Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa
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L’impegno della CNA CONTRO l’ABUSIVISMO

Chi esercita una professione in modo abusivo danneggia tutti.

  • Perché pratica una forma di concorrenza sleale contro le imprese che agiscono alla luce del sole
  • Perché drena risorse all’economia
  • Perché  si sottrae al fisco e a ogni altro tipo di controllo
  • Perché non contribuisce a pagare i servizi essenziali (sanità, scuola etc…)
  • Perché  espone il cliente finale e gli stessi lavoratori coinvolti a grossi rischi in termini di salute e sicurezza.

Per questo l’abusivismo va combattuto senza tentennamenti, unendo tutte le forze in campo.

Per farlo abbiamo sottoscritto un protocollo di intesa con la Guardia di Finanza, l’Agenzia delle Entrate, l’Inps, l’Inail, l’ANCI (Associazione dei Comuni dell’Umbria), ma anche con le Prefetture di Perugia e Terni.

Conosci casi di presunto esercizio abusivo della professione???

Invia una segnalazione all’indirizzo abusivismo@cnaumbria.it indicando:

  • il Comune in cui si svolge il presunto illecito
  • il nominativo della persona o dell’impresa che si pensa abbia commesso il presunto illecito
  • la descrizione del presunto illecito (settore, tipo di attività, ecc.)

La tua segnalazione verrà condivisa con gli Enti deputati ai controlli.

Ma puoi fare ancora di più: guarda e condividi la nostra campagna di comunicazione sull’abusivismo nel settore dell’acconciatura e dell’estetica, tra i più colpiti da questo fenomeno!

E se vuoi avere maggiori informazioni sull’impegno della CNA contro l’abusivismo contatta:

 

Ecco la nostra NUOVA CAMPAGNA di comunicazione

 

Scopri i video che abbiamo realizzato

  • Il benessere nei saloni di acconciatura… molto meglio che a casa

Fuori dal salone di acconciatura non c’è COMPETENZA

 

 

Fuori dal salone di acconciatura non c’è LEGALITÀ

 

 

Fuori dal salone di acconciatura non c’è SICUREZZA

 

 

IL BENESSERE NEI SALONI DI ACCONCIATURA…

 

 

  • Il benessere nei centri estetici… molto meglio che a casa

Fuori dal centro estetico non c’è LEGALITÀ

 

 

 Fuori dal centro estetico non c’è COMPETENZA

 

 

Fuori dal centro estetico non c’è SICUREZZA

 

 

IL BENESSERE NEI CENTRI ESTETICI …

 

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Settembre 06, 2022
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Una TASK FORCE contro l’ABUSIVISMO

Chi esercita una professione in modo abusivo non pratica solamente una forma di concorrenza sleale contro le imprese che agiscono alla luce del sole, drenando risorse all’economia e sottraendosi al fisco e a ogni altro tipo di controllo, ma espone il cliente finale e gli stessi lavoratori coinvolti a grossi rischi in termini di salute e sicurezza. Per questo l’abusivismo va combattuto senza tentennamenti, unendo tutte le forze in campo.”

Sono queste le motivazioni che hanno spinto CNA Umbria a farsi promotrice della sottoscrizione di un nuovo protocollo d’intesa con i principali attori coinvolti nella lotta all’esercizio abusivo della professione, dalla Guardia di Finanza all’Agenzia delle Entrate, dall’Inps allInail, fino all’Associazione dei Comuni dell’Umbria (ANCI), e a lanciare una campagna di comunicazione specifica.

“Il contrasto a questo fenomeno – ha affermato Marina Gasparri, responsabile del progetto per CNA Umbria – partirà innanzitutto dalla condivisione delle segnalazioni di presunti casi di abusivismo che perverranno all’indirizzo abusivismo@cnaumbria.it con gli enti deputati ai controlli. L’impegno comune è quello di arginare l’esercizio abusivo delle professioni artigiane e del lavoro sommerso e irregolare e sviluppare di azioni a supporto dell’attività di vigilanza e controllo, quali ad esempio indagini e formazione degli operatori.”

