Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa
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BANDI REGIONALI, bene lo SCORRIMENTO delle GRADUATORIE

Accogliamo con favore la decisione della giunta di portare a scorrimento le graduatorie dei bandi regionali a sostegno degli investimenti delle imprese manifatturiere che, nonostante le difficoltà legate alla congiuntura economica, continuano a scommettere sulla crescita.

È positiva la reazione che la CNA dell’Umbria riserva al rifinanziamento di tre bandi regionali deciso ieri dalla giunta di palazzo Donini su proposta dell’assessore allo sviluppo economico, Michele Fioroni.

“La scelta di destinare ulteriori 6 milioni di euro al bando Large, 8 milioni all’avviso Ricerca e Innovazione e 2,5 milioni al bando Energia, va nella direzione da noi auspicata – dichiara Giampaolo Cicioni, presidente regionale di CNA Produzione -, stimolando la realizzazione di investimenti da parte delle tante imprese che, nei mesi scorsi, hanno presentato progetti a valere sulle tre misure. Si tratta di un provvedimento anticiclico a supporto di un settore che sta facendo fronte a difficoltà enormi legate soprattutto ai rincari straordinari del prezzo di energia e gas, a cui le misure di contrasto adottate dal governo non riescono a fare fronte. Difficoltà acuitesi, in particolare, con il rimbalzo che ha caratterizzato la crescita economica dopo il colpo assestato dalla crisi pandemica, a cui si aggiungono quelle legate alla ricerca di personale con competenze adeguate alle esigenze delle imprese.”

“D’altra parte – aggiunge Francesco Vestrelli, responsabile di CNA produzione Umbria – la proroga europea del regime del temporary framework potrà garantire, anche nei prossimi mesi, una elasticità nella gestione dei fondi europei in grado di riavvicinare le capacità di programmazione delle Regioni alle effettive esigenze delle imprese. Infine, ci auguriamo una velocizzazione dei percorsi per arrivare all’approvazione definitiva della programmazione dei fondi comunitari, che rappresentano uno strumento fondamentale di sostegno allo sviluppo economico, soprattutto – conclude Vestrelli – per quanto riguarda gli incentivi per l’innovazione e la formazione professionale dei giovani disoccupati.”

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Maggio 26, 2022
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INDAGINE CNA sui COSTI ENERGETICI e gli EFFETTI della GUERRA

“Se il trend economico attuale dovesse rimanere costante, gli effetti sul Pil saranno drammatici e addirittura superiori a quelli inferti dalla pandemia da Covid-19.”

I dati dell’indagine che Cna ha commissionato al centro studi Sintesi per verificare l’impatto degli aumenti dei prezzi dell’energia e del conflitto in Ucraina sulle imprese umbre, parlano chiaro.

“Quello che è emerso dalla ricerca – dichiara Francesco Vestrelli, responsabile regionale di Cna produzione -, sommato alle incertezze che hanno riguardato l’utilizzo del Superbonus e delle altre detrazioni fiscali sulla casa, avranno un effetto sul prodotto interno lordo sicuramente più pesante rispetto al + 4,7% stimato dal Governo nel settembre 2021 e ridotto al 2,9% ad aprile scorso. Bisogna assolutamente fare qualcosa per arginare in ogni modo questa situazione, approvando subito la nuova programmazione dei fondi comunitari per incentivare le imprese nell’autoproduzione di energia e nell’efficientamento dei capannoni, sostenerle nei loro investimenti e nella ricerca di nuovi prodotti e/o mercati di sbocco.”

“L’indagine – dichiara Alberto Cestari di Sintesi – ha permesso di appurare che l’energia elettrica è aumentata del 300% rispetto a un anno fa, passando da 62 a 248 euro al MWh. Se il trend venisse confermato per le imprese umbre significherebbe un aumento dei costi di circa 1,2 miliardi di euro, di cui oltre 800milioni da parte del settore manifatturiero.”

In Umbria si consumano ogni anno 5.307 GWh, il 76% dei quali da parte delle imprese.

