Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa
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“BANDI REGIONALI, un’OTTIMA NOTIZIA”

bandi regionali

“Una manovra regionale che impegna 25,5 milioni di euro a sostegno degli investimenti delle imprese sulla digitalizzazione va nel senso da noi auspicato. Pertanto possiamo dirci pienamente soddisfatti.”

Sono le parole di Renato Cesca, presidente di CNA Umbria, subito dopo l’annuncio fatto  stamattina dalla presidente della giunta regionale Donatella Tesei e dall’assessore Michele Fioroni,  alla presenza dei presidenti di Gepafin e Sviluppumbria, Carmelo Campagna e Michela Sciurpa (qui trovi la sintesi della conferenza stampa).

“In particolare, la previsione di due bandi specifici per le micro e piccole imprese e di un bando con maggiori risorse per le imprese più strutturate, cui si aggiungono i due bandi sulle aree di crisi Terni-Narni e area ex Merloni, risponde alle esigenze manifestate dalle imprese negli ultimi mesi. Siamo convinti che il sostegno alla trasformazione digitale delle imprese possa contribuire in maniera importante al riposizionamento del nostro sistema economico-produttivo. Inoltre, nei bandi più corposi, è stata inserita la possibilità di unire agli investimenti digitali anche quelli relativi alle opere murarie ad essi collegate: anche questa è una novità importante in quanto gli immobili produttivi devono essere riqualificati al pari di quelli privati e pubblici. Adesso ci auguriamo che le misure annunciate vengano pubblicate velocemente perché la rapidità è fondamentale. Il lavoro fatto in stretta sinergia con la giunta e con le agenzie regionali – conclude Cesca – rappresenta un fatto importante per la nostra associazione e per tutto il sistema imprenditoriale.”

Scarica qui le slide presentate durante la conferenza stampa

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Aprile 30, 2021
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TURISMO, serve una PROGRAMMAZIONE CONDIVISA

turismo programmazione condivisa

 

“Definire insieme una data certa per la riapertura delle attività e programmare sinergicamente le iniziative pubbliche e private rappresentano il percorso obbligato per la ripartenza della stagione turistica dopo l’ottimo lavoro fatto dalla Regione per il sostegno a uno dei comparti che, per i grandi effetti su un indotto costituito da micro e piccole imprese dei servizi e del manifatturiero. Sicuramente è tra più importanti per l’economia regionale.”

A parlare è Michele Benemio, imprenditore alberghiero nonché presidente di Cna Turismo e Cultura Umbria.

“Il pacchetto Umbriaperta presentato dall’assessore Paola Agabiti rappresenta un ottimo inizio.

Tra le misure previste la più incisiva è sicuramente quella per la qualificazione delle strutture ricettive, alla quale sono destinati 8 dei 14 milioni previsti dal piano. Ma servono ulteriori strumenti, in particolare quelli volti a favorire l’accesso al credito da parte di tutte le imprese, determinante soprattutto nella fase della ripartenza per avere la giusta liquidità necessaria alla riaccensione dei motori. Al tempo stesso è fondamentale stabilire a stretto giro una data certa anche per la riapertura dei ristoranti al chiuso. Sono tantissime le imprese di ristorazione che non hanno a disposizione le superfici per riprendere l’attività all’aperto e che sono alle prese con difficoltà anche maggiori rispetto alle strutture ricettive. In questo caso siamo disponibili, perlomeno nella fase iniziale, anche a un irrigidimento delle prescrizioni sulle distanze tra i tavoli pur di ricominciare subito.”

Da Benemio arriva un giudizio positivo anche sulle proposte in discussione nell’ambito del Recovery fund.

“Bene i progetti per la realizzazione o l’ampliamento delle piste ciclabili o per il potenziamento dei percorsi religiosi o alla qualificazione dei piccoli borghi. L’unica nota ancora dolente è quella di una tassazione locale che non tiene minimamente conto dell’andamento reale del comparto, che dal marzo dello scorso anno, è sicuramente il più penalizzato. Riteniamo che in tutti i Comuni, nonostante alcune piccole agevolazioni adottate qua e là, almeno per tutto il 2021 debba essere prevista un’esenzione totale dal pagamento di Imu, Tari, Tosap e tassa di soggiorno da parte delle imprese del turismo. Tasse locali elevate e mancanza di liquidità rischiano di rappresentare un impedimento insormontabile per l’effettiva ripartenza di tante strutture, dietro le quali si reggono le sorti di tante famiglie: quelle degli imprenditori ma anche quelle di tanti dipendenti. In ultimo – conclude Benemio – dobbiamo essere consapevoli che, qualunque cosa faremo, perché abbia successo presuppone una rapida e massiccia campagna vaccinale. Campagna, mi sento di aggiungere, che laddove fosse aperta alle categorie economiche necessarie, non preveda distinzioni tra imprese di serie A e imprese di serie B, perché al di là delle dimensioni aziendali, imprenditori e lavoratori hanno tutti gli stessi diritti.”

