Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa
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CONFRONTO su RISORSE del PNRR alle IMPRESE

“È fondamentale aprire subito un confronto tra la Regione e le rappresentanze delle imprese per riuscire ad attrarre in Umbria quote importanti dei fondi resi disponibili dal Pnrr per il sostegno ai sistemi produttivi locali.”

Roberto Giannangeli, direttore di CNA Umbria, rivolge un invito alla presidente della giunta regionale, Donatella Tesei, a margine della presentazione dei dati contenuti nella ricerca sui fondi del Pnrr commissionata al centro studi Sintesi (puoi consultarla qui).

Finora gli enti locali, a partire dalla Regione, hanno svolto un ottimo lavoro, grazie al quale risultano già allocati nel nostro territorio 800milioni di euro di cui, oltre all’ente regionale, beneficeranno anche dodici comuni con più di quindicimila abitanti. Ora c’è bisogno di un ulteriore sforzo per sostenere anche i progetti presentati dai Comuni più piccoli, ma soprattutto per dar vita a progetti condivisi, che si pongano l’obiettivo di far crescere le imprese locali e che possano essere finanziati grazie al piano nazionale di ripresa e resilienza. Perciò riteniamo indispensabile che la Regione avvii al più presto un confronto costruttivo sul Pnrr anche con le imprese. Il rischio, altrimenti, è che solo alcuni campioni possano beneficiare di sostegni importanti per lo sviluppo, con l’esclusione del grosso del sistema delle imprese.”

“I progetti già finanziati nell’ambito di bandi emanati dai vari ministeri hanno portato in Umbria l’1,6% dei 49miliardi di euro del Pnrr già attribuiti a livello territoriale – dichiara Alberto Cestari, ricercatore di Sintesi -. In particolare, degli 800milioni di euro destinati all’Umbria, oltre 300 sono andati a progetti relativi alla Transizione verde ed ecologica. Alle Infrastrutture invece sono andati 165milioni di euro, mentre poco più di 38milioni finanzieranno progetti relativi l’Istruzione e la ricerca, in modo particolare il rafforzamento e l’ampliamento degli asili nido e delle scuole d’infanzia. Altri 173milioni sono stati stanziati per progetti di inclusione e coesione. Infine oltre 106 milioni sono finalizzati a progetti di rafforzamento delle strutture ospedaliere.”

“Essendo stata recentemente finanziata con 7,4milioni di euro la costituzione di un pool di esperti che fungerà da supporto alle amministrazioni locali nella messa a punto di nuove progettualità – aggiunge Giannangeli – a breve vi saranno le condizioni necessarie per sostenere nell’approccio al Pnrr anche i Comuni più piccoli. In questo quadro però, a nostro avviso, manca ancora la definizione di un percorso per facilitare la partecipazione delle imprese, soprattutto di quelle più piccole, ai bandi ministeriali.”

“La seconda parte della ricerca – afferma Cestari – fornisce anche la fotografia del sistema delle imprese della regione, concentrandosi in particolare sulle prospettive per il primo semestre 2022.

Per quanto riguarda le proiezioni, due su tre (59,4%) si aspettano di tornare agli stessi volumi di capacità produttiva pre-pandemia entro il primo semestre dell’anno. Per il 9% delle aziende umbre la prospettiva è di ottenere una crescita importante nel corso del 2022, mentre il 31,5% di esse non prevede ancora di recuperare il terreno perso a causa del Covid. Inoltre, emerge che le imprese nel 2022 sono intenzionate a investire soprattutto per la formazione del capitale umano, per la sostenibilità aziendale e il risparmio energetico. Per quanto riguarda le aspettative sul Pnrr, ritengono fondamentali soprattutto i sostegni ai processi di digitalizzazione riconducibili essenzialmente al nuovo piano di transizione 4.0, mentre attualmente c’è una percezione di marginalità per le altre misure. “

“Considerato, quindi, da un lato quanto di buono è già stato fatto e dall’altro quelle che sono le necessità e le aspettative delle imprese, riteniamo strategico aprire un confronto regionale per la definizione di obiettivi condivisi – dichiara il direttore regionale della CNA -. Le opportunità per le imprese potrebbero essere tante, dai contratti di sviluppo per qualificare e potenziare le principali filiere produttive umbre, alle comunità energetiche da costituire all’interno delle maggiori aree industriali della regione oltre che nei quartieri delle città, fino alla formazione professionale considerata come vera e nuova filiera strategica per la crescita dimensionale delle imprese. L’avvio di un confronto sul Pnrr costituirebbe una cornice all’interno della quale collocare anche la nuova programmazione dei fondi strutturali 2021/2027: un tema già affrontato più volte nei mesi scorsi dalle associazioni delle imprese, ma che va ripreso al più presto, visto che a breve dovranno essere adottati i nuovi piani operativi regionali sui fondi Fesr e FS Plus. Per questo confidiamo che la Regione colga al più presto il nostro grido d’aiuto. Ora – conclude Giannangeli – è il momento di fare veramente sistema se vogliamo costruire le condizioni affinché tutte le imprese abbiamo l’opportunità di crescere e, insieme ad esse, anche l’occupazione e il PIL dell’Umbria.”