“Per quanto riguarda il gas, il cui consumo annuale in Umbria supera 1,1 milioni di metri cubi (la metà dalle imprese), il costo è addirittura aumentato del 417%, passando da 19 a 101 euro al mc. Anche in questo caso, se la tendenza dovesse rimanere inalterata, per le imprese si tradurrebbe in un aggravio di spese pari a circa 500 milioni di euro rispetto all’anno precedente.”

La ricerca ha acceso i riflettori anche sull’export umbro verso i Paesi interessati dal conflitto in corso, stimando che circa il 3% dei prodotti regionali esportati annualmente era destinato all’Ucraina e alla Russia, per un valore di 135milioni di euro. “Per il 96% si tratta di prodotti del made in Italy – specifica Cestari -, in particolare moda (57%), macchinari (18%), agroalimentare (14%) e sistema casa (3%).

“Di fonte a una situazione così drammatica sono necessari interventi urgenti – prosegue Vestrelli -: innanzitutto chiediamo l’adozione di incentivi per favorire l’efficientamento energetico degli immobili produttivi e per spingere le imprese all’autoproduzione di energia. Poi sono necessari sostegni che riguardino gli investimenti delle imprese, la ricerca di nuovi mercati e di nuovi prodotti, anche attraverso consulenze specialistiche nel caso delle piccole imprese, prive di strumenti interni per fare operazioni di questo tipo.”

A conclusione della presentazione della ricerca non è mancato un riferimento alla recente polemica sull’utilizzo, da parte delle Regione, di 8 dei 16 milioni complessivi destinati allo sviluppo rimanenti dalla vecchia programmazione dei fondi comunitari, per coprire le spese della sanità dovute al Covid.

“Premesso che, vista la situazione economica, sarebbe stato opportuno attingere da altri capitoli per coprire queste spese – conclude Francesco Vestrelli – ci auguriamo che venga assicurato l’immediato scorrimento di tutte le graduatorie dei bandi destinati a sostenere gli investimenti delle imprese, che altrimenti potrebbero non capire la scelta fatta dalla Regione.”

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Maggio 13, 2022
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SI al CSS nei CEMENTIFICI nel RISPETTO della SALUTE

Le imprese della Cna sono favorevoli all’ipotesi di bruciare il Css nei cementifici di Gubbio, a patto che i controlli sulla composizione del combustibile e sulle emissioni prodotte offrano le necessarie garanzie a tutela della salute degli abitanti.”

È stato questo il leit motive della riunione che ha visto oltre 70 imprese dell’area di Gubbio associate alla Cna riflettere sulla possibilità che i cementifici della città, che rappresentano uno degli assi trainanti dell’economia locale, sia direttamente che in termini di indotto, utilizzino il Css per la produzione dell’energia necessaria ad alimentare i forni in sostituzione di una parte dei combustibili attualmente in uso. Una riflessione che, pur nella diversità di opinioni tra gli artigiani presenti, si è svolta con toni assolutamente pacati e dando prova di consapevolezza della posta in gioco e conoscenza dei termini della questione.

Il fatto che i cementifici siano a ridosso dell’abitato, naturalmente rende l’esigenza di salvaguardare la salute dei cittadini ancor più pressante – afferma Roberto Giannangeli, direttore regionale della Cna -. Ma quello che è emerso è che non si può essere contrari a prescindere. L’economia locale non può permettersi di perdere terreno nell’industria del cemento, quindi bisogna trovare il modo di coniugare sviluppo e salute. Oggi, dopo due anni di pandemia e nel pieno di un’economia di guerra che ha visto schizzare in alto i costi energetici, con tutto quello che ne consegue per i cittadini ma anche per le imprese, soprattutto quelle energivore, non possiamo restare a guardare e continuare a non scegliere. Sono decisioni che vanno assunte subito, tenendo conto che occorre mantenere un equilibrio tra le esigenze di sostenibilità ambientale e sociale, ma anche economica. Le imprese chiedono che si metta a punto un valido sistema di controlli sia sulle caratteristiche del Css che verrebbe utilizzato, sia sulle emissioni a fine ciclo, per offrire le garanzie che questo processo non avrà impatti negativi sulla salute e il benessere della popolazione.

