Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa
Login
or
Register

RINCARI di GAS e MATERIE PRIME, RIPRESA a RISCHIO

“L’aumento abnorme del prezzo del gas per la produzione di energia elettrica e per il riscaldamento o raffrescamento di abitazioni, uffici pubblici e luoghi di lavoro che, a cascata, sta producendo anche un fortissimo rialzo dei costi di produzione delle materie prime, rischia di arrestare la ripresa economica in atto, ponendo una pesante ipoteca sul futuro di tutti noi.”

È preoccupato Michele Carloni, presidente regionale della CNA, di fronte ai rincari del gas naturale, il cui prezzo medio è passato in sei mesi da 17 a 82 euro al metro cubo.

“Questo – afferma Carloni – si traduce in un incremento di oltre il 400% dei costi energetici sostenuti dalle imprese, che hanno potuto beneficiare solo in parte della mitigazione degli oneri di sistema inseriti nella bolletta dopo il provvedimento adottato dal governo. Noi crediamo che a livello nazionale debbano essere intraprese ulteriori misure a favore delle imprese di produzione, specialmente per quelle della manifattura. Il rischio, infatti, è di trovarci a breve di fronte alla perdita di pezzi importanti delle filiere produttive del made in Italy, dalla meccanica all’agroalimentare, dall’arredo casa alla moda etc…Tra queste, le più penalizzate sono sicuramente quelle che operano in regime di subfornitura, che non possono compensare tale aumento dei costi sul prezzo al cliente finale. Nella stessa situazione si trovano le imprese del settore delle costruzioni, che sono alle prese con il rincaro delle materie prime e all’aumento dei prezzi dei manufatti, proprio a causa dell’incremento dei costi energetici per le imprese che li producono. È indispensabile, pertanto, che il governo adotti ulteriori misure.”

Per il presidente della Cna, però, “in questo scenario possono e devono essere assunte alcune decisioni inderogabili anche a livello regionale. Ci riferiamo, in particolare, alla rapida approvazione dei nuovi piani per i rifiuti e per l’energia, in modo da consentire il raggiungimento dell’indipendenza energetica dell’Umbria attraverso la realizzazione di termovalorizzatori e biodigestori, strategici per la produzione di energia elettrica e bio-metano. Così come deve essere prevista la realizzazione di nuovi impianti alimentati da fonti rinnovabili, dal fotovoltaico all’eolico, fino ad arrivare alle cosiddette comunità energetiche presenti anche nel piano di accompagnamento al Pnrr, vale a dire porzioni di territorio energeticamente indipendenti attraverso l’utilizzo di strumenti diversi a seconda delle caratteristiche del territorio stesso e delle imprese che vi sono ubicate. Sempre a livello regionale è urgente la revisione del prezzario regionale per l’edilizia in tutte le sue componenti, come chiediamo da mesi, per evitare che siano le imprese a dover pagare per intero i contraccolpi degli aumenti straordinari dei materiali usati in edilizia. Questo consentirà alle imprese di far fronte agli impegni e di allontanare la possibilità di contenziosi. Non dimentichiamoci, infine, che oltre alle aziende impegnate in appalti pubblici ci sono migliaia di imprese che hanno sottoscritto contratti con committenti privati che non riescono a rispettare prezzi lievitati, nel frattempo, a dismisura. Quindi – commenta Carloni – ci auguriamo che il nostro appello venga ascoltato e che le decisioni da assumere vengano prese dalla Regione nel più breve tempo possibile.”

Sticky
Dicembre 04, 2021
Commenti disabilitati su RINCARI di GAS e MATERIE PRIME, RIPRESA a RISCHIO

La CRESCITA dell’UMBRIA a CNA INFORMA TV

Nel secondo appuntamento della stagione di CNA INFORMA TV  in onda giovedì 11 novembre 2021 alle ore 20:30 su UMBRIA TV (canale 10 del digitale terrestre) si parlerà della crescita economica dell’Umbria.

La puntata prenderà spunto dall’ultima indagine (puoi scaricarla qui) commissionata da CNA Umbria al centro studi Sintesi che ha fatto il punto sugli effetti del Covid sull’economia della regione.

La trasmissione, condotta da Noemi Campanella, vedrà confrontarsi in studio:

  • MICHELE CARLONI – Presidente di CNA Umbria
  • ROBERTO GIANNANGELI – Direttore di CNA Umbria
  • MICHELE FIORONI – Assessore regionale allo Sviluppo economico

In collegamento via skype ci sarà anche:

  • ALBERTO CESTARI – Ricercatore del Centro studi Sintesi.

