Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa
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CREDITO di imposta GAS METANO anche per l’AUTOTRASPORTO

Il credito di imposta sul gas naturale a favore delle imprese non energivore può essere applicato anche alle ditte di Autotrasporto.

Lo chiarisce, anche su sollecitazione di CNA Fita,  una circolare dell’Agenzia delle Entrate (scaricala qui), che ha specificato che il beneficio riguarda sia il gas naturale liquido (CNG) che compresso (LNG), purché acquistato e utilizzato come carburante a partire dal secondo trimestre del 2022 e in particolare:

  • Secondo trimestre del 2022 – credito d’imposta del 25% – scadenza per la fruizione del credito il 31 dicembre 2022
  • Terzo trimestre del 2022 – credito d’imposta del 25% – scadenza per la fruizione del credito il 30 giugno 2023
  • Quarto trimestre del 2022 – credito d’imposta del 40% – scadenza per la fruizione del credito il 30 giugno 2023

Restano alcune difficoltà sulla modalità con la quale si determina l’ammontare del credito d’imposta, che dipende da calcoli precisi relativi al costo al quale si è acquistato il gas naturale nel corso del 2022, rapportato al prezzo del gas naturale nel 2019. Anche per questo motivo, per decidere se, e come, utilizzare il credito, se hai un’impresa di autotrasporto leggi attentamente la circolare e la normativa (scarica qui lo stralcio) e contatta il tuo fornitore, che potrà fornirti assistenza sulla determinazione dei prezzi.

NOTA BENE! Questo credito d’imposta si aggiunge a quello specifico per il settore del trasporto merci conto terzi (D.L. 17/2022), che permetterà di recuperare (attraverso una specifica richiesta sulla piattaforma già utilizzata per il credito d’imposta del gasolio e dell’Ad Blue) il 20% dei costi sostenuti per l’acquisto di gas naturale liquefatto dal 1° febbraio 2022. Sui tempi per presentare questa richiesta daremo conto appena verranno resi noti.


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Dicembre 21, 2022
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Decreto AIUTI QUATER, i punti principali

Dopo la pubblicazione del decreto AIUTI QUATER, vediamo quali sono i punti principali di interesse per le imprese e i cittadini.

 

Superbonus 

La detrazione viene ridotta al 90% per le spese sostenute dal 1° gennaio 2023.

Gli interventi su edifici condominiali possono continuare a fruire dell’aliquota al 110% per il 2023 a condizione che:

  • la CILA venga presentata entro il 25 novembre p.v.;
  • la delibera assembleare che abbia approvato l’esecuzione dei lavori risulti adottata prima del 25 novembre 2022;
  • l’istanza per l’acquisizione del titolo abilitativo per gli interventi comportanti la demolizione e la ricostruzione degli edifici sia stata presentata entro il 25 novembre 2022

Inoltre, viene riaperta la possibilità per le singole abitazioni di accedere al Superbonus anche per il 2023 a condizione che si tratti di prima casa e che i proprietari stessi non raggiungano un reddito di 15.000 euro l’anno, innalzato in base al quoziente familiare.

Per le villette unifamiliari che abbiano completato il 30% dei lavori entro il 30 settembre 2022, l’aliquota al 110% si applica fino al 31 marzo 2023.

 

Esenzione IMU 

Esentati dalla seconda rata IMU 2022 gli immobili destinati a spettacoli cinematografici, teatri e sale per concerti e spettacoli, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori dell’attività.

 

Tax credit acquisto energia e gas

Prolungate le misure introdotte con i precedenti decreti Aiuti e confermate le aliquote previste dal DL Aiuti ter.

I tax credit sono previsti anche sulle spese sostenute per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale a dicembre 2022 .

Per le imprese “energivore” il contributo per le spese sostenute nel mese di dicembre 2022 è determinato con riguardo al prezzo convenzionale dell’energia elettrica (corrispondente alla media di Dicembre 2022 del prezzo unico nazionale dell’energia elettrica).

