Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa
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Le IMPRESE ARTIGIANE sono al COLLASSO

In attesa della copertura vaccinale

trovare regole per lavorare e convivere con il Covid

 

imprese artigiane collasso

Roberto Giannangeli – Direttore CNA Umbria

“A distanza di un anno dall’inizio dell’emergenza Covid-19, di fronte alla risalita dei contagi e a una campagna vaccinale a rilento, non c’è altra strada che trovare modalità di convivenza con il virus in grado di tenere insieme la continuità lavorativa e la sicurezza sanitaria. L’alternativa è il collasso di centinaia di artigiani e piccole imprese e la perdita di migliaia di posti di lavoro.”

Per Roberto Giannangeli, direttore di CNA Umbria, l’allarme è massimo.

“Il mondo dell’artigianato e della micro-piccola impresa nel 2020 ha cercato, come si suol dire, di tenere botta di fronte a una situazione senza precedenti. Fatta eccezione per il settore del trasporto persone, da subito colpito duramente e senza prospettive di ripresa a breve, tutte le altre imprese si sono rimboccate le maniche, hanno adottato severi protocolli anti contagio e hanno cercato di trovare nuovi segmenti di mercato, nuovi prodotti o servizi, nuovi modi di lavorare. Dopo un’estate tranquilla e, anzi, al di sopra delle migliori aspettative, con la ripresa dei contagi in autunno, le ulteriori restrizioni agli spostamenti e la chiusura delle filiere produttive legate alla ristorazione, all’intrattenimento, alla cultura e ad alcuni servizi alla persona, la domanda ha subìto un vero e proprio crollo. La ricerca che abbiamo presentato alcune settimane (puoi scaricarla qui) fa evidenziava cali di fatturato tra il 10% e il 50% per le imprese manifatturiere del made in Italy e riduzioni importanti in quelle dei servizi. Gli unici settori in cui si segnala una ripresa sono quelli del digitale, della logistica, del trasporto merci e delle costruzioni. I ristori previsti dai vari decreti governativi o dalla Regione per le imprese chiuse, ma non per quelle che sebbene aperte ma i cui incassi sono scesi costantemente, non sono altro che esigui palliativi. Diventa quindi fondamentale, – aggiunge Giannangeli – per salvaguardare le imprese e l’occupazione, andare verso la riapertura immediata delle attività e la ripresa della mobilità delle persone. Non ci sono alternative. Abbiamo iniziato il 2021 animati dalla speranza di una campagna di vaccinazioni che in pochissimi mesi ci avrebbe fatto raggiungere l’immunità di gregge. Ma è ormai chiaro che non sarà così, la disponibilità dei vaccini è minima e a questi ritmi passeranno anni prima che almeno il 70% della popolazione conquisti l’immunità. Possiamo ragionevolmente pensare che si possa aspettare questo traguardo prima di riprendere l’attività lavorativa? Riusciamo a immaginare le conseguenze di ciò sulle imprese e sul mantenimento dei posti di lavoro se non invertiremo la rotta? Spesso si fa caso unicamente alle situazioni di crisi delle grandi aziende, ma se dovessero collassare centinaia di piccole imprese l’impatto sull’occupazione sarebbe ben più visibile. Noi – conclude Giannangeli – crediamo che sia urgentissimo prendere atto una volta per tutte della gravità della situazione e studiare protocolli di sicurezza tali da permettere alle imprese di lavorare, alle persone di spostarsi liberamente e all’economia di riprendere a girare.”

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Febbraio 27, 2021
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Subito RISTORI REGIONALI alle IMPRESE in crisi

Far riaprire al più presto tutte le attività sospese

ristori imprese in crisi

“Condividiamo la richiesta al governo, avanzata in questi giorni dalla presidente della giunta regionale, di prevedere ristori più estesi alle imprese, soprattutto a quelle rimaste fuori dai decreti, ma il rischio è che l’ossigeno arrivi quando il paziente è ormai in coma irreversibile o addirittura morto. È assolutamente indispensabile, perciò, che la Regione anticipi questi ristori alle imprese dei settori più colpiti, stremate dopo un anno di inattività, o quasi.

