Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa
Login
or
Register

Torna Artigiano in FIERA dal 4 al 12 dicembre. Scopri come partecipare

Artigiano in Fiera è il maggiore evento fieristico internazionale dedicato all’Artigianato e alle Piccole Imprese.

Nei 9 giorni di manifestazione e con oltre 1.670.000 visitatori, può rappresentare per le aziende:

  • un’opportunità di marketing
  • un’occasione di vendita diretta al cliente finale
  • la possibilità di promuoversi verso il grande pubblico

CNA Umbria promuove e coordina la presenza delle imprese nell’Area Umbria in collaborazione con Ge.Fi. SpA.

Dove: Fiera Milano Rho

Quando: 4-12 dicembre 2021

Invia subito la tua adesione clicca qui

Non rappresenta la domanda definitiva, per cui vi daremo istruzioni dettagliate in seguito, ma ci permetterà di informare e coinvolgere i GAL umbri per la rapida gestione delle azioni formali al fine di ottenere un eventuale sostegno da parte loro

 

Sticky
Giugno 23, 2021
Commenti disabilitati su Torna Artigiano in FIERA dal 4 al 12 dicembre. Scopri come partecipare

TPL UMBRIA, serve un CAMBIO di PASSO

Presentate le proposte delle piccole imprese del settore:

soluzioni green e su misura, prezzi concorrenziali

e investimenti digitali

 

Soluzioni flessibili e green adatte alle caratteristiche geografiche e demografiche dell’Umbria, prezzi assolutamente concorrenziali e disponibilità a fare investimenti importanti in materia di digitalizzazione. È quanto sono disposte a mettere sul piatto le piccole imprese private del trasporto pubblico locale, supportate da uno studio sulle “Potenzialità di sviluppo di un sistema di trasporto flessibile a richiesta a servizio della mobilità nella regione Umbria”, realizzato con il contributo scientifico dell’Università degli Studi di Bologna (prof.ssa Maria Nadia Postorino).

“Con questo lavoro – dichiara Enrico Ceccarelli, imprenditore del trasporto persone e dirigente di CNA Fita Umbria – intendiamo portare il nostro contributo alla riflessione aperta su come riorganizzare la rete del trasporto pubblico locale regionale, in vista dell’imminente nuova gara di affidamento del servizio. Lo studio si concentra sulla formula alla quale, ne siamo convinti, l’Umbria dovrà guardare per disegnare il futuro del trasporto locale.”

“La nostra regione – aggiunge Marina Gasparri, responsabile regionale della Cna per il settore dei trasporti – presenta caratteristiche tali in fatto di morfologia e di struttura insediativa per cui, di fatto, esistono solo due grandi nodi, Perugia e Terni, dove la domanda di trasporto pubblico giustifica pienamente un servizio così come lo abbiamo conosciuto finora, fatto di autobus da oltre 50 posti, con itinerari e orari fissi. Nel resto dell’Umbria la domanda di trasporto è debole, influenzata da territori montani e spazi rurali; persone anziane e disabili che, per motivazioni diverse, non possono utilizzare un trasporto pubblico standard. E sono proprio le aree a domanda debole a rappresentare la sfida in termini di pianificazione, perché occorre bilanciare il diritto alla mobilità delle persone con l’utilizzo delle risorse. La soluzione che, secondo noi, è in grado di rispondere a questa esigenza è quella della mobilità flessibile su richiesta: un sistema che fornisce all’utente, in tempo reale, una serie di soluzioni di viaggio già ottimizzate rispetto al momento in cui il servizio vuole essere utilizzato, e per questo economiche anche se tagliate su misura. Un servizio di questo tipo – prosegue Gasparri – richiede un parco mezzi fatto di vetture, minivan e minibus, un equipaggio di autisti complessivamente in grado di garantire la massima flessibilità e, soprattutto, una piattaforma digitale di supporto, per la quale le piccole imprese private sono disponibili a realizzare gli investimenti necessari.”