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Aprile 21, 2021
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La BUROCRAZIA FRENA il SUPERBONUS

Tempi di attesa lunghissimi anche in provincia di Perugia

 

“Tempi di attesa per il primo accesso agli atti per una pratica di superbonus? Anche più di cinque mesi in provincia di Perugia. Di questo passo, quella che potrebbe essere un’occasione unica per riqualificare il patrimonio immobiliare dell’Umbria, si trasformerà in un fallimento.”

C’è amarezza nelle parole di Pasquale Trottolini, responsabile di Cna Costruzioni Umbria, che dopo una prima ricognizione nei Comuni della provincia di Terni fatta in collaborazione con gli studi tecnici e professionali, dalla quale erano emersi ritardi notevoli nelle pratiche preliminari per poter presentare un progetto di recupero usufruendo del Superbonus, denuncia una situazione addirittura più pesante nel Perugino.

La rilevazione della situazione nei principali Comuni della provincia di Perugia – afferma Trottolini -, sebbene abbia evidenziato una situazione a macchia di leopardo, ha portato alla luce situazioni molto critiche. Purtroppo è proprio nel capoluogo di regione che si registrano i ritardi più consistenti, con pratiche giacenti presso gli uffici tecnici dall’ottobre scorso.

Oltre cinque mesi!

Aspettare così tanto solo per poter avviare la progettazione avendo l’obbligo di completare i lavori entro il mese di giugno 2022, equivale a dire addio agli incentivi. Abbiamo apprezzato che l’assessore all’urbanistica di Perugia, Margherita Scoccia, si sia impegnata da subito a potenziare l’ufficio dedicato alle pratiche del Superbonus.

Purtroppo i risultati, stando a quanto abbiamo riscontrato, tardano ad arrivare. E non ci si può aspettare che arrivino dalla digitalizzazione degli archivi in quei Comuni dove questo processo non sia stato avviato per tempo, come a Perugia, perché non è un’operazione semplice né, tantomeno, veloce.

Il tutto è aggravato, guardando anche agli altri Comuni, dalle differenze interpretative della normativa da parte dei dirigenti e del personale addetto e dal ricorso massiccio allo smart working, che amplifica a dismisura i tempi di risposta a tutte le pratiche, superbonus compreso.

Noi – aggiunge Trottolini – crediamo che l’unica via al momento percorribile per accorciare i tempi di attesa, sia quella di assegnare immediatamente tutto il personale disponibile all’interno delle piante organiche dei Comuni allo smaltimento delle pratiche del superbonus e degli altri incentivi statali. Se ciò non bastasse potrebbero esserci altri strumenti da attuare in collaborazione con i professionisti privati, oppure con l’attivazione di tirocini formativi anche all’interno della pubblica amministrazione, per i quali potrebbero essere previsti strumenti di supporto a livello regionale.

Insomma, sono necessari correttivi urgenti se vogliamo far ripartire l’economia dell’Umbria. Dalle prime proiezioni ci risulta che il superbonus e le altre detrazioni potrebbero incidere notevolmente sull’economia regionale.

Basti pensare che nel solo 2019, il valore delle detrazioni fiscali legate alle ristrutturazioni e al risparmio energetico, in Umbria è stato di ben 109 milioni di euro. Considerando che in quel caso si parla di detrazioni che vanno dal 50% al 65%, è facile immaginare che con il superbonus al 110% il Pil dell’Umbria potrebbe crescere almeno di un punto all’anno. È per questo che insistiamo tanto perché questo strumento venga prorogato almeno fino a tutto il 2023. Infine – conclude Pasquale Trottolini -, non trascuriamo nemmeno quanto una riqualificazione massiccia del patrimonio immobiliare regionale potrebbe significare in termini di sostenibilità, offrendo nuovi contenuti al cosiddetto brand Umbria e a tutto quello che potrebbe significare per l’attrazione di flussi turistici e nuovi investimenti.”

