Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa
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TARGA PROVA, il DECRETO

Le imprese di autoriparazione potranno usare la targa prova nelle verifiche su strada effettuate nell’ambito dei lavori di manutenzione di veicoli già immatricolati.

Lo stabilisce il Decreto legge Infrastrutture e Trasporti che il Consiglio dei Ministri ha approvato nei giorni scorsi e che, per diventare legge, dovrà essere convertito in legge dai due rami del Parlamento.

Il provvedimento era stato fortemente richiesto dalla CNA e dalle altre Associazioni di categoria, raccogliendo le esigenze di migliaia di imprese che, per svolgere il proprio lavoro, spesso hanno bisogno di effettuare delle prove tecniche su strada.

La conversione in legge metterebbe la parola fine alle controversie nate dalla mancanza di una normativa chiara sull’utilizzo della targa prova per i veicoli provvisti di immatricolazione.


Per maggiori informazioni contatta:

 

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Settembre 06, 2021
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Nasce CNA INDUSTRIA Umbria

La tornata assembleare che nelle scorse settimane ha coinvolto la Cna dell’Umbria nelle sue varie articolazioni ha portato al rinnovo di tutti gli organismi dirigenti dell’associazione, eleggendo non solo il nuovo presidente regionale, Michele Carloni, ma anche i rappresentanti delle macro unioni di categoria in cui sono organizzate le imprese iscritte e, al loro interno, dei mestieri più rappresentativi.

Novità assoluta nella storia dell’associazione è la nascita del raggruppamento di CNA Industria Umbria, per dare una rappresentanza alle imprese strutturate che ormai guardano alla CNA con crescente interesse.

Priorità dell’associazione: la crescita dimensionale delle imprese.

Per la macro unione del Manifatturiero  eletto Giampaolo Cicioni, chiamato a rappresentare anche il mestiere della meccanica; gli altri mestieri organizzati e i relativi presidenti sono quelli della moda (Emanuele Furia), l’artigianato artistico (Roberto Fugnanesi), l’agroalimentare (Giuliano Martinelli), la grafica e comunicazione (Federico Sabbioni) e l’arredo casa (Giovan Battista Simonetti).

La macro unione delle Costruzioni ha scelto come proprio rappresentante Emanuele Bertini, che ricopre anche il ruolo di presidente del mestiere edilizia; gli altri presidenti sono Giuliano Montanucci per gli impiantisti termoidraulici e Silvano Scoscia per gli impiantisti elettrici-elettronici.

La macro unione dei Servizi, che raggruppa imprese molto eterogenee, sarà rappresentata da Simone Cecchetti. Tra i mestieri figurano l’acconciatura (di nuovo Simone Cecchetti), l’estetica (Piera Santicchia), il trasporto merci (Marcello Volpi), il trasporto persone (Paolo Calistroni) e l’autoriparazione (Mauro Mescolini).

Infine sono stati costituiti o confermati i cosiddetti raggruppamenti di interesse. Come detto la novità assoluta è la costituzione di CNA Industria, che ha eletto come suo presidente l’imprenditore Luca Malincarne. Di nuova costituzione anche il raggruppamento di CNA Digitale, che raccoglie le imprese a maggior contenuto tecnologico e sarà rappresentato da Alessandro Ricci. I giovani imprenditori e le donne imprenditrici sono stati uniti nel raggruppamento CNA Giovani e Donne e saranno coordinati da Tommaso Vicarelli e Camilla Andreani. Una fusione anche per turismo e cinema, con la nascita di CNA Turismo, Cultura e Cinema (presidente Michele Benemio, coordinatori Paolo Ercolani e Alberto Fabi). Confermato, infine, il raggruppamento di CNA Pensionati, presieduto da Fabiano Coletti.

Scarica qui la Rassegna Stampa

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Luglio 29, 2021
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SMALTIMENTO PNEUMATICI fuori uso, INDAGINE CNA

indagine pneumatici fuori uso
Tempi lunghissimi per il ritiro degli pneumatici fuori uso – o, addirittura, mancanza di raccolta -, anomalie nei formulari e, con i nuovi provvedimenti legislativi adottati, ulteriori complicazioni nella gestione delle classificazioni.