“Sicurezza e legalità sul lavoro – commenta Alessandra Ligi, direttrice regionale dell’Inail – sono un binomio inscindibile. Questo protocollo è un ulteriore strumento di convergenza per individuare strategie di intervento efficaci nel contrasto di tutte le attività legali.”

“Una della mission dell’Anci – ha aggiunto il presidente regionale, Michele Toniaccini – è lavorare al servizio delle istituzioni e di chi favorisce lo sviluppo e la competitività dei territori. Oggi, come già in passato, rinnoviamo la sottoscrizione a questo protocollo, che porteremo in discussione anche all’interno della nostra consulta allo sviluppo economico e diffonderemo nei Comuni umbri.”

L’atto, infatti, rinsalda una collaborazione già in atto ormai da anni e fa seguito a documenti analoghi già sottoscritti nei mesi scorsi da CNA Umbria con le prefetture di Perugia e Terni e con l’Agenzia delle Dogane. In concomitanza con l’entrata in vigore del nuovo protocollo, CNA Umbria lancia anche la sua campagna di comunicazione specifica contro l’abusivismo nel settore del benessere.

“L’estetica e l’acconciatura sono due ambiti in cui purtroppo il fenomeno sembra essere in crescita, anche per effetto della pandemia – ha dichiarato Simone Cecchetti, presidente regionale di CNA Acconciatura -: nei mesi in cui gli esercizi regolari osservavano le chiusure imposte dai lock down, operatori irregolari sotto tutti i profili proliferavano nelle abitazioni private. Ancora oggi, sono tanti gli operatori che, senza alcun titolo, qualifica, formazione, offrono i loro servizi e sono presenti addirittura sui social!”

A questo proposito, il comando provinciale della Guardia di Finanza, nel corso degli ultimi mesi, ha predisposto un piano di interventi che ha portato all’accertamento di diverse irregolarità. Le attività si inseriscono nell’ambito dell’azione di contrasto all’evasione fiscale e alla concorrenza sleale a tutela degli operatori di settore che lavorano correttamente, si attengono in maniera rigorosa alle regole, investendo risorse ed energie per adeguarsi alle misure igienico-sanitarie a tutela della sicurezza dell’ambiente di lavoro.

“Oltre ai risvolti negativi che tutto questo ha per l’economia – ha aggiunto Piera Santicchia, presidente regionale di CNA Estetica – vorrei ricordare i rischi per salute che si corrono quanto un trattamento estetico, a partire da una semplice pedicure, non viene realizzato seguendo tutte le procedure, a cominciare dalla sanificazione, che solo in un centro estetico attrezzato possono essere garantite, anche grazie alla formazione continua e agli aggiornamenti cui gli operatori si sottopongono.”

Per Marina Gasparri “vigilanza, controlli e sanzioni sono essenziali ma da soli non bastano”. Per questo abbiamo deciso di far leva sul consumatore finale, con una campagna di comunicazione che contrappone al mondo del sommerso quello degli operatori che rispettano le regole, realizzata grazie alla disponibilità dei professionisti del direttivo regionale CNA Benessere a trasformare i propri centri in set cinematografici.”

Legalità, competenza e sicurezza – hanno concordato Cecchetti e Santicchia -. sono le parole chiave di una comunicazione che vuole ricordare al consumatore a cosa rinuncia ogni volta che ricorre a un operatore abusivo. Il messaggio che vogliamo far arrivare è che il vero benessere, si trova solo all’interno dei centri di acconciatura ed estetica che rispettano le regole e offrono le necessarie garanzie. E – hanno concluso i dirigenti CNA – con i nostri colleghi sul campo vogliamo condividere una certezza: la nostra vera arma è la qualità del servizio che sappiamo offrire, per cui su quello non dobbiamo mai smettere di investire.”

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Luglio 25, 2022
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INCHIOSTRI per TATUAGGI e TRUCCO PERMANENTE, un WEBINAR

Il 30 giugno 2022 dalle 9.30 alle 11.30 la Direzione Salute della Regione Umbria organizza un webinar per approfondire gli aspetti legati alla nuova normativa su alcuni inchiostri utilizzati per i TATUAGGI e per il TRUCCO PERMANENTE.

