
  • la progettazione e sperimentazione di prototipi per rafforzare percorsi di simbiosi industriale
  • processi per l’uso razionale e la sanificazione dell’acqua
  • strumenti innovativi per aumentare la durata dei prodotti e rendere il ciclo produttivo più efficiente
  • nuovi modelli di packaging che prevedano l’utilizzo di materiali recuperati
  • sistemi di selezione di  materiali piccoli e leggeri per aumentarne il recupero e riciclo

I progetti devono:

  • avere un alto contenuto di sostenibilità e innovazione tecnologica
  • essere realizzati sul territorio nazionale
  • prevedere spese e costi ammissibili di almeno 500mila e massimo di 2milioni di euro
  • avere una durata tra i 12 e i 36 mesi

Sono ammesse spese relative a:

  1. personale
  2. strumenti e attrezzature
  3. servizi di consulenza e beni immateriali
  4. spese generali
  5. materiali

I progetti ammessi vengono sostenuti in parte con un finanziamento agevolato, in parte con un contributo alle spese (20% per micro-piccole imprese, 15% per le medie, 10% per le grandi).

La dotazione finanziaria complessiva è di 279 milioni di euro.

Le domande potranno essere inserite a partire dal 30 novembre 2020, mentre l’invio vero e proprio sarà possibile dal 10 dicembre 2020.


Hai bisogno di maggiori informazioni e di assistenza nella preparazione del progetto? Contatta l’ufficio dei Servizi Innovativi ai seguenti recapiti:

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Novembre 11, 2020
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COVID-19, l’UMBRIA é nella zona GIALLA

umbria zona gialla

L’Umbria è stata qualificata come zona gialla nella nuova classificazione delle Regioni italiane fondata sull’indice di rischio Covid-19.

Ecco la suddivisione in tre diversi colori delle Regioni:

  • Area gialla:
    • Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Province di Trento e Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto.
  • Area arancione:
    • Puglia, Sicilia.
  • Area rossa:
    • Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta

Dopo il nuovo DPCM del 3 novembre 2020, dunque, per l’Umbria non cambia niente rispetto al precedente decreto e all’ordinanza della Regione, tranne il coprifuoco previsto su tutto il territorio nazionale dalle ore 22:00 alle ore 05:00, l‘asporto permesso fino alle 22 e l’invito a spostarsi solo se necessario.

Per gli spostamenti durante la durata del coprifuoco, consentiti esclusivamente per motivi di lavoro e salute, è necessario compilare una autocertificazione (scaricala qui).

 

 


Se hai bisogno di maggiori informazioni sull’Umbria zona gialla, contatta i nostri uffici territoriali (l’elenco lo trovi qui).

 

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Novembre 05, 2020
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  • CNA UMBRIA

    Via Angelo Morettini, 7
    06128 Perugia
    Tel: 075 505911 ||
    Fax: 075 5006279
    info@cnaumbria.it
    C.F. 94005590545

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