È la richiesta avanzata da Cna Umbria e Confartigianato imprese Umbria, nel momento in cui la gravità della situazione epidemiologica nella regione ha dato origine a ulteriori inasprimenti nei confronti dell’operatività delle imprese. Misure di cui, al momento, è difficile ipotizzare la durata ma molto facile prevedere gli effetti.

“Le pesanti restrizioni dell’ultimo Dpcm e le conseguenze dell’ordinanza regionale del 6 febbraio, che ha instaurato la zona rossa in buona parte dell’Umbria, mettono in ginocchio interi settori economici già stremati da un anno terribile – dichiara Renato Cesca, presidente di Cna Umbria -. Non solo commercio e ristoranti, ma anche bar, estetiste, toelettatori, palestre che vengono aperti e chiusi da mesi come se fossero interruttori, e ora completamente fermi. E che si aggiungono alla schiera dei tanti operatori che non hanno mai di fatto ripreso l’attività, come il settore del trasporto persone. Oppure alle varie attività artigianali e dei servizi alla persona ubicati all’interno dei centri commerciali, obbligate da mesi a rimanere chiuse nei festivi e prefestivi, quindi nei giorni di maggior incasso.”

“Non è più possibile aspettare – aggiunge Mauro Franceschini, presidente di Confartigianato imprese Umbria -, il rischio concreto è di trasformare in deserto un patrimonio di imprese e mettere sul lastrico intere famiglie. Noi crediamo che occorra far entrare velocemente nelle casse delle imprese di questi settori i sussidi necessari a sostenerle e attuare un piano efficace che tuteli la salute di tutti noi e eviti nuove, drastiche chiusure. È indispensabile, quindi, che in attesa di ulteriori, auspicabili ristori da parte del nuovo governo nazionale, la Regione Umbria definisca subito un nuovo provvedimento con le misure necessarie a sostenere queste categorie maggiormente danneggiate dalle nuove chiusure e dal protrarsi della pandemia. Bene la previsione di una misura ad hoc per il commercio appena annunciata dall’assessore Fioroni, ma è urgente allargare il piano d’azione anche agli altri settori in sofferenza, tra cui l’artigianato.”

Per Cna e Confartigianato “vanno prese anche misure di sistema, a partire dai controlli. Sono gli stessi operatori a chiederlo. I ristoratori, ad esempio, sono disposti ad accettare misure ulteriori pur di poter tornare a fare il proprio lavoro. Chiedono però che quegli stessi controlli siano fatti anche fuori, nelle piazze e nelle strade. Così come i centri estetici, chiusi in zona rossa per una scelta che non si comprende visto che si tratta di un settore con protocolli anti-contagio tra i più sicuri e ben lontano dal generare assembramenti. Le imprenditrici dell’estetica chiedono almeno più controlli su un esercito di operatrici abusive che si muove in libertà. E, come chiediamo da tanto, più ispezioni anche nelle aree di attesa degli autobus per far ripartire la scuola, obiettivo che dobbiamo darci tutti come prioritario e, con essa, le imprese del trasporto persone. Le operazioni di screening e tracciamento, il funzionamento delle terapie intensive e il piano di vaccinazione – concludono Cesca e Franceschini -, speriamo faranno il resto nel più breve tempo possibile.”

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Febbraio 13, 2021
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IMPRESE, CALI di FATTURATO e MANCANZA di LIQUIDITÀ

Preoccupano anche le previsioni 2021

sui fatturati delle imprese umbrecalo fatturato imprese e mancanza liquidità

“Pesanti cali di fatturato, mancanza di liquidità e difficoltà ad accedere a nuove linee di credito. Per le imprese umbre è questo il triste bilancio al termine del primo anno di pandemia da Covid 19. Quel che è peggio è che le previsioni per i primi mesi del 2021 non lasciano troppe speranze su un’inversione di tendenza e molte imprese non sono in grado di elaborare nuove strategie per riposizionarsi. Perciò è necessario intervenire con urgenza, oltre che sul sostegno agli investimenti, anche nella facilitazione per l’accesso al credito per garantire la continuità lavorativa delle aziende in difficoltà.”

