Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa
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Eletto il nuovo presidente CNA Umbria

Michele Carloni, 35 anni, una laurea in relazioni internazionali, tre lingue estere parlate all’attivo, direttore generale di un’impresa innovativa e internazionalizzata del settore della meccanica con oltre 70 dipendenti, è il nuovo presidente della CNA dell’Umbria, che ha ricevuto il testimone direttamente dalle mani di Renato Cesca nel corso dell’assemblea elettiva dell’associazione tenutasi il 16 luglio scorso.

Con l’elezione di Carloni CNA sceglie di puntare decisamente sui giovani. Il neo presidente, infatti, sarà affiancato da una squadra di 10 imprenditori la cui età media si è sensibilmente abbassata rispetto all’organismo di presidenza uscente. Oltre alle riconferme di Leonardo Santarelli, Ciro Schiaroli e Luigi Silvestrini, sono stati eletti anche Claudio Floritelli, Leonardo Faccendini, Mirko Papa, Simone Cipiccia, Massimiliano Sciattella, Elisa Ferrucci e Michelangelo Faluomi, in rappresentanza dei diversi settori di attività delle imprese associate e dei territori in cui la CNA è presente nella regione.

“Il primo impegno della neo presidenza – afferma Carloni – sarà quello di contribuire alla programmazione dei nuovi fondi strutturali 2021/2027 attraverso le proposte che usciranno dal tavolo di coordinamento delle dieci maggiori associazioni d’impresa dell’Umbria, che nelle scorse settimane hanno sottoscritto un patto al riguardo con l’obiettivo di fornire un supporto alla Regione e facilitare la crescita di tutte le imprese con progetti innovativi, a prescindere dalla loro dimensione, perché solo così si potrà creare nuova occupazione e favorire la crescita del Pil regionale. Infatti, il teorema secondo il quale la crescita delle grandi imprese comporti, a cascata, anche lo sviluppo di quelle più piccole, non ha funzionato. Puntiamo quindi al sostegno delle migliaia di micro e piccole imprese italiane e umbre che continuano a costituire l’ossatura del sistema produttivo (99%) e a garantire più del 70% dell’occupazione del settore privato.

Cna, insieme alle associazioni firmatarie del patto di coordinamento, lavorerà sui temi della transizione ecologica e digitale, sull’innovazione, sui nuovi investimenti, sulla ricerca, sull’internazionalizzazione, sulla formazione delle competenze e sull’accesso al credito.

Per Carloni “ci sono tutte le condizioni per fare un buon lavoro perché i prossimi anni saranno ricchi di opportunità grazie alle ingenti risorse a sostegno dello sviluppo provenienti dal PNRR e dai fondi strutturali. Ma non basteranno se non saranno accompagnate dalle indispensabili riforme, in primis quella della pubblica amministrazione, e da temi cruciali quali quello delle infrastrutture. L’obiettivo deve essere quello di costruire un habitat favorevole alla nascita e alla crescita dell’attività d’impresa.”

Michele Carloni ha voluto ringraziare con particolare calore il presidente uscente Renato Cesca, “che ci ha consegnato un’associazione sana e fortemente radicata e sul cui prezioso contributo spero di poter continuare a contare.” Un ringraziamento il neo presidente lo ha rivolto anche alla presidente della giunta regionale, Donatella Tesei, e al segretario generale della CNA, Sergio Silvestrini, che hanno partecipato con lui alla tavola rotonda seguita all’assemblea elettiva.

“L’Italia – ha affermato Silvestrini – è di fronte a una sfida epocale, forse la più grande da sessant’anni a questa parte perché arriveranno risorse che non si sono mai viste prima. Il primo atto di politica economica dovrà essere quello di tornare a guardare al futuro con ottimismo. Si parla sempre delle piccole imprese come un vizio capitale dell’Italia, poi però vediamo che nel 2021 l’Italia ottiene la miglior performance in materia di export e allora, forse, dovremmo riconoscere che questo modello italiano fatto di micro e piccole imprese non è poi così male. Dobbiamo essere consapevoli che non ci saranno altre occasioni per far tornare l’Italia al centro e che si tratta di una sfida che chiama tutti al massimo impegno, alla capacità di stare insieme, di unire le forze e la capacità creativa del nostro popolo. Sono sicuro che la CNA dell’Umbria, con il suo gruppo dirigente, saprà fare ottimamente la sua parte.”