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Febbraio 17, 2022
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A TERNI RAFFORZARE le FILIERE PRODUTTIVE

Utilizzare le risorse previste dal Pnrr per la sottoscrizione di contratti di sviluppo e innovazione tra imprese di ogni dimensione con l’obiettivo di completare e rafforzare le filiere produttive del territorio ternano, attivando un processo virtuoso che coinvolga anche altre aree della regione e altri distretti produttivi.

A chiederlo è la CNA dell’Umbria che, attraverso Laura Dimiziani, referente dell’associazione per l’area di Terni, ha inviato anche una lettera al sindaco della città, Leonardo Latini.

“Nel Pnrr ci sono quasi tre miliardi di euro disponibili per attivare i cosiddetti contratti di sviluppo e I contratti di innovazione. Nello specifico, sui primi ci sono 750milioni per il rafforzamento delle filiere e 1 miliardo sulle energie rinnovabili e le batterie, mentre un altro miliardo di euro è destinato ai contratti di innovazione. Inoltre, ricordiamo che, attraverso l’ulteriore stipula degli accordi di programma, la Regione potrebbe co-finanziare questi progetti, attivando risorse aggiuntive tramite la nuova programmazione dei fondi strutturali 2021/2027. Si tratta di un’occasione unica – aggiunge la referente territoriale della CNA – che, ne siamo convinti, l’area ternana potrebbe facilmente sfruttare vista la presenza non solo di molte grandi imprese che potrebbero fungere da capo-filiere, ma anche di un tessuto di imprese più piccole in grado di giocare un ruolo all’interno dei progetti e dei contratti di rete.”

Per CNA l’utilizzo ottimale di questi strumenti, però, richiede la “creazione di un ambiente favorevole, raggiungibile attraverso il coinvolgimento e il coordinamento di diverse forze sociali, a cominciare dalle associazioni di categoria delle imprese, in modo che tutti possano lavorare in modo sinergico su obiettivi condivisi. In questo senso il Comune di Terni potrebbe svolgere un ruolo di coordinamento.

Con i contratti di sviluppo possono essere finanziati grandi progetti di investimento di, minimo, 20milioni di euro, di cui dieci da parte dell’impresa che assume il ruolo di capo-filiera.

Per quanto riguarda i contratti di innovazione, invece, si possono finanziare progetti di ricerca che siano portati avanti da un minimo di 5 imprese, anche in questo caso legate da un contratto di rete, e mettendo in campo un investimento di almeno di 5 milioni di euro.

“Per tornare a crescere dobbiamo puntare su quello che già abbiamo, facilitando l’innovazione e la crescita dimensionale delle imprese che operano nelle diverse filiere produttive a maggior valore aggiunto. La nostra idea – conclude Dimiziani – è quella di individuare un territorio ampio, che dal Ternano arrivi a Gualdo Tadino e Gubbio passando da Spoleto e Foligno, e quindi dalla Valnerina colpita dal sisma, collegando a cerniera i distretti produttivi ternani della siderurgia e della chimica con quelli dell’aeronautica del Folignate e del cemento nell’Eugubino, permettendo all’Umbria intera di svilupparsi.”

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Febbraio 10, 2022
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SUPERBONUS, sulla CESSIONE NO a RESTRIZIONI

Riteniamo profondamente scorretto e insensato cambiare le regole del gioco a partita già iniziata, ma è esattamente quello che sta accadendo con le restrizioni decise dal governo in materia di Superbonus e cessione del credito. Mentre molti cantieri già aperti si stanno bloccando, siamo costretti a prendere in considerazione la possibilità di passare dalla proposta alla protesta, con azioni che interesseranno tutto il territorio regionale, da Perugia a Terni a Spoleto e Città della Pieve.

Sono rammaricati e delusi Emanuele Bertini e Pasquale Trottolini, rispettivamente presidente e responsabile di CNA Costruzioni Umbria.

