Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa
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CHIUSURA degli UFFICI CNA

Informiamo i nostri associati e i nostri clienti che i Servizi all’interno di tutti gli uffici territoriali della CNA (clicca qui per consultare l’elenco) saranno chiusi dal 23 al 27 agosto.

Saranno invece regolarmente operativi i servizi in materia di CREDITO offerti da UNI.CO.

Buone vacanze a tutti!

 

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Agosto 12, 2021
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MYSELF, un BANDO per l’AUTOIMPIEGO

La Regione Umbria ha pubblicato Myself, il bando per favorire l’autoimpiego e la creazione d’impresa.

Chi ne può beneficiare?

  • le piccole medie imprese nate dal 1° gennaio 2020 (società commerciali, cooperative, imprese individuali, lavoratori autonomi titolari di partita IVA, società tra professionisti) con sede in Umbria

I progetti imprenditoriali devono riguardare:

  • produzione di beni
  • fornitura di servizi
  • commercio (anche franchising)
  • artigianato

L’agevolazione consiste

  • in un finanziamento da 7.500 a 50mila euro a fronte di una spesa complessiva, al netto di IVA ed oneri accessori, che vada da 10mila a 66.666,67 euro
    • La spesa complessiva deve essere destinata:
      • ad investimenti, per almeno il 70%
      • a spese correnti, per un massimo del restante 30%
    • Il finanziamento
      • non è subordinato all’acquisizione di garanzie a tutela del rimborso
      • va restituito con rate semestrali costanti senza interessi
      • con un piano di ammortamento di max 7 anni
      • 1 anno di preammortamento
  • in un contributo a fondo perduto di 3mila euro denominato “Pacchetto qualificazione”, a copertura di costi per la qualificazione e formazione professionale del titolare o dei soci

 

SINTESI TIPOLOGIA AGEVOLAZIONE

 

Risorse stanziate

 

300.000,00 €

 

700.000,00 €

Spese Ammissibili min 10.000,00 € – max 33.333,34 € min 33.333,35 € – max 66.666,67 €
Finanziamento a tasso

zero

 

min 7.500,00 €- max 25.000,00 €

 

min 25.000,00 € – max 50.000,00 €

Durata finanziamento max 5 anni max 7 anni
Preammortamento 1 anno 1 anno
Contributo pacchetto

qualificazione

 

max. 3.000,00 €

 

Quali sono le spese agevolabili?

Per quanto riguarda gli investimenti:

  • macchinari, attrezzature e arredi funzionali all’attività d’impresa
  • mezzi di trasporto funzionali e strumentali allo svolgimento dell’attività imprenditoriale
  • hardware, software e licenze funzionali all’attività di impresa
  • piccole opere murarie ed impianti (max 20% della spesa)

Ammessi alle agevolazioni anche i beni usati, purché forniti da rivenditori autorizzati (usato garantito) e NON OGGETTO DI PRECEDENTI AGEVOLAZIONI

Per quanto riguarda le spese correnti:

  • affitto (contratto registrato)
  • materie prime, semilavorati etc… inerenti la produzione; materiale di consumo
  • spese pubblicitarie
  • utenze

Come vengono valutate le domande?

Definiti alcuni criteri e l’assegnazione di un punteggio per ciascuno di essi: ammissibili i progetti che ottengono ALMENO 60 PUNTI

Compilazione e invio delle domande

Per la compilazione delle domande di ammissione c’è tempo fino alle ore 12:00 del 31/12/2021, mentre l’invio potrà essere fatto dalle  ore 10.00 del 10/06/2021 e fino alle ore 12.00 del 31/12/2021.


Per maggiori informazioni contatta il nostro ufficio Bandi e Incentivi:

 

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Giugno 07, 2021
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FONDO GARANZIA PMI, prolungati STRUMENTI

Il Decreto Sostegni BIS interviene su una serie di provvedimenti in materia di CREDITO:

