Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa
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Una TASK FORCE contro l’ABUSIVISMO

Chi esercita una professione in modo abusivo non pratica solamente una forma di concorrenza sleale contro le imprese che agiscono alla luce del sole, drenando risorse all’economia e sottraendosi al fisco e a ogni altro tipo di controllo, ma espone il cliente finale e gli stessi lavoratori coinvolti a grossi rischi in termini di salute e sicurezza. Per questo l’abusivismo va combattuto senza tentennamenti, unendo tutte le forze in campo.”

Sono queste le motivazioni che hanno spinto CNA Umbria a farsi promotrice della sottoscrizione di un nuovo protocollo d’intesa con i principali attori coinvolti nella lotta all’esercizio abusivo della professione, dalla Guardia di Finanza all’Agenzia delle Entrate, dall’Inps allInail, fino all’Associazione dei Comuni dell’Umbria (ANCI), e a lanciare una campagna di comunicazione specifica.

“Il contrasto a questo fenomeno – ha affermato Marina Gasparri, responsabile del progetto per CNA Umbria – partirà innanzitutto dalla condivisione delle segnalazioni di presunti casi di abusivismo che perverranno all’indirizzo abusivismo@cnaumbria.it con gli enti deputati ai controlli. L’impegno comune è quello di arginare l’esercizio abusivo delle professioni artigiane e del lavoro sommerso e irregolare e sviluppare di azioni a supporto dell’attività di vigilanza e controllo, quali ad esempio indagini e formazione degli operatori.”

“Sicurezza e legalità sul lavoro – commenta Alessandra Ligi, direttrice regionale dell’Inail – sono un binomio inscindibile. Questo protocollo è un ulteriore strumento di convergenza per individuare strategie di intervento efficaci nel contrasto di tutte le attività legali.”

“Una della mission dell’Anci – ha aggiunto il presidente regionale, Michele Toniaccini – è lavorare al servizio delle istituzioni e di chi favorisce lo sviluppo e la competitività dei territori. Oggi, come già in passato, rinnoviamo la sottoscrizione a questo protocollo, che porteremo in discussione anche all’interno della nostra consulta allo sviluppo economico e diffonderemo nei Comuni umbri.”

L’atto, infatti, rinsalda una collaborazione già in atto ormai da anni e fa seguito a documenti analoghi già sottoscritti nei mesi scorsi da CNA Umbria con le prefetture di Perugia e Terni e con l’Agenzia delle Dogane. In concomitanza con l’entrata in vigore del nuovo protocollo, CNA Umbria lancia anche la sua campagna di comunicazione specifica contro l’abusivismo nel settore del benessere.

“L’estetica e l’acconciatura sono due ambiti in cui purtroppo il fenomeno sembra essere in crescita, anche per effetto della pandemia – ha dichiarato Simone Cecchetti, presidente regionale di CNA Acconciatura -: nei mesi in cui gli esercizi regolari osservavano le chiusure imposte dai lock down, operatori irregolari sotto tutti i profili proliferavano nelle abitazioni private. Ancora oggi, sono tanti gli operatori che, senza alcun titolo, qualifica, formazione, offrono i loro servizi e sono presenti addirittura sui social!”

A questo proposito, il comando provinciale della Guardia di Finanza, nel corso degli ultimi mesi, ha predisposto un piano di interventi che ha portato all’accertamento di diverse irregolarità. Le attività si inseriscono nell’ambito dell’azione di contrasto all’evasione fiscale e alla concorrenza sleale a tutela degli operatori di settore che lavorano correttamente, si attengono in maniera rigorosa alle regole, investendo risorse ed energie per adeguarsi alle misure igienico-sanitarie a tutela della sicurezza dell’ambiente di lavoro.

“Oltre ai risvolti negativi che tutto questo ha per l’economia – ha aggiunto Piera Santicchia, presidente regionale di CNA Estetica – vorrei ricordare i rischi per salute che si corrono quanto un trattamento estetico, a partire da una semplice pedicure, non viene realizzato seguendo tutte le procedure, a cominciare dalla sanificazione, che solo in un centro estetico attrezzato possono essere garantite, anche grazie alla formazione continua e agli aggiornamenti cui gli operatori si sottopongono.”

Per Marina Gasparri “vigilanza, controlli e sanzioni sono essenziali ma da soli non bastano”. Per questo abbiamo deciso di far leva sul consumatore finale, con una campagna di comunicazione che contrappone al mondo del sommerso quello degli operatori che rispettano le regole, realizzata grazie alla disponibilità dei professionisti del direttivo regionale CNA Benessere a trasformare i propri centri in set cinematografici.”

Legalità, competenza e sicurezza – hanno concordato Cecchetti e Santicchia -. sono le parole chiave di una comunicazione che vuole ricordare al consumatore a cosa rinuncia ogni volta che ricorre a un operatore abusivo. Il messaggio che vogliamo far arrivare è che il vero benessere, si trova solo all’interno dei centri di acconciatura ed estetica che rispettano le regole e offrono le necessarie garanzie. E – hanno concluso i dirigenti CNA – con i nostri colleghi sul campo vogliamo condividere una certezza: la nostra vera arma è la qualità del servizio che sappiamo offrire, per cui su quello non dobbiamo mai smettere di investire.”