Limitare a una sola volta la possibilità di cessione del credito – afferma Trottolini –, impedendone la cartolarizzazione da parte del sistema bancario, di fatto ha già bloccato tutto il settore e senza correttivi molte imprese andranno in crisi di liquidità. Così come ci andranno molti cittadini che hanno già avviato o programmato interventi contando proprio sulla possibilità di cedere il credito agli intermediari finanziari. Sottolineiamo che ad oggi si è già verificata la sospensione dell’operatività della piattaforma delle Poste italiane, a cui molte imprese si rivolgevano per la cessione del credito, e molti altri partners finanziari delle aziende stanno comunicando che non saranno più disponibili ad accettare nuove cessioni.”

“Avevamo molto apprezzato le proroghe e le conferme di tutti i bonus nella legge di bilancio per il 2022 – interviene Bertini -. Invece con il Decreto Antifrodi e con il Decreto Sostegni Ter il governo sta cercando di limitare la portata di misure strategiche per il rilancio del settore delle costruzioni.”

Solo in Umbria il Superbonus ha consentito di avviare in pochi mesi oltre 1.800 cantieri, attivando più di 300milioni di euro di investimenti.

CNA torna anche sul rischio frodi denunciato da più parti per giustificare le restrizioni alla normativa.

“Abbiamo già affermato chiaramente di condividere la necessità di affrontare il problema delle possibili frodi legate alla cessione dei crediti fiscali: un fenomeno che consideriamo grave ed inaccettabile e rispetto al quale riteniamo si debba intervenire con l’aumento dei controlli e rafforzando le sanzioni nei confronti di chi trasgredisce ed opera nell’illegalità. Non è possibile che invece si continui a scegliere di complicare la vita a chi le regole le rispetta!”

“Rispetto a chi evidenzia l’eccessivo aumento delle imprese di costruzioni registrato negli ultimi otto mesi – aggiunge Trottolini – come associazione riteniamo oramai maturi i tempi per prevedere un percorso di qualificazione partendo dall’accesso alla professione, richiedendo una serie di requisiti tecnici, economici e morali per iniziare l’attività.”

“Il malcontento e la preoccupazione delle imprese sono così forti – aggiunge Pasquale Trottolini – che, in assenza di correttivi, come associazione dovremo passare dal nostro abituale atteggiamento di proposta alla protesta. Per un’associazione come la CNA, che ritiene strategico lavorare allo sviluppo di proposte e progetti per contribuire a un processo di ricostruzione dell’Umbria e dell’Italia post-pandemia che ci consegni, da qui a otto-dieci anni, un Paese più green, digitale e inclusivo, vedersi costretta ad assumere un ruolo di rottura non rappresenta una decisione indolore, ma siamo convinti – concludono Bertini e Trottolini – che senza una ripartenza del settore costruzioni, non ci potrà essere una ripresa duratura in Umbria.”

Scarica qui la Rassegna Stampa

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Febbraio 08, 2022
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RIMUOVERE gli OSTACOLI alla RIPRESA

“Gli aumenti generalizzati dei costi energetici e delle materie prime, uniti alle recenti restrizioni sulla cessione del credito in materia di bonus edilizi, possono portare alla paralisi produttiva e alla chiusura di migliaia di imprese della manifattura e delle costruzioni, con conseguenze nefaste sull’economia e sull’occupazione.”

È il presidente regionale della CNA, Michele Carloni, a lanciare l’allarme sui rischi enormi che gravano sulla vita del sistema produttivo italiano e regionale e sul mantenimento di migliaia di posti di lavoro.

Dopo un 2021 caratterizzato da una ripresa brillante dell’economia che, sebbene sia stata il frutto di un rimbalzo atteso dopo il lockdown, ci aveva visti guardare con ottimismo alla possibilità di recuperare il terreno perso e inaugurare un trend stabile di crescita, da alcuni mesi siamo alle prese con incognite pesanti che rischiano di mettere in discussione non soltanto le prospettive di aumento del Pil, tornato ai livelli degli anni ’90 con la pandemia, ma addirittura la sopravvivenza del nostro sistema economico-produttivo. Naturalmente – dichiara Carloni – mi riferisco ai costi abnormi dell’energia, che gravano su tutte le imprese, e in particolare sulla manifattura. Purtroppo le recenti contromisure adottate dal governo per ridurre gli importi in bolletta intervenendo sugli oneri di sistema, secondo i nostri calcoli non sono assolutamente sufficienti a mettere in sicurezza le imprese, specialmente quelle che operano in subfornitura. Parliamo di piccole imprese che, proprio per le loro dimensioni ridotte, già da anni rappresentano il bersaglio preferito di alcuni economisti ed esponenti di partito, che le accusano di essere la causa della bassa crescita dell’Umbria e di garantire salari troppo bassi. La domanda che facciamo a costoro è: chi credete che creerà lavoro nel breve e medio periodo se queste imprese saranno costrette a chiudere? La vera scommessa, al contrario, semmai, è quella di facilitare la crescita dimensionale delle micro e piccole imprese che operano in Umbria e che, nonostante le difficoltà e in un momento caratterizzato da un’alta disoccupazione, soprattutto giovanile, continuano a rimanere sul mercato svolgendo attività importanti, anche a favore delle imprese più grandi. Imprese che custodiscono competenze manuali e tecnologiche che, alla fine, rappresentano una parte consistente del valore aggiunto dei prodotti made in Italy e che andrebbero valorizzate e rafforzate invece che bistrattate come è successo per anni.”

