Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa
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Le IMPRESE ARTIGIANE sono al COLLASSO

In attesa della copertura vaccinale

trovare regole per lavorare e convivere con il Covid

 

imprese artigiane collasso

Roberto Giannangeli – Direttore CNA Umbria

“A distanza di un anno dall’inizio dell’emergenza Covid-19, di fronte alla risalita dei contagi e a una campagna vaccinale a rilento, non c’è altra strada che trovare modalità di convivenza con il virus in grado di tenere insieme la continuità lavorativa e la sicurezza sanitaria. L’alternativa è il collasso di centinaia di artigiani e piccole imprese e la perdita di migliaia di posti di lavoro.”

Per Roberto Giannangeli, direttore di CNA Umbria, l’allarme è massimo.

“Il mondo dell’artigianato e della micro-piccola impresa nel 2020 ha cercato, come si suol dire, di tenere botta di fronte a una situazione senza precedenti. Fatta eccezione per il settore del trasporto persone, da subito colpito duramente e senza prospettive di ripresa a breve, tutte le altre imprese si sono rimboccate le maniche, hanno adottato severi protocolli anti contagio e hanno cercato di trovare nuovi segmenti di mercato, nuovi prodotti o servizi, nuovi modi di lavorare. Dopo un’estate tranquilla e, anzi, al di sopra delle migliori aspettative, con la ripresa dei contagi in autunno, le ulteriori restrizioni agli spostamenti e la chiusura delle filiere produttive legate alla ristorazione, all’intrattenimento, alla cultura e ad alcuni servizi alla persona, la domanda ha subìto un vero e proprio crollo. La ricerca che abbiamo presentato alcune settimane (puoi scaricarla qui) fa evidenziava cali di fatturato tra il 10% e il 50% per le imprese manifatturiere del made in Italy e riduzioni importanti in quelle dei servizi. Gli unici settori in cui si segnala una ripresa sono quelli del digitale, della logistica, del trasporto merci e delle costruzioni. I ristori previsti dai vari decreti governativi o dalla Regione per le imprese chiuse, ma non per quelle che sebbene aperte ma i cui incassi sono scesi costantemente, non sono altro che esigui palliativi. Diventa quindi fondamentale, – aggiunge Giannangeli – per salvaguardare le imprese e l’occupazione, andare verso la riapertura immediata delle attività e la ripresa della mobilità delle persone. Non ci sono alternative. Abbiamo iniziato il 2021 animati dalla speranza di una campagna di vaccinazioni che in pochissimi mesi ci avrebbe fatto raggiungere l’immunità di gregge. Ma è ormai chiaro che non sarà così, la disponibilità dei vaccini è minima e a questi ritmi passeranno anni prima che almeno il 70% della popolazione conquisti l’immunità. Possiamo ragionevolmente pensare che si possa aspettare questo traguardo prima di riprendere l’attività lavorativa? Riusciamo a immaginare le conseguenze di ciò sulle imprese e sul mantenimento dei posti di lavoro se non invertiremo la rotta? Spesso si fa caso unicamente alle situazioni di crisi delle grandi aziende, ma se dovessero collassare centinaia di piccole imprese l’impatto sull’occupazione sarebbe ben più visibile. Noi – conclude Giannangeli – crediamo che sia urgentissimo prendere atto una volta per tutte della gravità della situazione e studiare protocolli di sicurezza tali da permettere alle imprese di lavorare, alle persone di spostarsi liberamente e all’economia di riprendere a girare.”

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Febbraio 27, 2021
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WEBINAR TURISMO, ecco il 2° CICLO

webinar turismo

Arriva il 2° ciclo completamente gratuito di e-learning  organizzato da CNA e dedicato alle imprese del turismo.

Dopo la prima serie di webinar dei mesi scorsi, in questa nuova tornata si parlerà di turismo digitale. L’emergenza epidemiologica causata dal virus ha imposto pesanti restrizioni alla mobilità dei cittadini. Questa condizione di necessità, tuttavia, ha aumentato l’offerta di turismo virtuale, con musei, parchi, siti archeologici, località turistiche etc… che, in assenza di visitatori in presenza, hanno utilizzato varie piattaforme per rendere fruibili la bellezze del Paese anche da remoto.