Roberto Giannangeli, direttore di CNA Umbria, è preoccupato dal consuntivo 2020 degli effetti economici della pandemia sanitaria, certificati anche dalla seconda parte dell’indagine (la puoi scaricare qui) condotta insieme al centro studi Sintesi che, nei giorni scorsi, aveva già fornito dati drammatici su Pil, investimenti, esportazioni e occupazione .

Oltre il 70% delle imprese umbre nel 2020 ha visto calare il proprio fatturato – puntualizza Giannangeli -, rispetto al 20% che non ha rilevato variazioni e a solo l’8% che ha registrato un aumento. Tra chi ha visto il fatturato scendere, oltre la metà ha registrato un calo oscillante tra il 10 e il 50%, imputabile per la maggior parte al crollo della domanda conseguente alle restrizioni adottate per contenere il contagio da Covid-19. Una contrazione che più del 65% delle imprese prevede sarà confermata anche per i primi mesi del 2021. Senza contare che l’introduzione della zona rossa per tutta la provincia di Perugia e per alcuni comuni del Ternano assesterà un ulteriore colpo alla già scarsa domanda. È comprensibile, quindi, che allo stato attuale la percentuale di imprese umbre intenzionate a investire nel 2021 arrivi appena al’8%.”

Il calo dei fatturati ha provocato nelle imprese una diffusa mancanza di liquidità, favorita anche dall’aumento del costo delle materie prime e dei semilavorati provocato dalla riduzione dei rapporti commerciali con l’estero.

Ben il 70% delle imprese ha denunciato una mancanza di liquidità nel 2020, a cui in molte hanno cercato di sopperire, laddove possibile, intervenendo sui tempi di pagamenti verso i fornitori, oppure con nuovi prestiti bancari o l’immissione di capitali accantonati. La moratoria sui mutui, tuttora in corso, ha rappresentato sicuramente una boccata di ossigeno. Ma, come era già successo con la crisi economica iniziata nel 2008 e proseguita per un decennio, anche in questa circostanza purtroppo è emersa una crescente difficoltà di accesso a nuove linee di credito che ha interessato trasversalmente le imprese di ogni settore e dimensione.”

Non va meglio sulle strategie di contrasto che le imprese intendono adottare per fronteggiare la situazione.

Oltre il 42% delle imprese non ha alcuna strategia su come contrastare gli effetti economici negativi provocati dalla pandemia, semplicemente perché legato a una domanda interna stagnante. Poi c’è un 12% che sta cercando di reagire attraverso un ampliamento dei canali di vendita e modificando i metodi di fornitura e consegna: sono quelle imprese per le quali la digitalizzazione e l’introduzione dell’e-commerce stanno facendo una grande differenza. Altre imprese (l’11%) stanno riorganizzando i processi produttivi o gli spazi commerciali, mentre un altro 10% di aziende sta studiando nuovi prodotti o servizi attraverso l’introduzione di nuovi processi produttivi.”

Purtroppo, arriva quasi al 10% la percentuale di imprese intenzionata a ridurre il numero di dipendenti.”

“In questa situazione la nostra associazione è pronta a lavorare insieme alle istituzioni regionali, alle altre associazioni di categoria e alle forze sociali, per trovare percorsi innovativi condivisi tesi a facilitare l’innovazione di tutte le imprese che hanno già individuato una propria strategia aziendale e per sostenere la concessione di nuova liquidità alle imprese in difficoltà. Il primo passo da fare resta comunque la definizione di un processo che ci porti ad uscire dalla pandemia sanitaria il più presto possibile o, in alternativa – conclude il direttore di Cna Umbria -, ad adottare un percorso che renda possibile alle imprese lo svolgimento dell’attività lavorativa, anche attraverso l’introduzione di misure di sicurezza sanitaria più stringenti e maggiori controlli.