 

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Aprile 16, 2021
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AREE di CRISI, BENE i BANDI REGIONALI

bandi aree di crisi

I due bandi pubblicati il 13 aprile per sostenere gli investimenti delle imprese ubicate nelle due aree di crisi dell’Umbria, che più volte avevamo sollecitato all’assessore regionale allo sviluppo economico, Michele Fioroni, vanno nella giusta direzione. Ci auguriamo che vengano appostate ulteriori risorse e che misure analoghe vengano varate prossimamente anche per le imprese degli altri territori, in modo da agganciare una ripresa quanto mai necessaria dopo tanti mesi di pandemia sanitaria ed economica.”

Laura Dimiziani, responsabile Cna per il Ternano, interviene all’indomani della pubblicazione delle misure a favore delle imprese dell’area di crisi complessa Terni-Narni ed ex Merloni.

“Valutiamo molto positivamente il bando per l’area di Terni-Narni – afferma Dimiziani – perché incentivare gli investimenti in un momento tanto difficile significa fornire gli strumenti per promuovere nuova occupazione stabile nelle imprese di produzione e di servizi alla produzione, a prescindere dalla loro dimensione. Infatti, saranno ammessi investimenti a partire da un valore di 50mila euro. Questo significa che anche imprese di piccola dimensione potranno avvalersene per fare investimenti riconducibili nella sostanza a Impresa 4.0 e, in generale, a tutti gli investimenti innovativi. Una novità importante è rappresentata dalle consulenze agli investimenti, il cui costo rientra tra quelli ammissibili. Anche in questo caso si tratta di un elemento che va incontro alle esigenze delle imprese più piccole, che raramente possiedono le competenze interne per fare valutazioni di questo genere. Un’altra novità del bando riguarda l’inclusione delle opere murarie, purché riconducibili all’investimento in macchinari. Positivo che tra i criteri per stilare la graduatoria sia previsto, ad esempio, l’incremento occupazionale previsto. Gli unici elementi critici – aggiunge Dimiziani – sono rappresentati dalla dotazione finanziaria di soli 3 milioni di euro e dall’aver limitato alle sole imprese in contabilità ordinaria la possibilità di accedere al bando. Per entrambi gli aspetti abbiamo già chiesto dei correttivi. Caratteristiche analoghe e identico giudizio esprimiamo anche nei confronti del bando riservato alle imprese con sede nell’area della ex Merloni. A questo punto, però, quello che ci auguriamo come Cna, è che nei prossimi mesi la Regione metta a disposizione risorse più corpose per il sostegno agli investimenti attraverso bandi a valere anche sul resto del territorio regionale. Gli investimenti e l’acquisizione di maggiori competenze, infatti, rappresentano le vie principali per far ripartire l’economia e creare occupazione. A questo proposito – conclude Laura Dimiziani – suggeriamo alla Regione di voler considerare la possibilità di incentivare anche le consulenze funzionali all’advertising digitale e alla customer care, vale a dire le nuove funzioni aziendali strategiche per il sostegno alla digitalizzazione in atto nelle imprese, anche in quelle di piccole o piccolissime dimensioni.”


Clicca qui per trovare maggiori dettagli sui bandi per le aree di crisi

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Aprile 14, 2021
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RIAPRIRE le SCUOLE e le IMPRESE

riaprire scuole e imprese

Bene la riapertura delle scuole medie, ma deve essere allargata sin da subito anche alle superiori, come primo segnale per una veloce ripresa di tutte le attività.”

Ad avanzare la richiesta è Enrico Ceccarelli, imprenditore del trasporto persone ed esponente di punta di Cna Trasporti Umbria.

“Fermo restando che solo una campagna di vaccinazioni più serrata ci farà tornare alla normalità, vanno riaperte sia le scuole di ogni ordine e grado che le imprese rimaste finora completamente ferme o aperte a singhiozzo – dichiara Ceccarelli -, come quelle del trasporto persone, ma anche i bar e le pizzerie, che beneficerebbero subito delle lezioni in presenza degli studenti. Tanto più che i dati epidemiologici che riguardano l’Umbria sono più che buoni e che tali riaperture possono avvenire in completa sicurezza, anche alla luce degli ulteriori accorgimenti introdotti nei protocolli anti-Covid dall’accordo nazionale sottoscritto recentemente dal governo e dalle parti sociali.”