Ma l’interazione con il digitale sicuramente caratterizzerà il settore del turismo anche quando tutto tonerà alla normalità e si potrà riprendere a viaggiare.

Per cogliere tutte le potenzialità del digitale CNA propone tre nuovi webinar:

  • “I processi digitali e i social media”: si esploreranno le possibilità di promozione digitale del turismo
  • “Augmented reality”: nel secondo si parlerà di realtà aumentata con la presentazione di alcuni casi
  • “Reti museali, ecomusei e siti Unesco: nel terzo si vedrà come la tecnologia possa sostenere accessibilità e valorizzazione del territorio.

L’appuntamento con il primo webinar è fissato per lunedì 1° marzo – ore 16

Relatori:

  • Luca Reitano, docente di social media – Centro Digi Lab Sapienza – Università di Roma
  • Paola Panarese, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi CORIS della Sapienza – Università di Roma

Per le imprese associate a CNA la partecipazione è gratuita!

Clicca qui per registrarti.

Se invece hai già partecipato ai webinar del 1° ciclo utilizza le stesse credenziali!


Per maggiori informazioni sull’iniziativa e su come partecipare ai webinar per le imprese del turismo contattare:

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Febbraio 22, 2021
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Subito RISTORI REGIONALI alle IMPRESE in crisi

Far riaprire al più presto tutte le attività sospese

ristori imprese in crisi

“Condividiamo la richiesta al governo, avanzata in questi giorni dalla presidente della giunta regionale, di prevedere ristori più estesi alle imprese, soprattutto a quelle rimaste fuori dai decreti, ma il rischio è che l’ossigeno arrivi quando il paziente è ormai in coma irreversibile o addirittura morto. È assolutamente indispensabile, perciò, che la Regione anticipi questi ristori alle imprese dei settori più colpiti, stremate dopo un anno di inattività, o quasi.

È la richiesta avanzata da Cna Umbria e Confartigianato imprese Umbria, nel momento in cui la gravità della situazione epidemiologica nella regione ha dato origine a ulteriori inasprimenti nei confronti dell’operatività delle imprese. Misure di cui, al momento, è difficile ipotizzare la durata ma molto facile prevedere gli effetti.

“Le pesanti restrizioni dell’ultimo Dpcm e le conseguenze dell’ordinanza regionale del 6 febbraio, che ha instaurato la zona rossa in buona parte dell’Umbria, mettono in ginocchio interi settori economici già stremati da un anno terribile – dichiara Renato Cesca, presidente di Cna Umbria -. Non solo commercio e ristoranti, ma anche bar, estetiste, toelettatori, palestre che vengono aperti e chiusi da mesi come se fossero interruttori, e ora completamente fermi. E che si aggiungono alla schiera dei tanti operatori che non hanno mai di fatto ripreso l’attività, come il settore del trasporto persone. Oppure alle varie attività artigianali e dei servizi alla persona ubicati all’interno dei centri commerciali, obbligate da mesi a rimanere chiuse nei festivi e prefestivi, quindi nei giorni di maggior incasso.”

“Non è più possibile aspettare – aggiunge Mauro Franceschini, presidente di Confartigianato imprese Umbria -, il rischio concreto è di trasformare in deserto un patrimonio di imprese e mettere sul lastrico intere famiglie. Noi crediamo che occorra far entrare velocemente nelle casse delle imprese di questi settori i sussidi necessari a sostenerle e attuare un piano efficace che tuteli la salute di tutti noi e eviti nuove, drastiche chiusure. È indispensabile, quindi, che in attesa di ulteriori, auspicabili ristori da parte del nuovo governo nazionale, la Regione Umbria definisca subito un nuovo provvedimento con le misure necessarie a sostenere queste categorie maggiormente danneggiate dalle nuove chiusure e dal protrarsi della pandemia. Bene la previsione di una misura ad hoc per il commercio appena annunciata dall’assessore Fioroni, ma è urgente allargare il piano d’azione anche agli altri settori in sofferenza, tra cui l’artigianato.”