Il rischio di uno stop alla ripresa grava anche sulle imprese del settore delle costruzioni, tornate a investire, crescere e assumere grazie al Superbonus, agli altri bonus edili e all’introduzione della cessione del credito al sistema bancario dopo oltre un decennio di crisi ininterrotta.

Le recenti restrizioni alla cessione del credito, che permettono ai privati di monetizzare nel breve periodo gli incentivi e che hanno consentito la partenza di tantissimi cantieri nel 2021, rappresentano un grande colpo alla tenuta del settore e agli investimenti dei privati. Siamo consapevoli – aggiunge Carloni – che dietro ogni incentivo o piano di finanziamento pubblico possono crearsi spazi di manovra importanti per attività illecite. Quindi fa bene la magistratura a intervenire laddove ne ravvisi gli estremi e fanno bene gli enti di controllo a intensificare la loro attività. Non a caso anche noi, come associazione, siamo stati firmatari dei protocolli di legalità promossi dalle prefetture di Perugia e Terni con l’intento dir vigilare sulla correttezza dei cantieri. Ma limitare le possibilità di cessione del credito a una sola volta, riducendo la disponibilità ad acquisirli da parte degli intermediari finanziari, oltre a impedire nuovi investimenti di fatto rischia di bloccare lavori già in corso, causando danni economici a imprese e cittadini.

L’appello che facciamo ai parlamentari – conclude il presidente di CNA Umbria – è di impegnarsi nelle modifiche normative in sede di conversione in legge dei provvedimenti.”

 

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Febbraio 04, 2022
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DISTRETTO della CERAMICA a rischio CHIUSURA

“Il caro energia si sta abbattendo anche sulle imprese del distretto della ceramica di Deruta, molte delle quali, a breve, saranno costrette a spegnere i forni e chiudere. Servono interventi urgenti sugli oneri di sistema in bolletta e l’adozione di un nuovo piano energetico.”

Dopo la pubblicazione dell’indagine sui costi energetici realizzata dal centro studi della Cna (qui), l’impegno dell’associazione a sostegno delle imprese continua con la visita del neo presidente nazionale, Dario Costantini, presso Le Terrecotte di Chiodi Fausto e C. Sas di Deruta, un’azienda sul mercato da oltre trenta anni con una produzione in sub fornitura di semilavorati in terracotta destinati sia ad altre imprese locali che internazionali. Per l’azienda, che conta 11 addetti, di cui l’80% costituito da donne, il saper fare e la cura delle risorse umane sono stati sempre l’arma vincente. Con l’aumento dei costi energetici l’attività dell’impresa si è fatta sempre più difficile. Infatti, con un consumo medio annuale di circa 1 milione di metri cubi di gas per l’accensione dei forni di cottura, la previsione è di passare dai 200mila euro spesi nel 2021 a circa 1,2 milioni di euro stimati per il 2022, pari a un +600%.

“Impossibile – afferma Costantini – proseguire l’attività con costi energetici di questa portata, che stanno mettendo a durissima prova l’attività di tutte le imprese, a cominciare da quelle che operano in subfornitura e che quindi non possono spalmare i maggiori costi di produzione sul prezzo finale al consumatore. Abbiamo già chiesto al governo azioni urgenti affinché intervenga almeno sugli oneri di sistema relativi ai costi di trasporto, alle accise e all’Iva, che incidono molto sugli importi delle bollette. Non solo. Crediamo che occorra un nuovo piano energetico nazionale che possa contribuire in modo determinante a rafforzare la competitività delle imprese italiane, che rischiano di essere spazzate via dall’aumento vertiginoso dei costi di luce e gas.”