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Luglio 25, 2022
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L’UMBRIA PERDE LAVORATORI, AUMENTARE i FLUSSI MIGRATORI

“Le previsioni del Sole24Ore sulla perdita di lavoratori in Umbria confermano quanto avevamo già denunciato alla presentazione della nostra ultima ricerca condotta in collaborazione con il Cresme (qui). Occorre avviare una riflessione che ci porti verso un nuovo modello di sviluppo, agendo su più fronti: invecchiamento e natalità, perdita di abitanti in età lavorativa, politiche per la famiglia e capacità attrattiva dell’Umbria, ma anche immigrazione: appare evidente, infatti, che per lo svolgimento di alcune professioni e mestieri sia necessario andare a una revisione dei flussi migratori se vogliamo che le imprese crescano. E dobbiamo farlo urgentemente.”

Michele Carloni, presidente di CNA Umbria, interviene a commento delle previsioni pubblicate dal Sole24Ore, che per l’Umbria stima la perdita di ben 29mila lavoratori nei prossimi 9 anni.

“Le cifre pubblicate dal quotidiano economico sono allarmanti e vanno di pari passo con quello che abbiamo evidenziato anche noi appena due settimane fa. L’Umbria ha già perso 30mila abitanti nell’ultimo decennio, le morti sono il doppio delle nascite (10mila contro 5mila), mentre gli stranieri che arrivano bastano appena a compensare il numero di persone che lasciano la regione per altre città italiane o per l’estero. E le previsioni per il futuro sono altrettanto drastiche. Si stima, infatti, che da qui al 2031 ci sarà un calo di ulteriori 35mila residenti, mentre ancora più drammatica è la stima degli abitanti umbri nel 2041, quando si prevede che la popolazione scenderà di altre 55mila unità, portando la regione a circa 735mila residenti rispetto agli attuali 859mila. È evidente che questa tendenza debba essere contrastata con decisione. La questione è sicuramente complessa. Già ora, al netto dei problemi enormi indotti dal rincaro eccezionale dei costi energetici e delle materie prime, uno dei principali problemi riscontrati dalle imprese è ancora quello della mancanza di manodopera specializzata. Ma è anche vero che è molto difficile trovare giovani, e meno giovani, disposti a frequentare corsi di formazione, anche se molto qualificanti e in grado di fornire prospettive concrete di impiego. Sono tutte questioni che non possono restare sullo sfondo. Dobbiamo decidere ora che tipo di futuro vogliamo per l’Umbria, affrontando il problema del progressivo invecchiamento della popolazione regionale, della perdita significativa di persone in età lavorativa, di quali politiche adottare per il sostegno alla natalità e alla famiglia, di come l’Umbria possa diventare maggiormente attrattiva, e di flussi migratori adeguati alle esigenze delle imprese. Insomma – conclude Carloni – va cambiato il modello di sviluppo.”

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Luglio 18, 2022
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CRISI IDRICA, SALVARE il lago TRASIMENO

Il lago Trasimeno rappresenta uno dei poli di maggiore attrattività dell’Umbria, una ricchezza che va preservata, riqualificata e valorizzata. Perciò condividiamo pienamente la decisione della presidente Tesei di chiedere al governo il riconoscimento per l’Umbria dello stato d’emergenza per siccità e l’inclusione del lago Trasimeno tra i bacini lacustri oggetto degli interventi all’interno del decreto Siccità in fase di predisposizione. Così come condividiamo l’appello rivolto a Draghi dalla Confcommercio dell’Umbria e ringraziamo il senatore Luca Briziarelli per l’attenzione che sta dimostrando verso il problema. Proprio per questo ieri (05/07/2022, ndr) anche noi abbiamo investito della questione i parlamentari eletti in Umbria, affinché sostengano il percorso che porterà ad accogliere le richieste avanzate dalla nostra regione e a promuovere ogni altra iniziativa utile a supportare l’Umbria in questa emergenza.”

Michele Benemio, imprenditore alberghiero nonché presidente di Cna Turismo Umbria, interviene nel dibattito sullo stato di crisi in cui versa il lago Trasimeno a causa della forte siccità che sta portando il bacino verso uno dei livelli più bassi mai raggiunti, con tutte le conseguenze immaginabili sia in termini ambientali che economici.

“Sebbene il Trasimeno non abbia prelievi di carattere potabile, la sua interconnessione idrica con il lago di Chiusi che, a quanto ci risulta, è stato già inserito nel decreto in preparazione, e la sua rilevanza per tutta l’economia del territorio, in particolare per il comparto turistico, rendono necessario estendere anche al nostro bacino le misure emergenziali che verranno adottate dal governo. Ci auguriamo – conclude Benemio – che i nostri appelli vengano ascoltati.”

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Luglio 06, 2022
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COSTRUZIONI, una RICERCA CNA e CRESME

“Le costruzioni hanno contribuito in maniera determinante alla ripresa economica registrata nel 2021 e nei primi mesi del 2022.”

È questa la maggiore evidenza emersa dalla ricerca CNA-CRESME presentata il 05/07/2022 nel salone d’onore di palazzo Donini alla presenza della presidente regionale Donatella Tesei, del segretario nazionale della CNA Sergio Silvestrini, del presidente di CNA Umbria Michele Carloni, del presidente di CNA Costruzioni Emanuele Bertini e del direttore del CRESME Lorenzo Bellicini.

