Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa
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SUPERBONUS, la LENTEZZA dei COMUNI è un RISCHIO

 

“Utilizzare il Superbonus prima che scada? Se i Comuni non accelereranno i tempi di risposta per le richieste di accesso agli atti, usufruire degli incentivi rischia di restare un miraggio per molti. E questo è assolutamente inaccettabile.”

Laura Dimiziani, responsabile della Cna dell’area di Terni, lancia l’allarme contro il rischio che i benefici del Superbonus si tramutino in un flop gigantesco per i cittadini, per le imprese, per i tecnici e, più in generale, per l’economia, che da questa misura potrebbe trarre vantaggi sostanziosi e decisivi, specialmente in un periodo complicato come quello attuale.

“Il punto di debolezza in questa partita strategica risiede proprio nella capacità dei Comuni di far fronte in tempi rapidi alle richieste di accesso agli atti per la verifica dei titoli edilizi degli edifici da sottoporre agli interventi di riqualificazione.”

Infatti i tecnici e i professionisti dell’area di Terni con i quali Cna Umbria ha stabilito un rapporto di collaborazione per la gestione del bonus del 110%, restituiscono un quadro preoccupante sebbene variegato. La velocità dei Comuni dipende, essenzialmente, dal grado di digitalizzazione degli archivi comunali, dalle procedure predisposte per l’accesso agli atti e dalla carenza di personale qualificato addetto al procedimento “nonostante gli ordini professionali abbiano messo a disposizione le proprie professionalità a supporto degli uffici comunali – dichiara Dimiziani -. Inoltre la pandemia ha amplificato queste difficoltà, sia per le complicate procedure di accesso agli uffici comunali, sia perché gran parte del personale si trova in regime di smart working: è davvero incomprensibile visto che la maggior parte del mondo economico e produttivo ha ripreso, a vario grado, le attività pur nel rispetto massimo dei protocolli di sicurezza.”

Per il momento il Comune di Narni sembra il più virtuoso: il processo di digitalizzazione degli archivi, cominciato da almeno due anni, fa sì che nel giro di un mese al massimo si possa ottenere una presa visione.

“Non è così per il Comune di Terni, che solo di recente si è dotato di un geo-portale dedicato all’urbanistica e all’edilizia e ha aumentato le unità di personale addetto, ma le misure risultano spesso ancora insufficienti. La scansione degli archivi è in ritardo e nella sezione del geo-portale dedicata ai titoli edilizi campeggia l’avviso “lavori in corso”. Questo fa sì che, nella migliore delle ipotesi, il tempo di risposta si aggiri tra i due e i tre mesi. Per non parlare delle pratiche antecedenti al 1974, per le quali i tempi sono ancora più lunghi.”

Anche ad Amelia il livello di digitalizzazione degli archivi è ancora primitivo e il personale dedicato non è sufficiente per smaltire le richieste che si vanno accumulando.

“Per questo – conclude Laura Dimiziani – mentre ci stiamo adoperando a tutti i livelli affinché la misura del Superbonus venga prorogata o diventi strutturale e abbiamo attivato un servizio in grado di semplificare la vita di imprese e cittadini, sollecitiamo con forza i Comuni a semplificare e velocizzare il più possibile le procedure burocratiche per non vanificare gli importanti benefici che il Superbonus potrà avere sull’economia.”


Per maggiori informazioni sul Superbonus contatta i nostri uffici

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Febbraio 26, 2021
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WEBINAR TURISMO, ecco il 2° CICLO

webinar turismo

Arriva il 2° ciclo completamente gratuito di e-learning  organizzato da CNA e dedicato alle imprese del turismo.

Dopo la prima serie di webinar dei mesi scorsi, in questa nuova tornata si parlerà di turismo digitale. L’emergenza epidemiologica causata dal virus ha imposto pesanti restrizioni alla mobilità dei cittadini. Questa condizione di necessità, tuttavia, ha aumentato l’offerta di turismo virtuale, con musei, parchi, siti archeologici, località turistiche etc… che, in assenza di visitatori in presenza, hanno utilizzato varie piattaforme per rendere fruibili la bellezze del Paese anche da remoto.