Non perderti la puntata, sintonizzati alle 20.30 per guardare CNA INFORMA TV!

Sticky
Novembre 11, 2021
Commenti disabilitati su La CRESCITA dell’UMBRIA a CNA INFORMA TV

EDILIZIA e RINCARI dei PREZZI, il DECRETO

Come noto, lo scorso luglio era stato convertito in legge il decreto che ha introdotto un fondo da 100 milioni di euro per fare fronte ai rincari eccezionali dei prezzi dei materiali usati in edilizia. 

Il fondo si applica nell’ambito dei contratti pubblici che, alla data del 25 luglio 2021 quando il decreto è diventato legge, erano in corso di esecuzione.

Degli ulteriori decreti indispensabili per rendere operativo tale fondo finora ne è stato pubblicato solo uno (puoi scaricarlo qui), quello che definisce le modalità di accesso al fondo in modo da garantire parità di trattamento tra piccole, medie e grandi imprese e la proporzionalità nell’assegnazione delle risorse, che sono state  così ripartite:

    • 34 milioni di euro alla piccola impresa
    • 33 milioni di euro alla media impresa
    • 33 milioni di euro alla grande impresa

Ancora in attesa di pubblicazione il decreto che istituisce:

  • la rilevazione delle variazioni dei prezzi superiori all’8%, sia in aumento che in diminuzione

Non appena sarà pubblicato ne daremo notizia. Infatti, dalla data di pubblicazione, le imprese avranno:

  • 15 giorni di tempo per presentare la richiesta di compensazione
  • 60 giorni di tempo per chiedere di usufruire delle risorse stanziate

Se vuoi maggiori informazioni sui rincari dei prezzi dei materiali per l’edilizia e sulle misure di contrasto contatta:

Sticky
Novembre 09, 2021
Commenti disabilitati su EDILIZIA e RINCARI dei PREZZI, il DECRETO

SUPERBONUS, AZIONI ECLATANTI se NON PROROGATO

“Lo abbiamo già scritto ai parlamentari eletti in Umbria, ai prefetti di Perugia e Terni e alla presidente della giunta regionale: se il Superbonus e gli altri incentivi per la riqualificazione del patrimonio immobiliare non verranno prorogati e se la cessione del credito e lo sconto in fattura non saranno riconfermati, ci prepariamo ad organizzare azioni eclatanti, anche con il coinvolgimento di tutti gli attori della filiera allargata delle costruzioni.”

È durissima la reazione di Cna Costruzioni Umbria alle voci riguardo al ridimensionamento del Superbonus al 110% e dei bonus di minore entità per il miglioramento sismico ed energetico degli edifici.

“Non ci piace lanciare minacce o prove di forza – afferma il responsabile regionale della categoria, Pasquale Trottolini – ma vogliamo salvaguardare strumenti che stanno consentendo di rilanciare un settore, quello delle costruzioni, che scontava una crisi ultra decennale che ha lasciato sul campo migliaia di imprese e di lavoratori. Ma vogliamo anche mettere in guardia dal rischio di fallimento per centinaia di aziende e da danni economici certi per migliaia di proprietari di immobili che non riusciranno a completare i lavori in tempo utile per poter usufruire degli incentivi.”

Nella nota inviata ieri, tra gli altri, ai deputati e senatori eletti in Umbria, che nelle prossime settimane saranno alle prese con la discussione e l’approvazione della legge di bilancio 2022, Cna Costruzioni ha ricordato come “l’utilizzo del Superbonus, teoricamente possibile dal luglio 2020, è stato di fatto impossibile almeno fino ai primi mesi dell’anno in corso a causa dell’inefficienza della pubblica amministrazione e per l’estrema complessità della normativa. Quindi la mancata proroga almeno fino alla fine del 2023 rischia di produrre danni consistenti, a cominciare dai contenziosi che potrebbero scaturire dai contratti sottoscritti dai proprietari immobiliari con i tecnici professionisti, vincolanti anche in caso di lavori non eseguiti per mancanza di tempo.”

