Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa
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AFRICA, per le IMPRESE è il MERCATO del FUTURO

“L’Italia potrebbe diventare un vero e proprio ponte nel Mediterraneo tra l’Europa e l’Africa, favorendo l’apertura di nuovi mercati per le tante imprese di micro, piccole e medie dimensioni dei due continenti, e in particolare per quelle italiane e umbre”.

Ne è convinta l’imprenditrice umbra Roberta Datteri, che ha rappresentato la CNA e le piccole e piccolissime imprese al dibattito di apertura della sesta edizione dell’Italia Africa business week, l’appuntamento annuale nato per facilitare, promuovere e sviluppare la collaborazione tra istituzioni, associazioni e imprese dell’Italia e del continente africano.

Il Forum, andato in scena a Roma nei giorni scorsi, è una piattaforma di incontro, di conoscenza, uno spazio dove costruire partnership economiche e commerciale di alto livello utili a favorire gli scambi commerciali e di competenze tra Italia e Africa, nell’ottica di creare un collegamento stabile tra le due sponde del Mediterraneo.

Agricoltura e agrobusiness, start-up innovative e nuove tecnologie, biomedicale, gestione dei rifiuti, energie rinnovabili, trasporti e logistica, tessile e moda, turismo e sicurezza: questi i settori di intervento del forum e le aree in cui possono aprirsi spazi interessanti per le imprese italiane, anche di piccole dimensioni.

Roberta Datteri, alle spalle una lunga storia all’interno della CNA regionale, è vice presidente nazionale dell’associazione da oltre cinque anni, con una delega all’internazionalizzazione delle imprese, forte dell’esperienza personale sul campo, che l’ha portata a proiettare l’impresa di ceramica fondata dal padre verso i mercati esteri, ai quali è destinata la quasi totalità della produzione di complementi d’arredo realizzati a Deruta.

Ed è in questa veste di esperta di export che Datteri è intervenuta alla prima giornata dell’evento.

“L’interscambio commerciale tra Italia e Africa nel 2021 è stato di circa 42miliardi di euro, in crescita del 42% sul 2020, l’anno della pandemia, e dell’8,6% sul 2019. Ma i margini di miglioramento sono ancora molto ampi, soprattutto se le attività delle imprese verranno supportate da iniziative istituzionali e dall’apertura di uffici dell’ICE nei Paesi africani. L’Italia, in particolare, potrebbe diventare un vero e proprio ponte nel Mediterraneo tra l’Europa e l’Africa, favorendo l’apertura di nuovi mercati per le tante imprese di micro, piccole e medie dimensioni dei due continenti, e in particolare per quelle italiane. Già oggi – aggiunge Datteri – dobbiamo immaginare percorsi di crescita integrata: le imprese europee potrebbero fornire conoscenze e competenze in tantissimi settori, permettendo all’Africa di creare le condizioni per migliorare le condizioni di vita della popolazione, la cui povertà è alla base degli enormi fenomeni migratori in corso. In Africa vi sono tantissime opportunità anche per le imprese umbre di diversi settori, dalle macchine agricole alla moda, all’arredo casa. Intanto, dopo due anni di lavoro, sta per aprire uno showroom di prodotti made in Italy a Kigali, in Ruanda, promosso e costruito anche con il supporto e la consulenza della CNA. Ma è solo la punta dell’iceberg: nel corso dei lavori dell’Italia Africa business week abbiamo stretto relazioni molto interessanti con lo Zambia e il Congo. Si aprono, quindi, tante opportunità – conclude Datteri -, sta a noi saperle cogliere e trasformarle in occasioni per le nostre imprese.”

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Novembre 18, 2022
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Caro BOLLETTE, in arrivo la RECESSIONE

“Se i costi dell’energia elettrica e del gas manterranno i trend di crescita registrati finora e se non ci saranno interventi di sostegno immediati decine di migliaia di imprese in Umbria saranno costrette a fermare le attività riattivando gli ammortizzatori sociali per i loro dipendenti.”