Ma l’interazione con il digitale sicuramente caratterizzerà il settore del turismo anche quando tutto tonerà alla normalità e si potrà riprendere a viaggiare.

Per cogliere tutte le potenzialità del digitale CNA propone tre nuovi webinar:

  • “I processi digitali e i social media”: si esploreranno le possibilità di promozione digitale del turismo
  • “Augmented reality”: nel secondo si parlerà di realtà aumentata con la presentazione di alcuni casi
  • “Reti museali, ecomusei e siti Unesco: nel terzo si vedrà come la tecnologia possa sostenere accessibilità e valorizzazione del territorio.

L’appuntamento con il primo webinar è fissato per lunedì 1° marzo – ore 16

Relatori:

  • Luca Reitano, docente di social media – Centro Digi Lab Sapienza – Università di Roma
  • Paola Panarese, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi CORIS della Sapienza – Università di Roma

Per le imprese associate a CNA la partecipazione è gratuita!

Clicca qui per registrarti.

Se invece hai già partecipato ai webinar del 1° ciclo utilizza le stesse credenziali!


Per maggiori informazioni sull’iniziativa e su come partecipare ai webinar per le imprese del turismo contattare:

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Febbraio 22, 2021
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CENTRI ESTETICI, la SOLUZIONE passa per il GOVERNO

Servono urgenti ristori economici per un settore

fortemente colpito dagli effetti della pandemia

“Accogliamo con favore la sentenza del Tar del Lazio che ha stabilito la riapertura dei centri estetici nelle zone rosse. Ma si tratta di una soluzione effimera e, purtroppo, temporanea. La vera svolta arriverà solo da un decreto del Governo.”

Marina Gasparri, responsabile regionale della Cna per le imprese del settore benessere, commenta così la decisione del tribunale amministrativo laziale che, esprimendosi su un ricorso, ha riconosciuto come discriminatorio l’obbligo di chiusura per i centri estetici nelle zone rosse a fronte di altre attività, in particolare l’acconciatura, che invece rimangono aperte, e ne ha disposto la riapertura.

“Siamo assolutamente in linea con il principio della sentenza e con i risultati prodotti. Ma la nostra associazione non ha mai perseguito la strada del Tar, perché non crediamo che sia a colpi di ricorsi che si ottengono i risultati. Infatti, non passa da qui la soluzione ai veri problemi del settore. In primo luogo perché la sentenza potrebbe essere capovolta, nel giro di poche ore, dal Consiglio di Stato, come è già successo per le scuole in Umbria, costringendo i centri estetici a dover spegnere di nuovo le luci. In secondo luogo perché se anche ciò non avvenisse, gli effetti di questa sentenza sono legati, anche temporalmente, al solo Dpcm del 14 gennaio sul quale il Tar aveva autorità a pronunciarsi. Detto in altre parole, il 5 marzo la sentenza scadrà insieme agli effetti del Dpcm. Per questo la nostra battaglia, da novembre in poi, quando il primo Dpcm ha istituito le famigerate zone a colori, è stata impostata nel chiedere al governo di rivedere a monte la decisione di escludere i centri estetici dalle attività che devono stare chiuse in zona rossa. E lo abbiamo fatto nella certezza che i protocolli anti Covid applicati dal settore sono tra i più sicuri avendo partecipato come associazione di categoria alla loro definizione. Così come abbiamo chiesto che in zona arancione fosse legittimo spostarsi tra i Comuni per raggiungere il proprio centro di fiducia.”

Le perplessità di Gasparri sono anche altre. “Questa sentenza non sarà in grado, da sola, di porre rimedio a un calo di fatturato inesorabile. Mesi di restrizioni, la paura del contagio, i divieti di spostamento tra comuni, il ridursi della capacità di spesa e l’incertezza economica, tutto questo fa sì che gli incassi ridottissimi di questi ultimi mesi, in alcuni casi non siano nemmeno sufficienti a coprire i costi. Parliamo di un settore, tutto al femminile, che in Umbria conta oltre 800 centri. Quindi, da un lato serve un intervento definitivo del governo per correggere una norma discriminatoria, ma dall’altro – conclude Gasparri – vanno previste misure di sostegno a un comparto che soffre profondamente degli effetti della pandemia.