Non solo. “La possibilità di avvalersi dello sconto in fattura e della cessione del credito anche nell’utilizzo dei bonus minori in materia di miglioramento sismico ed energetico degli edifici – prosegue Trottolini -, ha reso molto più appetibili strumenti disponibili ormai da anni. Optare per il mancato rinnovo di queste possibilità manderebbe in fumo migliaia di interventi già programmati. Infine, nei giorni in cui, con il G20 e la COP26, l’attenzione mondiale è puntata sui temi della sostenibilità, appare singolare che le scelte del Governo vadano nella direzione opposta. Ricordiamo, infatti, che le abitazioni sono state riconosciute responsabili della maggior parte delle emissioni inquinanti a livello mondiale, ne producono addirittura più dei trasporti.”

Da qui l’appello ai parlamentari affinché, a prescindere dal proprio schieramento politico, portino avanti un’opera di sensibilizzazione all’interno dei rispettivi gruppi parlamentari per far sì che il Superbonus al 110% venga prorogato senza restrizioni fino al 31/12/2023 e la cessione del credito e lo sconto in fattura restino accessibili anche per i bonus minori almeno per tutta la durata del Pnrr (2026), trasformandoli in misure strutturali.

“Come anticipato, qualora il nostro appello dovesse essere ignorato, ci prepariamo a organizzare azioni eclatanti coinvolgendo tutta la filiera larga delle costruzioni, che comprende non solo le imprese edili e gli impiantisti, ma anche i serramentisti, i produttori di materie prime, i geometri, gli architetti, i periti e gli ingegneri. In ballo ci sono tante cose – conclude il responsabile regionale di Cna Costruzioni -: la sopravvivenza delle imprese, ma anche la tutela dell’occupazione, delle disponibilità economiche delle famiglie e la sostenibilità ambientale.”

Sticky
Novembre 05, 2021
Commenti disabilitati su SUPERBONUS, AZIONI ECLATANTI se NON PROROGATO

L’UMBRIA torna a CRESCERE

“Con un incremento stimato del Pil 2021 del 6,1%, superiore persino alla media nazionale, l’Umbria torna finalmente a crescere, con dati sorprendenti soprattutto sui volumi degli investimenti e sui dati export. L’unica nota dolente, purtroppo, è sull’occupazione, ancora in discesa.”

Michele Carloni, presidente di Cna Umbria, presenta l’ultima ricerca commissionata al centro studi Sintesi per indagare lo stato di salute dell’economia regionale nel secondo anno di pandemia da Covid-19.

Il dato più eclatante è sicuramente quello relativo agli investimenti – afferma Carloni -, che nel 2021 tornano a crescere di oltre 15 punti percentuali, riportandosi abbondantemente sopra i livelli pre-Covid. Lo stesso discorso vale per le esportazioni delle imprese umbre, cresciute di quasi il 22% rispetto all’anno scorso. Purtroppo non possiamo dire altrettanto dei dati occupazionali, che nell’anno in corso subiscono un calo di un ulteriore 1,86% e, rispetto al 2019, registrano una diminuzione del numero di addetti di ben 9mila unità (- 3,5%). Si tratta di una perdita più contenuta rispetto alla media del Paese (- 4%), ma che ci porta a dire che ci troviamo in presenza di una ripresa senza occupazione. Il fatto che non si torni a creare occupazione dipende essenzialmente dal fatto che le offerte di lavoro provenienti dalle nostre imprese non incontrano le esigenze di molti giovani in cerca di occupazione, né quelle di disoccupati che preferiscono restare alla finestra e contare su ammortizzatori sociali come la Naspi o il reddito di cittadinanza, che sono strumenti sicuramente idonei a combattere la povertà e a ridurre le disuguaglianze, ma necessitano di essere cambiati radicalmente nel loro funzionamento. Lo stesso vale in quei casi in cui ci troviamo di fronte a casse integrazioni speciali che vanno avanti da decenni con una proroga dietro l’altra. L’esigenza delle imprese umbre è di trovare manodopera che, se non specializzata, sia almeno motivata a impegnarsi in un lavoro produttivo.”

I dati della ricerca sono stati illustrati da Alberto Cestari, ricercatore di Sintesi.