Quanto all’auspicato avvio di una campagna vaccinale serrata, la Cna si sta attivando affinché a tutte le imprese e ai lavoratori vengano garantiti in tempi certi gli stessi diritti di altre categorie, pur nel rispetto dei criteri individuati all’interno dell’ulteriore accordo raggiunto tra il ministero, le associazioni di categoria e i sindacati dei lavoratori.

“In particolare, ci stiamo adoperando in favore di un accordo di sistema che coinvolga il maggior numero possibile di attori, anziché lasciare che la campagna vaccinale si frammenti eccessivamente e rischi di disperdersi. Probabilmente – aggiunge Ceccarelli – siamo arrivati finalmente a intravedere una piccola luce in fondo a un tunnel nel quale siamo entrati oltre un anno fa e che ha finito per soffocare tantissime imprese. Pensiamo, ad esempio, a quelle del trasporto persone, che lo stop lo hanno subìto sin dal febbraio 2020 con l’annullamento di tutte le gite scolastiche, a cui hanno fatto seguito la chiusura delle scuole, il blocco dei congressi, delle fiere, del turismo – fatta eccezione per la fiammata dell’estate scorsa – e le limitazioni complessive alla mobilità delle persone. Le casse di queste imprese sono a secco, mentre sul piatto poggiano alcune questioni spinose ancora irrisolte, come quella dei ristori per i danni subiti dalle imprese del trasporto persone a seguito dell’interruzione dei contratti con il fermo della scuola nel precedente anno. Nonostante non ci siano più dubbi sulla legittimità della procedura, i Comuni non hanno ancora provveduto al riguardo, tranne alcune eccezioni. Quindi, si proceda velocemente verso la liquidazione di tali ristori e, soprattutto, si ridia la possibilità alle imprese di lavorare. Nelle stesse condizioni sono anche i titolari di bar, ristoranti, palestre, ma anche acconciatori ed estetiste o autoriparatori, colleghi imprenditori che si guadagnano da vivere lavorando a fianco dei dipendenti. Non chiediamo la luna, ma solo di poter lavorare. Le condizioni ci sono tutte – conclude Enrico Ceccarelli – basta averne la volontà politica.”

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Aprile 08, 2021
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CREDITO, nasce il CONFIDI UNICO Umbria e Marche

 Fidimpresa Umbria si fonde con UNI.CO. Marche

confidi unico umbria marche 

“Si è finalmente concluso, dopo più di un anno e mezzo, il percorso che ha portato alla creazione di un confidi interregionale forte e credibile, al servizio del centro Italia. Siamo convinti che per le micro e piccole imprese umbre questo si tradurrà in nuovi servizi per l’accesso al credito.”

Sono le parole di Antonello Cozzali, presidente di Fidimpresa Umbria che, tramite un’operazione di fusione per incorporazione, è entrata a far parte di UNI.CO. Marche.

Nasce dunque un nuovo attore nel mercato della garanzia e del credito che rappresenterà il territorio di Marche e Umbria grazie alla fiducia di oltre 50mila soci, forte di mezzi propri per oltre 68milioni di euro e un obiettivo di produzione, per il corrente anno, di almeno 150milioni di euro.

“Il percorso portato a termine era iniziato quasi due anni fa – dichiara Cozzali -. Dopo un rallentamento provocato dalla pandemia da Covid-19, la conclusione dell’iter è arrivata con la ratifica dell’assemblea dei soci di Fidimpresa del 24 marzo scorso. Nonostante le difficoltà dell’ultimo anno abbiamo ritenuto strategico concludere il processo di fusione perché il tema dell’accesso al credito è centrale per tutte le imprese. La costruzione di un confidi interregionale, che potrà garantire nuovi servizi anche alle imprese di micro e piccola dimensione, era l’unica strada da seguire per restare vicini ai nostri associati. Per questo siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto”.

Esprimono soddisfazione anche il presidente di UNI.CO. Maurizio Paradisi e il direttore generale Paolo Mariani, che tratteggiano la visione che ha accompagnato questo processo.

“Oggi, con questo annuncio, vogliamo comunicare al mercato il raggiungimento di un importante traguardo che vede la realizzazione di un progetto caratterizzato dalla forza di guardare oltre i confini regionali, coniugando obiettivi e metodologie comuni per sostenere le imprese in territori strategici come le Marche e l’Umbria”.

Per il presidente e il direttore è stata vincente la volontà di tutti gli interlocutori chiamati in causa, di guardare oltre le individualità, privilegiando una progettualità corale e condivisa.