Ricordiamo, a questo proposito, che dal 4 GENNAIO 2022, con l’entrata in vigore del Regolamento UE 2020/2081, sono state introdotte alcune importanti restrizioni riguardanti le sostanze contenute negli inchiostri per tatuaggi o per trucco permanente (PMU).

Ne consegue che i produttori/distributori delle miscele impiegate per tatuaggi e PMU devono rispettare le nuove indicazioni e soprattutto devono utilizzare un’etichettatura nella quale, IN LINGUA ITALIANA, deve essere riportata OBBLIGATORIAMENTE la dicitura: “Miscela per tatuaggi o trucco permanente”

Dal 4 gennaio 2022, quindi, non è più possibile vendere, acquistare e utilizzare miscele che non riportino questa dicitura. Ciò vale anche per gli inchiostri già acquistati prima del 4 gennaio 2022, che non devono più essere impiegati.

Si precisa, inoltre, che qualora un operatore acquisti da Paesi extra UE inchiostri per tatuaggi o PMU, anche on line, l’operatore viene equiparato a un importatore e quindi diventa responsabile dell’immissione sul mercato di questi inchiostri ed è tenuto a rispettare la normativa in oggetto.

Poiché questa misura attiene alla sicurezza delle persone (alcune sostanze contenute negli inchiostri vietati sono nocive per la salute) e rientra nel più generale regolamento UE n° 1907/2006 denominato “REACH”, le sanzioni per chi non rispetta quanto previsto dal nuovo regolamento sono particolarmente severe: sono previste ammende da 40.000 a 150.000 euro o l’arresto fino a 3 mesi.

Spetterà ai servizi competenti delle ASL regionali il controllo sul rispetto di quanto sopra.

In considerazione dell’importanza dei temi trattati e in previsione degli interventi di controllo che le ASL pianificheranno, è molto importante partecipare al webinar organizzato dalla Regione Umbria.

Per farlo, è necessario iscriversi entro il 26 giugno 2022 accedendo all’indirizzo www.villaumbra.it e seguendo le indicazioni riportate qui. Per assistenza nella fase d’iscrizione potrete contattare Erica Cecili, 075/5159703, erica.cecili@villaumbra.it.


Se siete interessati ad avere maggiori informazioni in generale sul regolamento “REACH” e sulle procedure in esso previste, vi invitiamo a segnalarlo con una mail a:

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Maggio 30, 2022
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SEMINARIO per ODONTOTECNICI

Sei un odontotecnico? Partecipa al nostro seminario di gnatologia sui Dispositivi ortodontici e occlusali per il paziente disfunzionale.

L’appuntamento è per SABATO 2 APRILE 2022, dalle ORE 9.00 alle ore 17.00 e si svolgerà sia in presenza a Roma (iscrizioni inderogabilmente entro il 25 marzo!) che on line, registrandoti a qui

La registrazione consente di ricevere in automatico il promemoria con le modalità di accesso al seminario per odontotecnici tenuto da esperti di livello nazionale.

La PARTECIPAZIONE è GRATUITA PER GLI ASSOCIATI CNA SNO.


Per maggiori informazioni sul seminario per odontotecnici e sulle modalità di associazione in forma promozionale legate alla partecipazione a questo evento formativo, contatta:

Marina Gasparri –  marina.gasparri@cnaumbria.it

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Marzo 24, 2022
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BANDO RISTORI, ci sono 2,6 MILIONI di EURO

Con il BANDO RISTORI sono in arrivo 2 milioni e 600 mila euro a favore delle imprese umbre più colpite dagli effetti della pandemia.

Possono richiedere i contributi le imprese dei settori (clicca qui per scoprire i codici Ateco specifici):

  • trasporto turistico di persone con autobus
  • attività nel settore fiere, matrimoni ed eventi privati (incluso Acconciatura, Estetica e Lavanderie)
  • commercio all’ingrosso alimentare
  • informazione locale (cartacea e online), edizione di libri
  • parchi tematici, acquari, parchi geologici e giardini zoologici

Le domande potranno essere compilate a partire dal 28 febbraio e inviate a partire dal 3 marzo e fino al 28 marzo 2022 . Per la compilazione bisognerà possedere un indirizzo Pec e identità e firma digitali. Chi ne fosse sprovvisto può rivolgersi per il rilascio agli uffici CNA (consulta qui l’elenco delle sedi).

