Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa
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L’autunno freddo delle imprese italiane di AUTOTRASPORTO

Si prospetta un autunno freddo per le imprese dell’autotrasporto. L’entrata in vigore dell’obbligo di green pass, infatti, porta allo scoperto le debolezze croniche dell’autotrasporto in Italia.

Non si tratta di mettere in discussione il provvedimento in sé e l’obbligo del green pass per lavorare – dichiara Marcello Volpi, presidente regionale di Cna Fita Trasporto Merci -. Nessuno pensa di tornare indietro, ma ci chiediamo se il governo abbia valutato con la necessaria attenzione gli impatti sulle imprese di autotrasporto e le ricadute per l’industria e per i cittadini di una possibile paralisi dei trasporti su strada.”

Da un sondaggio interno svolto tra le imprese umbre di autotrasporto associate alla Cna, infatti, risulta che una percentuale tra il 10 e 35 % di autisti risulta sprovvisto della certificazione verde, per scelte personali oppure perché straniero e sottoposto a vaccini non riconosciuti dall’Italia

“Per ogni autista fermo – rincara Volpi – c’è un mezzo che non parte, un cliente probabilmente perso per sempre e uno scaffale più vuoto per il consumatore. Inoltre, per le imprese che fanno tratte lunghe la soluzione del tampone è impraticabile perché il personale si potrebbe trovare in viaggio mentre scade la validità del certificato. Il cuore del problema, tuttavia, resta la cronica penuria di autisti, che fa sì che il personale viaggiante fermo sia di fatto insostituibile. Come è possibile che questa situazione debba ricadere in modo così forte sulle nostre imprese, tanto da metterne in pericolo la tenuta nei prossimi mesi?”

Per Volpi le zone di poca chiarezza sono anche altre. “Chi ci assicura che gli autisti di imprese straniere vengano effettivamente controllati come noi dobbiamo controllare i nostri? Già normalmente subiamo la concorrenza sleale dei vettori stranieri, così gli si darebbe una carta in più.”

Quello che ci preme sottolineare – aggiunge Marina Gasparri, responsabile Cna per le imprese del trasporto – è che l’entrata in vigore del provvedimento porta all’ennesima potenza il problema della mancanza cronica di autisti. Secondo le stime nazionali mancano all’appello oltre 17mila autisti. Una difficoltà che dipende da tanti fattori, ma il costo di accesso alla professione, pari a circa 5mila euro, ha un peso importante. Da tempo come Cna stiamo sollecitando il Governo sulla questione, anche presentando una proposta di legge delega per favorire l’assunzione di giovani autisti attraverso una defiscalizzazione forte per chi assume e crediti d’imposta per le imprese che sostengono le spese delle patenti, riduzione dell’età da 21 a 18 anni in presenza di certe condizioni e revisione del percorso CQC. Stiamo anche ragionando a livello regionale di possibili soluzioni attraverso i contratti aziendali.”

Su tutto, si abbatte l’impennata eccezionale del costo del carburante, pari a più di 7 mila euro e mezzo annuali per fare il pieno rispetto al 2020, e l’entrata in vigore del cosiddetto Documento unico, che riunisce il certificato di proprietà dell’ACI e il libretto di circolazione della Motorizzazione. Una novità che dovrebbe far risparmiare tempo e soldi alle imprese e che invece si è trasformata nell’ennesimo problema per difficoltà informatiche e tempi di rilascio lunghi.

Penso che sia indispensabile denunciare i problemi, chiedere che le istituzioni se ne facciano carico e restare uniti. Il nodo dei trasporti e della logistica in Italia deve diventare una priorità, a partire dalle infrastrutture, dall’aggiornamento dei valori indicativi di riferimento del costo del servizio per garantire legalità e sicurezza e dai tempi di pagamento. L’economia sta ripartendo, è l’occasione per diventare più forti e cominciare a farci pagare di più per il lavoro indispensabile che facciamo. In questo modo potremmo garantire condizioni economiche migliori al nostro personale, la risposta più efficace che possiamo dare al problema della carenza di personale viaggiante”

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Ottobre 14, 2021
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TRASPORTO PUBBLICO e SICUREZZA su Cna Informa TV

TRASPORTO PUBBLICO E SICUREZZA

 

In onda giovedì 5 novembre alle ore 20:30 un’altra puntata di CNA Informa TV, sul canale 10 del digitale terrestre (Umbria tv): stavolta si parlerà della possibilità di coniugare il trasporto pubblico e la sicurezza anti-Covid.