Ad affermarlo è Michele Carloni, presidente di CNA Umbria.

Siamo all’inizio di una nuova recessione – dichiara il presidente – per cui serve subito un accordo tra i vari schieramenti politici per un intervento di urgenza del governo che possa almeno aiutare a tamponare la situazione. La situazione è insostenibile soprattutto per le imprese del settore manifatturiero, ma a ruota seguono anche il commercio, la ristorazione e il settore dell’accoglienza ai turisti. Si tratta di decine di migliaia d’imprese. Oggi però anche molti fornitori di energia stanno entrando in difficoltà, soprattutto quelli più ligi al rispetto delle regole sulle voci in bolletta e in modo particolare i più piccoli. In questi giorni molte imprese stanno ricevendo comunicazioni da parte di alcuni di loro, i quali denunciano il peggioramento drammatico dell’andamento dei prezzi del gas e per settembre prevedono che il Pun (prezzo unico nazionale) schizzerà a ben 710 euro al MWh, vale a dire il 316% in più sui prezzi di gennaio 2022, quando il costo del gas era già salito moltissimo rispetto al settembre precedente. Sono gli stessi fornitori ad affermare che a questi prezzi le alternative per le imprese sono obbligate: ridurre al massimo i consumi o spegnere tutto. E se vanno in crisi i fornitori le cose si complicano ulteriormente perché passare ad altri gestori per le singole imprese al momento è quasi impossibile visti gli importi delle fidejussioni richieste a garanzia dei pagamenti delle bollette! Ecco perché – incalza Carloni – chiediamo che le forze politiche dei vari schieramenti mettano da parte le differenze e raggiungano un accordo comune per chiedere al governo l’adozione di strumenti di urgenza in grado di tamponare la situazione, ad esempio prevedendo il raddoppio dei crediti di imposta sui costi dell’energia elettrica e del gas già adottati in precedenza. Anche se dobbiamo essere consapevoli che questo non sarà sufficiente a fronteggiare il problema in un mercato del gas sottoposto a manovre speculative ancora più aspre di quelle che subimmo nel 2008 sui tioli di Stato. Confidiamo in un intervento dell’Europa per definire entro settembre un prezzo massimo del gas, cosi come confidiamo in un accordo europeo che permetta il massimo utilizzo dei rigassificatori spagnoli da parte di tutti gli Stati europei in attesa della realizzazione di quelli italiani. Siamo convinti che i rigassificatori e gli inceneritori rappresentino una strada obbligata per ridurre la nostra dipendenza energetica dalla Russia, così come sarà utile approfondire il tema del nucleare pulito, ma ora servono misure urgenti per garantire il proseguimento delle attività di migliaia di imprese già in crisi. Nel primo semestre del 2022 siamo stati il Paese europeo a far registrare la migliore crescita percentuale del Pil, ma in questa situazione – conclude Carloni – senza interventi di contrasto immediati la recessione è sicura. Serve un atto di responsabilità: un largo accordo tra tutte le forze politiche per garantire la continuità aziendale di migliaia d’imprese umbre e italiane.”

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Agosto 29, 2022
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DIGITALIZZAZIONE delle IMPRESE, in arrivo INGENTI RISORSE

In arrivo dal Mise 45 milioni di euro per le imprese che vogliano attuare progetti di Intelligenza artificiale, blockchain e IoT.

L’obiettivo del ministero per lo Sviluppo Economico è quello di favorire la digitalizzazione delle imprese per renderle maggiormente innovative e competitive, attraverso la presentazione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione (dell’organizzazione e di processo) finalizzate al sostegno e allo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni di:

  • intelligenza artificiale (25 milioni di euro)
  • blockchain (10 milioni di euro)
  • internet of things (10 milioni di euro). 