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Febbraio 10, 2021
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TRASPORTI, RIAPERTURA delle SCUOLE in SICUREZZA

Alla vigilia dell’imminente e attesissima riapertura delle scuole superiori, prevista per il 25 gennaio prossimo, sul piatto c’è sempre l’organizzazione in sicurezza del servizio di trasporto per gli studenti.

“Con l’inizio in tutto il mondo delle campagne di vaccinazione contro il Covid-19, sarebbe opportuno che tutti gli operatori che garantiscono il funzionamento della scuola italiana, dal personale scolastico a quello del trasporto persone, siano inclusi tra le categorie da sottoporre in via prioritaria alla somministrazione dei vaccini – dichiara Enrico Ceccarelli, imprenditore del trasporto persone e dirigente di CNA Fita Umbria -. Una volta assicurata la vaccinazione delle categorie sottoposte a massimo rischio, proseguire tempestivamente con il personale del settore trasporto costituirebbe un ulteriore tassello a garanzia dell’intero sistema del trasporto pubblico locale e della sua sicurezza, oltre che un’attenzione doverosa verso operatori che sono esposti più di altri al rischio di contagio e che garantiscono con la loro opera un servizio essenziale. “

Il trasporto pubblico e, in particolare, il trasporto dedicato agli studenti – va avanti Ceccarelli – non rappresentano un pericolo a prescindere perché come operatori mettiamo già in atto tutte le procedure necessarie a ridurre al minimo le possibilità di un contagio. A ciò si unisce il piano di potenziamento delle corse che la Regione dovrà garantire, anche attraverso l’impiego di mezzi messi a disposizione dalle imprese private, con questo portando anche una boccata di ossigeno a un settore dell’economia ormai allo stremo. Tuttavia c’è ancora un anello mancante, ed è quello dell’opportuna introduzione di personale presso i punti di raccolta e di attesa dei mezzi da parte degli utenti, soprattutto studenti, per controllare il rispetto del distanziamento, l’uso dei dispositivi di protezione individuali e indirizzare i flussi verso i diversi mezzi in arrivo. Si tratta di una misura che noi abbiamo invocato sin dall’agosto dell’anno scorso, quando si discuteva della riorganizzazione del servizio di trasporto, sapendo tutti molto bene che proprio il trasporto si sarebbe rivelato il nodo critico della ripresa della scuola. Allora nessuno ci aveva dato ascolto, con i risultati che sappiamo. Vediamo se stavolta sarà quella buona onde evitare il rischio di tornare a una nuova serrata delle scuole di secondo grado. Il 25 gennaio è dietro l’angolo – ricorda e conclude Ceccarelli – ci attendiamo risposte in merito entro la settimana.”

 

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Gennaio 21, 2021
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Un BANDO per le imprese di TRASPORTO PERSONE

bando trasporto persone

Pubblicato un bando a sostegno delle micro piccole e medie imprese del trasporto persone (qui trovi i codici Ateco ammessi) per coprire le spese sostenute per ripartire in condizioni di sicurezza contro la pandemia da Covid 19.

Per accedere al bando le imprese devono avere sede nella provincia di Perugia, essere in regola con il Durc e nei confronti della CCIAA territoriale, della quale non devono essere neanche fornitori, avere una situazione finanziaria regolare.

Le spese ammissibili sono quelle sostenute per:

  1. attività di sanificazione dei locali aziendali (solo se eseguiti da aziende di sanificazione e non aziende di pulizie)
  2. acquisto di prodotti e attrezzature per sanificare
  3. acquisto di dispositivi di sicurezza (per es. divisori in plexiglass, termoscanner, varchi per la misurazione digitale della temperatura corporea etc…)
  4. acquisto di dispositivi contapersone ai fini del contenimento del contagio
  5. test di screening anti Covid-19 per il personale
  6. spese per la formazione del personale ai fini del contenimento del contagio
  7. spese per consulenze e servizi anti- Covid (protocolli di sicurezza, eventuale aggiornamento DVR)

Tali spese devono essere state sostenute tra il 2 maggio e il 31 dicembre 2020 ed essere documentate,  tracciabili e con un importo minimo di 500 euro.

