Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa
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SPOSTAMENTI tra COMUNI e ARTIGIANI di fiducia

Dopo CNA Umbria, che dall’inizio delle nuove restrizioni sta chiedendo alle Prefetture di Perugia e Terni e all’Anci un chiarimento sulla possibilità per i cittadini di effettuare spostamenti tra Comuni per raggiungere i propri artigiani di fiducia , oggi interviene la CNA Nazionale con una lettera al Presidente del Consiglio e al ministro dell’Economia.

“La CNA ritiene che, nella piena osservanza dei protocolli di sicurezza, i cittadini possano recarsi da artigiani di fiducia che non svolgono attività in grado di determinare assembramenti“, com’è il caso di acconciatori, estetiste, lavanderie, autoriparatori etc…

Un po’ ovunque si stanno registrando nel Paese provvedimenti di deroga al divieto di effettuare spostamenti tra Comuni, soprattutto nelle zone arancione e rossa. Questo anche perché la presenza di tanti Comuni e le caratteristiche geografiche dell’Italia rendono inevitabile una grande interazione economica e sociale tra cittadini residenti in Comuni differenti.

Diventa perciò urgente “un intervento del governo per rendere omogenee le decisioni eventualmente differenti assunte dalle autorità amministrative sul territorio.”

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Novembre 20, 2020
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Più RISORSE per l’ECONOMIA in AFFANNO

risorse per economia

Renato Cesca, presidente CNA Umbria

“Sicurezza sanitaria, ristori regionali, nuovi investimenti e digitalizzazione delle imprese e della pubblica amministrazione per superare le difficoltà attuali.

A chiederle è Renato Cesca, presidente di Cna Umbria, che interviene all’indomani della presentazione del drammatico rapporto di Bankitalia sulla situazione economica della regione, per la quale si prevede nel 2020 un calo del Pil di 11 punti, superiore di un punto e mezzo a quanto si attende per l’Italia.

“È un momento di grande incertezza – afferma Renato Cesca – tranne casi particolari le attività imprenditoriali nel loro insieme si stanno bloccando, in parte per effetto dei decreti governativi e delle ordinanze regionali, ma anche per mancanza di domanda. Infatti le esportazioni sono in calo, i timori per la propria salute e per la tenuta economica del Paese portano le persone a non uscire e a consumare meno. Non possiamo fare altro che lavorare insieme per superare l’impasse. Il tema dei ristori per le categorie danneggiate dal blocco delle loro attività deve essere la priorità. Sappiamo che si tratta di un tema soprattutto nazionale, ma l’esperienza ci sta dimostrando che in tema di ristori nelle norme ci sono molte lacune e settori che, pur penalizzati, restano esclusi dai sostegni economici. Crediamo che, in una fase così delicata, anche la Regione Umbria si debba dotare di un fondo proprio attraverso il quale garantire risposte a tutti quei piccoli imprenditori, tra i quali tanti artigiani, che potrebbero trovarsi in serie difficoltà economiche nei prossimi mesi. Ma la Regione può fare molto anche per far tornare la fiducia, innanzitutto sostenendo la realizzazione di nuovi investimenti. Il modo più veloce per farlo, e da imprenditore posso garantire che la velocità non è una variabile di poco conto, è quello di rifinanziare i bandi pubblicati nei mesi scorsi, andando ad esaurire tutte le graduatorie, a partire dal bando Bridge to digital e dai Pia (progetti integrati aziendali). Questo significherebbe permettere la partenza di almeno 400 progetti imprenditoriali, contribuendo a creare nuove certezze.”

Anche in tema di digitalizzazione l’emergenza pandemica ha portato a un’accelerazione dei processi.

Tutte le imprese, anche le più piccole – prosegue Cesca -, a loro modo stanno cercando nuove vie per continuare a lavorare, soprattutto attraverso una digitalizzazione forzata finalizzata ad aumentare le vendite o a ridurre i costi aziendali. Digitalizzare per le imprese significa agire contemporaneamente sul fronte strategico, su quello organizzativo ma anche sull’ingegnerizzazione dei processi. Però non tutti hanno le risorse per farlo. Ecco perché auspichiamo che la Regione, anche rivedendo le proprie priorità in tema di sostegni all’economia, avvii subito un bando per sostenere la digitalizzazione di tutte le imprese con misure più corpose rispetto ai bandi precedenti. Per le imprese più piccole, ad esempio, servirebbero incentivi all’acquisizione di consulenze specialistiche, che rappresentano anche il modo più semplice per dare vita a una collaborazione interessata, l’unica che funzioni davvero, tra imprese manifatturiere, commerciali e digitali.”