Una sfida in termini di organizzazione e disponibilità che i piccoli operatori privati del trasporto persone sono in grado di sostenere in pieno, avendo anche già un’esperienza in materia con i servizi a chiamata che già forniscono da anni, seppure per numeri limitati.

“La mobilità flessibile – va avanti Marina Gasparri -, se introdotta sistematicamente, razionalizzerebbe in termini di costi tutto il servizio pubblico, permettendo di azzerare le diseconomie che si generano applicando il servizio tradizionale a zone o ad orari della giornata in cui la domanda dell’utenza è bassa, offrendo in cambio un servizio di maggiore qualità e più rispondente alle attese degli utenti. Pensiamo inoltre ai notevoli vantaggi ambientali che ne deriverebbero con meno mezzi in circolazione e un progetto di progressiva conversione del parco macchine con veicoli ad alimentazione ecologica. Infine, un sistema di trasporto flessibile a chiamata sarebbe l’ideale per accogliere anche un’altra domanda in cui l’Umbria deve fare passi avanti, quella che viene dai turisti, che potrebbero utilizzare il servizio a chiamata per i trasferimenti del cosiddetto ultimo miglio (dall’aeroporto, dai nodi ferroviari) e per gli spostamenti interni tra città e borghi.”

Lo studio approfondisce le caratteristiche tecniche del servizio, sia da un punto di vista dell’infrastruttura digitale che dovrebbe gestire le richieste provenienti dagli utenti, sia su come rendere ancora più forte la vocazione green, con il possibile utilizzo di mezzi a combustibili alternativi.

“Insomma – conclude Gasparri – nonostante la crisi profonda in cui hanno vissuto questo anno e mezzo di pandemia, le imprese artigiane del trasporto privato sono pronte a fare la loro parte nel nuovo TPL dell’Umbria, con idee e progetti che guardano al futuro.”

Scarica la rassegna

Sticky
Maggio 28, 2021
Commenti disabilitati su TPL UMBRIA, serve un CAMBIO di PASSO

Arriva GUSTUM, il CIRCUITO della RISTORAZIONE

gustum

 

GUSTUM, un circuito che valorizzi la grande tradizione gastronomica regionale attraverso il coinvolgimento di ristoranti,  imprese agricole, GAL e associazioni di categoria.

A promuoverlo sono i GAL Alta Umbria, Media Valle del Tevere, Trasimeno-Orvietano, Valle Umbra e Sibillini.

Aderire a Gustum permetterà alle imprese di entrare a far parte di un itinerario gastronomico che sarà promosso su scala nazionale e la possibilità  di instaurare rapporti commerciali con aziende agricole e agroalimentari di prodotti tipici umbri, con vantaggi per tutti.

Sono previste anche iniziative di sensibilizzazione rivolte a chi partecipa per aumentare la conoscenza della tradizione agroalimentare e gastronomica del territorio umbro.

La prima fase di selezione interesserà 18 imprese per ogni GAL territoriale per un totale di 72 imprese.

Chi può partecipare?

  • Ristorazione con somministrazione (codice Ateco 56.10.11)
  • Agriturismi con ristorazione (codice Ateco 56.10.12)
  • Attività di alloggio connesse alle aziende agricole (codice Ateco 55.20.52)
  • Supermercati (codice Ateco 47.11.20)  e Minimercati (codice Ateco 47.11.40)  alimentari con una superficie fino a 400 mq

Le imprese che vogliono aderire devono presentare richiesta formale al GAL competente per territorio.

Clicca sui link qui sotto:


 

Sticky
Maggio 24, 2021
Commenti disabilitati su Arriva GUSTUM, il CIRCUITO della RISTORAZIONE

TURISMO, serve una PROGRAMMAZIONE CONDIVISA

turismo programmazione condivisa

 

“Definire insieme una data certa per la riapertura delle attività e programmare sinergicamente le iniziative pubbliche e private rappresentano il percorso obbligato per la ripartenza della stagione turistica dopo l’ottimo lavoro fatto dalla Regione per il sostegno a uno dei comparti che, per i grandi effetti su un indotto costituito da micro e piccole imprese dei servizi e del manifatturiero. Sicuramente è tra più importanti per l’economia regionale.”