Sono alcuni dei principali problemi con cui  devono fare i conti i gommisti, i carrozzieri, gli autoriparatori, gli elettrauto e i meccatronici che hanno a che fare con gli pneumatici fuori uso (Pfu).

E dopo il danno arriva anche la beffa delle sanzioni.

Nonostante le nostre ripetute segnalazioni alle Istituzioni competenti, le aspettative sono state deluse.

Per cercare di fare un quadro più dettagliato dei problemi e dare maggiore incisività alla nostra attività di pressione, CNA Autoriparazione nazionale ha predisposto un breve questionario sulla produzione e gestione degli penumatici fuori uso che puoi trovare qui: compilalo per aiutarci a fare proposte più incisive alle Istituzioni, a cominciare dal ministero per l’Ambiente.


Per ulteriori informazioni sulla nostra indagine sugli pneumatici fuori uso contatta:

 

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Aprile 07, 2021
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Le IMPRESE ARTIGIANE sono al COLLASSO

In attesa della copertura vaccinale

trovare regole per lavorare e convivere con il Covid

 

imprese artigiane collasso

Roberto Giannangeli – Direttore CNA Umbria

“A distanza di un anno dall’inizio dell’emergenza Covid-19, di fronte alla risalita dei contagi e a una campagna vaccinale a rilento, non c’è altra strada che trovare modalità di convivenza con il virus in grado di tenere insieme la continuità lavorativa e la sicurezza sanitaria. L’alternativa è il collasso di centinaia di artigiani e piccole imprese e la perdita di migliaia di posti di lavoro.”

Per Roberto Giannangeli, direttore di CNA Umbria, l’allarme è massimo.

“Il mondo dell’artigianato e della micro-piccola impresa nel 2020 ha cercato, come si suol dire, di tenere botta di fronte a una situazione senza precedenti. Fatta eccezione per il settore del trasporto persone, da subito colpito duramente e senza prospettive di ripresa a breve, tutte le altre imprese si sono rimboccate le maniche, hanno adottato severi protocolli anti contagio e hanno cercato di trovare nuovi segmenti di mercato, nuovi prodotti o servizi, nuovi modi di lavorare. Dopo un’estate tranquilla e, anzi, al di sopra delle migliori aspettative, con la ripresa dei contagi in autunno, le ulteriori restrizioni agli spostamenti e la chiusura delle filiere produttive legate alla ristorazione, all’intrattenimento, alla cultura e ad alcuni servizi alla persona, la domanda ha subìto un vero e proprio crollo. La ricerca che abbiamo presentato alcune settimane (puoi scaricarla qui) fa evidenziava cali di fatturato tra il 10% e il 50% per le imprese manifatturiere del made in Italy e riduzioni importanti in quelle dei servizi. Gli unici settori in cui si segnala una ripresa sono quelli del digitale, della logistica, del trasporto merci e delle costruzioni. I ristori previsti dai vari decreti governativi o dalla Regione per le imprese chiuse, ma non per quelle che sebbene aperte ma i cui incassi sono scesi costantemente, non sono altro che esigui palliativi. Diventa quindi fondamentale, – aggiunge Giannangeli – per salvaguardare le imprese e l’occupazione, andare verso la riapertura immediata delle attività e la ripresa della mobilità delle persone. Non ci sono alternative. Abbiamo iniziato il 2021 animati dalla speranza di una campagna di vaccinazioni che in pochissimi mesi ci avrebbe fatto raggiungere l’immunità di gregge. Ma è ormai chiaro che non sarà così, la disponibilità dei vaccini è minima e a questi ritmi passeranno anni prima che almeno il 70% della popolazione conquisti l’immunità. Possiamo ragionevolmente pensare che si possa aspettare questo traguardo prima di riprendere l’attività lavorativa? Riusciamo a immaginare le conseguenze di ciò sulle imprese e sul mantenimento dei posti di lavoro se non invertiremo la rotta? Spesso si fa caso unicamente alle situazioni di crisi delle grandi aziende, ma se dovessero collassare centinaia di piccole imprese l’impatto sull’occupazione sarebbe ben più visibile. Noi – conclude Giannangeli – crediamo che sia urgentissimo prendere atto una volta per tutte della gravità della situazione e studiare protocolli di sicurezza tali da permettere alle imprese di lavorare, alle persone di spostarsi liberamente e all’economia di riprendere a girare.”