Digitalizzare significa anche formare nuove competenze. “Su questo versante la Regione ha già stanziato risorse importanti, che però andrebbero incrementate con una formazione destinata soprattutto a imprenditori e lavoratori. Infine, last but not least, c’è la questione della sicurezza sanitaria – aggiunge il presidente di Cna Umbria -. In Umbria e nel Paese siamo arrivati ad affrontare la seconda ondata non adeguatamente preparati all’urto dell’incremento esponenziale dei contagi, per cui oggi più che mai è necessario lavorare insieme, istituzioni, enti locali, maggioranza, opposizioni e parti sociali, per evitare il corto circuito del sistema sanitario e per garantire le cure più adeguate sia ai contagiati dal Covid-19 che a tutti gli altri. Come CNA – conclude Cesca – proveremo a dare un ulteriore piccolo contributo anche su questo versante nel corso delle prossime settimane.”

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Novembre 14, 2020
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ABUSIVISMO, un PROTOCOLLO anche a TERNI

protocollo abusivismo

Laura Dimiziani, CNA – Responsabile territoriale dell’attuazione del Protocollo

Dopo Perugia, firmato anche per la provincia di Terni un protocollo contro il fenomeno dell’abusivismo. Anche in questo caso a sottoscriverlo sono stati CNA Umbria, la Prefettura e l’Agenzia delle Dogane e Monopoli.

Già operativo l’indirizzo di posta elettronica abusivismo@cnaumbria.it al quale sarà possibile segnalare, anche in forma anonima, episodi di abusivismo commerciale o di contraffazione e altre situazioni di irregolarità legate a questi fenomeni.

Attivato, inoltre, il numero verde dedicato 800 699 790, al quale rivolgersi per tutte le informazioni sull’iniziativa. Sia la casella di posta che il numero verde sono gestiti da CNA Umbria.

Le segnalazioni ricevute saranno trasmesse alle autorità competenti per verifiche e approfondimenti.

Per il presidente di CNA Umbria Renato Cesca “l’abusivismo è il principale problema con cui devono fare i conti specialmente le micro e piccole imprese di servizi, come operatori del settore benessere – acconciatura ed estetica, impiantisti, tagliaboschi. Anche la contraffazione rappresenta un grave danno specie per le produzioni di eccellenza che esprimono il Made in Italy. Esprimiamo soddisfazione per la collaborazione stretta e sinergica con la Prefettura e con l’Agenzia delle Dogane, e per loro tramite con tutti gli organi preposti al controllo, che oggi viene stabilita attraverso la sottoscrizione del Protocollo contro l’abusivismo e la contraffazione. Nel momento in cui ci troviamo di fronte a nuove restrizioni alle attività economiche è importante rafforzare e mettere in evidenza un impegno condiviso a sostegno di tutti gli operatori che lavorano nella trasparenza e nell’osservanza delle regole”.
Per Laura Dimiziani, responsabile territoriale dell’attuazione del Protocollo d’intesa per CNA Umbria, “l’indirizzo di posta elettronica rappresenta uno strumento di facile accessibilità, a disposizione delle imprese e dei cittadini, che, anche nell’anonimato, possono così contribuire a far emergere il più possibile casi di irregolarità che penalizzano chi lavora nel rispetto della legalità.”

Il Prefetto di Terni, Emilio Dario Sensi, ha rimarcato come “l’attenzione ai predetti fenomeni assuma una portata quanto mai attuale nell’odierna congiuntura socio- economica, imponendosi come prioritario obiettivo da perseguire da parte delle Istituzioni e delle associazioni rappresentative di categoria.”
Anche il Direttore Territoriale Dogane e Monopoli, Roberto Chiara, ha evidenziato “l’importanza del protocollo, che consente le sinergie necessarie tra autorità ed enti per combattere al meglio fenomeni gravi come quello della contraffazione, che danneggia non solo le aziende, il loro fatturato e la loro immagine, ma anche gli stessi consumatori per i rischi connessi alla scadente qualità dei prodotti e quelli potenziali alla loro salute.”
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Novembre 11, 2020
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COVID-19, l’UMBRIA é nella zona GIALLA

umbria zona gialla

L’Umbria è stata qualificata come zona gialla nella nuova classificazione delle Regioni italiane fondata sull’indice di rischio Covid-19.