Per Cna e Confartigianato “vanno prese anche misure di sistema, a partire dai controlli. Sono gli stessi operatori a chiederlo. I ristoratori, ad esempio, sono disposti ad accettare misure ulteriori pur di poter tornare a fare il proprio lavoro. Chiedono però che quegli stessi controlli siano fatti anche fuori, nelle piazze e nelle strade. Così come i centri estetici, chiusi in zona rossa per una scelta che non si comprende visto che si tratta di un settore con protocolli anti-contagio tra i più sicuri e ben lontano dal generare assembramenti. Le imprenditrici dell’estetica chiedono almeno più controlli su un esercito di operatrici abusive che si muove in libertà. E, come chiediamo da tanto, più ispezioni anche nelle aree di attesa degli autobus per far ripartire la scuola, obiettivo che dobbiamo darci tutti come prioritario e, con essa, le imprese del trasporto persone. Le operazioni di screening e tracciamento, il funzionamento delle terapie intensive e il piano di vaccinazione – concludono Cesca e Franceschini -, speriamo faranno il resto nel più breve tempo possibile.”

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Febbraio 13, 2021
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IMPRESE, CALI di FATTURATO e MANCANZA di LIQUIDITÀ

Preoccupano anche le previsioni 2021

sui fatturati delle imprese umbrecalo fatturato imprese e mancanza liquidità

“Pesanti cali di fatturato, mancanza di liquidità e difficoltà ad accedere a nuove linee di credito. Per le imprese umbre è questo il triste bilancio al termine del primo anno di pandemia da Covid 19. Quel che è peggio è che le previsioni per i primi mesi del 2021 non lasciano troppe speranze su un’inversione di tendenza e molte imprese non sono in grado di elaborare nuove strategie per riposizionarsi. Perciò è necessario intervenire con urgenza, oltre che sul sostegno agli investimenti, anche nella facilitazione per l’accesso al credito per garantire la continuità lavorativa delle aziende in difficoltà.”

Roberto Giannangeli, direttore di CNA Umbria, è preoccupato dal consuntivo 2020 degli effetti economici della pandemia sanitaria, certificati anche dalla seconda parte dell’indagine (la puoi scaricare qui) condotta insieme al centro studi Sintesi che, nei giorni scorsi, aveva già fornito dati drammatici su Pil, investimenti, esportazioni e occupazione .

Oltre il 70% delle imprese umbre nel 2020 ha visto calare il proprio fatturato – puntualizza Giannangeli -, rispetto al 20% che non ha rilevato variazioni e a solo l’8% che ha registrato un aumento. Tra chi ha visto il fatturato scendere, oltre la metà ha registrato un calo oscillante tra il 10 e il 50%, imputabile per la maggior parte al crollo della domanda conseguente alle restrizioni adottate per contenere il contagio da Covid-19. Una contrazione che più del 65% delle imprese prevede sarà confermata anche per i primi mesi del 2021. Senza contare che l’introduzione della zona rossa per tutta la provincia di Perugia e per alcuni comuni del Ternano assesterà un ulteriore colpo alla già scarsa domanda. È comprensibile, quindi, che allo stato attuale la percentuale di imprese umbre intenzionate a investire nel 2021 arrivi appena al’8%.”

Il calo dei fatturati ha provocato nelle imprese una diffusa mancanza di liquidità, favorita anche dall’aumento del costo delle materie prime e dei semilavorati provocato dalla riduzione dei rapporti commerciali con l’estero.

Ben il 70% delle imprese ha denunciato una mancanza di liquidità nel 2020, a cui in molte hanno cercato di sopperire, laddove possibile, intervenendo sui tempi di pagamenti verso i fornitori, oppure con nuovi prestiti bancari o l’immissione di capitali accantonati. La moratoria sui mutui, tuttora in corso, ha rappresentato sicuramente una boccata di ossigeno. Ma, come era già successo con la crisi economica iniziata nel 2008 e proseguita per un decennio, anche in questa circostanza purtroppo è emersa una crescente difficoltà di accesso a nuove linee di credito che ha interessato trasversalmente le imprese di ogni settore e dimensione.”

Non va meglio sulle strategie di contrasto che le imprese intendono adottare per fronteggiare la situazione.

Oltre il 42% delle imprese non ha alcuna strategia su come contrastare gli effetti economici negativi provocati dalla pandemia, semplicemente perché legato a una domanda interna stagnante. Poi c’è un 12% che sta cercando di reagire attraverso un ampliamento dei canali di vendita e modificando i metodi di fornitura e consegna: sono quelle imprese per le quali la digitalizzazione e l’introduzione dell’e-commerce stanno facendo una grande differenza. Altre imprese (l’11%) stanno riorganizzando i processi produttivi o gli spazi commerciali, mentre un altro 10% di aziende sta studiando nuovi prodotti o servizi attraverso l’introduzione di nuovi processi produttivi.”