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Febbraio 18, 2021
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HANNOVER MESSE quest’anno è in DIGITALE

hannover messe 2021

Si svolgerà in modalità digitale la HANNOVER MESSE 2021, storica fiera del settore dell’automazione industriale e IT, soluzioni innovative di subfornitura meccanica, tecnologie energetiche ed ambientali.

La piattaforma utilizzata dagli organizzatori, che permetterà alle imprese espositrici di interagire con i visitatori digitali, sarà attiva dalla metà di marzo per strutturare il calendario di appuntamenti tra espositori e visitatori,  che si realizzeranno in live streaming dal 12 al 16 aprile 2021.

La piattaforma rimarrà attiva sino all’edizione 2022 della Hannover Messe. 

Ciò permetterà ai potenziali clienti di:

  • verificare in ogni momento l’offerta aziendale
  • scaricare schede prodotto
  • contattare l’impresa bypassando eventuali difficolta, anche di fuso orario.

Per le imprese espositrici il vantaggio è quello di:

  • avere una migliore e più completa visualizzazione del profilo aziendale, dei prodotti e delle lavorazioni
  • Presentare prodotti, soluzioni e innovazioni attraverso tutte le opzioni di visualizzazione: presentazione azienda, catalogo prodotti o lavorazioni, video e foto
  • Vetrina speciale per n. 3 prodotti selezionati
  • Nuovi contatti di potenziali clienti che visitano la piattaforma e derivanti anche dalle aziende espositrici dell’evento che potranno conoscere tutte le offerte ed i campi di operatività degli espositori.

I pacchetti disponibili sono 3:  Digital Package S – Digital Package M – Digital Package L


Per maggiori informazioni su modalità e costi di partecipazione contatta i nostri Servizi Innovativi – Internazionalizzazione:

 

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Febbraio 17, 2021
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WE LOVE ITALY con ICE e MYTHERESA

ice mytheresa

Se sei un’impresa del settore moda che produce articoli di alta gamma fino al 23 marzo 2021 puoi candidarti attraverso l’ICE, che agevolerà gratuitamente i contatti tra le imprese del settore moda e la piattaforma di e-commerce Mytheresa.

L’iniziativa si inserisce all’interno della campagna promozionale “WE LOVE ITALY” attivata dall’Agenzia ICE e destinata al mercato tedesco.

Mytheresa è uno dei principali gruppi online a livello mondiale, con una specializzazione in articoli di moda di alta gamma per uomo, donna e bambino,  abbigliamento sportivo  e con una piattaforma e-commerce operativa in 133 Paesi e due flagship store a Monaco di Baviera. 

Sono previste campagne pubblicitarie e promozionali digitali anche tramite newsletter, notifiche push etc, allo scopo di massimizzarne la visibilità e generare traffico aggiuntivo di contatti dei consumatori verso le imprese italiane aderenti al progetto, tramite tutti i canali online e offline utilizzati dalla piattaforma.

Le candidature complete che perverranno entro i termini saranno inviate per la valutazione a Mytheresa, che le selezionerà in completa autonomia.

Mercoledì 3 marzo 2021 – ore 15.00 ICE Agenzia ha previsto un webinar in lingua inglese, finalizzato alla presentazione dell’e-tailer di lusso Mytheresa e della campagna comune ‘We Love Italy’, e si concentrerà sull’e-commerce tedesco e globale dell’alta gamma nella moda.

Per iscriverti al webinar CLICCA QUI

 


Per maggiori informazioni su modalità e costi di partecipazione contatta i nostri Servizi Innovativi – Internazionalizzazione:

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Febbraio 17, 2021
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ZONA ROSSA, il TAR riapre i CENTRI ESTETICI

 

La sentenza del TAR del Lazio del 16/02/2021 ha ritenuto discriminatoria la norma dei DPCM che obbliga alla chiusura i centri estetici ubicati nelle zone cosiddette rosse.

Gli effetti di questa sentenza, a seguito dei chiarimenti che abbiamo richiesto alle istituzioni locali, sono immediatamente applicabili.