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Febbraio 27, 2021
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NOVITÀ, ISPETTORE dei CENTRI di REVISIONE

ispettore centri di revisione

Anche in Italia, ormai da quasi due anni, è diventata operativa la nuova figura dell’Ispettore del Centro di Revisione. Per ottenere l’abilitazione bisogna frequentare un corso che prevede la frequenza di:

  • Modulo A – 120 ore
  • Modulo B 176 ore
  • Modulo C – 50 ore, solo per chi deve revisionare i mezzi pesanti (massa superiore a 3,5 t).

Coloro che hanno conseguito l’abilitazione con la precedente normativa possono continuare a esercitare ma ogni tre anni devono frequentare un corso di aggiornamento (di almeno 20 ore), che al momento non è ancora disponibile perché si è in attesa di ulteriori indicazioni da parte del Ministero dei Trasporti.

Inoltre, nella legge di Bilancio 2019, è stata estesa anche alle officine private la possibilità di effettuare le revisioni dei mezzi pesanti. Anche in questo caso, tuttavia, si è in attesa di provvedimenti esecutivi.

Alla luce di queste importanti novità abbiamo deciso di mettere a disposizione degli ispettori dei centri di revisione privati la possibilità di frequentare il corso di aggiornamento (modulo C) in modo da essere pronti a operare nel campo delle revisioni dei mezzi pesanti appena le norme lo consentiranno. Questa ulteriore abilitazione potrebbe essere utile anche a essere inseriti negli elenchi degli Ispettori autorizzati, che al momento sono accessibili solo a ex-funzionari della Motorizzazione, ma che vista la cronica carenza di personale potrebbero essere aperti anche agli ispettori così abilitati.

Sei interessato a frequentare il corso per ottenere l’abilitazione a diventare Ispettore per la revisione dei mezzi pesanti? Clicca qui per iscriverti o per avere maggiori informazioni.

Se invece sei un ispettore ai centri di revisione già abilitato ma sei tenuto a frequentare i corsi di aggiornamento scrivi a marina.gasparri@cnaumbria.it: ti terremo informato su quando inizieranno i corsi. Puoi scrivere anche per avere maggiori informazioni.

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Febbraio 09, 2021
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REVISIONI AUTO, aggiornamento delle TARIFFE

tariffe revisioni auto

Dopo tredici anni arriva finalmente un aggiornamento alle tariffe per le revisioni auto!

Con l’approvazione di un emendamento da parte della Commissione Bilancio della Camera, è passato un aumento di 9,95 euro che rappresenta una boccata di ossigeno per i centri di revisioni privati, da tempo alle prese con una crescita sostanziosa dei costi di gestione in termini di nuove tecnologie impiegate e formazione.

Il risultato è anche frutto del confronto costante di Cna con il Parlamento, in particolare con la Commissione trasporti, e con i ministeri interessati per favorire il completamento della riforma sulle revisioni.

Tra l’altro l’adeguamento delle tariffe per le revisioni auto non peserà sulle tasche degli italiani. Infatti lo  lo Stato erogherà un bonus di pari importo ai proprietari dei veicolo. La CNA sollecita tempi rapidi per definire le modalità di erogazione del bonus, che non dovrà in alcun modo essere anticipato dalle imprese.

Purtroppo si è invece persa l’occasione per intervenire sul fronte dei collaudi e della revisione dei mezzi pesanti, che oggi scontano ritardi di oltre un anno con gravi conseguenze sul fronte della sicurezza stradale. La commissione Trasporti della Camera aveva approvato all’unanimità un emendamento per affidare ai centri privati i collaudi e le revisioni dei mezzi pesanti, completando così la riforma. Ora l’auspicio è che con la recente apertura del Tavolo istituzionale con il Ministero dei Trasporti si consegua un buon risultato anche su questo fronte.


Se vuoi saperne di più sull’aggiornamento delle tariffe per le revisioni auto contatta:

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Dicembre 22, 2020
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SPOSTAMENTI tra COMUNI e ARTIGIANI di fiducia

Dopo CNA Umbria, che dall’inizio delle nuove restrizioni sta chiedendo alle Prefetture di Perugia e Terni e all’Anci un chiarimento sulla possibilità per i cittadini di effettuare spostamenti tra Comuni per raggiungere i propri artigiani di fiducia , oggi interviene la CNA Nazionale con una lettera al Presidente del Consiglio e al ministro dell’Economia.