A parlare è Michele Benemio, imprenditore alberghiero nonché presidente di Cna Turismo e Cultura Umbria.

“Il pacchetto Umbriaperta presentato dall’assessore Paola Agabiti rappresenta un ottimo inizio.

Tra le misure previste la più incisiva è sicuramente quella per la qualificazione delle strutture ricettive, alla quale sono destinati 8 dei 14 milioni previsti dal piano. Ma servono ulteriori strumenti, in particolare quelli volti a favorire l’accesso al credito da parte di tutte le imprese, determinante soprattutto nella fase della ripartenza per avere la giusta liquidità necessaria alla riaccensione dei motori. Al tempo stesso è fondamentale stabilire a stretto giro una data certa anche per la riapertura dei ristoranti al chiuso. Sono tantissime le imprese di ristorazione che non hanno a disposizione le superfici per riprendere l’attività all’aperto e che sono alle prese con difficoltà anche maggiori rispetto alle strutture ricettive. In questo caso siamo disponibili, perlomeno nella fase iniziale, anche a un irrigidimento delle prescrizioni sulle distanze tra i tavoli pur di ricominciare subito.”

Da Benemio arriva un giudizio positivo anche sulle proposte in discussione nell’ambito del Recovery fund.

“Bene i progetti per la realizzazione o l’ampliamento delle piste ciclabili o per il potenziamento dei percorsi religiosi o alla qualificazione dei piccoli borghi. L’unica nota ancora dolente è quella di una tassazione locale che non tiene minimamente conto dell’andamento reale del comparto, che dal marzo dello scorso anno, è sicuramente il più penalizzato. Riteniamo che in tutti i Comuni, nonostante alcune piccole agevolazioni adottate qua e là, almeno per tutto il 2021 debba essere prevista un’esenzione totale dal pagamento di Imu, Tari, Tosap e tassa di soggiorno da parte delle imprese del turismo. Tasse locali elevate e mancanza di liquidità rischiano di rappresentare un impedimento insormontabile per l’effettiva ripartenza di tante strutture, dietro le quali si reggono le sorti di tante famiglie: quelle degli imprenditori ma anche quelle di tanti dipendenti. In ultimo – conclude Benemio – dobbiamo essere consapevoli che, qualunque cosa faremo, perché abbia successo presuppone una rapida e massiccia campagna vaccinale. Campagna, mi sento di aggiungere, che laddove fosse aperta alle categorie economiche necessarie, non preveda distinzioni tra imprese di serie A e imprese di serie B, perché al di là delle dimensioni aziendali, imprenditori e lavoratori hanno tutti gli stessi diritti.”

Scarica la rassegna

Sticky
Aprile 21, 2021
Commenti disabilitati su TURISMO, serve una PROGRAMMAZIONE CONDIVISA

Un BANDO per le STRUTTURE RICETTIVE

bando strutture ricettive

Si chiama UMBRIA APERTA  ed è un bando a sostegno delle strutture ricettive che, a causa del Covid-19, abbiano subito un calo di almeno il 15% di fatturato rispetto all’anno precedente.

Possono accedervi le strutture alberghiere, extralberghiere, all’aria aperta e le residenze d’epoca (Ateco 2007, sezione 55) che operino in regime d’impresa, siano in regola e attive. Esclusi gli agriturismi.

Le risorse disponibili ammontano a 8 milioni di euro, di cui 1 milione riservato alle imprese con sede nell’area del cratere sismico (Arrone, Cascia, Cerreto di Spoleto, Ferentillo, Montefranco, Monteleone di Spoleto, Norcia, Poggiodomo, Polino, Preci, Sant’Anatolia di Narco, Scheggino, Sellano, Vallo di Nera, Spoleto).