 

Proroga taglio accise

Prorogato fino al 31 dicembre 2022 il taglio delle accise su alcuni carburanti, con le aliquote rideterminate nel modo seguente:

  • benzina: 478,40 euro per mille litri;
  • oli da gas o gasolio usato come carburante: 367,40 euro per mille litri;
  • gas di petrolio liquefatti (GPL) usati come carburanti: 182,61 euro per mille chilogrammi;
  • gas naturale usato per autotrazione: zero euro per metro cubo.

Inoltre, per lo stesso periodo, l’aliquota IVA applicata al gas naturale usato per autotrazione è stabilita nella misura del 5 per cento.

 

Misure caro bollette

Le imprese italiane possono richiedere ai propri fornitori di energia elettrica e gas naturale la rateizzazione (max 36 mesi) delle bollette di luce e gas limitatamente agli importi in eccesso rispetto a quelli medi pagati nel 2021. La misura è applicabile ai consumi registrati nel periodo 1° ottobre 2022- 31 marzo 2023 e fatturati entro il 30 settembre 2023.

Le imprese interessate devono fare richiesta ai fornitori entro 15 giorni dal ricevimento della bolletta, dopodiché riceveranno una proposta di rateizzazione (importi dovuti, tasso di interesse eventualmente applicato, date di scadenza etc…).
SACE S.p.a. è autorizzata a concedere alle imprese, ad alcune condizioni, una garanzia pari al 90% per cento degli indennizzi generati dalle esposizioni relative ai crediti vantati dai fornitori di energia elettrica e gas naturale residenti in Italia.

 

Passaggio al mercato libero

L’obbligo di passaggio dal mercato di maggior tutela al mercato libero è spostato al 2024  per tutti i clienti domestici.

 

Registratori Telematici

Per il 2023 si prevede la concessione di un credito d’imposta riservato ai soggetti obbligati alla memorizzazione e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi.

Il contributo è pari al 100%  della spesa sostenuta per l’adeguamento degli strumenti utilizzati per la memorizzazione e trasmissione ai fini delle nuove disposizioni in materia di lotteria degli scontrini, fino a 50 euro per ogni registratore telematico aggiornato.

 

Benefit aziendali esentasse 

Prevista una misura di welfare aziendale che punta a incrementare gli stipendi dei lavoratori, attraverso il rimborso anche delle utenze. Infatti, per il 2022 viene alzato fino a 3.000 euro il tetto dell’esenzione fiscale dei cosiddetti “fringe benefit” aziendali.


Per maggiori informazioni contatta i nostri uffici (link alle sedi)

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Novembre 22, 2022
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CREDITO di IMPOSTA AUTOTRASPORTO, al via le DOMANDE

A partire dal 12 settembre per le imprese di autotrasporto merci sarà possibile inoltrare le domande per ottenere il credito di imposta sugli acquisti di carburante effettuati nel primo trimestre 2022. (qui trovi la notizia già pubblicata sul nostro sito il mese scorso).

Ma attenzione, la richiesta può essere fatta solo se i mezzi di trasporto sono di categoria Euro 5 e Euro 6.

La richiesta del credito di imposta del 28% deve avvenire tramite il portale dell’Agenzia delle Dogane che ha predisposto una guida (scaricala qui).

Inoltre, ti invitiamo a consultare anche tutte le Faq (1, 2, 3) ad oggi pubblicate e a controllare sia il sito dell’Agenzia delle Dogane che quello del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili.  in cui verranno pubblicati aggiornamenti e chiarimenti.


Se vuoi maggiori informazioni sul credito di imposta per le imprese di autotrasporto merci contatta:

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Settembre 06, 2022
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AUTOTRASPORTO, come chiedere il CREDITO d’IMPOSTA sul GASOLIO

Con la pubblicazione del decreto (che puoi trovare qui) ecco che si concretizza la possibilità di richiedere un contributo sotto forma di credito d’imposta del 28% sulle spese per il gasolio sostenute dalle imprese di autotrasporto c/terzi e logistica.

