CNA aderisce all'edizione 2026 di "Cronisti in classe"
Coltivare lo spirito critico dei ragazzi e il ruolo fondamentale dell'informazione libera a difesa dei valori democratici
Data06/02/2026
"Abbiamo deciso di sostenere l’edizione 2026 del progetto “Cronisti in classe” de La Nazione - ha affermato Michele Carloni, presidente di CNA Umbria - da un lato perché i giovani rappresentano il pilastro su cui si costruirà il futuro, dall’altro perché siamo convinti che il giornalismo, nel suo raccontare la realtà e nel fornirne ai lettori un’interpretazione critica, è una delle colonne sulle quali si reggono le società democratiche, oggi sempre più accerchiate da regimi e correnti di pensiero fondati sull’autoritarismo. In un mondo in continuo e rapido cambiamento l’informazione libera e critica assume un ruolo ancora più importante nel fornire la cassetta degli attrezzi utile a interpretare i fatti. In particolare per i ragazzi di oggi, che si informano attraverso altri canali e molto spesso reperiscono dai social media informazioni non sempre verificate o adatte a formarsi un’opinione critica del mondo.
Ma la nostra adesione al progetto deriva anche dall’importanza che la nostra associazione riserva alla formazione dei giovani, nella quale siamo attivi ormai da molti anni attraverso due enti formativi che svolgono un ruolo fondamentale sia nel contrasto alla dispersione scolastica che nella costruzione di competenze spendibili nella società e nel mondo del lavoro. Oggi le piccole imprese hanno sempre più bisogno di competenze professionali specializzate, ma spesso attorno ai cosiddetti lavori manuali c’è scarsa informazione tra le famiglie e gli stessi ragazzi, che magari non sanno che in molti casi alcuni mestieri si sono trasformati profondamente, caricandosi di forti contenuti tecnologici e digitali tali da renderli potenzialmente appetibili anche alle nuove generazioni. Tuttavia siamo convinti che queste competenze specialistiche, o hard skills, possano anche essere acquisite in un secondo momento direttamente all’interno delle imprese. Ma sarà indispensabile che i ragazzi si presentino all’appuntamento con il mondo del lavoro con soft skills solide: se saranno capaci di lavorare in squadra, di condividere gli obiettivi, di esprimere curiosità, intraprendenza, determinazione e senso critico rispetto alla realtà che vivono, potranno ambire a diventare protagonisti. Ed è proprio attorno a questo tema che stiamo lavorando per arrivare a valorizzare il saper fare e il saper fare impresa, che ancora oggi incarnano la possibilità di autorealizzarsi nella vita e, in quanto tali, rappresentano un potente ascensore sociale capace di portare quelli che una volta venivano definiti ragazzi di bottega a diventare imprenditori di successo in grado di lasciare un segno positivo nella comunità.