Ecco la suddivisione in tre diversi colori delle Regioni:

  • Area gialla:
    • Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Province di Trento e Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto.
  • Area arancione:
    • Puglia, Sicilia.
  • Area rossa:
    • Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta

Dopo il nuovo DPCM del 3 novembre 2020, dunque, per l’Umbria non cambia niente rispetto al precedente decreto e all’ordinanza della Regione, tranne il coprifuoco previsto su tutto il territorio nazionale dalle ore 22:00 alle ore 05:00, l‘asporto permesso fino alle 22 e l’invito a spostarsi solo se necessario.

Per gli spostamenti durante la durata del coprifuoco, consentiti esclusivamente per motivi di lavoro e salute, è necessario compilare una autocertificazione (scaricala qui).

 

 


Se hai bisogno di maggiori informazioni sull’Umbria zona gialla, contatta i nostri uffici territoriali (l’elenco lo trovi qui).

 

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Novembre 05, 2020
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“SCONGIURIAMO un secondo LOCKDOWN”

Appello delle associazioni dell’artigianato e del commercio, che chiedono un tavolo di concertazione per scongiurare una seconda chiusura

lockdown

Mauro Franceschini – Giorgio Mencaroni – Renato Cesca

Il sistema produttivo non reggerebbe di fronte a un secondo lockdown, che va evitato almeno quanto il contagio. Bisogna fare l’impossibile per trovare una strategia di convivenza con il Covid-19 senza cancellare, in un solo colpo, migliaia di imprese e di posti di lavoro.”

La dichiarazione arriva dai presidenti delle principali sigle dell’artigianato e del commercio, Renato Cesca, Mauro Franceschini e Giorgio Mencaroni, rispettivamente alla guida di Cna, Confartigianato e Confcommercio.

“Non esistono ristori in grado di tenere dignitosamente in piedi le imprese costrette alla serrata e preservare i posti di lavoro dei loro dipendenti, nonostante lo strumento della cassa integrazione speciale, il cui meccanismo di erogazione, peraltro, sta rivelando enormi lacune – afferma Giorgio Mencaroni -. Oltretutto, questo mini lockdown introdotto con l’ultimo Dpcm sta già producendo effetti non solo sui settori direttamente interessati dalla chiusura, ma anche su altre attività in qualche modo interconnesse, come l’agroalimentare, i trasporti, la cartografia, gli organizzatori di eventi, le lavanderie e altre ancora”.

“Non solo – aggiunge Mauro Franceschini -. Il clima di estrema incertezza causato dalla situazione sta generando uno stallo anche in quei settori che, invece, negli ultimi mesi avevano avuto una buona ripresa, come quello delle costruzioni grazie all’effetto del superbonus. L’unica possibilità che abbiamo per salvarci, perciò, è moltiplicare gli sforzi per trovare un modo condiviso che tuteli al tempo stesso il diritto alla salute e la sopravvivenza del sistema economico. Come associazioni di rappresentanza delle imprese abbiamo il diritto e il dovere di tutelarle dal default e di evitare la cancellazione di migliaia di posti di lavoro. Bene sta facendo la Regione nell’approntare i posti di terapia intensiva concordati con il governo, ma dobbiamo essere consapevoli che probabilmente ne serviranno almeno 180-200 per garantire assistenza non soltanto ai malati Covid, ma anche a tutti gli altri. Quindi vanno messe in cantiere anche le assunzioni di personale sanitario necessario al funzionamento di questi reparti. Inoltre noi crediamo che vadano anche intensificati i controlli sul rispetto delle misure di sicurezza sanitaria e riorganizzato il servizio del trasporto pubblico locale attraverso la riduzione della portata dei bus e l’aumento dei mezzi disponibili.”