 “Questa ricerca – ha affermato Michele Carloni – si inserisce all’interno di un progetto della CNA nazionale perché riteniamo che anche in Umbria il processo di riqualificazione del patrimonio edilizio debba andare avanti, sia per i risvolti economici che garantisce, sia per il contrasto al progressivo spopolamento dei comuni minori.

L’indagine ha certificato il ruolo di volano del settore nel trainare il balzo del PIL regionale oltre il 6% nel 2021. “Il contributo che il settore delle costruzioni ha portato alla crescita economica dell’Umbria lo scorso anno – ha dichiarato Bellicini – vale 3,5 miliardi di euro, di cui 2,3 relativi a interventi straordinari di manutenzione e recupero edilizio, 640 milioni legati a opere di manutenzione ordinaria e 524 milioni riferiti a nuove costruzioni.

Numeri che hanno fatto crescere gli investimenti nel settore del 23% di cui ben l’85% rappresentato da interventi di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.

“Innegabile – ha continuato Bellicini – il ruolo giocato dalle varie detrazioni fiscali previste sui lavori edili, che hanno attivato investimenti pari a circa 1,1 miliardi di euro. Di questi solo 200milioni sono relativi al Superbonus, contro i restanti 900milioni ascrivibili ai cosiddetti bonus minori, che hanno avuto un balzo del 137% rispetto al 2020 grazie alla possibilità di accedere alla cessione del credito o allo sconto in fattura. Inoltre, gli incentivi e le relative ristrutturazioni hanno fatto ripartire il mercato delle compravendite immobiliari, con un aumento del 28% rispetto al 2019 (pari a circa 10mila atti). Questo aumento delle compravendite, oltretutto, rivela tendenze interessanti anche a seguito dell’esperienza vissuta con le restrizioni dettate dalla pandemia. Chi oggi acquista una casa predilige l’edilizia diffusa, abitazioni dotate di uno spazio all’aperto, che permettano una vita più lenta. Questo vale sia per le case ristrutturate, sia per quelle di nuova costruzione, a cui si chiede che siano anche più sostenibili e altamente tecnologiche. Un contributo importante al balzo del settore delle costruzioni registrato nel 2021 – ha proseguito Bellicini – è arrivato anche dal notevole aumento della ricostruzione post sisma, soprattutto di quella privata, dove il totale degli interventi sale a 7mila cantieri per un valore di 2,2miliardi di euro. Le criticità certificate dalla ricerca – ha concluso Bellicini – sono diverse. Da un lato le ingenti risorse che stanno arrivando in Umbria dal PNRR e da altri fondi nazionali non si sono ancora tradotte tutte in appalti pubblici; mentre la ripresa degli investimenti pubblici nel 2021 è stata più contenuta (+6,6%) e meno vivace di quella registrata a livello nazionale (+ 20%). Dall’altro lato vi è la crisi demografica che sta interessando l’Umbria da almeno un decennio e che ha già visto una contrazione della popolazione residente di oltre 30.000 abitanti. Uno scenario destinato a peggiorare se non si invertiranno le tendenze relative alla natalità e all’attrazione di nuovi flussi migratori, arrestando nel contempo l’emigrazione di migliaia di giovani.”

“Non vi è dubbio che il settore delle costruzioni abbia avuto un ruolo determinante nel rilancio dell’economia – afferma Emanuele Bertini –, e in un momento in cui le risorse del PNRR destinate agli enti locali umbri saranno molte abbiamo bisogno di una pubblica amministrazione efficace ed efficiente, in grado di ridurre al massimo i tempi tra le fasi di programmazione, progettazione e realizzazione delle opere pubbliche. Inoltre, l’aumento delle materie prime e il blocco della cessione del credito rischiano di fermare definitivamente non solo il superbonus, ma anche i bonus minori, che in Umbria nel 2021 hanno giocato un ruolo di primo piano nella ripresa. E questo non ce lo possiamo permettere, né a livello regionale né a livello nazionale.”

“La filiera delle costruzioni è determinante per la crescita economica – ha ribadito anche Sergio Silvestrini, segretario generale della CNA -. L’anno scorso il settore ha contribuito al 30% del rimbalzo del Pil, l’occupazione è aumentata del 14% e la produzione del 24%. Nonostante questa performance decine di migliaia di imprese del settore rischiano di fallire in quanto non riescono a cedere i crediti d’imposta legati ai bonus edilizi. Per dare continuità all’andamento positivo delle costruzioni migliorando l’efficienza del nostro patrimonio immobiliare, siamo disponibili a partecipare a un tavolo per mettere ordine e ridisegnare il sistema degli incentivi. Ma in questa fase la priorità è permettere alle nostre imprese di recuperare i quattrini che hanno anticipato per conto dello Stato ai clienti praticando lo sconto in fattura”.

“Le imprese – ha concluso Michele Carloni – non hanno nulla a che fare con comportamenti fraudolenti e non possono essere penalizzate per colpe che non hanno. Anzi, lavorando in stretta sinergia con la pubblica amministrazione possono continuare a dare un contributo positivo sia nella riqualificazione del patrimonio immobiliare, sia nella realizzazione di nuove opere pubbliche e, più in generale, alla crescita dell’Umbria. In questo momento crediamo che serva un grande senso di responsabilità da parte di tutti.”