  • viene prorogata al 31 dicembre 2021 la moratoria sui prestiti applicata alla quota capitale delle esposizioni oggetto di moratoria, ma entro il 15 giugno va fatta una specifica comunicazione al soggetto finanziatore pena la perdita del beneficio.
  • prolungati fino al 31 dicembre 2021 gli strumenti di garanzia emergenziali previsti dal Fondo di Garanzia per le Pmi e da Garanzia Italia di Sace
  • la durata massima delle garanzie rilasciate sui prestiti alle Pmi sale da 6 a 10 anni, anche per le operazioni già garantite dal Fondo
  • per i finanziamenti sotto i 30mila euro la percentuale massima della garanzia scende dal 100% al 90%
  • sempre nell’ambito del Fondo PMI è stato introdotto uno strumento di garanzia pubblica di portafoglio a supporto dei crediti a medio lungo termine per finanziare
    • progetti di ricerca e sviluppo
    • programmi di investimento di imprese fino a 500 dipendenti

Per maggiori informazioni contatta i nostri uffici territoriali

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Maggio 28, 2021
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CONTRIBUTI PER LE MICRO E PICCOLE IMPRESE: prorogata la chiusura dello sportello

INVESTIMENTI, usciti i BANDI REGIONALI

Pubblicati i primi 2 bandi regionali a sostegno degli investimenti innovativi delle imprese contenuti nel pacchetto SMART ATTACK.

Con riferimento ai bandi in oggetto, si comunica che, al fine di garantire la più ampia partecipazione possibile, con Determina Regionale, la Regione ha disposto la proroga del termine ultimo per la presentazione delle domande inizialmente prevista dall’Avviso pubblico relativo al Fondo Small e dall’Avviso pubblico relativo al Fondo Medium dalle ore 13,00 del 1° luglio 2021 alle ore 13:00 del 12 Agosto 2021;

I bandi sono caratterizzati da formule a scaglioni, sia per quanto riguarda le dimensioni d’impresa che per l’entità dell’investimento previsto. Eccoli in sintesi:

 

BANDO SMALL (4 milioni di euro)

  • Beneficiari: Micro e Piccole Imprese dei settori Produzione, Commercio e Artigianato.
  • Prestito per investimenti in Digital Transformation
    • da 25mila a 50mila euro
    • al tasso d’interesse dello 0,5%
    • con ammortamento di 60 mesi e preammortamento di 12 mesi;
  • CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO del 40% come remissione del debito per investimenti in tecnologie digitali
  • agevolabili le spese per consulenza e formazione mirate a supportare l’impresa nel percorso di trasformazione digitale
  • previste premialità per imprese femminili e giovanili.

SCARICA LA SINTESI

 

BANDO MEDIUM (4 milioni di euro)

  • Beneficiari: Micro e Piccole Imprese dei settori Produzione, Commercio e Artigianato.
  • Prestito per investimenti in Digital Transformation e Impresa 4.0
    • da 50mila a 150mila euro
    • al tasso d’interesse dello 0,5%
    • con ammortamento di 60 mesi e preammortamento di 12 mesi;
  • CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO del 35% come remissione del debito per investimenti in tecnologie digitali digitali e Impresa 4.0. con una maggiorazione del 5% per aumento occupazionale;
  • agevolabili le spese per consulenza e formazione mirate a supportare l’impresa nel percorso di trasformazione digitale
  • premialità per imprese femminili e giovanili.
  • premialità per i progetti più innovativi con valutazione effettuata insieme a centri di competenza Impresa 4.0.

SCARICA LA SINTESI

 

Per accedere ai bandi è propedeutica la valutazione della maturità digitale dell’impresa, il cosiddetto digital assessment.

Hai bisogno di conoscere la situazione della tua azienda? Contatta la referente digitale a questi recapiti:

 


Per maggiori informazioni e assistenza per l’accesso ai bandi contatta:

  • Paola Sorbi – 075 5059188 – paola.sorbi@cnaumbria.it
  • Silvia Vignaroli – 075 5059126 – silvia.vignaroli@cnaumbria.it

 

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Maggio 14, 2021
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La BUROCRAZIA FRENA il SUPERBONUS

Tempi di attesa lunghissimi anche in provincia di Perugia

 

“Tempi di attesa per il primo accesso agli atti per una pratica di superbonus? Anche più di cinque mesi in provincia di Perugia. Di questo passo, quella che potrebbe essere un’occasione unica per riqualificare il patrimonio immobiliare dell’Umbria, si trasformerà in un fallimento.”