“Per quanto riguarda il Pil si prevede un’ulteriore crescita del 4,2% anche nel 2022. Sul fronte dei consumi delle famiglie, l’anno in corso si chiude in ripresa (+ 5,5%) rispetto al 2020, ma siamo ancora lontani dai valori pre-Covid, che si stima saranno recuperati solo il prossimo anno. Come diceva il presidente di Cna Umbria – prosegue Cestari – il dato degli investimenti è molto significativo e anche per il 2022 si prevede che cresca di altri sei punti abbondanti. Per quanto riguarda la demografia delle imprese, il loro numero aveva superato quello del 2019 già lo scorso mese di agosto, portando il numero delle imprese attive a 80.310. Calano quelle del commercio e della manifattura, mentre aumentano nel comparto dei servizi, sia tradizionali che innovativi, e nelle costruzioni. Nel complesso sono diminuite le cessazioni. Ottimi i dati relativi all’export, che quest’anno recupera non solo tutto quello che aveva perso nel 2020, ma supera dell’1% i livelli del 2019. Cambia la composizione dei comparti con le migliori performance nelle esportazioni: aumentano soprattutto le produzioni della metallurgia (+ 17%), mentre si riducono quelle del made in Italy, fatta eccezione per le imprese del sistema casa e per il settore della carta e stampa. Bene anche le presenze turistiche, che nei primi 8 mesi del 2021 sono cresciute del 26%, ma resta ancora molto da recuperare rispetto al 2019, soprattutto a causa della forte contrazione della presenza degli stranieri.”

“I dati – continua Carloni – rispecchiano esattamente le tendenze che avevamo riscontrato tra le imprese associate alla Cna. La ripresa in atto è importante, e un ruolo di primo piano lo stanno giocando sicuramente le imprese del comparto delle costruzioni, il cui numero è in crescita. Perciò invitiamo le istituzioni e la politica tutta a valutare attentamente i provvedimenti da adottare con la prossima legge di stabilità, a cominciare dal Superbonus, perché l’impatto delle costruzioni, coinvolgendo una filiera ampia che comprende anche alcune imprese manifatturiere e settori del commercio, è molto superiore a quello che ci dicono i numeri. Sulla ripresa hanno influito positivamente anche alcuni strumenti adottati nel 2021 a livello regionale. Quello che serve ora per far sì che il trend di crescita si stabilizzi – conclude Michele Carloni – è una corretta programmazione delle risorse comunitarie 2021-2027 e una forte attrazione delle risorse nazionali del Pnrr.

Scarica la ricerca qui

Leggi la rassegna stampa sui quotidiani

Sticky
Novembre 03, 2021
Commenti disabilitati su L’UMBRIA torna a CRESCERE

EDILIZIA e CARO PREZZI, la POLEMICA

“La replica dell’assessore Melasecche all’allarme sul caro prezzi dei materiali per l’edilizia e sulla revisione del prezzario lanciato venerdì scorso dalle nostre Associazioni ci lascia sorpresi e amareggiati. È una risposta inadeguata e insufficiente a fornire soluzioni alle istanze e preoccupazioni delle imprese umbre delle costruzioni e, tra l’altro, non coglie la disponibilità al confronto che abbiamo offerto.”

È durissima la reazione di CNA Costruzioni, Anaepa Confartigianato e Ance, alle dichiarazioni dell’assessore regionale alle infrastrutture, opere pubbliche e politiche della casa rilasciate all’indomani della conferenza stampa delle sigle datoriali.

“La verità – affermano i rappresentanti delle associazioni – è che il nostro appello risale a oltre un anno fa. Già allora evidenziammo, anche attraverso una lettera alla giunta regionale rimasta senza risposta, e ancor prima che si verificasse l’aumento eccezionale dei prezzi dei materiali da costruzione di questi mesi, la necessità di fare un tagliando significativo all’Elenco prezzi regionale che, non solo non riusciva più a fotografare compiutamente tutte le lavorazioni e l’utilizzo di materiali idonei, ma già riportava prezzi assolutamente fuori linea rispetto alle valutazioni di mercato. Un ritardo strutturale anche rispetto ai prezzari delle regioni limitrofe. A distanza di un anno il nostro campanello di allarme è rimasto inascoltato”.