Pertanto sin da oggi i centri estetici che si trovano nelle zone sulle quali valgono le limitazioni della zona rossa per effetto dell’ultima ordinanza regionale possono riaprire.


Per maggiori informazioni sulla sentenza del TAR relativa ai centri estetici contatta :

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Febbraio 17, 2021
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Torna CNA INFORMA, ogni giovedì su UMBRIA TV

 

Torna CNA INFORMA Tv, l’appuntamento dedicato agli artigiani e alle PMI umbre sul canale 10 del digitale terrestre.

La prima puntata della stagione è dedicata all’analisi dei dati resi noti dalla ricerca, da poco pubblicata, in collaborazione con centro studi SINTESI sull‘impatto del COVID sulle imprese umbre.

A commentarli, insieme alla giornalista Noemi Campanella, ci saranno in studio il direttore ROBERTO GIANNANGELI e il Presidente RENATO CESCA, mentre gli ospiti in collegamento saranno MICHELE FIORONI, Assessore Sviluppo Economico Regione Umbria, e ALBERTO CESTARI, Ricercatore centro studi SINTESI.

Quale può essere il ruolo dell’artigianato e della piccola impresa nella ripartenza dell’economia della Regione? Come saranno spese le risorse del RECOVERY PLAN in Umbria?
Per saperne di più, l’appuntamento è con CNA INFORMA TV giovedì sera alle 20.30 su UMBRIA TV.

Non mancate!

 

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Febbraio 17, 2021
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SUPERBONUS, ACCORDO tra CNA e UNICREDIT

“Dobbiamo essere tutti consapevoli che non esiste un’altra misura in grado di far ripartire l’economia nel breve periodo come quella del superbonus 110% e degli altri incentivi per la riqualificazione energetica e sismica degli edifici. Per questo, per fare in modo di agevolare la possibilità di sfruttare questo strumento, la nostra associazione ha firmato una convenzione con Unicredit che faciliterà l’accesso al credito e stretto altre utili collaborazioni. Ma non basta. Occorre che anche le istituzioni svolgano un ruolo attivo e semplificatore se vogliamo che tutte le potenzialità del superbonus possano esprimersi.”

Ne è convinto Renato Cesca, presidente di Cna Umbria, che ha sottoscritto un importante accordo con uno dei principali istituti di credito in Italia e in Europa e che, nei prossimi giorni, presenterà ufficialmente un progetto per fornire assistenza finanziaria e fiscale a tutti gli associati ma anche ai privati cittadini.

“La convenzione firmata con il partner Unicredit, prima a livello nazionale e poi anche regionale, rappresenta un passo importantissimo per far sì che il Superbonus 110% e gli altri incentivi similari vengano sfruttati pienamente dai cittadini interessati a fare lavori sugli immobili, che così potranno usufruire più facilmente della possibilità di cedere all’intermediario finanziario il credito maturato verso il fisco. Ma sappiamo tutti che, per quanti sforzi facessimo, tutto sarebbe inutile se da parte delle istituzioni non ci fosse un atteggiamento favorevole. Il ruolo che avranno la Regione e i Comuni in questa partita, infatti, sarà fondamentale. Da una parte stiamo chiedendo alla Regione di affiancare al Superbonus progetti di rigenerazione urbana nelle principali città dell’Umbria all’interno di strumenti già previsti dalla normativa nazionale, come ad esempio il Programma innovativo per la qualità dell’abitare. Se la Regione decidesse di svolgere un ruolo di regia per facilitare il coinvolgimento del maggior numero di enti locali sarebbe tutto più semplice. Dall’altra sollecitiamo i Comuni a semplificare e velocizzare le procedure burocratiche relative al superbonus. Sarebbe un ottimo punto di partenza – conclude Renato Cesca – per un progetto più ampio di semplificazione della pubblica amministrazione di cui c’è tanto bisogno.”