Ospiti in studio ci saranno Marina Gasparri, responsabile Cna del Trasporto persone, ed Enrico Ceccarelli, imprenditore del settore e presidente del consorzio CAM, che riunisce gli operatori umbri del trasporto pubblico locale.

In collegamento skype porteranno il loro contributo alla discussione l’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti, Enrico Melasecche, e il senatore della Lega Luca Briziarelli, già membro della Commissione Trasporti del Senato della Repubblica.

Sintonizzatevi!

 

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Novembre 05, 2020
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TRASPORTO PERSONE “Bene i 40 MIL dalla Regione, ma occorre un piano per il futuro

 

Apprezziamo l’impegno della Regione Umbria nello stanziare 40milioni di euro per il trasporto pubblico locale, ma di fronte a una crisi senza precedenti, che il nostro settore ha pagato per primo e dalla quale sarà l’ultimo a uscire, occorre un piano per ridisegnare il futuro delle nostre imprese”.

Enrico Ceccarelli, presidente di CNA Fita trasporto persone, è preoccupato per il presente ma ancor più per un futuro sul quale pesano come macigni tanti interrogativi.

Quando e come riprenderà il turismo? Cosa accadrà a settembre con le scuole? Si tornerà come prima a viaggiare per lavoro, oppure lo smart working e gli incontri tramite videoconferenza cambieranno in modo irreversibile questo segmento di mercato? Sono le domande che assillano le nostre imprese – afferma Ceccarelli –, che dal mese di febbraio sono state devastate dalle misure assunte dal governo per contrastare la diffusione del contagio da Coronavirus: si è iniziato con la sospensione di tutti i viaggi d’istruzione, poi sono arrivati il blocco del trasporto scolastico, la drastica riduzione del trasporto pubblico locale, l’azzeramento del turismo, l’annullamento di eventi fieristici di grandi dimensioni e, in sostanza, il congelamento di tutta la mobilità delle persone. Provvedimenti certamente necessari che però hanno chiuso tutti i possibili mercati delle nostre imprese.”

“Inoltre – aggiunge Marina Gasparri, responsabile regionale di Cna Fita -, i timidi segnali di ripresa vedono le pochissime imprese tornate a lavorare sottoposte a misure anti-contagio stringenti, certamente doverose, ma il cui rispetto rende l’operatività complessa e genera costi aggiuntivi che vanno a limare ulteriormente i margini di guadagno.”

Ma i guai non finiscono qui. Infatti il settore fa i conti anche con le lacune legislative che hanno caratterizzato i decreti emanati dall’inizio dell’emergenza.

“L’avventura legislativa del trasporto scolastico è mortificante – prosegue Gasparri: dapprima è stato ignorato nel decreto Cura Italia, poi giustamente ripreso dalla legge di conversione del medesimo decreto, quindi di nuovo cancellato dal decreto Rilancio. Insieme alle altre associazioni di categoria del settore abbiamo chiesto con urgenza un confronto con l’ANCI Umbria per affrontare la questione del pagamento dei contratti in essere con i Comuni, che rischia di condannare a morte le imprese che effettuano il trasporto scolastico.”

Volendo guardare al futuro, le previsioni non tranquillizzano e l’incertezza la fa da padrona

“Intanto – incalza Ceccarelli – rimangono i costi fissi che le imprese si trovano a dover sostenere, oltre ai mancati introiti dei pochi indennizzi statali che tardano ad arrivare, come del resto la cassa integrazione per i dipendenti. Ma soprattutto mancano misure selettive e specifiche per sostenere un settore che è stato il primo a fermarsi e sarà l’ultimo a ripartire. E questo riguarda più in generale tutta la filiera del turismo. Ripeto, apprezziamo l’impegno della Regione Umbria nello stanziare 40 milioni per il Tpl a copertura e anticipazione dei servizi fatti e da fare entro agosto. Ma in generale non vediamo ancora, tanto a livello nazionale che regionale, un piano tracciato, rassicurante ed efficace, che possa rilanciare veramente questo comparto essenziale per la nostra economia.”

Ben prima della crisi legata alla pandemia le coperture regionali per i piani di TPL degli ultimi anni erano state insufficienti, determinando ritardi cronici nei pagamenti e tagli al piano dei servizi. Ora l’emergenza Coronavirus rischia di spazzare via buona parte delle 345 imprese umbre tra autobus, noleggio con conducente e taxi, per un totale di oltre 1200 addetti e un fatturato complessivo superiore ai 25milioni di euro.