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Luglio 19, 2021
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“INSIEME PER INNOVARE”

NASCE IN UMBRIA IL TAVOLO DI COORDINAMENTO

TRA LE MAGGIORI ASSOCIAZIONI D’IMPRESA 

Nasce INSIEME PER INNOVARE, un tavolo di coordinamento per ragionare insieme sulle principali leve per lo sviluppo, portare a sintesi le proposte da avanzare alla Regione in vista della programmazione dei nuovi fondi strutturali 2021/2027 e dell’attuazione del PNRR, e ridisegnare un modello di sviluppo per l’Umbria teso a favorire la crescita, a migliorare la quantità e qualità dell’occupazione e accrescere le tutele sociali e sanitarie. Senza dimenticare le indispensabili riforme della pubblica amministrazione, la riorganizzazione del servizio di trasporto pubblico e dello smaltimento dei rifiuti e la questione infrastrutturale.

A sottoscriverlo le 10 maggiori associazioni di categoria dell’Umbria della piccola industria, dell’artigianato, del commercio, della cooperazione e dell’agricoltura, che il 9 luglio 2021 lo hanno presentato nel corso di una conferenza stampa digitale. A illustrare il progetto è stato Renato Cesca, presidente della CNA, a nome e per conto dei presidenti delle altre associazioni firmatarie: Mauro Franceschini per Confartigianato, Carlo Salvati di Confapi, Giorgio Mencaroni della Confcommercio, Giuliano Granocchia per Confesercenti, Carlo Di Somma di Confcooperative, Dino Ricci della Legacoop, Albano Agabiti per Coldiretti, Matteo Bartolini della CIA e Anna Ciri, vicepresidente di Confagricoltura.

“Con INSIEME PER INNOVARE, pur nel rispetto dei rispettivi ruoli, vogliamo portare il contributo del mondo delle piccole e medie imprese all’importante sforzo programmatico e semplificativo a cui sarà chiamata la Regione nei prossimi mesi, avanzando proposte condivise in un momento particolarmente difficile e al tempo stesso ricco di opportunità da cogliere per introdurre finalmente nel sistema-Umbria quelle innovazioni che non si possono più rimandare. Per questo chiediamo che l’assunzione di decisioni da parte della Regione sia preceduta da un ampio confronto sul modello di sviluppo che si intende perseguire e sugli strumenti con i quali attuarlo.”

Nel patto vengono individuati i principali driver per la crescita: transizione ecologica e digitale, economia circolare, formazione, internazionalizzazione, ricerca, sostegno al credito, rigenerazione urbana, infrastrutture etc… “Pensiamo che il confronto debba prevedere approfondimenti specifici su ciascuno di questi driver, la cui diversa combinazione potrà portare alle innovazioni che tutti auspichiamo.”

Le ultime stime economiche per l’Italia prevedono un PIL in crescita del 5% nel 2021 e la possibilità di tornare ai livelli pre-Covid entro il 2022.

“Per l’Umbria ci potrebbe volere più tempo a recuperare i punti di PIL persi negli anni. Proprio per questo crediamo che il confronto sia utile e necessario per realizzare una programmazione pluriennale basata su innovazioni importanti per tutti. Su alcuni temi specifici, come quello delle infrastrutture, auspichiamo un accordo bipartisan tra le forze politiche affinché si possano adottare piani di investimento la cui attuazione sia garantita in tempi che sicuramente vanno al di là delle singole legislature.”

Il coordinamento delle associazioni sottolinea ancora una volta la composizione articolata del sistema produttivo regionale. Da qui la necessità di politiche e strumenti diversificati per dimensione di impresa per sostenere la crescita di tutte le imprese che abbiano progetti innovativi.

Questo tavolo è aperto alla partecipazione di tutte le associazioni e alla massima condivisione delle proposte e nei prossimi mesi intendiamo allargare il confronto anche alle maggiori forze sindacali dei lavoratori presenti in Umbria. Perché il momento è troppo importante per rischiare di disperdere le risorse attese inseguendo interessi particolari.”

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Luglio 09, 2021
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TPL UMBRIA, serve un CAMBIO di PASSO

Presentate le proposte delle piccole imprese del settore:

soluzioni green e su misura, prezzi concorrenziali

e investimenti digitali

 

Soluzioni flessibili e green adatte alle caratteristiche geografiche e demografiche dell’Umbria, prezzi assolutamente concorrenziali e disponibilità a fare investimenti importanti in materia di digitalizzazione. È quanto sono disposte a mettere sul piatto le piccole imprese private del trasporto pubblico locale, supportate da uno studio sulle “Potenzialità di sviluppo di un sistema di trasporto flessibile a richiesta a servizio della mobilità nella regione Umbria”, realizzato con il contributo scientifico dell’Università degli Studi di Bologna (prof.ssa Maria Nadia Postorino).