Le imprese devono:

  • avere sede in Italia
  • essere iscritte all’Albo nazionale degli autotrasportatori e al REN
  • utilizzare veicoli di massa totale o superiore a 7,5 t con motori diesel di categoria euro 5 o superiore

Il credito d’imposta del 28% va calcolato sulla spesa sostenuta nel 1° trimestre del 2022 per l’acquisto di gasolio (al netto dell’Iva), comprovata dalle fatture d’acquisto.

La domanda per chiedere il contributo va fatta attraverso una piattaforma dedicata, a partire dalla data che verrà comunicata sul sito del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. La piattaforma, accessibile solo attraverso SPID/CNS/CIE del titolare (ditta individuale) o legale rappresentante (società), accoglierà le domande per un periodo di 30 giorni dalla data di apertura.
Vanno inseriti due file:

  • file fatture
  • file targhe

i cui fac simile sono scaricabili qui.

I contributi saranno concessi in ordine cronologico di arrivo delle domande, fino ad esaurimento delle risorse disponibili e nel rispetto dei limiti della normativa sugli aiuti di stato.

Se hai un’impresa che ha i requisiti per ottenere il contributo ti consigliamo di:

  • accertarti di avere SPID/CIE/CNS
  • scaricare i due file disponibili sul sito del Ministero e completarne la compilazione, prima ancora che la piattaforma sia disponibile al caricamento
  • verificare sul sito del Ministero la data di apertura della piattaforma
  • inviare la domanda nel più breve tempo possibile

Per maggiori informazioni contatta:

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Agosto 01, 2022
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Una TASK FORCE contro l’ABUSIVISMO

Chi esercita una professione in modo abusivo non pratica solamente una forma di concorrenza sleale contro le imprese che agiscono alla luce del sole, drenando risorse all’economia e sottraendosi al fisco e a ogni altro tipo di controllo, ma espone il cliente finale e gli stessi lavoratori coinvolti a grossi rischi in termini di salute e sicurezza. Per questo l’abusivismo va combattuto senza tentennamenti, unendo tutte le forze in campo.”

Sono queste le motivazioni che hanno spinto CNA Umbria a farsi promotrice della sottoscrizione di un nuovo protocollo d’intesa con i principali attori coinvolti nella lotta all’esercizio abusivo della professione, dalla Guardia di Finanza all’Agenzia delle Entrate, dall’Inps allInail, fino all’Associazione dei Comuni dell’Umbria (ANCI), e a lanciare una campagna di comunicazione specifica.

“Il contrasto a questo fenomeno – ha affermato Marina Gasparri, responsabile del progetto per CNA Umbria – partirà innanzitutto dalla condivisione delle segnalazioni di presunti casi di abusivismo che perverranno all’indirizzo abusivismo@cnaumbria.it con gli enti deputati ai controlli. L’impegno comune è quello di arginare l’esercizio abusivo delle professioni artigiane e del lavoro sommerso e irregolare e sviluppare di azioni a supporto dell’attività di vigilanza e controllo, quali ad esempio indagini e formazione degli operatori.”

“Sicurezza e legalità sul lavoro – commenta Alessandra Ligi, direttrice regionale dell’Inail – sono un binomio inscindibile. Questo protocollo è un ulteriore strumento di convergenza per individuare strategie di intervento efficaci nel contrasto di tutte le attività legali.”

“Una della mission dell’Anci – ha aggiunto il presidente regionale, Michele Toniaccini – è lavorare al servizio delle istituzioni e di chi favorisce lo sviluppo e la competitività dei territori. Oggi, come già in passato, rinnoviamo la sottoscrizione a questo protocollo, che porteremo in discussione anche all’interno della nostra consulta allo sviluppo economico e diffonderemo nei Comuni umbri.”