“Anche in Umbria – aggiunge il presidente di Cna Umbria, Michele Carloni – va messo a punto un piano energetico regionale che preveda un aumento sostanziale della produzione di energia da fonti rinnovabili. Il rischio concreto è che in pochi mesi potremmo perdere un patrimonio importante come quello rappresentato dalle imprese del settore della ceramica e dell’artigianato artistico, da sempre elementi distintivi e fattori attrattivi di flussi turistici, che dovrebbero essere attenzionate anche all’interno della programmazione dei fondi strutturali europei 2021/2027. Contiamo sul fatto che la Regione, che sta dimostrando sensibilità verso le micro imprese come prova anche l’ultima misura sul credito adottata in giunta, si faccia carico di questo problema e assuma le decisioni e i provvedimenti necessari a far fronte all’emergenza energetica.”

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Gennaio 26, 2022
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RUOLO STRATEGICO della MANIFATTURA umbra

Anche nel 2021 la manifattura umbra conferma il proprio ruolo strategico per l’economia regionale, sia in termini di esportazioni che di occupazione. Per questo va sostenuta con strumenti ad hoc che aiutino le imprese dei vari comparti a crescere e a innovarsi.”

Sono le parole di Giampaolo  Cicioni, presidente regionale di Cna Produzione, a commento dell’ultima ricerca commissionata da Cna Umbria al centro studi Sintesi (puoi scaricarla qui) per fare il punto sullo stato della manifattura nella regione.

“Il principale driver per lo sviluppo delle imprese del settore continua a essere quello delle esportazioni, che le proiezioni riferite a tutto il 2021 collocano ampiamente sopra i livelli pre-pandemia. Tra il 2015 e il 2021 l’export della manifattura è cresciuto di oltre il 22%, passando da 3,5 a 4,3 miliardi di euro.”

Ad oggi le imprese umbre del comparto sono circa 7.400, mentre il numero degli addetti raggiunge quasi quota 60mila.

“Questi dati – aggiunge il responsabile regionale di Cna Produzione, Francesco Vestrelli – confermano in fenomeno che avevamo già osservato in precedenza, per cui a una diminuzione del numero delle imprese corrisponde invece un aumento degli occupati, segno evidente della crescita dimensionale delle aziende rimaste sul mercato. In particolare, le imprese passano da circa 8mila a 7.400 (- 6,2%), mentre gli addetti salgono da 55mila a 59.200 (+ 6,4%).”

All’interno del settore manifatturiero le micro e piccole imprese dimostrano anche stavolta il proprio ruolo strategico. Infatti quelle con meno di 9 addetti rappresentano ben l’84% del totale, le imprese fino a 49 addetti il 13,8% mentre le aziende con oltre 50 dipendenti pesano per il 2,2%.

“Questo – continua Cicioni – significa anche che le micro e piccole imprese dell’Umbria esprimono il 60% dell’occupazione, mentre le medio grandi il 40%.”

In termini di esportazioni i comparti che si sono maggiormente distinti durante la pandemia, proseguendo un trend positivo avviatosi nel 2015, sono quelli dei macchinari, dell’agroalimentare e della metallurgia: quest’ultima continua ad avere un impatto importante sul livello complessivo delle esportazioni, costituendo circa il 20% del totale. Oltre il 66% delle imprese manifatturiere, infine, è artigiano (oltre 4.600 imprese su 7.400), confermando il proprio ruolo strategico, in particolare nei settori della moda, del sistema casa, dell’agroalimentare e della meccanica.

“Questi dati confermano l’esigenza di adottare rapidamente nuove politiche regionali a sostegno della crescita dimensionale delle imprese – dichiarano Cicioni e Vestrelli -. Dobbiamo far crescere velocemente tutte le aziende con progetti di sviluppo, a partire da quelle della manifattura. Quindi servono misure specifiche che permettano anche alle imprese di minori dimensioni di internazionalizzarsi, poter fare ricerca, innovazione di prodotto e investimenti. Ma ancor prima viene la necessità delle imprese di trovare profili professionali adeguati alle loro esigenze. Perciò vanno avviate forti innovazioni nella formazione professionale che puntino anche a rivalutare i lavori manuali e il saper fare, che rappresentano uno dei nostri punti di forza. Infine – concludono il presidente e il responsabile regionale di Cna Produzione – un altro elemento importante è l’attrazione di investimenti esogeni mirati al rafforzamento delle filiere presenti nel territorio, a partire dal made in Italy.