Purtroppo, arriva quasi al 10% la percentuale di imprese intenzionata a ridurre il numero di dipendenti.”

“In questa situazione la nostra associazione è pronta a lavorare insieme alle istituzioni regionali, alle altre associazioni di categoria e alle forze sociali, per trovare percorsi innovativi condivisi tesi a facilitare l’innovazione di tutte le imprese che hanno già individuato una propria strategia aziendale e per sostenere la concessione di nuova liquidità alle imprese in difficoltà. Il primo passo da fare resta comunque la definizione di un processo che ci porti ad uscire dalla pandemia sanitaria il più presto possibile o, in alternativa – conclude il direttore di Cna Umbria -, ad adottare un percorso che renda possibile alle imprese lo svolgimento dell’attività lavorativa, anche attraverso l’introduzione di misure di sicurezza sanitaria più stringenti e maggiori controlli.

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Febbraio 10, 2021
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FINANZIAMENTI per l’AUTOIMPIEGO

Disponibili finanziamenti agevolati senza interessi e senza garanzie per l’avvio di piccole iniziative imprenditoriali promosse da NEET*, donne inattive** e disoccupati di lungo periodo*** (leggi qui le specifiche).

Non ci sono scadenze: le domande potranno essere presentate dalle ore 12 del 22 febbraio 2021 e saranno valutate in base all’ordine cronologico di arrivo.

Viene finanziato il 100% degli investimenti compresi tra i 5.000 e i 50mila euro funzionali alla realizzazione di attività per la produzione di beni, fornitura di servizi e commercio (anche in forma di franchising), in tutti i settori (eccetto pesca e acquacultura, produzione primaria in agricoltura).

  • turismo (alloggio, ristorazione, servizi) e servizi culturali e ricreativi
  • servizi
    • alla persona
    • all’ambiente
    • alle imprese
    • multimediali, informazione, comunicazione
  • risparmio energetico ed energie rinnovabili
  • manifattura e artigianato
  • commercio al dettaglio e all’ingrosso
  • trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli (con alcune limitazioni)

Si possono chiedere 3 diversi tipi di finanziamento, rimborsabili in 7 anni (a decorrere dall’anno successivo all’erogazione del prestito), in regime “de minimis”:

  • microcredito (da 5.000 a 25.000 euro)
  • microcredito esteso (da 25.001 a 35.000 euro)
  • piccoli prestiti (da 35.001 a 50.000 euro)

Sono ammissibili tutte le spese relative a:

  • strumenti, attrezzature e macchinari
  • hardware e software
  • opere murarie (max 10% del totale delle spese ammesse)
  • spese di gestione, ad es.: affitti; leasing; utenze; servizi informatici, di comunicazione e di promozione; premi assicurativi; materie prime, materiale di consumo, semilavorati e prodotti finiti; salari e stipendi

Se si ottiene il finanziamento si hanno 3 mesi di tempo per costituire la società e individuare la sede operativa, mentre entro 18 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento, l’investimento va completato.

 


Appartieni a una delle categorie interessate e vuoi avere maggiori informazioni sui finanziamenti per l’autoimpiego?

Contatta:

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Febbraio 03, 2021
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RISTORANTI APERTI per svolgere servizio di MENSA aziendale

Come è noto le attività di ristorazione delle mense aziendali, anche sotto forma di catering, non sono mai state sospese dai vari decreti emanati per contenere l’epidemia Covid.

C’è ora un’importante novità per i pubblici esercizi e in particolare per i ristoranti:
il Ministero dell’Interno ha chiarito che anche i pubblici esercizi possono svolgere servizio di ristorazione in favore dei lavoratori di aziende ai sensi dell’art. 2, comma 4, lett. c DPCM 14 gennaio 2021) a condizione che:

– venga stipulato con l’azienda un apposito contratto di somministrazione pasti;
– la ristorazione sia riservata esclusivamente ai dipendenti delle aziende con cui sono stati stipulati i contratti.