L’altra richiesta degli artigiani alla Regione, infatti, è di aggiornare, e mantenere aggiornato, il registro sui tumori, fermo ormai al 2016.

“Partendo dall’utilizzo del Css come combustibile e approfittando dell’occasione storica rappresentata dalle risorse del Pnrr, si potrebbe sviluppare un progetto complessivo sulla produzione di energia che coinvolga la città di Gubbio e comprenda anche l’utilizzo dell’eolico, del fotovoltaico, dell’agrisolare e punti alla costruzione delle comunità energetiche. Come Cna diamo la piena disponibilità a collaborare in tal senso con l’amministrazione comunale e con tutti gli attori locali. Con un’avvertenza venuta dalle imprese presenti all’incontro – conclude Giannangeli -: che la combustione del Css non sia il primo passo per convertire i cementifici di Gubbio negli inceneritori dell’Umbria.”

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Maggio 11, 2022
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“REGOLE CHIARE per le SAGRE”

“Dopo due anni difficilissimi dovuti alla pandemia, che hanno ridotto drasticamente i nostri fatturati, e di fronte alla nuova emergenza rappresentata dai rincari di energia e materie prime, ci manca solo la ripresa delle sagre di paese in assenza di regole chiare e stringenti per dare il colpo di grazie alle imprese della ristorazione che, ricordiamolo, rappresentano anche un presidio fondamentale di uno dei fattori di maggiore attrattività della regione: l’enogastronomia umbra di qualità.”

A lanciare un appello alla Regione affinché la ripresa delle sagre non si traduca nell’ennesimo fattore di difficoltà per le imprese della ristorazione è Paolo Ercolani, ristoratore di Spello, alla guida della categoria all’interno di Cna Turismo Umbria.

“Pensiamo che palazzo Donini debba fare una valutazione molto attenta e concertata delle scelte sul fronte della disciplina delle sagre e delle feste popolari – dichiara Ercolani -, che in alcuni territori diventano un competitor ulteriore senza però concorrere in condizioni di parità, sia per quanto riguarda i costi generali di esercizio, sia in termini di qualità. E se questo ha sempre costituito un problema, a maggior ragione lo rappresenta oggi, dopo lo tsunami sanitario ed economico che ha investito il nostro come altri settori. Aggiungiamoci i forti rincari energetici e delle materie prime, che aumentano le nostre spese e al tempo stesso contraggono i consumi e le capacità di spesa delle famiglie. Senza dimenticare la tassazione locale: innanzitutto la fine dell’esenzione relativa alla Tosap per coloro che hanno ampliato le superfici esterne per ospitare la clientela in condizioni di sicurezza; ma anche il passaggio alla Taric è un ulteriore elemento di complicazione e di impatto sui nostri bilanci. Non ultimo va tenuto presente quanto le imprese della ristorazione debbano investire per i propri lavoratori anche sul fronte della sicurezza e per conformarsi agli standard di igiene e di qualità richiesti dalla normativa di settore. Tenuto conto di tutti questi fattori, i rischi per il nostro settore legati anche alla ripresa indiscriminata delle sagre sono facilmente intuibili.”

Ma c’è un ultimo elemento sul quale Paolo Ercolani pone l’accento.