I contributi saranno proporzionali alle perdite subite sul fatturato 2020, che dovranno essere almeno del 15% rispetto al fatturato 2019. Per le imprese ubicate nell’area del “cratere” del sisma, si potrà far riferimento al fatturato 2015. Solo per le imprese del trasporto turistico il contributo sarà determinato sulla base del numero dei bus posseduti.

Il contributo concesso non potrà essere superiore all’ammontare della perdita di fatturato dichiarata.


Per maggiori informazioni contatta i nostri uffici, scopri le sedi

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Febbraio 23, 2022
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Nasce CNA INDUSTRIA Umbria

La tornata assembleare che nelle scorse settimane ha coinvolto la Cna dell’Umbria nelle sue varie articolazioni ha portato al rinnovo di tutti gli organismi dirigenti dell’associazione, eleggendo non solo il nuovo presidente regionale, Michele Carloni, ma anche i rappresentanti delle macro unioni di categoria in cui sono organizzate le imprese iscritte e, al loro interno, dei mestieri più rappresentativi.

Novità assoluta nella storia dell’associazione è la nascita del raggruppamento di CNA Industria Umbria, per dare una rappresentanza alle imprese strutturate che ormai guardano alla CNA con crescente interesse.

Priorità dell’associazione: la crescita dimensionale delle imprese.

Per la macro unione del Manifatturiero  eletto Giampaolo Cicioni, chiamato a rappresentare anche il mestiere della meccanica; gli altri mestieri organizzati e i relativi presidenti sono quelli della moda (Emanuele Furia), l’artigianato artistico (Roberto Fugnanesi), l’agroalimentare (Giuliano Martinelli), la grafica e comunicazione (Federico Sabbioni) e l’arredo casa (Giovan Battista Simonetti).

La macro unione delle Costruzioni ha scelto come proprio rappresentante Emanuele Bertini, che ricopre anche il ruolo di presidente del mestiere edilizia; gli altri presidenti sono Giuliano Montanucci per gli impiantisti termoidraulici e Silvano Scoscia per gli impiantisti elettrici-elettronici.

La macro unione dei Servizi, che raggruppa imprese molto eterogenee, sarà rappresentata da Simone Cecchetti. Tra i mestieri figurano l’acconciatura (di nuovo Simone Cecchetti), l’estetica (Piera Santicchia), il trasporto merci (Marcello Volpi), il trasporto persone (Paolo Calistroni) e l’autoriparazione (Mauro Mescolini).

Infine sono stati costituiti o confermati i cosiddetti raggruppamenti di interesse. Come detto la novità assoluta è la costituzione di CNA Industria, che ha eletto come suo presidente l’imprenditore Luca Malincarne. Di nuova costituzione anche il raggruppamento di CNA Digitale, che raccoglie le imprese a maggior contenuto tecnologico e sarà rappresentato da Alessandro Ricci. I giovani imprenditori e le donne imprenditrici sono stati uniti nel raggruppamento CNA Giovani e Donne e saranno coordinati da Tommaso Vicarelli e Camilla Andreani. Una fusione anche per turismo e cinema, con la nascita di CNA Turismo, Cultura e Cinema (presidente Michele Benemio, coordinatori Paolo Ercolani e Alberto Fabi). Confermato, infine, il raggruppamento di CNA Pensionati, presieduto da Fabiano Coletti.

Scarica qui la Rassegna Stampa

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Luglio 29, 2021
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“TOELETTARE CON STILE”, le nuove LEZIONI

toelettare con stile

Torna “Toelettare con stile”, la master class che la Federazione Nazionale Toelettatori, in collaborazione con la CNA, ha realizzato per gli associati VIP (associati a FNT e a CNA).

Le lezioni si terranno a partire dal 16 maggio.