A tale proposito, i ristoratori dovranno avere cura di riportare per iscritto, in un apposito elenco, i nominativi dei lavoratori che usufruiscono del servizio.

L’elenco, unitamente ai contratti stipulati con le ditte, dovrà essere esibito in caso di controllo.

Il ristoratore avrà la possibilità di stipulare convenzioni con più ditte, fermo restando che all’interno dei locali dovranno essere scrupolosamente rispettate tutte le misure di contenimento del contagio previste per la ristorazione.

Dovrà anche essere rispettata la legislazione vigente per questo tipo di attività.

Il Ministero dell’Interno chiarisce anche che questo servizio non può essere rivolto ai titolari di partita Iva o ai liberi professionisti, mancando proprio il presupposto di ristorazione “collettiva”.

Si consiglia di esporre un cartello all’ingresso del ristorante in cui si informa che il servizio è riservato esclusivamente ai dipendenti di aziende con i quali sono stati sottoscritti appositi contratti per il servizio mensa.

Per maggiori informazioni sugli adempimenti e sul contratto da stipulare:

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Gennaio 29, 2021
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RETI di IMPRESE, ecco il BANDO

bando reti imprese

Pubblicato dalla CCIAA di Perugia un bando destinato a reti o consorzi di almeno 5 micro, piccole e medie imprese della provincia di Perugia che abbiano progetti per rafforzare la competitività, favorire la digitalizzazione, l’internazionalizzazione e la promozione del turismo.

Le imprese devono essere attive e in condizioni generali di regolarità.

Ogni impresa deve essere indipendente dalle altre e può partecipare a una sola aggregazione (già costituita o da costituire entro 30 giorni dall’eventuale ammissione al contributo) .

Se in corso d’opera una o più imprese dovessero uscire dall’aggregazione, il progetto resta valido se:

  • le imprese rimanenti sono almeno cinque e si fanno carico anche degli obblighi e costi in capo alle imprese uscite
  • al posto delle imprese uscite ne subentrano altre in possesso dei requisiti richiesti dal bando

I progetti che possono accedere al finanziamento riguardano:

  • lo sviluppo di canali e strumenti digitali di promozione sui mercati nazionali e internazionali
  • l’avvio o il rafforzamento della presenza all’estero
  • la promozione del turismo locale

Le spese ammissibili (da un minimo di 15mila a un massimo di 70mila euro) sono quelle relative a

  • formazione
  • traduzioni
  • shooting fotografici e video per promuovere i prodotti su siti, canali social, e-commerce
  • canoni di piattaforme di prenotazione turistica e marketplace
  • acquisizione ed utilizzo di forme di smart payment
  • campagne di promozione attraverso attività di digital e social media marketing, couponing, inbound marketing
  • affitto e allestimento spazi espositivi
  • trasporto merci e prodotti per fiere e showroom all’estero
  • servizi per organizzazione educational e incoming
  • acquisto software e licenze
  • servizi di cloud computing
  • azioni di digital marketing su portali di promozione turistica
  • spese di consulenza in materia contrattuale, doganale, legale e fiscale riferita ai Paesi oggetto del progetto di internazionalizzazione della rete

Il contributo massimo è pari al 70% del progetto ammesso. Una volta ottenuto, il progetto va concluso entro 12 mesi.

L’incentivo (rientrante tra gli “Aiuti di importo limitato”) non è cumulabile, per gli stessi costi ammissibili, con altri aiuti pubblici.

I progetti saranno valutati in base a una serie di parametri a punteggio e solo quelli che avranno ottenuto almeno 30 punti andranno a formare la graduatoria.

Le domande vanno trasmesse in modalità telematica (sistema Webtelemaco di Infocamere) a partire dalle ore 08:00 del 10 febbraio fino alle ore 17:00 del 31 marzo 2021.


Se vuoi avere informazioni più dettagliate sul bando per reti e consorzi di micro-piccole e medie imprese contatta il nostro ufficio Bandi e Incentivi:

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Gennaio 21, 2021
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Un BANDO per IMPRESE CULTURALI e CREATIVE

bando imprese culturali e creative

Pubblicato un bando regionale destinato a:

  • micro, piccole e medie imprese
  • soggetti che agiscono in regime di impresa
  • professionisti

già costituiti o da costituire, che abbiano sede in Umbria e la cui attività principale consista nella creazione e/o valorizzazione di prodotti e beni culturali (controlla qui i codici Ateco ammessi).