“Il merito va alle tre associazioni di rappresentanza che hanno dato vita ad UNI.CO., quali CNA Marche, Confartigianato Marche e Confindustria, affiancate oggi da Confcommercio Marche Centrali e da CNA Umbria. Tutte hanno da subito manifestato la volontà di dare forma ad un’aggregazione capace di cogliere le nuove sfide proprie del mondo dei Confidi.”

Per inquadrare nel giusto binario questa fusione Paradisi e Mariani specificano quelli che sono gli elementi caratterizzanti la nuova struttura. “Sarà ancor più rafforzato il gioco di squadra esaltando le peculiarità e le caratteristiche proprie di ciascuno dei partecipanti. Partendo dalla consapevolezza che serviva perimetrare uno spazio territoriale più ampio, si è realizzata un’integrazione che vuole unire due regioni di medie dimensioni come le Marche e l’Umbria, che hanno un humus sociale ed economico molto simile, caratterizzato da un’elevatissima presenza di piccole e medie imprese. In un contesto come quello attuale, segnato dalla crisi pandemica, abbiamo colto questa opportunità per sostenere con ancor più forza il mondo dell’artigianato e della piccola e media impresa, mondo che sta soffrendo particolarmente questo momento di difficoltà. La nuova realtà che nasce oggi sarà in grado di essere più produttiva, di contenere i costi e di garantire una maggiore efficienza industriale grazie ad una squadra composta da circa 140 persone operative sui due territori.”

Il distanziamento sociale che ha segnato il 2020 ed il corrente anno non ha impedito la realizzazione di un importante progetto che, per essere portato a termine, ha fatto leva su una spiccata connotazione tecnologica orientata ai nuovi modelli di business.

“La volontà di servire la micro e piccola impresa e di riportarla al centro dell’attenzione per il suo immenso valore economico e sociale ha sempre guidato l’azione di tutti i soggetti artefici dell’operazione, che ringraziamo di nuovo per la loro volontà di andare oltre le provenienze e i territori, privilegiando la costruzione di un nuovo soggetto che – concludono Paradisi e Mariani – siamo certi potrà svolgere un ruolo strategico a supporto delle istituzioni regionali di Marche e Umbria.”

 

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Marzo 26, 2021
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SUPERBONUS, la REGIONE intervenga per SEMPLIFICARE

Intanto continua l’indagine Cna sui tempi di risposta

dei Comuni della provincia di Terni

 

SUPERBONUS REGIONE UMBRIA

“Per non sprecare la straordinaria occasione rappresentata dal Superbonus per il rilancio dell’economia e la riqualificazione del patrimonio immobiliare, diventa indispensabile e urgente un atto di indirizzo della Regione che consenta di semplificare le procedure in tutti i Comuni dell’Umbria e velocizzare i tempi per l’espletamento delle pratiche.”

È la richiesta avanzata dalla Cna all’indomani dell’incontro tra Anci, rappresentanti degli ordini tecnici, associazioni di categoria delle imprese e la stessa Regione.

“Valutiamo positivamente che l’Anci Umbria e la Regione abbiano convocato l’incontro che avevamo richiesto – afferma Laura Dimiziani, responsabile Cna per l’area di Terni -. Visto l’enorme interesse che il Superbonus sta riscuotendo sia tra i proprietari degli immobili che tra le imprese esecutrici dei lavori, e viste le indiscrezioni che parlano di una probabile proroga al 2023 del Superbonus, la convocazione del tavolo è un primo passo importante. Ma adesso è il momento di abbandonare i condizionali e di passare all’operatività, superando le misure adottate finora che, oltre a essere insufficienti, anziché risolvere i problemi li moltiplicano.”

“Al momento, infatti, il rischio concreto è che la possibilità di avvalersi del Superbonus scada prima ancora che tutte le persone intenzionate ad utilizzarlo riescano a superare le pastoie burocratiche – aggiunge Dimiziani -. Lo diciamo con cognizione di causa avendo fatto una ricognizione sul campo per verificare quali siano i tempi di risposta dei Comuni della provincia di Terni alle richieste di accesso agli atti, passaggio imprescindibile per poter avviare un intervento su un immobile usufruendo del Superbonus.”

Tempi di risposta che tracciano una cartina della provincia a macchie di leopardo.