Il cibo e la sua filiera sono un fattore fortemente caratterizzante dell’identità dell’Umbria: non dimentichiamo che oltre il 50% dei turisti che scelgono la nostra regione come destinazione lo fanno per l’offerta enogastronomica diffusa su tutto il territorio regionale. La valorizzazione delle produzioni locali e di eccellenze umbre quali la norcineria, l’olio, il cioccolato, il tartufo, la birra, il miele è strategica e – è bene ricordarlo – passa innanzitutto per il sostegno agli operatori della ristorazione di qualità, anch’essi reali ambasciatori dell’immagine di una regione autentica, in cui le produzioni locali sono espressione del territorio, sono sinonimo di genuinità, qualità, sostenibilità e sono il risultato di una lunga e sapiente tradizione delle imprese della filiera agroalimentare. La Regione deve valutare bene chi debba presentare e rappresentare l’offerta enogastronomica umbra, che deve contraddistinguersi per il profilo professionale e per la qualità dei prodotti che offre. Perché il brand Umbria – conclude il portavoce regionale dei ristoratori di Cna Turismo – si costruisce anche ai tavoli dei nostri ristoranti.”

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Maggio 02, 2022
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SUPERBONUS, una MELA AVVELENATA?

“Quello che sembrava essere uno straordinario strumento di ripresa economica e di rilancio del settore delle costruzioni, si sta rapidamente trasformando in una vera e propria mela avvelenata. Tutte le imprese che avevano creduto e scommesso sul Superbonus 110%, infatti, rischiano paradossalmente il default non per mancanza di commesse, bensì per il troppo lavoro. Il tutto per colpa delle continue modifiche normative alla cessione del credito introdotte dal Governo a giochi già iniziati.”

A lanciare l’ennesimo allarme è Roberto Giannangeli, direttore regionale della CNA.

I timori denunciati a più riprese negli ultimi mesi – dichiara Giannangeli – rischiano di trasformarsi in realtà di fronte all’annuncio del blocco dei plafond destinati all’acquisto dei crediti fiscali maturati da imprese e privati cittadini da parte di Unicredit e Banca Intesa. Blocco che arriva dopo quelli attuati da molti istituti di credito minori e da Poste Italiane, che avevano già fatto un passo indietro dopo le prime modifiche alle regole sulla cessione del credito. Concretamente questo significa che moltissime imprese si troveranno nell’impossibilità di smobilizzare crediti già maturati e senza avere la capienza fiscale necessaria per poterli recuperare direttamente. Lo stesso vale per i cittadini che hanno avviato gli interventi di ristrutturazione sui propri immobili. In questo modo salta tutto!”.

La decisione dei due maggiori istituti di credito del Paese è maturata dopo l’introduzione, da parte del Governo, della cosiddetta responsabilità solidale delle banche sui crediti acquisiti da imprese e privati cittadini.  

“Noi crediamo si tratti di una misura eccessiva, tanto più dopo l’inasprimento sia dei controlli preventivi sulle pratiche che delle sanzioni nei confronti dei tecnici professionisti, che hanno creato le condizioni affinché fenomeni di malaffare siano del tutto contenuti. Abbiamo sempre condiviso la volontà del Governo di combattere le frodi, sostenendone in parte alcune misure, ma continuiamo ad assistere a restrizioni sul Superbonus che si traducono in danni per le imprese che operano nella legalità e che hanno fatto investimenti importanti, scommettendo sul sistema Paese. Tra l’altro ricordiamo – aggiunge Giannangeli – che nel 2021 le principali irregolarità hanno riguardato il bonus facciate, mentre molto limitate sono state quelle sul Superbonus. Per questo in un momento di grandissima difficoltà acuito dalla guerra in corso e legato ai forti rincari delle materie prime, dell’energia e del carburante, che stanno nuovamente bloccando anche la ricostruzione post sisma, non possiamo permettere che si prendano provvedimenti che rendono inutilizzabile una misura che sta dando fiato non solo al settore costruzioni ma a tutta l’economia. In prospettiva, inoltre, c’è un ulteriore rischio: anche qualora le banche riaprissero i rubinetti sulla cessione del credito, potremmo assistere a un aumento consistente dei tassi di interesse applicati. Per le imprese – conclude Roberto Giannangeli – sarebbe un’altra pessima notizia.”

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Aprile 13, 2022
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Tagli alle ACCISE, adottare CORRETTIVI URGENTI

“Sul taglio di 25 centesimi al litro delle accise sul gasolio abbiamo chiesto l’adozione di correttivi urgenti. Dobbiamo evitare, infatti, che le imprese di autotrasporto, oltre al danno, subiscano anche la beffa.”