I  settori interessati sono:

  • industria e manifatturiero;
  • sistema educativo;
  • agroalimentare;
  • salute;
  • ambiente ed infrastrutture;
  • cultura e turismo;
  • logistica e mobilità;
  • sicurezza e tecnologie dell’informazione;
  • aerospazio.

L’incentivo è concesso sotto forma di contributo a fondo perduto variabile con aliquota tra il 25% e il 70% delle spese ammissibili.

I progetti devono prevedere spese e costi ammissibili compresi tra 500.000 e 2.000.000 euro.

A partire dal 21 settembre 2022 le imprese e i centri di ricerca pubblici o privati, anche in forma congiunta tra loro, potranno richiedere agevolazioni per realizzare progetti di ricerca e innovazione tecnologica legati al programma Transizione 4.0.

Per facilitare la predisposizione della domanda è stata inoltre prevista, dal 14 settembre, una fase di precompilazione che consentirà di avviare l’inserimento della documentazione sulla piattaforma online.


Vuoi maggiori informazioni? Contatta il nostro ufficio Bandi e Incentivi!

  • 075 505911
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Luglio 07, 2022
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CRISI IDRICA, SALVARE il lago TRASIMENO

Il lago Trasimeno rappresenta uno dei poli di maggiore attrattività dell’Umbria, una ricchezza che va preservata, riqualificata e valorizzata. Perciò condividiamo pienamente la decisione della presidente Tesei di chiedere al governo il riconoscimento per l’Umbria dello stato d’emergenza per siccità e l’inclusione del lago Trasimeno tra i bacini lacustri oggetto degli interventi all’interno del decreto Siccità in fase di predisposizione. Così come condividiamo l’appello rivolto a Draghi dalla Confcommercio dell’Umbria e ringraziamo il senatore Luca Briziarelli per l’attenzione che sta dimostrando verso il problema. Proprio per questo ieri (05/07/2022, ndr) anche noi abbiamo investito della questione i parlamentari eletti in Umbria, affinché sostengano il percorso che porterà ad accogliere le richieste avanzate dalla nostra regione e a promuovere ogni altra iniziativa utile a supportare l’Umbria in questa emergenza.”

Michele Benemio, imprenditore alberghiero nonché presidente di Cna Turismo Umbria, interviene nel dibattito sullo stato di crisi in cui versa il lago Trasimeno a causa della forte siccità che sta portando il bacino verso uno dei livelli più bassi mai raggiunti, con tutte le conseguenze immaginabili sia in termini ambientali che economici.

“Sebbene il Trasimeno non abbia prelievi di carattere potabile, la sua interconnessione idrica con il lago di Chiusi che, a quanto ci risulta, è stato già inserito nel decreto in preparazione, e la sua rilevanza per tutta l’economia del territorio, in particolare per il comparto turistico, rendono necessario estendere anche al nostro bacino le misure emergenziali che verranno adottate dal governo. Ci auguriamo – conclude Benemio – che i nostri appelli vengano ascoltati.”

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Luglio 06, 2022
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SAGRE, RISTORATORI ancora all’ATTACCO

Sulle sagre i ristoratori di CNA e Confartigianato tornano all’attacco.

La promozione turistica dei nostri territori ha bisogno anche delle manifestazioni tradizionali e popolari e delle connesse sagre di qualità, ma le imprese della ristorazione restano pur sempre le ambasciatrici della cultura enogastronomica locale e devono essere tutelate, poiché restano in piedi solo se possono raggiungere e mantenere l’equilibrio economico.

La pandemia, la crisi dei redditi e dei consumi hanno determinato una contrazione generalizzata dei ricavi delle attività di ristorazione; al tempo stesso la crisi energetica, i rincari delle materie prime e la riattivazione delle imposte di tutti i tipi (a partire dal canone unico per l’occupazione del suolo pubblico) hanno generato una impennata sensibile dei costi di gestione. In queste condizioni le imprese dei servizi della ristorazione, in primis, ma anche moltissime altre attività funzionali allo sviluppo economico locale in chiave turistica in particolare (strutture ricettive, imprese del divertimento, agenzie viaggi, artigianato tipico, organizzatori professionali di eventi, ecc.) non ce la fanno più e stanno chiudendo.