“Per quanto riguarda la crisi demografica che attanaglia l’Umbria da 10 anni – ha affermato la Presidente  della Regione Donatella Tesei –  a questa stiamo rispondendo da quest’anno finalmente in maniera organica e strutturale, attraverso un ampio sistema di sostegni alle famiglie. Basti pensare alle misure a favore dei nuovi nati (Bonus bebè), a favore delle neo mamme, (con un accompagnamento economico nel primo anno vita del bambino), nonché ai bonus asili, alle borse di studio per ragazzi delle scuole primarie e secondarie, al bonus campo estivo e alla no tax area nonché borse di studio per gli iscritti all’Università. Misure che accompagnano bambini, ragazzi, giovani ed in definitiva famiglia nell’arco della crescita e che rappresentano un poderoso insieme di provvedimenti mai messo in campo prima, i cui risultati si vedranno nei prossimi anni. Altro tema su cui ci siamo adoperati  è quello di ritrovare attrattività – ha continuato la Presidente – ed abbiamo rilancio turismo, Aeroporto, intercettato 4 miliardi per le opere infrastrutturali e 1,6 miliardi del Pnrr: tutte misure che creeranno ora e nei prossimi anni condizioni abilitanti, del tutto nuove, per le imprese della regione. Nello specifico del settore edilizio, ritenendolo strategico perché acceleratore di breve periodo dell’economia, va sottolineato come solo dal nostro insediamento sia iniziata la ricostruzione post sisma 2016, oggi la più avanzata del cratere, e come siano stari pianificati 314 milioni di investimenti Ater per l’edilizia residenziale, oltre alle misure Pnrr (che riguardano scuole, periferie ecc), tutti provvedimenti che saranno in grado di sostenere il settore in Umbria. Un approccio che nasce da politiche che non pensano solo all’immediato futuro ma che a si basano su una visione di lungo periodo”.

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Luglio 05, 2022
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Il nuovo presidente di CNA TERNI: le imprese sono costrette a muoversi tra nuove difficoltà

LE IMPRESE SONO COSTRETTE A MUOVERSI TRA NUOVE DIFFICOLTÀ NELL’ACCESSO AL CREDITO E MANCANZA DI PERSONALE QUALIFICATO

“Presto le imprese avranno bisogno di nuove linee di credito bancario per fare fronte alle difficoltà in cui sono costrette a muoversi in questo periodo” ad affermarlo è Mirko Papa, il nuovo presidente della CNA di Terni che ha riorganizzato il proprio direttivo intercomunale del quale fanno parte oltre quaranta imprenditori, le cui aziende sono localizzate a Terni, Narni e Amelia.

Mirko Papa è titolare di un’azienda di costruzioni con circa quindici dipendenti che ha la propria sede operativa ad Amelia e in CNA attualmente è già membro della Presidenza regionale dopo avere ricoperto, in passato, per quattro anni il ruolo di presidente regionale di CNA costruzioni.

“Le imprese – continua Papa – soprattutto quelle manifatturiere, a seguito dei continui aumenti dei costi energetici e delle materie prime, sono costrette a lavorare a pareggio nelle migliori delle ipotesi, quelle delle costruzioni invece hanno i cassetti fiscali pieni di crediti d’imposta e le tasche vuote ed infine le imprese dei servizi sono costrette a subire il continuo calo dei consumi causati dall’aumento dell’inflazione.

Da qui si arriverà presto alla mancanza di liquidità aziendale che presto si tramuterà in nuove esigenze di credito bancario, mentre si stanno riducendo le garanzie rilasciate dal fondo centrale di garanzia alle banche e sono finite le moratorie sugli investimenti e stanno aumentando i tassi d’interesse.

Pertanto servono subito nuove misure regionali tese a sostenere le imprese nell’accesso al credito.

Ma il nuovo direttivo che abbiamo costituito nei giorni passati ha affrontato anche altre tematiche rilevanti per le imprese e per il territorio.  Dalla discussione tra i presenti è emerso che altro problema molto diffuso e che desta molta preoccupazione è la mancanza di personale qualificato”.

I nostri imprenditori – commenta Laura Dimiziani, responsabile territoriale di CNA – concordano sulla necessità di un aumento degli stipendi netti per i proprio dipendenti, fermo restando che il costo del lavoro in Italia è già troppo alto. Sarà pertanto fondamentale che nella prossima legge di bilancio le forze politiche si adoperino per una sostanziale riduzione del cuneo fiscale a vantaggio dei lavoratori: le famiglie devono poter tornare a spendere, perché solo così si può determinare un’inversione di tendenza alla crisi dei consumi ed il rilancio della domanda interna”. Inoltre tutti gli imprenditori hanno bene presente le opportunità che possono derivare dal PNRR e dai nuovi fondi strutturali 2021-2027.

Nel ternano – dichiara Mirko Papa – sono necessarie politiche territoriali allargate che superino inutili campanilismi, anche se Terni esprime delle specificità che devono essere tenute in debita considerazione nella definizione delle politiche regionali.