Le spese ammissibili, sostenute dopo il 1° gennaio 2021 e non ancora completate, sono quelle relative a:

  • opere edili, murarie e impiantistiche immediatamente cantierabili al momento di presentazione della domanda;
  • opere edili sulle strutture di servizi funzionali allo svolgimento dell’attività (es. palestre, piscine etc) e nelle aree verdi;
  • acquisto di macchinari, attrezzature, impianti opzionali, finiture e arredi, compresi montaggio e allacciamento;
  • acquisto di hardware, software, servizi di cloud computing, per il miglioramento e sviluppo di siti web aziendali multilingua e/o per l’e- commerce, potenziamento di piattaforme B2C, e-commerce;
  • interventi di promo-commercializzazione della struttura (max 10% del valore del progetto).

Il contributo è concesso in  Temporary framework ed è pari al 75% delle spese ammissibili fino a un massimo di 200mila euro.

I progetti ammessi al bando dovranno essere completati entro il 28 febbraio 2022.

La compilazione delle domande, per le quali occorrerà avere l’accreditamento FED o SPID e un indirizzo di posta certificata, partirà dalle ore 10,00 del 15 aprile 2021 fino alle ore 12,00 del 30 giugno 2021, mentre per l’invio la finestra temporale andrà dalle ore 10,00 del 28/04 alle ore 12.00 del 30/2021.

La graduatoria terrà conto dell’ordine cronologico di arrivo delle domande e dei punti assegnati in base a una serie di requisiti (minimo 51 punti su 100).


Se hai bisogno di ulteriori informazioni contatta il nostro ufficio Bandi e Incentivi:

Sticky
Aprile 06, 2021
Commenti disabilitati su Un BANDO per le STRUTTURE RICETTIVE

Le IMPRESE ARTIGIANE sono al COLLASSO

In attesa della copertura vaccinale

trovare regole per lavorare e convivere con il Covid

 

imprese artigiane collasso

Roberto Giannangeli – Direttore CNA Umbria

“A distanza di un anno dall’inizio dell’emergenza Covid-19, di fronte alla risalita dei contagi e a una campagna vaccinale a rilento, non c’è altra strada che trovare modalità di convivenza con il virus in grado di tenere insieme la continuità lavorativa e la sicurezza sanitaria. L’alternativa è il collasso di centinaia di artigiani e piccole imprese e la perdita di migliaia di posti di lavoro.”

Per Roberto Giannangeli, direttore di CNA Umbria, l’allarme è massimo.

“Il mondo dell’artigianato e della micro-piccola impresa nel 2020 ha cercato, come si suol dire, di tenere botta di fronte a una situazione senza precedenti. Fatta eccezione per il settore del trasporto persone, da subito colpito duramente e senza prospettive di ripresa a breve, tutte le altre imprese si sono rimboccate le maniche, hanno adottato severi protocolli anti contagio e hanno cercato di trovare nuovi segmenti di mercato, nuovi prodotti o servizi, nuovi modi di lavorare. Dopo un’estate tranquilla e, anzi, al di sopra delle migliori aspettative, con la ripresa dei contagi in autunno, le ulteriori restrizioni agli spostamenti e la chiusura delle filiere produttive legate alla ristorazione, all’intrattenimento, alla cultura e ad alcuni servizi alla persona, la domanda ha subìto un vero e proprio crollo. La ricerca che abbiamo presentato alcune settimane (puoi scaricarla qui) fa evidenziava cali di fatturato tra il 10% e il 50% per le imprese manifatturiere del made in Italy e riduzioni importanti in quelle dei servizi. Gli unici settori in cui si segnala una ripresa sono quelli del digitale, della logistica, del trasporto merci e delle costruzioni. I ristori previsti dai vari decreti governativi o dalla Regione per le imprese chiuse, ma non per quelle che sebbene aperte ma i cui incassi sono scesi costantemente, non sono altro che esigui palliativi. Diventa quindi fondamentale, – aggiunge Giannangeli – per salvaguardare le imprese e l’occupazione, andare verso la riapertura immediata delle attività e la ripresa della mobilità delle persone. Non ci sono alternative. Abbiamo iniziato il 2021 animati dalla speranza di una campagna di vaccinazioni che in pochissimi mesi ci avrebbe fatto raggiungere l’immunità di gregge. Ma è ormai chiaro che non sarà così, la disponibilità dei vaccini è minima e a questi ritmi passeranno anni prima che almeno il 70% della popolazione conquisti l’immunità. Possiamo ragionevolmente pensare che si possa aspettare questo traguardo prima di riprendere l’attività lavorativa? Riusciamo a immaginare le conseguenze di ciò sulle imprese e sul mantenimento dei posti di lavoro se non invertiremo la rotta? Spesso si fa caso unicamente alle situazioni di crisi delle grandi aziende, ma se dovessero collassare centinaia di piccole imprese l’impatto sull’occupazione sarebbe ben più visibile. Noi – conclude Giannangeli – crediamo che sia urgentissimo prendere atto una volta per tutte della gravità della situazione e studiare protocolli di sicurezza tali da permettere alle imprese di lavorare, alle persone di spostarsi liberamente e all’economia di riprendere a girare.”