L’atto, infatti, rinsalda una collaborazione già in atto ormai da anni e fa seguito a documenti analoghi già sottoscritti nei mesi scorsi da CNA Umbria con le prefetture di Perugia e Terni e con l’Agenzia delle Dogane. In concomitanza con l’entrata in vigore del nuovo protocollo, CNA Umbria lancia anche la sua campagna di comunicazione specifica contro l’abusivismo nel settore del benessere.

“L’estetica e l’acconciatura sono due ambiti in cui purtroppo il fenomeno sembra essere in crescita, anche per effetto della pandemia – ha dichiarato Simone Cecchetti, presidente regionale di CNA Acconciatura -: nei mesi in cui gli esercizi regolari osservavano le chiusure imposte dai lock down, operatori irregolari sotto tutti i profili proliferavano nelle abitazioni private. Ancora oggi, sono tanti gli operatori che, senza alcun titolo, qualifica, formazione, offrono i loro servizi e sono presenti addirittura sui social!”

A questo proposito, il comando provinciale della Guardia di Finanza, nel corso degli ultimi mesi, ha predisposto un piano di interventi che ha portato all’accertamento di diverse irregolarità. Le attività si inseriscono nell’ambito dell’azione di contrasto all’evasione fiscale e alla concorrenza sleale a tutela degli operatori di settore che lavorano correttamente, si attengono in maniera rigorosa alle regole, investendo risorse ed energie per adeguarsi alle misure igienico-sanitarie a tutela della sicurezza dell’ambiente di lavoro.

“Oltre ai risvolti negativi che tutto questo ha per l’economia – ha aggiunto Piera Santicchia, presidente regionale di CNA Estetica – vorrei ricordare i rischi per salute che si corrono quanto un trattamento estetico, a partire da una semplice pedicure, non viene realizzato seguendo tutte le procedure, a cominciare dalla sanificazione, che solo in un centro estetico attrezzato possono essere garantite, anche grazie alla formazione continua e agli aggiornamenti cui gli operatori si sottopongono.”

Per Marina Gasparri “vigilanza, controlli e sanzioni sono essenziali ma da soli non bastano”. Per questo abbiamo deciso di far leva sul consumatore finale, con una campagna di comunicazione che contrappone al mondo del sommerso quello degli operatori che rispettano le regole, realizzata grazie alla disponibilità dei professionisti del direttivo regionale CNA Benessere a trasformare i propri centri in set cinematografici.”

Legalità, competenza e sicurezza – hanno concordato Cecchetti e Santicchia -. sono le parole chiave di una comunicazione che vuole ricordare al consumatore a cosa rinuncia ogni volta che ricorre a un operatore abusivo. Il messaggio che vogliamo far arrivare è che il vero benessere, si trova solo all’interno dei centri di acconciatura ed estetica che rispettano le regole e offrono le necessarie garanzie. E – hanno concluso i dirigenti CNA – con i nostri colleghi sul campo vogliamo condividere una certezza: la nostra vera arma è la qualità del servizio che sappiamo offrire, per cui su quello non dobbiamo mai smettere di investire.”

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Luglio 25, 2022
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In VIGORE il CODICE della CRISI d’IMPRESA

Il 15 luglio 2022 entra definitivamente in vigore il codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.

Il codice rispetta i principi definiti dall’Unione europea e ha lo scopo di rilevare con anticipo eventuali stati di sofferenza dell’impresa, in modo da intervenire in tempo attraverso ristrutturazioni per preservare la continuità aziendale.

Cosa si intende per “crisi d’impresa”? Una situazione in cui i flussi di cassa prospettici sono inadeguati a far fronte alle obbligazioni dell’impresa nei successivi 12 mesi.