“La CNA ritiene che, nella piena osservanza dei protocolli di sicurezza, i cittadini possano recarsi da artigiani di fiducia che non svolgono attività in grado di determinare assembramenti“, com’è il caso di acconciatori, estetiste, lavanderie, autoriparatori etc…

Un po’ ovunque si stanno registrando nel Paese provvedimenti di deroga al divieto di effettuare spostamenti tra Comuni, soprattutto nelle zone arancione e rossa. Questo anche perché la presenza di tanti Comuni e le caratteristiche geografiche dell’Italia rendono inevitabile una grande interazione economica e sociale tra cittadini residenti in Comuni differenti.

Diventa perciò urgente “un intervento del governo per rendere omogenee le decisioni eventualmente differenti assunte dalle autorità amministrative sul territorio.”

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Novembre 20, 2020
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FER, i corsi si spostano online

corsi fer in presenza

Se sei il responsabile tecnico di un’impresa di impiantistica elettrica o termoelettrica, come sai, chi si occupa di installazione o manutenzione di tecnologie energetiche alimentate da fonti rinnovabili deve assolvere all’obbligo di aggiornamento FER.

Insieme a Ecipa Umbria organizziamo corsi specifici per assolvere agli obblighi di legge.

Prossimo appuntamento ONLINE in arrivo:


Per maggiori informazioni sui corsi FER in presenza contatta:

 

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Novembre 10, 2020
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COVID, a PAGARE sono sempre le IMPRESE

Chiediamo la modifica delle restrizioni per ristoranti, palestre e cinema, un aumento dei controlli e la ri-pianificazione scientifica di alcuni servizi, iniziando dai trasporti.

Roberto Giannangeli, direttore di CNA Umbria

“Capiamo bene le preoccupazioni per l’impennata dei contagi delle ultime due settimane e per la possibile veloce saturazione dei posti letto nelle terapie intensive, ma non possono essere sempre le imprese private e i loro dipendenti a pagare il conto. Urge una ripianificazione scientifica di alcuni servizi, maggiori controlli – anche attraverso il tracciamento obbligatorio degli spostamenti -, l’adeguamento delle terapie intensive e, in ultimo, un freno agli allarmismi quotidiani considerando che oltre il 50% dei nuovi contagiati è asintomatico.”

È preoccupato Roberto Giannangeli, il direttore di Cna Umbria. Ancora una volta, di fronte al peggiorare dei dati sanitari, i sacrifici maggiori vengono chiesti a chi ha un’attività in proprio e ai suoi dipendenti.

“Vorremmo capire su quale base oggettiva sia stato deciso che palestre, cinema e affini debbano restare permanentemente chiusi e i bar e ristoranti debbano abbassare le saracinesche alle 18, quando per molti di loro inizia il vero lavoro. Esistono dei dati che provano che i contagi partano soprattutto da questo tipo di attività? Se esistono alziamo le mani, ma se non ci sono prove oggettive le nuove misure contenute nell’ultimo Dpcm non hanno senso. Pensiamo a tutte le risorse investite da questi imprenditori per adeguare i locali e riprogrammare la gestione della loro attività sulla base delle misure sanitarie necessarie a prevenire i contagi; pensiamo anche agli ulteriori investimenti per rifornire il magazzino, come nel caso dei ristoranti per assicurare la ripartenza dopo il lockdown di primavera. Imporre di non lavorare dopo le 18 equivale, per la gran parte di loro, a chiudere bottega visto che per moltissimi sono proprio le ore serali quelle in cui l’attività si volge appieno. Per i lavoratori la parziale copertura dei mancati guadagni è garantita dalla cassa integrazione, al netto degli imperdonabili ritardi con cui viene erogata. Ma per gli imprenditori, i ristori assicurati finora sono solo un palliativo che probabilmente, anche stavolta, arriverà troppo tardi. Per quanto riguarda il mondo dello spettacolo addirittura non c’era ancora stata una vera ripartenza. Dietro l’angolo c’è solo il fallimento e la perdita di tantissimi posti di lavoro.”

Il direttore di Cna Umbria è polemico anche sulla questione della chiusura delle scuole e dell’organizzazione dei trasporti.