La politica e le istituzioni, tra un rinvio e l’altro, non possono assistere passivamente all’impoverimento del tessuto delle imprese locali che promuovono il territorio con le sue eccellenze enogastronomiche e garantiscono occupazione; non possono consentire, per insufficienze delle norme e del sistema dei controlli, la riedizione di “sagre solo di  nome”, cioè di quelle manifestazioni che nei fatti sono vere e proprie attività commerciali che, sfruttando la forma giuridica dell’associazione, lucrano su trattamenti favorevoli (fiscale, contributivo, sulla sicurezza, ecc.) che dovrebbero essere ad esse preclusi.

Riteniamo che gli organizzatori e i volontari delle sagre storiche e di qualità e gli operatori dei servizi di ristorazione stiano dalla stessa parte e siano tutti danneggiati da una disciplina normativa carente e dalla latitanza del sistema dei controlli.

Non si può rappresentare la questione come una contrapposizione di interessi privati, né chiamarsi fuori di fronte alle ragioni delle imprese che chiedono l’applicazione, non solo formale, ma anche sostanziale delle norme che presidiano la materia.

Non si tratta di interessi privati contrapposti: da un lato, infatti, c’è l’interesse pubblico alla promozione territoriale, che si può perseguire solo tramite le imprese di ristorazione e turistiche e le manifestazioni di qualità (realtà che spesso infatti trovano interessanti formule di collaborazione); dall’altro lato c’è l’interesse del tutto privato di soggetti che, sfruttando le maglie larghe delle leggi e l’inefficacia dei controlli, invece di promuovere il territorio svolgono nei fatti attività di concorrenza sleale.

Sarebbe facile con pochi approfondimenti capire se ci si trova di fronte a una vera promozione del territorio o a una attività commerciale privata irregolare mascherata. Basta verificare se nella singola “sagra” si promuovono i prodotti tipici o si inventano tradizioni che non esistono; se è prevista o meno la collaborazione con le attività dei servizi di ristorazione del territorio; se ci si rivolge principalmente o essenzialmente a fornitori locali; se viene previsto un budget per investimenti pubblicitari per attrarre flussi dai territori limitrofi e da fuori regione; se in maniera trasparente viene dato resoconto pubblico sull’impiego dei ricavi generati dalla manifestazione.

È facile, ma le norme regionali non prevedono questi criteri di verifica, ed i Comuni faticano ad attivare i controlli.

Riteniamo pertanto urgente un intervento risolutivo della Regione Umbria affinché si aggiornino e rendano più precisi e puntuali i parametri della legge regionale sulle sagre e affinché i Comuni attivino procedure di controllo effettivo ed efficace.

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Maggio 26, 2022
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BANDO per imprese della CERAMICA ARTISTICA

Pubblicato un bando riservato alle imprese della ceramica artistica di qualità e tradizionale (codice Ateco primario 23.41)

L’agevolazione consiste in un contributo in conto capitale in de Minimis che può arrivare fino all’80% delle spese totali ammissibili e fino a un contributo massimo di 50mila euro per impresa.

I progetti ammissibili a contributo (con importo minimo di 10mila euro) devono avere una delle seguenti finalità:

  • lo sviluppo di piattaforme informatiche per il settore
  • lo sviluppo tecnologico dell’impresa
  • l’acquisto di uno o più macchinari nuovi di fabbrica per lo sviluppo industriale dell’impresa

Le spese ammissibili sono quelle:

  • sostenute dal 17 maggio al 30 giugno 2022;
  • finalizzate direttamente all’attività dell’impresa;
  • relative a beni e servizi acquistati da terzi che non hanno relazioni con l’impresa acquirente e alle normali condizioni di mercato;
  • effettuate attraverso modalità che consentano la loro piena tracciabilità e la loro riconducibilità ai titoli di spesa a cui si riferiscono