Non solo. “L’impennata straordinaria dei prezzi che si è verificata nel corso del 2021 ha fatto precipitare le cose e reso ancora più lampanti i limiti enormi del prezzario umbro. Una situazione che richiede una revisione strutturale del prezzario stesso, ma anche risposte immediate, a tutti i livelli, per consentire alle imprese di far fronte agli impegni contrattuali assunti, allontanare la possibilità del contenzioso e conseguentemente il blocco dei lavori, come invece purtroppo sta già avvenendo. In questo momento quello che bisogna assolutamente evitare è proprio l’immobilismo istituzionale, del Governo innanzitutto, ma anche della Regione, che rischia di avere ricadute molto pesanti sulle imprese e sull’economia regionale. E questo vale per tutti gli appalti, sia privati che pubblici. Mentre per i primi – proseguono i rappresentanti delle imprese delle costruzioni – stiamo assistendo a un vero fuggi fuggi dal prezzario regionale e l’aggancio a strumenti di altre regioni, reso possibile dalla normativa, per gli appalti pubblici le dichiarazioni dell’assessore sono semplicemente inaccettabili.”

Melasecche, infatti, aveva replicato che un incremento dei prezzi negli appalti pubblici provocherebbe un’insufficienza dei finanziamenti disponibili.

“E chi dovrebbe fare le spese di questi aumenti eccezionali? Teniamo al riparo le stazioni appaltanti, non concordiamo iniziative per trovare soluzioni e lasciamo il cerino in mano alle imprese, che sarebbero le uniche a pagare pesantemente le conseguenze di una situazione non certo voluta, prevista o prevedibile?”

Insufficienti, per le associazioni, i solleciti dei mesi scorsi fatti dall’assessore Melasecche alla commissione Imgt (Infrastrutture Mobilità e Governo del Territorio). “Siamo perfettamente consapevoli che occorrono misure nazionali per contrastare il fenomeno del caro materiali, ma non basta. Anche la Regione Umbria deve fare la propria parte per le competenze che le spettano, adeguando il proprio prezzario e presidiando politicamente la commissione Imgt. Non si può rischiare che il caro materiali metta in difficoltà gran parte del tessuto economico e impedisca di cogliere tutte le potenzialità disponibili, a partire dal superbonus e dalla ricostruzione, sui quali il prezzario regionale andrà fortemente ad incidere. Quindi, ribadiamo la nostra disponibilità al confronto, ma per l’assessore Melasecche è il momento delle scelte.”

Sticky
Ottobre 06, 2021
Commenti disabilitati su EDILIZIA e CARO PREZZI, la POLEMICA

PREZZARI “DEI”, come ottenere lo SCONTO

Hai un’impresa nel settore delle Costruzioni (edilizia, impiantistica, serramentisti) e sei interessato a usufruire della convenzione sottoscritta con DEI, la tipografia del Genio Civile che realizza e diffonde pubblicazioni tecniche dedicate al mondo delle costruzioni, in particolare PREZZARI, utilizzabili per il Superbonus 110%?

Cliccando qui potrai generare il codice necessario per ottenere lo sconto riservato agli associati CNA (che vanno da un minimo del 5% a un massimo del 48%) sull’acquisto dei prezzari.

Allo stesso link potrai trovare anche la registrazione del webinar del 7 Luglio scorso in cui è stata presentata la convenzione CNA-DEI  e illustrata la struttura dei prezziari, anche con esempi e casi pratici per chiarire dubbi ed interpretazioni.


Per maggiori informazioni contatta:

Sticky
Luglio 27, 2021
Commenti disabilitati su PREZZARI “DEI”, come ottenere lo SCONTO

La BUROCRAZIA FRENA il SUPERBONUS

Tempi di attesa lunghissimi anche in provincia di Perugia

 

“Tempi di attesa per il primo accesso agli atti per una pratica di superbonus? Anche più di cinque mesi in provincia di Perugia. Di questo passo, quella che potrebbe essere un’occasione unica per riqualificare il patrimonio immobiliare dell’Umbria, si trasformerà in un fallimento.”

C’è amarezza nelle parole di Pasquale Trottolini, responsabile di Cna Costruzioni Umbria, che dopo una prima ricognizione nei Comuni della provincia di Terni fatta in collaborazione con gli studi tecnici e professionali, dalla quale erano emersi ritardi notevoli nelle pratiche preliminari per poter presentare un progetto di recupero usufruendo del Superbonus, denuncia una situazione addirittura più pesante nel Perugino.

La rilevazione della situazione nei principali Comuni della provincia di Perugia – afferma Trottolini -, sebbene abbia evidenziato una situazione a macchia di leopardo, ha portato alla luce situazioni molto critiche. Purtroppo è proprio nel capoluogo di regione che si registrano i ritardi più consistenti, con pratiche giacenti presso gli uffici tecnici dall’ottobre scorso.