A parlare è Marina Gasparri, responsabile regionale di CNA Fita trasporti.

“L’introduzione di questo ‘sconto’, paradossalmente, sta determinando un danno alle imprese dell’autotrasporto, in particolare a quelle che più hanno investito in mezzi a minore impatto ambientale – dichiara Gasparri -. Per un meccanismo tecnico legato al recupero delle accise, infatti, il taglio non porta benefici reali alle imprese che utilizzano mezzi pesanti almeno Euro 5. Si tratta di un elemento che alcuni committenti non tengono in alcuna considerazione, immaginando che la misura del governo abbia risolto per sempre il problema del caro carburante di tutti gli autotrasportatori. Per questo, come associazione, abbiamo chiesto dei correttivi e soprattutto rassicurazioni sul fondo di 500milioni di euro stanziato a sostegno dell’autotrasporto dal decreto Ucraina. Una prima risposta positiva è arrivata ieri – aggiunge Gasparri -: l’incontro di tutte le associazioni del trasporto con la vice ministra Bellanova si è concluso con l’impegno di destinare i 500 milioni di euro proprio a chi è rimasto escluso dagli effetti del taglio di 25 centesimi/litro al prezzo del gasolio, e quindi alle imprese di autotrasporto merci conto terzi con veicoli Euro 5 ed Euro 6 oltre le 7,5 tonnellate, che altrimenti rimarrebbero penalizzate.”

Il decreto con cui verranno messere a disposizione queste risorse verrà pubblicato entro 30 giorni.

“Nel frattempo noi continuiamo a lavorare per chiedere l’adozione di una procedura di trasferimento delle risorse che sia la più snella e veloce possibile. Siamo consapevoli che le risorse stanziate dal governo sono consistenti, ma non basta. La crisi dell’autotrasporto legata all’impennata del costo dei carburanti dura da troppo tempo: il prezzo che rischiamo di pagare in termini di imprese che chiuderanno per sempre è altissimo. Ecco perché diventa essenziale rendere immediatamente disponibili le risorse già appostate. Soprattutto – conclude la responsabile CNA per i trasporti – è fondamentale che il governo continui a vigilare sui prezzi del carburante, fermando le speculazioni, e assuma in modo tempestivo ulteriori provvedimenti che si traducano davvero in benefici per tutti gli operatori del comparto.”

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Marzo 25, 2022
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Su ENERGIA e SOSTENIBILITÀ è ora di DECIDERE

Sono state principalmente l’energia e la sostenibilità a farla da padrone all’incontro organizzato dalla Cna dell’Umbria sabato scorso (19/03) al Quattrotorri di Perugia, durante il quale centinaia di imprese, molti parlamentari, la presidente della giunta regionale e l’assessore allo sviluppo economico si sono confrontati sulla situazione emergenziale legata al caro prezzi.

All’indomani dell’incontro, il presidente regionale della Cna, Michele Carloni, torna sui temi affrontati durante l’incontro e rilancia.

La riduzione dei costi energetici e delle emissioni inquinanti è diventata di primaria importanza per tutte le diverse tipologie d’imprese. D’altra parte la sostenibilità ambientale rappresenta uno degli obiettivi principali della nuova programmazione dei fondi europei. In particolare, nei prossimi mesi sarà possibile prevedere nuovi strumenti d’intervento rivolti alle imprese per il sostegno all’autoproduzione di energia, così come vi sarà la possibilità di facilitare anche in Umbria lo sviluppo dell’intermodalità nel trasporto merci attraverso una giusta programmazione di tali risorse. In base alle informazioni in nostro possesso, nella nuova programmazione 2021-2027, sulla quale in questi giorni la Regione sta avviando la concertazione con le parti sociali, alla sostenibilità ambientale dovrebbero essere destinati oltre 180milioni di euro in sette anni. Noi crediamo che almeno 80milioni dovrebbero essere destinati alla riqualificazione e all’efficientamento energetico dei capannoni industriali. Al riguardo – aggiunge Carloni – condividiamo la proposta fatta sabato scorso dall’assessore Fioroni per un Superbonus regionale dedicato alla riqualificazione dei capannoni delle imprese. Un altro obiettivo da perseguire, sempre attraverso la nuova programmazione, dovrebbe essere sicuramente la realizzazione in Umbria di scambi intermodali ferro-gomma che potrebbero favorire un’evoluzione del trasporto delle merci in partenza e in arrivo in Umbria.”