“Con questo lavoro – dichiara Enrico Ceccarelli, imprenditore del trasporto persone e dirigente di CNA Fita Umbria – intendiamo portare il nostro contributo alla riflessione aperta su come riorganizzare la rete del trasporto pubblico locale regionale, in vista dell’imminente nuova gara di affidamento del servizio. Lo studio si concentra sulla formula alla quale, ne siamo convinti, l’Umbria dovrà guardare per disegnare il futuro del trasporto locale.”

“La nostra regione – aggiunge Marina Gasparri, responsabile regionale della Cna per il settore dei trasporti – presenta caratteristiche tali in fatto di morfologia e di struttura insediativa per cui, di fatto, esistono solo due grandi nodi, Perugia e Terni, dove la domanda di trasporto pubblico giustifica pienamente un servizio così come lo abbiamo conosciuto finora, fatto di autobus da oltre 50 posti, con itinerari e orari fissi. Nel resto dell’Umbria la domanda di trasporto è debole, influenzata da territori montani e spazi rurali; persone anziane e disabili che, per motivazioni diverse, non possono utilizzare un trasporto pubblico standard. E sono proprio le aree a domanda debole a rappresentare la sfida in termini di pianificazione, perché occorre bilanciare il diritto alla mobilità delle persone con l’utilizzo delle risorse. La soluzione che, secondo noi, è in grado di rispondere a questa esigenza è quella della mobilità flessibile su richiesta: un sistema che fornisce all’utente, in tempo reale, una serie di soluzioni di viaggio già ottimizzate rispetto al momento in cui il servizio vuole essere utilizzato, e per questo economiche anche se tagliate su misura. Un servizio di questo tipo – prosegue Gasparri – richiede un parco mezzi fatto di vetture, minivan e minibus, un equipaggio di autisti complessivamente in grado di garantire la massima flessibilità e, soprattutto, una piattaforma digitale di supporto, per la quale le piccole imprese private sono disponibili a realizzare gli investimenti necessari.”

Una sfida in termini di organizzazione e disponibilità che i piccoli operatori privati del trasporto persone sono in grado di sostenere in pieno, avendo anche già un’esperienza in materia con i servizi a chiamata che già forniscono da anni, seppure per numeri limitati.

“La mobilità flessibile – va avanti Marina Gasparri -, se introdotta sistematicamente, razionalizzerebbe in termini di costi tutto il servizio pubblico, permettendo di azzerare le diseconomie che si generano applicando il servizio tradizionale a zone o ad orari della giornata in cui la domanda dell’utenza è bassa, offrendo in cambio un servizio di maggiore qualità e più rispondente alle attese degli utenti. Pensiamo inoltre ai notevoli vantaggi ambientali che ne deriverebbero con meno mezzi in circolazione e un progetto di progressiva conversione del parco macchine con veicoli ad alimentazione ecologica. Infine, un sistema di trasporto flessibile a chiamata sarebbe l’ideale per accogliere anche un’altra domanda in cui l’Umbria deve fare passi avanti, quella che viene dai turisti, che potrebbero utilizzare il servizio a chiamata per i trasferimenti del cosiddetto ultimo miglio (dall’aeroporto, dai nodi ferroviari) e per gli spostamenti interni tra città e borghi.”

Lo studio approfondisce le caratteristiche tecniche del servizio, sia da un punto di vista dell’infrastruttura digitale che dovrebbe gestire le richieste provenienti dagli utenti, sia su come rendere ancora più forte la vocazione green, con il possibile utilizzo di mezzi a combustibili alternativi.

“Insomma – conclude Gasparri – nonostante la crisi profonda in cui hanno vissuto questo anno e mezzo di pandemia, le imprese artigiane del trasporto privato sono pronte a fare la loro parte nel nuovo TPL dell’Umbria, con idee e progetti che guardano al futuro.”

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Maggio 28, 2021
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“IMPRESE, OGGI è il MOMENTO degli INVESTIMENTI”

 

Nonostante ci troviamo in una situazione estremamente complicata dovuta alla pandemia, per le imprese, anche le più piccole, oggi è anche un momento unico per cogliere l’opportunità data dalle numerose misure nazionali e regionali a sostegno degli investimenti. Non sprechiamola.”

Renato Cesca, imprenditore e presidente di Cna Umbria, parla a margine della conferenza stampa odierna (12/05/2021) con cui l’associazione ha presentato a una platea di circa 100 imprese gli strumenti inseriti nel piano nazionale Transizione 4.0, i bandi regionali di prossima uscita orientati a favorire gli investimenti in nuova tecnologia, ricerca e formazione, e il pacchetto di servizi Innovaimpresa per aiutare gli associati a utilizzare le misure.