Ad esempio la nuova stagione di AST è fondamentale per il rilancio del territorio, ma sottolineiamo che anche in questa area sempre più importanza la stanno assumendo le piccole imprese, che sono cresciute negli ultimi anni e l’integrazione tra grande impresa e micro e PMI ci consentono di guardare al futuro con fiducia nonostante le difficoltà del momento, ma sono necessarie politiche di sviluppo differenziate per le diverse tipologie d’imprese.

Lavoreremo sul territorio – conclude il presidente Papa – con un importante e costante coinvolgimento degli imprenditori associati e ricercando sempre una forte sinergia con tutte le forze sociali, le altre associazioni, i sindacati e soprattutto con le istituzioni, riteniamo che solo così si possano superare le difficoltà e i ritardi che interessano l’area Ternana, in questa epoca: si vince o si perde tutti insieme”.

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Luglio 02, 2022
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SUPERBONUS: OLTRE CENTO IMPRESE DI COSTRUZIONI TERNANE RISCHIANO IL FALLIMENTO

SE NON SI SBLOCCA IN TEMPI RAPIDI LA CESSIONE DEL CREDITO

 

Il blocco della cessione del credito e di conseguenza lo stop al Superbonus sta facendo sentire i propri effetti anche nella provincia di Terni.
In base all’indagine condotta dalla CNA nazionale delle oltre 33.000 imprese italiane a rischio fallimento almeno 125 sono ternane.

Nel nostro territorio afferma – Laura Dimiziani – sarebbero devastanti gli effetti negativi oltre che sul sistema delle imprese, già messo a dura prova negli anni passati, anche sul fronte occupazionale con oltre 700 posti di lavoro a rischio.

In questo momento le imprese più in difficoltà – continua Dimiziani – sono quelle che hanno rilasciato ai propri clienti e committenti lo sconto in fattura per tutti i lavori eseguiti in riferimento al Superbonus e a tutti gli altri bonus edilizi.

Le imprese hanno i cassetti fiscali pieni di crediti maturati a seguito dei lavori svolti ma purtroppo le tasche vuote per l’impossibilità, sopraggiunta improvvisamente di cedere il credito alle banche e alle Poste Italiane che fino a pochi giorni fa sono stati i principali interlocutori ai quali si sono rivolte le imprese per la cessione.

Ora le banche hanno comunicato ufficialmente la loro indisponibilità ad acquisire nuovi crediti e stanno rallentando le acquisizioni dei crediti già concordati tra la fine del 2021 ed i primi mesi del 2022, L’ENEA annuncia che sono terminate le risorse disponibili per il 2022 e le imprese, che rappresentano l’anello debole della catena, rischiano di fallire perché hanno creduto e scommesso su un’opportunità prevista dalle norme statali. Sono urgenti interventi immediati da parte del Governo.

Non si possono far fallire tutte imprese che hanno scommesso sulla ripresa, realizzato investimenti importanti e assunto nuovo personale.

Pertanto come CNA stiamo chiedendo un intervento urgente del governo che abbia come obiettivo principale quello di riattivare la cessione del credito almeno per tutti i lavori già avviati e per quelli per i quali sono stati già rilasciati i permessi a costruire. Poi dovranno essere affrontate, per evitare l’insorgere di contenziosi tra i committenti, i tecnici e le imprese, tutte quelle situazioni per le quali sono già stati stipulati contratti d’appalto o realizzati progetti di fattibilità. Solo successivamente magari in sede di discussione della nuova legge di bilancio si potrà ragionare sul futuro rispetto al quale, una volta messe in sicurezza tutte le imprese, siamo disponibili ad un ampio confronto.

Nell’immediato per la nostra associazione le migliori soluzioni potrebbero essere rappresentate dalla possibilità di trasformare i crediti d’imposta in BTP direttamente acquisibili anche dalle imprese, oppure di allungare le tempistiche entro le quali gli intermediari finanziari possono usufruire delle detrazioni portandoli da cinque a dieci anni ampliando così i loro plafond disponibili permettendo di fatto il riavvio della cessione del credito.

Quello che è certo è che la cessione del credito nei prossimi mesi costerà molto di più sia ai committenti privati che alle imprese; d’altronde l’inflazione galoppante, l’incremento degli spread e gli annunci della BCE già stanno provocando l’innalzamento dei tassi d’interesse per tutte le tipologie di finanziamento.

Ad oggi le nostre continue sollecitazioni a livello nazionale e regionale hanno indotto il Senato della Repubblica ad adottare un atto di indirizzo che impegna il Governo a trovare una soluzione accettabile per tutte le parti in causa a partire dalle imprese e dalle banche, ma il tempo non è una variabile indipendente per cui è necessario fare presto.

Da ultimo, ma non per ordine d’importanza, è opportuno un occhio di riguardo soprattutto nei confronti dei cittadini, a partire da quelli meno abbienti, che credendo nelle leggi dello Stato italiano si sono avventurati nella riqualificazione delle proprie abitazioni, senza avere le necessarie risorse finanziarie personali e tantomeno capienza reddituale per portare i crediti in detrazione.

Bene la lotta alle frodi – conclude Dimiziani – ma da parte del governo ora servono tutele per i più deboli: le imprese ed i cittadini, anche quelli ternani.