A disposizione ci sono risorse per 1 milione di euro.

I progetti dovranno migliorare i cosiddetti attrattori culturali e naturali (scopri quali sono qui) e prevedere, attraverso la stipula di un contratto, il coinvolgimento dei proprietari e/o gestori degli stessi.

L’investimento dovrà essere avviato dopo la presentazione della domanda e di importo complessivo compreso tra i 30mila e i 100mila euro.

Le spese ammissibili riguardano:

  • oneri di costituzione (per le imprese non ancora costituite);
  • personale impiegato nel progetto;
  • strumentazioni, attrezzature, macchinari, software, materiali;
  • servizi di consulenza (max 15% dei costi ammissibili del progetto);
  • prodotti per informazione e promozione;
  • spese generali (10% dei costi relativi al personale)
  • costi fidejussione per eventuale anticipo contributo.

Il progetto dovrà essere realizzato entro un anno dalla data indicata nella domanda o dall’accettazione del contributo.

Il contributo, a fondo perduto, verrà concesso in regime de minimis ed equivale al 70% delle spese ammissibili.

La compilazione delle domande si potrà fare dal 15 marzo al 15 aprile 2021 attraverso la piattaforma on line. L’invio, invece,  potrà essere effettuato dal 15 marzo fino alle ore 16:00 del 15 aprile 2021, sempre online.

La graduatoria delle domande terrà conto del punteggio ottenuto da ciascuna sulla base di otto diversi requisiti: punteggio minimo 60 punti su 100.


Se vuoi avere informazioni più dettagliate sul bando per le imprese culturali e creative contatta;

 

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Gennaio 18, 2021
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FORMAZIONE E-LEARNING per imprese del TURISMO

formazione e-learnig turismo

Il 2020, sicuramente l’anno più difficile di sempre per il turismo nel mondo, è agli sgoccioli.

Non ci sono ancora previsioni certe per la ripartenza, ma la buona notizia di un 2021 che si aprirà con i piani di vaccinazione anti Covid-19 in tutto il mondo ci permette finalmente di guardare al futuro con più ottimismo.

Mentre proseguono le battaglie di CNA a fianco degli imprenditori della filiera del turismo, abbiamo pensato di offrire un piano di formazione on line per affrontare, insieme a interlocutori importanti del settore, la sfida del rilancio.

Cinque appuntamenti in totale in cui si affronteranno:

  • temi strategici: il recupero dei mercati, il rilancio delle destinazioni turistiche, gli strumenti finanziari a sostegno della filiera turistica
  • temi tecnici: l’innovazione del sistema dell’accoglienza turistica, aspetti fiscali e commerciali dei pacchetti turistici

Nel prossimo incontro del 13 gennaio si parlerà di “Un piano per il rilancio nelle città d’arte e nelle destinazioni turistiche” con Francesco Adamo, professore di Geografia Economica e Politica all’Università del Piemonte e presidente di Geoprogress. Alle 17, il responsabile nazionale Dipartimento Politiche Industriali CNA, Mario Pagani, spiegherà le “Misure e strumenti finanziari a sostegno della filiera del turismo”. Modererà il vice presidente nazionale CNA Turismo e Commercio, Francesco Di Natale.

Il 22 gennaio appuntamento unico dalle 16 alle 18 con la seconda parte di aggiornamento per definire “Un piano strategico e una Governance per il rilancio del turismo”. Interverranno: il presidente nazionale CNA Turismo e Commercio, Marco Misischia, il coordinatore della Commissione speciale Turismo e Industria alberghiera della Conferenza delle Regioni e Assessore al Turismo della Regione Abruzzo, Daniele D’Amario, l’assessore Trasporti, Turismo, Fiere Turistiche e Grandi Eventi regione Liguria, Gianni Berrino, l’assessore a Mobilità e Trasporti, Infrastrutture, Turismo, Commercio regione Emilia–Romagna, Andrea Corsini, l’assessora al Turismo e alle Pari Opportunità Regione Lazio, Giovanna Pugliese, il direttore Toscana Promozione Turistica, Francesco Palumbo, il coordinatore nazionale CNA Turismo e Commercio, Cristiano Tomei e Sandro Pappalardo, componente Consiglio d’Amministrazione Enit. Modererà il vice Presidente nazionale CNA Turismo e Commercio, Roberto Masi. 