C’è amarezza nelle parole di Pasquale Trottolini, responsabile di Cna Costruzioni Umbria, che dopo una prima ricognizione nei Comuni della provincia di Terni fatta in collaborazione con gli studi tecnici e professionali, dalla quale erano emersi ritardi notevoli nelle pratiche preliminari per poter presentare un progetto di recupero usufruendo del Superbonus, denuncia una situazione addirittura più pesante nel Perugino.

La rilevazione della situazione nei principali Comuni della provincia di Perugia – afferma Trottolini -, sebbene abbia evidenziato una situazione a macchia di leopardo, ha portato alla luce situazioni molto critiche. Purtroppo è proprio nel capoluogo di regione che si registrano i ritardi più consistenti, con pratiche giacenti presso gli uffici tecnici dall’ottobre scorso.

Oltre cinque mesi!

Aspettare così tanto solo per poter avviare la progettazione avendo l’obbligo di completare i lavori entro il mese di giugno 2022, equivale a dire addio agli incentivi. Abbiamo apprezzato che l’assessore all’urbanistica di Perugia, Margherita Scoccia, si sia impegnata da subito a potenziare l’ufficio dedicato alle pratiche del Superbonus.

Purtroppo i risultati, stando a quanto abbiamo riscontrato, tardano ad arrivare. E non ci si può aspettare che arrivino dalla digitalizzazione degli archivi in quei Comuni dove questo processo non sia stato avviato per tempo, come a Perugia, perché non è un’operazione semplice né, tantomeno, veloce.

Il tutto è aggravato, guardando anche agli altri Comuni, dalle differenze interpretative della normativa da parte dei dirigenti e del personale addetto e dal ricorso massiccio allo smart working, che amplifica a dismisura i tempi di risposta a tutte le pratiche, superbonus compreso.

Noi – aggiunge Trottolini – crediamo che l’unica via al momento percorribile per accorciare i tempi di attesa, sia quella di assegnare immediatamente tutto il personale disponibile all’interno delle piante organiche dei Comuni allo smaltimento delle pratiche del superbonus e degli altri incentivi statali. Se ciò non bastasse potrebbero esserci altri strumenti da attuare in collaborazione con i professionisti privati, oppure con l’attivazione di tirocini formativi anche all’interno della pubblica amministrazione, per i quali potrebbero essere previsti strumenti di supporto a livello regionale.

Insomma, sono necessari correttivi urgenti se vogliamo far ripartire l’economia dell’Umbria. Dalle prime proiezioni ci risulta che il superbonus e le altre detrazioni potrebbero incidere notevolmente sull’economia regionale.

Basti pensare che nel solo 2019, il valore delle detrazioni fiscali legate alle ristrutturazioni e al risparmio energetico, in Umbria è stato di ben 109 milioni di euro. Considerando che in quel caso si parla di detrazioni che vanno dal 50% al 65%, è facile immaginare che con il superbonus al 110% il Pil dell’Umbria potrebbe crescere almeno di un punto all’anno. È per questo che insistiamo tanto perché questo strumento venga prorogato almeno fino a tutto il 2023. Infine – conclude Pasquale Trottolini -, non trascuriamo nemmeno quanto una riqualificazione massiccia del patrimonio immobiliare regionale potrebbe significare in termini di sostenibilità, offrendo nuovi contenuti al cosiddetto brand Umbria e a tutto quello che potrebbe significare per l’attrazione di flussi turistici e nuovi investimenti.”

 

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Aprile 16, 2021
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CREDITO, nasce il CONFIDI UNICO Umbria e Marche

 Fidimpresa Umbria si fonde con UNI.CO. Marche

confidi unico umbria marche 

“Si è finalmente concluso, dopo più di un anno e mezzo, il percorso che ha portato alla creazione di un confidi interregionale forte e credibile, al servizio del centro Italia. Siamo convinti che per le micro e piccole imprese umbre questo si tradurrà in nuovi servizi per l’accesso al credito.”

Sono le parole di Antonello Cozzali, presidente di Fidimpresa Umbria che, tramite un’operazione di fusione per incorporazione, è entrata a far parte di UNI.CO. Marche.

Nasce dunque un nuovo attore nel mercato della garanzia e del credito che rappresenterà il territorio di Marche e Umbria grazie alla fiducia di oltre 50mila soci, forte di mezzi propri per oltre 68milioni di euro e un obiettivo di produzione, per il corrente anno, di almeno 150milioni di euro.