Cosa devono fare le imprese? Devono dotarsi di assetti organizzativi adeguati in grado di rilevare tempestivamente i segnali di crisi. Per essere adeguati, questi strumenti devono essere in grado di:

  • rilevare gli squilibri di carattere patrimoniale, economico- finanziario;
  • verificare la non sostenibilità dei debiti e della continuità aziendale per i 12 mesi successivi;

Il codice ha individuato alcuni segnali di allarme da tenere in considerazione. Ad esempio:

  • i debiti per retribuzioni scaduti da almeno 30 giorni pari a oltre la metà dell’ammontare complessivo mensile delle retribuzioni;
  • i debiti verso fornitori scaduti da almeno 90 giorni di ammontare superiore a quello dei debiti non scaduti;
  • le esposizioni verso banche e intermediari scadute da più di 60 giorni (pari ad almeno il 5% delle esposizioni);
  • i ritardi nei pagamenti che determinano l’attivazione degli obblighi di segnalazione dei creditori pubblici qualificati, tra cui: INPS, INAIL, AGENZIA DELLE ENTRATE E DELLA RISCOSSIONE, che devono inviare una comunicazione all’impresa affinché si attivi per verificare la continuità aziendale.

Queste segnalazioni sono di carattere informativo e scattano al superamento di certe soglie di debito:

  • INPS: ritardo di oltre 90 giorni nel versamento di contributi previdenziali di ammontare superiore:
    • al 30% di quelli dovuti nell’anno precedente e all’importo di 15.000 euro  per le imprese con lavoratori subordinati e parasubordinati;
    • all’importo di 5.000 euro  per le imprese senza lavoratori subordinati e parasubordinati, ;
  • INAIL: ritardi di oltre 90 gg. nel versamento dei premi assicurativi superiori a 5.000 euro;
  • AGENZIA ENTRATE: esistenza di un debito scaduto e non versato relativo all’IVA, risultante dalle Liquidazioni Periodiche trimestrali superiore all’importo di 5.000 euro ;
  • AGENZIA DELLE ENTRATE – RISCOSSIONE: esistenza di crediti affidati per la riscossione scaduti da oltre 90 giorni, superiori a
    • 100.000 euro per le imprese individuali
    • 200.000 euro per società di persone
    • 500.000 euro per le altre società.

Le segnalazioni riguarderanno:

  • per INPS i debiti accertati a decorrere dal 1° gennaio 2022;
  • per l’Agenzia entrate i debiti risultanti dalle comunicazioni periodiche relative al 1° trimestre 2022;
  • per l’Agenzia entrate-Riscossione i carichi affidati all’agente della riscossione a decorrere dal 1° luglio 2022 per quanto di competenza dell’Agenzia delle entrate-Riscossione.


Per maggiori informazioni contatta i nostri uffici territoriali (qui trovi il link alle sedi) 

PODCAST di APPROFONDIMENTO 

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Luglio 13, 2022
Commenti disabilitati su In VIGORE il CODICE della CRISI d’IMPRESA

CESSIONE del CREDITO, serve un INTERVENTO STRAORDINARIO

“Oggi serve un intervento straordinario del governo volto a sanare il pregresso e a garantire la chiusura dei cantieri già avviati e la messa in sicurezza delle imprese delle costruzioni in bilico. Solo dopo si potrà ragionare su modifiche al sistema dei bonus e degli incentivi fiscali sulla riqualificazione energetica e sismica degli immobili.”

Un’indagine nazionale CNA stima che con il blocco del sistema di cessione dei crediti maturati con il Superbonus e con gli altri incentivi sui lavori edili, in Umbria siano a rischio circa 500 imprese delle costruzioni e 2.500 posti di lavoro.

Sono mesi che denunciamo questo rischio e in questi giorni le imprese stanno concretamente ricevendo lettere dalle banche – afferma Pasquale Trottolini, responsabile di CNA Costruzioni Umbria -. Non c’è più tempo da perdere.”

Dopo l’approvazione della legge di Bilancio 2022 che confermava la possibilità di effettuare lo sconto in fattura e di cedere i crediti fiscali agli intermediari finanziari, le domande presentate all’Enea sono aumentate dell’80%.