Il contributo a fondo perduto sarà:

  • del 40% se l’impresa ha già beneficiato di altri contributi pubblici per le stesse spese
  • del 70% qualora non abbia già ricevuto contributi pubblici per le stesse spese

Previsti inoltre massimali diversificati a seconda della composizione del parco-automezzi delle imprese richiedenti e precisamente:

  • fino a € 1.000,00 per le imprese che svolgono la propria attività solo con autovetture
  • fino a € 3.000,00 per le imprese che svolgono la propria attività solo con autobus
  • fino a € 4.000,00 per le imprese che svolgono la propria attività sia con autovetture che con autobus

I contributi saranno anche maggiorati in base al rating di legalità dell’impresa.

Le domande andranno presentate dalle ore 9:00 del 14 gennaio alle ore 18:00 del 28 gennaio 2021 esclusivamente con invio telematico su piattaforma Webtelemaco di Infocamere


Se NON ASSOCIATO CNA e vuoi ricevere i video tutorial su come fare domanda contatta:

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Gennaio 07, 2021
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TRASPORTO SCOLASTICO. SALVARE LE IMPRESE UMBRE

“Non è nostra intenzione innescare una polemica con Anci, ma sono mesi che stiamo chiedendo a tutte le istituzioni di trovare una soluzione tra quelle a disposizione o di costruirne una nuova insieme, che possa diventare un modello anche per altri territori.”

Risponde così Marina Gasparri, responsabile regionale Trasporti della Cna, al presidente di Anci Umbria dopo il botta e risposta sulla situazione drammatica delle imprese private che svolgono il servizio di trasporto scolastico.

Da una parte ci sono le imprese – continua Gasparri -, che lo scorso anno si sono viste sospendere i contratti del trasporto scolastico per le misure di contenimento della pandemia; dall’altra ci sono i Comuni, che avevano già a bilancio le coperture per assicurare il pagamento di quei contratti. Certo, capiamo bene che nel frattempo i Comuni si sono trovati a far fronte a tante e nuove emergenze del proprio territorio, avendo nelle casse minori entrate. Ma è anche vero che il Governo ha stanziato e trasferito agli enti locali sostanziose risorse ad hoc. Nel mezzo c’è stato il susseguirsi di decreti che hanno cambiato continuamente le carte in tavola in materia di pagamenti e ristori verso le imprese del trasporto, rendendo certamente le cose non facili. Ma – puntualizza Gasparri -, per quanto ci riguarda non possono esserci dubbi: una forma di compensazione per i danni subiti dalla sospensione dei contratti, oltre a essere una misura legittima da un punto di vista giuridico, è anche una misura opportuna, anzi indispensabile, per dare sostegno a 130 imprese umbre del settore – e alle loro famiglie – che non vedono un futuro. Che si chiami ristoro, che si chiami pagamento integrale dei contratti per il periodo in cui una legge dello Stato lo prevede, che si chiami copertura dei cosiddetti costi incomprimibili che le imprese hanno comunque sostenuto, poco importa. Per questo continuiamo a chiedere in prima battuta ai Comuni, e ad Anci Umbria nel suo ruolo di indirizzo e coordinamento, di poter trovare insieme una soluzione, così come è stato fatto in altri territori, dal Veneto all’Emilia-Romagna.
Nel solo interesse delle imprese e di chi vive di quel lavoro che – conclude la responsabile regionale Trasporti di Cna -, assicura un servizio essenziale: quello che, ogni giorno, porta i nostri figli a scuola.”

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Dicembre 22, 2020
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TRASPORTO SCOLASTICO: imprese ancora a secco

TRASPORTO SCOLASTICO, IMPRESE ANCORA A SECCO DI RISTORI DA PARTE DEI COMUNI ED ESCLUSE DAI TAVOLI ISTITUZIONALI

Mentre tutto il Paese parla della riorganizzazione del trasporto scolastico in vista della possibile riapertura delle scuole superiori dal 7 gennaio, le imprese del settore s’interrogano sul proprio futuro. Soprattutto quelle che effettuano il trasporto scolastico su affidamento dei Comuni, per le quali un futuro potrebbe non esserci.