Oltre cinque mesi!

Aspettare così tanto solo per poter avviare la progettazione avendo l’obbligo di completare i lavori entro il mese di giugno 2022, equivale a dire addio agli incentivi. Abbiamo apprezzato che l’assessore all’urbanistica di Perugia, Margherita Scoccia, si sia impegnata da subito a potenziare l’ufficio dedicato alle pratiche del Superbonus.

Purtroppo i risultati, stando a quanto abbiamo riscontrato, tardano ad arrivare. E non ci si può aspettare che arrivino dalla digitalizzazione degli archivi in quei Comuni dove questo processo non sia stato avviato per tempo, come a Perugia, perché non è un’operazione semplice né, tantomeno, veloce.

Il tutto è aggravato, guardando anche agli altri Comuni, dalle differenze interpretative della normativa da parte dei dirigenti e del personale addetto e dal ricorso massiccio allo smart working, che amplifica a dismisura i tempi di risposta a tutte le pratiche, superbonus compreso.

Noi – aggiunge Trottolini – crediamo che l’unica via al momento percorribile per accorciare i tempi di attesa, sia quella di assegnare immediatamente tutto il personale disponibile all’interno delle piante organiche dei Comuni allo smaltimento delle pratiche del superbonus e degli altri incentivi statali. Se ciò non bastasse potrebbero esserci altri strumenti da attuare in collaborazione con i professionisti privati, oppure con l’attivazione di tirocini formativi anche all’interno della pubblica amministrazione, per i quali potrebbero essere previsti strumenti di supporto a livello regionale.

Insomma, sono necessari correttivi urgenti se vogliamo far ripartire l’economia dell’Umbria. Dalle prime proiezioni ci risulta che il superbonus e le altre detrazioni potrebbero incidere notevolmente sull’economia regionale.

Basti pensare che nel solo 2019, il valore delle detrazioni fiscali legate alle ristrutturazioni e al risparmio energetico, in Umbria è stato di ben 109 milioni di euro. Considerando che in quel caso si parla di detrazioni che vanno dal 50% al 65%, è facile immaginare che con il superbonus al 110% il Pil dell’Umbria potrebbe crescere almeno di un punto all’anno. È per questo che insistiamo tanto perché questo strumento venga prorogato almeno fino a tutto il 2023. Infine – conclude Pasquale Trottolini -, non trascuriamo nemmeno quanto una riqualificazione massiccia del patrimonio immobiliare regionale potrebbe significare in termini di sostenibilità, offrendo nuovi contenuti al cosiddetto brand Umbria e a tutto quello che potrebbe significare per l’attrazione di flussi turistici e nuovi investimenti.”

 

Scarica la rassegna

Sticky
Aprile 16, 2021
Commenti disabilitati su La BUROCRAZIA FRENA il SUPERBONUS

SUPERBONUS, la REGIONE intervenga per SEMPLIFICARE

Intanto continua l’indagine Cna sui tempi di risposta

dei Comuni della provincia di Terni

 

SUPERBONUS REGIONE UMBRIA

“Per non sprecare la straordinaria occasione rappresentata dal Superbonus per il rilancio dell’economia e la riqualificazione del patrimonio immobiliare, diventa indispensabile e urgente un atto di indirizzo della Regione che consenta di semplificare le procedure in tutti i Comuni dell’Umbria e velocizzare i tempi per l’espletamento delle pratiche.”

È la richiesta avanzata dalla Cna all’indomani dell’incontro tra Anci, rappresentanti degli ordini tecnici, associazioni di categoria delle imprese e la stessa Regione.

“Valutiamo positivamente che l’Anci Umbria e la Regione abbiano convocato l’incontro che avevamo richiesto – afferma Laura Dimiziani, responsabile Cna per l’area di Terni -. Visto l’enorme interesse che il Superbonus sta riscuotendo sia tra i proprietari degli immobili che tra le imprese esecutrici dei lavori, e viste le indiscrezioni che parlano di una probabile proroga al 2023 del Superbonus, la convocazione del tavolo è un primo passo importante. Ma adesso è il momento di abbandonare i condizionali e di passare all’operatività, superando le misure adottate finora che, oltre a essere insufficienti, anziché risolvere i problemi li moltiplicano.”