“L’esperienza di questo primo mese e mezzo sta dimostrando che la scuola in sé non rappresenta un serio rischio di contagio. Il problema semmai è fuori – incalza Giannangeli -, soprattutto durante l’uscita, quando non sono previsti controlli né nelle adiacenze degli istituti scolastici, né in prossimità delle fermate degli autobus per impedire che si verifichino assembramenti e che l’utilizzo della mascherina diventi un optional. Piuttosto vanno riprogrammati e scaglionati scientificamente gli orari di entrata e uscita e ridotta ulteriormente la capacità di portata degli autobus, con contestuale aumento delle corse attraverso l’uso massiccio dei mezzi delle imprese private. La stessa mancanza di controllo la riscontriamo anche nelle zone della città dove si concentra la socialità, giovanile e non. Cominciamo da qui. Come associazione stiamo facendo pressione sul governo affinché vengano riviste le misure emanate con l’ultimo Dpcm e riorganizzati i trasporti. Come mondo delle imprese, se necessario, ci rendiamo anche disponibili a rivedere in maniera eventualmente più restrittiva i protocolli di sicurezza. Ma basta chiusure generalizzate di interi comparti.”

“Inoltre invitiamo con forza la Regione a procedere urgentemente all’aumento dei posti letto in terapia intensiva dagli attuali 93 ai 126 concordati con il Governo nei mesi scorsi. Altre Regioni lo hanno fatto, in primis l’Emilia Romagna e il Veneto.”

“Infine, sottolineiamo che in una fase così delicata le imprese avrebbero bisogno di una pubblica amministrazione che sappia stare loro vicino. Invece i tempi di tutti gli adempimenti amministrativi si stanno allungando vertiginosamente, segno evidente che lo smart working dei dipendenti pubblici non sempre garantisce risultati adeguati. Non tutti – conclude amaro il direttore di Cna Umbria – sembrano ancora avere l’esatta percezione che a una chiusura massiva delle imprese corrisponderebbe il fallimento dello Stato.”

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Ottobre 27, 2020
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Nuova ordinanza: chiusura domenicale dei centri commerciali e negozi al dettaglio

La Presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, ha emesso una nuova ordinanza al fine di limitare le occasioni di diffusione del virus, sentito il Ministero della Salute e in coerenza con quanto previsto dal decreto legge che permette alla Regione di adottare misure restrittive rispetto al quadro normativo nazionale in tema di contenimento del contagio Covid.

Tra i provvedimenti presi vi sono:

  • la chiusura domenicale dei centri commerciali nonché di tutte le attività di vendita al dettaglio, alimentare e non alimentare, tranne farmacie, edicole, tabaccherie,  rivendite di  generi di monopolio. La chiusura domenicale non si applica alle tutte le attività artigianali;
  • il divieto dell’esercizio domenicale di ogni attività commerciale esercitata su aree pubbliche;
  • l’esenzione dalla chiusura domenicale, solo per il primo novembre, del commercio al dettaglio di fiori e piante; sospese tutte le gare e  competizioni  riconosciute di interesse regionale, provinciale o locale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, in relazione agli sport di contatto individuati con provvedimento del Ministro dello Sport del 13 ottobre 2020 e svolti dalle associazioni e società dilettantistiche (che potranno continuare a sostenere allenamenti in forma individuale);
  • la limitazione a 30 presenti, distanziati e in forma statica, per le cerimonie a carattere istituzionale, non rinviabili, organizzate da pubbliche amministrazioni;
  • il divieto di svolgere attività realizzate da associazione e circoli culturali e similari, all’aperto e al chiuso, fatta eccezione per la somministrazione di cibo e bevande sino alle ore 24 con consumazione al tavolo, sino alle 18 senza, e comunque in conformità del Dpcm del 18 ottobre.

Si precisa che i bar all’interno dei centri commerciali anche con ingresso autonomo devono rimanere chiusi la domenica, gli altri bar continuano a operare secondo l’ordinanza 65.

L’ordinanza avrà valore sino al 14 novembre prossimo, salvo integrazioni dovute all’andamento della situazione epidemiologica.

Nel caso di situazioni in cui non sia chiara l’applicabilità delle disposizioni dell’ordinanza, si consiglia di contattare le autorità di controllo locali. 

 

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Ottobre 24, 2020
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