Il corso terminerà il 27 gennaio con due incontri dedicati ai pacchetti turistici. Alle 16, il presidente Aiav, Fulvio Avataneo, parlerà della “Realizzazione del pacchetto turistico: posizionamento, promozione e vendita. Aspetti tecnici e commerciali”. A seguire, il webinar su “I pacchetti turistici: fiscalità e giurisprudenza” con la responsabile Servizi Legali Aiav, Veronica Scaletta, e la responsabile Servizi fiscali Aiav, Angela Cunzio. Modereranno le due lezioni la vicepresidente nazionale CNA Turismo e Commercio, Maria Iangliaeva Asimovna e Claudio Di Dionisio Tour Operator Bike Life.

Per le imprese associate a CNA la partecipazione è gratuita!

PER ADERIRE AL CICLO DI WEBINAR  CLICCA QUI 


Per maggiori informazioni sull’iniziativa e su come partecipare agli appuntamenti e-learning per le imprese del turismo contattare:

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Gennaio 12, 2021
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ABUSIVISMO, un PROTOCOLLO anche a TERNI

protocollo abusivismo

Laura Dimiziani, CNA – Responsabile territoriale dell’attuazione del Protocollo

Dopo Perugia, firmato anche per la provincia di Terni un protocollo contro il fenomeno dell’abusivismo. Anche in questo caso a sottoscriverlo sono stati CNA Umbria, la Prefettura e l’Agenzia delle Dogane e Monopoli.

Già operativo l’indirizzo di posta elettronica abusivismo@cnaumbria.it al quale sarà possibile segnalare, anche in forma anonima, episodi di abusivismo commerciale o di contraffazione e altre situazioni di irregolarità legate a questi fenomeni.

Attivato, inoltre, il numero verde dedicato 800 699 790, al quale rivolgersi per tutte le informazioni sull’iniziativa. Sia la casella di posta che il numero verde sono gestiti da CNA Umbria.

Le segnalazioni ricevute saranno trasmesse alle autorità competenti per verifiche e approfondimenti.

Per il presidente di CNA Umbria Renato Cesca “l’abusivismo è il principale problema con cui devono fare i conti specialmente le micro e piccole imprese di servizi, come operatori del settore benessere – acconciatura ed estetica, impiantisti, tagliaboschi. Anche la contraffazione rappresenta un grave danno specie per le produzioni di eccellenza che esprimono il Made in Italy. Esprimiamo soddisfazione per la collaborazione stretta e sinergica con la Prefettura e con l’Agenzia delle Dogane, e per loro tramite con tutti gli organi preposti al controllo, che oggi viene stabilita attraverso la sottoscrizione del Protocollo contro l’abusivismo e la contraffazione. Nel momento in cui ci troviamo di fronte a nuove restrizioni alle attività economiche è importante rafforzare e mettere in evidenza un impegno condiviso a sostegno di tutti gli operatori che lavorano nella trasparenza e nell’osservanza delle regole”.
Per Laura Dimiziani, responsabile territoriale dell’attuazione del Protocollo d’intesa per CNA Umbria, “l’indirizzo di posta elettronica rappresenta uno strumento di facile accessibilità, a disposizione delle imprese e dei cittadini, che, anche nell’anonimato, possono così contribuire a far emergere il più possibile casi di irregolarità che penalizzano chi lavora nel rispetto della legalità.”

Il Prefetto di Terni, Emilio Dario Sensi, ha rimarcato come “l’attenzione ai predetti fenomeni assuma una portata quanto mai attuale nell’odierna congiuntura socio- economica, imponendosi come prioritario obiettivo da perseguire da parte delle Istituzioni e delle associazioni rappresentative di categoria.”
Anche il Direttore Territoriale Dogane e Monopoli, Roberto Chiara, ha evidenziato “l’importanza del protocollo, che consente le sinergie necessarie tra autorità ed enti per combattere al meglio fenomeni gravi come quello della contraffazione, che danneggia non solo le aziende, il loro fatturato e la loro immagine, ma anche gli stessi consumatori per i rischi connessi alla scadente qualità dei prodotti e quelli potenziali alla loro salute.”
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Novembre 11, 2020
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