Sono escluse le spese per acquistare/pagare:

  • pezzi di ricambio o altre attrezzature che non soddisfano il requisito dell’autonomia funzionale
  • terreni, fabbricati, opere murarie
  • scorte di materie prime o semilavorati – materiali di consumo – attrezzature e arredi – beni non nuovi di fabbrica
  • mezzi dotati di targa
  • utenze varie
  • tasse, contributi, oneri sociali, spese legali o notarili
  • beni non funzionali all’attività di impresa o per i quali si siano già ottenuti incentivi
  • commesse interne

La domanda, la relazione tecnica e i titoli giustificativi e di pagamento delle spese sostenute vanno inviate 1 giugno 2022 e fino alle 23,59 del 12 agosto 2022 a Invitalia 

Le domande dovranno riferirsi, quindi, a spese sostenute dal 17 maggio 2022 al 5 agosto 2022.

Per maggiori informazioni contatta il nostro ufficio Bandi e Incentivi:

 

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Maggio 18, 2022
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RISTORI RATE di FINANZIAMENTI/LEASING per ACQUISTO AUTOBUS

Pubblicato il bando sui ristori relative a rate di mutui e canoni leasing per l’acquisto di autobus turistici nuovi (categoria M2 e M3), da parte di imprese di trasporto commerciale di linea e di noleggio.

Stanziati:

  • 50milioni di euro per le rate/canoni in scadenza (anche per effetto delle dilazioni) tra il 23/2 e il 31/12/2020 e relative ad acquisti effettuati dal 01/12/2018 da imprese di noleggio autobus con conducente (risultante dalla carta di circolazione, seppure provvisoria, o dal documento unico di circolazione DUC)
  • 20milioni di euro per le rate/canoni in scadenza (anche per effetto delle dilazioni) tra il 23/2 e il 31/12/2021 e relative ad acquisti effettuati dal 01/12/2021 da imprese di trasporto passeggeri di linea non soggetti a obblighi di servizio pubblico (purché in possesso di almeno uno dei titoli autorizzativi indicati dal bando).

La domanda, che va presentata entro il 29 maggio 2022 sulla piattaforma Consap (link), deve riportare:

  • dati dell’impresa e numero di iscrizione al REN
  • targa del veicolo acquistato e relativa iscrizione al PRA
  • importo richiesto (corrispondente alla somma delle rate) per ciascun autobus acquistato
  • IBAN dell’impresa
  • che al 31/12/2019 l’impresa non era in condizioni di difficoltà (art. 2, punto 18, del regolamento (UE) n. 651/2014)
  • di non aver presentato domande di ristoro per le stesse rate/canoni.

Alla domanda devono essere allegati:

  1. il piano di ammortamento originario per l’acquisto di ciascun autobus riferito al periodo soggetto a ristoro;
  2. le quietanze di pagamento delle rate/canoni oppure l’attestazione bancaria o della società locatrice qualora l’impresa si sia avvalsa della sospensione dei pagamenti;
  3. dichiarazione sostitutiva rilasciata dal rappresentante legale dell’impresa in merito alla tracciabilità dei flussi finanziari;
  4. nel caso in cui il contributo richiesto sia superiore a 150.000 euro, le dichiarazioni in merito alla non sussistenza delle cause di divieto, di decadenza o di sospensione (art. 67 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159).

Se le richieste di ristoro dovessero essere maggiori delle risorse disponibili il Ministero riparametrerà proporzionalmente il contributo richiesto da ciascuna impresa.

Scarica qui il decreto.