“Basti pensare – aggiunge Trottolini – che in Umbria sono passate dalle 1.586 di fine 2021 alle 2.872 risultanti al 31 maggio scorso. Parliamo di un valore economico di 535 milioni di euro, di cui solo il 70% concluso, mentre altri 200milioni restano tuttora appesi.”

Le domande presentate a livello regionale sono relative a 1.431 abitazioni unifamiliari e 849 cosiddette unità immobiliari funzionalmente indipendenti, con investimenti rispettivamente di 161milioni e 85milioni di euro, mentre 592 sono riferite a condomini, un numero pari a poco più del 20% delle pratiche ma con investimenti previsti che cubano per oltre la metà del totale.

La stretta sulla cessione del credito obbligherà tante imprese a portare i libri contabili in tribunale perché, dopo aver concesso lo sconto in fattura, oggi si trovano con crediti che, a lavori ormai conclusi, non sono più in grado di cedere. Ma ci sono anche imprese che, pur non avendo applicato lo sconto in fattura, stentano a farsi pagare da privati che, a loro volta, avevano messo mano alla riqualificazione energetica e sismica dei propri immobili facendo conto sulla possibilità di cedere il credito agli intermediari finanziari, soprattutto banche, e oggi non possono più farlo.”

Le imprese umbre del settore Costruzioni (edili e impiantisti) sono circa 11mila, di cui quasi il 70% composto da ditte individuali poco patrimonializzate e a rischio di forte indebitamento per la mancanza di pagamenti di commesse già concluse.

“Questo non potrà non avere effetti sul rating d’impresa e quindi sulla possibilità di accedere al credito bancario, i cui costi, peraltro, stanno salendo velocemente spinti dall’inflazione e dal rialzo dello spread. E questo è un autentico paradosso per imprese che, sulla carta, sono piene di commesse. Il Governo e il Parlamento non possono permettere che si verifichi un corto circuito di questo tipo. I dati dimostrano che il sistema dei bonus e la possibilità di cessione dei crediti rappresentano misure anticicliche che hanno permesso di aumentare il Pil, facendo fronte alla crisi pandemica e, ora, anche a quella provocata dal conflitto in corso. Ma sono anche misure utili e necessarie a riqualificare il patrimonio immobiliare. Li si vuole rimettere in discussione? Va bene, ma solo dopo aver sanato le situazioni pregresse, garantendo la chiusura dei cantieri già conclusi o avviati e la messa in sicurezza delle imprese delle Costruzioni. Sempre che la tenuta del sistema, la sostenibilità e il New Green Deal continuino ad essere una priorità per il Paese” – conclude Trottolini.

Scarica qui la rassegna stampa.

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Giugno 14, 2022
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BONUS EDILI e certificazione SOA

Per le imprese che effettuano lavori edili che beneficiano dei bonus fiscali legati a Superbonus, Ecobonus, Sismabonus, bonus Ristrutturazioni, bonus Facciate etc…, introdotto l’obbligo dell’attestazione SOA per le imprese che eseguono lavori di importo superiore ai 516mila euro.

In particolare:

    • dal 1 Gennaio al 30 Giugno 2023 (periodo transitorio) dovranno dimostrare di aver fatto almeno la richiesta, attraverso la stipula di contratto, agli Enti certificatori SOA;
    • dal 1 Luglio 2023 i lavori potranno essere affidati esclusivamente a imprese in possesso della qualificazione SOA.
    • nessuna attestazione SOA per i lavori in corso di esecuzione o stipulati prima del 21 Maggio 2022 (data di entrata in vigore del Decreto)

L’introduzione di questo obbligo è fortemente contrastata dalla CNA perché aumenta gli adempimenti a carico delle imprese e perché taglia fuori dal mercato delle riqualificazioni edilizie oltre il 90 % delle imprese, già fortemente provate dalle difficoltà per la cessione del credito e quindi rischia di bloccare definitivamente il mercato delle riqualificazioni degli edifici e la ripresa del settore costruzioni.