“Il percorso portato a termine era iniziato quasi due anni fa – dichiara Cozzali -. Dopo un rallentamento provocato dalla pandemia da Covid-19, la conclusione dell’iter è arrivata con la ratifica dell’assemblea dei soci di Fidimpresa del 24 marzo scorso. Nonostante le difficoltà dell’ultimo anno abbiamo ritenuto strategico concludere il processo di fusione perché il tema dell’accesso al credito è centrale per tutte le imprese. La costruzione di un confidi interregionale, che potrà garantire nuovi servizi anche alle imprese di micro e piccola dimensione, era l’unica strada da seguire per restare vicini ai nostri associati. Per questo siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto”.

Esprimono soddisfazione anche il presidente di UNI.CO. Maurizio Paradisi e il direttore generale Paolo Mariani, che tratteggiano la visione che ha accompagnato questo processo.

“Oggi, con questo annuncio, vogliamo comunicare al mercato il raggiungimento di un importante traguardo che vede la realizzazione di un progetto caratterizzato dalla forza di guardare oltre i confini regionali, coniugando obiettivi e metodologie comuni per sostenere le imprese in territori strategici come le Marche e l’Umbria”.

Per il presidente e il direttore è stata vincente la volontà di tutti gli interlocutori chiamati in causa, di guardare oltre le individualità, privilegiando una progettualità corale e condivisa.

“Il merito va alle tre associazioni di rappresentanza che hanno dato vita ad UNI.CO., quali CNA Marche, Confartigianato Marche e Confindustria, affiancate oggi da Confcommercio Marche Centrali e da CNA Umbria. Tutte hanno da subito manifestato la volontà di dare forma ad un’aggregazione capace di cogliere le nuove sfide proprie del mondo dei Confidi.”

Per inquadrare nel giusto binario questa fusione Paradisi e Mariani specificano quelli che sono gli elementi caratterizzanti la nuova struttura. “Sarà ancor più rafforzato il gioco di squadra esaltando le peculiarità e le caratteristiche proprie di ciascuno dei partecipanti. Partendo dalla consapevolezza che serviva perimetrare uno spazio territoriale più ampio, si è realizzata un’integrazione che vuole unire due regioni di medie dimensioni come le Marche e l’Umbria, che hanno un humus sociale ed economico molto simile, caratterizzato da un’elevatissima presenza di piccole e medie imprese. In un contesto come quello attuale, segnato dalla crisi pandemica, abbiamo colto questa opportunità per sostenere con ancor più forza il mondo dell’artigianato e della piccola e media impresa, mondo che sta soffrendo particolarmente questo momento di difficoltà. La nuova realtà che nasce oggi sarà in grado di essere più produttiva, di contenere i costi e di garantire una maggiore efficienza industriale grazie ad una squadra composta da circa 140 persone operative sui due territori.”

Il distanziamento sociale che ha segnato il 2020 ed il corrente anno non ha impedito la realizzazione di un importante progetto che, per essere portato a termine, ha fatto leva su una spiccata connotazione tecnologica orientata ai nuovi modelli di business.

“La volontà di servire la micro e piccola impresa e di riportarla al centro dell’attenzione per il suo immenso valore economico e sociale ha sempre guidato l’azione di tutti i soggetti artefici dell’operazione, che ringraziamo di nuovo per la loro volontà di andare oltre le provenienze e i territori, privilegiando la costruzione di un nuovo soggetto che – concludono Paradisi e Mariani – siamo certi potrà svolgere un ruolo strategico a supporto delle istituzioni regionali di Marche e Umbria.”

 

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Marzo 26, 2021
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RISTORI in arrivo con il bando RE-COMMERCE

bando re commerce

 

In arrivo dalla Regione Umbria i ristori per le imprese danneggiate dall’emergenza Covid con il bando RE COMMERCE.

Li potranno richiedere le microimprese umbre, sia in forma singola che collettiva (reti e consorzi con personalità giuridica), che risultino attive, che siano in una condizione di regolarità, che possano dimostrare di aver subito danni dalle misure applicate per contenere il contagio , che rientrino in specifici codici Ateco e che non abbiano attivato il finanziamento RE START.