Inevitabile, a questo proposito, toccare il tema delle infrastrutture.

“La riqualificazione dell’FCU, già inserita nel piano nazionale di ripresa e resilienza, nel lungo periodo avrà un senso se verrà previsto anche lo sfondamento verso Arezzo garantendo la connessione con l’alta velocità, collegando anche le due basi logistiche dell’Umbria e facendole diventare luogo effettivo di interscambio. C’è poi tutta la partita della sostituzione dei mezzi dell’autotrasporto ormai obsoleti con altri di nuova generazione alimentati in modo sostenibile, dall’elettricità al metano liquido. All’intermodalità e alla sostituzione dei mezzi pensiamo dovrebbero essere destinati almeno 70 milioni di euro se vogliamo davvero costruire una nuova regione più sostenibile, rinnovando i contenuti del marchio Umbria cuore verde d’Italia.”

Michele Carloni ringrazia “i numerosi parlamentari che hanno accolto il nostro invito partecipando all’incontro di sabato e impegnandosi a lavorare al fianco delle imprese. In questa fase il loro supporto è quanto mai necessario per lavorare insieme affinché venga modificato il nuovo piano di Transizione 4.0, che rappresenta la misura più importante a favore delle imprese manifatturiere che vogliano investire. In particolare – afferma Carloni – sarebbe importante che i crediti di imposta nazionali diretti a sostenere gli investimenti digitali delle imprese siano confermati al 40% fino al 2026 anziché subire la riduzione progressiva prevista già da quest’anno. Magari comprendendo tra gli investimenti anche quelli diretti a sostenere l’autoproduzione di energia, coniugando cosi digitalizzazione e transizione ecologica. La guerra in corso, tra le altre cose, ha portato alla necessità di accelerare un percorso che sapevamo da tempo di dover fare. Le risorse per fortuna ci sono, adesso – conclude il presidente regionale della Cna – servono le giuste scelte sia a livello nazionale che regionale.”

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Marzo 21, 2022
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CRISI AUTOTRASPORTO, la MISURA è COLMA

“Innanzitutto cerchiamo di far fronte all’emergenza del caro carburante, poi saremo pronti ad affrontare le proposte di intervento strutturale arrivate dal governo. Per le imprese non c’è più tempo e la misura è ormai colma.”

C’è molta preoccupazione nelle parole pronunciate da Marina Gasparri, responsabile regionale trasporti della CNA, che si fa interprete degli enormi disagi delle imprese del settore mentre la trattativa con il governo sembra essersi arenata.