Per maggiori informazioni sui ristori delle rate dei finanziamenti e leasing per l’acquisto di autobus turistici contatta:

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Maggio 12, 2022
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“REGOLE CHIARE per le SAGRE”

“Dopo due anni difficilissimi dovuti alla pandemia, che hanno ridotto drasticamente i nostri fatturati, e di fronte alla nuova emergenza rappresentata dai rincari di energia e materie prime, ci manca solo la ripresa delle sagre di paese in assenza di regole chiare e stringenti per dare il colpo di grazie alle imprese della ristorazione che, ricordiamolo, rappresentano anche un presidio fondamentale di uno dei fattori di maggiore attrattività della regione: l’enogastronomia umbra di qualità.”

A lanciare un appello alla Regione affinché la ripresa delle sagre non si traduca nell’ennesimo fattore di difficoltà per le imprese della ristorazione è Paolo Ercolani, ristoratore di Spello, alla guida della categoria all’interno di Cna Turismo Umbria.

“Pensiamo che palazzo Donini debba fare una valutazione molto attenta e concertata delle scelte sul fronte della disciplina delle sagre e delle feste popolari – dichiara Ercolani -, che in alcuni territori diventano un competitor ulteriore senza però concorrere in condizioni di parità, sia per quanto riguarda i costi generali di esercizio, sia in termini di qualità. E se questo ha sempre costituito un problema, a maggior ragione lo rappresenta oggi, dopo lo tsunami sanitario ed economico che ha investito il nostro come altri settori. Aggiungiamoci i forti rincari energetici e delle materie prime, che aumentano le nostre spese e al tempo stesso contraggono i consumi e le capacità di spesa delle famiglie. Senza dimenticare la tassazione locale: innanzitutto la fine dell’esenzione relativa alla Tosap per coloro che hanno ampliato le superfici esterne per ospitare la clientela in condizioni di sicurezza; ma anche il passaggio alla Taric è un ulteriore elemento di complicazione e di impatto sui nostri bilanci. Non ultimo va tenuto presente quanto le imprese della ristorazione debbano investire per i propri lavoratori anche sul fronte della sicurezza e per conformarsi agli standard di igiene e di qualità richiesti dalla normativa di settore. Tenuto conto di tutti questi fattori, i rischi per il nostro settore legati anche alla ripresa indiscriminata delle sagre sono facilmente intuibili.”

Ma c’è un ultimo elemento sul quale Paolo Ercolani pone l’accento.

Il cibo e la sua filiera sono un fattore fortemente caratterizzante dell’identità dell’Umbria: non dimentichiamo che oltre il 50% dei turisti che scelgono la nostra regione come destinazione lo fanno per l’offerta enogastronomica diffusa su tutto il territorio regionale. La valorizzazione delle produzioni locali e di eccellenze umbre quali la norcineria, l’olio, il cioccolato, il tartufo, la birra, il miele è strategica e – è bene ricordarlo – passa innanzitutto per il sostegno agli operatori della ristorazione di qualità, anch’essi reali ambasciatori dell’immagine di una regione autentica, in cui le produzioni locali sono espressione del territorio, sono sinonimo di genuinità, qualità, sostenibilità e sono il risultato di una lunga e sapiente tradizione delle imprese della filiera agroalimentare. La Regione deve valutare bene chi debba presentare e rappresentare l’offerta enogastronomica umbra, che deve contraddistinguersi per il profilo professionale e per la qualità dei prodotti che offre. Perché il brand Umbria – conclude il portavoce regionale dei ristoratori di Cna Turismo – si costruisce anche ai tavoli dei nostri ristoranti.”

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Maggio 02, 2022
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ECONOMIA di GUERRA a UMBRIA TV

Dopo il confronto tra imprenditori, parlamentari e amministratori dello scorso 19 marzo al Quattrotorri, si torna a parlare di ECONOMIA DI GUERRA e delle strategie per affrontarla insieme alle imprese e alla politica.