“Al momento, infatti, il rischio concreto è che la possibilità di avvalersi del Superbonus scada prima ancora che tutte le persone intenzionate ad utilizzarlo riescano a superare le pastoie burocratiche – aggiunge Dimiziani -. Lo diciamo con cognizione di causa avendo fatto una ricognizione sul campo per verificare quali siano i tempi di risposta dei Comuni della provincia di Terni alle richieste di accesso agli atti, passaggio imprescindibile per poter avviare un intervento su un immobile usufruendo del Superbonus.”

Tempi di risposta che tracciano una cartina della provincia a macchie di leopardo.

“Nelle settimane scorse avevamo già detto della situazione nei Comuni di Terni, Narni e Amelia. Stavolta ci siamo concentrati sugli altri Comuni. Tra i centri fino a 5mila abitanti dell’area intorno al capoluogo di provincia – continua Dimiziani -, quello di Acquasparta presenta un buon livello di digitalizzazione degli archivi e delle pratiche e ha adibito una persona esclusivamente all’evasione delle richieste di accesso agli atti, riducendo a venti giorni i tempi di risposta. Il Comune di Montecastrilli, invece, ha fascicoli tuttora cartacei e impiega un mese e mezzo per rispondere. Difficoltà anche a Stroncone, che ha archivi cartacei e non ha personale dedicato al Superbonus. Nei Comuni intorno ai 2mila abitanti le risposte sono sensibilmente più brevi – una settimana, massimo dieci giorni per una presa visione – ma la scansione ottica degli archivi è ancora un obiettivo lontano a Calvi dell’Umbria come ad Arrone, anche se in entrambi i Comuni c’è un buon livello di preparazione degli addetti e di organizzazione degli uffici, in particolare ad Arrone, dove l’archivio è stato riordinato in tempi non sospetti.”

“La situazione, invece, è migliore nell’Orvietano – aggiunge Claudio Pagliaccia, responsabile Cna per l’area che gravita attorno alla città della rupe – perlomeno nei tempi di risposta, che vanno dai 2/3 giorni di Castel Viscardo, ai 7 di Baschi, alle 2 settimane di Allerona e Porano, a 1-2 settimane di Orvieto. Ma se si guarda ai tempi per il rilascio della documentazione in copia conforme le cose cambiano e si arriva anche ai due mesi di attesa.”

Spesso manca del tutto anche la tecnologia idonea per la riproduzione di tavole di grandi dimensioni. Sia nel Ternano che nell’Orvietano, inoltre, la presenza o la mancanza di personale preparato e dedicato fa ovunque la differenza e spesso un tecnico comunale preparato, con esperienza e conoscenza del territorio, riesce a supplire, almeno in parte, alle carenze tecnologiche.

Se i tempi sono un problema, la difformità di procedure tra i vari Comuni costituisce un’ulteriore aggravante. “Un grosso problema è anche quello della difformità di procedure da Comune a Comune, che non semplifica il lavoro dei tecnici e rallenta la risposta ai privati che vogliano intraprendere i lavori, danneggiando tutti, anche le imprese. È indispensabile, quindi, un intervento normativo o un atto di indirizzo da parte della Regione nei confronti dei Comuni, senza margini di discrezionalità. Quello che ci auguriamo – conclude Claudio Pagliaccia – è che il Superbonus diventi anche l’occasione per l’avvio di un processo di semplificazione che investa tutta la pubblica amministrazione.”

Scarica la rassegna

Sticky
Marzo 19, 2021
Commenti disabilitati su SUPERBONUS, la REGIONE intervenga per SEMPLIFICARE

SUPERBONUS, la LENTEZZA dei COMUNI è un RISCHIO

 

“Utilizzare il Superbonus prima che scada? Se i Comuni non accelereranno i tempi di risposta per le richieste di accesso agli atti, usufruire degli incentivi rischia di restare un miraggio per molti. E questo è assolutamente inaccettabile.”

Laura Dimiziani, responsabile della Cna dell’area di Terni, lancia l’allarme contro il rischio che i benefici del Superbonus si tramutino in un flop gigantesco per i cittadini, per le imprese, per i tecnici e, più in generale, per l’economia, che da questa misura potrebbe trarre vantaggi sostanziosi e decisivi, specialmente in un periodo complicato come quello attuale.

“Il punto di debolezza in questa partita strategica risiede proprio nella capacità dei Comuni di far fronte in tempi rapidi alle richieste di accesso agli atti per la verifica dei titoli edilizi degli edifici da sottoporre agli interventi di riqualificazione.”