Le dimostrazioni saranno disponibili sulla pagina Facebook del gruppo dedicato TESSERA VIP FNT-CNA

A questo link trovi tutte le informazioni e il modulo d’iscrizione.


Per maggiori informazione contatta:

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Maggio 11, 2021
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Una PETIZIONE per le IMPRESE del BENESSERE

petizione imprese benessere

Una petizione da firmare online per chiedere al Governo che le imprese del settore del benessere – acconciatori e centri di estetica – possano riprendere subito il loro lavoro anche nelle zone rosse in modo da contrastare il fenomeno  dell’abusivismo.

A lanciarla sono state la Cna insieme a Confartigianato e Casartigiani, che fin dall’inizio hanno denunciato con forza questo fenomeno, ormai dilagante, portato avanti da parte di operatori che si improvvisano professionisti e svolgono il lavoro a domicilio al di fuori di ogni misura di sicurezza e dei protocolli approvati dalle autorità. Misure di igiene che, applicate già prima della pandemia, sono state rafforzate ulteriormente dalle imprese del settore. A dimostrazione dell’efficacia di queste misure di sicurezza c’è la mancanza  di qualsiasi contagio avvenuto all’interno di queste imprese.

Firma anche tu la petizione a favore dell’apertura delle imprese del benessere (clicca qui). Contribuisci a fermare il fenomeno dell’abusivismo e a tenere in vita migliaia di imprese stremate dalle chiusure dovute alla pandemia!


Per maggiori informazioni:

Marina Gasparri – 075 5059160 – marina.gasparri@cnaumbria.it 

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Marzo 31, 2021
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Le IMPRESE ARTIGIANE sono al COLLASSO

In attesa della copertura vaccinale

trovare regole per lavorare e convivere con il Covid

 

imprese artigiane collasso

Roberto Giannangeli – Direttore CNA Umbria

“A distanza di un anno dall’inizio dell’emergenza Covid-19, di fronte alla risalita dei contagi e a una campagna vaccinale a rilento, non c’è altra strada che trovare modalità di convivenza con il virus in grado di tenere insieme la continuità lavorativa e la sicurezza sanitaria. L’alternativa è il collasso di centinaia di artigiani e piccole imprese e la perdita di migliaia di posti di lavoro.”

Per Roberto Giannangeli, direttore di CNA Umbria, l’allarme è massimo.

“Il mondo dell’artigianato e della micro-piccola impresa nel 2020 ha cercato, come si suol dire, di tenere botta di fronte a una situazione senza precedenti. Fatta eccezione per il settore del trasporto persone, da subito colpito duramente e senza prospettive di ripresa a breve, tutte le altre imprese si sono rimboccate le maniche, hanno adottato severi protocolli anti contagio e hanno cercato di trovare nuovi segmenti di mercato, nuovi prodotti o servizi, nuovi modi di lavorare. Dopo un’estate tranquilla e, anzi, al di sopra delle migliori aspettative, con la ripresa dei contagi in autunno, le ulteriori restrizioni agli spostamenti e la chiusura delle filiere produttive legate alla ristorazione, all’intrattenimento, alla cultura e ad alcuni servizi alla persona, la domanda ha subìto un vero e proprio crollo. La ricerca che abbiamo presentato alcune settimane (puoi scaricarla qui) fa evidenziava cali di fatturato tra il 10% e il 50% per le imprese manifatturiere del made in Italy e riduzioni importanti in quelle dei servizi. Gli unici settori in cui si segnala una ripresa sono quelli del digitale, della logistica, del trasporto merci e delle costruzioni. I ristori previsti dai vari decreti governativi o dalla Regione per le imprese chiuse, ma non per quelle che sebbene aperte ma i cui incassi sono scesi costantemente, non sono altro che esigui palliativi. Diventa quindi fondamentale, – aggiunge Giannangeli – per salvaguardare le imprese e l’occupazione, andare verso la riapertura immediata delle attività e la ripresa della mobilità delle persone. Non ci sono alternative. Abbiamo iniziato il 2021 animati dalla speranza di una campagna di vaccinazioni che in pochissimi mesi ci avrebbe fatto raggiungere l’immunità di gregge. Ma è ormai chiaro che non sarà così, la disponibilità dei vaccini è minima e a questi ritmi passeranno anni prima che almeno il 70% della popolazione conquisti l’immunità. Possiamo ragionevolmente pensare che si possa aspettare questo traguardo prima di riprendere l’attività lavorativa? Riusciamo a immaginare le conseguenze di ciò sulle imprese e sul mantenimento dei posti di lavoro se non invertiremo la rotta? Spesso si fa caso unicamente alle situazioni di crisi delle grandi aziende, ma se dovessero collassare centinaia di piccole imprese l’impatto sull’occupazione sarebbe ben più visibile. Noi – conclude Giannangeli – crediamo che sia urgentissimo prendere atto una volta per tutte della gravità della situazione e studiare protocolli di sicurezza tali da permettere alle imprese di lavorare, alle persone di spostarsi liberamente e all’economia di riprendere a girare.”