“Nelle settimane scorse avevamo già detto della situazione nei Comuni di Terni, Narni e Amelia. Stavolta ci siamo concentrati sugli altri Comuni. Tra i centri fino a 5mila abitanti dell’area intorno al capoluogo di provincia – continua Dimiziani -, quello di Acquasparta presenta un buon livello di digitalizzazione degli archivi e delle pratiche e ha adibito una persona esclusivamente all’evasione delle richieste di accesso agli atti, riducendo a venti giorni i tempi di risposta. Il Comune di Montecastrilli, invece, ha fascicoli tuttora cartacei e impiega un mese e mezzo per rispondere. Difficoltà anche a Stroncone, che ha archivi cartacei e non ha personale dedicato al Superbonus. Nei Comuni intorno ai 2mila abitanti le risposte sono sensibilmente più brevi – una settimana, massimo dieci giorni per una presa visione – ma la scansione ottica degli archivi è ancora un obiettivo lontano a Calvi dell’Umbria come ad Arrone, anche se in entrambi i Comuni c’è un buon livello di preparazione degli addetti e di organizzazione degli uffici, in particolare ad Arrone, dove l’archivio è stato riordinato in tempi non sospetti.”

“La situazione, invece, è migliore nell’Orvietano – aggiunge Claudio Pagliaccia, responsabile Cna per l’area che gravita attorno alla città della rupe – perlomeno nei tempi di risposta, che vanno dai 2/3 giorni di Castel Viscardo, ai 7 di Baschi, alle 2 settimane di Allerona e Porano, a 1-2 settimane di Orvieto. Ma se si guarda ai tempi per il rilascio della documentazione in copia conforme le cose cambiano e si arriva anche ai due mesi di attesa.”

Spesso manca del tutto anche la tecnologia idonea per la riproduzione di tavole di grandi dimensioni. Sia nel Ternano che nell’Orvietano, inoltre, la presenza o la mancanza di personale preparato e dedicato fa ovunque la differenza e spesso un tecnico comunale preparato, con esperienza e conoscenza del territorio, riesce a supplire, almeno in parte, alle carenze tecnologiche.

Se i tempi sono un problema, la difformità di procedure tra i vari Comuni costituisce un’ulteriore aggravante. “Un grosso problema è anche quello della difformità di procedure da Comune a Comune, che non semplifica il lavoro dei tecnici e rallenta la risposta ai privati che vogliano intraprendere i lavori, danneggiando tutti, anche le imprese. È indispensabile, quindi, un intervento normativo o un atto di indirizzo da parte della Regione nei confronti dei Comuni, senza margini di discrezionalità. Quello che ci auguriamo – conclude Claudio Pagliaccia – è che il Superbonus diventi anche l’occasione per l’avvio di un processo di semplificazione che investa tutta la pubblica amministrazione.”

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Marzo 19, 2021
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VACCINI nelle SEDI CNA e nelle IMPRESE

vaccini cna imprese

Le sedi delle imprese più strutturate e i 16 uffici territoriali della Cna dell’Umbria come punti per la somministrazione dei vaccini in modo da accorciare i tempi per il raggiungimento dell’immunità di gregge.

L’offerta arriva dal presidente regionale della Cna, Renato Cesca, che oggi (ndr 15/03/2021) ha comunicato tale intenzione alla protezione civile dell’Umbria.

“Così come nel 2020, nel pieno della prima ondata epidemica di Covid-19, avevamo dato il nostro contributo per rispondere alla necessità di ventilatori, mascherine e altri dispositivi sanitari di emergenza, oggi vogliamo fare la nostra parte per facilitare la campagna vaccinale. Per questo abbiamo offerto alla protezione civile umbra l’utilizzo dei locali destinati al ricevimento e alla formazione che si trovano all’interno delle nostre sedi territoriali, come luoghi in cui poter somministrare i vaccini agli artigiani e agli imprenditori. Lo stesso faranno anche le imprese più strutturate associate alla Cna. Da parte nostra offriamo anche la collaborazione dei medici del lavoro convenzionati con noi. L’obiettivo è quello di arrivare nel minor tempo possibile al raggiungimento della soglia del 70-80% di cittadini immuni che ci metterebbe in sicurezza rispetto al rischio di nuovi focolai di infezione. Mentre abbiamo già superato il primo anno di pandemia sanitaria ma anche economica, ora che esistono diversi vaccini in grado di bloccare o rallentare il contagio, non possiamo perdere ulteriore tempo per la loro somministrazione alla cittadinanza. Dopo tante morti e dopo gli effetti catastrofici che questa emergenza sta avendo sul sistema economico, la variabile tempo è fondamentale, non solo per salvare vite umane. Ogni giorno che passa senza che le imprese possano tornare a produrre senza limitazioni, significa amplificare le difficoltà economiche, allungare la lista delle aziende costrette a chiudere, perdere migliaia di posti di lavoro e caricare un’enorme montagna di debiti sulle spalle delle generazioni più giovani. Non ce lo possiamo permettere. Quindi, diamo la nostra massima disponibilità a collaborare con la protezione civile regionale per organizzare al meglio l’utilizzo dei nostri spazi e di quelli delle nostre imprese. Ci auguriamo – conclude Cesca – che la nostra proposta venga presa in seria considerazione.”