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Dicembre 16, 2021
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RINCARI di GAS e MATERIE PRIME, RIPRESA a RISCHIO

“L’aumento abnorme del prezzo del gas per la produzione di energia elettrica e per il riscaldamento o raffrescamento di abitazioni, uffici pubblici e luoghi di lavoro che, a cascata, sta producendo anche un fortissimo rialzo dei costi di produzione delle materie prime, rischia di arrestare la ripresa economica in atto, ponendo una pesante ipoteca sul futuro di tutti noi.”

È preoccupato Michele Carloni, presidente regionale della CNA, di fronte ai rincari del gas naturale, il cui prezzo medio è passato in sei mesi da 17 a 82 euro al metro cubo.

“Questo – afferma Carloni – si traduce in un incremento di oltre il 400% dei costi energetici sostenuti dalle imprese, che hanno potuto beneficiare solo in parte della mitigazione degli oneri di sistema inseriti nella bolletta dopo il provvedimento adottato dal governo. Noi crediamo che a livello nazionale debbano essere intraprese ulteriori misure a favore delle imprese di produzione, specialmente per quelle della manifattura. Il rischio, infatti, è di trovarci a breve di fronte alla perdita di pezzi importanti delle filiere produttive del made in Italy, dalla meccanica all’agroalimentare, dall’arredo casa alla moda etc…Tra queste, le più penalizzate sono sicuramente quelle che operano in regime di subfornitura, che non possono compensare tale aumento dei costi sul prezzo al cliente finale. Nella stessa situazione si trovano le imprese del settore delle costruzioni, che sono alle prese con il rincaro delle materie prime e all’aumento dei prezzi dei manufatti, proprio a causa dell’incremento dei costi energetici per le imprese che li producono. È indispensabile, pertanto, che il governo adotti ulteriori misure.”

Per il presidente della Cna, però, “in questo scenario possono e devono essere assunte alcune decisioni inderogabili anche a livello regionale. Ci riferiamo, in particolare, alla rapida approvazione dei nuovi piani per i rifiuti e per l’energia, in modo da consentire il raggiungimento dell’indipendenza energetica dell’Umbria attraverso la realizzazione di termovalorizzatori e biodigestori, strategici per la produzione di energia elettrica e bio-metano. Così come deve essere prevista la realizzazione di nuovi impianti alimentati da fonti rinnovabili, dal fotovoltaico all’eolico, fino ad arrivare alle cosiddette comunità energetiche presenti anche nel piano di accompagnamento al Pnrr, vale a dire porzioni di territorio energeticamente indipendenti attraverso l’utilizzo di strumenti diversi a seconda delle caratteristiche del territorio stesso e delle imprese che vi sono ubicate. Sempre a livello regionale è urgente la revisione del prezzario regionale per l’edilizia in tutte le sue componenti, come chiediamo da mesi, per evitare che siano le imprese a dover pagare per intero i contraccolpi degli aumenti straordinari dei materiali usati in edilizia. Questo consentirà alle imprese di far fronte agli impegni e di allontanare la possibilità di contenziosi. Non dimentichiamoci, infine, che oltre alle aziende impegnate in appalti pubblici ci sono migliaia di imprese che hanno sottoscritto contratti con committenti privati che non riescono a rispettare prezzi lievitati, nel frattempo, a dismisura. Quindi – commenta Carloni – ci auguriamo che il nostro appello venga ascoltato e che le decisioni da assumere vengano prese dalla Regione nel più breve tempo possibile.”

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Dicembre 04, 2021
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“RIFINANZIARE i BANDI per gli INVESTIMENTI”

Rifinanziare il bando Medium e quelli per le aree di crisi complessa Terni- Narni ed ex-Merloni.

È la richiesta, avanzata all’assessore regionale allo sviluppo economico, Michele Fioroni, dalla Cna Umbria, che intanto dà un giudizio molto positivo sulle misure a favore dell’internazionalizzazione delle imprese le cui linee guida sono state approvate dalla giunta di palazzo Donini mercoledì scorso.

Le imprese di ogni dimensione sono tornate a fare investimenti nel 2021 – dichiara Roberto Giannangeli, direttore regionale della Cna -. Lo dimostra l’alto numero di domande presentate a valere sui bandi Small e Medium, ma anche sui due bandi per l’area di crisi complessa Terni-Narni e su quella della ex-Merloni. Una dinamica, peraltro, rilevata anche dalla nostra recente indagine realizzata in collaborazione con il centro studi Sintesi.”