“Abbiamo fatto un esame approfondito di tutti gli strumenti esistenti – afferma Cesca -, in particolare di quelli che rappresentano un’evoluzione del vecchio pacchetto Impresa 4.0 in vigore già da qualche anno e oggi inseriti nel piano nazionale Transizione 4.0. Ne è emerso che tutte le imprese che abbiano intenzione di investire hanno a disposizione molte possibilità, a partire dai crediti di imposta: quelli sugli investimenti 4.0, per esempio, possono arrivare fino al 50%, quelli previsti per la ricerca e sviluppo vanno fino al 20%, arrivano al 15% i crediti per l’innovazione tecnologica e il design e, particolarmente interessante per le imprese più strutturate, quelli per la formazione 4.0 toccano la soglia del 50%.”

Ma novità interessanti arrivano anche dai cinque bandi che la Regione Umbria si appresta a pubblicare.

“Per la gran parte sono bandi volti a sostenere gli investimenti legati all’innovazione tecnologica e digitale, con contributi a fondo perduto che possono arrivare al 40% e che, tra i costi ammissibili, comprendono anche le spese per consulenze digitali e, in alcuni casi, anche la formazione. La cosa sicuramente più interessante è che, in molti casi, gli incentivi regionali sono cumulabili con quelli nazionali. Questo significa offrire anche alle imprese più piccole la possibilità di realizzare investimenti ambiziosi. Abbiamo condiviso con l’assessore regionale allo sviluppo economico, Michele Fioroni, la scelta di spingere molto non solo sugli investimenti delle grandi imprese, per le quali le occasioni non sono mai mancate negli anni, ma anche su quelli delle aziende di minori dimensioni, attraverso strumenti concepiti per soglie, sia di ampiezza dell’investimento, sia di dimensioni aziendali.”

Per diffondere tra gli associati la conoscenza di queste opportunità e per semplificare le procedure per accedervi, Cna Umbria ha dato finalmente gambe al proprio DIH (digital innovation hub), concependo “Innovaimpresa” (clicca qui per andare al sito dedicato), un pacchetto di servizi specifici dedicati all’innovazione

“Si va dal digital assessment per valutare la maturità digitale di un’impresa, al rilascio di perizie asseverate per l’acquisizione di nuovi processi produttivi o dei visti di conformità funzionali all’utilizzo dei crediti di imposta, dalla costruzione/rendicontazione di progetti di R&S (ricerca e sviluppo) all’organizzazione di corsi di formazione legati all’introduzione in azienda delle cosiddette tecnologie abilitanti. Questi servizi si aggiungono ad altri che già forniamo da tempo, soprattutto in materia di processi di internazionalizzazione e per facilitare l’accesso ai bandi e agli incentivi. Siamo convinti che la campagna di vaccinazione darà presto i suoi frutti. Se alla ripresa delle attività dopo lo stop forzato si affiancherà una spinta degli investimenti, crediamo che si potrà aprire un’opportunità unica per creare nuova occupazione e tornare a crescere in tempi brevi. Certo, a questo dovranno aggiungersi la volontà di sciogliere finalmente alcuni lacci all’economia dovuti alla scarsa infrastrutturazione del territorio e l’indispensabile riforma per adeguare la pubblica amministrazione alla velocità richiesta dai tempi, ma intanto – conclude il presidente di Cna Umbria, come sistema produttivo, sfruttiamo l’occasione per investire nelle nostre imprese e creare posti di lavoro.”

 

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Maggio 12, 2021
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“BANDI REGIONALI, un’OTTIMA NOTIZIA”

bandi regionali

“Una manovra regionale che impegna 25,5 milioni di euro a sostegno degli investimenti delle imprese sulla digitalizzazione va nel senso da noi auspicato. Pertanto possiamo dirci pienamente soddisfatti.”

Sono le parole di Renato Cesca, presidente di CNA Umbria, subito dopo l’annuncio fatto  stamattina dalla presidente della giunta regionale Donatella Tesei e dall’assessore Michele Fioroni,  alla presenza dei presidenti di Gepafin e Sviluppumbria, Carmelo Campagna e Michela Sciurpa (qui trovi la sintesi della conferenza stampa).

“In particolare, la previsione di due bandi specifici per le micro e piccole imprese e di un bando con maggiori risorse per le imprese più strutturate, cui si aggiungono i due bandi sulle aree di crisi Terni-Narni e area ex Merloni, risponde alle esigenze manifestate dalle imprese negli ultimi mesi. Siamo convinti che il sostegno alla trasformazione digitale delle imprese possa contribuire in maniera importante al riposizionamento del nostro sistema economico-produttivo. Inoltre, nei bandi più corposi, è stata inserita la possibilità di unire agli investimenti digitali anche quelli relativi alle opere murarie ad essi collegate: anche questa è una novità importante in quanto gli immobili produttivi devono essere riqualificati al pari di quelli privati e pubblici. Adesso ci auguriamo che le misure annunciate vengano pubblicate velocemente perché la rapidità è fondamentale. Il lavoro fatto in stretta sinergia con la giunta e con le agenzie regionali – conclude Cesca – rappresenta un fatto importante per la nostra associazione e per tutto il sistema imprenditoriale.”