Ormai lo abbiamo detto in tutti i modi e in tutte le sedi – afferma Marina Gasparri, responsabile Trasporti di Cna Umbria -: i Comuni disattendono dalla primavera del 2020 all’obbligo di ristorare le imprese del trasporto scolastico dai danni subiti per la sospensione dei contratti dopo la chiusura di tutte le scuole, a partire da marzo, per lo scoppio della pandemia. Senza liquidità e senza garanzie questi imprenditori si sono rimboccati le maniche e, a settembre, hanno assicurato la ripartenza del servizio, facendosi anche carico di spese ulteriori per garantire la sicurezza al 100%. Lo hanno dovuto fare dall’oggi al domani, continua Gasparri, visti gli appelli andati a vuoto affinché le nostre imprese venissero invitate a sedere ai tavoli di lavoro istituzionali dedicati all’avvio del nuovo anno scolastico. Chi, meglio di coloro che effettuano il servizio, avrebbe potuto portare un contributo per organizzarlo al meglio? Invece niente, nessuno ci ha mai chiamati e le imprese si sono dovute organizzare all’ultimo minuto”.

Ciò nonostante, le imprese e le associazioni che le rappresentano, hanno continuato a cercare l’interlocuzione con i Comuni e con Anci Umbria, facendo proposte, dimostrando disponibilità ai compromessi e alle soluzioni ragionevoli. Ma niente, finora solo porte chiuse.

Apprendiamo dalla stampa locale – aggiunge Enrico Ceccarelli, di CNA Fita Umbria – che Anci Umbria ha chiesto qualche giorno fa al Governo il trasferimento ai Comuni del fondo di 20 milioni previsto dal decreto Rilancio per ristorare le imprese del trasporto scolastico. Se questo è il solo risultato degli impegni che Anci si è presa nel corso di un recente incontro avuto con tutte le organizzazioni di rappresentanza delle imprese, noi non possiamo in alcun modo dirci soddisfatti. Intanto perché questo fondo è stato deciso in sede di conversione del decreto Rilancio, per cui mesi fa: se i Comuni avessero davvero avuto interesse a stare al fianco delle imprese avrebbero potuto far sentire prima la loro voce. E poi perché, va detto in modo chiaro, le risorse per far fronte ai contratti del trasporto scolastico dell’anno 2019/2020 erano già previste nei bilanci dei Comuni. Le coperture, quindi, c’erano già. La volontà, evidentemente, no. Nel frattempo, in Umbria assistiamo anche a nuove gare di affidamento da parte dei Comuni vinte da aziende che vengono da altre regioni e che, incredibilmente, sono nelle condizioni di fare offerte al massimo ribasso. Se si continua così – conclude Ceccarelli -e se dai Comuni non arriveranno le risposte attese, dobbiamo essere tutti consapevoli che il futuro delle imprese private umbre del trasporto scolastico è a serio rischio.”

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Dicembre 19, 2020
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CISTERNETTE, in arrivo NOVITÀ

cisternette novità

Dal prossimo 1° gennaio 2021 entreranno in vigore alcune novità in materia di “cisternette“.

In particolare, scattano alcuni obblighi per:

  • i depositi di carburanti per uso privato, agricolo e industriale, con capacità superiore a 10 e fino a 25 metri cubi
  • gli esercenti apparecchi di distribuzione automatica di carburanti per uso privato, agricolo e industriale con capacità compresa superiore a 5 e fino a 10 metri cubi (ossia le strutture dotate di un serbatoio di stoccaggio collegato a un sistema di erogazione)

Vediamo quali sono i principali contenuti della circolare dell’Agenzia delle Entrate (puoi scaricarla qui):

  • va comunicata tempestivamente all’ufficio delle Dogane l’attività, anche ai fini della possibilità di gestire l’impianto e ottenere il rimborso delle accise
  • contestualmente va indicata anche la modalità di tenuta, cartacea o elettronica, del registro di carico e scarico
  • viene rilasciato un codice identificativo (anche in presenza di procedure amministrative avviate ma non concluse)
  • anche qualora il rilascio del codice sia in ritardo, viene garantita la continuità aziendale
  • vengono date indicazioni dettagliate sulle modalità di compilazione del registro di carico e scarico

Ricordiamo che le norme di prevenzione degli incendi impongono la presentazione di una SCIA e l’asseverazione dei vigili del fuoco e che i serbatoi di stoccaggio non interrati devono avere caratteristiche specifiche.