I ristori assumeranno la forma di finanziamenti agevolati dell’importo di 5mila euro da restituire in 36 mesi di cui i primi 12 mesi di preammortamento, con possibilità di richiedere la remissione del 50% del debito al termine del periodo di pre-ammortamento .

Le domande potranno essere compilate online fino alle ore 13:00 del 3 maggio 2021.

La graduatoria terrà conto della percentuale di diminuzione del VOLUME D’AFFARI subita nel 2020 dai richiedenti rispetto all’anno precedente. Per le imprese costituite nel 2020 verrà formata una specifica graduatoria sulla base del rapporto tra costi e ricavi.

Per informazioni più dettagliate sul bando Re Commerce scarica qui la sintesi, oppure contatta i nostri uffici territoriali.

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Marzo 17, 2021
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SUPERBONUS, ACCORDO tra CNA e UNICREDIT

“Dobbiamo essere tutti consapevoli che non esiste un’altra misura in grado di far ripartire l’economia nel breve periodo come quella del superbonus 110% e degli altri incentivi per la riqualificazione energetica e sismica degli edifici. Per questo, per fare in modo di agevolare la possibilità di sfruttare questo strumento, la nostra associazione ha firmato una convenzione con Unicredit che faciliterà l’accesso al credito e stretto altre utili collaborazioni. Ma non basta. Occorre che anche le istituzioni svolgano un ruolo attivo e semplificatore se vogliamo che tutte le potenzialità del superbonus possano esprimersi.”

Ne è convinto Renato Cesca, presidente di Cna Umbria, che ha sottoscritto un importante accordo con uno dei principali istituti di credito in Italia e in Europa e che, nei prossimi giorni, presenterà ufficialmente un progetto per fornire assistenza finanziaria e fiscale a tutti gli associati ma anche ai privati cittadini.

“La convenzione firmata con il partner Unicredit, prima a livello nazionale e poi anche regionale, rappresenta un passo importantissimo per far sì che il Superbonus 110% e gli altri incentivi similari vengano sfruttati pienamente dai cittadini interessati a fare lavori sugli immobili, che così potranno usufruire più facilmente della possibilità di cedere all’intermediario finanziario il credito maturato verso il fisco. Ma sappiamo tutti che, per quanti sforzi facessimo, tutto sarebbe inutile se da parte delle istituzioni non ci fosse un atteggiamento favorevole. Il ruolo che avranno la Regione e i Comuni in questa partita, infatti, sarà fondamentale. Da una parte stiamo chiedendo alla Regione di affiancare al Superbonus progetti di rigenerazione urbana nelle principali città dell’Umbria all’interno di strumenti già previsti dalla normativa nazionale, come ad esempio il Programma innovativo per la qualità dell’abitare. Se la Regione decidesse di svolgere un ruolo di regia per facilitare il coinvolgimento del maggior numero di enti locali sarebbe tutto più semplice. Dall’altra sollecitiamo i Comuni a semplificare e velocizzare le procedure burocratiche relative al superbonus. Sarebbe un ottimo punto di partenza – conclude Renato Cesca – per un progetto più ampio di semplificazione della pubblica amministrazione di cui c’è tanto bisogno.”

 

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Febbraio 17, 2021
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IMPRESE, CALI di FATTURATO e MANCANZA di LIQUIDITÀ

Preoccupano anche le previsioni 2021

sui fatturati delle imprese umbrecalo fatturato imprese e mancanza liquidità

“Pesanti cali di fatturato, mancanza di liquidità e difficoltà ad accedere a nuove linee di credito. Per le imprese umbre è questo il triste bilancio al termine del primo anno di pandemia da Covid 19. Quel che è peggio è che le previsioni per i primi mesi del 2021 non lasciano troppe speranze su un’inversione di tendenza e molte imprese non sono in grado di elaborare nuove strategie per riposizionarsi. Perciò è necessario intervenire con urgenza, oltre che sul sostegno agli investimenti, anche nella facilitazione per l’accesso al credito per garantire la continuità lavorativa delle aziende in difficoltà.”