Per Giannangeli “gli investimenti sono assolutamente strategici per aumentare la competitività del sistema produttivo locale e, conseguentemente, anche l’occupazione. È il motivo per cui abbiamo inviato all’assessore Fioroni una richiesta ufficiale affinché questi bandi siano rifinanziati, in modo da dare risposta al maggior numero possibile di imprese che hanno presentato domanda. In particolare abbiamo chiesto che il bando Medium sia rifinanziato con almeno tre ulteriori milioni di euro, mentre i bandi per le aree di crisi con un milione e mezzo di euro ciascuno. Certo, l’ottimale sarebbe riuscire a finanziare tutte le imprese che sono entrate in graduatoria presentando progetti di investimento che, per il solo bando Medium, sono state di oltre 16 milioni di euro a fronte di una dotazione di quattro.”

Gli investimenti sono tornati a crescere non solo tra le medie imprese, ma anche tra le più piccole.

“Questa è una cosa che ci fa ben sperare per il prossimo futuro. E ci dà la certezza che le imprese di minori dimensioni investiranno anche nella diversificazione dei mercati. Perciò guardiamo con estremo favore ai bandi di prossima uscita a sostegno dell’internazionalizzazione che sono stati anticipati da Fioroni nei giorni scorsi dopo che la giunta regionale ne ha definito le linee guida e che daranno sicuramente grande impulso all’export delle imprese umbre. La possibilità di coniugare finanziamenti diretti con contributi a fondo perduto, permetterà alle imprese di investire simultaneamente in più campi: dall’e-commerce agli showroom alle fiere. Ci aspettiamo che il bando possa contare su una dotazione di almeno 4 milioni di euro e che, qualora i progetti presentati da imprese singole o in rete eccedano la disponibilità finanziaria iniziale, si possa andare a un suo rifinanziamento. Questo è il momento giusto per puntare sullo sviluppo del sistema produttivo locale. E il sostegno agli investimenti – conclude Giannangeli – secondo noi è lo strumento più immediato per favorire la crescita e la creazione di nuovi posti di lavoro.”

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Novembre 26, 2021
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SICUREZZA sul LAVORO, PREVENZIONE e FORMAZIONE

Evitare incidenti sul lavoro e malattie professionali è un obiettivo non solo dei lavoratori, ma anche degli imprenditori, delle associazioni di rappresentanza delle imprese, dei sindacati e degli enti di controllo. Nasce da questa convinzione l’invito che, nei giorni scorsi, abbiamo rivolto all’assessore regionale alla Sanità, ai dipartimenti di prevenzione delle Usl, alle direzioni territoriali del lavoro, all’Inail e ai prefetti di Perugia e Terni, affinché ci sia uno stretto coordinamento delle azioni da realizzare in materia di prevenzione.
Cominciando da una maggiore attenzione alla formazione.”

Michele Carloni, presidente regionale della Cna, interviene sul tema dopo il recente inasprimento dei controlli e delle sanzioni varato dal governo per far fronte al consistente numero di incidenti nei luoghi di lavoro registrato negli ultimi mesi.

“Come associazione – dichiara Carloni – crediamo moltissimo nel valore e nell’efficacia della prevenzione, che da oltre tre anni si è concretizzata, per quanto ci riguarda, in progetti specifici portati avanti in collaborazione con la direzione regionale dell’Inail. Ma siamo consapevoli che l’attività singola non è sufficiente. Da qui la decisione di rivolgerci a tutti i soggetti coinvolti nelle attività di vigilanza e controllo per poter arrivare ad azioni coordinate che aiutino nel prevenire incidenti, cominciando da una formazione rivolta non solo ai lavoratori ma anche ai datori di lavoro, e evitino di diventare eccessivamente punitive nei confronti delle imprese. Bisogna scongiurare, infatti, che il potenziamento dei controlli e l’inasprimento delle sanzioni decisi dal governo si abbatta sulle aziende con ispezioni ripetute sugli stessi aspetti da parte di diversi enti.

In un momento di ripresa dell’economia – aggiunge Carloni – c’è il caso particolare delle imprese di costruzioni. Noi crediamo che i tempi siano ormai maturi per l’apertura di percorsi di qualificazione per l’accesso alla professione: trattandosi di uno dei settori che registra il maggior numero di casi di incidenti sul lavoro non si può aprire un’impresa di costruzioni senza seguire un percorso di qualificazione, improvvisandosi imprenditori.”

I rischi per la sicurezza, però, arrivano anche dall’abusivismo, che le imprese dell’edilizia, e non solo, subiscono in modo pesante.