Scarica qui le slide presentate durante la conferenza stampa

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Aprile 30, 2021
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TURISMO, serve una PROGRAMMAZIONE CONDIVISA

turismo programmazione condivisa

 

“Definire insieme una data certa per la riapertura delle attività e programmare sinergicamente le iniziative pubbliche e private rappresentano il percorso obbligato per la ripartenza della stagione turistica dopo l’ottimo lavoro fatto dalla Regione per il sostegno a uno dei comparti che, per i grandi effetti su un indotto costituito da micro e piccole imprese dei servizi e del manifatturiero. Sicuramente è tra più importanti per l’economia regionale.”

A parlare è Michele Benemio, imprenditore alberghiero nonché presidente di Cna Turismo e Cultura Umbria.

“Il pacchetto Umbriaperta presentato dall’assessore Paola Agabiti rappresenta un ottimo inizio.

Tra le misure previste la più incisiva è sicuramente quella per la qualificazione delle strutture ricettive, alla quale sono destinati 8 dei 14 milioni previsti dal piano. Ma servono ulteriori strumenti, in particolare quelli volti a favorire l’accesso al credito da parte di tutte le imprese, determinante soprattutto nella fase della ripartenza per avere la giusta liquidità necessaria alla riaccensione dei motori. Al tempo stesso è fondamentale stabilire a stretto giro una data certa anche per la riapertura dei ristoranti al chiuso. Sono tantissime le imprese di ristorazione che non hanno a disposizione le superfici per riprendere l’attività all’aperto e che sono alle prese con difficoltà anche maggiori rispetto alle strutture ricettive. In questo caso siamo disponibili, perlomeno nella fase iniziale, anche a un irrigidimento delle prescrizioni sulle distanze tra i tavoli pur di ricominciare subito.”

Da Benemio arriva un giudizio positivo anche sulle proposte in discussione nell’ambito del Recovery fund.

“Bene i progetti per la realizzazione o l’ampliamento delle piste ciclabili o per il potenziamento dei percorsi religiosi o alla qualificazione dei piccoli borghi. L’unica nota ancora dolente è quella di una tassazione locale che non tiene minimamente conto dell’andamento reale del comparto, che dal marzo dello scorso anno, è sicuramente il più penalizzato. Riteniamo che in tutti i Comuni, nonostante alcune piccole agevolazioni adottate qua e là, almeno per tutto il 2021 debba essere prevista un’esenzione totale dal pagamento di Imu, Tari, Tosap e tassa di soggiorno da parte delle imprese del turismo. Tasse locali elevate e mancanza di liquidità rischiano di rappresentare un impedimento insormontabile per l’effettiva ripartenza di tante strutture, dietro le quali si reggono le sorti di tante famiglie: quelle degli imprenditori ma anche quelle di tanti dipendenti. In ultimo – conclude Benemio – dobbiamo essere consapevoli che, qualunque cosa faremo, perché abbia successo presuppone una rapida e massiccia campagna vaccinale. Campagna, mi sento di aggiungere, che laddove fosse aperta alle categorie economiche necessarie, non preveda distinzioni tra imprese di serie A e imprese di serie B, perché al di là delle dimensioni aziendali, imprenditori e lavoratori hanno tutti gli stessi diritti.”

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Aprile 21, 2021
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La BUROCRAZIA FRENA il SUPERBONUS

Tempi di attesa lunghissimi anche in provincia di Perugia

 

“Tempi di attesa per il primo accesso agli atti per una pratica di superbonus? Anche più di cinque mesi in provincia di Perugia. Di questo passo, quella che potrebbe essere un’occasione unica per riqualificare il patrimonio immobiliare dell’Umbria, si trasformerà in un fallimento.”

C’è amarezza nelle parole di Pasquale Trottolini, responsabile di Cna Costruzioni Umbria, che dopo una prima ricognizione nei Comuni della provincia di Terni fatta in collaborazione con gli studi tecnici e professionali, dalla quale erano emersi ritardi notevoli nelle pratiche preliminari per poter presentare un progetto di recupero usufruendo del Superbonus, denuncia una situazione addirittura più pesante nel Perugino.