Roberto Giannangeli, direttore di CNA Umbria, è preoccupato dal consuntivo 2020 degli effetti economici della pandemia sanitaria, certificati anche dalla seconda parte dell’indagine (la puoi scaricare qui) condotta insieme al centro studi Sintesi che, nei giorni scorsi, aveva già fornito dati drammatici su Pil, investimenti, esportazioni e occupazione .

Oltre il 70% delle imprese umbre nel 2020 ha visto calare il proprio fatturato – puntualizza Giannangeli -, rispetto al 20% che non ha rilevato variazioni e a solo l’8% che ha registrato un aumento. Tra chi ha visto il fatturato scendere, oltre la metà ha registrato un calo oscillante tra il 10 e il 50%, imputabile per la maggior parte al crollo della domanda conseguente alle restrizioni adottate per contenere il contagio da Covid-19. Una contrazione che più del 65% delle imprese prevede sarà confermata anche per i primi mesi del 2021. Senza contare che l’introduzione della zona rossa per tutta la provincia di Perugia e per alcuni comuni del Ternano assesterà un ulteriore colpo alla già scarsa domanda. È comprensibile, quindi, che allo stato attuale la percentuale di imprese umbre intenzionate a investire nel 2021 arrivi appena al’8%.”

Il calo dei fatturati ha provocato nelle imprese una diffusa mancanza di liquidità, favorita anche dall’aumento del costo delle materie prime e dei semilavorati provocato dalla riduzione dei rapporti commerciali con l’estero.

Ben il 70% delle imprese ha denunciato una mancanza di liquidità nel 2020, a cui in molte hanno cercato di sopperire, laddove possibile, intervenendo sui tempi di pagamenti verso i fornitori, oppure con nuovi prestiti bancari o l’immissione di capitali accantonati. La moratoria sui mutui, tuttora in corso, ha rappresentato sicuramente una boccata di ossigeno. Ma, come era già successo con la crisi economica iniziata nel 2008 e proseguita per un decennio, anche in questa circostanza purtroppo è emersa una crescente difficoltà di accesso a nuove linee di credito che ha interessato trasversalmente le imprese di ogni settore e dimensione.”

Non va meglio sulle strategie di contrasto che le imprese intendono adottare per fronteggiare la situazione.

Oltre il 42% delle imprese non ha alcuna strategia su come contrastare gli effetti economici negativi provocati dalla pandemia, semplicemente perché legato a una domanda interna stagnante. Poi c’è un 12% che sta cercando di reagire attraverso un ampliamento dei canali di vendita e modificando i metodi di fornitura e consegna: sono quelle imprese per le quali la digitalizzazione e l’introduzione dell’e-commerce stanno facendo una grande differenza. Altre imprese (l’11%) stanno riorganizzando i processi produttivi o gli spazi commerciali, mentre un altro 10% di aziende sta studiando nuovi prodotti o servizi attraverso l’introduzione di nuovi processi produttivi.”

Purtroppo, arriva quasi al 10% la percentuale di imprese intenzionata a ridurre il numero di dipendenti.”

“In questa situazione la nostra associazione è pronta a lavorare insieme alle istituzioni regionali, alle altre associazioni di categoria e alle forze sociali, per trovare percorsi innovativi condivisi tesi a facilitare l’innovazione di tutte le imprese che hanno già individuato una propria strategia aziendale e per sostenere la concessione di nuova liquidità alle imprese in difficoltà. Il primo passo da fare resta comunque la definizione di un processo che ci porti ad uscire dalla pandemia sanitaria il più presto possibile o, in alternativa – conclude il direttore di Cna Umbria -, ad adottare un percorso che renda possibile alle imprese lo svolgimento dell’attività lavorativa, anche attraverso l’introduzione di misure di sicurezza sanitaria più stringenti e maggiori controlli.

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Febbraio 10, 2021
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SUPERBONUS, un ACCORDO per SEMPLIFICARE le PROCEDURE

La burocrazia rischia di rendere impossibile l’utilizzo del superbonus.
Subito un accordo per semplificare le procedure

In una fase delicata come questa, sia dal punto di vista sanitario che da quello economico e sociale, bisogna lavorare assieme affinché si possano cogliere tutte le opportunità previste dalle misure nazionali ed europee. Magari sottoscrivendo un accordo regionale sulla semplificazione amministrativa che ne faciliti l’utilizzo, a cominciare dal superbonus 110%.”