Per maggiori dettagli sulle novità in materia di cisternette e su come effettuare la comunicazione contatta::

 

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Dicembre 16, 2020
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COSTI di ESERCIZIO dell’AUTOTRASPORTO

 

Approvato dal ministero dei Trasporti il decreto in cui vengono individuati i valori medi dei costi di esercizio dell’autotrasporto.

Il decreto arriva dopo ben cinque anni da quello pubblicato nel 2015. I costi medi individuati hanno valore indicativo, non obbligatorio.

Innanzitutto sono state individuate 4 classi in base al tonnellaggio dei mezzi:

  • CLASSE A Fino a 3,5 tonnellate
  • CLASSE B Oltre 3,5 e fino a 12 tonnellate
  • CLASSE C Oltre 12 e fino a 26 tonnellate
  • CLASSE D Oltre 26 tonnellate

Per ognuna di esse ci sono 4 voci di costo suddivise in 3 sezioni

  • sezione 1:  che comprende le voci di costo per acquisto, manutenzione, revisione, pneumatici, bollo, assicurazione e ammortamento
  • sezione 2: che comprende le voci di costo per Lavoro (stipendi, trasferte etc…) ed Energia (fonti di alimentazione)
  • sezione 3: che comprende le voci di acquisto relative al pedaggiamento

Per ogni sezione vengono indicati valori da un minimo a un massimo.

CNA Fita ha effettuato un’analisi approfondita del decreto e ha ricostruito una tabella (puoi scaricarla qui) sui costi per km, dalle quale emergono diverse criticità.
Vuoi saperne di più sui costi di esercizio dell’autotrasporto e sul decreto governativo?

Contatta CNA Fita Umbria:

 

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Dicembre 09, 2020
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REVISIONE e COLLAUDO AUTOMEZZI, il NO della CNA

revisione collaudo automezzi

CNA si schiera contro la marcia indietro del Governo sulla revisione e il collaudo degli automezzi.

Anziché procedere sulla via della modernizzazione del servizio, abilitando anche i centri di controllo privati come richiesto da tempo dalla CNA, nel decreto Semplificazione si fa addirittura un passo indietro. Infatti, si dà la possibilità agli ispettori, dipendenti dei centri privati, di poter svolgere autonomamente le funzioni ispettive e di collaudo, con tanto di rapporto diretto con il cliente per la riscossione del compenso, lasciando di fatto alle imprese l’onere di fornire la strumentazione necessaria a svolgere queste operazioni.

La CNA ha scritto alla ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, e al vice ministro Giancarlo Cancelleri esprimendo profonda preoccupazione per questa scelta.

CNA chiede “l’arresto immediato di questo processo di destrutturazione normativa se si vogliono salvaguardare le imprese artigiane che operano nella revisione dei veicoli a motore e un virtuoso modello di interazione pubblico-privato.”

Nel frattempo gli uffici del ministero stanno già  istituendo gli elenchi degli ispettori abilitati ad effettuare la revisione dei mezzi leggeri e pesanti.

Addirittura, per far fronte alla carenza di organico, si stanno richiamando in attività ispettori ministeriali già in pensione anziché decidere di utilizzare, finalmente, anche i centri privati.

Per questo CNA ha chiesto l’apertura immediata del tavolo di confronto sul settore annunciato in commissione Trasporti della Camera dal vice ministro Cancelleri.


Per maggiori informazioni sulla revisione e il collaudo degli automezzi contatta:

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Novembre 20, 2020
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