“Alla luce del notevole incremento dei contagi – aggiunge Mencaroni – crediamo che la Regione debba rivedere la destinazione delle risorse economiche adottate a sostegno dell’economia, riservando una parte dei 37 milioni messi sul piatto al ristoro delle imprese costrette alla chiusura nonostante l’introduzione, nei mesi scorsi, delle misure di sicurezza concordate tra Governo, Regioni e parti sociali; anche perché da un primo esame del decreto ristori sembrerebbero escluse diverse attività. Un ristoro al quale, secondo noi, dovrebbero dare un contributo anche i Comuni, finanziati abbondantemente dai decreti governativi emanati durante l’emergenza, e che finora hanno fatto poco sia a favore delle imprese che dei lavoratori.”

Per le imprese che vogliono riposizionarsi sul mercato – esordisce Renato Cesca – la priorità è quella di digitalizzarsi. Condividiamo la volontà della Regione di destinare risorse importanti all’aumento delle competenze digitali attraverso la formazione professionale, ma servono soprattutto bandi specifici che, attraverso consulenze digitali e investimenti in software e l’avvio di processi di riorganizzazione permettano alle imprese di potersi riposizionare in un mercato in profonda trasformazione. Quindi sarebbe opportuno un nuovo bando sul digitale con intensità di aiuto maggiore rispetto a quelle previste dal Bridge to digital, la cui graduatoria andrebbe comunque rifinanziata fino ad esaurimento. Lo stesso andrebbe fatto con i bandi Pia (progetti integrati aziendali) se la Regione vuole far ripartire gli investimenti. Anche in questo caso, infatti, su 95 progetti presentati, ne sono stati finanziati solo 40. Siamo consapevoli che esiste anche qualche impresa medio-grande per cui rivestono rilevanza la ricerca e sviluppo, ma in questo momento riteniamo impensabile destinare risorse solo su questo tipo di misure. Da ultimo vorrei anche ricordare che esistono già graduatorie di bandi per la realizzazione di investimenti nelle aree terremotate non finanziati adeguatamente, che dovrebbero essere riconsiderate visto che nelle aree colpite dal sisma il prezzo pagato da imprese e lavoratori è anche maggiore”.

“Siamo arrivati a un punto – concordano i tre presidenti di Confcommercio, Confartigianato e Cna – in cui la collaborazione tra tutte le parti in causa è l’unico modo per provare a uscire dignitosamente dal periodo forse più buio della nostra vita. Ecco perché – concludono – riteniamo che vada istituito subito un tavolo di concertazione che possa decidere sulle misure future da adottare per fronteggiare l’emergenza.”

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Ottobre 30, 2020
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Decreto RISTORI, le misure FISCALI

decreto ristori fiscale

 

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il decreto Ristori  che contiene aiuti per le imprese costrette alla chiusura totale o parziale dall’ultimo D.P.C.M..

Ma vediamo quali sono le principali misure di carattere fiscale.

Contributo a fondo perduto:

Previsto un nuovo contributo a fondo perduto a favore dei soggetti appartenenti ai settori interessati dal mini lockdown (individuati attraverso i codici ATECO).

Il contributo spetta se il fatturato del mese di aprile 2020  è inferiore ai 2/3 del fatturato dell’aprile 2019. Il contributo spetta anche per coloro che hanno attivato la partita Iva dal 1° gennaio 2019.

I soggetti che hanno già beneficiato del contributo a fondo perduto previsto dal decreto Rilancio, riceveranno il ristoro dall’Agenzia delle Entrate direttamente sul conto corrente bancario o postale usato per l’altro contributo.

Coloro che, invece, non avevano chiesto contributo a fondo perduto previsto dal decreto Rilancio, riceveranno il ristoro presentando un’istanza all’Agenzia delle Entrate.

L’importo del contributo varierà dal 100 al 400% di quanto ricevuto in precedenza, in funzione del settore di attività, fino a un massimo di 150mila euro.

Tax credit vacanze

Il bonus vacanze è stato prorogato fino al 30 giugno 2021: ricordiamo che si può utilizzare per pagare servizi turistico ricettivi sul territorio nazionale. Saranno prese in considerazione le domande presentate entro il 31 dicembre 2020.

Credito d’imposta affitto

Per le imprese colpite dal mini lockdown il credito di imposta sugli affitti per gli immobili NON a uso abitativo è esteso ai mesi di ottobre, novembre e dicembre .