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Marzo 15, 2021
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RECOVERY PLAN, PROGETTI su misura per il TERRITORIO

PNRR, serve anche un ruolo attivo delle Regioni

Il riconoscimento di un ruolo attivo della Regione e progetti condivisi costruiti su misura per colmare finalmente i gap del territorio umbro. Per la Cna dell’Umbria è questa la ricetta per beneficiare al massimo delle risorse europee del Recovery plan, anziché piani generici calati dall’alto. Per questo, dopo l’ultimo tavolo di concertazione convocato da Palazzo Donini, nei giorni scorsi la Cna ha presentato alla Tesei 16 idee progettuali, in collaborazione con la Confartigianato.

“Noi crediamo che sia proprio questa la strada maestra per non sprecare l’occasione che ci viene offerta da quest’immissione straordinaria di risorse economiche nel nostro sistema economico – afferma il direttore regionale della Cna, Roberto Giannangeli -. Confidiamo che possa essere così e in tal caso non dovremo farci trovare impreparati. Partendo dall’esperienza e dal contatto costante con le imprese umbre, abbiamo messo a punto 16 idee progettuali, condivise con Confartigianato, che riguardano tre ambiti fondamentali: le infrastrutture economiche, l’innovazione del sistema imprenditoriale e le riforme. Per quanto riguarda le infrastrutture economiche, ad esempio, crediamo che accanto all’inserimento della Orte-Falconara e al potenziamento dell’alta velocità, sia fondamentale prevedere il raddoppio della tratta ferroviaria Foligno-Terontola, l’unica che garantirebbe i fondamentali collegamenti giornalieri delle imprese con il nord Italia. Poi c’è il tema della rigenerazione di tutto il patrimonio immobiliare sia pubblico che privato, in particolare delle aree dismesse all’interno dei centri storici delle principali città della regione, ma anche le aree e i capannoni industriali e le strutture alberghiere, magari collegandolo al superbonus e agli altri incentivi ad hoc per abbattere l’inquinamento, risparmiare energia e ridurre il consumo di suolo. Inoltre pensiamo che i tempi siano maturi per una sostanziosa riqualificazione del polo di Umbria Fiere, che deve diventare una struttura in rete con analoghi poli in Europa per favorire l’internazionalizzazione delle imprese umbre, sia ospitando fiere internazionali, sia favorendo la partecipazione delle imprese del territorio a eventi all’estero. Una struttura che ospiti anche eventi congressuali, digitali e di intrattenimento, diventando in questo modo anche un potenziale attrattore turistico. Un’attenzione particolare va riservata anche alle infrastrutture sociali, fondamentali per rilanciare l’occupazione femminile, quindi abbiamo chiesto il potenziamento delle residenze per anziani e la realizzazione di scuole per la primissima infanzia.”

Accanto all’infrastrutturazione economica, i progetti presentati dalle associazioni artigiane hanno toccato il rafforzamento dei sostegni agli investimenti e alla digitalizzazione del sistema imprenditoriale.

“L’acquisizione di nuove competenze – va avanti Giannangeli – è fondamentale per il riposizionamento delle imprese. Per favorirla abbiamo proposto la creazione di un polo umbro specializzato nel coniugare le migliori competenze manuali con le nuove tecnologie digitali, che abbiamo chiamato ‘scuola dei mestieri’. Poi c’è il credito, che rappresenta un asset strategico per le imprese di ogni dimensione. Poiché siamo convinti che il credito bancario continuerà a essere un riferimento importante, soprattutto per le micro-piccole aziende, pensiamo che per rafforzarlo vada rilanciato il sistema delle garanzie.”