L’appuntamento è per giovedì 24 marzo alle ore 21:00 su UMBRIA TV (canale 10 del digitale terrestre) con la trasmissione IN umbria condotta da Giacomo Marinelli Andreoli, che vedrà ospiti:

  • MICHELE CARLONI – Presidente CNA Umbria
  • ROBERTO GIANNANGELI– Direttore CNA Umbria
  • MIRKO PAPA – Imprenditore, vice Presidente CNA Umbria
  • MICHELE FIORONI– Assessore regionale allo Sviluppo economico
  • LUCA BRIZIARELLI – Senatore Lega Salvini Premier

In collegamento ci sarà anche

  • WALTER VERINI – Deputato PD
  • FIAMMETTA MODENA – Senatrice Forza Italia
  • CAMILLA LAURETI– Europarlamentare PD

Non perderti la puntata su “Economia di guerra”, sintonizzati alle 21.00 su UMBRIA Tv!

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Marzo 24, 2022
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ECONOMIA di GUERRA, INCONTRO pubblico il 19 MARZO

“Nel giro di due settimane siamo passati da una situazione di difficoltà per i rincari generalizzati e di preoccupazione crescente anche per le tensioni internazionali, a una che, di fatto, ci fa piombare in una vera e propria economia di guerra. Impensabile poterne uscire senza una collaborazione corale tra forze sociali, politiche, istituzionali. Per questo abbiamo indetto per il 19 marzo prossimo un incontro pubblico a Perugia tra imprenditori e parlamentari eletti in Umbria che stiamo cercando di allargare anche alle istituzioni regionali.

Michele Carloni, presidente di CNA Umbria, raccoglie le preoccupazioni delle migliaia di imprese che, ogni giorno che passa, si trovano di fronte al dilemma se continuare la propria attività o fermarsi.

“Il caro carburante sta costringendo tutte le imprese del trasporto merci e persone a morire lentamente – afferma Carloni -, strette tra due possibilità di scelta: fermare l’attività con il rischio di non riuscire più a ripartire, oppure continuare a lavorare in perdita. Gli aumenti vertiginosi delle bollette energetiche stanno creando difficoltà enormi a tutte le imprese di produzione che, per questo, sono di fronte allo stesso dilemma. La mancanza di materie prime, i cui prezzi peraltro sono aumentati pesantemente, sta mettendo in discussione la ripresa delle imprese edili e degli impiantisti innescata dal Superbonus e dagli altri crediti di imposta. Per non parlare del settore del turismo, colpito duramente dalla pandemia, che oggi vede di nuovo messa in discussione la propria attività e si trova nell’impossibilità di fare una qualsivoglia programmazione, anche a breve termine. Una situazione estremamente difficile per tutti, famiglie comprese, che va gestita con un grande sforzo di collaborazione che coinvolga le persone, gli imprenditori, le loro associazioni, le forze sindacali, le istituzioni e, naturalmente, tutti i Paesi, a cominciare da quelli europei. Per quello che riguarda l’Umbria abbiamo deciso di organizzare un incontro pubblico il 19 marzo prossimo, a partire dalle ore 10.30, che si svolgerà presso l’hotel Quattrotorri a Perugia, al quale abbiamo invitato i nostri associati e gli eletti al parlamento italiano ed europeo nel territorio regionale, molti dei quali ci hanno già confermato la propria partecipazione. Siamo convinti che solo attraverso un confronto costruttivo si possa far fronte alle difficoltà e porre le basi per poterne uscire il prima possibile e alle migliori condizioni. Servono misure anche straordinarie, sulle quali ci aspettiamo decisioni importanti dal vertice in corso oggi a Versailles tra i capi di Stato europei. Solo così, forse – conclude il presidente regionale della CNA -, riusciremo a evitare che questi rincari eccezionali e generalizzati rendano tutti molto più poveri, a cominciare da chi vive del proprio lavoro come le imprese, ma anche le famiglie e le categorie sociali più deboli.”

 

Per iscrizioni all’evento qui 

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Marzo 12, 2022
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  • CNA UMBRIA

    Via Angelo Morettini, 7
    06128 Perugia
    Tel: 075 505911 ||
    Fax: 075 5006279
    info@cnaumbria.it
    C.F. 94005590545

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