Seconda rata IMU

Per le attività interessate dalle restrizioni dall’ultimo DPCM viene cancellata la seconda rata dell’IMU 2020 relativa agli immobili e alle pertinenze in cui si svolgono le attività, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate

Proroga termine 770

Prevista anche la proroga al 10 dicembre 2020 del termine di presentazione del 770 relativo all’anno di imposta 2019.

Sospensione procedure esecutive prima casa

Viene sospesa fino al 31/12/2020 in tutto il territorio nazionale ogni procedura esecutiva per il pignoramento immobiliare avente ad oggetto l’abitazione principale del debitore.


Per maggiori informazioni contatta i nostri esperti fiscali presenti in tutti i nostri uffici territoriali.

 

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Ottobre 30, 2020
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ISOLAMENTO e QUARANTENA da COVID: cosa c’è da sapere

isolamento quarantena covid

Il ministero della salute, a causa del peggioramento della situazione epidemiologica, ha modificato le indicazioni per la durata e il termine dell’isolamento e della quarantena.

Le imprese, nel caso in cui una persona presente in azienda sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria quali la tosse, dovranno procedere secondo quanto previsto dal punto 11 del Protocollo Condiviso di regolamentazione e indicato nel protocollo di sicurezza anti-contagio aziendale:

  1. far indossare al soggetto una mascherina chirurgica, nel caso non la indossasse;
  2. procedere al suo isolamento, in in uno spazio identificato, segnalato ed indicato nel protocollo di sicurezza aziendale;
  3. avvertire subito le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il COVID-19 forniti dalla Regione o dal Ministero della Salute;
  4. nel caso in cui un lavoratore risulti positivo al COVID-19, deve informare subito l’azienda in cui lavora, la quale collabora con le Autorità sanitarie per individuare gli eventuali “contatti stretti”, così da applicare le necessarie misure di quarantena. Nel periodo dell’indagine, l’azienda potrà chiedere agli eventuali possibili contatti stretti di lasciare cautelativamente lo stabilimento, secondo le indicazioni dell’Autorità sanitaria.

 

Ma cosa si intende esattamente per isolamento e quarantena?

 

Isolamento:  separazione delle persone infette dal resto della comunità per la durata del periodo di contagiosità, in ambiente e condizioni tali da prevenire la trasmissione dell’infezione.

Quarantena:  restrizione dei movimenti di persone sane per la durata del periodo di incubazione, ma che potrebbero essere state esposte ad un agente infettivo o ad una malattia contagiosa, con l’obiettivo di monitorare l’eventuale comparsa di sintomi e identificare tempestivamente nuovi casi.

I vari casi:

  • positivi asintomatici: sono le persone risultate positive al Covid-19 ma che non hanno alcun sintomo della malattia
  • positivi sintomatici: sono le persone positive al Covid-19 e cn sintomi della malattia
  • positivi a lungo termine: sono le persone che, pur non presentando più sintomi, continuano a risultare positive al test molecolare per Covid-19.
  • Contatti stretti asintomatici: sono i contatti stretti di persone positive al Covid-19 confermati e identificati dalle autorità sanitari.

 

Chi è il contatto stretto? (esposizione ad alto rischio) di un caso probabile o confermato:

  • una persona che vive nella stessa casa di un caso COVID-19;
  • una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso COVID-19 (per esempio la stretta di mano);
  • una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso COVID- 19 (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati);
  • una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di almeno 15 minuti;
  • una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) con un caso COVID-19 in assenza di DPI idonei;
  • un operatore sanitario o altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso COVID-19 oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso COVID-19 senza l’impiego dei DPI raccomandati o mediante l’utilizzo di DPI non idonei;
  • una persona che ha viaggiato seduta in treno, aereo o qualsiasi altro mezzo di trasporto entro due posti in qualsiasi direzione rispetto a un caso COVID-19;
  • sono contatti stretti anche i compagni di viaggio e il personale addetto alla sezione dell’aereo/treno dove il caso indice era seduto.

È obbligo dei lavoratori dell’azienda, al fine di prevenire la diffusione del Coronavirus, comunicare tempestivamente al Datore di Lavoro eventuali situazioni di rischio contagio inerenti al COVID-19, sia in ambito lavorativo che extra lavorativo.