Scarica la rassegna

Sticky
Febbraio 27, 2021
Commenti disabilitati su Le IMPRESE ARTIGIANE sono al COLLASSO

WEBINAR TURISMO, ecco il 2° CICLO

webinar turismo

Arriva il 2° ciclo completamente gratuito di e-learning  organizzato da CNA e dedicato alle imprese del turismo.

Dopo la prima serie di webinar dei mesi scorsi, in questa nuova tornata si parlerà di turismo digitale. L’emergenza epidemiologica causata dal virus ha imposto pesanti restrizioni alla mobilità dei cittadini. Questa condizione di necessità, tuttavia, ha aumentato l’offerta di turismo virtuale, con musei, parchi, siti archeologici, località turistiche etc… che, in assenza di visitatori in presenza, hanno utilizzato varie piattaforme per rendere fruibili la bellezze del Paese anche da remoto.

Ma l’interazione con il digitale sicuramente caratterizzerà il settore del turismo anche quando tutto tonerà alla normalità e si potrà riprendere a viaggiare.

Per cogliere tutte le potenzialità del digitale CNA propone tre nuovi webinar:

  • “I processi digitali e i social media”: si esploreranno le possibilità di promozione digitale del turismo
  • “Augmented reality”: nel secondo si parlerà di realtà aumentata con la presentazione di alcuni casi
  • “Reti museali, ecomusei e siti Unesco: nel terzo si vedrà come la tecnologia possa sostenere accessibilità e valorizzazione del territorio.

L’appuntamento con il primo webinar è fissato per lunedì 1° marzo – ore 16

Relatori:

  • Luca Reitano, docente di social media – Centro Digi Lab Sapienza – Università di Roma
  • Paola Panarese, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi CORIS della Sapienza – Università di Roma

Per le imprese associate a CNA la partecipazione è gratuita!

Clicca qui per registrarti.

Se invece hai già partecipato ai webinar del 1° ciclo utilizza le stesse credenziali!


Per maggiori informazioni sull’iniziativa e su come partecipare ai webinar per le imprese del turismo contattare:

Sticky
Febbraio 22, 2021
Commenti disabilitati su WEBINAR TURISMO, ecco il 2° CICLO

Subito RISTORI REGIONALI alle IMPRESE in crisi

Far riaprire al più presto tutte le attività sospese

ristori imprese in crisi

“Condividiamo la richiesta al governo, avanzata in questi giorni dalla presidente della giunta regionale, di prevedere ristori più estesi alle imprese, soprattutto a quelle rimaste fuori dai decreti, ma il rischio è che l’ossigeno arrivi quando il paziente è ormai in coma irreversibile o addirittura morto. È assolutamente indispensabile, perciò, che la Regione anticipi questi ristori alle imprese dei settori più colpiti, stremate dopo un anno di inattività, o quasi.

È la richiesta avanzata da Cna Umbria e Confartigianato imprese Umbria, nel momento in cui la gravità della situazione epidemiologica nella regione ha dato origine a ulteriori inasprimenti nei confronti dell’operatività delle imprese. Misure di cui, al momento, è difficile ipotizzare la durata ma molto facile prevedere gli effetti.