Sul piano nazionale – aggiunge Ceccarelli – ci aspettiamo un pacchetto di misure specifico, agendo contemporaneamente almeno su due fronti: la cassa integrazione almeno fino a marzo 2021 per la salvaguardia dei posti di lavoro degli autisti ormai introvabili e contributi mirati a fondo perduto, finalizzati al ristoro delle quote di ammortamento dei beni rotabili rispetto agli investimenti effettuati negli ultimi 5 anni dalle imprese. Anche sul piano regionale si può e si deve fare di più. Per esempio contributi specifici a fondo perduto per la copertura dei costi di igienizzazione e sanificazione dei mezzi; voucher per sostenere la mobilità turistica soprattutto interna alla nostra regione, così da fare da volano per tutte le attività della filiera turistica; una detassazione fino alla fine del 2021 relativa alle imposte regionali provinciali e comunali. Ma pensiamo anche a un nuovo ruolo degli operatori privati nei servizi di trasporto a chiamata, nei servizi sostitutivi e nei servizi addizionali per garantire il distanziamento sociale e in tutti i possibili segmenti di mercato in cui l’impiego degli operatori privati possa trovare spazio. Le imprese del settore vogliono tornare a fare ciò che sanno fare bene, cioè lavorare: è questo quello che chiediamo più di ogni forma di assistenzialismo. Ciò significa anche cominciare a costruire insieme, istituzioni, associazioni di categoria e imprese, un futuro per questo settore. Per questo – conclude Ceccarelli – insieme alle altre associazioni abbiamo già chiesto alla Regione Umbria la convocazione di un tavolo in cui affrontare l’emergenza in atto e gettare le basi del futuro.”

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Corriere Umbria
La Nazione
MESSAGGERO

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Maggio 30, 2020
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Il nuovo SCADENZARIO per i TRASPORTI

PATENTI, CQC, REVISIONI

scadenzario delle proroghe e delle sospensioni

nuovo scadenzario TRASPORTi


Le disposizioni per il contenimento del contagio da Covid -19 hanno avuto effetto anche sullo scadenzario dei principali adempimenti che riguardano gli operatori del settore Trasporti.

 

Ecco la sintesi degli adempimenti più importanti assunti dal Ministero dei Trasporti:

 

COSA È

NUOVA SCADENZA

Revisioni e visite di prova di tutti i veicoli con scadenza entro il 31 luglio 2020

Autorizzata la circolazione fino al 31 ottobre 2020
NB: La proroga vale anche per i veicoli sottoposti a revisione con esito “ripetere”, a condizione che siano state sanate le irregolarità rilevate

Barrato Rosa” per i veicoli che trasportano merci in ADR

Autorizzata la circolazione fino al 31 ottobre 2020

Sostituzione di serbatoi GPL con scadenza successiva al 31 gennaio 2020

Proroga al 31 ottobre 2020

Patenti di guida in scadenza dal 31 gennaio 2020

 

Prorogate al 31 agosto 2020
Carte di Qualificazione dei Conducenti/CQC e certificati di formazione professionale per trasporto merci pericolose in scadenza dal 23 febbraio al 29 giugno 2020 Prorogate al 30 giugno 2020
Certificati di abilitazione professionale in scadenza dal 31 gennaio al 15 aprile 2020 Validi fino al 15 giugno 2020
Attestati di corsi di qualificazione iniziale in scadenza dal 31 gennaio al 15 aprile 2020 La loro validità è prorogata fino al 15 giugno 2020
Permessi provvisori di guida per chi è in attesa di accertamento presso le commissioni mediche La loro validità è prorogata fino al 30 giugno 2020
Attestati rilasciati ai conducenti con 65 anni compiuti per la guida di autotreni e autoarticolati con massa a pieno carico superiore alle 20 t in scadenza dal 31 gennaio al 15 aprile 2020
NB: fino al 15/06/2020 non serve attestato per i conducenti con patente di categorie CE che hanno compiuto i 65 anni dopo il 31/01/2020
Validi fino al 15 giugno 2020
Attestati rilasciati ai conducenti con 60 anni compiuti per la guida di autobus, autotreni, autoarticolati, autosnodati adibitati al trasporto persone in scadenza dal 31 gennaio al 15 aprile 2020
NB: fino al 15/06/2020 non serve attestato per i conducenti con patente di categorie D1, D1E, D o DE che hanno compiuto i 60 anni dopo il 31/01/2020
Validi fino al 15 giugno 2020
Certificati medici rilasciati per il conseguimento delle patenti di guida in scadenza dal 31 gennaio al 15 aprile 2020 Validi fino al 15 giugno 2020
Esami di revisione della patente di guida o del CQC che cadrebbero nel periodo 23 febbraio – 15 aprile 2020 Sospesi fino a data da definirsi
Estratti della carta di circolazione (in deroga al termine dei 60 giorni) che scadrebbero tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020 Validi fino al 15 giugno 2020
Ricevute rilasciate dalle imprese di consulenza
(art. 7, L. 264/1991) che scadrebbero tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020, in deroga al termine massimo di 30 giorni
Validi fino al 15 giugno 2020
Fogli di via (che restano autorizzazioni provvisorie per condurre i veicoli ai transiti di confine) che scadrebbero tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020 Validi fino al 15 giugno 2020
Carte di circolazione e relative targhe EE che scadrebbero tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020 Validi fino al 15 giugno 2020
Autorizzazioni per circolazione di prova che scadrebbero tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020
(se non già pendente il procedimento di rinnovo)
Validi fino al 15 giugno 2020