Renato Cesca, presidente regionale di Cna, dà voce ai timori diffusi circa la concreta possibilità di fruire degli incentivi previsti in materia di adeguamento sismico e/o energetico del patrimonio immobiliare privato. Anche stavolta, infatti, la burocrazia si sta rivelando, di fatto, come un autentico tappo allo sviluppo e alla crescita.

“Mentre tutti parlano di mega progetti sulla semplificazione normativa e sulla riforma della pubblica amministrazione, siamo convinti che sarebbe più produttivo procedere con la politica dei piccoli passi, specialmente in una regione delle dimensioni dell’Umbria. Ora, per facilitare la vita di cittadini e imprese, quotidianamente alle prese con i meccanismi infernali della pubblica amministrazione, servono alcuni passi concreti verso la semplificazione. Per cominciare si potrebbero individuare velocemente procedure semplificate e preferenziali per l’accesso agli atti per la realizzazione dei lavori connessi al superbonus 110% e a gli altri incentivi in materia di adeguamento sismico ed energetico. L’occasione di queste misure è così preziosa per ridare fiato all’economia e ammodernare il patrimonio immobiliare che non possiamo permetterci di farla fallire per colpa di procedure lunghe e tortuose che, va detto, sono rese ancora più difficili dal fatto che moltissimi addetti delle pubbliche amministrazioni si trovano in regime di smart working.”

“In questo scenario – continua Cesca – abbiamo appreso dai mass media che tra i 654 grandi progetti presentati dalla Regione Umbria al Governo in vista del Recovery plan, ce n’è anche uno per sviluppare un software per le procedure di competenza degli sportelli unici per le attività produttive (S.U.A.P.E.) presenti in molti Comuni, sebbene il più delle volte lo siano solo sulla carta. Non essendoci mai stato un confronto in materia, ci chiediamo perché non sia possibile, nell’immediato, usare gli strumenti che il sistema delle Camere di commercio, attraverso Unioncamere nazionale, potrebbe mettere a disposizione della Regione e dei Comuni per l’ammodernamento dei S.U.A.P.E, come già fatto con successo e ormai da qualche anno in altre regioni, ad esempio il Veneto. Attualmente il mancato funzionamento di molti di questi sportelli è causa di lungaggini inaccettabili per il rilascio di una serie di autorizzazioni, tra cui le A.U.A. (autorizzazione unica ambientale), che la norma nazionale prevede debbano essere presentate al SUAPE del comune territorialmente competente, che a sua volta, deve inoltrarle alle Regioni. Spesso, però, queste richieste si arenano incomprensibilmente nei Comuni per mesi e mesi, addirittura anni. Una riorganizzazione immediata dei S.U.A.P.E., ad esempio, eliminerebbe le lungaggini nel rilascio delle A.U.A.

Inoltre – incalza il presidente – dovrebbero essere riviste anche le norme regionali sulle emissioni in atmosfera a carattere generale, che necessitano di una revisione e adeguamento sotto numerosi aspetti tecnici e formali. Allo stesso modo andrebbero concordate norme e procedure veloci e snelle per procedere agli ampliamenti di laboratori e capannoni delle imprese che, nonostante la pandemia, stanno comunque crescendo. Potremmo continuare con gli esempi, ma intanto si potrebbe partire dall’utilizzo delle risorse del sistema delle CCIAA per cominciare a riformare la pubblica amministrazione. L’ideale sarebbe poter avere in tempi brevi S.U.A.P.E. che funzionino nello stesso modo in tutti i Comuni – prevedendo a supporto anche un massiccio programma di formazione del personale addetto agli sportelli – per poi arrivare a regolamenti comunali standard, facilitando così la vita di cittadini, imprese e professionisti. Si tratta di temi così cruciali che riteniamo dovrebbero essere oggetto di un accordo regionale sulla semplificazione amministrativa che coinvolga gli enti locali, le associazioni di rappresentanza delle imprese e i sindacati dei lavoratori.

Noi – conclude Cesca – ci prendiamo la responsabilità di avanzare ufficialmente la proposta.”

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Gennaio 30, 2021
Commenti disabilitati su SUPERBONUS, un ACCORDO per SEMPLIFICARE le PROCEDURE
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