“Le pesanti restrizioni dell’ultimo Dpcm e le conseguenze dell’ordinanza regionale del 6 febbraio, che ha instaurato la zona rossa in buona parte dell’Umbria, mettono in ginocchio interi settori economici già stremati da un anno terribile – dichiara Renato Cesca, presidente di Cna Umbria -. Non solo commercio e ristoranti, ma anche bar, estetiste, toelettatori, palestre che vengono aperti e chiusi da mesi come se fossero interruttori, e ora completamente fermi. E che si aggiungono alla schiera dei tanti operatori che non hanno mai di fatto ripreso l’attività, come il settore del trasporto persone. Oppure alle varie attività artigianali e dei servizi alla persona ubicati all’interno dei centri commerciali, obbligate da mesi a rimanere chiuse nei festivi e prefestivi, quindi nei giorni di maggior incasso.”

“Non è più possibile aspettare – aggiunge Mauro Franceschini, presidente di Confartigianato imprese Umbria -, il rischio concreto è di trasformare in deserto un patrimonio di imprese e mettere sul lastrico intere famiglie. Noi crediamo che occorra far entrare velocemente nelle casse delle imprese di questi settori i sussidi necessari a sostenerle e attuare un piano efficace che tuteli la salute di tutti noi e eviti nuove, drastiche chiusure. È indispensabile, quindi, che in attesa di ulteriori, auspicabili ristori da parte del nuovo governo nazionale, la Regione Umbria definisca subito un nuovo provvedimento con le misure necessarie a sostenere queste categorie maggiormente danneggiate dalle nuove chiusure e dal protrarsi della pandemia. Bene la previsione di una misura ad hoc per il commercio appena annunciata dall’assessore Fioroni, ma è urgente allargare il piano d’azione anche agli altri settori in sofferenza, tra cui l’artigianato.”

Per Cna e Confartigianato “vanno prese anche misure di sistema, a partire dai controlli. Sono gli stessi operatori a chiederlo. I ristoratori, ad esempio, sono disposti ad accettare misure ulteriori pur di poter tornare a fare il proprio lavoro. Chiedono però che quegli stessi controlli siano fatti anche fuori, nelle piazze e nelle strade. Così come i centri estetici, chiusi in zona rossa per una scelta che non si comprende visto che si tratta di un settore con protocolli anti-contagio tra i più sicuri e ben lontano dal generare assembramenti. Le imprenditrici dell’estetica chiedono almeno più controlli su un esercito di operatrici abusive che si muove in libertà. E, come chiediamo da tanto, più ispezioni anche nelle aree di attesa degli autobus per far ripartire la scuola, obiettivo che dobbiamo darci tutti come prioritario e, con essa, le imprese del trasporto persone. Le operazioni di screening e tracciamento, il funzionamento delle terapie intensive e il piano di vaccinazione – concludono Cesca e Franceschini -, speriamo faranno il resto nel più breve tempo possibile.”

Scarica la rassegna

Sticky
Febbraio 13, 2021
Commenti disabilitati su Subito RISTORI REGIONALI alle IMPRESE in crisi

IMPRESE, CALI di FATTURATO e MANCANZA di LIQUIDITÀ

Preoccupano anche le previsioni 2021

sui fatturati delle imprese umbrecalo fatturato imprese e mancanza liquidità

“Pesanti cali di fatturato, mancanza di liquidità e difficoltà ad accedere a nuove linee di credito. Per le imprese umbre è questo il triste bilancio al termine del primo anno di pandemia da Covid 19. Quel che è peggio è che le previsioni per i primi mesi del 2021 non lasciano troppe speranze su un’inversione di tendenza e molte imprese non sono in grado di elaborare nuove strategie per riposizionarsi. Perciò è necessario intervenire con urgenza, oltre che sul sostegno agli investimenti, anche nella facilitazione per l’accesso al credito per garantire la continuità lavorativa delle aziende in difficoltà.”