 

Ecco invece l’elenco delle attività indifferibili, da rendere in presenza laddove previsto presso gli uffici delle Motorizzazioni:

  1. Visita e prova di immatricolazione di veicoli utilizzati nella gestione dell’emergenza sanitaria e nel trasporto pubblico (autobus, mezzi di soccorso, …)
  2. Visita e prova, e immatricolazione di veicoli “con titolo” adibiti al trasporto di merci e di persone
  3. Visita e prova, e immatricolazione di veicoli adatti per la guida e il trasporto di persone disabili
  4. Visite periodiche ATP (solo per il trasporto internazionale)
  5. Autorizzazione all’esercizio della professione (Iscrizione al REN)
  6. Rilascio copie conformi per trasporto di merci nell’ambito dell’UE/SEE/Svizzera
  7. Copie conformi licenze comunitarie trasporto passeggeri
  8. Autorizzazione servizi di linea – rilascio della documentazione da tenere a bordo.

Per i certificati avvenuta revisione/modello CEMT, Annex 6 scaduti dopo il 12 marzo si è giunti ad un accordo con i paesi membri del trattato e di ritenerli prorogati fino al 30 giugno (qui)

 

Puoi consultare anche:

 


 

Per maggiori informazioni sul nuovo scadenzario per il settore Trasporti contatta

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Aprile 01, 2020
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E45, RISERVE per le imprese nei BANDI REGIONALI

e45

Sono state tre le proposte fatte dal presidente di Cna Umbria, Renato Cesca, all’incontro organizzato dall’associazione il 15/07 a Città di Castello per discutere di E45 e infrastrutture dell’Alto Tevere. E un primo risultato arriva già a fine serata per gli oltre 200 imprenditori presenti e per le aziende del territorio danneggiate dalla chiusura del viadotto Puleto.

Le proposte CNA

  1. un accordo tra le forze politiche a sostegno della riqualificazione e riapertura della E45 entro la fine di agosto e per lo stanziamento di risorse per il completamento della E78. Mentre per quanto riguarda la ferrovia, chiediamo di riprendere in mano il progetto dello sfondamento verso Arezzo, vecchio di 30 anni, per valutarne la reale fattibilità, o di guardare all’ipotesi del raddoppio dell’alta velocità Firenze-Roma che passi per l’Alto Tevere e l’aeroporto di Perugia
  2. che venga prevista una riserva per le imprese di questo territorio all’interno dei prossimi bandi della Regione a sostegno dell’innovazione delle imprese
  3. un patto territoriale per la riduzione delle tasse locali in considerazione dei disagi collegati alla chiusura del viadotto Puleto

Una prima risposta alle richieste della Cna è arrivata da Fabio Paparelli, presidente della Giunta regionale dell’Umbria, che si è detto disponibile ad accogliere la proposta di una riserva per le imprese altotiberine nei bandi regionali, aprendo anche al rinnovo dei parchi veicolari delle imprese del trasporto merci con fondi dedicati per il periodo 2021/2027.

Tra i parlamentari invitati, Walter Verini (Pd) ha lanciato l’ipotesi che, come avvenuto a Genova dopo il crollo del ponte Morandi, venga riconosciuto ufficialmente lo stato di disagio del territorio dell’Alto Tevere. Emanuele Prisco, deputato dei Fratelli d’Italia, ha centrato il proprio intervento sulla necessità di superare un codice degli Appalti punitivo nei confronti delle imprese.