La rilevazione della situazione nei principali Comuni della provincia di Perugia – afferma Trottolini -, sebbene abbia evidenziato una situazione a macchia di leopardo, ha portato alla luce situazioni molto critiche. Purtroppo è proprio nel capoluogo di regione che si registrano i ritardi più consistenti, con pratiche giacenti presso gli uffici tecnici dall’ottobre scorso.

Oltre cinque mesi!

Aspettare così tanto solo per poter avviare la progettazione avendo l’obbligo di completare i lavori entro il mese di giugno 2022, equivale a dire addio agli incentivi. Abbiamo apprezzato che l’assessore all’urbanistica di Perugia, Margherita Scoccia, si sia impegnata da subito a potenziare l’ufficio dedicato alle pratiche del Superbonus.

Purtroppo i risultati, stando a quanto abbiamo riscontrato, tardano ad arrivare. E non ci si può aspettare che arrivino dalla digitalizzazione degli archivi in quei Comuni dove questo processo non sia stato avviato per tempo, come a Perugia, perché non è un’operazione semplice né, tantomeno, veloce.

Il tutto è aggravato, guardando anche agli altri Comuni, dalle differenze interpretative della normativa da parte dei dirigenti e del personale addetto e dal ricorso massiccio allo smart working, che amplifica a dismisura i tempi di risposta a tutte le pratiche, superbonus compreso.

Noi – aggiunge Trottolini – crediamo che l’unica via al momento percorribile per accorciare i tempi di attesa, sia quella di assegnare immediatamente tutto il personale disponibile all’interno delle piante organiche dei Comuni allo smaltimento delle pratiche del superbonus e degli altri incentivi statali. Se ciò non bastasse potrebbero esserci altri strumenti da attuare in collaborazione con i professionisti privati, oppure con l’attivazione di tirocini formativi anche all’interno della pubblica amministrazione, per i quali potrebbero essere previsti strumenti di supporto a livello regionale.

Insomma, sono necessari correttivi urgenti se vogliamo far ripartire l’economia dell’Umbria. Dalle prime proiezioni ci risulta che il superbonus e le altre detrazioni potrebbero incidere notevolmente sull’economia regionale.

Basti pensare che nel solo 2019, il valore delle detrazioni fiscali legate alle ristrutturazioni e al risparmio energetico, in Umbria è stato di ben 109 milioni di euro. Considerando che in quel caso si parla di detrazioni che vanno dal 50% al 65%, è facile immaginare che con il superbonus al 110% il Pil dell’Umbria potrebbe crescere almeno di un punto all’anno. È per questo che insistiamo tanto perché questo strumento venga prorogato almeno fino a tutto il 2023. Infine – conclude Pasquale Trottolini -, non trascuriamo nemmeno quanto una riqualificazione massiccia del patrimonio immobiliare regionale potrebbe significare in termini di sostenibilità, offrendo nuovi contenuti al cosiddetto brand Umbria e a tutto quello che potrebbe significare per l’attrazione di flussi turistici e nuovi investimenti.”

 

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Aprile 16, 2021
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AREE di CRISI, BENE i BANDI REGIONALI

bandi aree di crisi

I due bandi pubblicati il 13 aprile per sostenere gli investimenti delle imprese ubicate nelle due aree di crisi dell’Umbria, che più volte avevamo sollecitato all’assessore regionale allo sviluppo economico, Michele Fioroni, vanno nella giusta direzione. Ci auguriamo che vengano appostate ulteriori risorse e che misure analoghe vengano varate prossimamente anche per le imprese degli altri territori, in modo da agganciare una ripresa quanto mai necessaria dopo tanti mesi di pandemia sanitaria ed economica.”

Laura Dimiziani, responsabile Cna per il Ternano, interviene all’indomani della pubblicazione delle misure a favore delle imprese dell’area di crisi complessa Terni-Narni ed ex Merloni.