Roberto Giannangeli, direttore di CNA Umbria, è preoccupato dal consuntivo 2020 degli effetti economici della pandemia sanitaria, certificati anche dalla seconda parte dell’indagine (la puoi scaricare qui) condotta insieme al centro studi Sintesi che, nei giorni scorsi, aveva già fornito dati drammatici su Pil, investimenti, esportazioni e occupazione .

Oltre il 70% delle imprese umbre nel 2020 ha visto calare il proprio fatturato – puntualizza Giannangeli -, rispetto al 20% che non ha rilevato variazioni e a solo l’8% che ha registrato un aumento. Tra chi ha visto il fatturato scendere, oltre la metà ha registrato un calo oscillante tra il 10 e il 50%, imputabile per la maggior parte al crollo della domanda conseguente alle restrizioni adottate per contenere il contagio da Covid-19. Una contrazione che più del 65% delle imprese prevede sarà confermata anche per i primi mesi del 2021. Senza contare che l’introduzione della zona rossa per tutta la provincia di Perugia e per alcuni comuni del Ternano assesterà un ulteriore colpo alla già scarsa domanda. È comprensibile, quindi, che allo stato attuale la percentuale di imprese umbre intenzionate a investire nel 2021 arrivi appena al’8%.”

Il calo dei fatturati ha provocato nelle imprese una diffusa mancanza di liquidità, favorita anche dall’aumento del costo delle materie prime e dei semilavorati provocato dalla riduzione dei rapporti commerciali con l’estero.

Ben il 70% delle imprese ha denunciato una mancanza di liquidità nel 2020, a cui in molte hanno cercato di sopperire, laddove possibile, intervenendo sui tempi di pagamenti verso i fornitori, oppure con nuovi prestiti bancari o l’immissione di capitali accantonati. La moratoria sui mutui, tuttora in corso, ha rappresentato sicuramente una boccata di ossigeno. Ma, come era già successo con la crisi economica iniziata nel 2008 e proseguita per un decennio, anche in questa circostanza purtroppo è emersa una crescente difficoltà di accesso a nuove linee di credito che ha interessato trasversalmente le imprese di ogni settore e dimensione.”

Non va meglio sulle strategie di contrasto che le imprese intendono adottare per fronteggiare la situazione.

Oltre il 42% delle imprese non ha alcuna strategia su come contrastare gli effetti economici negativi provocati dalla pandemia, semplicemente perché legato a una domanda interna stagnante. Poi c’è un 12% che sta cercando di reagire attraverso un ampliamento dei canali di vendita e modificando i metodi di fornitura e consegna: sono quelle imprese per le quali la digitalizzazione e l’introduzione dell’e-commerce stanno facendo una grande differenza. Altre imprese (l’11%) stanno riorganizzando i processi produttivi o gli spazi commerciali, mentre un altro 10% di aziende sta studiando nuovi prodotti o servizi attraverso l’introduzione di nuovi processi produttivi.”

Purtroppo, arriva quasi al 10% la percentuale di imprese intenzionata a ridurre il numero di dipendenti.”

“In questa situazione la nostra associazione è pronta a lavorare insieme alle istituzioni regionali, alle altre associazioni di categoria e alle forze sociali, per trovare percorsi innovativi condivisi tesi a facilitare l’innovazione di tutte le imprese che hanno già individuato una propria strategia aziendale e per sostenere la concessione di nuova liquidità alle imprese in difficoltà. Il primo passo da fare resta comunque la definizione di un processo che ci porti ad uscire dalla pandemia sanitaria il più presto possibile o, in alternativa – conclude il direttore di Cna Umbria -, ad adottare un percorso che renda possibile alle imprese lo svolgimento dell’attività lavorativa, anche attraverso l’introduzione di misure di sicurezza sanitaria più stringenti e maggiori controlli.