Scarica la rassegna

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Febbraio 27, 2021
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CENTRI ESTETICI, la SOLUZIONE passa per il GOVERNO

Servono urgenti ristori economici per un settore

fortemente colpito dagli effetti della pandemia

“Accogliamo con favore la sentenza del Tar del Lazio che ha stabilito la riapertura dei centri estetici nelle zone rosse. Ma si tratta di una soluzione effimera e, purtroppo, temporanea. La vera svolta arriverà solo da un decreto del Governo.”

Marina Gasparri, responsabile regionale della Cna per le imprese del settore benessere, commenta così la decisione del tribunale amministrativo laziale che, esprimendosi su un ricorso, ha riconosciuto come discriminatorio l’obbligo di chiusura per i centri estetici nelle zone rosse a fronte di altre attività, in particolare l’acconciatura, che invece rimangono aperte, e ne ha disposto la riapertura.

“Siamo assolutamente in linea con il principio della sentenza e con i risultati prodotti. Ma la nostra associazione non ha mai perseguito la strada del Tar, perché non crediamo che sia a colpi di ricorsi che si ottengono i risultati. Infatti, non passa da qui la soluzione ai veri problemi del settore. In primo luogo perché la sentenza potrebbe essere capovolta, nel giro di poche ore, dal Consiglio di Stato, come è già successo per le scuole in Umbria, costringendo i centri estetici a dover spegnere di nuovo le luci. In secondo luogo perché se anche ciò non avvenisse, gli effetti di questa sentenza sono legati, anche temporalmente, al solo Dpcm del 14 gennaio sul quale il Tar aveva autorità a pronunciarsi. Detto in altre parole, il 5 marzo la sentenza scadrà insieme agli effetti del Dpcm. Per questo la nostra battaglia, da novembre in poi, quando il primo Dpcm ha istituito le famigerate zone a colori, è stata impostata nel chiedere al governo di rivedere a monte la decisione di escludere i centri estetici dalle attività che devono stare chiuse in zona rossa. E lo abbiamo fatto nella certezza che i protocolli anti Covid applicati dal settore sono tra i più sicuri avendo partecipato come associazione di categoria alla loro definizione. Così come abbiamo chiesto che in zona arancione fosse legittimo spostarsi tra i Comuni per raggiungere il proprio centro di fiducia.”

Le perplessità di Gasparri sono anche altre. “Questa sentenza non sarà in grado, da sola, di porre rimedio a un calo di fatturato inesorabile. Mesi di restrizioni, la paura del contagio, i divieti di spostamento tra comuni, il ridursi della capacità di spesa e l’incertezza economica, tutto questo fa sì che gli incassi ridottissimi di questi ultimi mesi, in alcuni casi non siano nemmeno sufficienti a coprire i costi. Parliamo di un settore, tutto al femminile, che in Umbria conta oltre 800 centri. Quindi, da un lato serve un intervento definitivo del governo per correggere una norma discriminatoria, ma dall’altro – conclude Gasparri – vanno previste misure di sostegno a un comparto che soffre profondamente degli effetti della pandemia.

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Febbraio 18, 2021
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