L’on. Filippo Gallinella (M5S) ha rinunciato al suo intervento in favore del tecnico del ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Roberto Gentili, che in collegamento telefonico ha aggiornato sullo stato dell’arte degli interventi sulle arterie stradali interessate, e di Nicola D’Alessandro, di Rfi (Rete ferroviaria italiana), per il quale la priorità è la riqualificazione della linea esistente, senza la quale è inutile parlare di alta velocità. Dell’impegno per far inserire indennità per le imprese dell’Alto Tevere all’interno del decreto Crescita ha parlato Catia Polidori, parlamentare di Forza Italia e tifernate.

Luciano Bacchetta, sindaco di Città di Castello, ha affermato che la carenza infrastrutturale del territorio è stata il frutto di una responsabilità collettiva e che le difficoltà attuali impongono di lavorare sulle priorità quotidiane, facendo un passo alla volta.

Al dibattito è intervenuto anche Gianluca Cirignoni, portavoce del comitato per la E45, costituitosi spontaneamente nei mesi scorsi, che ha insistito sull’incapacità di cui ha dato prova l’Anas nella gestione delle opere di manutenzione e riqualificazione della E45.

La chiusura dei lavori è stata affidata a Daniele Vaccarino, presidente nazionale della Cna.

“In Italia le infrastrutture sono inadeguate anche perché si tende a indire gare al massimo ribasso, che spesso vedono il fallimento delle imprese aggiudicatrici, il subentro di altri soggetti, la lievitazione dei costi e la mancata consegna dei lavori. Sulla questione specifica dell’Alto Tevere diciamolo: se a Città di Castello ci fosse stata una grande azienda multinazionale, i problemi infrastrutturali sarebbero stati risolti da anni. Ma la classe politica generalmente è lontana dalle esigenze delle piccole imprese, quelle stesse che, nonostante gli 11 anni di crisi economica, hanno permesso all’Italia di restare il secondo paese manifatturiero d’Europa”

Ci saremmo aspettati maggiore concretezza da parte dei parlamentari invitati – ha concluso Renato Cesca – ma per noi questo incontro rappresenta il punto di partenza per arrivare a risultati concreti in tempi brevi, provando a lavorare insieme alle istituzioni locali e alle altre associazioni di rappresentanza delle imprese”.

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Luglio 16, 2019
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Infrastrutture e Trasporti. Ripartiamo dall’E-45

ripartiamo dalla e-45


L’Alto Tevere è una delle realtà territoriali umbre più vivaci dal punto di vista imprenditoriale dove l’automotiv, la produzione di macchinari agricoli, la cartotecnica, l’arredo casa, il settore tessile e l’abbigliamento rappresentano i settori trainanti dell’economia.
Questo territorio – che vive di rapporti di scambio con le regioni del Nord e del Centro Italia – sta pagando un prezzo altissimo dopo l’interruzione della E-45.
A livello regionale tale stop ha inferto un ulteriore colpo al 
settore del trasporto merci e di persone,  già in crisi visto l’andamento degli ultimi 10 anni.

Per questo motivo è nata l’esigenza di realizzare l’incontro “Infrastrutture e Trasporti. Ripartiamo dall’E-45” coinvolgendo tutte le principali forze politiche presenti in Umbria che prontamente hanno confermato la loro disponibilità e interesse a partecipare. All’incontro è stata invitata anche l’ANAS che ha declinato l’invito viste le indagini ancora in corso.

A nostro avviso le infrastrutture rappresentano un elemento essenziale per lo sviluppo del territorio per cui le problematiche dovrebbe essere affrontante all’unisono. 

L’incontro è un momento importante per fare il punto della situazione sulle infrastrutture locali, sul futuro completamento dell’E-78 e sui temi relativi allo sviluppo del trasporto su rotaia.
Saranno toccate alcune tematiche importanti per le imprese che rappresentiamo come quelle dell’abusivismo e della concorrenza sleale. 

 



Registra la tua presenza qui

lunedì 15 luglio ore 17.30
Hotel Garden | Città di Castello

Relazione introduttiva
Renato Cesca – Presidente CNA Umbria

Interventi
Luciano Bacchetta – Sindaco Città di Castello
On. Riccardo Augusto Marchetti – Deputato Lega
On. Walter Verini – Deputato PD
On. Catia Polidori – Deputato Forza Italia
On. Emanuele Prisco – Deputato Fratelli D’Italia
On. Filippo Gallinella – Deputato M5S
Fabio Paparelli – Presidente Regione Umbria
Rappresentante Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

Conclusioni
Daniele Vaccarino – Presidente Nazionale CNA

 

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Luglio 10, 2019
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