 

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Febbraio 17, 2021
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Subito RISTORI REGIONALI alle IMPRESE in crisi

Far riaprire al più presto tutte le attività sospese

ristori imprese in crisi

“Condividiamo la richiesta al governo, avanzata in questi giorni dalla presidente della giunta regionale, di prevedere ristori più estesi alle imprese, soprattutto a quelle rimaste fuori dai decreti, ma il rischio è che l’ossigeno arrivi quando il paziente è ormai in coma irreversibile o addirittura morto. È assolutamente indispensabile, perciò, che la Regione anticipi questi ristori alle imprese dei settori più colpiti, stremate dopo un anno di inattività, o quasi.

È la richiesta avanzata da Cna Umbria e Confartigianato imprese Umbria, nel momento in cui la gravità della situazione epidemiologica nella regione ha dato origine a ulteriori inasprimenti nei confronti dell’operatività delle imprese. Misure di cui, al momento, è difficile ipotizzare la durata ma molto facile prevedere gli effetti.

“Le pesanti restrizioni dell’ultimo Dpcm e le conseguenze dell’ordinanza regionale del 6 febbraio, che ha instaurato la zona rossa in buona parte dell’Umbria, mettono in ginocchio interi settori economici già stremati da un anno terribile – dichiara Renato Cesca, presidente di Cna Umbria -. Non solo commercio e ristoranti, ma anche bar, estetiste, toelettatori, palestre che vengono aperti e chiusi da mesi come se fossero interruttori, e ora completamente fermi. E che si aggiungono alla schiera dei tanti operatori che non hanno mai di fatto ripreso l’attività, come il settore del trasporto persone. Oppure alle varie attività artigianali e dei servizi alla persona ubicati all’interno dei centri commerciali, obbligate da mesi a rimanere chiuse nei festivi e prefestivi, quindi nei giorni di maggior incasso.”

“Non è più possibile aspettare – aggiunge Mauro Franceschini, presidente di Confartigianato imprese Umbria -, il rischio concreto è di trasformare in deserto un patrimonio di imprese e mettere sul lastrico intere famiglie. Noi crediamo che occorra far entrare velocemente nelle casse delle imprese di questi settori i sussidi necessari a sostenerle e attuare un piano efficace che tuteli la salute di tutti noi e eviti nuove, drastiche chiusure. È indispensabile, quindi, che in attesa di ulteriori, auspicabili ristori da parte del nuovo governo nazionale, la Regione Umbria definisca subito un nuovo provvedimento con le misure necessarie a sostenere queste categorie maggiormente danneggiate dalle nuove chiusure e dal protrarsi della pandemia. Bene la previsione di una misura ad hoc per il commercio appena annunciata dall’assessore Fioroni, ma è urgente allargare il piano d’azione anche agli altri settori in sofferenza, tra cui l’artigianato.”

Per Cna e Confartigianato “vanno prese anche misure di sistema, a partire dai controlli. Sono gli stessi operatori a chiederlo. I ristoratori, ad esempio, sono disposti ad accettare misure ulteriori pur di poter tornare a fare il proprio lavoro. Chiedono però che quegli stessi controlli siano fatti anche fuori, nelle piazze e nelle strade. Così come i centri estetici, chiusi in zona rossa per una scelta che non si comprende visto che si tratta di un settore con protocolli anti-contagio tra i più sicuri e ben lontano dal generare assembramenti. Le imprenditrici dell’estetica chiedono almeno più controlli su un esercito di operatrici abusive che si muove in libertà. E, come chiediamo da tanto, più ispezioni anche nelle aree di attesa degli autobus per far ripartire la scuola, obiettivo che dobbiamo darci tutti come prioritario e, con essa, le imprese del trasporto persone. Le operazioni di screening e tracciamento, il funzionamento delle terapie intensive e il piano di vaccinazione – concludono Cesca e Franceschini -, speriamo faranno il resto nel più breve tempo possibile.”

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Febbraio 13, 2021
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IMPRESE, CALI di FATTURATO e MANCANZA di LIQUIDITÀ

Preoccupano anche le previsioni 2021

sui fatturati delle imprese umbrecalo fatturato imprese e mancanza liquidità

“Pesanti cali di fatturato, mancanza di liquidità e difficoltà ad accedere a nuove linee di credito. Per le imprese umbre è questo il triste bilancio al termine del primo anno di pandemia da Covid 19. Quel che è peggio è che le previsioni per i primi mesi del 2021 non lasciano troppe speranze su un’inversione di tendenza e molte imprese non sono in grado di elaborare nuove strategie per riposizionarsi. Perciò è necessario intervenire con urgenza, oltre che sul sostegno agli investimenti, anche nella facilitazione per l’accesso al credito per garantire la continuità lavorativa delle aziende in difficoltà.”