“Valutiamo molto positivamente il bando per l’area di Terni-Narni – afferma Dimiziani – perché incentivare gli investimenti in un momento tanto difficile significa fornire gli strumenti per promuovere nuova occupazione stabile nelle imprese di produzione e di servizi alla produzione, a prescindere dalla loro dimensione. Infatti, saranno ammessi investimenti a partire da un valore di 50mila euro. Questo significa che anche imprese di piccola dimensione potranno avvalersene per fare investimenti riconducibili nella sostanza a Impresa 4.0 e, in generale, a tutti gli investimenti innovativi. Una novità importante è rappresentata dalle consulenze agli investimenti, il cui costo rientra tra quelli ammissibili. Anche in questo caso si tratta di un elemento che va incontro alle esigenze delle imprese più piccole, che raramente possiedono le competenze interne per fare valutazioni di questo genere. Un’altra novità del bando riguarda l’inclusione delle opere murarie, purché riconducibili all’investimento in macchinari. Positivo che tra i criteri per stilare la graduatoria sia previsto, ad esempio, l’incremento occupazionale previsto. Gli unici elementi critici – aggiunge Dimiziani – sono rappresentati dalla dotazione finanziaria di soli 3 milioni di euro e dall’aver limitato alle sole imprese in contabilità ordinaria la possibilità di accedere al bando. Per entrambi gli aspetti abbiamo già chiesto dei correttivi. Caratteristiche analoghe e identico giudizio esprimiamo anche nei confronti del bando riservato alle imprese con sede nell’area della ex Merloni. A questo punto, però, quello che ci auguriamo come Cna, è che nei prossimi mesi la Regione metta a disposizione risorse più corpose per il sostegno agli investimenti attraverso bandi a valere anche sul resto del territorio regionale. Gli investimenti e l’acquisizione di maggiori competenze, infatti, rappresentano le vie principali per far ripartire l’economia e creare occupazione. A questo proposito – conclude Laura Dimiziani – suggeriamo alla Regione di voler considerare la possibilità di incentivare anche le consulenze funzionali all’advertising digitale e alla customer care, vale a dire le nuove funzioni aziendali strategiche per il sostegno alla digitalizzazione in atto nelle imprese, anche in quelle di piccole o piccolissime dimensioni.”


Clicca qui per trovare maggiori dettagli sui bandi per le aree di crisi

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Aprile 14, 2021
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RIAPRIRE le SCUOLE e le IMPRESE

riaprire scuole e imprese

Bene la riapertura delle scuole medie, ma deve essere allargata sin da subito anche alle superiori, come primo segnale per una veloce ripresa di tutte le attività.”

Ad avanzare la richiesta è Enrico Ceccarelli, imprenditore del trasporto persone ed esponente di punta di Cna Trasporti Umbria.

“Fermo restando che solo una campagna di vaccinazioni più serrata ci farà tornare alla normalità, vanno riaperte sia le scuole di ogni ordine e grado che le imprese rimaste finora completamente ferme o aperte a singhiozzo – dichiara Ceccarelli -, come quelle del trasporto persone, ma anche i bar e le pizzerie, che beneficerebbero subito delle lezioni in presenza degli studenti. Tanto più che i dati epidemiologici che riguardano l’Umbria sono più che buoni e che tali riaperture possono avvenire in completa sicurezza, anche alla luce degli ulteriori accorgimenti introdotti nei protocolli anti-Covid dall’accordo nazionale sottoscritto recentemente dal governo e dalle parti sociali.”

Quanto all’auspicato avvio di una campagna vaccinale serrata, la Cna si sta attivando affinché a tutte le imprese e ai lavoratori vengano garantiti in tempi certi gli stessi diritti di altre categorie, pur nel rispetto dei criteri individuati all’interno dell’ulteriore accordo raggiunto tra il ministero, le associazioni di categoria e i sindacati dei lavoratori.

“In particolare, ci stiamo adoperando in favore di un accordo di sistema che coinvolga il maggior numero possibile di attori, anziché lasciare che la campagna vaccinale si frammenti eccessivamente e rischi di disperdersi. Probabilmente – aggiunge Ceccarelli – siamo arrivati finalmente a intravedere una piccola luce in fondo a un tunnel nel quale siamo entrati oltre un anno fa e che ha finito per soffocare tantissime imprese. Pensiamo, ad esempio, a quelle del trasporto persone, che lo stop lo hanno subìto sin dal febbraio 2020 con l’annullamento di tutte le gite scolastiche, a cui hanno fatto seguito la chiusura delle scuole, il blocco dei congressi, delle fiere, del turismo – fatta eccezione per la fiammata dell’estate scorsa – e le limitazioni complessive alla mobilità delle persone. Le casse di queste imprese sono a secco, mentre sul piatto poggiano alcune questioni spinose ancora irrisolte, come quella dei ristori per i danni subiti dalle imprese del trasporto persone a seguito dell’interruzione dei contratti con il fermo della scuola nel precedente anno. Nonostante non ci siano più dubbi sulla legittimità della procedura, i Comuni non hanno ancora provveduto al riguardo, tranne alcune eccezioni. Quindi, si proceda velocemente verso la liquidazione di tali ristori e, soprattutto, si ridia la possibilità alle imprese di lavorare. Nelle stesse condizioni sono anche i titolari di bar, ristoranti, palestre, ma anche acconciatori ed estetiste o autoriparatori, colleghi imprenditori che si guadagnano da vivere lavorando a fianco dei dipendenti. Non chiediamo la luna, ma solo di poter lavorare. Le condizioni ci sono tutte – conclude Enrico Ceccarelli – basta averne la volontà politica.”