“Nell’incontro del 15 marzo la viceministra Bellanova ha messo sul tavolo della trattativa un pacchetto di provvedimenti che, solo potenzialmente e solo in un futuro non immediato, riscriverà le regole del settore, rimuovendo alcune delle criticità strutturali del comparto. Peccato che si sia rimandato ad altra sede e ad altro momento il problema del caro carburante. Intendiamoci – aggiunge Gasparri – la proposta è di per sé importante, ma è fuori tempo. Bisogna prendere coscienza che l’emergenza è un’altra, perché dopo mesi di aumento progressivo del costo del carburante e dell’Ad blue, che hanno raggiunto rispettivamente i 2,30 euro medi e 1 euro e 30 al litro, il fatturato delle imprese è già andato in fumo e oggi i mezzi sono costretti a viaggiare in perdita per garantire i contratti. È questa l’emergenza del momento. Non affrontarla subito e con strumenti dall’effetto immediato, significa condannare alla morte migliaia di imprese. La risposta del governo non può essere un taglio di 15 centesimi/litro del carburante. Serve un intervento più drastico, con crediti d’imposta e sforbiciate vere alle accise, e serve mettere fine alle speculazioni ormai palesemente in atto, per ammissione dello stesso ministro Cingolani. Saranno questi i temi che porteremo all’attenzione dei deputati e dei senatori di tutte le forze politiche e della presidente della giunta regionale, all’assemblea straordinaria che abbiamo convocato per dopodomani, sabato 19 marzo, alle ore 10.00, al centro congressi dell’hotel Quattrotorri a Perugia. Da lì valuteremo la necessità di altre forme di mobilitazione, se dal governo non arriveranno segnali più concreti. Siamo consapevoli della situazione internazionale e, come sempre, ci muoveremo con responsabilità, ma a questo punto è possibile che se si troverà l’accordo tra tutte le associazioni del trasporto, si andrà anche verso il fermo nazionale del settore.”

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Marzo 16, 2022
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ECONOMIA di GUERRA, INCONTRO pubblico il 19 MARZO

“Nel giro di due settimane siamo passati da una situazione di difficoltà per i rincari generalizzati e di preoccupazione crescente anche per le tensioni internazionali, a una che, di fatto, ci fa piombare in una vera e propria economia di guerra. Impensabile poterne uscire senza una collaborazione corale tra forze sociali, politiche, istituzionali. Per questo abbiamo indetto per il 19 marzo prossimo un incontro pubblico a Perugia tra imprenditori e parlamentari eletti in Umbria che stiamo cercando di allargare anche alle istituzioni regionali.

Michele Carloni, presidente di CNA Umbria, raccoglie le preoccupazioni delle migliaia di imprese che, ogni giorno che passa, si trovano di fronte al dilemma se continuare la propria attività o fermarsi.

“Il caro carburante sta costringendo tutte le imprese del trasporto merci e persone a morire lentamente – afferma Carloni -, strette tra due possibilità di scelta: fermare l’attività con il rischio di non riuscire più a ripartire, oppure continuare a lavorare in perdita. Gli aumenti vertiginosi delle bollette energetiche stanno creando difficoltà enormi a tutte le imprese di produzione che, per questo, sono di fronte allo stesso dilemma. La mancanza di materie prime, i cui prezzi peraltro sono aumentati pesantemente, sta mettendo in discussione la ripresa delle imprese edili e degli impiantisti innescata dal Superbonus e dagli altri crediti di imposta. Per non parlare del settore del turismo, colpito duramente dalla pandemia, che oggi vede di nuovo messa in discussione la propria attività e si trova nell’impossibilità di fare una qualsivoglia programmazione, anche a breve termine. Una situazione estremamente difficile per tutti, famiglie comprese, che va gestita con un grande sforzo di collaborazione che coinvolga le persone, gli imprenditori, le loro associazioni, le forze sindacali, le istituzioni e, naturalmente, tutti i Paesi, a cominciare da quelli europei. Per quello che riguarda l’Umbria abbiamo deciso di organizzare un incontro pubblico il 19 marzo prossimo, a partire dalle ore 10.30, che si svolgerà presso l’hotel Quattrotorri a Perugia, al quale abbiamo invitato i nostri associati e gli eletti al parlamento italiano ed europeo nel territorio regionale, molti dei quali ci hanno già confermato la propria partecipazione. Siamo convinti che solo attraverso un confronto costruttivo si possa far fronte alle difficoltà e porre le basi per poterne uscire il prima possibile e alle migliori condizioni. Servono misure anche straordinarie, sulle quali ci aspettiamo decisioni importanti dal vertice in corso oggi a Versailles tra i capi di Stato europei. Solo così, forse – conclude il presidente regionale della CNA -, riusciremo a evitare che questi rincari eccezionali e generalizzati rendano tutti molto più poveri, a cominciare da chi vive del proprio lavoro come le imprese, ma anche le famiglie e le categorie sociali più deboli.”