Scarica la rassegna

Sticky
Febbraio 10, 2021
Commenti disabilitati su IMPRESE, CALI di FATTURATO e MANCANZA di LIQUIDITÀ

FINANZIAMENTI per l’AUTOIMPIEGO

Disponibili finanziamenti agevolati senza interessi e senza garanzie per l’avvio di piccole iniziative imprenditoriali promosse da NEET*, donne inattive** e disoccupati di lungo periodo*** (leggi qui le specifiche).

Non ci sono scadenze: le domande potranno essere presentate dalle ore 12 del 22 febbraio 2021 e saranno valutate in base all’ordine cronologico di arrivo.

Viene finanziato il 100% degli investimenti compresi tra i 5.000 e i 50mila euro funzionali alla realizzazione di attività per la produzione di beni, fornitura di servizi e commercio (anche in forma di franchising), in tutti i settori (eccetto pesca e acquacultura, produzione primaria in agricoltura).

  • turismo (alloggio, ristorazione, servizi) e servizi culturali e ricreativi
  • servizi
    • alla persona
    • all’ambiente
    • alle imprese
    • multimediali, informazione, comunicazione
  • risparmio energetico ed energie rinnovabili
  • manifattura e artigianato
  • commercio al dettaglio e all’ingrosso
  • trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli (con alcune limitazioni)

Si possono chiedere 3 diversi tipi di finanziamento, rimborsabili in 7 anni (a decorrere dall’anno successivo all’erogazione del prestito), in regime “de minimis”:

  • microcredito (da 5.000 a 25.000 euro)
  • microcredito esteso (da 25.001 a 35.000 euro)
  • piccoli prestiti (da 35.001 a 50.000 euro)

Sono ammissibili tutte le spese relative a:

  • strumenti, attrezzature e macchinari
  • hardware e software
  • opere murarie (max 10% del totale delle spese ammesse)
  • spese di gestione, ad es.: affitti; leasing; utenze; servizi informatici, di comunicazione e di promozione; premi assicurativi; materie prime, materiale di consumo, semilavorati e prodotti finiti; salari e stipendi

Se si ottiene il finanziamento si hanno 3 mesi di tempo per costituire la società e individuare la sede operativa, mentre entro 18 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento, l’investimento va completato.

 


Appartieni a una delle categorie interessate e vuoi avere maggiori informazioni sui finanziamenti per l’autoimpiego?

Contatta:

Sticky
Febbraio 03, 2021
Commenti disabilitati su FINANZIAMENTI per l’AUTOIMPIEGO
  • CNA UMBRIA

    Via Angelo Morettini, 7
    06128 Perugia
    Tel: 075 505911 ||
    Fax: 075 5006279
    info@cnaumbria.it
    C.F. 94005590545

  • Generic selectors
    Affina la ricerca
    Cerca nel Titolo
    Cerca nei contenuti
    Cerca in Articoli
    Cerca nelle Pagine
    Cerca per Categorie
    AMBIENTE E SICUREZZA
    ATTIVITA' SINDACALE
    Bandi attivi
    BANDI ATTIVI START UP
    BANDI E INCENTIVI
    Bandi scaduti
    BENESSERE
    CINEMA
    CITTADINO
    CNA INFORMA
    CNA PER LE IMPRESE
    CNA RICONVERTITE
    COMUNICAZIONE
    COSTRUZIONI
    CREA LA TUA IMPRESA
    CREDITO
    DIGITALE
    DIH
    faq ammortizzatori sociali
    FAQ FISCALI
    FAQ SALUTE E SICUREZZA
    FISCO
    FORMAZIONE
    GIOVANI IMPRENDITORI
    INDAGINI
    INNOVAIMPRESA
    LEGISLAZIONE LAVORO
    MANIFATTURIERO
    NAZIONALE
    PENSIONATI
    PRATICHE AUTO _ FITACAR
    PROPOSTE CNA
    SERVIZI
    SERVIZI COMUNITÀ
    SERVIZI IMPRESE
    SERVIZI INNOVATIVI
    SISTEMA CNA
    SMART ATTACK
    SMART WORKING
    SUPERBONUS
    TRASPORTI
    TURISMO E CULTURA
    ULTIME NOVITA'
  • Seguici sui nostri canali social