Il Datore di Lavoro provvederà a tenere contatti con il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica della USL e con il medico competente.


Hai bisogno di chiarimenti?
Noi ti consigliamo di mettere a punto la procedura per la gestione dei contagi da Covid-19 nella tua azienda

Contatta i nostri esperti nella gestione dell’emergenza Coronavirus presenti in tutti i nostri uffici territoriali.

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Ottobre 30, 2020
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Su CNA INFORMA TV si parla dell’ultimo DPCM

Torna giovedì 29 ottobre l’appuntamento televisivo con CNA Umbria Informa, in onda alle ore 20:30 sul canale 10 del digitale terrestre (Umbria Tv), per parlare delle restrizioni imposte dall’ultimo Dpcm, che ha decretato la chiusura totale di palestre e piscine e la serrata alle ore 18:00 per bar e ristoranti, e di come coniugare la sicurezza sanitaria e l’economia.

A parlarne in studio con la conduttrice Noemi Campanella, ci saranno Marina Gasparri, responsabile regionale di CNA Turismo e Cultura, e Paolo Ortolani, imprenditore della ristorazione.

In collegamento Skype saranno presenti anche i consiglieri regionali Valerio Mancini e Tommaso Bori, rispettivamente capogruppo della Lega e del Partito Democratico all’Assemblea legislativa dell’Umbria.

Sintonizzati anche tu!

 

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Ottobre 28, 2020
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COVID, a PAGARE sono sempre le IMPRESE

Chiediamo la modifica delle restrizioni per ristoranti, palestre e cinema, un aumento dei controlli e la ri-pianificazione scientifica di alcuni servizi, iniziando dai trasporti.

Roberto Giannangeli, direttore di CNA Umbria

“Capiamo bene le preoccupazioni per l’impennata dei contagi delle ultime due settimane e per la possibile veloce saturazione dei posti letto nelle terapie intensive, ma non possono essere sempre le imprese private e i loro dipendenti a pagare il conto. Urge una ripianificazione scientifica di alcuni servizi, maggiori controlli – anche attraverso il tracciamento obbligatorio degli spostamenti -, l’adeguamento delle terapie intensive e, in ultimo, un freno agli allarmismi quotidiani considerando che oltre il 50% dei nuovi contagiati è asintomatico.”

È preoccupato Roberto Giannangeli, il direttore di Cna Umbria. Ancora una volta, di fronte al peggiorare dei dati sanitari, i sacrifici maggiori vengono chiesti a chi ha un’attività in proprio e ai suoi dipendenti.

“Vorremmo capire su quale base oggettiva sia stato deciso che palestre, cinema e affini debbano restare permanentemente chiusi e i bar e ristoranti debbano abbassare le saracinesche alle 18, quando per molti di loro inizia il vero lavoro. Esistono dei dati che provano che i contagi partano soprattutto da questo tipo di attività? Se esistono alziamo le mani, ma se non ci sono prove oggettive le nuove misure contenute nell’ultimo Dpcm non hanno senso. Pensiamo a tutte le risorse investite da questi imprenditori per adeguare i locali e riprogrammare la gestione della loro attività sulla base delle misure sanitarie necessarie a prevenire i contagi; pensiamo anche agli ulteriori investimenti per rifornire il magazzino, come nel caso dei ristoranti per assicurare la ripartenza dopo il lockdown di primavera. Imporre di non lavorare dopo le 18 equivale, per la gran parte di loro, a chiudere bottega visto che per moltissimi sono proprio le ore serali quelle in cui l’attività si volge appieno. Per i lavoratori la parziale copertura dei mancati guadagni è garantita dalla cassa integrazione, al netto degli imperdonabili ritardi con cui viene erogata. Ma per gli imprenditori, i ristori assicurati finora sono solo un palliativo che probabilmente, anche stavolta, arriverà troppo tardi. Per quanto riguarda il mondo dello spettacolo addirittura non c’era ancora stata una vera ripartenza. Dietro l’angolo c’è solo il fallimento e la perdita di tantissimi posti di lavoro.”

Il direttore di Cna Umbria è polemico anche sulla questione della chiusura delle scuole e dell’organizzazione dei trasporti.