Per contrastare efficacemente il fenomeno delle imprese “fantasma” occorre una legge di regolamentazione del settore edile che preveda un  sistema di qualificazione delle imprese  basato su serie verifiche dei requisiti di accesso alla professione e al mercato, come già avviene per altre categorie.

Se vuoi saperne di più sulla certificazione SOA obbligatoria contatta:

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Giugno 14, 2022
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BONUS, CONTRATTO dell’EDILIZIA OBBLIGATORIO

La Legge di Bilancio ha previsto che per usufruire dei benefici fiscali sui lavori edili superiori a 70.000 Euro avviati dopo il 27 Maggio le imprese che effettuano i lavori edili devono applicare un contratto collettivo dell’edilizia, nazionale e territoriale, stipulato dalle associazioni datoriali e sindacali più rappresentative. Tale contratto dovrà essere indicato sia nell’atto di affidamento dei lavori che nelle fatture emesse dall’impresa.

Si tratta di benefici fiscali rilevanti, tra i quali rientrano il Superbonus, l’Ecobonus, il Sismabonus, il bonus ristrutturazioni e il bonus facciate.

Una recente circolare dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito che tale obbligo è riferito esclusivamente ai lavori edili previsti nell’allegato X del D.Lgs n. 81/2008, mentre sono esclusi i lavori eseguiti dalle imprese di installazione impianti o del settore legno, che continueranno ad applicare i rispettivi contratti di lavoro. Viene inoltre chiarito che sono escluse da tale obbligo le imprese che eseguono i lavori agevolabili senza l’impiego di dipendenti, anche avvalendosi di collaboratori familiari o di soci di società che non sono inquadrati come lavoratori dipendenti. Ti ricordiamo che il contratto collettivo dell’edilizia stipulato da CNA rientra appieno tra quelli indicati dall’Agenzia delle Entrate.

Se vuoi saperne di più sul contratto dell’edilizia obbligatorio per usufruire dei bonus fiscali, contatta gli esperti consulenti del lavoro presso i nostri Uffici Territoriali. (clicca qui per visualizzare l’elenco delle sedi).

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Giugno 13, 2022
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TRASPARENZA dei CONTRIBUTI PUBBLICI entro il 30/06

La Legge per il mercato e la concorrenza obbliga le imprese a rendere trasparenti i contributi, le sovvenzioni e qualunque vantaggio economico di importo annuale complessivo maggiore di 10mila euro ricevuto dalla Pubblica Amministrazione.

Si tratta di un obbligo da assolvere entro il 30 giugno di ogni anno che riguarda:

  • le società di capitali che redigono la nota integrativa per esteso
  •  le società di capitali che redigono la nota integrativa in forma abbreviata o il bilancio delle microimprese
  • le società di persone
  • le ditte individuali

A seconda del tipo di impresa la pubblicazione dei dati può avvenire attraverso:

  • la nota integrativa estesa;
  • l’inserimento nel proprio sito internet;
  • nel sito delle Associazione di Categoria di appartenenza.

La tua impresa ha ricevuto nel 2021 un contributo superiore a 10mila euro da parte della Pubblica amministrazione? Se non redigi una nota integrativa estesa o non hai un sito aziendale, puoi renderlo trasparente pubblicandolo sul sito CNA Umbria: per gli associati il servizio è GRATUITO!


Per maggiori informazioni sull’obbligo di trasparenza dei contributi pubblici contatta i nostri uffici territoriali (trovi l’elenco qui).

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Giugno 08, 2022
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  • CNA UMBRIA

    Via Angelo Morettini, 7
    06128 Perugia
    Tel: 075 505911 ||
    Fax: 075 5006279
    info@cnaumbria.it
    C.F. 94005590545

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