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Aprile 08, 2021
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CREDITO, nasce il CONFIDI UNICO Umbria e Marche

 Fidimpresa Umbria si fonde con UNI.CO. Marche

confidi unico umbria marche 

“Si è finalmente concluso, dopo più di un anno e mezzo, il percorso che ha portato alla creazione di un confidi interregionale forte e credibile, al servizio del centro Italia. Siamo convinti che per le micro e piccole imprese umbre questo si tradurrà in nuovi servizi per l’accesso al credito.”

Sono le parole di Antonello Cozzali, presidente di Fidimpresa Umbria che, tramite un’operazione di fusione per incorporazione, è entrata a far parte di UNI.CO. Marche.

Nasce dunque un nuovo attore nel mercato della garanzia e del credito che rappresenterà il territorio di Marche e Umbria grazie alla fiducia di oltre 50mila soci, forte di mezzi propri per oltre 68milioni di euro e un obiettivo di produzione, per il corrente anno, di almeno 150milioni di euro.

“Il percorso portato a termine era iniziato quasi due anni fa – dichiara Cozzali -. Dopo un rallentamento provocato dalla pandemia da Covid-19, la conclusione dell’iter è arrivata con la ratifica dell’assemblea dei soci di Fidimpresa del 24 marzo scorso. Nonostante le difficoltà dell’ultimo anno abbiamo ritenuto strategico concludere il processo di fusione perché il tema dell’accesso al credito è centrale per tutte le imprese. La costruzione di un confidi interregionale, che potrà garantire nuovi servizi anche alle imprese di micro e piccola dimensione, era l’unica strada da seguire per restare vicini ai nostri associati. Per questo siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto”.

Esprimono soddisfazione anche il presidente di UNI.CO. Maurizio Paradisi e il direttore generale Paolo Mariani, che tratteggiano la visione che ha accompagnato questo processo.

“Oggi, con questo annuncio, vogliamo comunicare al mercato il raggiungimento di un importante traguardo che vede la realizzazione di un progetto caratterizzato dalla forza di guardare oltre i confini regionali, coniugando obiettivi e metodologie comuni per sostenere le imprese in territori strategici come le Marche e l’Umbria”.

Per il presidente e il direttore è stata vincente la volontà di tutti gli interlocutori chiamati in causa, di guardare oltre le individualità, privilegiando una progettualità corale e condivisa.

“Il merito va alle tre associazioni di rappresentanza che hanno dato vita ad UNI.CO., quali CNA Marche, Confartigianato Marche e Confindustria, affiancate oggi da Confcommercio Marche Centrali e da CNA Umbria. Tutte hanno da subito manifestato la volontà di dare forma ad un’aggregazione capace di cogliere le nuove sfide proprie del mondo dei Confidi.”

Per inquadrare nel giusto binario questa fusione Paradisi e Mariani specificano quelli che sono gli elementi caratterizzanti la nuova struttura. “Sarà ancor più rafforzato il gioco di squadra esaltando le peculiarità e le caratteristiche proprie di ciascuno dei partecipanti. Partendo dalla consapevolezza che serviva perimetrare uno spazio territoriale più ampio, si è realizzata un’integrazione che vuole unire due regioni di medie dimensioni come le Marche e l’Umbria, che hanno un humus sociale ed economico molto simile, caratterizzato da un’elevatissima presenza di piccole e medie imprese. In un contesto come quello attuale, segnato dalla crisi pandemica, abbiamo colto questa opportunità per sostenere con ancor più forza il mondo dell’artigianato e della piccola e media impresa, mondo che sta soffrendo particolarmente questo momento di difficoltà. La nuova realtà che nasce oggi sarà in grado di essere più produttiva, di contenere i costi e di garantire una maggiore efficienza industriale grazie ad una squadra composta da circa 140 persone operative sui due territori.”

Il distanziamento sociale che ha segnato il 2020 ed il corrente anno non ha impedito la realizzazione di un importante progetto che, per essere portato a termine, ha fatto leva su una spiccata connotazione tecnologica orientata ai nuovi modelli di business.

“La volontà di servire la micro e piccola impresa e di riportarla al centro dell’attenzione per il suo immenso valore economico e sociale ha sempre guidato l’azione di tutti i soggetti artefici dell’operazione, che ringraziamo di nuovo per la loro volontà di andare oltre le provenienze e i territori, privilegiando la costruzione di un nuovo soggetto che – concludono Paradisi e Mariani – siamo certi potrà svolgere un ruolo strategico a supporto delle istituzioni regionali di Marche e Umbria.”

 

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Marzo 26, 2021
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