“L’esperienza di questo primo mese e mezzo sta dimostrando che la scuola in sé non rappresenta un serio rischio di contagio. Il problema semmai è fuori – incalza Giannangeli -, soprattutto durante l’uscita, quando non sono previsti controlli né nelle adiacenze degli istituti scolastici, né in prossimità delle fermate degli autobus per impedire che si verifichino assembramenti e che l’utilizzo della mascherina diventi un optional. Piuttosto vanno riprogrammati e scaglionati scientificamente gli orari di entrata e uscita e ridotta ulteriormente la capacità di portata degli autobus, con contestuale aumento delle corse attraverso l’uso massiccio dei mezzi delle imprese private. La stessa mancanza di controllo la riscontriamo anche nelle zone della città dove si concentra la socialità, giovanile e non. Cominciamo da qui. Come associazione stiamo facendo pressione sul governo affinché vengano riviste le misure emanate con l’ultimo Dpcm e riorganizzati i trasporti. Come mondo delle imprese, se necessario, ci rendiamo anche disponibili a rivedere in maniera eventualmente più restrittiva i protocolli di sicurezza. Ma basta chiusure generalizzate di interi comparti.”

“Inoltre invitiamo con forza la Regione a procedere urgentemente all’aumento dei posti letto in terapia intensiva dagli attuali 93 ai 126 concordati con il Governo nei mesi scorsi. Altre Regioni lo hanno fatto, in primis l’Emilia Romagna e il Veneto.”

“Infine, sottolineiamo che in una fase così delicata le imprese avrebbero bisogno di una pubblica amministrazione che sappia stare loro vicino. Invece i tempi di tutti gli adempimenti amministrativi si stanno allungando vertiginosamente, segno evidente che lo smart working dei dipendenti pubblici non sempre garantisce risultati adeguati. Non tutti – conclude amaro il direttore di Cna Umbria – sembrano ancora avere l’esatta percezione che a una chiusura massiva delle imprese corrisponderebbe il fallimento dello Stato.”

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Ottobre 27, 2020
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Nuova ordinanza: chiusura domenicale dei centri commerciali e negozi al dettaglio

La Presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, ha emesso una nuova ordinanza al fine di limitare le occasioni di diffusione del virus, sentito il Ministero della Salute e in coerenza con quanto previsto dal decreto legge che permette alla Regione di adottare misure restrittive rispetto al quadro normativo nazionale in tema di contenimento del contagio Covid.

Tra i provvedimenti presi vi sono:

  • la chiusura domenicale dei centri commerciali nonché di tutte le attività di vendita al dettaglio, alimentare e non alimentare, tranne farmacie, edicole, tabaccherie,  rivendite di  generi di monopolio. La chiusura domenicale non si applica alle tutte le attività artigianali;
  • il divieto dell’esercizio domenicale di ogni attività commerciale esercitata su aree pubbliche;
  • l’esenzione dalla chiusura domenicale, solo per il primo novembre, del commercio al dettaglio di fiori e piante; sospese tutte le gare e  competizioni  riconosciute di interesse regionale, provinciale o locale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, in relazione agli sport di contatto individuati con provvedimento del Ministro dello Sport del 13 ottobre 2020 e svolti dalle associazioni e società dilettantistiche (che potranno continuare a sostenere allenamenti in forma individuale);
  • la limitazione a 30 presenti, distanziati e in forma statica, per le cerimonie a carattere istituzionale, non rinviabili, organizzate da pubbliche amministrazioni;
  • il divieto di svolgere attività realizzate da associazione e circoli culturali e similari, all’aperto e al chiuso, fatta eccezione per la somministrazione di cibo e bevande sino alle ore 24 con consumazione al tavolo, sino alle 18 senza, e comunque in conformità del Dpcm del 18 ottobre.

Si precisa che i bar all’interno dei centri commerciali anche con ingresso autonomo devono rimanere chiusi la domenica, gli altri bar continuano a operare secondo l’ordinanza 65.

L’ordinanza avrà valore sino al 14 novembre prossimo, salvo integrazioni dovute all’andamento della situazione epidemiologica.

Nel caso di situazioni in cui non sia chiara l’applicabilità delle disposizioni dell’ordinanza, si consiglia di contattare le autorità di controllo locali. 

 

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Ottobre 24, 2020
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