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Giugno 23, 2022
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CESSIONE del CREDITO, serve un INTERVENTO STRAORDINARIO

“Oggi serve un intervento straordinario del governo volto a sanare il pregresso e a garantire la chiusura dei cantieri già avviati e la messa in sicurezza delle imprese delle costruzioni in bilico. Solo dopo si potrà ragionare su modifiche al sistema dei bonus e degli incentivi fiscali sulla riqualificazione energetica e sismica degli immobili.”

Un’indagine nazionale CNA stima che con il blocco del sistema di cessione dei crediti maturati con il Superbonus e con gli altri incentivi sui lavori edili, in Umbria siano a rischio circa 500 imprese delle costruzioni e 2.500 posti di lavoro.

Sono mesi che denunciamo questo rischio e in questi giorni le imprese stanno concretamente ricevendo lettere dalle banche – afferma Pasquale Trottolini, responsabile di CNA Costruzioni Umbria -. Non c’è più tempo da perdere.”

Dopo l’approvazione della legge di Bilancio 2022 che confermava la possibilità di effettuare lo sconto in fattura e di cedere i crediti fiscali agli intermediari finanziari, le domande presentate all’Enea sono aumentate dell’80%.

“Basti pensare – aggiunge Trottolini – che in Umbria sono passate dalle 1.586 di fine 2021 alle 2.872 risultanti al 31 maggio scorso. Parliamo di un valore economico di 535 milioni di euro, di cui solo il 70% concluso, mentre altri 200milioni restano tuttora appesi.”

Le domande presentate a livello regionale sono relative a 1.431 abitazioni unifamiliari e 849 cosiddette unità immobiliari funzionalmente indipendenti, con investimenti rispettivamente di 161milioni e 85milioni di euro, mentre 592 sono riferite a condomini, un numero pari a poco più del 20% delle pratiche ma con investimenti previsti che cubano per oltre la metà del totale.

La stretta sulla cessione del credito obbligherà tante imprese a portare i libri contabili in tribunale perché, dopo aver concesso lo sconto in fattura, oggi si trovano con crediti che, a lavori ormai conclusi, non sono più in grado di cedere. Ma ci sono anche imprese che, pur non avendo applicato lo sconto in fattura, stentano a farsi pagare da privati che, a loro volta, avevano messo mano alla riqualificazione energetica e sismica dei propri immobili facendo conto sulla possibilità di cedere il credito agli intermediari finanziari, soprattutto banche, e oggi non possono più farlo.”

Le imprese umbre del settore Costruzioni (edili e impiantisti) sono circa 11mila, di cui quasi il 70% composto da ditte individuali poco patrimonializzate e a rischio di forte indebitamento per la mancanza di pagamenti di commesse già concluse.

“Questo non potrà non avere effetti sul rating d’impresa e quindi sulla possibilità di accedere al credito bancario, i cui costi, peraltro, stanno salendo velocemente spinti dall’inflazione e dal rialzo dello spread. E questo è un autentico paradosso per imprese che, sulla carta, sono piene di commesse. Il Governo e il Parlamento non possono permettere che si verifichi un corto circuito di questo tipo. I dati dimostrano che il sistema dei bonus e la possibilità di cessione dei crediti rappresentano misure anticicliche che hanno permesso di aumentare il Pil, facendo fronte alla crisi pandemica e, ora, anche a quella provocata dal conflitto in corso. Ma sono anche misure utili e necessarie a riqualificare il patrimonio immobiliare. Li si vuole rimettere in discussione? Va bene, ma solo dopo aver sanato le situazioni pregresse, garantendo la chiusura dei cantieri già conclusi o avviati e la messa in sicurezza delle imprese delle Costruzioni. Sempre che la tenuta del sistema, la sostenibilità e il New Green Deal continuino ad essere una priorità per il Paese” – conclude Trottolini.

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Giugno 14, 2022
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Bonus IRPEF e NUOVI INDICI a DIFESA delle PENSIONI

Per far fronte all’aumento dell’inflazione e alla conseguente perdita del potere di acquisto delle pensioni bisogna introdurre correttivi fiscali e nuovi sistemi di indicizzazione. La proposta viene dal Cupla, il coordinamento nazionale delle sigle delle associazioni dei pensionati di cui fa parte anche Cna, che sul tema ha organizzato un convegno svoltosi nei giorni scorsi a Roma.

“I risultati contenuti nel rapporto CER (Centro Europa Ricerche) parlano di una perdita drammatica del potere di acquisto delle pensioni – afferma il presidente di Cna Pensionati Umbria, Fabiano Coletti -. Ma il rapporto delinea anche possibili correttivi: vale a dire un sistema di adeguamento delle pensioni basato su un indice più sensibile alla variazione dei prezzi e un nuovo bonus Irpef, che rappresentano i due principali meccanismi che, negli ultimi 10 anni, hanno maggiormente contribuito a ridurre tale potere. Come abbiamo già denunciato in molte occasioni, tra il 2009 e il 2021 la perdita è stata del 4%, circa 800 euro all’anno, per le pensioni fino a 1.500 euro; mentre per quelle di 2000 euro lordi la perdita ha raggiunto il 7%, cioè circa 1.500 euro. Percentuale di perdita che sale ancora per le pensioni di importo superiore.”