Infatti i tecnici e i professionisti dell’area di Terni con i quali Cna Umbria ha stabilito un rapporto di collaborazione per la gestione del bonus del 110%, restituiscono un quadro preoccupante sebbene variegato. La velocità dei Comuni dipende, essenzialmente, dal grado di digitalizzazione degli archivi comunali, dalle procedure predisposte per l’accesso agli atti e dalla carenza di personale qualificato addetto al procedimento “nonostante gli ordini professionali abbiano messo a disposizione le proprie professionalità a supporto degli uffici comunali – dichiara Dimiziani -. Inoltre la pandemia ha amplificato queste difficoltà, sia per le complicate procedure di accesso agli uffici comunali, sia perché gran parte del personale si trova in regime di smart working: è davvero incomprensibile visto che la maggior parte del mondo economico e produttivo ha ripreso, a vario grado, le attività pur nel rispetto massimo dei protocolli di sicurezza.”

Per il momento il Comune di Narni sembra il più virtuoso: il processo di digitalizzazione degli archivi, cominciato da almeno due anni, fa sì che nel giro di un mese al massimo si possa ottenere una presa visione.

“Non è così per il Comune di Terni, che solo di recente si è dotato di un geo-portale dedicato all’urbanistica e all’edilizia e ha aumentato le unità di personale addetto, ma le misure risultano spesso ancora insufficienti. La scansione degli archivi è in ritardo e nella sezione del geo-portale dedicata ai titoli edilizi campeggia l’avviso “lavori in corso”. Questo fa sì che, nella migliore delle ipotesi, il tempo di risposta si aggiri tra i due e i tre mesi. Per non parlare delle pratiche antecedenti al 1974, per le quali i tempi sono ancora più lunghi.”

Anche ad Amelia il livello di digitalizzazione degli archivi è ancora primitivo e il personale dedicato non è sufficiente per smaltire le richieste che si vanno accumulando.

“Per questo – conclude Laura Dimiziani – mentre ci stiamo adoperando a tutti i livelli affinché la misura del Superbonus venga prorogata o diventi strutturale e abbiamo attivato un servizio in grado di semplificare la vita di imprese e cittadini, sollecitiamo con forza i Comuni a semplificare e velocizzare il più possibile le procedure burocratiche per non vanificare gli importanti benefici che il Superbonus potrà avere sull’economia.”


Per maggiori informazioni sul Superbonus contatta i nostri uffici

Sticky
Febbraio 26, 2021
Commenti disabilitati su SUPERBONUS, la LENTEZZA dei COMUNI è un RISCHIO
  • CNA UMBRIA

    Via Angelo Morettini, 7
    06128 Perugia
    Tel: 075 505911 ||
    Fax: 075 5006279
    info@cnaumbria.it
    C.F. 94005590545

  • Generic selectors
    Affina la ricerca
    Cerca nel Titolo
    Cerca nei contenuti
    Cerca in Articoli
    Cerca nelle Pagine
    Cerca per Categorie
    AMBIENTE E SICUREZZA
    ATTIVITA' SINDACALE
    Bandi attivi
    BANDI ATTIVI START UP
    BANDI E INCENTIVI
    Bandi scaduti
    BENESSERE
    CINEMA
    CITTADINO
    CNA INFORMA
    CNA PER LE IMPRESE
    CNA RICONVERTITE
    COMUNICAZIONE
    COSTRUZIONI
    CREA LA TUA IMPRESA
    CREDITO
    DIGITALE
    DIH
    EVENTI
    faq ammortizzatori sociali
    FAQ FISCALI
    FAQ SALUTE E SICUREZZA
    FISCO
    FORMAZIONE
    GIOVANI IMPRENDITORI
    INDAGINI
    INDAGINI CNA
    INNOVAIMPRESA
    LEGISLAZIONE LAVORO
    MANIFATTURIERO
    NAZIONALE
    PENSIONATI
    PRATICHE AUTO _ FITACAR
    PROPOSTE CNA
    SERVIZI
    SERVIZI COMUNITÀ
    SERVIZI IMPRESE
    SERVIZI INNOVATIVI
    SISTEMA CNA
    SMART ATTACK
    SMART WORKING
    SUPERBONUS
    TRASPORTI
    TURISMO E CULTURA
    ULTIME NOVITA'
  • Seguici sui nostri canali social