Inoltre, partendo dai preoccupanti dati sulla disoccupazione, soprattutto giovanile, una delle idee progettuali presentate riguarda la messa a punto di un progetto a sostegno delle start up innovative il cui core business sia lo sviluppo di prodotti finiti in tutti i settori del made in Italy.

Infine, per Giannangeli una delle priorità è quella delle riforme, soprattutto quella della pubblica amministrazione: quindi spinta alla digitalizzazione ma anche alla semplificazione, uniformando le diverse normative.

“Adesso ci aspettiamo che la Regione convochi presto un ulteriore tavolo di confronto per informare la collettività su quali siano le proposte sulle quali intende confrontarsi con il governo centrale, che proprio in questi giorni sta definendo le nuove linee di intervento che dovranno essere presentate entro il mese prossimo all’Ue. Confidando che le Regioni possano svolgere un ruolo centrale nella definizione delle priorità – conclude Giannangeli –, ci auguriamo anche di poter dare il nostro contributo al rilancio dell’Umbria.”

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Marzo 10, 2021
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Le IMPRESE ARTIGIANE sono al COLLASSO

In attesa della copertura vaccinale

trovare regole per lavorare e convivere con il Covid

 

imprese artigiane collasso

Roberto Giannangeli – Direttore CNA Umbria

“A distanza di un anno dall’inizio dell’emergenza Covid-19, di fronte alla risalita dei contagi e a una campagna vaccinale a rilento, non c’è altra strada che trovare modalità di convivenza con il virus in grado di tenere insieme la continuità lavorativa e la sicurezza sanitaria. L’alternativa è il collasso di centinaia di artigiani e piccole imprese e la perdita di migliaia di posti di lavoro.”

Per Roberto Giannangeli, direttore di CNA Umbria, l’allarme è massimo.

“Il mondo dell’artigianato e della micro-piccola impresa nel 2020 ha cercato, come si suol dire, di tenere botta di fronte a una situazione senza precedenti. Fatta eccezione per il settore del trasporto persone, da subito colpito duramente e senza prospettive di ripresa a breve, tutte le altre imprese si sono rimboccate le maniche, hanno adottato severi protocolli anti contagio e hanno cercato di trovare nuovi segmenti di mercato, nuovi prodotti o servizi, nuovi modi di lavorare. Dopo un’estate tranquilla e, anzi, al di sopra delle migliori aspettative, con la ripresa dei contagi in autunno, le ulteriori restrizioni agli spostamenti e la chiusura delle filiere produttive legate alla ristorazione, all’intrattenimento, alla cultura e ad alcuni servizi alla persona, la domanda ha subìto un vero e proprio crollo. La ricerca che abbiamo presentato alcune settimane (puoi scaricarla qui) fa evidenziava cali di fatturato tra il 10% e il 50% per le imprese manifatturiere del made in Italy e riduzioni importanti in quelle dei servizi. Gli unici settori in cui si segnala una ripresa sono quelli del digitale, della logistica, del trasporto merci e delle costruzioni. I ristori previsti dai vari decreti governativi o dalla Regione per le imprese chiuse, ma non per quelle che sebbene aperte ma i cui incassi sono scesi costantemente, non sono altro che esigui palliativi. Diventa quindi fondamentale, – aggiunge Giannangeli – per salvaguardare le imprese e l’occupazione, andare verso la riapertura immediata delle attività e la ripresa della mobilità delle persone. Non ci sono alternative. Abbiamo iniziato il 2021 animati dalla speranza di una campagna di vaccinazioni che in pochissimi mesi ci avrebbe fatto raggiungere l’immunità di gregge. Ma è ormai chiaro che non sarà così, la disponibilità dei vaccini è minima e a questi ritmi passeranno anni prima che almeno il 70% della popolazione conquisti l’immunità. Possiamo ragionevolmente pensare che si possa aspettare questo traguardo prima di riprendere l’attività lavorativa? Riusciamo a immaginare le conseguenze di ciò sulle imprese e sul mantenimento dei posti di lavoro se non invertiremo la rotta? Spesso si fa caso unicamente alle situazioni di crisi delle grandi aziende, ma se dovessero collassare centinaia di piccole imprese l’impatto sull’occupazione sarebbe ben più visibile. Noi – conclude Giannangeli – crediamo che sia urgentissimo prendere atto una volta per tutte della gravità della situazione e studiare protocolli di sicurezza tali da permettere alle imprese di lavorare, alle persone di spostarsi liberamente e all’economia di riprendere a girare.”

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Febbraio 27, 2021
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  • CNA UMBRIA

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