 

Per iscrizioni all’evento qui 

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Marzo 12, 2022
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CRISI dei TRASPORTI, PRONTI al FERMO

“CNA non rinuncia al confronto con il Governo, ma se non arriveranno risposte concrete in tempi congrui siamo pronti a organizzare il fermo dei trasporti al fianco delle imprese.”

A lanciare l’allarme è Marina Gasparri, responsabile regionale della CNA per il settore trasporti, che interviene sullo stato di agitazione delle imprese del settore e sulle motivazioni che lo hanno generato.

Premettiamo che CNA non si riconosce nella piega violenta assunta in qualche caso dalle azioni di protesta in corso – esordisce Gasparri -, però facciamo nostre senza indugi le motivazioni che hanno prodotto le proteste. Innanzitutto l’escalation insostenibile del costo del carburante che, paradossalmente, ha penalizzato soprattutto chi ha investito in mezzi green alimentati a metano, ma che non ha risparmiato nessuno. Da una stima CNA, con l’attuale costo del gasolio alla fine dell’anno le imprese pagherebbero 13 mila euro in più a mezzo rispetto al 2021. Maggiori costi che gli operatori non riescono a ribaltare sulla committenza e che finiscono per erodere del tutto i già risicati margini di profitto delle imprese. Come associazione abbiamo chiesto provvedimenti a sostegno della categoria sotto forma di credito d’imposta per i maggiori costi fin a qui sostenuti per il carburante e la riduzione dell’incidenza delle accise che vi gravano, le più alte d’Europa. Ma soprattutto è indispensabile introdurre definitivamente un meccanismo di adeguamento automatico del costo del carburante. Senza una risposta concreta e immediata del Governo sarà difficile fermare l’onda di protesta in tutta Italia, considerate anche le ripercussioni che verranno dallo scenario mondiale, con la deflagrazione del conflitto tra Russia e Ucraina.”

Oltre al caro carburante sulla crisi del trasporto incidono anche altri problemi.

“Si tratta di problemi strutturali che vanno affrontati adesso – aggiunge Gasparri -. Primo tra tutti, le tariffe: bene la decisione della vice ministra Bellanova di aggiornare e ripubblicare i costi indicativi di esercizio, fermi da novembre 2020. Ma non basta, dobbiamo trovare il modo di renderli un riferimento obbligatorio nella definizione dei contratti tra committente e trasportatore. Perché quei costi di esercizio stanno a significare soglie tariffarie minime sotto le quali legalità e sicurezza sulle strade non possono essere oggettivamente garantiti. Come è possibile che questa non sia una priorità per il Governo? Serve un tavolo di confronto permanente per rivedere tutte le regole del settore: costi di esercizio troppo elevati, pressione fiscale da allentare, semplificazione burocratica, ma anche impatto delle nuove norme comunitarie in tema di accesso al mercato, che rischiano di penalizzare chi ha investito negli anni. Infine, c’è da affrontare la carenza cronica di autisti: in Italia mancano 5.000 conducenti all’anno, e la stima è destinata a crescere con l’exploit dell’economia che tutti ci aspettiamo nel post-pandemia. Dobbiamo ridurre i costi in ingresso alla professione, a partire da patenti e abilitazioni, con provvedimenti del Governo a sostegno di chi intraprende questa professione. Bene quindi la previsione nel DL Milleproroghe del voucher patenti, ma senza un’azione di riabilitazione di questo settore e della professione del conducente non servirà a risolvere il problema. E si deve anche agire sul cuneo fiscale del lavoro, per dare più valore alle retribuzioni. “

Nel frattempo la trattativa con il ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile è in corso. “CNA non rinuncia al confronto – conclude Gasparri – ma se non arriveranno risposte concrete in tempi congrui siamo pronti a organizzare il fermo dei trasporti al fianco delle imprese.”

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Febbraio 25, 2022
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