“È un fenomeno che occorre combattere con maggior decisione, sia da parte dei committenti privati che pubblici. Non dimentichiamoci, infatti, che la pratica diffusa di assegnazione dei lavori con gare al massimo ribasso, oltre a non dare garanzie su lavori svolti a regola d’arte, porta inevitabilmente con sé l’ingresso di imprese dove i costi per garantire la sicurezza sul lavoro sono ridotti all’osso. Che senso ha – conclude il presidente di CNA Umbria – da un lato inasprire le sanzioni contro le imprese regolari, e dall’altro assegnare appalti a costi stracciati senza preoccuparsi dei riflessi che questa pratica porta con sé in termini di sicurezza dei lavoratori?

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Novembre 15, 2021
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SUPERBONUS, AZIONI ECLATANTI se NON PROROGATO

“Lo abbiamo già scritto ai parlamentari eletti in Umbria, ai prefetti di Perugia e Terni e alla presidente della giunta regionale: se il Superbonus e gli altri incentivi per la riqualificazione del patrimonio immobiliare non verranno prorogati e se la cessione del credito e lo sconto in fattura non saranno riconfermati, ci prepariamo ad organizzare azioni eclatanti, anche con il coinvolgimento di tutti gli attori della filiera allargata delle costruzioni.”

È durissima la reazione di Cna Costruzioni Umbria alle voci riguardo al ridimensionamento del Superbonus al 110% e dei bonus di minore entità per il miglioramento sismico ed energetico degli edifici.

“Non ci piace lanciare minacce o prove di forza – afferma il responsabile regionale della categoria, Pasquale Trottolini – ma vogliamo salvaguardare strumenti che stanno consentendo di rilanciare un settore, quello delle costruzioni, che scontava una crisi ultra decennale che ha lasciato sul campo migliaia di imprese e di lavoratori. Ma vogliamo anche mettere in guardia dal rischio di fallimento per centinaia di aziende e da danni economici certi per migliaia di proprietari di immobili che non riusciranno a completare i lavori in tempo utile per poter usufruire degli incentivi.”

Nella nota inviata ieri, tra gli altri, ai deputati e senatori eletti in Umbria, che nelle prossime settimane saranno alle prese con la discussione e l’approvazione della legge di bilancio 2022, Cna Costruzioni ha ricordato come “l’utilizzo del Superbonus, teoricamente possibile dal luglio 2020, è stato di fatto impossibile almeno fino ai primi mesi dell’anno in corso a causa dell’inefficienza della pubblica amministrazione e per l’estrema complessità della normativa. Quindi la mancata proroga almeno fino alla fine del 2023 rischia di produrre danni consistenti, a cominciare dai contenziosi che potrebbero scaturire dai contratti sottoscritti dai proprietari immobiliari con i tecnici professionisti, vincolanti anche in caso di lavori non eseguiti per mancanza di tempo.”

Non solo. “La possibilità di avvalersi dello sconto in fattura e della cessione del credito anche nell’utilizzo dei bonus minori in materia di miglioramento sismico ed energetico degli edifici – prosegue Trottolini -, ha reso molto più appetibili strumenti disponibili ormai da anni. Optare per il mancato rinnovo di queste possibilità manderebbe in fumo migliaia di interventi già programmati. Infine, nei giorni in cui, con il G20 e la COP26, l’attenzione mondiale è puntata sui temi della sostenibilità, appare singolare che le scelte del Governo vadano nella direzione opposta. Ricordiamo, infatti, che le abitazioni sono state riconosciute responsabili della maggior parte delle emissioni inquinanti a livello mondiale, ne producono addirittura più dei trasporti.”

Da qui l’appello ai parlamentari affinché, a prescindere dal proprio schieramento politico, portino avanti un’opera di sensibilizzazione all’interno dei rispettivi gruppi parlamentari per far sì che il Superbonus al 110% venga prorogato senza restrizioni fino al 31/12/2023 e la cessione del credito e lo sconto in fattura restino accessibili anche per i bonus minori almeno per tutta la durata del Pnrr (2026), trasformandoli in misure strutturali.

“Come anticipato, qualora il nostro appello dovesse essere ignorato, ci prepariamo a organizzare azioni eclatanti coinvolgendo tutta la filiera larga delle costruzioni, che comprende non solo le imprese edili e gli impiantisti, ma anche i serramentisti, i produttori di materie prime, i geometri, gli architetti, i periti e gli ingegneri. In ballo ci sono tante cose – conclude il responsabile regionale di Cna Costruzioni -: la sopravvivenza delle imprese, ma anche la tutela dell’occupazione, delle disponibilità economiche delle famiglie e la sostenibilità ambientale.”

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Novembre 05, 2021
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