“Un impoverimento pesante – aggiunge Marina Gasparri, responsabile regionale di Cna Pensionati – che il rapporto CER riconduce correttamente innanzitutto al meccanismo di adeguamento automatico del valore delle pensioni alle variazioni dei prezzi, che a partire dal 2012 è stato parziale e sottodimensionato, in particolare per le pensioni di più alto importo. E poi all’aumento del prelievo fiscale che, invece, ha gravato soprattutto sulle pensioni di minore importo, perché è un aumento dovuto perlopiù all’espansione delle addizionali locali sui redditi, che sono poco differenziate per livello di reddito e quindi finiscono per incidere percentualmente di più sulle pensioni più basse. Da notare, inoltre, come il sistema delle detrazioni d’imposta abbia creato negli anni una disparità crescente tra redditi da lavoro dipendente e redditi pensionistici, soprattutto dopo l’introduzione dei bonus Irpef, con una penalizzazione ai danni dei pensionati.”

“Le soluzioni prospettate dagli esperti del CER – prosegue Fabiano Coletti – potrebbero quindi contribuire a ridare valore alle pensioni attraverso un sistema di adeguamento delle pensioni all’inflazione basato sull’indice dei prezzi al consumo armonizzato per i paesi europei (IPCA), molto più sensibile alle variazioni dei prezzi di categorie come alimentari ed energetici. Infine – conclude Coletti – l’introduzione di un nuovo bonus Irpef correggerebbe almeno in parte gli effetti negativi del prelievo fiscale sulle pensioni.”

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Giugno 10, 2022
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SOSTENIBILITÀ e PREVENZIONE con CNA, il PROGETTO

Promuovere la sostenibilità delle imprese attraverso un ruolo attivo nella riduzione dell’impatto ambientale delle proprie attività, nel miglioramento della qualità della vita dei lavoratori, nonché degli standard di sicurezza e tutela della salute in ambito lavorativo.

Nasce per rispondere a questi obiettivi il progetto “SOStenibilità e Prevenzione” che CNA Umbria ha presentato alla stampa il 06/06/2022 (visita qui il sito dedicato).

“Siamo convinti che un maggior rispetto per l’ambiente, la valorizzazione delle persone e la crescita di lungo periodo siano obiettivi largamente condivisi dal sistema imprenditoriale umbro” – ha dichiarato il presidente regionale della CNA, Michele Carloni -. La spinta a questo progetto è venuta sicuramente dalla necessità di contrastare l’aumento degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali registrato dopo la ripresa dell’attività post pandemia, con dati che per l’Umbria sono stati anche peggiori rispetto alla media nazionale. Ma anche dalla volontà di aiutare le imprese nel loro processo verso la sostenibilità, un obiettivo diventato una priorità per la grande maggioranza dei Paesi del mondo, che hanno assunto impegni comuni e sottoscritto protocolli internazionali per la salvaguardia dell’ambiente, ma anche per migliorare la qualità della vita delle persone, dando al termine un’accezione molto ampia. Non dimentichiamo, inoltre, che nel prossimo futuro il rispetto dell’ambiente e delle norme sulla sicurezza da parte delle imprese costituiranno requisiti importanti anche per accedere a benefici e incentivi pubblici.”

Il progetto messo a punto dalla CNA spazia su ambiti diversi.

“Innanzitutto – ha affermato la responsabile regionale per l’ambiente e la sicurezza, Anna Lisa Agneletti – vogliamo essere al fianco delle imprese con un’assistenza gratuita volta a verificare il rispetto della normativa in materia di ambiente e di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, con l’obiettivo di tutelare l’ambiente e la salute delle persone ed essere quindi sostenibili dal punto di vista ambientale, sociale ed economico, evitando sanzioni che oggi sono molto più severe rispetto a pochi mesi fa. Ma anche accompagnare le aziende nel percorso di riduzione dell’impatto ambientale delle proprie attività, con un’attenzione particolare alla prevenzione nella produzione dei rifiuti, al recupero, riuso e riciclo dei rifiuti e materiali, alla diminuzione delle emissioni inquinanti, alla tutela delle risorse idriche e al risparmio energetico degli immobili e dei cicli produttivi. La tutela della salute e sicurezza dei lavoratori si traduce in benessere e motivazione delle persone e competitività per le imprese. Accanto a questo c’è tutto l’ambito della sostenibilità sociale e del miglioramento della qualità della vita delle persone, grazie al San.Arti., il fondo di assistenza sanitaria integrativa dell’artigianato a cui hanno gratuitamente diritto i dipendenti delle imprese artigiane, che possono avvalersi di prestazioni sanitarie che vanno dalla prevenzione delle malattie oncologiche e cardiovascolari, al sostegno alla spese per prestazioni varie come l’acquisto di occhiali da vista, fisioterapia, ricoveri, assistenza alla maternità, ticket per visite ed esami specialistici e tanto altro ancora. Infine, un altro aspetto importante del progetto è quello della stipula di una serie di protocolli di intesa con enti e istituzioni locali, a cominciare da quello sull’economia circolare e sull’individuazione di best practice tra le imprese, sottoscritto nel marzo scorso con la CCIAA dell’Umbria, la Regione, l’ARPA regionale e alcune associazioni di categoria. Altri ne seguiranno a breve, con il coinvolgimento degli organi preposti al controllo, sia in materia di ambiente che di salute e sicurezza sul lavoro.”