Roberto Giannangeli, direttore di CNA Umbria, è preoccupato dal consuntivo 2020 degli effetti economici della pandemia sanitaria, certificati anche dalla seconda parte dell’indagine (la puoi scaricare qui) condotta insieme al centro studi Sintesi che, nei giorni scorsi, aveva già fornito dati drammatici su Pil, investimenti, esportazioni e occupazione .

Oltre il 70% delle imprese umbre nel 2020 ha visto calare il proprio fatturato – puntualizza Giannangeli -, rispetto al 20% che non ha rilevato variazioni e a solo l’8% che ha registrato un aumento. Tra chi ha visto il fatturato scendere, oltre la metà ha registrato un calo oscillante tra il 10 e il 50%, imputabile per la maggior parte al crollo della domanda conseguente alle restrizioni adottate per contenere il contagio da Covid-19. Una contrazione che più del 65% delle imprese prevede sarà confermata anche per i primi mesi del 2021. Senza contare che l’introduzione della zona rossa per tutta la provincia di Perugia e per alcuni comuni del Ternano assesterà un ulteriore colpo alla già scarsa domanda. È comprensibile, quindi, che allo stato attuale la percentuale di imprese umbre intenzionate a investire nel 2021 arrivi appena al’8%.”

Il calo dei fatturati ha provocato nelle imprese una diffusa mancanza di liquidità, favorita anche dall’aumento del costo delle materie prime e dei semilavorati provocato dalla riduzione dei rapporti commerciali con l’estero.

Ben il 70% delle imprese ha denunciato una mancanza di liquidità nel 2020, a cui in molte hanno cercato di sopperire, laddove possibile, intervenendo sui tempi di pagamenti verso i fornitori, oppure con nuovi prestiti bancari o l’immissione di capitali accantonati. La moratoria sui mutui, tuttora in corso, ha rappresentato sicuramente una boccata di ossigeno. Ma, come era già successo con la crisi economica iniziata nel 2008 e proseguita per un decennio, anche in questa circostanza purtroppo è emersa una crescente difficoltà di accesso a nuove linee di credito che ha interessato trasversalmente le imprese di ogni settore e dimensione.”

Non va meglio sulle strategie di contrasto che le imprese intendono adottare per fronteggiare la situazione.

Oltre il 42% delle imprese non ha alcuna strategia su come contrastare gli effetti economici negativi provocati dalla pandemia, semplicemente perché legato a una domanda interna stagnante. Poi c’è un 12% che sta cercando di reagire attraverso un ampliamento dei canali di vendita e modificando i metodi di fornitura e consegna: sono quelle imprese per le quali la digitalizzazione e l’introduzione dell’e-commerce stanno facendo una grande differenza. Altre imprese (l’11%) stanno riorganizzando i processi produttivi o gli spazi commerciali, mentre un altro 10% di aziende sta studiando nuovi prodotti o servizi attraverso l’introduzione di nuovi processi produttivi.”

Purtroppo, arriva quasi al 10% la percentuale di imprese intenzionata a ridurre il numero di dipendenti.”

“In questa situazione la nostra associazione è pronta a lavorare insieme alle istituzioni regionali, alle altre associazioni di categoria e alle forze sociali, per trovare percorsi innovativi condivisi tesi a facilitare l’innovazione di tutte le imprese che hanno già individuato una propria strategia aziendale e per sostenere la concessione di nuova liquidità alle imprese in difficoltà. Il primo passo da fare resta comunque la definizione di un processo che ci porti ad uscire dalla pandemia sanitaria il più presto possibile o, in alternativa – conclude il direttore di Cna Umbria -, ad adottare un percorso che renda possibile alle imprese lo svolgimento dell’attività lavorativa, anche attraverso l’introduzione di misure di sicurezza sanitaria più stringenti e maggiori controlli.

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Febbraio 10, 2021
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