Non a caso, quindi, alla presentazione del progetto era presente anche Gennaro Cancellaro di Inail, Umbria, il segretario generale della CCIAA dell’Umbria, Federico Sisti, e alcuni dei partner territoriali qualificati che hanno aderito al progetto di CNA Umbria per supportare le imprese in attività specifiche in materia di ambiente e di sicurezza.

“Quello che ci auguriamo – ha aggiunto Michele Carloni – è che i temi delle energie rinnovabili, dell’autoproduzione di energia, della riqualificazione energetica degli immobili, del riuso e riciclo dei rifiuti, diventino centrali all’interno dell’unico strumento a sostegno dello sviluppo su cui la Regione possa contare, vale a dire la programmazione dei fondi strutturali e delle relative risorse, sulla cui destinazione – conclude il presidente regionale della CNA – si gioca il modello di sviluppo che si intenderà dare all’Umbria.”

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Giugno 07, 2022
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PANE, ancora AUMENTI del PREZZO

“L’economia umbra, cosi come quella italiana, è costretta ancora una volta ad affrontare difficoltà crescenti. Se la guerra in Ucraina non finirà presto andremo in recessione, mentre i prezzi dei beni di primo consumo continueranno ad aumentare. In questo scenario anche i panificatori, alle prese con i rincari eccezionali dei costi dell’energia, delle materie prime e dei trasporti, si apprestano a varare il terzo aumento consecutivo dei prezzi dei prodotti da forno.”

Una decisione obbligata, quella dell’ennesimo aumento, annunciata a malincuore dal coordinamento dei panificatori aderenti a CNA Umbria, costituito nei mesi scorsi e composto da 17 imprenditori in rappresentanza degli iscritti all’associazione e dei diversi territori della regione: Luigi Bonucci, Giorgio Cecchini, Claudio Puccetti, Francesca Galletti, Mauro Passagrilli, Doriano Cangi, Silvia Duranti, Fabio Pioppi, Davide Mela, Nazzareno Pizzoni, Piero Perella, Federico Argenti, Giuliano Latini, Giampiero Rossetti, Tiziano Brunetti e Sandro Lisarelli.

In Umbria sono attivi, tra produzione e rivendita, circa 500 panifici.

“L’unica alternativa all’aumento dei prezzi è quella di spegnere i forni e chiudere le nostre attività – dichiara Luigi Bonucci, il portavoce del coordinamento –. L’Italia è un paese di trasformazione e la nostra dipendenza dalle forniture estere per frumento duro e tenero, mais, gas ed energia elettrica espone anche le nostre imprese alle turbolenze dei mercati internazionali. Purtroppo l’incremento dei prezzi che ci accingiamo a varare potrebbe non essere l’ultimo se non ci saranno cambiamenti veloci degli scenari in cui ci troviamo a operare. Il protrarsi della guerra in Ucraina ha intensificato le tensioni sui prezzi di tutte le materie prime, e in particolare su quelle agricole, inserendosi in una situazione preesistente di forti speculazioni e di grandi incertezze, iniziate già prima dello scoppio del conflitto e che avevamo denunciato da tempo. Basti pensare che negli ultimi mesi il costo della farina ha registrato aumenti di circa il 60%, aggiungendosi alla scarsità di prodotti come uova, latte e derivati e ai rincari eccezionali dei costi energetici, con picchi di oltre 300 %, sia per il gas che per l’energia. Gli operatori del settore stanno vivendo lo stesso disagio dei consumatori ma non sono più in grado di sopportare i continui aumenti dei costi di produzione. – continua Bonucci -. Queste sono le ragioni che ci stanno spingendo, nel giro di pochi mesi, verso il terzo rincaro dei prezzi, sia per il pane che per la pizza, le focacce e i dolci.”

Oggi il prezzo medio al chilo è di 2,80 euro per il filoncino da mezzo kg, mentre per quello da 1 kg è di 2,20 euro.

“Noi – dichiara Francesco Vestrelli, responsabile regionale di CNA Produzione – pensiamo che, per colmare le criticità strutturali del sistema di dipendenza da Paesi esteri, soprattutto sulle materie prime alimentari, si debba investire seriamente nella costruzione o nel rafforzamento delle filiere produttive locali, nella fattispecie in quella del grano duro e grano tenero; filiera all’interno della quale, oltre agli agricoltori, possono e devono giocare un ruolo di primo piano le imprese di trasformazione. Riteniamo che i tempi siano maturi perché anche la Regione assuma una posizione chiara in merito al ruolo che vuole riconoscere a queste imprese, che vogliono sapere se, nel prossimo futuro, saranno o non saranno ammesse agli incentivi a sostegno degli investimenti previsti dal nuovo Piano di sviluppo rurale (PSR), cosi come vogliono sapere con chiarezza se ci saranno incentivi all’autoproduzione dell’energia e sostegni per l’inserimento di nuovo personale. Di fronte a difficoltà crescenti è necessario che, a livello regionale, si faccia presto chiarezza anche su questo fronte perché – conclude Vestrelli – il tempo delle decisioni non può più essere rimandato.”

Scarica qui la rassegna stampa sugli aumenti del prezzo del pane.

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Maggio 31, 2022
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